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lunedì 30 dicembre 2013

Lorenzin, task force strumento fondamentale per controlli su strutture per anziani e disabili.

"Grazie all'intervento dei carabinieri del Nas e' stato possibile ancora una volta mettere fine a un modo indegno di gestire le case di cura per anziani e disabili. L'operazione resa nota oggi testimonia l'importanza della task force permanente che ho voluto istituire l'estate scorsa a tutela delle persone fragili ospiti di strutture socio sanitarie". Lo dichiara il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in seguito alla notizia dei 5 arresti effettuati in provincia di Caserta dove una casa di cura e' stata posta sotto sequestro per maltrattamenti ad anziani e disabili. "Abbiamo superato i 1200 controlli in strutture socio assistenziali e ospedaliere dislocate in tutto il territorio nazionale - prosegue il ministro - e non ci fermeremo in questa lotta contro chi lede i diritti del malato e la dignità della persona. Il mio ringraziamento particolare va agli uomini del NAS, che continuano a interpretare con grandissima attenzione ed efficacia lo spirito con cui abbiamo istituito questa unità speciale di controllo".

sabato 28 dicembre 2013

Dichiarazioni Ministro Lorenzin su Andolina (Stamina Foundation)


" In relazione alle affermazioni del vice presidente di Stamina Foundation, Marino Andolina, circa presunti complotti e consigli che il Ministro avrebbe ricevuto dalla criminalità organizzata, il portavoce del ministro della Salute, comunica che si adirà alla vie legali nei confronti dello stesso Andolina per le gravissime affermazioni fortemente diffamatorie dell'operato del Ministro e del Ministero stesso."

 

Nasce l’ISBEM, polo di eccellenza nel settore biomedico e sanitario-inaugurazionie 3 gennaio 2014 - Galatina

 
Galatina: inaugura anche in provincia di Lecce l' ISBEM, polo di eccellenza nel settore biomedico e sanitarioPorte aperte ai giovani talenti salentini grazie alle nuove frontiere della ricerca, della formazione e dell'assistenza.
L'ISBEM,
 Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, inaugura una sede anche in provincia di Lecce. Il 3 Gennaio 2014 ideale "taglio del nastro" per la nuova sede operativa di Galatina ospitata presso l'Istituto Immacolato ASP (Azienda Pubblica Servizi alla Persona) in via Scafo 5, dove si svolgerà la prima MINI MEDICAL SCHOOL del 2014 a partire dalle ore 18:00 per presentare le opportunità della nuova presenza dell'istituto nel Sud Salento. Interlocutori privilegiati della giornata di venerdì saranno i giovani laureandi e neolaureati (di ogni settore disciplinare) in cerca di acquisire o affinare le proprie competenze e la capacità di trasformare le buone idee in progetti concreti. L'ISBEM nasce infatti come incubatore di giovani talenti nel 1999 a Brindisi, costituendo un polo culturale di eccellenza e di riferimento nel settore biomedico e sanitario, per trasformarsi poi in un polo culturale a 360 gradi.Il modello che l'ISBEM cerca di proporre si basa su una stretta sinergia tra mondo della Ricerca, Mondo delle Imprese e Comunità locali. Scopo dell'istituto è promuovere la cultura scientifica nel pianeta salute coniugando ricerca, formazione e assistenza attraverso il reclutamento di giovani talenti altrimenti destinati all'emigrazione. L'ISBEM vuol essere sempre più una vera e propria cerniera tra popolazione e mondo scientifico, organizzando incontri di ricerca, seminari e progetti che coinvolgano direttamente i cittadini nella promozione di migliori livelli di qualità di vita. In quest'ambito, l'ISBEM ha ideato il progetto COHEIRS (acronimo inglese di "Osservatori Civici per la tutela della salute e dell'ambiente: iniziativa di responsabilità e sostenibilità" coordinato dall'Agenzia per le Democrazie Locali ALDA di Strasburgo), che mira a verificare come viene applicato il principio di precauzione sancito a livello europeo. COHEIRS si è classificato primo su sole 6 domande accolte dal Programma Europa per i Cittadini a fronte di oltre 100 richieste provenienti da 27 Paesi, conquistando anche in assoluto l'Award 2013 come uno dei migliori tre progetti europei dell' anno. L'invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "investire in ricerca e innovazione è una priorità irrinunciabile per sviluppare il nostro Paese (..)"ci dice quanto sia importante oggi più che mai l'impegno di tutti nel promuovere e sostenere cittadini lungimiranti che vogliono costruire il futuro nel Pianeta Salute, oggi, coi giovani, la ricerca, l'innovazione e la cultura.


Stamina. Lorenzin: individuati nomi Nuovo Comitato Scientifico

Il Ministro Lorenzin: individuati i nomi del Nuovo Comitato Scientifico

 

 

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha selezionato i nomi che comporranno il Comitato scientifico in esecuzione dell'ordinanza del Tar del Lazio  e tenuto conto di quanto indicato dall'Avvocatura generale dello Stato. E' stato individuata la figura di un presidente garante di alto livello, non della materia ma riconosciuto internazionalmente per qualità scientifica, accompagnato da due esperti di staminali stranieri, due esperti italiani  più due clinici, uno di interesse metabolico e uno neurologico, entrambi noti in campo di terapia cellulare.  Sono stati seguiti i seguenti criteri: che gli esperti a)  non risultino avere "preso posizione" sulla sperimentazione di che trattasi; b) che siano individuati in base ai criteri vigenti nella comunità scientifica per identificare la qualità della relativa produzione (tra i quali l'h-index e il c-index) e che siano, tra l'altro, responsabili attivi di centri o istituzioni dedicate; c) che siano in possesso di professionalità "clinica" per la valutazione delle cartelle cliniche.

Il Comitato sarà così composto:

Presidente: Mauro Ferrari, Ph.D.: presidente e CEO dello Houston Methodist Research Institute; vice presidente esecutivo dello Houston Methodist Hospital; professore presso il  Weill Cornell  Medical College, New York;  Presidente della Alliance for NanoHealth.

 

Componenti:

-        Sally Temple, Ph.D.: Direttore scientifico del Neural Stem Cell Institute, NY  (esperto staminali straniero);

-        Curt R. Freed, M.D.: Capo divisione e professore presso l'University of Colorado (School of Medicine)  (esperto staminali straniero);

-        Vania Broccoli: Capo Unità della Divisione di Neuroscienze Stem Cell Research Institute, Ospedale San Raffaele - Milano (esperto staminali italiano);

-        Francesco Frassoni: Direttore centro cellule staminali e terapia cellulare Ospedale Giannina Gaslini – Genova (esperto staminali italiano);

-        Carlo Dionisi Vici: Malattie metaboliche - Dipartimento di pediatria - Ospedale pediatrico Bambino Gesù – Roma (clinico esperto terapia cellulare);

-        Antonio Uccelli: Centro per la Sclerosi Multipla dell'Università di Genova, Neuroimmunologia del Centro di Eccellenza per la Ricerca Biomedica (CEBR) - (clinico esperto terapia cellulare).

 


venerdì 27 dicembre 2013

Coronavirus mari. 57° decesso in Arabia Saudita

Un'altra notizia che Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ritiene utile  pubblicare nella costante opera d'informazione a tutela della salute e di turisti e viaggiatori riguarda quanto annunciato in data di ieri dal Ministero della salute Saudita che sul suo sito web ha  comunicato la morte di una persona a causa del temibile coronavirus mari. Questo decesso è  il 57esimo nel Regno dall'inizio dell'epidemia.

Il Ministero ha dichiarato che si tratta di un saudita di 73 anni, che soffriva di diverse malattie croniche. È deceduto a Riyadh, dove sono stati registrati quattro nuovi casi di coronavirus mari.

Un saudita di 57 anni, affetto da malattie croniche e un'altra saudita di 27 anni, impiegata nel settore della sanità, così come due stranieri residenti, una donna di 43 anni e un uomo di 35 anni, che lavorano nel settore ospedaliero.

Il Regno, risulta essere al momento il paese più colpito da questo ceppo del coronavirus, avendo registrato, secondo il ministero, un totale casi 141, tra cui 57 morti, dallo scoppio della malattia più di un anno fa.

Nella sua ultima valutazione del rischio pubblicata giovedì sul suo sito Web, l'Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) indica che sono stati confermati in laboratorio 166 casi di contaminazione da virus in tutto il mondo, tra cui 71 morti.

Il Coronavirus mari appartiene alla famiglia del virus responsabile per la sindrome acuta respiratoria (SARS), che aveva causato quasi 800 morti in tutto il mondo nel 2003.

 


Influenza aviaria H7N9: prima morte ad Hong Kong

Nell'ottica della tutela della salute e nella costante attività d'informazione per turisti e viaggiatori Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", evidenzia che funzionari della sanità di Hong Kong hanno annunciato che in data di ieri è deceduto un ottuagenario infettato con il virus dell'influenza aviaria.

Si tratta del primo caso di decesso nel territorio della Cina del sud per il temibile virus della H7N9 dopo la comparsa di nuovi casi a inizio dicembre.

Come avevamo già annunciato lo scorso 7 dicembre, il primo caso umano di influenza aviaria H7N9 è stato rilevato il 2 dicembre. Il paziente di 80 anni, secondo caso confermato ad Hong Kong, aveva mangiato pollame durante un soggiorno in Cina, a Shenzhen, attraverso il confine. Il paziente, soffriva comunque di altri problemi di salute.

Il primo caso di influenza aviaria riguardava una donna di 36 anni, un dipendente interno indonesiano che faceva frequenti viaggi tra Hong Kong e Shenzhen.

Dopo la rilevazione dei due casi, Hong Kong aveva già comunque rafforzato i controlli sanitari alle frontiere, con il personale di salute aggiuntivo distribuito per effettuare controlli di temperatura sui viaggiatori arrivo. Addirittura le stazioni di confine sono già dotate di sistemi di imaging termici.

Il territorio è particolarmente attento alla diffusione del virus dopo l'epidemia SARS (sindrome respiratoria acuta grave) nel 2003, rendendo 299 morti e contagiato circa 1.800 persone.

In totale, sono stati registrati circa 140 casi umani di H7N9 in Cina dal mese di febbraio con 45 morti, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

 


Bambini smartphone e tablet, c'è preoccupazione tra gli esperti

Un vero e proprio boom che non conosce un rallentamento ormai da diversi anni, quello della vendita di smartphone e tablet, favorito da una miriade di promozioni commerciali rivolte ad ogni fascia della popolazione, compreso i bambini che oggi più che mai, diventano un bersaglio indiretto delle vendite di tali prodotti informatici.

Ma se è un modo, almeno apparente di far girare un economia in crisi da anni, perché alla fine la pressoché totalità degli utili finisce nelle casse delle multinazionali dell'elettronica e della telefonia, in realtà non si stanno comprendendo gli effetti sociali specie in termini di sviluppo cognitivo, relazionale ed educativo sull'ultima generazione di italiani.

Ed oggi, tablet e smartphone, certamente il must del regalo di Natale 2013, sono nel mirino degli esperti che stanno iniziando ad evidenziare i pericoli che questi oggetti tecnologici possono riguardare i più piccoli. Anche perché la loro facilità di utilizzo è tale, che bambini piccolissimi, anche di 3 anni o meno, sono in grado di accedere agevolmente alle funzioni di base ed utilizzarli.

Il fenomeno più  preoccupante, peraltro, è da rinvenire nel comportamento dei genitori che mettono a disposizione dei propri figli tali apparecchi per tenerli a bada e non doverli gestire e quindi educare. Un dato che, se si somma ai momenti che li si abbandona davanti alla tv o ai videogiochi, lascia ben poco al tempo necessario da dedicare all'educazione della prole per avviarla alla vita.

Dimitri Christakis, medico dell'ospedale pediatrico di Seattle, ha evidenziato che "Niente è però più importante per lo sviluppo sociale del bambino del tempo che passano con i genitori".

Se è vero che i giochi hanno valore educativo - evidenzia il medico - ma se si usa il tablet solo per guardare video allora non vi è alcuna differenza con la televisione.

Né ad oggi sono stati dimostrati eventuali benefici di uno schermo per lo sviluppo dei bambini, ed anzi, troppo tempo davanti alla TV è stato connesso a problemi comportamentali e un ritardo nello sviluppo sociale.

In attesa di studi più approfonditi, che probabilmente arriveranno tra anni e quindi troppo tardi  per comprendere i reali effetti di questo fenomeno di massa sulle nuove generazioni, Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", si unisce al coro di preoccupazione degli esperti, rivolgendo un appello a tutti i genitori affinché evitino di lasciare in balìa di questi strumenti i propri piccoli, cercando di riservare ogni momento utile della giornata a dedicarsi a loro in maniera quanto più tradizionale è possibile.  

 


giovedì 26 dicembre 2013

Un dolce salutare



Domenica 29 dicembre ad Alliste (Le), dalle 10.30 alle 13
Può un dolce essere salutare? L'esperto dice sì
Scoperta e degustazione di dolci realizzati con Olio EVO
Nella prossima "Buona (e sana) Domenica" sono di scena
il PanSorriso, il PanGioia ed il PanBellezza con ingredienti sani a km 0


Incontri con esperti di nutrizione e di estetica, degustazioni,
minispettacolo con P40, mostra pittorica e omaggi a chi giunge in bici

La prossima "Buona (e sana) Domenica", oltre ad essere buona e sana, sarà anche molto …dolce! Sì, perché domenica 29 dicembre, presso il Cafè dei Napoli in pieno centro ad Alliste (Le), i riflettori saranno puntati su dei prodotti di alta pasticceria che hanno la straordinaria caratteristica di essere realizzati con Olio Extravergine d'Oliva (al posto del burro), miele (al posto dello zucchero), lievito madre e tanti altri ingredienti assolutamente naturali e a km 0, parliamo del PanSorriso, del PanGioia e del PanBellezza, i tre dolci della salute concepiti e realizzati dal pasticciere salentino Giovanni Venneri. Il segreto del PanSorriso sono i fichi secchi salentini macerati nell'Elisir S. Marzano, il PanGioia ha un'anima di "cuettu" ed il PanBellezza nasconde nella sua dolcezza chicchi di melograno e aloe vera.

L'appuntamento quindi di quest'altra "Buona (e sana) Domenica della Dieta Med-Italiana" è fissato per il 29 dicembre. Il programma, sebbene si svolga nella sola mattinata, è ricco e pieno di sorprese. Si comincia alle 10.30 con due incontri con esperti, il nutrizionista Cristian Manni illustrerà tutte le proprietà salutistiche, terapeutiche e nutrizionali degli ingredienti che compongono i tre dolci mentre l'esperta di estetica Anna Barbieri concentrerà l'attenzione sul PanBellezza. Per l'intera mattinata, dalle 10.30 alle 13, sarà possibile conoscere, apprezzare e degustare gratuitamente tutti e tre i prodotti dolciari, oltre all'olio extravergine "Adamo" (con cui i dolci sono realizzati) ed il "cuettu" e Vincotto Primitivo dell'azienda di Melissano "Terra Apuliae". A completare il cartellone degli eventi un mini spettacolo del cantattore salentino P40 e la presentazione della personale di pittura "Amore e …non Amore" di Mario Venneri.

Anche in questa terza occasione saranno premiati tutti coloro che giungeranno in bicicletta, in quanto Giovanni Venneri ed il Cafè dei Napoli regalerà loro un "PanGioia" da 250 gr., questo perché la Dieta Med-Italiana è anche movimento, attività fisica e eco-sostenibilità.

Ricordiamo che le "Buone (e sane) Domeniche – il buon gusto della salute" sono una serie di incontri che avranno luogo durante alcune delle domeniche di questo prossimo inverno/primavera e che, volta per volta, punteranno i riflettori su un ben specifico prodotto caratterizzato dall'essere sia buono al gusto che sano e salutare. Un vero e proprio nuovo format di eventi ideato dagli studenti di "Pro_Salento" e mirante a formare e ad informare la cittadinanza, i turisti e i visitatori sulla grande qualità dei prodotti realizzati sul territorio e sui loro benefici in termini di benessere e salute.


Alcuni collegamenti utili:
Le Buone (e sane) Domeniche: www.dietameditaliana.it/buonasanadomenica
I dolci della salute: http://cafedeinapoli.it/?p=309
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Pro_Salento Agroalimentare – Dieta Med-Italiana
Promuoviamo una terra di emozioni …le tue!

lunedì 23 dicembre 2013

Ho appena finito la chemio. E ora chiedo un #natalesenzacarbone


Change.org

Ciao Andrea,

Mi chiamo Ilaria e ho 27 anni. 


Ho appena finito la chemioterapia. Mi hanno diagnosticato poco più di un anno fa il Linfoma di Hodgkin, e dopo un anno di chemioterapia, il morbo sembra scomparso.Sono cresciuta a Savona, il territorio dove l'ombra nera del carbone aleggia da 40 anni, per via dell'impianto di Vado Ligure, di proprietà Tirreno Power, sul quale la Procura di Savona sta svolgendo indagini per disastro ambientale e omicidio colposo. Secondo uno studio compiuto da consulenti della Procura, infatti, nell'area della centrale ci sarebbero mille morti in più per cancro rispetto ai parametri scientifici di riferimento.


È stato molto difficile combattere contro questa malattia e sento che se mi sono ammalata così giovane deve esserci qualcosa che non va bene nell'aria che ho respirato, nell'ambiente in cui ho vissuto.


La grinta che ho avuto nel lottare contro la malattia mi è data dalla stessa forza che mi fa lottare contro le ingiustizie e che vuole restituire alla mia sofferenza un senso.


Ho letto che Enel ha in progetto una nuova centrale a carbone a Porto Tolle, nel delta del Po.


Greenpeace insieme all'Università di Stoccarda ha stimato che questo causerebbe 85 casi di morte prematura e 234 milioni di euro danni ambientali e sanitari per ogni anno di funzionamento. Nei 40 anni di vita della centrale si avrebbero dunque circa 3.400 casi di morte prematura. 


Mi domando perché ai signori del carbone, Enel o Tirreno Power, non bastino i danni già causati dal carbone all'ambiente e alle persone. Al giorno d'oggi si può produrre energia in maniera più pulita.


Signor Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel, questa volta è ancora in tempo. Non si causino altri danni. Archivi il progetto della nuova centrale a carbone di Porto Tolle.


Grazie,


Ilaria Mastrorosa via Change.org



sabato 21 dicembre 2013

I dolciumi danneggiano la memoria. Lo dice uno studio che affonda il colpo

Le abbuffate di dolciumi danneggiano la memoria. Lo dice uno studio che affonda il colpo: i danni sarebbero addirittura permanenti!

Potrà essere un deterrente per le prossime scorpacciate di dolci e dolciumi natalizi?

Bè, se tutti leggessero gli esiti dello studio effettuato dai ricercatori della School of Medical Science dell'University of New South Wales di Sydney, almeno potrebbero azzardare di porsi qualche freno, anche se le tradizioni, unite al consumismo sfrenato del periodo sembrerebbero non consentire deterrenti.

La ricerca in questione, pubblicata sulla rivista Brain, Behavior and Immunity, ha stabilito che basterebbe uno sgarro alla regola per diminuire le capacità cognitive cerebrali.

Infatti, dosi elevate di zucchero, anche consumate raramente, alterano rapidamente la memoria e i danni sono permanenti. Per la prima volta gli effetti vengono dimostrati sui topi.

Agli animali è bastato bere acqua zuccherata in dosi elevate per qualche giorno e, nonostante si alimentassero generalmente in modo sano durante il resto dell'anno, hanno dimostrato grande difficoltà nel fare azioni che generalmente riuscivano loro con facilità, come trovare alcuni oggetti spostati dagli scienziati in zone separate delle gabbie.

Associata alla confusione i medici australiani hanno osservato un aumento dello stato infiammatorio dell'area dell'ippocampo, area del cervello addetta alla memoria spaziale. "La scoperta è importante perché pensiamo possa fare luce anche sul processo di declino cognitivo umano - dice Margaret Morris, fra gli autori dello studio -. Ci ha sorpreso la velocità con cui si verificato il deterioramento della memoria in rapporto al consumo di zuccheri. Abbiamo anche visto che il danno permane anche quando i topi hanno ripreso a mangiare in modo sano".

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", un'ennesima prova che gli eccessi, specie quelli zuccherini del periodo, fanno comunque male.

 


giovedì 19 dicembre 2013

Cura del dolore. Ricercatori di Melbourne sperano di alleviare il dolore cronico dopo la scoperta degli enzimi

Alcuni ricercatori australiani sperano di eliminare il dolore cronico con una gamma di farmaci di nuova generazione dopo la loro scoperta di un enzima responsabile della sensazione continua di agonia. Lo evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", dopo aver appreso dell'importante scoperta effettuata ai nostri antipodi.

Un gruppo di enzimi che diventano attivi negli animali affetti da dolore cronico è stato scoperto dagli scienziati della Monash University di Melbourne, che ora stanno collaborando con i medici dell'ospedale The Alfred per determinare se si può fermare il dolore cronico nell'uomo.

I medici del The Alfred incominceranno a breve a prelevare campioni di liquido spinale da un massimo di 90 pazienti sottoposti a chirurgia che soffrono di dolore pre-esistente per determinare se le proteine, chiamate proteasi, sono anche responsabili del dolore negli esseri umani.

Gli scienziati della Monash potranno anche utilizzare i test per perfezionare farmaci per bloccare il processo del dolore, che hanno già provato con successo sulle cavie.

Il Responsabile della "terapia del dolore" presso l'ospedale, il dottor Nicholas Christelis, ha detto che la scoperta ha aperto la strada nuovi potenziali trattamenti e bersagli farmacologici per le persone che soffrono di dolore cronico, nelle quali il corpo diventa condizionato dalla sofferenza e intenso sentimento di agonia, anche dopo che la loro lesione è guarita.

Il dottor Christelis ha evidenziato che "Il dolore non controllato porta a cambiamenti che si verificano nella colonna spinale e nel cervello, che può quasi diventare permanente".

"Se il dolore non è ben gestito, il sistema nervoso ne risente continuamente e cambia, adattandosi al dolore in modo che, anche se il tessuto è guarito, il dolore rimane".

"Il dolore porta alla paura, all'inedia, a fobie, depressione, ansia -. Distrugge completamente la gente" .

Il professor Nigel Bunnett, dell'Istituto Monash di Scienze Farmaceutiche, ha scoperto che le proteasi diventano attive nel fluido cerebrospinale dei topi quando stavano vivendo il dolore cronico.

Dopo aver illuminato le proteasi, "accendendole" con tag fluorescenti, è stato anche in grado di identificare le terminazioni nervose responsabili di inviare i messaggi al cervello, note come recettori attivi delle proteasi.

Mentre la collaborazione funziona per confermare lo stesso processo negli esseri umani, il professor Bunnett continuerà a lavorare su nuove terapie che spera possano bloccare sia l'enzima o il nervo che trasmette il messaggio del dolore al cervello.

 


Sarmati: solidarietà e condivisione per la riabilitazione post ictus cerebrale

Solidarietà e condivisione anche per la riabilitazione post ictus cerebrale
Sul sito di Valerio Sarmati disponibile gratuitamente una guida per realizzare attrezzi in supporto della riabilitazione


Solidarietà e condivisione hanno un significato ancora più profondo se vengono rivolte a chi soffre. Proprio per questo motivo, Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti, ha deciso di rendere disponibile gratuitamente sul proprio sito web (www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it) una guida per realizzare con poche semplici mosse attrezzi in supporto della riabilitazione.

In particolare, al link www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/pdf/fai-da-te/piano-inclinabile-presa-metodo-perfetti.pdf è scaricabile il manuale per costruire un piano inclinabile per il recupero del cammino, oggetto fondamentale in grado di stimolare il recupero di tutte le parti dell'arto inferiore, la percezione della pianta del piede, di migliorare il controllo del tronco e dell'equilibrio oltre a stimolare i
processi cognitivi fondamentali per organizzare i cammino.

L'approccio riabilitativo di Valerio Sarmati non si esaurisce, infatti, con le sedute presso il centro specializzato, ma prosegue anche a casa attraverso appositi esercizi suggeriti dal terapista e supportati da materiale multimediale.

"Il ruolo fondamentale di questo strumento è quello di permettere, al fisioterapista o familiare, di restituire al paziente le sue capacità di
percepire ed organizzare al meglio il movimento del piede e dell'arto inferiore, aiutandolo a percepire al meglio la posizione del suo arto e il contatto scaturito dall'appoggio con il suolo. Per poter pensare di camminare correttamente, sarà fondamentale percepire l'esatta posizione della nostra gamba e come il carico si sposti sotto le piante dei piedi. - Ha commentato Sarmati. - Il recupero del movimento degli arti inferiori è spesso percepito da chi è stato colpito da ictus come il primo
passo verso la riconquista della propria autonomia, ed è per questo che ho deciso di rendere disponibile gratuitamente questo manuale. Il recupero da una patologia complessa come l'ictus non è solo lungo e doloroso, sappiamo tutti che si rivela spesso anche molto costoso. Poter ricorrere al fai-da-te consente un risparmio, anche se minimo, che in
alcuni casi può avere un peso importante per l'intera famiglia".

Proprio in quest'ottica di condivisione, Valerio Sarmati ha anche avviato un gruppo di aiuto ed autoaiuto su Facebook nel quale i pazienti ed i loro famigliari possono scambiare informazioni, supportarsi a vicenda e condividere i video dei loro esercizi e dei progressi fatti. Il gruppo riunisce oggi oltre 1.300 persone, accomunate dall'aver vissuto l'esperienza dell'ictus sulla propria pelle o su quella di un proprio caro.


Chi è Valerio Sarmati?
Attualmente proprietario e responsabile del Centro Fisioterapia Roma, Valerio Sarmati è esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti. Sarmati è stato il primo ad associare a questo metodo rivoluzionario l'approccio tecnologico della tele-riabilitazione in famiglia. Valerio Sarmati è, inoltre, docente di Riabilitazione neuro traumatologica presso l'Università Sapienza di Roma.
http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/





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Redazione del CorrieredelWeb.it


mercoledì 18 dicembre 2013

Pranzo di Natale? Quest’anno scegli ricette gustose senza rinunciare al benessere


Pranzo di Natale? Quest'anno scegli ricette gustose
senza rinunciare al benessere

Tradizione, modernità e raffinatezza: ecco il mix perfetto per un menù che stupisce. La Bresaola della Valtellina IGP può essere
il "fil rouge" per ricette appetitose ed equilibrate

 

Milano, 18 dicembre 2013 - Non è più soltanto un pensiero comune, ma una verità scientifica. Mangiare in famiglia aiuta a compiere scelte alimentari più salutari. L'ultima conferma è arrivata qualche mese fa dagli Stati Uniti: se si pranza tutti insieme tra le mura domestiche, ne traggono beneficio sia i bambini che gli adulti. Una sintesi di oltre 60 pubblicazioni, presentata durante l'ultima edizione del congresso dell'American Society for Nutrition, ha evidenziato che mettersi a tavola con la propria famiglia favorisce una maggiore assunzione di frutta, verdura e di cibi ricchi di calcio e vitamine.

 

NATALE CON…LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP - Il pranzo più importante dell'anno si avvicina. Il giorno di Natale, per molte famiglie, rappresenta l'occasione per riunirsi e ritrovarsi assieme a tavola, magari dopo diverso tempo lontani. Ecco perché la scelta del menù da servire il 25 dicembre inizia a delinearsi con diverse settimane di anticipo. Tante le esigenze da conciliare: il gusto con la raffinatezza, la tradizione con la modernità e la praticità, possibilmente senza rinunciare all'equilibrio nutrizionale.

Un aiuto, in tal senso, può arrivare dalla Bresaola della Valtellina IGP. Senza trascurare i necessari apporti di altri nutrienti - soprattutto di fibra e vitamine attraverso le fonti vegetali -, la qualità del prodotto, il gusto inconfondibile, la leggerezza e la grande versatilità della Bresaola della Valtellina IGP permettono di realizzare grandi ricette, a tutto pasto, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

 

Qualche esempio? L'antipasto, innanzitutto. Perché non iniziare con un invitante cupcake valtellinese? Si tratta di una realizzazione che fonde due alimenti tipici della Valtellina, il grano saraceno e la Bresaola della Valtellina IGP. Per preparare questo piatto - ideato seguendo il successo dei celebri dolci statunitensi - basterà poco più di mezz'ora.

 

 

 

 

Servirà qualche minuto in più, invece, per portare a tavola un primo che rappresenta un'elaborazione gustosa di una tipica ricetta italiana: le lasagne che, seppure declinate in modo diverso, rientrano a pieno titolo nel pranzo di Natale.                                                                                   

 

Con le lasagne al grano saraceno si soddisferà il gusto dei più grandi e dei più piccoli in maniera nutriente ma, al tempo stesso, equilibrata.

 

 

 

 

 

 

Rispetto al classico piatto emiliano, infatti, le lasagne preparate con la Bresaola della Valtellina IGP, gli spinaci e la zucca permettono di fare il "pieno" di vitamine e sali minerali: nutrienti i cui apporti, soprattutto in queste occasioni, rischiano di essere trascurati in nome del gusto.

 

 

Infine il secondo. Ovvero: tartare di Bresaola della Valtellina IGP. Un modo efficace, semplice e di effetto per fare bella figura con pochi, ma gustosi ingredienti.

 

 

 

Nato il 23 maggio 1998, il Consorzio per la tutela del nome Bresaola della Valtellina associa 15 produttori di Bresaola della Valtellina IGP. La denominazione protetta e il simbolo IGP sono utilizzati esclusivamente dai produttori della provincia di Sondrio, che si attengono al rigoroso Disciplinare di Produzione. In stretta collaborazione con l'Organismo di controllo CSQA Certificazioni srl di Thiene (Vicenza) e con l'Ispettorato per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, facente capo al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Consorzio garantisce la provenienza del prodotto, ne promuove l'immagine e lo salvaguardia da imitazioni e contraffazioni.

 

 

martedì 17 dicembre 2013

Giocattoli sicuri: on line su www.salute.gov.it la guida del Ministero della Salute Dieci consigli utili per la scelta del giocattolo più adatto

Giocattoli sicuri: on line su www.salute.gov.it la guida del Ministero della Salute

Dieci consigli utili per la scelta del giocattolo più adatto

 

 

Scegliere il giocattolo sicuro e adatto all'età del bambino significa tutelare la sua salute. Il Ministero della Salute ha predisposto e pubblicato sul suo sito web www.salute.gov.it la guida "Giocare aiuta a crescere" per offrire consigli utili per la scelta del giocattolo in base alle fasi di sviluppo del bambino, un'attenzione particolare alla sicurezza, poiché anche l'oggetto apparentemente più innocuo può diventare una minaccia per l'incolumità del piccolo, e alla necessità di favorire il movimento del bambino.

 

Ecco dieci buoni consigli dal Ministero della Salute.

 

1.    Nella scelta del giocattolo tieni sempre in considerazione la fascia di età indicata sulla confezione, in particolare il simbolo 0-3 e l'avvertenza "non adatto ai bambini di età inferiore a 36 mesi", accompagnati dall'indicazione di pericolo. I giocattoli non adatti all'età del bambino possono essere pericolosi per la sua salute

2.    Compra sempre giocattoli con il marchio di conformità alle norme europee, indicata dal marchio CE.  Anche se il marchio CE non è direttamente una guida per il consumatore è comunque segno che il produttore si impegna a soddisfare tutte le norme di sicurezza dell'Unione europea, che sono tra le più rigorose al mondo

3.    Acquista sempre i giocattoli presso rivenditori e siti web di fiducia. I rivenditori non affidabili ignorano le prescrizioni in tema di salute e sicurezza e potrebbero commerciare prodotti contraffatti.

4.    Se devi acquistare un giocattolo cerca di orientarti verso quelli più adatti all'età del bambino, che stimolino la sua curiosità, le sue capacità e che lo aiutino ad acquisire nuove conoscenze

5.    Quando scegli un gioco cerca di capire cosa interessa di più al bambino e asseconda le sue inclinazioni

6.    Considera l'importanza del movimento anche nella scelta dei giochi da acquistare o consigliare ai tuoi bambini: triciclo a pedali, monopattino, bicicletta, pattini, attrezzi  per giochi con la palla, anche adattati per l'uso in casa, possono essere un incentivo divertente  e una valida alternativa ai giochi sedentari

7.    Cerca spazi e luoghi all'aperto dove il bambino possa correre, saltare, giocare, specialmente se abiti in un appartamento senza ampi spazi o senza giardino

8.    Proponi ai bambini i giochi di movimento che favoriscono l'apprendimento e aiutano a gestire l'ansia per la prestazione scolastica, educandoli ad un buon controllo emotivo e al rispetto delle regole

9.    Tieni d'occhio il bambino mentre gioca e lasciagli costruire il suo spazio e il tempo di gioco

10.Trova il tempo per giocare con il tuo bambino o per leggergli un libro

Per saperne di più www.salute.gov.it

 

 

 


AGENZIA NAZIONALE PER LE MALATTIE RARE: SUBITO



AGENZIA NAZIONALE PER LE MALATTIE RARE:

UNICA RISPOSTA ALLA VIOLAZIONE dell'articolo 32 della Costituzione

La modifica del Titolo V della Costituzione del 2001 si è tramutata in discriminazione

nell'assistenza ai malati e nell'accesso alle cure

Un anno dopo gli Stati Generali delle Malattie Rare del 2012 l'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori, Sviluppo e Tutela dei Diritti" (www.dossetti.it) ha convocato mercoledì 18 dicembre (ore 8.30 / 13.30; Camera dei Deputati - Via della Mercede, 55 - Roma) gli "Stati Generali delle Malattie Rare: un anno dopo - Diritto alla Salute e sostenibilità del Sistema", per fare il punto della situazione con Nuovo Governo ed un Nuovo Ministro, che ha ricevuto l'invito a partecipare.

«In un momento in cui la disuguaglianza nell'accesso ai farmaci ed alle cure, nata da un federalismo "malato" da 21 sistemi sanitari differenti, è istituzionalizzata, l'Associazione Dossetti mette in primo piano, domani 18 dicembre, la mancanza di norme di legge nazionali a tutela dei Malati Rari». Non usa mezzi termini Claudio Giustozzi, Segretario Nazionale dell'Associazione. «Mercoledì 18 chiederò alle istituzioni di farsi carico delle proposte di legge innovative sulle Malattie Rare che giacciono al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati, per istituire subito l'Agenzia Nazionale per le Malattie Rare. Un Organo con compiti di indirizzo, controllo e raccordo tecnico e programmatico, a supporto del Ministero della salute, per gestire interamente ed in trasparenza il Fondo Nazionale delle Malattie Rare. Agenzia che restituirebbe al Dicastero il compito di Garante della Salute di ogni persona e non di solo mandatario di un Ministero dell'Economia sempre più pressante».

Se ne parlerà mercoledì 18 con rappresentanti delle Associazioni di Pazienti, delle Istituzioni e del mondo delle Aziende. «L'Associazione Dossetti - prosegue Giustozzi- non è una Associazione di pazienti ma è un'Associazione per i Diritti di Ognuno, il fil rouge di un nuovo percorso che, con tutti gli stakeholder presenti il 18, dovrà partire dalle stanze degli uffici di Lungotevere Ripa 1 e giungere nelle stanze di tutti gli ammalati e delle loro famiglie ».

Abbiamo invitato il Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin, a prendere parte al convegno. «Non abbiamo ancora ricevuto conferma di partecipazione da parte del Ministro - ha puntualizzato Claudio Giustozzi ma è chiaro che, se l'Onorevole Lorenzin dovesse declinare l'invito, sarebbe l'ennesima riprova della poca importanza che il Ministero della Salute ha nei riguardi dei 2 milioni di malati rari, sempre più orfani e dimenticati».




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Allarme per la chirurgia low cost: operazioni eseguite in studi medici senza garanzie


Effetti della crisi: non si rinuncia alla bellezza a ogni costo
È allarme per la chirurgia plastica low cost: operazioni eseguite in studi medici senza garanzie. L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica alleata con Regione Lombardia per tutelare i pazienti
«Importante definire i confini tra interventi che si possono eseguire in studio medico, ambulatorio e strutture protette e informare i pazienti». La Regione Lombardia apre dei tavoli tecnici per discuterne.

Operazioni chirurgiche effettuate a basso prezzo in strutture inadeguate, non adatte a affrontare eventuali emergenze e a garantire la sicurezza del paziente. Succede sempre più frequentemente in Italia, soprattutto in grandi città come Milano, tanto che il fenomeno sta assumendo i contorni dell'emergenza.
L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), insieme con la Regione Lombardia, sta portando avanti un percorso per mettere un freno al problema. Nei giorni scorsi, il presidente di Aicpe, Giovanni Botti, insieme con Giorgio Celli, vicepresidente Sicads (Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery) e Guido Menasce, rappresentante per la Lombardia di Aiudapds (Associazione Italiana delle Unità Dedicate Autonome Private di Day Surgery), ha incontrato Fabio Rizzi, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, per discutere del delicato tema della sicurezza dei pazienti.
«La sicurezza di ogni intervento chirurgico si basa, oltre che sulla scelta di un serio operatore, anche sulla qualità della struttura dove viene effettuato - afferma il presidente di Aicpe, Giovanni Botti -. Purtroppo con la crisi economica si è diffusa l'abitudine di eseguire operazioni importanti in ambienti inadatti. Si tratta di un fenomeno dilagante, presente soprattutto in grandi città come Milano, dove ci sono medici che propongono di eseguire interventi di rilievo (aumento o riduzione/riposizione del seno, addominoplastica, lifting del viso, ecc) in ambulatori chirurgici, che non dispongono delle caratteristiche adatte a garantire prestazioni sicure. Queste offerte di chirurgia "low cost", apparentemente vantaggiose, espongono invece i pazienti a rischi che in un paese civile non si dovrebbero correre. Questo è dovuto anche al fatto che alcune Regioni non hanno ancora definito con precisione i confini fra le varie strutture sanitarie e questa confusione facilita chi alla serietà preferisce anteporre la possibilità di accrescere la propria clientela con offerte a prezzi molto contenuti, ma a basso livello di sicurezza».
Secondo i chirurghi plastici soci di Aicpe è "improrogabile giungere rapidamente a una netta suddivisione delle specifiche competenze, indicando precisi limiti sulla base della tipologia del paziente, della complessità dell'intervento e del tipo di anestesia".
La proposta di Aicpe è chiara: negli studi medici si dovrebbero eseguire al massimo iniezioni di filler, negli ambulatori chirurgici piccoli interventi chirurgici in anestesia locale (rimozioni di neoformazioni cutanee, blefaroplastiche semplici, otoplastiche, ecc), mentre interventi di maggiore complessità in anestesia locale o generale dovrebbero essere praticati in strutture di day surgery o in strutture protette.
«Nell'incontro con il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, Fabio Rizzi, è emersa una comunione di intenti e la volontà di agire per la tutela del paziente - prosegue Botti -. Il prossimo passo è la creazione di tavoli tecnici, cui parteciperanno rappresentanti delle Associazioni mediche presenti all'incontro per dar corso alla realizzazione di quanto richiesto nell'ambito della riorganizzazione della Sanità in Lombardia, regione-pilota in questo settore».
Nell'attesa che si arrivi alla definizione di leggi chiare, Aicpe ribadisce l'invito alla prudenza: «Spesso prezzi troppo bassi celano interventi praticati in ambienti non idonei, talvolta eseguiti da mani poco esperte o con tecniche inadeguate o insufficienti. Spesso si tratta di semplici specchietti per allodole: il medico dice che la proposta non è applicabile e propone alternative più costose. Quando c'è di mezzo la salute conviene verificare ogni dettaglio prima di accettare proposte apparentemente appetibili, ma quantomeno sospette».


AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito circa 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Sapone antibatterico potrebbe comportare rischi per la salute. Lo dice la FDA


È in studio una proposta da parte della Food and Drug Administration, l'Agenzia americana che si occupa della vigilanza sui farmaci che obbligherà i produttori a dimostrare che i detergenti antibatterici sono sicuri

L'ente americano afferma che non c'è alcuna prova che le sostanze chimiche antibatteriche usate nei saponi liquidi e lavaggi aiutino a prevenire la diffusione di germi, e vi è qualche evidenza che potrebbero comportare rischi per la salute.

L'agenzia ha detto che sta rivisitando la sicurezza delle sostanze chimiche come il triclosan alla luce dei recenti studi che suggeriscono che possono interferire con i livelli ormonali e stimolare la crescita di batteri resistenti ai farmaci.

La profanazione del governo degli Stati Uniti conferisce così nuova credibilità agli avvisi di lunga data dei ricercatori che anche nel recente passato hanno sostenuto che le sostanze chimiche sono, nella migliore delle ipotesi, inefficaci e nel peggiore dei casi, una minaccia per la salute pubblica.

La FDA ha testualmente affermato che non esiste attualmente alcuna prova che i saponi antibatterici sono più efficaci nel prevenire le malattie rispetto al lavaggio con acqua e sapone semplice.

A seguito della sua proposta di legge comunicata ieri lunedì 16 dicembre, l'agenzia richiederà ai produttori di dimostrare che i loro saponi antibatterici e per lavare il corpo siano sicuri e più efficaci di acqua e sapone semplice.  Se le aziende non possono dimostrare la sicurezza e l'efficacia dei loro prodotti, dovrebbero essere riformulate, rinominate o forse addirittura tolti dal mercato. 

"A causa di una vasta esposizione dei consumatori agli ingredienti nei saponi antibatterici, crediamo che ci dovrebbe essere un vantaggio chiaramente dimostrato dall'uso di sapone antibatterico per bilanciare ogni rischio potenziale", ha affermato Janet Woodcock, direttore del centro sui farmaci della FDA.

La proposta dell'agenzia arriva a più di 40 anni dopo che l'agenzia è statoa incaricata di valutare il triclosan e ingredienti simili.  In definitiva, il governo ha accettato di pubblicare le sue conclusioni solo dopo una battaglia legale di tre anni con il gruppo ambientalista, Natural Resources Defense Council, che ha accusato la FDA di ritardare l'azione sul triclosan. La sostanza chimica si trova in circa il 75 % dei saponi liquidi antibatterici e per il lavaggio del corpo venduti negli Stati Uniti.

La regola preliminare della FDA si applica solo ai prodotti per l'igiene personale, ma l'industria degli Stati Uniti che comprende migliaia di prodotti antibatterici, compresi i coltelli da cucina, giocattoli, e dentifricio, ha implicazioni per 1 miliardo di dollari.

La maggior parte della ricerca che riguarda la sicurezza del triclosan coinvolge studi su animali, che non possono sempre essere applicati agli esseri umani.  Ma alcuni scienziati temono che la chimica possa interferire con gli ormoni negli esseri umani, aumentando il rischio di infertilità, pubertà precoce e di altri problemi di sviluppo. Altri esperti sono preoccupati che l'uso di routine di sostanze chimiche antibatteriche come il triclosan sta contribuendo a un aumento di germi resistenti alla droga, o superbatteri, che rendono inefficaci gli antibiotici.

Nel marzo 2010, l'Unione europea ha vietato la sostanza chimica da tutti i prodotti che vengono a contatto con gli alimenti, come i contenitori e posate.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", è un fatto eclatante che dovrebbe essere preso in considerazione anche dalle autorità europee che dovrebbero sfatare ogni benché minimo dubbio circa la pericolosità di tali prodotti chimici a partire dal triclosan.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


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