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sabato 21 settembre 2019

La Liguria in prima linea nella lotta ai Disturbi Alimentari. Prevenire i Disturbi del Comportamento Alimentare si può sin dalle elementari

La Liguria in prima linea nella lotta ai Disturbi Alimentari

da ottobre a scuola si impara una nuova materia: la conoscenza delle proprie emozioni.

 

 

Parte per la prima volta in Italia un progetto di prevenzione che coinvolge sette scuole primarie del Golfo Paradiso in Liguria: il progetto FoodNet dedicato alla Prevenzione dei Disturbi Alimentari nell'infanzia

 

7 scuole con 11 classi di quarta, accompagnate in questo percorso da insegnanti e genitori. Tutti convinti dell'importanza di fermarsi a riflettere sulle proprie emozioni ed abitudini alimentari. Ma in realtà si tratta di molto di più: parte, infatti, un vero e proprio percorso di conoscenza e presa di consapevolezza sullo stretto legame tra cibo ed emozioni, pensato per bambini che non hanno ancora sviluppato un problema con l'alimentazione. I Disturbi del Comportamento Alimentare, come si sa, hanno solitamente esordio negli anni successivi, tra gli anni delle medie e i primi delle scuole superiori.

 

Il progetto FoodNet prevede incontri di prevenzionecondotti da psicologi specializzati in disturbi dell'alimentazione che hanno messo a punto un modello di intervento ad hoc, con kit di materiali creativi e coinvolgenti per affrontare queste tematiche delicatissime con il linguaggio e la leggerezza adatti ai bambini di quell'età.

Tre incontri di due ore per ogni classe quartaal termine del percorso, un incontro con gli insegnanti e i genitori per condividere quanto emerso, fornire informazioni, spunti di riflessione e contatti utili, ma anche per spiegare come intercettare il prima possibile eventuali segnali di disagio.

 

Con i ragazzi si parte dalla visione di un cartone animato, poi si compila la propria carta d'identità alimentare, un gioco divertente per cominciare a parlare dei propri bisogni fisiologici, di fame e sazietà, ma anche delledifferenze individuali e del fatto che non si mangia solo per nutrirsi, e che ogni emozione ci porta a comportamenti alimentari differenti.

 

Tra gli obiettivi degli incontri di FoodNet:

• favorire la riflessione sulle diverse funzioni dell'alimentazione;
• fornire informazioni sulle diverse abitudini alimentari, in base alle differenze individuali, la provenienza geografica e la cultura di riferimento;
• promuovere l'acquisizione della consapevolezza sul profondo rapporto tra cibo ed emozioni;
• stimolare la conoscenza delle proprie reazioni emotive;
• accompagnare l'osservazione e il confronto tra le diverse modalità di sperimentare e manifestare le emozioni tra sé e le altre persone;
• insegnare la gestione e la modulazione dell'utilizzo del cibo in connessione alle diverse emozioni; 
• aiutare i futuri adolescenti a creare uno scudo protettivo contro l'instaurarsi di un DCA.

 

Anoressia e Bulimia sono forse le forme più note di Disturbi Alimentari. Meno conosciute, ma ugualmente subdole e pericolose sono il Binge Eating Disorder, odisturbo da alimentazione incontrollata, la Vigoressia,caratterizzata da un'eccessiva ricerca della massa muscolare, e l'Ortoressia, una vera e propria ossessione per i cibi sani e "puri". Tutte forme patologiche complesse, determinate da condizioni di profondo disagio psicologico ed emotivo che colpiscono, solo nel nostro Paese, oltre 300 mila minori.

 

Tipicamente l'esordio dei DCA avviene nella fascia di età compresa tra i 12 e 25 anni, ma negli ultimi anni si è assistito alla progressiva anticipazione di queste problematiche. 

La fascia d'insorgenza dei DCA si sta allargando con un preoccupante abbassamento fino all'età pediatrica: si parla di "baby anoressia" nel 3% della popolazione tra gli 8 e gli 11 anni. 

 

"In molti casi si tratta di problematiche alimentari transitorie e non rilevanti, caratteristiche del periodo infantile e destinate a rientrare definitivamente in modo naturale. In altri casi, invece, tali manifestazioni rappresentano indicatori importanti per favorire l'identificazione precoce di quello che potrebbe sfociare in un disturbo alimentare vero e proprio e che un riconoscimento tempestivo potrebbe efficacemente prevenire. Per questo abbiamo creato FoodNet: il primo progetto di prevenzione dei Disturbi del Comportamento Alimentare in infanzia in Italia, nato nel 2017, che si propone di intervenire PRIMA che le problematiche legate all'alimentazione si manifestinospiega la dottoressa D.Colson, psicologa e responsabile del progetto FoodNet.

 

 

L'attuazione degli interventi di prevenzione dei DCA in Liguria è possibile grazie al sostegno dall'Associazione ligure Mi Nutro di Vita, che ha devoluto al Progetto FoodNet la donazione ricevuta dallaPro Loco di Camogli ,in occasione dell'annuale Sagra del pesce. Mi Nutro di Vita ha fortemente voluto che la donazione ricevuta dal territorio, ricadesse subito sul territorio , coinvolgendo i Comuni del Golfo Paradiso: Avegno, Bogliasco, Camogli, Pieve Ligure, Recco, Sori, e Uscio. 

 

"Quando abbiamo sentito parlare di FoodNet, abbiamo subito capito che condividevamo un grande obiettivo: realizzare interventi che agiscano prima che il Disturbo Alimentare sia conclamato. Prevenzione significa giocare d'anticipo, prima che una difficoltà legata al cibo o all'identità corporea si trasformi in un disturbo vero e proprio" afferma Stefano Tavilla, fondatore di Mi Nutro Di Vita, promotrice della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, a favore della cura dei DCA.

 

"Intervenire quando un DCA è ormai instaurato è complicato, lungo ed economicamente dispendioso per i privati e per il sistema sanitario nazionale e ci auguriamo che questa serie di interventi nelle scuole primarie liguri sia solo il primo passo di un cammino che porti la prevenzione dei DCA in tutte le scuole italiane"aggiungono Elisabetta Anversa vice-sindaco di Camoglie Tonino Verdina presidente della Pro Loco di Camogli, dal cui nobile gesto nasce la possibile realizzazione di questo grande progetto. 

 

 

Gli interventi nelle classi quarte delle scuole di questi Comuni avranno luogo tra ottobre e novembre 2019. 

 

Venerdì 27 settembre 2019 alle ore 17.00 

Presentazione del Progetto Foodnet da parte dei professionisti, alle Autorità, alla stampa, al corpo Docente dei plessi scolastici coinvolti e consegna della donazione da parte della Pro Loco di Camogliall'associazione Mi Nutro di Vita.

Presso la Sala Polivalente Franco Lavoratori di Recco (via Ippolito D'Aste 21)

 

Venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 17.00

Presentazione dei risultati del progetto Foodnet, a tutti igenitori dei bambini coinvoltied a tutte quelle figure di "primario riconoscimento " che sono i medici pediatri, i medici di famiglia, gli insegnanti sportivi che agiscono sul territorio.

Presso il Teatro Sociale di Camogli (piazza Giacomo Matteotti 5)

 

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FoodNet 

Nato all'interno di A.R.P. (Associazione per la Ricerca in Psicologia clinica di Milano) propone, attraverso gli incontri nelle scuole, un modello di prevenzione orientato a crescere bambini, adolescenti e adulti più consapevoli del forte legame esistente tra cibo ed emozioni, e all'importanza di cogliere per tempo gli indicatori che tipicamente anticipano l'esordio di un Disturbo Alimentare. 

Inoltre, attraverso il portale www.foodnet.it offre uno sportello online di ascolto in cui poter trovare supporto gratuito da parte di professionisti esperti di disturbi del comportamento alimentare e una sezione di approfondimenti tematici costantemente aggiornati. Sul portale web è disponibile inoltre una mappatura dei servizi pubblici e privati deputati alla cura dei DCA sul territorio nazionale.

 

Mi nutro di Vita 

Associazione che si occupa di divulgare e informare suifenomeno dei Disturbi Alimentari organizzando eventi di sensibilizzazione e momenti di confronto, per portare all'attenzione della Pubblica Amministrazione e di tutti la portata di questo fenomeno. L'Associazione Mi Nutro di Vita dal 2012 promuove la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata ai Disturbi Alimentari.



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IVI: la relazione tra stress e fertilità

IVI: la relazione tra stress e fertilità

·         Lo stress può influenzare i meccanismi endocrini
·         L'importanza di un approccio alla coppia infertile oltre la medicina

 

Le vacanze sono finite da poco e sembrano già così lontane. I ritmi sono tornati a essere frenetici e la parola 'stress' imperversa di nuovo nelle nostre vite. Questo modus vivendi che ormai contraddistingue lo stile di vita quotidiano della maggior parte delle persone, non solo nuoce alla salute, ma può ridurre le possibilità di una gravidanza. Lo stress, infatti, può influenzare i meccanismi endocrini e di conseguenza alterare l'ovulazione nella donna e peggiorare la spermatogenesi nell'uomo.

Negli ultimi anni, un importante studio pubblicato su Human Reproduction ha confermato questa tesi. La ricerca è stata condotta dall'Ohio State University in Michigan e Texas su 501 coppie che volevano avere un figlio e che sono state monitorate per un anno. Durante il periodo di osservazione, sono stati misurati i livelli di cortisolo e dell'enzima alfa-amilasi (entrambi marker dello stress) nella saliva delle coppie e sono stati considerati il consumo di alcol, caffeina e sigarette. Al termine dello studio, l'87% delle donne è rimasto incinta ed è stato osservato che le donne che presentavano i livelli più alti dell'enzima alfa-amilasi riportavano una riduzione della fertilità di quasi il 30%, ossia presentavano un rischio doppio di infertilità rispetto alle donne "meno stressate".

La relazione tra stress e gravidanza è di reciprocità: se infatti lo stress può essere causa di infertilità, l'impossibilità di concepire può essere fonte di stress con un impatto dirompente sull'equilibrio della coppia.

"Quando si prende in carico una coppia infertile – dichiara Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma - è importante non concentrarsi solo sugli aspetti medici, ma tenere conto dei risvolti psicologici. Nelle cliniche IVI lo psicologo è uno specialista fondamentale nel percorso terapeutico, che può cambiare l'approccio delle coppie al problema dell'infertilità e fornire gli strumenti necessari per affrontare il percorso della fecondazione assistita nel miglior modo possibile". 


IVI-RMA Global

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna completamente specializzata nella riproduzione umana. Da allora ha aiutato a nascere più di 160.000 bambini, grazie all'utilizzo delle più avanzate tecnologie di riproduzione assistita. All'inizio del 2017, IVI si è fusa con RMANJ, diventando così il più grande gruppo di riproduzione assistita del mondo. Attualmente conta più di 65 cliniche in tutto il mondo ed è leader nel campo della medicina riproduttiva.



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venerdì 20 settembre 2019

Alzheimer: Rapporto Mondiale 2019: dati allarmanti che anche in Italia sono la misura dello stigma


"L'atteggiamento verso la demenza" è il titolo del nuovo Rapporto

presentato nel nostro Paese dalla Federazione Alzheimer Italia

 

Rapporto Mondiale Alzheimer 2019: 2 persone su 3 sono convinte

che la demenza sia la normale conseguenza dell'invecchiamento

 

La presidente Salvini Porro: "Dati allarmanti che anche in Italia sono

l'unità di misura dello stigma e della sfida che ci aspetta ancora nel combatterlo"

 

Milano, 20 settembre 2019 - In occasione della XXVI Giornata Mondiale Alzheimer che si celebra in tutto il mondo il 21 settembre, la Federazione Alzheimer Italia, rappresentante per il nostro Paese di ADI - Alzheimer's Disease International, presenta il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2019 intitolato "L'atteggiamento verso la demenza", che illustra i risultati della più vasta indagine mai condotta al mondo sulle convinzioni e i comportamenti diffusi nell'opinione pubblica nei confronti della malattia di Alzheimer e di tutti gli altri tipi di demenza.

Gli intervistati (persone con demenza, carer, personale medico e pubblico in generale) sono stati 70.000 in 155 Paesi in tutto il mondo, e il sondaggio è stato tradotto in 30 lingue (la versione italiana è stata redatta e diffusa dalla Federazione Alzheimer Italia).

L'analisi dei dati, effettuata dalla London School of Economics and Political Science (LSE), rivela nel complesso un'allarmante mancanza di conoscenza a livello globale della demenza: il dato più preoccupante è che due terzi degli intervistati pensa ancora che la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento.

 

Dall'indagine emerge in sostanza come lo stigma verso la demenza impedisca alle persone di chiedere informazioni, supporto e assistenza medica che potrebbero migliorare notevolmente la durata e la qualità della vita per quella che è, a livello globale, una delle cause di morte a più rapida diffusione.

Secondo le previsioni, il numero delle persone con demenza è destinato a più che triplicare rispetto ai 50 milioni attuali, raggiungendo 152 milioni nel 2050. Sul fronte economico, il costo annuo della demenza supera attualmente i mille miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare entro il 2030. La demenza, poi, è la quinta principale causa di morte a livello globale (dato del 2016, mente nel 2000 era la quattordicesima).

In Italia la stima attuale delle persone con demenza è di 1.241.000.

 

Commenta Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia:

"Dal Rapporto emergono dati a dir poco allarmanti, che riguardano tutto il mondo, compresa l'Italia e non solo certe zone. Certo, gli atteggiamenti variano a seconda delle fasce regionali, socioeconomiche e culturali, ma è indubbio che alcune convinzioni errate sulla demenza siano ancora radicate in maniera importante anche nella nostra opinione pubblica. Questa è l'unità di misura dello stigma presente nelle nostre comunità, che descrive anche la sfida che ci attende nel perseguire la sua lotta.

Pensiamo per esempio al 60% degli intervistati che ritiene corretto non coinvolgere le persone con demenza: si tratta di discriminazione, in contrasto con il considerarle prima di tutto come persone, con una loro individualità e un loro vissuto costruito lungo una vita intera, al di là dell'etichetta della diagnosi. Un dato positivo è che almeno il 50% degli intervistati sia convinto che lo stile di vita possa influire sulla riduzione del rischio di sviluppare una forma di demenza: dobbiamo agire su tutti i fronti - sociale, assistenziale, medico - per aumentare questa percentuale".

 

Il Rapporto sottolinea quali siano le barriere principali alla ricerca di aiuto, consigli e assistenza: il 48% degli intervistati è convinto che la memoria di una persona con demenza non migliorerà mai, neppure con interventi medici; mentre 1 su 4 pensa che non si possa fare nulla per prevenire la demenza.

Commenta Paola Barbarino, Amministratore Delegato di ADI: "Lo stigma è il più grande limite alla possibilità delle persone di migliorare sensibilmente il loro modo di convivere con la demenza. A livello individuale, lo stigma può minare gli obiettivi esistenziali e ridurre la partecipazione ad attività sociali, peggiorando il benessere e la qualità della vita. A livello di società, lo stigma strutturale e la discriminazione possono influire sull'entità dei fondi da stanziare per la cura e l'assistenza. Auspichiamo che i risultati ottenuti da questa ricerca possano dare il via a una riforma e a un cambiamento globale positivo".

 

Dal Rapporto emerge inoltre come circa il 50% delle persone con demenza intervistate si senta ignorata dal personale sanitario (medici e infermieri), mentre il 33% degli intervistati pensa che, se soffrisse di demenza, il personale medico non gli darebbe ascolto.

Un dato interessante è che il 95% dei partecipanti ritiene che potrebbe sviluppare una demenza nel corso della sua vita e più di due terzi delle persone (69,3%) si sottoporrebbero a un test genetico per conoscere il loro rischio di sviluppare una demenza (anche se finora non esiste un trattamento in grado di modificare il decorso della malattia). Ciò significa che il timore di soffrire di demenza è diffuso a livello globale, ma la malattia è ancora scarsamente compresa.

 

Il Rapporto completo è consultabile sul sito di ADI www.alz .co .uk, dove è anche presentata la campagna internazionale "Let's Talk About Dementia" (Parliamo di demenza), lanciata in questo VIII Mese Mondiale Alzheimer con l'obiettivo di intensificare il dialogo a livello globale sulla demenza per contrastare lo stigma.




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mercoledì 18 settembre 2019

Colesterolo sotto controllo: con Farmacie Lloyds un mese di prevenzione gratuita per tutti

Monitoraggio gratuito del Colesterolo in 156 farmacie a livello nazionale.

LloydsFarmacia festeggia il proprio compleanno nel segno della prevenzione

Dal 19 settembre al 16 ottobre, autotest gratuiti del colesterolo in 156 farmacie Lloyds a livello nazionale. Un invito concreto a monitorare un parametro, ormai identificato dagli esperti come un vero e proprio killer, il colesterolo LDL: 'più basso è meglio.'
 
Bologna, 17 settembre 2019 - Comunicato Stampa Da LloydsFarmacia, brand del Gruppo ADMENTA Italia, un concreto invito alla prevenzione del colesterolo. Dal 19 settembre al 16 ottobre sarà possibile recarsi nelle farmacie Lloyds e usufruire gratuitamente dell'autotest mirato a monitorare un parametro che gli esperti identificano ormai da anni come un vero e proprio killer.  I più recenti studi della Società Europea di Cardiologia e della Società europea dell'Aterosclerotica confermano che più bassi sono i livelli di colesterolo cattivo 'LDL', più bassa è l'incidenza di eventi cardiovascolari. Il lavoro congiunto delle due società ha reso note nelle scorse settimane le nuove linee guida europee per tenere sotto controllo il colesterolo. Le prove sono schiaccianti e fornite dai più vari studi sperimentali, epidemiologici, genetici e clinici: ridurre il colesterolo LDL è una misura efficace nella prevenzione di ictus e infarto, in particolare nei profili clinici ad alto rischio cardiovascolare. In uno scenario generale di invecchiamento della popolazione e incremento delle cronicità, il controllo tempestivo del colesterolo cattivo è un aspetto imprescindibile. In Europa, secondo i dati più recenti Eurostat, le patologie del sistema circolatorio si confermano di gran lunga - immediatamente dopo le patologie tumorali - come le principali cause di decesso. Contestualmente, negli ultimi dieci anni i tassi di mortalità sono scesi notevolmente, a testimonianza dell'importanza delle attività di prevenzione e legate agli stili di vita. Nel 2016, le cardiopatie ischemiche hanno causato 119 decessi ogni 100.000 abitanti in tutta l'Ue 28. 
 
Queste le premesse alla base dell'iniziativa LloydsFarmacia, proposta quest'anno, nell'ambito del mese tradizionalmente dedicato a festeggiare la creazione e l'attività del brand LloydsFarmacia. I farmacisti di 156 farmacie Lloyds nelle province di: Arezzo, Bergamo, Brescia, Bologna, Cremona, Firenze, Milano, Monza, Parma, Prato, Roma, Torino, Varese, Vicenza assisteranno gratuitamente tutti coloro che lo desiderino, per oltre quattro settimane, nel test di autoanalisi (autotest) che misura la concentrazione del colesterolo totale a livello sanguineo, a partire da un prelievo capillare. I valori riscontrati sono indicativi, quale potenziale segnale di allarme, non costituiscono refertazione medica e andranno poi mostrati al medico curante, per una valutazione completa e ad hoc. Basterà recarsi a questo scopo nelle farmacie Lloyds. Non è necessaria alcuna prenotazione.
 
"Si tratta di quattro settimane importanti per LloydsFarmacia. Abbiamo voluto dedicarle più che mai alla prevenzione e alla sensibilizzazione condivisa su temi cruciali per la salute e il benessere collettivi." È il commento di Domenico Laporta, Amministratore Delegato LloydsFarmacia "I dati più recenti e le valutazioni degli esperti testimoniano nuovamente l'importanza di prevenzione e stili di vita, nel monitoraggio del colesterolo. Come LloydsFarmacia siamo da sempre impegnati, in network con tutti gli operatori del settore, a valorizzare il ruolo della farmacia come presidio socio-sanitario. Con questo obiettivo prioritario, creiamo e proponiamo con continuità servizi, iniziative ed eventi in farmacia o in partnership con altri soggetti sul territorio, nonché strumenti e servizi innovativi e on line, come la recente l'App Lloyds, dedicata gratuitamente alla prevenzione e all'aderenza terapeutica delle cronicità. Il filo conduttore è sempre la prevenzione, il servizio al territorio. Condividere l'opportunità di screening del colesterolo con la cittadinanza, nelle prossime settimane, è pienamente in linea con questo impegno."
 
LloydsFarmacia, insegna del Gruppo ADMENTA Italia, si contraddistingue da sempre per la sua vicinanza al cittadino e per l'attenzione ai suoi bisogni di salute e benessere. Tutto ciò si concretizza attraverso una presenza sempre più diffusa e radicata sul territorio. LloydsFarmacia gestisce oggi oltre 250 punti vendita sul territorio italiano. Ispirata al modello di 'farmacia dei servizi', valorizza il ruolo del farmacista quale consulente per la salute e si distingue per l'offerta di servizi dedicati alla prevenzione e alla proposta di soluzioni specialistiche e innovative.



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