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mercoledì 16 gennaio 2019

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venerdì 11 gennaio 2019

Anci-Assofarm: Farmacie comunali. Firmato protocollo di intesa tra Anci e Assofarm

Farmacie comunali. Firmato protocollo di intesa tra Anci e Assofarm

 

Regolare la collaborazione con l'Anci e con il mondo dei Comuni per analizzare e affrontare le diverse problematiche relative alla gestione del servizio delle farmacie comunali, anche alla luce della normativa generale e di quella specifica di settore. Questi gli obiettivi del protocollo di intesa sottoscritto  dal presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro,  e dal presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi.

In particolare, attraverso l'intesa, Anci ed Assofarm si impegnano a collaborare per la realizzazione di iniziative comuni a livello locale, nazionale ed internazionale, nell'ambito di una politica generale di rafforzamento e sviluppo della promozione della salute e degli interventi nel sociale. La partnership sarà sviluppata anche attraverso il rafforzamento dell'integrazione fra il servizio farmaceutico comunale e le amministrazioni locali, a tutto beneficio dei cittadini. Previste anche una serie di attività per fornire valore aggiunto alle amministrazioni comunali ed alle loro farmacie che assumono un ruolo sociale spesso trascurato, nella fornitura di beni e prestazioni a prezzi calmierati.

Il protocollo, che ha la durata di due anni, prevede anche l'attivazione di un gruppo di lavoro congiunto tra Anci e Assofarm.

"Le farmacie comunali – sostiene Decaro - sono presidi fondamentali nei piccoli Comuni come nei quartieri delle centri più grandi. Un presidio di salute e di servizi. La collaborazione di Anci con Assofarm sarà fondamentale per affrontare insieme, ognuno per il suo ruolo, le criticità e per rimuoverle".

"Questo accordo con Anci – spiega il presidente Assofarm - è importante sia per i Comuni che già dispongono di farmacie comunali sia di quelli che ancora ne sono sprovvisti. Questi ultimi, in particolare, potranno comprendere le due grandi potenzialità di questa presenza sul proprio territorio. La prima è quella di offrire ai propri concittadini una risposta sanitaria direttamente gestita. La seconda consiste nel dotarsi di uno strumento in grado di generare risorse economiche a sostegno dei bilanci comunali. Si tratta di non poca cosa, in un presente caratterizzato da uno strutturale calo di risorse dedicate al welfare locale".



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sabato 29 dicembre 2018

Professioni Sanitarie: come svilire 30 anni di rivendicazioni con un semplice emendamento nella manovra finanziaria.

  

 

Professioni Sanitarie: come svilire 30 anni di rivendicazioni con un semplice emendamento nella manovra finanziaria.

 

ROMA 29 DICEMBRE - Una vergogna!  Che è stata  perpetrata con parere favorevole della Ministra Grillo, che ora parla di disinformazione, e con l'implicito favore di Cgil, Cisl e Uil che lo hanno ammesso tra le righe in un proprio comunicato in cui si parla di "Allarmismi inutili" e di un "provvedimento che evita l'ingiusta espulsione di qualche migliaio di operatori". 

 

Stiamo parlando, ovviamente, delle disposizioni inserite con il maxiemendamento del Governo, al Senato,   con cui è   stata   disciplinata   la posizione di taluni professionisti in ambito sanitario ai quali è consentito, anche  in  assenza  del  titolo  idoneo  all'iscrizione  ai  rispettivi albi professionali, di continuare a svolgere la loro attività, se hanno svolto la stessa,  in  regime  di  lavoro  dipendente ovvero  libero  professionale,  per almeno  36  mesi,  anche  non  continuativi,  nel  corso  degli  ultimi  10  anni. (Art. 1 comma 283 bis).

 

La verità è che in Senato è passata una Vergogna. E' stato presentato ed è passato  un emendamento con cui si tutela l'abuso di determinate professioni sanitarie. Che guarda caso sono le stesse contro cui la classe medica ha fatto quadrato  e respinto ogni tentativo di applicare il comma 566 (per i medici una eresia da far dimenticare).

 

 Ma cosa c'era scritto in questo ormai fantomatico comma 566 della vecchia legge di Stabilità:  "Ferme restando le competenze dei laureati in medicina e chirurgia in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, con accordo tra Governo e Regioni, previa concertazione con le rappresentanze scientifiche, professionali e sindacali dei profili sanitari interessati, sono definiti i ruoli, le competenze, le relazioni professionali e le responsabilità individuali e di équipe su compiti, funzioni e obiettivi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, anche attraverso percorsi formativi complementari. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica". 

 

Un testo che oggi, alla luce della manovra attuale, sembra di essere di un'altra epoca, lontana anni luce. Siamo in una nuova epoca in cui per le professioni sanitarie del comparto è possibile sanare degli abusi  che invece rimangono un tabù quando si parla di professioni mediche. 

 

"Ci chiediamo se la legge è uguale per tutti o se per qualcuno è più uguale che per gli altri ?" ha commentato il Segretario Generale, Adamo Bonazzi, che ha anche detto: "si sono travalicati dei principi cardine del diritto sanando, di fatto, degli operatori che non posseggono un titolo atto a svolgere una Professione Sanitaria. Al legislatore forse sfugge il dato concreto che vi è una popolazione di abusivi che operava da anni sul campo a cui – a questo punto – basta trovare chi certifica il proprio operato per acquisire il diritto di entrare all'ordine a testa alta. Siamo consci che la battaglia per il 566 non la fa più nessuno da molto tempo ed è quasi desueta, ma per noi non è così. Capiamo anche che chi si è trovato il proprio posto al sole dentro i nuovi ordini si sia già dimenticato di questa nobile battaglia e di cosa significhi stare in trincea.  Noi però non lo abbiamo né dimenticato né – tanto meno – abbiamo abbandonato la battaglia. Noi siamo ancora in prima linea. Una linea per cui oggi stiamo pagando un prezzo altissimo.  Ma nessun prezzo è troppo alto quando si porta in alto la bandiera delle proprie convinzioni contro i soprusi. Nessun prezzo è troppo alto quando si rivendica e si difende la dignità e la professionalità di una categoria. Nessun prezzo è troppo alto quando si vuole giustizia, quella vera, per delle professioni che da troppo tempo la inseguono, la toccano ma non riescono ad ottenerla".

mercoledì 19 dicembre 2018

AMCLI: INFLUENZA 2018-2019, TARGET 90% VACCINAZIONE PER PREVENIRE GRAVI RISCHI PER PAZIENTI DEBILITATI E PICCOLI

AMCLI: INFLUENZA 2018-2019, TARGET 90% VACCINAZIONE PER PREVENIRE GRAVI RISCHI PER PAZIENTI DEBILITATI E PICCOLI

Ospedali, RSA e comunità primo luogo di propagazione del virus

Milano, dicembre 2018 – Lo scorso anno l'influenza si è rilevata particolarmente aggressiva, provocando un elevato numero di decessi non solo tra pazienti cronici ed anziani ma, inaspettatamente, anche in categorie fino ad oggi ritenute meno critiche (ad esempio persone in sovrappeso, donne gravide, 40-60enni). La specifica natura del virus, tra i più mutanti e ricombinanti, fa sì che anche per la stagione influenzale 2018-2019 il richiamo accorato di microbiologi clinici è di accrescere la copertura vaccinale, partendo proprio da quelle categorie (infermieri, personale ospedaliero, addetti delle RSA) che per il lavoro e l'ambiente in cui operano possono essere portatori e diffusori del virus.

È quanto emerso a Rimini nel corso della sessione del Congresso Nazionale AMCLI dedicato alla previsione della stagione influenzale.

Nel corso dei lavori è stato ricordato come lo scorso anno si siano verificati – stando ai dati di Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità – 764 casi gravi, ovvero connotati da profonda insufficienza respiratoria che ha richiesto il ricovero in rianimazione e terapia intensiva. Nel 22% dei casi si è registrato il decesso dei pazienti, la cui fascia di età era compresa tra 45 e 85 anni. Solo in Lombardia, i casi gravi sono stati oltre 170, con 10 decessi. "Si tratta di un dato molto importante, a conferma della pericolosità e invasività dei virus influenzali i quali possono in certi casi portare ad una grave lesione funzionale del polmone, i cui effetti si riverberano nel prosieguo della vita dei pazienti che ne sono stati colpiti" ricorda Fausto Baldanti, Università di Pavia, IRCCS Policlinico di Pavia e componente del Direttivo AMCLI.

In questo periodo di fine autunno 2018, i dati relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali in Italia, dimostrano che l'attività dei virus influenzali risulta in leggero aumento sebbene, nel complesso, si mantenga ancora a bassi livelli.

Vaccinarsi resta la soluzione più efficace, sicura e, soprattutto, funzionale per contenere la diffusione dei virus, per prevenire la malattia e ridurne le complicanze. Secondo stime recenti si calcola, infatti, che i costi diretti ed indiretti di una stagione influenzale ammontino a circa 11 miliardi di euro.

La vaccinazione è offerta gratuitamente alle persone che rientrano nelle categorie a rischio di complicanze, ma è comunque indicata per tutti i soggetti che desiderino evitare la malattia e che non abbiano specifiche controindicazioni, sentito il parere del proprio medico. È ancora utile vaccinarsi e lo si può fare fino alla fine di dicembre.

"Il tasso di vaccinazione resta ancora troppo basso. Siamo a meno del 50% quando per poter godere dei benefici di massa si dovrebbe toccare il 90%" aggiunge Baldanti.

 "Vorremo fosse sensibilizzata soprattutto la classe medico e infermieristica, la prima a contatto diretto con i pronto soccorsi ed ospedali dove maggiore è il flusso di persone che sono state colpite da influenza. Chi è in prima linea nell'assistenza dei pazienti dovrebbe essere almeno immune e non prestarsi a diffondere il virus" sottolinea Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e Direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest milanese.

In queste ultime settimane - continua Clerici – è stato però registrato un positivo aumento delle domande rispetto agli anni precedenti, soprattutto tra coloro che hanno meno di 65 anni, tra cui il personale sanitario e le forze dell'ordine, e questo ha portato in alcune zone ad un temporaneo esaurimento delle scorte".

 

A Rimini, infine, nel corso dell'incontro, sono stati affrontati aspetti legati al rischio introduzione di ceppi influenzali di origine animale, direttamente o tramite ricombinazioni virali che potrebbero dare origine a nuove pandemie. "È un fenomeno che non dobbiamo tralasciare" conclude Baldanti, "come non dobbiamo abbassare la guardia sullo sviluppo di mutanti aggressivi, evento che si verifica durante ogni stagione e che, almeno in parte, spiega la severità dell'influenza in alcuni soggetti".

Proprio in occasione del Congresso nazionale di Rimini, e per contribuire maggiormente ad una corretta informazione sui grandi temi della salute e della sanità, AMCLI  ha aperto la sua pagina social su Facebook, Associazione Amici, attraverso la quale saranno resi accessibili a tutti gli interessati materiali, interviste e approfondimenti sui grandi temi della microbiologia discussi durante il Congresso.

 

AMCLI - Associazione Microbiologi Clinici Italiani - è stata costituita nel 1970 ed è articolata su delegazioni regionali. L'associazione scientifica ha sede a Milano ed è attualmente presieduta dal prof. Pierangelo Clerici, Direttore U.O. Microbiologia A.S.S.T Ovest Milanese, Legnano. Tra le finalità statutarie di AMCLI, lo sviluppo della Microbiologia clinica. Una delle peculiarità della società scientifica è operare attraverso gruppi di lavoro su specifiche materie d'interesse. Tra questi spiccano quello sulle Infezioni Sessualmente Trasmissibili, sulle infezioni nei Trapianti d'organo, sulle infezioni nell'anziano e nei neonati, sulla Neurovirologia, sulle Infezioni nel paziente critico, sulle infezioni materno-fetali, sull'immunologia e sulle malattie parassitarie.

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GE Healthcare lancia "Edison", piattaforma digitale per l'intelligenza artificiale in Sanità

GE HEALTHCARE LANCIA "EDISON", PIATTAFORMA DIGITALE DI NUOVA GENERAZIONE PER L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN SANITÀ*

 

·         Il sistema comprende nuove tecnologie per migliorare la coerenza delle scansioni, aiutare i medici a individuare e privilegiare i casi gravi e a prolungare il ciclo vitale delle apparecchiature diagnostiche

 

·         Edison è la più olistica tra le piattaforme digitali di ambito sanitario: combina insiemi di dati globalmente diversi, provenienti da diversi fornitori, modalità, reti di assistenza sanitaria e contesti di scienze della vita

 

MILANO,  dicembre 2018 – Una piattaforma digitale per accelerare lo sviluppo e l'adozione dell'intelligenza artificiale in Sanità e permettere agli operatori del settore di fornire un'assistenza più veloce e di maggiore precisione. È Edison, la nuova soluzione lanciata da GE Healthcare, che va ad arricchire un portafoglio digitale dal valore di 1 miliardo di dollari con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per le collaborazioni e i prodotti dell'azienda nell'ambito dell'intelligenza artificiale. I partner clinici useranno Edison per sviluppare algoritmi, i partner tecnologici lavoreranno con GE Healthcare per apportare gli ultimi progressi nell'elaborazione dei dati alle applicazioni di Edison e ai dispositivi smart. GE Healthcare ha inoltre annunciato nuove applicazioni e tecnologie basate su Edison, che vanno ad aggiungersi alle oltre 200 app di imaging già sviluppate dall'azienda.

 

Il mercato dell'intelligenza artificiale in ambito sanitario raggiungerà i 6,6 miliardi di dollari nel 2021, e il 39% dei direttori sanitari afferma che sta investendo nell'AI, nel machine learning e nelle analisi predittive[1].

 

Edison offre anche un servizio all'avanguardia che permette di tracciare i dati durante l'elaborazione di un algoritmo. Questo strumento, che riflette l'impegno di GE Healthcare per un uso sicuro, etico ed efficace dell'intelligenza artificiale, può aumentare la fiducia dei medici verso questa tecnologia e semplificare radicalmente la capacità degli sviluppatori di software di creare applicazioni compatibili con l'intelligenza artificiale.

 

Le possibilità legate all'IA rappresentano solo alcuni degli oltre 100 servizi di Edison a disposizione di GE Healthcare e sviluppatori di terze parti, offrendo importanti vantaggi a tutti gli utilizzatori.

 

La piattaforma permetterà a GE Healthcare di supportare al meglio i dirigenti ospedalieri, aggiungendo costantemente valore ai milioni di dispositivi medici installati che attuano processi lavorativi intelligenti. Utilizzando le applicazioni di Edison, inoltre, i medici potranno essere certi del fatto che gli algoritmi sono stati sviluppati e convalidati da un eccellente ecosistema di partner clinici e tecnologici.

Infine, gli sviluppatori che useranno Edison beneficeranno di una piattaforma integrata comune in grado di combinare insiemi di dati diversi, provenienti da differenti fornitori, modalità, contesti di cura diversi.

 

"Edison fornisce ai medici una piattaforma digitale integrata, combinando insiemi di dati diversi, provenienti da differenti fornitori, modalità, reti di assistenza sanitaria e contesti delle scienze della vita," ha dichiarato Kieran Murphy, Presidente e CEO di GE Healthcare. "Le applicazioni basate su Edison includeranno le più recenti tecnologie di elaborazione dei dati per consentire agli specialisti di fare scelte consapevoli e più veloci, per migliorare gli esiti clinici dei pazienti."

 

"Ci sono molti significati nascosti nei deep data, ma è necessario un notevole livello di sofisticazione per estrarne il valore," afferma la Dott.ssa Rachael Callcut, Professoressa associata di Chirurgia alla Università della California, San Francisco (UCSF), chirurgo alla UCSF Health e Direttore del dipartimento scienza dei dati allo UCSF Center for Digital Health Innovation, oltre che partner nello sviluppo della Critical Care Suite. "L'IA ci offre l'opportunità di vedere i segni che prima non vedevamo, e di cambiare il modo in cui ci prendiamo cura dei pazienti che può migliorare sostanzialmente gli esiti sanitari".

 

Le applicazioni Edison possono essere utilizzate su dispositivi medici attraverso il cloud o computer presenti nella medesima stanza dei dispositivi.

 

Le nuove applicazioni di Edison

Da software per migliorare la coerenza delle scansione di un esame a programmi per aiutare i medici a individuare e privilegiare i casi gravi o a prolungare il ciclo vitale delle apparecchiature diagnostiche, sono diversi gli ambiti in cui agiscono le nuove applicazioni introdotte da GE Healthcare con Edison. Di seguito alcune tra le più significative:

 

  • AIRx è uno strumento automatizzato di workflow basato sull'Intelligenza Artificiale per la risonanza magnetica dell'encefalo, progettato per incrementare coerenza e produttività, con l'obiettivo di generare immagini che varino il meno possibile tra una risonanza e l'altra e da un tecnico di laboratorio all'altro, per ridurre le probabilità che un paziente venga richiamato a causa di errori nel posizionamento della sezione. Una maggiore coerenza è importante quando si eseguono accertamenti sull'asse longitudinale per malattie come Alzheimer e sclerosi multipla. AIRx è dotato di un modello di rete neurale preformato che sfrutta algoritmi di deep learning e riconoscimento anatomico basato su un database di più di 36.000 immagini provenienti da studi clinici e siti di riferimento.

 

  • Critical Care Suite* su Optima XR240amx è progettato per individuare nella struttura sanitaria i casi in cui vi è la condizione critica del pneumotorace, per consentire la prioritizzazione del riesame delle immagini. Critical Care Suite impiegherà un pacchetto di algoritmi di intelligenza artificiale, come quello per il rilevamento del pneumotorace, progettato per individuare questa condizione potenzialmente letale nelle radiografie al torace con un elevato livello di accuratezza (>0.95 AUC).

 

  • L'abbonamento a CT Smart offre un accesso continuo ai più recenti software per Tomografia Computerizzata, prolungando il ciclo vitale del dispositivo e accrescendone il valore col passare del tempo. Le applicazioni possono essere selezionate basandosi sulle specifiche esigenze di ciascun ospedale o sistema sanitario, con opzioni che vanno dal rilevamento di emorragie intracraniche e ictus alla normale riduzione e ottimizzazione del dosaggio fino alla valutazione delle funzioni cardiache.

 

  • Automated Lesion Segmentation su LOGIQ™ E10 incrementa la produttività attraverso l'automazione. Coloro che utilizzano gli ultrasuoni sperimentano delle notevoli difficoltà di tipo ergonomico dovute alla ripetitività delle fasi dell'esame. La segmentazione automatica della lesione) aiuta ad eliminare il bisogno di misurare le lesioni manualmente, segmentando la lesione identificata a fegato, petto o tiroide e tracciando automaticamente la lesione e l'area corrispondente. Questa funzionalità aiuta anche a garantire la coerenza degli esami, che vengano eseguiti dalla stessa persona o da tecnici diversi, per la documentazione e i seguenti controlli.

 

 

 

[1] Accenture 2018 Consumer Survey on Digital Health, 2018.

*Informazioni rivolte ai professionisti del settore medico-sanitario.

 



[1] Accenture 2018 Consumer Survey on Digital Health, 2018.



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Anoressia e bulimia: docenti e dirigenti sentinelle nelle scuole. A Bergamo App e sportello

ANORESSIA E BULIMIA: IL CDCA DI BERGAMO RAFFORZA LA SUA PRESENZA NELLE SCUOLE. 

AL VIA LO SPORTELLO DI CONSULENZA GRATUITA PER DOCENTI E DIRIGENTI SCOLASTICI

Dopo l'interesse riscontrato dall'App SC(HI)ACCIA, con oltre 4.500 download registrati, il Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Bergamo mette a disposizione delle scuole uno sportello con due psicoterapeute. 

Ora con il contributo di Fondazione Cariplo le famiglie svantaggiate potranno beneficiare di un supporto per accedere ai percorsi ambulatoriali per il trattamento delle DCA non convenzionati con il SSN. Così anoressia e bulimia fanno meno paura.

Bergamo, dicembre 2018 – Uno sportello dedicato a docenti e dirigenti scolastici degli istituti superiori per aiutarli a gestire casi di disturbi del comportamento alimentare in classe e fuori. È questo il nuovo progetto del Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo che dopo aver lanciato l'App Sc(Hi)acciaDCA, l'applicazione pensata per sensibilizzare e prevenire i disturbi alimentari, fa ora un ulteriore passo avanti.

Le persone che soffrono di disturbi alimentari sono sempre più numerose e nella maggior parte dei casi sono giovani. I disturbi, infatti, tendono a comparire in età adolescenziale ed è per questo che un intervento tempestivo e proattivo da parte dei docenti può essere fondamentale. Solo una piccola parte di chi soffre di DCA, infatti, si rivolge a un centro di cura specializzato o a una struttura ospedaliera. Per questo il CDCA ha deciso di mettere a disposizione degli educatori degli istituti scolastici superiori, direttamente presso il Centro, uno sportello in cui potranno confrontarsi gratuitamente con due psicoterapeute per capire come meglio intervenire in classe e fuori per supportare studenti potenzialmente a rischio DCA. L'intervento potrà essere concordato con il CDCA telefonando allo 035389206 e sarà disponibile fino a fine maggio 2019 nei giorni di lunedì e di venerdì mattina.

Dal lancio dell'applicazione, nel novembre 2015 al novembre 2018, sono state prese in carico 490 persone alle quali il CDCA ha proposto un percorso con i professionisti (psicoterapeuti e dietiste) in ambulatorio. In particolare, a 106 persone (il 22% dei pazienti) è stato proposto il percorso riabilitativo intensivo in ricovero. Nello stesso tempo il CDCA supporta le famiglie attraverso percorsi di gruppo e terapie famigliari.

Ma non è tutto: dato che il CDCA si occupa in prevalenza di percorsi ambulatoriali che non risultano convenzionati dal SSN (il 78% di tutti i pazienti), ha previsto, grazie al contributo della Fondazione Cariplo, un supporto nei confronti delle persone economicamente svantaggiate, le cui famiglie non riescono a sostenere pienamente il percorso di cura. Il tutto, dando la possibilità al paziente, anche grazie alla stretta collaborazione con il consorzio Solco Città Aperta, di prevedere anche un tutoring a domicilio per un periodo di tre o quattro mesi, in accordo con le famiglie e in loro supporto. Contro i DCA, infatti, è fondamentale giocare in squadra: lo sportello, l'App e gli incontri che il CDCA ha già portato in 10 istituti superiori e 45 classi coinvolgendo 1.125 studenti, sono alleati importantissimi su cui contare.

«Quando entrai al centro di cura di Bergamo avevo quindici anni appena compiuti. Non sono entrata per mio volere, ma per volere dei miei genitori. Lì è iniziata la mia scalata verso la felicità. Ero malata così gravemente da essere convinta di non essere malata. Ma grazie al supporto del Centro sono rinata. E oggi, quando posso, aiuto chi soffre dei miei stessi disturbi a trovare la strada per uscirne. L'ho fatto anche questa estate, consigliando a una ragazza di scaricare l'app: uno strumento bellissimo che può aiutare centinaia di persone, come me, a tornare a sentirsi padrone del proprio corpo, ricominciando a vivere» - racconta una ragazza seguita dal CDCA per anoressia.

L'App è stata scaricata già 4597 volte con un totale di 1391 utenti registrati. Ben 3503 sono stati i "diari" compilati e 1842 i messaggi inviati in chat che hanno avuto risposta entro le 24 ore. Sono diversi, infatti, gli strumenti messi a disposizione dall'app: i test, il Diario personale da utilizzare in forma privata e la chat. Varie strade che consentono a chiunque ne abbia bisogno di chiedere aiuto. Perché la fase più difficile per chi soffre di un DCA è proprio riconoscere la malattia e ammetterne la presenza. Un percorso che spesso avviene solo grazie all'intervento di genitori, amici o insegnanti: persone esterne, ma vicine, che spingono il paziente a fare i conti con la realtà e lo accompagnano verso il percorso di cura presso il CDCA. Questo è quanto emerge dai racconti delle tante persone assistite, per lo più ragazze.

Accedere ai servizi dall'app è estremamente semplice, ma è fondamentale poter unire le forze per indirizzare chi più ne ha bisogno verso questa modalità di presa in carico e gestione del disturbo. Su Sc(Hi)acciaDCA gli esperti saranno sempre disponibili per chiarire dubbi alimentari e fornire informazioni (sull'accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), garantendo sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso. Per usufruire di questi servizi bastano un nickname e un'e-mail per la conferma della registrazione, senza necessità di fornire ulteriori informazioni, come provenienza o età, così da garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali. ________________

Sc(Hi)acciaDCA per le scuole:

Il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare della Casa di Cura B. Palazzolo di Bergamo sta promuovendo l'App Sc(Hi)accia DCA negli istituti scolastici della provincia al fine di sensibilizzare e prevenire i disturbi alimentari tra i più giovani. Al progetto hanno già aderito 10 istituti superiori e 45 classi per 1.125 studenti. L'App è stata presentata direttamente nelle scuole e a seguito di tali presentazioni, si è registrato un significativo incremento dei download. Grazie all'intervento di un finanziamento della Fondazione CARIPLO, le scuole potranno usufruire anche per il prossimo anno scolastico di una presentazione della APP mirata ad alcuni studenti (1 h per gruppi di due classi) e, novità di quest'anno, di una consulenza ai docenti presso il Centro DCA per approfondire alcune situazioni delicate di studenti potenzialmente a rischio DCA, capendo come meglio intervenire in classe e fuori. Si tratta di un intervento che potrà essere concordato con il CDCA telefonando allo 035389206. Alcune psicoterapeute saranno a disposizioni nei giorni di lunedì e di venerdì mattina per questo sportello che sarà a titolo gratuito.



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Lotta ai tumori del sangue: da Torino importanti passi avanti

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LOTTA AI TUMORI DEL SANGUE:
DA TORINO IMPORTANTI PASSI AVANTI

EMN Research Italy promuove uno studio con un nuovo trattamento sperimentale per i malati di mieloma multiplo. Il Clinical Trial Office di Torino centralizzerà le operazioni di data management.

Arriva una buona notizia per la lotta ai tumori del sangue e a comunicarla è l'impresa sociale italiana EMN Research Italy s.r.l. con sede a Torino che annuncia l'avvio, a livello europeo (recentemente approvato dall'AIFA in Italia e dalle autorità competenti in Grecia), di un nuovo studio clinico denominato EMN18 che prevede una terapia sperimentale per pazienti affetti da mieloma ed eleggibili al trapianto di cellule staminali. Con il coordinamento dei professori Mario Boccadoro (Torino) e Michele Cavo (Bologna), lo studio EMN18 si colloca all'interno del grande network europeo dell'EMN Foundation, guidato dal prof. Pieter Sonneveld (Rotterdam), e di cui EMN Research Italy costituisce il ramo italiano e si avvarrà della collaborazione di circa 50 centri in Europa, coinvolgendo nazioni quali Olanda, Repubblica Ceca, Irlanda, Grecia e, appunto, Italia, dove il Clinical Trial Office di Torino centralizzerà le operazioni di data management.


EMN18 è destinato ad avere un impatto importante nello scenario internazionale della lotta alle neoplasie del sangue per via dell'elevato numero di pazienti coinvolti (circa 400) e del carattere innovativo della terapia sperimentale proposta. Il Daratumumab, anticorpo monoclonale di nuova generazione, verrà infatti combinato con i farmaci Bortezomib, Ciclofosfamide e Desametasone. In termini di efficacia e sicurezza, la terapia sperimentale verrà confrontata con un trattamento standard (Bortezomib, Talidomide e Desametasone).

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Grecia, Irlanda, Italia, Olanda e Repubblica Ceca sono le nazioni europee dove è stato avviato lo studio clinico EMN18

I passi avanti fatti grazie all'introduzione di nuovi farmaci e nuove combinazioni, e il conseguente aumento della sopravvivenza e delle risposte, sono senz'altro elementi fondamentali che rinvigoriscono le speranze dei pazienti e dei loro familiari. L'adozione del Daratumumab nello studio EMN18 dovrebbe portare a netti miglioramenti sotto questo profilo, oltre a implicare un minore tasso di tossicità e un conseguente incremento della qualità della vita.


Ancora una volta EMN Research Italy e Torino sono dunque in prima linea nel trattamento del mieloma multiplo, un tumore che colpisce prevalentemente i pazienti anziani. Grazie agli sforzi costanti e all'impegno dei ricercatori e di tutte le persone coinvolte nelle sperimentazioni cliniche, negli ultimi anni si è assistito ad un sensibile aumento delle opzioni terapeutiche con un conseguente miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita.

EMN Research Italy in breve


EMN è l'acronimo di European Myeloma Network. Fondata nel 2005, EMN è una rete di eccellenze a livello europeo nello studio e nello sviluppo di cure innovative per il mieloma multiplo che conta 27 istituti di ricerca e 14 gruppi di studio. Ha lo scopo di promuovere la collaborazione tra i centri di ricerca e i gruppi di studio al fine di generare una mutua utilità e, grazie a ciò, ottenere risultati più efficaci ancora più velocemente.


EMN Research Italy, fondata a Torino nel 2016, è il braccio italiano del network EMN con sede in Olanda, ed è la prima impresa sociale in Italia nel campo della ricerca clinica sul mieloma multiplo. La sua natura giuridica le permette di essere promotore e di condurre studi clinici tradizionalmente definiti "profit", ossia i cui dati e risultati possono essere utilizzati dalle aziende farmaceutiche, con lo scopo di sostenere il progresso nella ricerca clinica e offrire terapie sempre più efficaci e sicure ai pazienti. Lo status di "impresa sociale" determina che non ci siano ripartizioni di utili tra i soci ma che gli eventuali profitti realizzati vengano reinvestiti nelle attività core della società stessa, a supporto quindi della ricerca e degli studi clinici.


Frutto del lavoro di varie professionalità, EMN Research Italy è forte dell'esperienza di uno staff che da diversi anni lavora nel campo dei clinical trials sul mieloma multiplo e può contare sull'apporto di un Comitato Scientifico di esperti e leader dell'ematologia italiana e sulla competenza di un team, formato da professionisti e da personale amministrativo, competente in materia fiscale, legale e di gestione del personale.





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