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sabato 29 giugno 2019

Scoperte proprietà anti-ipertensive della rucola che sono legate al suo tipico sapore pungente

Scoperte le proprietà anti-ipertensive della rucola che, sorpresa, sono proprio legate al suo tipico sapore pungente 

Lo studio condotto dai farmacologi dell'Università di Pisa è stato pubblicato sul British Journal of Pharmacology 

La rucola aiuta a combattere l'ipertensione e le malattie cardiovascolari grazie ad un principio attivo in grado di abbassare la pressione arteriosa che conferisce a questa insalata proprio il suo caratteristico sapore pungente. La scoperta arriva dall'Università di Pisa dove un team di farmacologi guidato dal professore Vincenzo Calderone ha condotto lo studio in collaborazione con le università di Firenze e "Federico II" di Napoli e il "Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia" (CREA) di Bologna. La ricerca, pubblicata sul "British Journal of Pharmacology", la rivista in campo farmacologico più prestigiosa a livello internazionale, ha infatti dimostrato le proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive dell'isotiocianato Erucina, un principio attivo prodotto dalla pianta come meccanismo di difesa e che conferisce alla rucola proprio il suo caratteristico sapore ed odore pungente.

"Quando le foglie di rucola vengono tagliate o masticate – spiega Alma Martelli ricercatrice dell'Università di Pisa e prima autrice della pubblicazione – i glucosinolati e l'enzima mirosinasi, entrano in contatto generando l'isotiocianato Erucina. Se quest'ultimo per la pianta è un meccanismo di difesa che serve per allontanare ad esempio gli animali, per l'uomo è invece un principio attivo di origine naturale in grado di rilassare la muscolatura dei vasi e di abbassare la pressione arteriosa attraverso il rilascio di un gastrasmettitore, il solfuro d'idrogeno".

I ricercatori hanno dimostrato le proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive dell'isotiocianato Erucina sia in vitro, su cellule di aorta umana e su vasi isolati, che in vivo, su animali spontaneamente ipertesi.

"Questa scoperta ha importanti ripercussioni in campo medico poiché per ottenere questi effetti antiipertensivi possiamo certamente somministrate il principio attivo purificato, sotto forma di integratore ma, almeno in parte, possiamo ottenere gli stessi effetti anche attraverso l'alimentazione - sottolinea Alma Martelli - infatti diversamente dalle altre piante appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae come il cavolo, il broccolo o il rafano, la rucola si può mangiare cruda così da non degradare l'enzima con la cottura e assicurare la sintesi di Erucina".

La dottoressa Alma Martelli che ha condotto la ricerca, è ricercatrice in Farmacologia al Dipartimento di Farmacia dell'Università di Pisa dal 2014. Già nel 2016 ha ricevuto un importante premio internazionale, il "Ciro Coletta Youg Investigator Award", per le sue ricerche sugli isotiocianati e il solfuro d'idrogeno. Più di recente, nel marzo scorso, ha ricevuto il premio "Best Oral communication Award" nell'ambito del congresso "Le Basi farmacologiche dei Nutraceutici" proprio per la ricerca sulle proprietà anti-ipertensive di Erucina.

La dottoressa Martelli lavora in un team guidato dal professore Vincenzo Calderone di cui fanno parte la professoressa Lara Testai e le dottoresse Valentina Citi ed Eugenia Piragine. Da anni il gruppo studia le proprietà cardiovascolari del solfuro d'idrogeno occupandosi anche di farmacologia dei composti di origine naturale, due filoni di ricerca che si sono uniti in questo lavoro appena pubblicato sul "British Journal of Pharmacology".

 

Dida foto, da destra, Eugenia Piragine, Alma Martelli, Vincenzo Calderone, Valentina Citi e Lara Testai



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martedì 25 giugno 2019

Vapore acqueo per curare l'ipertrofia prostatica benigna: a Monza è possibile!

VAPORE ACQUEO PER CURARE L'IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA: A MONZA È POSSIBILE

 

Synlab CAM Monza si conferma una struttura attenta a offrire alla cittadinanza le soluzioni mediche più innovative, tanto che, a pochi giorni dall'introduzione in Italia di questa tecnologia, ha già attivato il trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna tramite vaporizzazione

 

Monza, 25 giugno 2019 – In forma quasi pioneristica, questo mese Synlab CAM Monza ha già ospitato interventi di riduzione della prostata mediante l'uso di vapore acqueo: una tecnica innovativa made in USA, arrivata in Italia soltanto all'inizio di giugno 2019 (ad oggi testata solo in un paio di strutture su tutto il territorio nazionale) e che può migliorare la qualità di vita di moltissimi pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna.

 

Il servizio attivo presso Synlab CAM Monza rappresenta una novità dirompente per curare una malattia che oggi colpisce un numero importante di uomini e che cresce con l'aumentare dell'età, interessando però anche coorti più giovani di quanto si è soliti pensare. Secondo i dati raccolti dalla SIU (Società Italiana di Urologia) nel 2018, infatti, nel nostro paese il 10% dei quarantenni ha già sintomi di ipertrofia prostatica benigna; più avanti, poi, ne soffre oltre il 30% degli uomini fra i 50 e i 60 anni e fino al 60% degli over 70.

 

L'ipertrofia prostatica benigna viene inizialmente curata con farmaci che sicuramente presentano una buona efficacia, soprattutto nella prima fase della malattia, ma possono generare problemi per gli effetti collaterali sotto il profilo cardiovascolare e soprattutto importanti disturbi dal punto di vista sessuale, con calo del desiderio e perdita dell'eiaculazione. Quando la terapia non basta, si ricorre a   chirurgie endoscopiche mini invasive, come la resezione prostatica trans uretrale (TURP), l'intervento endoscopico più diffuso fino a qualche tempo fa, che viene sempre più spesso sostituito dalle tecniche laser.

Rispetto a tali metodologie, la nuova terapia termica con vapore acqueo chiamata "Rezum" è in grado di superare questi aspetti nel 95% dei casi, migliorando i sintomi del paziente e colpendo unicamente la prostata senza asportarla, mantenendo l'integrità anatomica dell'uretra (canale  schiacciato dalla prostata) con il conseguente recupero del corretto modo di urinare e il miglioramento dei disturbi urinari. Di recente, in riviste internazionali di Urologia come The Journal of Urology e Urology, sono stati pubblicati studi che confermano che il miglioramento dei sintomi a 3 mesi dalla procedura, si mantiene stabile a 4 anni.

 

Presso Synlab CAM Monza sono stati eseguiti con successo alcuni interventi per trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna tramite vaporizzazione termica "Rezum": lo staff e i pazienti sono rimasti pienamente soddisfatti ed entusiasti dei risultati ottenuti, tanto che altre operazioni sono già in programma per i prossimi mesi. Per accedere all'intervento, il paziente deve essere valutato clinicamente dallo Specialista Urologo (con eventuale approfondimento diagnostico strumentale, se necessario) perché sia confermata l'idoneità al trattamento. 

 

Tra gli Specialisti Urologi abilitati nel nostro Paese a svolgere questa tipologia di intervento, il Direttore dell'Unità Operativa di Urologia dell'Ospedale di Desio - ASST Monza, che, in merito all'innovativo trattamento, ha dichiarato: "Questa nuova metodologia si realizza effettuando iniezioni localizzate di vapore acqueo sterile nella zona della prostata interessata all'ipertrofia. Si tratta di un trattamento termico intraprostatico per infissione di un ago specifico con uso di semplice vapore acqueo; l'azione si esaurisce in pochi minuti, ma i vantaggi sono ragguardevoli: viene preservata la funzione erettile e urinaria, si tratta di una valida alternativa ai farmaci che comporta risultati sicuri ed efficaci sui sintomi di questa malattia e il paziente può tornare alle normali attività in pochi giorni".

lunedì 24 giugno 2019

SALUTE E ALIMENTAZIONE: "CIBUS SANO IN CORPORE SANO" | ADRIANO PANZIRONI IL 30 GIUGNO AL PALASPORT DI ROMA |



Il prossimo 30 Giugno, al Palasport di Roma,

gli ideatori e l'intera organizzazione del progetto incontrano il pubblico.


Vivere 120 anni, è possibile?

"Cibus sanus in corpore sano". 

Adriano Panzironi suggerisce come vivere più a lungo

con un'alimentazione sana ed equilibrata.

Salubrità, alimentazione, stile di vita ed esercizio fisico sono il mix di un "elisir di lunga vita" o comunque di una esistenza sana di cui si parlerà il 30 giugno dalle ore 10.00 al Palasport di Roma 


| 30 Giugno 2019, dalle ore 10.00 |

Palazzo dello Sport | Roma


"Fa che il cibo sia la tua medicina..." sosteneva Ippocrate. Se state cercando "l'elisir di lunga vita", l'appuntamento è per il prossimo 30 giugno al Palazzo dello Sport di Roma con il Life 120 Day, la grande manifestazione organizzata per consentire al cosiddetto "Popolo Life 120", stimato in molte migliaia di persone, di incontrare direttamente Adriano Panzironi, l'autore del best seller "Vivere 120 anni, le verità che nessuno vuole raccontarti" –oltre 400mila copie vendute – e l'intera struttura, per conoscere e valutare da vicino questo stile di vita.

Su cosa si basa il progetto Life 120?

Secondo gli ideatori è uno stile di vita basato su tre concetti: giusta alimentazione, giusta integrazione e giusta attività fisica. Il tutto è descritto in maniera dettagliata nel libro di Panzironi, un vero e proprio manuale da seguire se si vuole vivere a lungo e in salute. In un video, caricato su YouTube, Panzironi racconta come è nata l'idea di Life 120: "Tutto è iniziato all'età di quarant'anni quando, stanco delle mie patologie, ho cercato di capire quale cibo mi faceva male. Quindi, insieme a mio fratello Roberto abbiamo deciso di sperimentare un'alimentazione povera di carboidrati e abbiamo compreso la pericolosità dei carboidrati insulinici. Da questa esperienza ho deciso di approfondire scientificamente quella che all'inizio era solo un'intuizione e poi ho fatto la scelta, da giornalista, di scrivere quello che sarebbe diventato un best seller".

"Proprio come in natura, cibus sanus in corpore sano. Ovvero se osserviamo la natura - precisa Adriano Panzironi -  ci accorgiamo che le patologie che riscontriamo nell'uomo non sono presenti in nessun animale allo stato brado. Avete mai visto un leone calvo, un elefante con l'Alzheimer, o qualsiasi animale obeso?"  

Il "metodo Panzironi" non consiste soltanto in un regime alimentare, che pure è basilare, ma anche nell'assunzione di integratori per sopperire alle carenze nutrizionali e di un moderato ma costante esercizio fisico.

Infatti, in contrasto con la medicina cosiddetta "ufficiale", quella dei protocolli, Adriano Panzironi ritiene che le patologie vadano affrontate agendo sugli effetti, non sulle cause."L'errore più grande della medicina ufficiale è pensare di curare i pazienti solo con i farmaci, mentre la prima forma di cura e di prevenzione dovrebbe essere l'alimentazione"afferma.

Salubrità, alimentazione, stile di vita ed esercizio fisico sono il mix di un "elisir di lunga vita" o comunque di una esistenza sana di cui si parlerà il 30 giugno dalle ore 10.00 al Palasport di Roma con il seguente programma:

Convegno Scientifico

per informare sull'importanza dell'integrazione, al quale interverranno medici e specialisti che risponderanno alle domande dei partecipanti.

Trasmissione televisiva

il conduttore de Il Cerca SaluteBenedetto Dionisi, racconterà i retroscena del programma televisivo, oltre a curiosità sul LIFE 120.

Presentazione del Progetto

Roberto Panzironi, ideatore del LIFE 120 con suo fratello Adriano, esporrà il futuro delprogetto, le nuove iniziative e le filiere etiche.

Show Cooking

il noto Chef Bartolo farà conoscere i segreti culinari per utilizzare i prodotti LIFE 120 e cucinare i piatti di tutti i giorni.

Fitness

Barbara Vazzana darà consigli per imparare ed eseguire l'allenamento LIFE 120direttamente da casa.

Consulenza

A disposizione del Popolo LIFE 120 ci saranno dieci consulenti, che durante tutta la giornata daranno consigli sul proprio percorso da seguire con lo stile di vita LIFE 120.

Degustazioni

Il secondo anello del Palazzo dello Sport di Roma sarà dedicato alla presentazione dei nuovi prodotti LIFE 120, con la possibilità di degustarli e di conoscerne tutte le novità e le caratteristiche tecniche e salutari.

Per chi vorrà recarsi alla manifestazione, il Life 120 Day avrà inizio alle ore 10.00 e si protrarrà per tutta la giornata con un fitto programma di eventi e appuntamenti, fino a concludersi con la diretta dell'ultima puntata del programma tv, dalle ore 21.00, al quale è prevista la partecipazione di 5mila ospiti. La manifestazione, neanche a dirlo, è a ingresso gratuito, ma gli organizzatori consigliano di prenotare la propria presenza telefonando all'emittente.  



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giovedì 13 giugno 2019

Salute. Prevenire il tumore del colon con l’intelligenza artificiale: Humanitas fa scuola nel mondo - comunicato stampa


Prevenire il tumore del colon con l'intelligenza artificiale: Humanitas fa scuola nel mondo

In Humanitas, per la prima volta al mondo, una colonscopia con l'aiuto dell'intelligenza artificiale verrà effettuata e trasmessa live agli esperti internazionali presenti al convegno Image.

 

Rozzano, 12 giugno 2019 – Grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale sarà finalmente possibile migliorare performance e risultati durante esami endoscopici come la colonscopia, per arrivare ad una vera prevenzione del tumore del colon, secondo tumore maligno per incidenza in Italia dopo quello della mammella. Una rivoluzione tecnologica che aiuterà i medici a identificare e classificare anche i polipi più piccoli e nelle fasi più precoci, precursori del tumore, che potrebbero sfuggire nel corso di una colonscopia eseguita con tecnologia standard.

 

E' questa una delle più importanti novità in ambito endoscopico che saranno presentate in occasione della decima edizione di IMAGE (International Meeting Advanced Gastroenterology Endoscopy), il corso internazionale di Endoscopia che dal 13 al 15 giugno riunisce in Humanitas esperti provenienti da tutto il mondo, con sessioni live in cui saranno affrontate le ultime novità in gastroenterologia e in endoscopia.

 

Per la prima volta al mondo, nel corso del Congresso verrà trasmessa in diretta streaming una colonscopia con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale eseguita dal prof. Mike Wallace, professor of Medicine alla Mayo Clinic, in collaborazione con il prof. Alessandro Repici, professore di gastroenterologia di Humanitas University e responsabile di Endoscopia Digestiva di Humanitas.

Questo innovativo sistema di intelligenza artificiale rappresenta un grande passo in avanti nel mondo della prevenzione del cancro del colon in quanto aiuterà i medici a fare una diagnosi più precisa ed accurata dei polipi del colon, primi precursori del cancro del colon. "In Europa un paziente ogni 3 minuti muore di cancro del colon - commenta il prof. Alessandro Repici - e la colonscopia rappresenta la più grande arma di prevenzione di questa malattia. L'introduzione dell'intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione tecnologica che contribuirà ad abbattere drasticamente la mortalità per questo tumore. Grazie all'intelligenza artificiale, la colonscopia diventerà molto più precisa e selettiva nell'individuare i cosiddetti polipi, precursori del cancro. Dopodiché basterà un'operazione in endoscopia di rimozione dei polipi per scongiurare l'insorgere del tumore".

 

IMAGE: il corso e le innovazioni

Il corso è diretto da quattro specialisti di Humanitas: il prof. Alessandro Repici, professore di gastroenterologia di Humanitas University e responsabile di Endoscopia Digestiva di Humanitas, la dott.ssa Silvia Carrara, responsabile del programma di Ecoendoscopia, il dott. Andrea Anderloni, Capo sezione di Endoscopia Operativa Bilio-Pancreatica e la dott.ssa Roberta Maselli, responsabile dell'endoscopia operativa endoluminale.

 

Centinaia di esperti provenienti da tutto il mondo discuteranno delle più importanti innovazioni cliniche e tecnologiche per la prevenzione, la diagnosi ed il trattamento di molte patologie digestive tra cui il tumore del colon, il tumore del pancreas, le nuove terapie per l'acalasia o la gestione endoscopica dei pazienti con problemi di obesità e sindromi metaboliche.

 

L'endoscopia è un settore in enorme espansione perché è una vera e propria porta di accesso al nostro corpo senza alcun approccio traumatico e consente di effettuare molteplici operazioni.

Grazie all'intelligenza artificiale, oggi nuove tecnologie sono in grado di azzerare il numero di polipi non individuati, migliorare la caratterizzazione delle lesioni prima dell'esame istologico e migliorare il programma di screening del tumore del colon.

 

Tumore del colon: chi colpisce e con quali sintomi?

Negli uomini, il tumore del colon-retto è al terzo posto per incidenza dopo il tumore al polmone e alla prostata; nelle donne si colloca immediatamente dopo il tumore alla mammella, che occupa il primo posto.

 

Questo tumore può insorgere a qualsiasi età, ma è più frequente nelle persone di età superiore ai 50 anni (90% dei casi), è invece piuttosto raro in età giovanile.

I giovani corrono un rischio maggiore di non veder diagnosticato il tumore precocemente, proprio perché nelle fasce di età giovanile la possibilità che sia presente questa neoplasia viene spesso sottovalutata.

 

Questa forma tumorale riconosce una certa familiarità: è infatti possibile ereditare il rischio di ammalarsi se nella famiglia di origine sono presenti patologie come la poliposi adenomatosa familiare e la malattia di Crohn. Si è visto, inoltre, che il rischio di sviluppare il tumore è maggiore per le persone con parenti di primo grado – genitori, fratelli e figli – già colpiti da questa forma neoplastica. Altri fattori di rischio possono essere: dieta ipercalorica, ricca di grassi animali e povera di fibre; fumo; abuso di alcolici; obesità; scarsa attività fisica.

 

Il tumore del colon-retto può essere asintomatico per parecchio tempo. I primi segni con cui si manifesta sono perdita di sangue nelle feci (i polipi, infatti, tendono a sanguinare) e alterazione costante dell'attività intestinale, come per esempio costipazione. Nelle fasi più avanzate, si presentano ulteriori sintomi quali: dolori all'addome; nausea e vomito; stimolo continuo all'evacuazione; rapida e immotivata perdita di peso; anemia; senso di spossatezza.



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Salute: nel 2018 torna a crescere il numero dei donatori, quasi 1,7 milioni

 
Nel 2018 torna a crescere il numero dei donatori, quasi 1,7 milioni

Sistema autosufficiente ma soffre, al via nuovo portale del ministero della Salute


Dopo anni con il segno meno, torna a salire il numero dei donatori di sangue, che nel 2018 sono stati 1.682.724, con un aumento dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Lo certificano i dati del Centro nazionale sangue, resi noti nella Conferenza Stampa di oggi in vista della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che l'Oms celebra il 14 giugno. In vista di questo evento il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Sangue presentano il nuovo portale www.donailsangue.salute.gov.it dedicato ai donatori.

I nuovi donatori sono poco più di 371mila, in calo del 3,7%, mentre il 91,7% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. Sono in leggero calo anche i pazienti trasfusi, che nel 2018 sono stati circa 630mila contro i 637mila dell'anno precedente. In totale le trasfusioni effettuate durante l'anno sono state quasi 3 milioni. L'inversione di tendenza non riguarda i donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila, con un calo dell'1,6%. Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all'anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l'autosufficienza totale, che per i derivati del plasma è circa al 70%.

"Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti – ricorda il ministro della Salute, Giulia Grillo -. Dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall'Oms, che ci ha affidato l'organizzazione dell'evento globale della Giornata Mondiale dei Donatori del 2020. Proprio la candidatura, così come il nuovo portale sulle donazioni presentato oggi, sono alcuni esempi di una collaborazione sempre più stretta fra tutti gli attori del sistema, a cominciare dal ministero e dal Centro nazionale sangue, indispensabile a questo scopo".

La Giornata Mondiale è infatti anche l'occasione per presentare il nuovo portale, realizzato in collaborazione da ministero della Salute e Centro nazionale sangue, che si pone come obiettivo quello di essere un punto di riferimento sia per i donatori abituali che per i nuovi e gli aspiranti donatori, con informazioni di servizio, articoli di contrasto alle fake news e testimonianze dal mondo del volontariato.


I donatori invecchiano

I donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013, e nel 2018 sono risultati poco più di 210mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290mila, circa il 17%. Specularmente, per effetto dell'invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più 'anziane': nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%.

Mancano i medici

Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi Trasfusionali ospedalieri. Dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in 10 Regioni di 64 unità. Nei prossimi dieci anni si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover.

"Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione – commenta il Direttore Generale del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno –. E' importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori. Per quanto riguarda la carenza di medici, che sconta anche l'assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale, abbiamo chiesto agli Assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e Patologia Clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali".

Focus: i dati regionali

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione con il maggior numero di donatori totali, seguito dalla P.A. di Trento e dalla Sardegna. Per quanto riguarda l'andamento 2018, circa metà delle regioni ha fatto segnare un aumento nel numero dei donatori.

 

 

 

                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Regioni

2018

∆% 2018-2017

Regioni

2018

∆% 2018-2017

Valle d'Aosta

3.401

-1,2

Marche

47.974

0,8

Piemonte

118.614

-0,4

Lazio

137.705

1,9

Liguria

46.947

0,8

Sardegna

55.085

-4,0

Lombardia

262.901

7,1

Abruzzo

33.910

-4,7

PA di Trento

18.146

-1,1

Campania

133.600

-6,7

PA di Bolzano

16.362

8,7

Molise

9.156

-4,3

Friuli Venezia Giulia

48.019

0,6

Puglia

116.058

1,8

Veneto

154.198

-0,9

Basilicata

18.110

1,2

Emilia Romagna

139.250

1,6

Calabria

48.249

-4,6

Toscana

117.494

-2,8

Sicilia

130.425

-1,6

Umbria

25.559

-2,7

ST Forze Armate

1.561

41,7

ITALIA

1.682.724

+0,2

 

 




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