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lunedì 30 luglio 2018

Da domani ondata di calore estesa in tutta Italia Attivo il numero di pubblica utilità 1500

Da domani ondata di calore estesa in tutta Italia

Attivo il numero di pubblica utilità 1500

 

 

I bollettini del sistema di previsione e allarme delle ondate di calore (HHWWS), coordinato dal ministero della Salute, evidenziano condizioni di rischio per la salute nella maggior parte delle città del Nord e del Centro con temperature in ulteriore aumento per domani e dopodomani con livelli 2-3 nella maggior parte delle città italiane e si prolungheranno per tutta la settimana, interessando anche le Regioni del Sud. Si tratta della prima vera ondata di calore di elevata intensità estesa a gran parte del Paese nel 2018.

 

Il Sistema Nazionale di previsione e allarme per ondate di calore è operativo dal 15 maggio al 15 settembre in 27 città italiane. Tramite il sito web www.salute.gov.it/caldo e l'App "Caldo e salute" (scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili iOS e Android, da Apple store e Play store) sono resi fruibili i bollettini giornalieri delle previsioni e i livelli di rischio,  consigli per la popolazione, linee guida per gli operatori dei servizi sanitari e sociali e una mappa interattiva con i servizi e numeri utili attivi sul territorio. 

Al numero di pubblica utilità "1500" i cittadini potranno ricevere consigli su come affrontare il caldo e informazioni utili sui servizi socio-sanitari presenti sul territorio nazionale.



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Sicurezza alimentare e Salute: OLIO D’OLIVA: NON FACCIAMOLO “ABBRONZARE”

OLIO D'OLIVA: NON FACCIAMOLO "ABBRONZARE"

Soprattutto d'estate, è necessario garantire all'extravergine le giuste condizioni di luce e temperatura, per evitare che il prodotto si danneggi.

Non fate "abbronzare" l'olio extravergine, conservandolo male in dispensa. L'illuminazione troppo forte provoca infatti il deterioramento della qualità del prodotto.

A raccomandare grande attenzione nel maneggiare l'olio durante l'estate è Agostino Macrì, professore di "Ispezione degli alimenti" presso l'Università "Campus Biomedico" di Roma, sul suo blog SicurezzaAlimentare(it).

Durante la stagione più calda, anche in vista delle vacanze, si fa spesso scorta di extravergine. Inoltre, spesso si mangia fuori casa, con il rischio di incappare in bottiglie mal sigillate o collocate in luoghi troppo esposti alla luce. Se non si garantiscono le giuste condizioni di conservazione, spiega Macrì, "le sostanze antiossidanti si degradano e, cosa più grave, l'olio può irrancidire".

La  bottiglia d'olio, quindi, non deve mai essere esposta direttamente al sole o a qualsiasi tipo di illuminazione artificiale. "L'olio extravergine di oliva deve essere conservato in recipienti scuri e al fresco – precisa Macrì nel suo blog -. Impariamo a rifiutare quello 'abbronzato', anche al ristorante".

Le temperature estreme vanno evitate ad ogni costo: secondo i tecnici del settore, non si dovrebbe mai scendere al di sotto dei 10 gradi, evitando al tempo stesso di collocare le bottiglie di extra in luoghi troppo caldi. Né troppo al freddo, insomma, né troppo al caldo.

L'extravergine è un prodotto vivo, che va protetto con cura, seguendo poche, facili regole. Soltanto un olio ben conservato, avverte ASSITOL, l'Associazione italiana dell'industria olearia, può dispiegare tutte le proprietà benefiche che la medicina ha confermato da tempo.

E se il colpo di sole fa male anche all'olio, occhio anche ai colpi d'aria: la bottiglia deve essere sempre ben chiusa dopo ogni utilizzo, in modo che il suo contenuto non rischi di ossidarsi.


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Salute: ritrovare il benessere con l’Amaranto. Proprietà e come cucinarlo con i consigli di RicettedellaNonna

Ritrovare il benessere con l'Amaranto, l'ingrediente segreto dell'estate 2018

Originaria dell'America Centrale, questa pianta è una preziosa alleata del nostro benessere. Da "Ricette della Nonna", il portale della cucina tradizionale italiana, qualche consiglio per portarlo sulle nostre tavole

 

 

Da qualche tempo se ne sente parlare sempre più spesso, con post su portali di fitness e alimentazione, che lo presentano come il nuovo elisir per il nostro benessere. Stiamo parlando dell'amaranto, una pianta proveniente dall'America Centrale, che è stata per secoli, insieme al mais, l'alimento di punta della cucina Inca e Azteca.

 

Questa pianta è un vero e proprio toccasana per la salute e per la linea, in quanto è priva di colesterolo, povera di grassi e dal basso apporto calorico, con solo 102 kcal per 100 grammi,contro le 368 della quinoa, la 355 del farro e le 354 dell'orzo. Grazie al suo indice glicemico che si stabilizza intorno a 35, può, inoltre, essere consumata anche in regime di dieta ipoglicemica. L'amaranto è molto apprezzato nelle diete vegetariane e vegane, in quanto apporta proteine vegetali che sono un ottimo sostituto di quelle animali, oltre ad un apporto vitaminico consistente, con un mix di vitamine B6, B9 ed E. L'amaranto è, inoltre, una vera e propria risorsa per l'organismo, grazie anche alla lisina, un amminoacido che ha un'azione importante nell'organismo, in particolare per la pelle, le ossa e i capelli.

 

Inserire l'amaranto nella nostra dieta quotidiana, dunque, sembrerebbe essere davvero una buona abitudine da adottare, per questo RicettedellaNonna(net), portale della cucina tradizionale italiana, che vuole promuovere un'alimentazione sana e creativa, senza rinunciare al gusto e alla semplicità della tradizione, ha pensato di dedicare ampio spazio a questo alimento, fornendo alcuni consigli per portarlo a tavola, come farebbe una "nonna" attenta, ma al passo con i tempi.

 

L'amaranto è un alimento estremamente versatile e veloce da preparare, caratteristiche che lo rendono ideale per la stagione estiva e una valida alternativa alle classiche e tradizionali insalate di riso, in voga in questo periodo. Il metodo di preparazione per eccellenza dell'amaranto, infatti, è la lessatura per essere poi consumato in insalata, saltato in padella, o per rendere più gustose le zuppe. 

 

Un'idea fresca e veloce è quella dell'amaranto lessato e poi tostato in padella, condito a piacimento, che sia un misto di verdure, o con mozzarella e basilico o con olive e capperi, seguendo la propria fantasia.

 

Direttamente dal Messico arriva la ricetta del dulce de alegria, che già dal nome promette bene! Una delizia con amaranto soffiato, miele, frutta secca e semi, ideale per stupire i propri ospiti con una nota esotica e originale nelle cene d'estate.



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Dermatologia. Salute della pelle, l'idratazione migliora il flusso del sangue

Salute della pelle, l'idratazione migliora il flusso del sangue

 

Uno studio scientifico ha provato che circa due bicchieri di acqua in più al giorno migliora il flusso di sangue alla pelle, contribuendo così a rivitalizzarla e tenerla in salute

 

Tenere sempre una bottiglia d'acqua a disposizione non solo per placare la sete ma anche per idratare le cellule per trasferire loro i nutrienti necessari e depurare dalle tossine. E questo secondo aspetto, meno conosciuto rispetto all'indicatore della sete, andrebbe sempre tenuto in considerazione per soddisfarlo indipendentemente dal bisogno o meno di bere. Passa anche da qui il restare in forma durante l'estate, quando le alte temperature possono causare spiacevoli disturbi al corretto funzionamento del corpo.

E' questo spiega In a Bottle sul tema dell'idratazione in estate.

Il primo "indicatore" dello stato di buona salute è la pelle, che mai come in estate può essere soggetta a problemi come la perdita di elasticità e brillantezza se non si apportano sufficienti quantità di liquidi e minerali. Uno studio pubblicato sulla rivista Wound Repair and Regeneration ha mostrato che circa due bicchieri di acqua in più al giorno migliora il flusso di sangue alla pelle, contribuendo così a rivitalizzarla e tenerla "in buona salute" grazie ai nutrienti che trasporta. In caso di disidratazione, infatti, si riduce la quantità di ossigeno del tessuto sottocutaneo  provocando, tra l'altro, un ulteriore ostacolo alla guarigione di eventuali ferite o "traumi" dovuti al sole eccessivo.

Anche l'alimentazione è un fattore importante per la salute della pelle, considerato che anche tramite gli alimenti si possono assumere quei mineralivitamine e proteine utili al benessere generale della persona. "La maggior parte di ciò che consideriamo invecchiamento della pelle è davvero l'accumulo di danno ossidativo (radicali liberi)", ha spiegato il Dott. Jonny Bowden nel suo libro I modi più efficaci per vivere più a lungo. Per ovviare a questo inconveniente il suggerimento è quello di consumare una grande varietà di frutta e verdura ricche di sostanze antiossidanti per combattere i danni dei radicali liberi e sostenere la salute della pelle.



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sabato 28 luglio 2018

Commercio internazionale, Australia e Nuova Zelanda combattono la cimice asiatica incrementando le misure di biosicurezza per le merci in partenza dall'Italia

CIMICE ASIATICA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA COMBATTONO L'INSETTO INCREMENTANDO LE MISURE DI BIOSICUREZZA PER LE MERCI IN PARTENZA DALL'ITALIA

La cimice asiatica, sbarcata da qualche anno anche in Italia generando ingenti danni economici e ambientali, si sposta da un paese all'altro sfruttando container e cabine di automezzi. Per contrastare il fenomeno, i due Paesi dell'Oceania hanno deciso di incrementare le misure di sicurezza per il 2018-2019

Arriva dall'oceano e rappresenta un pericolo concreto per frutticoltura e orticoltura. Stiamo parlando della Brown Marmorated Stink Bug (BMSB), meglio conosciuta come cimice asiatica. L'insidioso insetto di provenienza orientale si nasconde tra i container, imballaggi e manufatti e sfrutta la globalizzazione per raggiungere nuove terre. Lo scorso anno, i governi di Australia e Nuova Zelanda sono corsi ai ripari rafforzando le misure restrittive per le importazioni di prodotti da Stati Uniti e Italia. Precauzioni necessarie, ma che non hanno fermato l'insetto asiatico: nel dicembre 2017, infatti, colonie di BMSB sono state rinvenute in Australia e Nuova Zelanda all'interno di container provenienti dall'Italia. Per questo motivo, la Nuova Zelanda e il Paese dei canguri hanno imposto l'obbligo di trattare preventivamente la maggior parte delle merci importate per la stagione 2018-2019. In Italia, il corretto trattamento fitosanitario degli imballaggi in legno, in conformità allo standard ISPM n. 15, è garantito dal marchio IPPC/FAO di cui Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) è Soggetto Gestore, dal 2005, attraverso il Comitato Tecnico FITOK.

"Occorre prestare massima attenzione e prevedere misure per fermare l'avanzata della BMSB e preservare la biodiversità – spiega Daniela Frattoloni, coordinatrice del Comitato Tecnico FITOK di Conlegno - Adottare buone prassi per la mitigazione del rischio fitosanitario non è solo responsabilità dell'imballatore ma deve essere un tema comune a tutti gli operatori che concorrono a una spedizione internazionale. Il controllo delle aree di stoccaggio della merce e la pulizia dei containers sono alla base di un buon sistema di prevenzione del rischio fitosanitario".

 

La cimice asiatica, avvistata per la prima volta in Italia 6 anni fa, è arrivata nello Stivale viaggiando con le merci provenienti dall'Asia (Cina e Giappone) e dagli Stati Uniti, colonizzati dalla BMSB sul finire dello scorso millennio. Altamente polifaga ed estremamente resistente ai prodotti fitosanitari, è pericolosa soprattutto in estate quando colpisce diverse colture, come peschi, meli, peri, fagiolini, soia, kiwi e noccioli. Quando fa più freddo, invece, si rifugia in case, stalle, cabine di automezzi e container e, una volta al riparo, sopravvive per mesi grazie all'ibernazione per poi riprendere la sua attività distruttiva con l'innalzarsi della temperatura. È dunque l'inverno il momento in cui occorre fare maggiore attenzione in quanto è proprio in questo periodo che può avvenire la migrazione tramite lo scambio internazionale di merci. "È doveroso precisare però che l'imballaggio in generale, e quello in legno in particolare, non è veicolo di infestazione da parte della BMSB e non si può in nessun modo ritenerlo responsabile della stessa – spiega Alessandro Rapone, Presidente IFA (Imprese Fumigatrici Associate) e membro del Comitato Tecnico FITOK - Tuttavia alcuni tipi di imballaggio possono essere considerati dalla cimice asiatica un ottimo posto per lo svernamento; si consiglia quindi agli operatori, soprattutto in procinto di una spedizione imminente, di fare attenti controlli preventivi e adottare precisi accorgimenti".

 

Le misure obbligatorie previste da Australia e Nuova Zelanda per la stagione 2018/2019 riguarderanno il trasporto via mare delle merci che partiranno dall'Italia nel periodo che va dal 1° di settembre al 30 aprile. I due Paesi dell'Oceania hanno deciso di implementare le misure di biosicurezza messe in campo nel 2017 e di allinearsi quanto più possibile in modo da facilitare gli scambi commerciali ed evitare possibili contenziosi. Inoltre, entrambi stanno valutando di estendere tali precauzioni ad altri paesi oltre ai già interessati Italia e USA. Le misure obbligatorie per la stagione 2018/2019 sono ancora in fase di finalizzazione ma è noto che saranno introdotti standard minimi per i trattamenti BMSB e per i fornitori di trattamento. Saranno inoltre accettati solo i certificati di trattamento provenienti da fornitori approvati e implementati i processi per impedire l'uso di certificati fraudolenti.

Ai fornitori di trattamento sarà inoltre richiesto di compilare un modulo che attesti il possesso di determinati requisiti prima di ricevere l'idoneità. In modo particolare dovranno provare di possedere le licenze e le qualifiche appropriate per eseguire i trattamenti, avere le attrezzature e i locali necessari per condurli e monitorarli in modo efficiente e disporre di sistemi e procedure per la gestione delle informazioni.



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Salute in Viaggio: un manuale a portata di click per una vacanza di benessere

Salute in Viaggio: un manuale a portata di click per una vacanza di benessere

Passione per i viaggi e pillole di wellness per godere al meglio ogni momento della vacanza, con il contributo di Lonely Planet e TravelFool


Agosto continua ad essere il mese preferito dagli italiani per organizzare la propria vacanza estiva. È in questo periodo, infatti, che si registra il picco di partenze, soprattutto per quanto riguarda le destinazioni a medio e lungo raggio e i soggiorni di almeno 7 giorni. Le tanto attese ferie sono finalmente arrivate, ma, come evidenzia Equilibrando, portale che promuove uno stile di vita sano per proteggere il proprio corpo e l'equilibrio intestinale, spesso le vacanze vengono rovinate da piccoli inconvenienti che possono alterare l'equilibrio del corpo. Nella seconda metà di agosto 2017, ad esempio, è stato registrato un boom di casi di influenza gastro intestinale, registrando circa 70 mila casi a settimana.

A mettere alla prova il nostro organismo è, in primo luogo, il caldo eccessivo, che causa un forte aumento di sudorazione e la perdita di sali minerali, che debilita tutto il sistema rendendolo più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri. Anche i nostri comportamenti, però, possono incidere negativamente. Prima di partire per un luogo esotico, ad esempio, è bene prendere le giuste precauzioni, verificando la potabilità dell'acqua locale e, magari, portando con sé integratori probiotici. A supporto dei viaggiatori, arriva ora Salute in Viaggio, il portale che unisce la passione per i viaggi e pillole di benessere "salva-vacanza", realizzato in sinergia con Equilibrando, e con il contributo editoriale di Lonely Planet, che offre approfondimenti sulle mete di viaggio e curiosità dal mondo, e TravelFool, portale del network Valica che propone offerte e promozioni di mete all'insegna del relax e del benessere.

Il portale rappresenta un vero e proprio manuale, in grado di accompagnare il viaggiatore in ogni fase del suo viaggio, dalla scelta della destinazione, alla prenotazione, fino ai consigli mirati per il suo benessere in loco. Partendo dal divertente quiz "Che turista sei?" è possibile identificarsi in una delle quattro categorie di viaggio che identificano altrettanti profili del viaggiatore, come il greeny per "il turista green oriented", il nighty per "il turista che non dorme mai", fraimy per "Il turista culturale" e softy per il "il turista rilassato". In base all'esito del test, delle attitudini e degli orientamenti dell'utente, il portale potrà indirizzarlo verso la meta migliore.

Equilibrando segue la linea di una life philosophy che ha come basi una dieta bilanciata, una vita regolare e sana per proteggere il proprio corpo e l'equilibrio intestinale. Il sito propone strumenti utili per avere un quadro chiaro sulla propria salute, attraverso delle semplici e utili domande della sezione: "Fai il test al tuo intestino", oppure chiarire i propri dubbi cliccando sulla categoria tematica: "Chiedi all'esperto" e mantenersi in forma grazie alle "Ricette di Equilibrando".



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venerdì 27 luglio 2018

Diagnostica. DIASORIN LANCIA IL TEST PER LA RILEVAZIONE DELL’EPATITE DELTA (HDV) SU LIAISON XL IN EUROPA

DIASORIN LANCIA IL TEST PER LA RILEVAZIONE DELL'EPATITE DELTA (HDV) SU LIAISON XL IN EUROPA 

 

27 luglio, 2018 - Saluggia (VC) - DiaSorin (FTSE Italia Mid Cap: DIA) annuncia di aver ottenuto l'autorizzazione CE per la commercializzazione del nuovo test LIAISON XL Murex Anti-HDV per la diagnosi di infezione da virus dell'Epatite D o Delta (HDV), ampliando il menù CLIA disponibile per lo screening e la diagnosi delle epatiti virali sulla famiglia degli analizzatori LIAISON.

L'HDV è un virus che necessita della simultanea presenza del virus dell'Epatite B per potersi correttamente replicare e trasmettere.L'Epatite Delta è considerata la forma più severa di epatite virale umana e l'infezione cronica da HDV determina il rapido sviluppo di fibrosi e decompensazione epatica che si accompagna ad un aumento del rischio di insorgenza di epatocarcinoma.

Il numero delle persone infette da HDV è stimato pari a 15-20 milioni a livello mondiale; la prevalenza reale dell'infezione risulta tuttavia essere sottostimata, rendendo necessaria l'implementazione di approcci diagnostici efficienti per limitarne la diffusione ed ottimizzare la gestione clinica dei soggetti infetti.

Con il lancio del LIAISON XL Murex Anti-HDV, DiaSorin dimostra ancora una volta il proprio impegno nello sviluppo di test unici e di specialità, fornendo ai laboratori il primo dosaggio completamente automatizzato per la diagnosi dell'HDV e permettendo loro di rispondere in maniera efficace a sfide diagnostiche complesse ed importanti.  

Carlo Rosa, CEO del Gruppo DiaSorin, ha commentato: "Il lancio del nuovo test ci permette di completare la nostra offerta nel pannello delle Epatiti e Retrovirus, ponendoci sul mercato come il player con la più ampia offerta su tecnologia CLIA per la diagnosi di tali infezioni. Sono orgoglioso del risultato ottenuto che dimostra ancora una volta la nostra capacità di rispondere per primi alle esigenze del mercato con prodotti di specialità di altissima qualità".

 

 

 

 

 

DiaSorin

DiaSorin, società multinazionale italiana quotata nell'indice FTSE Mid Cap, è leader globale nel campo della Diagnostica in Vitro (IVD). Per oltre 50 anni l'azienda ha sviluppato, prodotto e commercializzato kit di reagenti per la IVD in tutto il mondo. Attraverso costanti investimenti in ricerca e sviluppo e, attraverso le proprie capacità distintive nel campo diagnostico, DiaSorin offre oggi il più ampio menù di test di specialità nel mercato dell'immunodiagnostica e nuovi test di diagnostica molecolare che identificano il Gruppo DiaSorin come lo "Specialista della Diagnostica in Vitro".



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giovedì 26 luglio 2018

SOS MEDICI IN ITALIA | È l’Europa la soluzione per più di 50 mila aspiranti medici

MEDICINA 4.0 CARRIERA INTERNAZIONALE E PREPARAZIONE ALL'AVANGUARDIA

ASPIRANTI MEDICI: L'ITALIA LI RIFIUTA,

MA GLI ATENEI PIU' PRESTIGIOSI AL MONDO SE LI CONTENDONO

LA RISPOSTA DEI GIOVANI AL COLLO DI BOTTIGLIA ITALIANO CHE PORTERA' TRA 5 ANNI A 45 MILA CAMICI BIANCHI IN MENO.

Milano, 25 luglio 2018 –In Italia, entro il 2022, mancheranno all'appello 11mila medici nella sanità pubblica. Tra cinque anni saranno 45 mila. Tra dieci anni 80 mila. L'SOS lanciato dalle diverse associazioni di categoria italiane preannuncia una vera e propria emorragia di medici con una classe di professionisti, che al momento è tra le più anziane d'Europa. Un problema quello della mancanza di medici dovuto anche ad un sistema delle scuole di specializzazione in medicina che non riuscirà a garantire un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro, e che oggi vede gli aspiranti medici correre ai ripari puntando agli atenei internazionali.

Già nel 2021, si diplomeranno infatti i primi 50 medici preparati all'Università di Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, centro di eccellenza internazionale dove hanno studiato brillanti candidati italiani grazie al metodo Medicor Tutor.

Secondo gli ultimi dati Unescosono quasi 57 mila gli studenti italiani iscritti in atenei stranieri, con un balzo importante negli ultimi anni. Del resto, almeno 60 mila studenti ogni anno provano ad accedere alle facoltà di medicina italiane, ma appena il 10% viene accettato. Così, circa un migliaio all'anno decide di guardare oltre confine affiancati da esperti.

Un percorso, quello diMedicor Tutor, che garantisce ai futuri medici italiani una prospettiva internazionale e che li affianca nella fase di preparazione dei test di ingresso e durante tutto il successivo percorso universitario. Nel 2021 i medici laureatisi nelle più prestigiose università al mondo potranno tornare a operare in Italia contando su un titolo di studio equivalente, su una formazione internazionale, sia pratica che teorica, e su un'eccellente conoscenza della lingua inglese.

Nata nel 2010, la società ha seguito solo lo scorso anno oltre 100 studenti italiani con altissime percentuali di ammissione nelle migliori università europee, tra cui la Charles University di Praga, l'università di Albert Einstein, e la Masaryk University di Brno.

La prima, secondo Top Universities, è tra le migliori 200 università al mondo tra le top 30 in Europa.

La seconda, è al 165° posto nel ranking europeo tra le 500 migliori Università nel mondo.

Si tratta di atenei in cui l'accesso è difficilissimo e che richiedono alti standard di preparazione. Per far fronte a questa selezione il metodo Medicor Tutor prevede corsi differenziati a seconda delle richieste delle singole università e oltre il 90% degli studenti italiani sono stati ammessi nelle prestigiose università ceche. In particolare, su circa 50 studenti italiani ammessi alle due università, 42 sono affiancati da Medicor Tutor. Ma per gli aspiranti medici che scelgono la strada dell'Università all'estero, ci sono anche altre mete ambite come: l'Universidad Europea di Madrid, l'Universidad Europea di Valencia, l'European University Cyprus a Nicosia e la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia dove nel 2021 si laureeranno i primi medici preparati da Medicor Tutor.

I NUMERI

Quanti sono i medici in Italia oggi?

Considerando i medici di medicina generale (Generalist Medical Practicioners), nel 2015 in Italia se ne contavano 53.610, cioè 88,3 per 100 mila abitanti. A questi si aggiungono 185.650 specialisti (dato 2016), cioè 295,55 specialisti per 100 mila abitanti. I pediatri invece sono 17.722, cioè 28,34 per 100 mila persone.

L'età media e la pensione

Il 51% dei medici italiani ha già superato i 55 anni di età. Nel 2012 erano circa 422 i medici italiani di 65 anni, entro il 2025 saranno 40 mila. In particolare, entro questa data, il 93% degli igienisti e l'81% dei patologi clinici italiani attualmente in servizio avrà raggiunto l'età della pensione. Per Internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e riabilitatori la percentuale si aggira attorno 50%. Nel 2028 dovrebbero andare in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676 unità. E già nel 2022 si dovrebbero avvertire le prime gravi difficoltà: fra i pediatri sono attesi 6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti, tra gli internisti 4119 pensionamenti con 2280 nuovi contratti, per i chirurghi 3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni e per i cardiologi 2904 pensionamenti a fronte di 2480 nuovi ingressi.



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Docente di “Tor Vergata” scopre nuovo modo di contrastare il diabete di tipo 2


Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

 L'"odore delle cellule" segnala lo switch differenziativo in vivo delle cellule staminali (hiPSCs) in cellule differenziate potenzialmente teratogene/nocive

 

Pubblicato dalla rivista Scientific Reports il risultato della prima evidenza sperimentale dei metaboliti rilasciati durante il differenziamento in vivo delle cellule staminali pluripotenti.

La ricerca, diretta dai Professori Corrado Di Natale e Federica Sangiuolo, ha coinvolto i Dipartimenti di Ingegneria Elettronica, Biomedicina e Prevenzione, e Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".

Questo risultato sostanzia un risultato precedente ottenuto in vitro dallo stesso gruppo di ricerca. Per la prima volta è stata registrata su modelli animali un cambiamento del profilo dei composti volatili rilasciati da cellule staminali hiPSCs ("l'odore della cellule") che segnala con estrema precisione il momento esatto in cui tali cellule iniziano il loro processo di differenziamento.

Le cellule iPS sono cellule staminali, derivate da cellule somatiche in cui è stato riportato indietro l'orologio biologico. Sono in grado di differenziare in qualsiasi tipo di cellula umana specializzata, capace di svolgere funzioni specifiche (come fegato, polmoni, cuore).

Sebbene questo processo sia alla base dei protocolli della medicina rigenerativa, il loro utilizzo richiede il monitoraggio della capacità differenziativa, poiché esiste il rischio che tali cellule, nel loro stato staminale, possano portare alla formazione di teratomi (tumori benigni) e/o tumori di grado 3 (maligni).

Il risultato di questo studio ha permesso non solo  di riconoscere il momento esatto in cui le cellule perdono il loro fenotipo staminale e differenziano nei diversi tipi cellulari, gettando ulteriore luce sui meccanismi differenziativi, ma suggerisce possibili applicazioni di questa metodica, a fini diagnostici, per un precoce rilevamento della recidiva tumorale dopo un intervento chirurgico.

"L'odore delle staminali" è stato rivelato con un i sensori di gas (naso elettronico) sviluppati dal Gruppo Sensori dell'Università di Tor Vergata sotto la direzione  dei Professori Corrado Di Natale e Roberto Paolesse. 



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GPI SI AGGIUDICA LE GARE PER LA GESTIONE DEL CALL CENTER REGIONALE E DEGLI SPORTELLI DELLE AZIENDE SANITARIE DEL LAZIO

GPI SI AGGIUDICA LE GARE PER LA GESTIONE DEL CALL CENTER REGIONALE E DEGLI SPORTELLI DELLE AZIENDE SANITARIE DEL LAZIO

Valore complessivo a base d'asta ca. 71 milioni di Euro – Durata 36 mesi (24 + 12)

 

 

Trento, 25 luglio 2018

 

GPI (GPI:IM), società quotata su AIM Italia e partner tecnologico di riferimento nel mercato della Sanità e del Sociale, rende noto che in data 24 luglio è stata notificata l'aggiudicazione dell'appalto per la fornitura di software e servizi per la gestione dei Call/Contact Center dell'intera Regione Lazio e degli sportelli di 13 Aziende Sanitarie e Ospedaliere.

 

L'aggiudicazione è stata confermata dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (con sentenze dd. 17 luglio 2018 pronunciate sui ricorsi n.12079/2017 e n.1990/2018).

Il valore complessivo a base d'asta è pari a 71.569.096,00 € . La durata del contratto è di 36 mesi, 24 contrattuali e 12 opzionali di rinnovo.

 

La gara prevede la prestazione di servizi specialistici di varia natura: l'approntamento di adeguate infrastrutture logistiche e tecnologiche, la fornitura di prodotti Software per la piena e corretta esecuzione dell'appalto, il coordinamento tecnico e organizzativo dei servizi Call/Contact Center, la gestione dei servizi di back office e front office degli sportelli delle Aziende Sanitarie. A corredo i relativi servizi di assistenza e manutenzione.

 

Fausto Manzana – Presidente e AD del Gruppo GPI "L'aggiudicazione di questa gara rafforza la nostra presenza nel mercato dei servizi amministrativi per la Sanità. Al bacino di utenza che già oggi usufruisce dei nostri servizi, parliamo di oltre 23 milioni di cittadini italiani, oggi si aggiungono altri 6 milioni di utenti. Le competenze che il Gruppo ha maturato sul campo negli anni trovano un altro significativo riconoscimento".



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mercoledì 25 luglio 2018

Salute in Viaggio: portale salva-vacanza, tra passione per i viaggi e pillole di wellness

Salute in Viaggio: un manuale a portata di click per una vacanza di benessere

Passione per i viaggi e pillole di wellness per godere al meglio ogni momento della vacanza, con il contributo di Lonely Planet e TravelFool


Agosto continua ad essere il mese preferito dagli italiani per organizzare la propria vacanza estiva. È in questo periodo, infatti, che si registra il picco di partenze, soprattutto per quanto riguarda le destinazioni a medio e lungo raggio e i soggiorni di almeno 7 giorni. Le tanto attese ferie sono finalmente arrivate, ma, come evidenzia Equilibrando, portale che promuove uno stile di vita sano per proteggere il proprio corpo e l'equilibrio intestinale, spesso le vacanze vengono rovinate da piccoli inconvenienti che possono alterare l'equilibrio del corpo. Nella seconda metà di agosto 2017, ad esempio, è stato registrato un boom di casi di influenza gastro intestinale, registrando circa 70 mila casi a settimana.

A mettere alla prova il nostro organismo è, in primo luogo, il caldo eccessivo, che causa un forte aumento di sudorazione e la perdita di sali minerali, che debilita tutto il sistema rendendolo più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri. Anche i nostri comportamenti, però, possono incidere negativamente. Prima di partire per un luogo esotico, ad esempio, è bene prendere le giuste precauzioni, verificando la potabilità dell'acqua locale e, magari, portando con sé integratori probiotici. A supporto dei viaggiatori, arriva ora Salute in Viaggio, il portale che unisce la passione per i viaggi e pillole di benessere "salva-vacanza", realizzato in sinergia con Equilibrando, e con il contributo editoriale di Lonely Planet, che offre approfondimenti sulle mete di viaggio e curiosità dal mondo, e TravelFool, portale del network Valica che propone offerte e promozioni di mete all'insegna del relax e del benessere.

Il portale rappresenta un vero e proprio manuale, in grado di accompagnare il viaggiatore in ogni fase del suo viaggio, dalla scelta della destinazione, alla prenotazione, fino ai consigli mirati per il suo benessere in loco. Partendo dal divertente quiz "Che turista sei?" è possibile identificarsi in una delle quattro categorie di viaggio che identificano altrettanti profili del viaggiatore, come il greeny per "il turista green oriented", il nighty per "il turista che non dorme mai", fraimy per "Il turista culturale" e softy per il "il turista rilassato". In base all'esito del test, delle attitudini e degli orientamenti dell'utente, il portale potrà indirizzarlo verso la meta migliore.

Equilibrando segue la linea di una life philosophy che ha come basi una dieta bilanciata, una vita regolare e sana per proteggere il proprio corpo e l'equilibrio intestinale. Il sito propone strumenti utili per avere un quadro chiaro sulla propria salute, attraverso delle semplici e utili domande della sezione: "Fai il test al tuo intestino", oppure chiarire i propri dubbi cliccando sulla categoria tematica: "Chiedi all'esperto" e mantenersi in forma grazie alle "Ricette di Equilibrando".



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Tumore al colon: Gemelli di Roma 1° in Italia per n° d'interventi

Tumori all'apparato digerente: dove operarsi in Lazio?


 Su https://www.doveecomemicuro.it/  le classifiche, basate sui dati aggiornati del PNE 2017, degli ospedali più performanti per volume di interventi per tumore al colon, al retto, al fegato, all'esofago, al pancreas, alla colecisti, allo stomaco e per numero di operazioni di colecistectomia. Il Policlinico Gemelli di Roma è al 1° posto per tutti gli indicatori tranne che per il tumore alla colecisti che vede in prima posizione l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma



Oltre un tumore su quattro, in base ai dati diffusi dal Ministero della Salute, colpisce ogni anno l'apparato digerente, e in particolare intestino, fegato, esofago, pancreas, colecisti e stomaco. Il più diffuso in assoluto, però, è il carcinoma al colon-retto, una porzione dell'intestino, che non fa distinzione di genere e rappresenta il 14% di tutti i casi di cancro nella popolazione generale. Nella donna è secondo per incidenza dopo il tumore al seno, mentre nell'uomo è terzo, dopo il carcinoma al polmone e quello alla prostata.
 
È la chirurgia il trattamento di prima scelta
Se non ci sono metastasi diffuse o complicazioni che ostacolano l'intervento, è la chirurgia la prima arma contro i tumori dell'apparato digerente. L'asportazione della formazione, infatti, è il primo passo per curare la malattia. La ricerca scientifica, negli ultimi decenni, in questo campo ha fatto grandi progressi: il perfezionamento delle tecniche e la messa a punto di ausili tecnologici per la diagnosi e per le visualizzazioni durante l'operazione rappresentano supporti impensabili fino a pochi anni fa e contribuiscono al miglioramento dei tassi di sopravvivenza. Ma quanti sono e come sono distribuiti i centri che eseguono questi interventi sul territorio nazionale?
 
La fotografia della realtà italiana
Le strutture pubbliche o private accreditate che in Italia effettuano interventi per tumore maligno al colon sono 607: il 42% si trova al nord, il 22% al centro e il 36% al sud. Della totalità delle operazioni, il 49% è stato eseguito al nord, il 25% al centro e il 25% al sud.
Gli ospedali che eseguono interventi per tumore maligno al retto sono 432: il 48% si trova al nord, il 24% al centro e il 28% al sud. Della totalità delle operazioni, il 46% è stato effettuato al nord, il 28% al centro e il 26% al sud.
I centri che effettuano interventi per tumore maligno al fegato sono 251: il 50% si trova al nord, il 23% al centro e il 27% al sud. Della totalità delle operazioni il 63% è stato eseguito al nord, il 21% al centro e il 17% al sud.
Le strutture che effettuano interventi per tumore maligno all'esofago sono 63: il 62% si trova al nord, il 17% al centro e il 21% al sud. Della totalità delle operazioni, il 78% è stato eseguito al nord, il 15% al centro e il 7% al sud.
Gli ospedali che eseguono interventi per tumore maligno al pancreas sono 149: il 57% si trova al nord, il 22% al centro e il 21% al sud. Della totalità delle operazioni, il 68% è stato effettuato al nord, il 20% al centro e il 11% al sud.
I centri che eseguono interventi per tumore maligno alla colecisti sono 178: il 49% si trova al nord, il 22% al centro e il 29% al sud. Della totalità delle operazioni, il 54% è stato effettuato al nord, il 19% al centro e il 27% al sud.
Gli ospedali che eseguono interventi per tumore maligno allo stomaco sono 340: il 52% si trova al nord, il 25% al centro e il 23% al sud. Della totalità delle operazioni, il 51% è stato effettuato al nord, il 28% al centro e il 20% al sud.
Le strutture che eseguono interventi di colecistectomia sono 786: il 40% si trova al nord, il 23% al centro e il 37% al sud. Della totalità delle operazioni, il 46% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 31% al sud.
 
I requisiti a garanzia di qualità
Per valutare le performance delle strutture, il Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas monitora alcuni parametri tra cui il numero d'interventi eseguiti in un anno, indicativo dell'esperienza acquisita. "L'associazione tra volume ed esiti, infatti, è dimostrata dalle evidenze scientifiche. Altri indicatori significativi sono la durata della degenza ospedaliera e la mortalità a 30 giorni dal ricovero per le quali le autorità ministeriali hanno stabilito soglie precise", spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di https://www.doveecomemicuro.it/.
 
"La mortalità a 30 giorni dal ricovero è un parametro importante specialmente per quanto riguarda la chirurgia ad alta complessità, ad esempio quella relativa alla neoplasia dello stomaco", commenta Domenico D'Ugo, Ordinario di Patologia Speciale Chirurgica presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e Presidente della Società Italiana Chirurgia Oncologica (SICO).
 
"Nel caso dell'intervento per tumore al colon, la mortalità è talmente bassa che è difficile trarre conclusioni sulla bontà di una struttura basandosi solo su di essa. Il dato va, quindi, affiancato ad altri parametri: ad esempio, la presenza di complicanze post-operatorie, la rimozione tardiva dei drenaggi, l'impostazione di terapie antibiotiche per periodi eccessivamente lunghi o la ritardata ripresa della funzionalità intestinale".
 
In qualità di presidente SICO, Domenico D'Ugo auspica l'istituzione di una certificazione - così come avviene per le Breast Unit che trattano il tumore al seno – che garantisca che le strutture che si occupano di cancro abbiano i requisiti per farlo. "Chi fa volumi modesti, dovrebbe assicurare la stessa qualità dei centri ad alta concentrazione, perché il cittadino affetto da un carcinoma tanto diffuso e curabile come quello del colon-retto ha il diritto di essere operato con le massime garanzie, anche se si rivolge all'ospedale – magari più piccolo - vicino a casa".

Quali sono i requisiti che tutti devono rispettare? "Oltre a raggiungere un numero minimo d'interventi l'anno, i centri accreditati dovrebbero poter contare su un team multidisciplinare e su un servizio di endoscopia h24 - necessario per la diagnostica pre-operatoria, intraoperatoria e per le emergenze post-operatorie. Inoltre, dovrebbero avere la possibilità di eseguire un esame istologico estemporaneo intraoperatorio - fondamentale per capire, nel corso dell'intervento, se la parte di organo che si intende conservare è sana. E ancora: dovrebbero poter ricorrere alla chirurgia mininvasiva – cioè alla laparoscopia - in una percentuale di casi abbondantemente sopra il 30%. Non ultimo, dovrebbero applicare programmi ERAS – Enhanced Recovery After Surgery – che si sono dimostrati efficaci per abbattere le complicanze, la durata delle degenze ospedaliere e i costi: si è calcolato che il risparmio per le strutture che li utilizzano è di almeno 3 milioni di euro su 1000 pazienti trattati".

 
Soglie ministeriali rispettate da pochi centri
Delle 607 strutture italiane che effettuano l'intervento per tumore maligno al colon, meno di un terzo - il 30% - raggiunge i 50 interventi in un anno, soglia minima fissata dalle autorità ministeriali: i55% è situato al nord, il 26% al centro e il 19% al sud. Tra queste, quelle che rispettano anche il limite fissato riguardo alla mortalità a 30 giorni dal ricovero - che deve mantenersi inferiore al 3% - sono 69, pari a circa l'11%Dei 149 ospedali italiani che eseguono l'intervento per tumore maligno al pancreas, invece, solo il 19% rispetta il valore di riferimento di minimo 20 interventi l'anno: il 66% è al nord, il 21% al centro e il 14% al sud. Quanto al tumore allo stomaco, appena il 24% delle 340 strutture italiane che eseguono l'intervento raggiunge le 20 operazioni annuali, soglia minima fissata dalle autorità ministeriali: il 51% si trova al nord, il 31% al centro e il 18% al sud. Tra queste, quelle che rispettano anche il limite stabilito riguardo alla mortalità a 30 giorni dall'operazione chirurgica - che deve mantenersi inferiore al 5% - sono 45, pari a circa il 13%. Delle 786 strutture che eseguono interventi di colecistectomia, infine, poco più della metà - il 52% - raggiunge la soglia fissata dalle autorità ministeriali di 100 operazioni l'anno: Il 49% si trova al nord, il 21% al centro e il 30% al sud. Tra queste, 266 - pari al 34% - rispetta anche il secondo parametro stabilito, che prevede che oltre il 70% di pazienti operati debba avere una degenza post-operatoria inferiore ai 3 giorni.
 
Quale prevenzione è possibile?
Molti dei carcinomi che colpiscono l'apparato digerente sono difficilmente prevenibili se non evitando i fattori di rischio. Da segnalare: una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di grassi animali e povera di fibre, malattie infiammatorie croniche intestinali e famigliarità (per i tumori al colon-retto); alcol, epatiti e cirrosi (per il tumore al fegato); tabacco, alcol, famigliarità e fattori infiammatori come l'"esofago di Barrett" (per il tumore all'esofago); fumo, obesità e diabete non insulino-dipendente (per il tumore al pancreas); un'alimentazione ricca di amidi, grassi e cibi affumicati o salati, famigliarità, poliposi gastrica, presenza dell'Helicobacter pylori (per il tumore allo stomaco); sovrappeso e obesità, tabacco e alcol (per il tumore alla colecisti). Programmi di screening sono previsti sul territorio nazionale solo per contrastare il tumore al colon-retto, diagnosticabile precocemente e ben curabile a patto di seguire le regole della prevenzione.

Diagnosi precoce del cancro al colon-retto: chi deve fare un controllo e quando?
"Tutti, uomini e donne, devono sottoporsi a un primo esame di controllo a partire dai 50 anni, anche in assenza di sintomi: il test consigliato è la colonscopia, perché è l'unico totalmente affidabile. Questo appuntamento va anticipato a 45 anni in caso di rischio aumentato di sviluppare la malattia, per famigliarità. Un'alternativa, sotto i 50 anni, è rappresentata dalla ricerca del sangue occulto nelle feci, seguita dalla colonscopia, qualora l'esito fosse positivo", spiega Domenico D'Ugo.
La ricerca del sangue occulto nelle feci, invece, è l'esame proposto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni (invitati a ripeterlo ogni  2 anni), all'interno dei programmi di screening organizzati a livello nazionale. Fa eccezione il Piemonte, che propone la rettosigmoidoscopia (indagine che analizza solamente le pareti dell'ultima parte del colon) una volta sola a 58 anni. In base ai dati dell'Osservatorio nazionale screening (rapporto ONS 2017), nel 2016 l'invito è stato rivolto a oltre 5,5 milioni di cittadini, 250mila in più rispetto al 2015. L'adesione, però, è stata solo del 52% al Nord, del 35% al Centro e del 22% al Sud.
"È necessario diffondere maggiormente la cultura della prevenzione. Diagnosticando i tumori a uno stadio iniziale, quando sono più curabili, si abbatterebbero i tassi di mortalità e, in secondo luogo, si contribuirebbe a generare un enorme risparmio", commenta Domenico D'Ugo.

Come scegliere l'ospedale?
Le performance ospedaliere che riguardano gli interventi per tumore al colon, al retto, al fegato, all'esofago, al pancreas, alla colecisti e allo stomaco sono disponibili su https://www.doveecomemicuro.it/, portale si public reporting delle strutture sanitarie italiane che vanta un database di oltre 2000 strutture: 1300 ospedali pubblici e oltre 800 strutture ospedaliere territoriali, tra case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.
Per confrontare le strutture basta inserire nel "cerca" la parola chiave prescelta, ad esempio "colon" o "tumore maligno al colon" e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero di interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili. 
Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come i volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE - Programma Nazionale Esiti gestito dall'Agenas per conto del Ministero della Salute). È  possibile anche inserire nel "cerca" una specifica visita o esame (TC del colon, biopsia del colon, colonscopia, ecc..) o un determinato intervento (interventi chirurgici al colon e all'intestino, colecistectomia laparoscopica...), quindi restringere il campo alla regione o alla città di appartenenza. Per filtrare ulteriormente i risultati, basta spuntare le caselle della colonnina in basso a sinistra relative, ad esempio, alle certificazioni. 
 



CLASSIFICHE REGIONALI


Interventi chirurgici per colecistectomia

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 77.

Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono: 

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 794) SECONDO IN ITALIA
  2. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 426)
  3. Ospedale Sant'Eugenio di Roma (n° interventi: 304)
  4. Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (n° interventi: 295)
  5. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 281)

Il 45% delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 100 interventi l'anno.

Il Policlinico Universitario A. Gemelli, l'Ospedale Sant'Eugenio e l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma rispettano anche il valore di riferimento ministeriale per cui oltre il 70% di pazienti operati deve avere una degenza post-operatoria inferiore ai 3 giorni.

Le strutture che rispettano entrambi questi valori di riferimento sono 25, pari al 32% degli ospedali che effettuano questo tipo di intervento.

 

Il 7,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 92,4% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 5% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici tumore maligno al colon

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 57.

Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono: 

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 376) PRIMO IN ITALIA
  2. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 200)
  3. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 170)
  4. Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (n° interventi: 131)
  5. Ospedale Sant'Eugenio di Roma (n° interventi: 114)

Il 35% delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 50 interventi l'anno.

Il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma oltre a vantare alti volumi d'interventi rispetta i valori di riferimento in termini di percentuale di mortalità a 30 giorni dal ricovero (che deve mantenersi inferiore al 3%) pari allo 0,9%.

Nel Lazio le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall'intervento chirurgico e con volumi annuali di interventi sopra il valore di riferimento sono l'Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone (n° interventi: 52, mortalità: 0,82%), il Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 376, mortalità: 0,9%), l'Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma (n° interventi: 51, mortalità: 0,99%), l'Ospedale Dono Svizzero di Formia (LT) (n° interventi: 72, mortalità: 1,13%) e l'Ospedale San Filippo Neri di Roma (n° interventi: 71, mortalità: 1,15%).

Nel Lazio le strutture che rispettano entrambi i valori di riferimento in termini di volumi di interventi e di bassa mortalità sono 10, pari al 18% del totale delle strutture che effettua questo tipo di intervento.

 

Il 7,2% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 92,8% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 9,7% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici per tumore maligno al fegato

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 18.

Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono: 

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 197) TERZO IN ITALIA
  2. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 127)
  3. Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (n° interventi: 67)
  4. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 63)
  5. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 27)

Per questo indicatore non è presente un valore soglia di riferimento.

 

Il 12,2% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 87,8% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 30,3% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici tumore maligno al pancreas

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 10.

Le strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono:

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 65)
  2. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 28)
  3. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 27)
  1. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 27)

Il 40% delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 20 interventi l'anno.

 

Il 15,7% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 84,3% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 17,3% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici tumore maligno al retto

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 39.

Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono: 

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 185) PRIMO IN ITALIA
  2. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 56)
  3. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 51)
  4. Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (n° interventi: 48)
  5. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 46)

Per questo indicatore non è presente un valore soglia di riferimento.

 

Il 7,2% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 92,8% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 15,2% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici tumore maligno all'esofago

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 6.

Le 6 strutture che nel Lazio effettuano questo tipo di intervento sono:

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 17)
  2. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 8)
  3. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 4)
  4. Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma (n° interventi: 3)
  1. Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (n° interventi: 3)
  1. Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma (n° interventi: 3)

Per questo indicatore non è presente un valore soglia di riferimento.

 

Il 17% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 83% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 18,7% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici per tumore maligno alla colecisti

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 18.

Le strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono:

  1. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 17)
  2. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 11)
  3. Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma (n° interventi: 4)
  1. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 4)

Per questo indicatore non è presente un valore soglia di riferimento.

 

Il 7,7% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 92,3% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 14,3% di interventi eseguiti su non residenti.


 

Interventi chirurgici per tumore maligno allo stomaco

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 24.

Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono: 

  1. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 101) SECONDO IN ITALIA
  2. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 57)
  3. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 41)
  4. Ospedale San Filippo Neri di Roma (n° interventi: 31)
  5. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 27)
 

Il 38% delle strutture rispetta il valore di riferimento di minimo 20 interventi l'anno.

L'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini oltre a vantare alti volumi mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dall'intervento chirurgico (che deve mantenersi inferiore al 4%), pari al 2,99%.

Le strutture che rispettano entrambi questi valori di riferimento sono 3, pari al 12,5% delle strutture che effettuano questo tipo di intervento.

Le 3 strutture che nel Lazio vantano minore mortalità e un alto numero di interventi, sono: l'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (n° interventi: 26, mortalità: 2,28%), l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 41, mortalità: 2,99%) e l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma (n° interventi: 26, mortalità: 3,76%).

 

L' 11,5% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 88,5% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 14% di interventi eseguiti su non residenti.


Fonte dati: PNE 2017





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