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martedì 26 aprile 2016

Le quattro indicazioni emerse dal primo convegno internazionale sulla Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologica

«Occorre incentivare il dialogo tra ginecologi e centri specializzati: tempo, informazione, genetica ed endometriosi i temi di confronto», afferma il centro per la fertilità ProCrea, organizzatore della due giorni di Lugano

 

«È indispensabile creare un contatto diretto tra ginecologi e centri specializzati in Medicina della Riproduzione al fine di non perdere tempo prezioso e indirizzare le coppie che sono alla ricerca di un figlio verso la strada più appropriata». L'appello arriva dal primo convegno internazionale di Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologia organizzato dal centro ProCrea di Lugano, in collaborazione con il laboratorio Risch e ProCrea Lab. La due giorni di studio e confronto che si è svolta al LAC di Lugano il 21 e 22 aprile ha evidenziato in maniera forte la necessità di «creare un ponte di comunicazione tra i medici che visitano le pazienti per la prima volta e i centri specializzati», spiega Michael Jemec membro del comitato scientifico del convegno e direttore medico del centro ProCrea di Lugano. «Occorre un nuovo approccio alla Medicina della Riproduzione: non più due mondi distaccati, ma due ambiti che dialogano e si confrontano. E che hanno come unico obiettivo il benessere della paziente. Questo primo convegno ha voluto creare momenti di confronto e crescita reciproca».

Quattro gli elementi da tenere in considerazione.


1. Il tempo è il nemico da combattere. «Il tempo è il primo nemico della fertilità, soprattutto nella donna: più si lasciano passare gli anni e più si abbassano le possibilità di avere una gravidanza. È quindi importante che le coppie siano indirizzate subito verso specialisti in Medicina della riproduzione», spiega Marina Bellavia, membro del comitato scientifico del convegno e specialista di ProCrea.


2. La scienza negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Prosegue Bellavia: «Le continue ricerche che vengono fatte a livelli internazionale aprono scenari costantemente nuovi che possono contribuire a diagnosticare con sempre maggiore precisione il perché di una mancata gravidanza e ad individuare la possibile soluzione al problema di infertilità riscontrato. È però importante che queste informazioni siano accessibili a tutti».


3. La genetica. «È la vera novità nell'ambito della Medicina della Riproduzione e della procreazione assistita. Grazie ai nuovi test genetici è stato rivoluzionato l'approccio arrivando a migliorare complessivamente i tassi di successo delle terapie», spiega Giuditta Filippini, direttore di ProCrea Lab il laboratorio di genetica molecolare di ProCrea. Un esempio: «Con i test genetici possiamo andare maggiormente in profondità nel valutare la qualità del seme maschile, arrivando a individuare lo spermatozoo che presenta maggiori elementi di successo, quindi di fecondazione». Con la genetica si sono sviluppati anche percorsi diagnostici capaci di individuare malattie genetiche rare che possono essere trasmesse ai figli.


4. Un nuovo approccio all'endometriosi. «Parliamo di una malattia silenziosa, ancora troppo poco conosciuta - e quindi spesso difficilmente diagnosticata - che influisce in modo negativo sulle possibilità di diventare mamma», precisa Bellavia. «Le ultime linee guida della Eshre - European Society of Human Reproduction and Embryology - che abbiamo avuto l'opportunità di presentare, aprono di fatto una nuova frontiera per le donne che ne sono affette e sono alla ricerca di un figlio. La soluzione non deve essere necessariamente chirurgica con ricorso alla Fivet, ma ci sono situazioni dove è possibile intervenire con stimolazioni ormonali e inseminazione intrauterine per le quali le possibilità di una gravidanza sono ben 5 volte superiori rispetto solamente a qualche anno fa».

 

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 




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SALUTE: GIÙ SPERANZA VITA CON ADDIO A DIETA MEDITERRANEA

La crisi ha tagliato i consumi alimentari ma ha anche profondamente modificato le abitudini degli italiani che sono stati costretti a dire addio ai prodotti base della dieta mediterranea dall'olio al vino, dall'ortofrutta alla pasta fino al pane, sceso al minimo storico all'unità d'Italia, con pericolosi effetti per la salute. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, diffusa in occasione del rapporto Osservasalute, che prende in esame la spending review degli italiani nel carrello della spesa a partire dal 2008 con l'inizio della crisi. Il crollo piu' pesante – sottolinea la Coldiretti - si è avuto per l'olio di oliva, riconosciuto unanimemente come elisir di lunga vita, con acquisti in calo del 25 per cento e consumi a persona scesi a 9,6 chili all' anno, dietro la Spagna 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica. Anche per il vino - prosegue la Coldiretti - si è avuto un forte contenimento con una riduzione nello stesso periodo del 19 per cento nei consumi che adesso si aggirano complessivamente attorno ai 20,5 milioni di ettolitri, tanto che l'Italia è stata raggiunta sul podio dei principali paesi consumatori mondiali di vino dalla Germania. Molto preoccupante è la situazione per la frutta e verdura fresca poiché, per effetto di un calo del 7 per cento i consumi per persona, – rileva la Coldiretti - si sono fermati a poco piu' di 130 chili all'anno che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto ai 400 grammi consigliati dall'organizzazione mondiale della Sanità. Ma soprattutto - precisa la Coldiretti - si è ancora molto distanti da un'altra delle importanti raccomandazioni sugli stili alimentari, che riguarda il numero di porzioni di frutta e verdura assunte ogni giorno: in Italia solo il 18 per cento della popolazione di età superiore a 3 anni consuma quotidianamente almeno 4 porzioni di frutta e verdura.  In calo il consumo di pasta anche se gli italiani restano i maggiori consumatori per un quantitativo di circa 26 kg all'anno a persona, che è tre volte superiore a quella di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quella di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quella di un giapponese. Non è pero' mai stato così basso il consumo di pane degli italiani che è sceso al minimo storico per un quantitativo di circa 90 grammi, pari a meno di due fettine di pane al giorno (o due rosette piccole) a persona, secondo le analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che dall'inizio della crisi gli acquisti sono praticamente dimezzati. Un trend negativo rispetto al quale – conclude la Coldiretti – si è però assistito nel 2015 a una significativa inversione di tendenza, con  un aumento degli acquisti dei prodotti della dieta mediterranea che va dal +5% per il pesce al +19% per l'olio di oliva ma cresce anche la spesa per la frutta (+5%), per gli ortaggi freschi (+3%) e per la pasta secca (+1%), simbolo di un deciso orientamento a privilegiare cibi salutari per una maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere.

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La Commissione igiene e sanità del Senato approva il Ddl Lorenzin

E' stato finalmente approvato dalla Commissione igiene e sanità del Senato il disegno di legge "Norme varie in materia sanitaria" d'iniziativa governativa presentato dal Ministro Lorenzin unificando nel testo approvato parte larga di analoghi provvedimenti presentati da quasi tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione; ora il testo approvato va all'esame dell'Aula del Senato dove sarà calendarizzato al più presto.

E' un provvedimento atteso da decenni – afferma il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che sta seguendo per il Governo Renzi l'iter parlamentare del provvedimento - che affronta questioni rilevanti dell'assetto sanitario offrendo risposte puntuali e largamente condivise. Ringrazio la relatrice del provvedimento, la sen.ce Emilia Di Biasi, presidente della stessa Commissione, per l'ottimo e appassionato lavoro svolto e i senatori della Commissione i quali hanno votato il testo all'unanimità dei presenti.

 Il provvedimento, in particolare affronta il tema degli ordini e professioni sanitarie, oltre un milione di professionisti,  avviando  una loro riforma organica  con un intervento diretto di riordino per il riassetto della normativa vigente risalente alla legge istitutiva degli ordini di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, allo scopo di rendere, in maniera immediata, il sistema più aderente alle attuali esigenze odierne in particolare per quanto attiene all'interesse dei cittadini utenti. E' un ammodernamento della disciplina ordinistica delle professioni sanitarie in un contesto derivante che he scaturisce peraltro dai principi recati dalla direttiva 2005/36/CE, recepita con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, nonché dalle proposte di modifica della predetta direttiva, tra le quali figura la previsione di un sistema di allerta per comportamenti non coerenti con la deontologia professionale. Si tratta di  professioni che  per la loro specificità rispetto ad altri ordinamenti professionali, garantendo un bene/diritto costituzionalmente garantito quale la salute,  necessitano del mantenimento del ruolo di garanzia della qualità del livello di professionalità. La proposta di legge o non propone l'istituzione di nuovi enti pubblici bensì effettua e le seguenti operazione di ammodernamento: a) adegua la normativa di riferimento agli ordini vigilati dal Ministero della salute in riferimento al loro funzionamento interno; b) muta la denominazione di collegio in ordine per effetto del mutato quadro ordinamentale e formativo.  Con l'intervento operato si sostituisce gran parte del predetto decreto legislativo n. 233 del 1946, inoltre, si dispone che tali enti pubblici non economici sono organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all'esercizio professionale, dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare, ai quali, tuttavia, non si estendono le norme di contenimento della spesa pubblica e sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute. Promuovono e assicurano l'indipendenza, l'autonomia e la responsabilità dell'esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale delle professioni, la salvaguardia dei princìpi etici dell'esercizio professionale indicati nei co-dici deontologici al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva. Tra i compiti assegnati ai predetti enti figurano la tenuta e la pubblicità degli albi delle rispettive professioni e la verifica del possesso dei titoli abilitanti all'esercizio professionale, la valutazione delle attività di formazione continua, il rafforzamento dei codici deontologici, la trasparenza della comunicazione, l'istituzione di specifici organi disciplinari e la definizione di idonee procedure a garanzia dell'autonomia e terzietà del giudizio disciplinare, separando la funzione istruttoria da quella giudicante in particolare attraverso la costituzione di appositi uffici istruttori di albo cui partecipa, oltre agli iscritti a tal scopo  sorteggiati, anche un rappresentante estraneo alle professioni medesime, nominato dal Ministro della salute.

Inoltre si  trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali accorpando in un medesimo ordine, quello dei tecnici sanitari di radiologia medica  professioni tra loro omogenee e compatibili, quali le professioni sanitarie tecniche, della prevenzione e della riabilitazione  che pur regolamentate non  hanno ancora albi professionali. Infine è prevista l'istituzione delle nuove professioni sanitarie di osteopata e chiropratico. Completa il quadro il passaggio a professioni sanitarie di biologi e psicologi, nonché  l'istituzione dell'albo dei fisici nell'ordine dei chimici il passaggio di queste quattro professioni sotto la vigilanza del Ministero della Salute.



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domenica 24 aprile 2016

Lorenzin presenta Stati Generali della Ricerca Sanitaria

Martedì prossimo, 26 aprile, alle ore 11, presso l'Auditorium "Cosimo Piccinno" del ministero della Salute - Lungotevere Ripa 1, il ministro Beatrice Lorenzin presenterà gli Stati Generali della Ricerca Sanitaria.

La manifestazione si svolgerà il 27 e 28 aprile a Roma presso l'Auditorium del Massimo.

Prime informazioni sono già disponibili nel sito internet www.statigeneraliricercasanitaria.it.



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sabato 23 aprile 2016

Parte con successo “Autismo in Rete”, sala gremita di allievi per la “lectio” del prof. Francesco Di Salle direttore scientifico del piano formativo targato Espansione srl.

Sala gremita stamattina (23 aprile) per la partenza del piano formativo destinato agli operatori della sanità e agli insegnanti “Autismo in Rete” ideato e voluto dal provider ECM irpino Espansione srl e recentemente finanziato da Fondimpresa.
Il motivo è presto detto, ad aprire i lavori di “Autismo in Rete”, dopo il saluto istituzionale dell’Amministratore unico di Espansione srl Sergio Antonio Bolognese, è stata la “lectio magistralis” del prof. Francesco Di Salle, direttore scientifico del percorso formativo e uno dei massimi esperti mondiali di disturbi dello spettro autistico.

“L’idea del corso è nata da una chiacchierata con il prof. Di Salle - ha detto Sergio Bolognese - che ci ha introdotto in questo mondo e ci ha fatto capire quanto è importante promuovere un cambio di paradigma culturale per affrontare questa patologia che, purtroppo, è in aumento. Abbiamo voluto predisporre, con lui, uno strumento efficace affinché siano sempre di più le persone in grado di riconoscere per tempo i segni esterni della patologia e intervenire precocemente; il tempo, infatti, può fare una drammatica differenza”.

Centinaia gli allievi accorsi da tutta la Campania, ricordiamo infatti che, allo stato attuale, tale formazione interesserà 18 aziende per un totale di quasi 400 professionisti della riabilitazione e dell’educazione. Numeri destinati a crescere, visto il crescente interesse per il Metodo ABA Applied Behaviour Analisys ritenuto dal Ministero della Salute e dalla Regione Campania l’unico in grado di ottenere risultati significativi se applicato correttamente e precocemente.

Non ha deluso le attese il prof. Di Salle - ordinario di Neuroradiologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno, autore di centinaia di lavori e 78° nella speciale classifica dei Top Italian Scientists - che ha saputo catturare la platea e la stampa che è intervenuta compatta a supportare l’impegno verso questa particolare categoria di malati.

“Ero ordinario di Neuroimaging in Olanda - ha esordito Di Salle - ma la mia vita e i miei studi sono cambiati quando ho scoperto che il mio secondo figlio era affetto da questa patologia. Sono tornato in Italia e ho dedicato tutto il mio lavoro a studiare come affrontare questo problema con le armi della neuroradiologia, l’unica scienza che ci consente di vedere il cervello umano vivo e al lavoro. Mi scuso con i genitori che sono in sala, forse dovranno vedere immagini che li faranno soffrire ma che è necessario vedere perché sono casi di studio e perché dobbiamo imparare a conoscere le manifestazioni esterne della malattia se vogliamo poter applicare precocemente rimedi come il Metodo ABA”.

Con la semplicità dei grandi scienziati, Di Salle ha conquistato la platea di terapisti della riabilitazione, medici, psicologi e insegnanti che lo ha seguito con palpabile attenzione fino alla fine, conquistata anche dalla semplicità e chiarezza con cui lo scienziato ha saputo introdurre concetti complessi ad una platea dalle competenze variegate.

Sono già 18 le imprese sanitarie campane e 391 lavoratori. In Irpinia ha aderito, per il momento, la Cooperativa Sociale Il Sorriso Onlus; le altre imprese partecipanti al piano sono: Iuvenia, CRS Centro Riabilitazione Sanitaria, Villa dei Fiori, Fondazione Salerno ANFFAS Onlus, Il Trenino Impresa Sociale, Servizi Sanitari S.r.l., Nadir Cooperativa Sociale, Fondazione Emmaus Onlus, Megafono Verde, Centro Campano di Rosario Severino, Raggio di Sole, Centro di Medicina Psicosomatica Cooperativa Onlus, Mondo in Cammino Cooperativa Sociale, Meta Felix, CEM Casa di Cura S. Maria del Pozzo, Centro di Riabilitazione e Recupero Handicaps Abatese, Cooperativa Sociale Napoli Integrazione. 


Per ulteriori informazioni su “Autismo in Rete” si può consultare il sito www.espansionersl.it.

Il gruppo Ausl Romagna Cultura a Videoregione

"La dottoressa Tiziana Rambelli e il dottor Stefano De Carolis del gruppo Ausl Romagna Cultura ospiti alla trasmissione "Salute Informa
La dottoressa Tiziana Rambelli e il dottor Stefano De Carolis, rispettivamente coordinatrice della COMUNICAZIONE e Coordinatore dell'area "STORIA DELLA MEDICINA, GRANDI MEDICI ROMAGNOLI e DIVULGAZIONE SCIENTIFICA" del gruppo Ausl Romagna Cultura, saranno ospiti alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta dal dottor Saverio Ruggeri e registrata il 22 aprile.
La trasmissione con ospite il Dott. Stefano De Carolis andrà in onda su Videoregione
 
25 e 28 aprile 2016 ore 18:30
 
La trasmissione con ospite la Dr.ssa Tiziana Rambelli andrà in onda:
 
27 e 30 aprile 2016 ore 18:30
 
Durante la puntata verranno illustrate le collaborazioni attivate (e in via di attivazione)  dal gruppo Ausl Romagna Cultura con Comuni di tutta la Romagna, Enti, Fondazioni, Università e Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini

venerdì 22 aprile 2016

MANIFESTO per la SALUTE FEMMINILE

Una società moderna, evoluta ed equa è consapevole del ruolo protagonista della donna nel contesto sociale, nel lavoro, nella cultura, e nella sua capacità di accoglienza del bisogno. 

L'aspettativa di vita delle donne è migliorata ed è superiore a quella degli uomini, tuttavia gli anni aggiuntivi non sono necessariamente anni in salute. 

La condizione della donna vede ancora una situazione di non piena parità di diritti e opportunità, e questo influenza negativamente lo stato di benessere psicofisico della componente femminile nella società.


La tutela di una maternità sana e consapevole non è solo una scelta individuale bensì costituisce un valore sociale incommensurabile, un investimento sul futuro che il Paese deve valorizzare.


La donna è il soggetto capace di prendersi cura degli altri, capace di fare spazio accogliente agli altri.  A cominciare dallo spazio dentro di sé per il bambino durante la gravidanza, nutrendolo e difendendolo dalle malattie. 


La riduzione dell'autonomia, la sofferenza, la disabilità e spesso la solitudine della donna negli ultimi anni della sua esistenza ci impongono di mettere in campo, fin dalla prima infanzia di ogni donna, azioni specifiche per la promozione e il mantenimento della sua salute. E' necessaria un'azione di sensibilizzazione sul tema che interessi tutte le fasi della vita, dalla nascita alla senescenza, coinvolgendo il contesto sociale nel quale viviamo. E' indispensabile ascoltare, capire i bisogni, confrontarsi, agire insieme ed informare correttamente le donne rendendole consapevoli delle opportunità di prevenzione e di miglioramento per la loro salute.


Nella Giornata Nazionale della Salute della Donna, che si celebra il 22 aprile  in ricordo della nascita di Rita Levi Montalcini, scienziata che ha illuminato il nostro Paese, vincitrice del premio Nobel per la Medicina, donna straordinaria, il Ministero della Salute afferma il proprio impegno per la salute della donna che costituisce un obiettivo strategico prioritario propedeutico a tutti gli obiettivi sanitari.

Con questa Giornata si progettano ed illustrano le proposte di tutela della salute della donna, dall'infanzia alla terza età.


Il genere come determinante di salute deve diventare una nuova dimensione della medicina in tutte la aree mediche per garantire equità e appropriatezza della cura a tutte le donne. 

E' necessario promuovere politiche di coinvolgimento di tutte le istituzioni,  ricerca, società scientifiche, sperimentazione farmacologica, medicina di base, farmaceutica, e convogliare risorse economiche e professionali per operare un rinnovamento culturale che accompagni il progresso scientifico.

 

 

Il Manifesto è la base su cui costruire le iniziative dei prossimi cinque  anni, con il contributo di tutte le forze del Servizio sanitario nazionale, delle altre Istituzioni che riconoscono in un impegno multisettoriale la leva vincente per raggiungere risultati significativi, degli stakeholders del mondo produttivo, del terzo settore e delle rappresentanze del mondo femminile e della società attiva in generale.

 

Riconosciamo a tal fine essenziale operare almeno nelle seguenti direttrici:

 

1. approccio alla salute femminile secondo la medicina di "genere", per il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili, e attenzione alla ricerca scientifica mirata specificamente alle esigenze e peculiarità delle donne;

2. strategie di comunicazione per accrescere la consapevolezza delle donne sulle tematiche di salute, per sé e per la sua famiglia;

3. tutela e promozione della salute sessuale e riproduttiva, anche attraverso la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la tutela della fertilità, favorendo una procreazione responsabile e consapevole e sostenendo la salute materna e neonatale;

4. disponibilità di un'alimentazione sana e nutriente, sin dal concepimento, per favorire una nascita sana;

5. disponibilità e accesso a efficienti strumenti per la prevenzione dei tumori femminili, anche attraverso la promozione degli screening di provata efficacia;

6. tutela della salute mentale della donna e contrasto alle condizioni che favoriscono l'insorgenza di disturbi mentali, soprattutto in alcune epoche della vita femminile, e attenzione per la peculiare relazione della donna adolescente con il suo corpo e per la conseguente prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, delle dipendenze, degli stili di vita scorretti;

7. prevenzione, individuazione e contrasto della violenza sulle donne, assistenza medica, supporto psicologico e riabilitazione e impegno per il diritto alla salute delle donne vulnerabili ed emarginate, con una speciale attenzione alla condizione sanitaria delle donne migranti;

8. tutela della salute della donna lavoratrice ed attenzione alle problematiche specifiche nel mondo del lavoro;

9. sicurezza della cosmesi e della medicina e chirurgia estetiche per una "sana" cura della bellezza;

10. strategie per favorire l'invecchiamento sano ed attivo dell'universo femminile

 

Il Ministero, per ciascuna delle linee direttrici sopra elencate, si impegna ad avviare una serie di iniziative, a partire da quelle suggerite dai tavoli tecnici riunitisi a Roma in occasione della I Giornata Nazionale per la salute della donna.

 

Roma, 22 aprile 2016                                                        



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