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mercoledì 31 ottobre 2018

Lettera FNOPI al ministro della Salute Giulia Grillo

Lettera della Federazione degli infermieri al ministro

FNOPI al ministro della Salute Giulia Grillo: "Evitiamo gli 'infermieri fantasma'"

Oltre 12mila infermieri a tempo determinato e almeno 4-5000 con contratti internali. Competenze e specializzazioni non riconosciute in tutte le Regioni e, anzi, spesso un demansionamento per far fronte a carenze di personale anche non laureato che la stessa giurisprudenza condanna. Totale discrezionalità nei percorsi in cui vengono inseriti i professionisti e nessuna possibilità di investire e valorizzare gli stessi professionisti in un corto circuito che penalizza l'assistenza infermieristica è i cittadini che ne debbono usufruire.

Gli "infermieri fantasma" ci sono e tra tutte le situazioni descritte sfiorano le centomila unità. Così come i medici dichiarati nelle ultime settimane dal ministro della Salute Giulia Grillo. Ed essere "fantasma", qualunque sia la ragione, genera insoddisfazione e stress, fino anche al burn out: studi internazionali hanno dimostrato che circa 98mila pazienti muoiono ogni anno in ospedale nel mondo a causa di errori prevenibili. La maggior parte di questi errori sono conseguenza di processi o condizioni difettose del sistema e tra queste rientra l'eccessivo – e male organizzato - carico di lavoro degli operatori.

Per evitare questo fenomeno e riorganizzare un'assistenza che premi aziende e professionisti, ma soprattutto rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti, la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI), a cui sono iscritti gli oltre 441mila infermieri presenti in Italia che ne fanno il maggior Ordine professionale del nostro Paese,  ha inviato una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo per sollecitare quel tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato per la professione infermieristica per sciogliere i nodi che attualmente legano l'assistenza e per trovare soluzioni efficaci e condivise anche con le altre categorie professionali.

Le soluzioni? La reale stabilizzazione dei precari, ma anche degli interinali che costano al Servizio sanitario almeno il 18% in più dei dipendenti perché ai costi del personale si devono aggiungere i guadagni delle agenzie di somministrazione e sono utilizzati perché il loro peso economico non grava sulla spesa per il personale, ma su quella per beni e servizi. Un escamotage che consente di non superare a priori quell'odioso limite per il personale fissato da più manovre di bilancio della spesa 2004 meno lo 0,4 per cento.

Quindi il pieno riconoscimento delle specializzazioni infermieristiche e, per queste, l'infungibilità in sintonia con quella naturale dei medici specialisti, perché la loro assistenza possa essere mirata, appropriata e dedicata ai bisogni di specifici pazienti, non solo migliorando i servizi, ma anche riducendo i rischi e aumentando la qualità del servizio.

E poi il demansionamento: la giurisprudenza punisce le aziende che lo applicano metodicamente ma al di là delle necessità contingenti e sempre e solo a favore del paziente è una forma di utilizzo improprio dei professionisti infermieri che andrebbe bloccato alla radice con una corretta revisione degli organici che consenta di mettere ogni operatore al suo posto e con sbarramenti nell'organizzazione gestionale delle aziende e dei servizi.

Roma, 31 ottobre 2018


Marchio Fnopi Us

Medicina Generale, continua il confronto al Ministero della Salute

Medicina Generale, continua il confronto al ministero

Prosegue in questi giorni il lavoro del ministero della Salute sul provvedimento finalizzato al superamento della criticità rappresentata dalle migliaia di medici in servizio senza titoli nei settori della Medicina generale. Come da programma, il ministro Giulia Grillo, i dirigenti del ministero e i tecnici stanno ascoltando le varie proposte e migliorie che giungono dalle diverse organizzazioni sindacali, e si sottolinea che al momento non c'è una versione definitiva del testo.

È dunque prematuro comunicare dettagli, proposte e misure che non hanno ancora trovato un definitivo inquadramento nel provvedimento.

Nelle prossime settimane sarà pronto un testo che integrerà tutte le proposte e le osservazioni recepibili nell'interesse del Servizio sanitario nazionale per superare distorsioni e paradossi accumulati nel corso dei decenni.

Todd Pope (CEO di TransEnterix) tra i 50 influencer per l’Healthcare 2018 di Time Magazine con Senhance, riconoscimento all’innovazione made in Italy

Todd Pope (CEO di TransEnterix) tra i 50 influencer per l'Healthcare 2018 di Time Magazine con Senhance, 
riconoscimento all'innovazione made in Italy

Senhance, dispositivo per laparoscopia digitale nato in Italia, sta trasformando il mondo dell'Healthcare


Milano, 31 ottobre 2018Todd Pope, amministratore delegato di TransEnterix Inc, società statunitense all'avanguardia nella produzione di dispositivi medici, quotata a Wall Street, entra a far parte della prestigiosa classifica TIME Magazine's 50 Most Influential People in Healthcare2018, nella sezione Tecnologie.

TransEnterix sta contribuendo a trasformare il mondo della chirurgia mini-invasiva grazie a dispositivi innovativi che si pongono come interfaccia digitale tra chirurghi e pazienti con l'obiettivo di migliorare la tecnica laparoscopia. Un riconoscimento importante che premia anche le eccellenze produttive italiane poiché un forte impulso a questa rivoluzione è dato proprio dal prodotto di punta della società statunitense: Senhance, il dispositivo medico-chirurgico per laparoscopia digitalmente assistita nato e tuttora prodotto in Italia, acquisito nel 2015 da TransEnterix. Si tratta del secondo robot chirurgico della storia a beneficiare dell'approvazione della FDA americana per la commercializzazione nel Paese, già operativo in un ospedale della Florida.   

Senhance preserva la sua identità italiana, mantenendo il sito produttivo in Lombardia e aprendo a Milano l'unico centro di formazione europeo sulla laparoscopia digitale: il "Senhance Customer Experience Center". I percorsi di formazione partono dalle affinità con la tecnica laparoscopica che, combinata alla tecnologia robotica, dà vita a un connubio denominato laparoscopia digitale.

Senhance è capace di trasmettere al chirurgo una risposta tattile che incide favorevolmente su mini-invasività e sicurezza della laparoscopia. Le braccia robotiche sono indipendenti tra loro, garantendo versatilità al docking robotico capace di adattarsi al meglio alle diverse tipologie di intervento. Inoltre, è dotato di tecnologia "eye tracking", che permette al chirurgo di comandare la telecamera (3D-HD o 2D) con il solo movimento degli occhi, grazie alla lettura del movimento oculare di raggi infrarossi.

"Essere inserito tra le 50 persone più influenti nella sanità per il 2018 dalla rivista TIME Magazine è un enorme onore – commenta Todd M. Pope, Presidente e CEO di TransEnterix -. È impressionante essere considerato tra tante persone di talento, capaci di spingere ogni giorno più in là i confini dell'healthcare. Questo riconoscimento riflette gli sforzi del nostro team globale di TransEnterix che lavora costantemente per fornire soluzioni innovative che aiutano i chirurghi a raggiungere risultati migliori per i loro pazienti. Condivido questo successo con l'Italia, dove è appunto nato il sistema chirurgico Senhance". 

 

lunedì 29 ottobre 2018

ROMA, AL VIA DOMANI LA 2° EDIZIONE DELL’OMEO FITO FESTIVAL

Al via la 2a edizione dell'OMEO FITO FESTIVAL 


Roma, martedì 30 ottobre ore 20.00 Teatro Sala Umberto: l'unico Festival a livello europeo dedicato alle Medicine Complementari


Roma, 29 ottobre 2018. Al via la 2° edizione dell'Omeo Fito Festival, l'evento in programma a Roma martedì 30 ottobre, alle ore 20.00 presso il Teatro Sala Umberto (Via Della Mercede, 50) promosso dall'Associazione scientifica e culturale Research Institute in Clinical Homeopathy, Acupuncture, Psychotherapy and Anti-Aging Medicine per sensibilizzare l'opinione pubblica e i media sulla validità e sull'efficacia delle Medicine Complementari, in particolare Omeopatia e Fitoterapia.

Un evento unico in Italia e in Europa in cui i più importanti esperti del settore, nazionali e internazionali, informeranno gli operatori e il pubblico più ampio sui progressi compiuti dalla ricerca scientifica e sui risultati positivi che l'uso di queste metodiche terapeutiche ha sulle condizioni patologiche. Un momento in cui personalità del mondo accademico, ricercatori, clinici e rappresentanti dell'Ordine dei Medici potranno rispondere con prove e argomenti concreti ai recenti attacchi nei confronti delle Medicine Complementari.

GUNA, azienda farmaceutica italiana che dal 1983 sviluppa proposte terapeutiche d'avanguardia e leader nazionale nella medicina dei bassi dosaggi, sosterrà l'evento, che alternerà anche diversi momenti di musica e spettacolo con importanti musicisti che si esibiranno in cori Gospel, brani blues/rock

Grazie al contributo della società OTI srl Officine Terapie Innovative nonché del Dott. Alessandro De Santis, la Green Simphony Orchestra, un'orchestra di 30 elementi, eseguirà brani jazz oltre a un balletto moderno tra i più rinomati.

Il Dr. Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese - associazione imprenditoriale che rappresenta le aziende italiane ed estere, produttrici di medicinali omeopatici e antroposofici – che sosterrà anch'essa l'evento, ha dichiarato: "Nell'attuale delicata fase di regolamentazione dei medicinali omeopatici è fondamentale, anche attraverso eventi divulgativi di questo genere, creare una corretta cultura della medicina omeopatica".

Interverranno durante la serata:
Ø Dott. Filippo Bosco - Dirigente UO Anestesia e Rianimazione - Ospedale S. Chiara, Pisa
Ø Prof. Marco Del Prete - Presidente Associazione Medica Italiana di Omotossicologia A.M.I.O.T., Milano
Ø Dott.ssa Stefania Graziosi - Medico Chirurgo esperta in Omeopatia, Roma
Ø Dott. Antonio Magi - Presidente Ordine dei Medici di Roma
Ø Prof. Francesco Negro - Presidente Fondazione Negro
Ø Dott. Pietro Procopio - Direttore Centro Studi Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana (S.U.M.A.I.), Modena
Ø Prof. Valter Santilli - Professore Ordinario Medicina Fisica e Riabilitativa Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico-legali dell'Apparato Locomotore. Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Ø Dott.ssa Alessandra Sartani - Dirigente Unità di Oncologia - Ospedale Sacco, Milano


L'ingresso è gratuito, su invito.
Per richiedere i biglietti rivolgersi a: formazione@gecoef.it


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A PROPOSITO DI GUNA
GUNA S.p.a. è l'azienda farmaceutica italiana che dal 1983 sviluppa proposte terapeutiche d'avanguardia ed è leader nella medicina low-dose. Ha sede a Milano in Via Palmanova accanto al suggestivo stabilimento, uno dei più moderni al mondo nel suo settore.





SANITÀ, ZULLO: ASSURDO CI SONO LE GRADUATORIE DEGLI INFERMIERI CHE HANNO SVOLTO REGOLARE CONCORSO, MA LE ASL PROROGANO I CONTRATTI AI PRECARI

SANITA', ZULLO: ASSURDO CI SONO LE GRADUATORIE DEGLI INFERMIERI CHE HANNO SVOLTO REGOLARE CONCORSO, MA LE ASL PROROGANO I CONTRATTI AI PRECARI

Il presidente del gruppo regionale Direzione Italia/Noi con l'Italia, Ignazio Zullo, ha presentato un'interrogazione al presidente e assessore alla sanità, Emiliano

 

Ma la Sanità di Emiliano favorisce il precariato? La risposta non può essere che sì. Perché non si spiega diversamente come possa sfuggire all'assessore alla Sanità, nonché presidente della Regione, una situazione paradossale che si sta consumando nelle Asl pugliesi a discapito di personale che ha regolarmente partecipato e vinto un concorso.

Nei mesi scorsi, infatti, la Asl di Bari ha indetto un concorso per infermieri da assumere in tutto il Servizio Sanitario Regionale. L'espletamento ha dato vita a due distinte graduatorie: una per chi ha lavorato già nel SSR come precario (quindi con un'esperienza alle spalle) e un'altra per chi avendo i titoli ha partecipato ed effettuato anche le prove psico-attitudinali.

L'assunzione in una delle due graduatorie significa dare lavoro stabile a operatori sanitari che hanno vinto un regolare concorso. Ma ci sono alcune Asl pugliesi che, invece, preferiscono prorogare i contratti ai loro precari e quindi, finiscono, con l'ingrossare e di molto l'elenco di chi non ha un lavoro stabile, cosa che il concorso mirava proprio a eliminare.

Morale: chi ha vinto il vinto il concorso – sia che si trovi in una o nell'altra lista (con l'aggravante che quella dei precari in virtù della Decreto Madia scade il prossimo 31 dicembre) – rimane fuori, mentre il precario che non ha partecipato al concorso continua a lavorare, ma da precario.

A questo punto sono costretto ancora una volta a chiedere pubblicamente, con un'interrogazione al presidente Emiliano, se è a conoscenza di questa situazione paradossale e se si rende conto che la graduatoria del Decreto Madia, che scade il prossimo 31 dicembre, manderà a casa proprio quei precari che si intendeva stabilizzare, mentre nelle Asl si creando nuovo precariato.

 

Bari, 29 ottobre 2018 



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Salute e sicurezza sul lavoro in Italia: serve un approccio strutturato


Salute e sicurezza sul lavoro in Italia:
alta la sensibilità, ma serve un approccio strutturato


 

In Italia la sensibilità delle aziende per il benessere dei lavoratori risulta più accentuata della media internazionale (87,3%; 5 punti percentuali in più). Lo rileva un recente studio realizzato dall'ente di certificazione internazionale DNV GL con il supporto di GFK Eurisko, che ha coinvolto più di 1.700 professionisti in Europa, Asia e nelle Americhe. Nel Bel Paese la pressione da parte di leggi e regolamenti (74%) è invece in linea con il resto del mondo, mentre l'importanza del tema nel garantire la continuità aziendale è addirittura la metà (18,2%) rispetto a una media globale del 35,2%.


 

RISCHI E AZIONI CORRETTIVE SECONDO LE IMPRESE ITALIANE

Ma quali sono i rischi? I più rilevanti derivano da macchinari e attrezzature e dall'ambiente di lavoro, ma le aziende italiane assegnano punteggi significativamente più bassi della media: 57,3% per macchinari e attrezzature (rispetto al 66%), 45% per l'ambiente di lavoro (rispetto al 61,6%). Le azioni intraprese riflettono i rischi percepiti, con la regolare manutenzione di stabilimenti, impianti e macchinari come principale priorità. Qui l'Italia si distingue per un dato superiore alla media (46,4% contro 40,6%), così come nelle informazioni e formazione dei dipendenti (39,5% rispetto a 37,2%).


 

RAPPORTO COSTI/BENEFICI E VANTAGGI DELLA CERTIFICAZIONE

Sul rapporto costi/benefici, le imprese italiane reagiscono con meno entusiasmo. I vantaggi sono superiori ai costi solo per il 42,2% (-13 punti percentuali rispetto alla media). La quota di aziende certificate è invece leggermente più alta rispetto (41,6%; +3 punti), ma è molto più elevata quella di chi considera un valore aggiunto la certificazione da una terza parte indipendente (50,5% rispetto a 42,3% in Europa e 34,5% di media del campione).

La dimensione aziendale emerge dal rapporto come un fattore chiave, con le aziende più piccole che continuano a mostrare livelli di percezione più bassi in termini di rischi e priorità: un dato importante per il nostro Paese, dove le PMI rappresentano una parte rilevante del sistema industriale. La prossima sfida gestionale è portare quindi un approccio più strutturato anche in queste realtà, per generare valore aggiunto proteggendo anche in modo più efficace le persone.


 

NOTE PER I MEDIA
ALTRE FONTI
  • Per i risultati completi della ricerca, visitare la pagina web dedicata 
  • Immagine di Luca Crisciotti, CEO DNV GL - Business Assurance.

METODOLOGIA E CAMPIONE

  • La ricerca è stata condotta con il supporto di GFK Eurisko nel marzo 2018 e ha coinvolto 1.729 figure professional di aziende in diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro-Sud America e Asia.
  • Il campione è costituito da clienti di DNV GL - Business Assurance e non è statisticamente rappresetativo di tutte le aziende nelle rispettive aree geografiche, comparti e settori.
  • Il questionario è stato somministrato attraverso la metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).
  • * Il campione comprende 140 aziende definite come Leaders sulla base dei seguenti attributi:
    • Le problematiche OH&S sono molto rilevanti per la strategia di business complessiva dell'azienda.
    • Nell'autovalutazione del livello di maturità, l'azienda si posiziona tra i leader nell'OH&S management.L'azienda ha intrapreso almeno un'azione, tra quelle elencate nell'indagine, per valutare o mitigare i rischi.
    • L'azienda è in grado di misurare il rapporto costi/benefici complessivo delle azioni di mitigazione

 

 

Note per i lettori
DNV GL è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. Aiuta le aziende a garantire l'efficienza delle proprie organizzazioni, nonché di prodotti, personale, strutture e catene di fornitura attraverso servizi di certificazione, verifica, valutazione e formazione, affiancandole per consolidare performance aziendali sostenibili e alimentare la fiducia da parte degli stakeholder.

DNV GL opera in oltre 100 paesi attraverso professionisti impegnati ad assistere con dedizione i nostri clienti per rendere il mondo più sicuro, smart e verde.

 



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venerdì 26 ottobre 2018

Successo per il meeting internazionale di gastroenterologia su Le precancerosi epatogastrointestinali, presentate le ultime ricerche per battere sul tempo il cancro

Successo per il meeting internazionale di gastroenterologia su "Le precancerosi epatogastrointestinali", presentate le ultime ricerche per battere sul tempo il cancro

Studiare le patologie che precedono la formazione dei tumori del tratto gastrointestinale è, insieme alla prevenzione, il modo migliore per battere sul tempo questo temibile nemico. E' stato questo, in sostanza, l'oggetto del meeting internazionale dello IUPHAR che, sotto il coordinamento del prof. Gaetano Iaquinto della Casa di Cura Santa Rita di Atripalda, ha convocato in Costiera Amalfitana il gotha della gastroenterologia mondiale.

"Le precancerosi epatogastrointestinali" è infatti il titolo dell'evento che, annualmente l'istituzione non-profit IUPHAR organizza in giro per il mondo per rispondere a due finalità: diffondere tra i medici lo stato dell'arte e renderli edotti di quello che sarà il futuro della medicina.


L'eccezionale parterre di relatori, messo insieme dal prof. Iaquinto che dello IUPHAR è membro dal 2015, ha infatti calamitato la presenza di medici da tutta la Campania e oltre; il meeting infatti è accreditato ECM per 12 crediti.


Due giorni, 26 e 27 ottobre, nella splendida cornice della Sala Consiliare del Comune di Praiano per mettere l'accento su patologie che, specie nella nostra Campania, sono in preoccupante aumento; ciò a causa dell'inquinamento, delle cattive abitudini di vita ma anche della progressiva diffusione di patologie come la celiachia o la sensibilità al glutine.


La prima giornata è stata caratterizzata dai seguenti argomenti: l'Esofago di Barrett; la relazione tra Helycobacter pylori e cancro gastrico; le malattie del fegato e l'epatocarcinoma, in tre intense sessioni. 

La giornata di sabato 27 ottobre, si articola in tre sessioni dedicate a: le malattie infiammatorie dell'intestino e il cancro del colon; gli agenti protettivi nelle malattie infiammatorie dell'intestino e la malattia celiaca.


Rilevantissimo il parterre di relatori tra cui importantissimi nomi di fama nazionale e internazionale come: Akinori Yanaka (Giappone), Enzo Andorno (Genova),Brzozowski Tomasz (Polonia), Buret Andre (Canada), Renato Cannizzaro (Aviano), Nicola Caporaso (Napoli), Gabriele Capurso (Roma), Massimo Conio (Sanremo), Francesco Crafa (Avellino), Ludmilla Filaretova (Russia), Gyres Klara (Ungheria), Lichtebmberger Lenard (America), Sikiric Predrag (Croazia), Sandor Szabo (America), Nathalie Vergnolle (Francia), Giovanni Zaninotto (Regno Unito), John Wallace (Canada), Zayachkivska Oksana (Ucraina) e molti altri.


"Siamo orgogliosi di aver potuto riunire un tavolo così importante - spiega Iaquinto, già primario di Gastroenterologia all'Ospedale Moscati di Avellino e oggi alla Casa di Cura Santa Rita di Atripalda - che ci ha consentito di definire le attuali conoscenze, ma soprattutto di disegnare lo scenario futuro, le prospettive che i nuovi farmaci, come gli antivirali per le epatopatie da virus C, consentono già oggi di sperimentare. Abbiamo parlato delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) come origine di patologie più gravi e dei nuovi orizzonti che, anche in questo caso, sono consentiti dai farmaci. Non abbiamo trascurato la parte chirurgica e quella dei trapianti, altro campo importantissimo; abbiamo dato spazio alla celiachia ed alla sensibilità al glutine non celiaca. Lo scopo che abbiamo perseguito è di fornire, da parte di relatori qualificati nel settore, dati clinici e terapeutici nelle precancerosi, e linee guida per la prevenzione delle neoplasie epatogastrointestinali".  



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Chirurgia pediatrica, domani incontro regionale all'Arnas Garibaldi Catania

Domani 27 ottobre, ore 14.00, Dipartimento Materno-Infantile Garibaldi Nesima (Catania)

 

CHIRURGIA PEDIATRICA: MEDICI E FAMIGLIE UNITI

A SOSTEGNO DEI BIMBI CON MALFORMAZIONI ALL'ESOFAGO

 

Incontro regionale dell'associazione F.AT.E., che riunisce genitori di piccoli pazienti con atresia esofagea

 

CATANIA – «Stringere sempre più l'alleanza tra strutture sanitarie e famiglie, facendo in modo che queste ultime non vengano lasciate sole nell'affrontare un problema così complesso e potenzialmente devastante come quello dell'atresia dell'esofago». Sebastiano Cacciaguerra, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Pediatrica dell'Arnas Garibaldi di Catania, spiega con queste parole l'obiettivo del terzo Incontro regionale dell'associazione F.AT.E. (Famiglie con Atresia Esofagea), in programma nella città etnea domani, sabato 27 ottobre, alle 14.00, presso il presidio ospedaliero di Nesima.

 

L'atresia dell'esofago è una malformazione congenita che colpisce 1 bambino su 3500 nati vivi e si determina tra la terza e la quinta settimana di vita del feto, con un trend incrementale. A Catania il reparto di Chirurgia Pediatrica dell'Arnas Garibaldi, in collaborazione con i genitori dei bambini affetti, ha sviluppato con professionalità e dedizione un approccio attivo alla gestione della malattia, anche attraverso il confronto aperto sui temi che possono favorire un percorso terapeutico e assistenziale di cura e supporto ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.

Come affrontare le lunghe degenze cercando di attenuare gli effetti dell'ospedalizzazione prolungata? Quali sono i principali aspetti della crescita dei bambini atresici che il pediatra di base dovrebbe attenzionare? Come educare i figli, tenendo conto del loro approccio alla patologia? Queste le tematiche che verranno affrontate in occasione dell'incontro a cui parteciperanno medici, sanitari ed esperti.

Interverranno – insieme al direttore Cacciaguerra e dopo l'apertura del commissario straordinario dell'Arnas Garibaldi Giorgio Santonocito – il direttore del Dipartimento Materno-Infantile Giuseppe Ettore, il consigliere nazionale e referente F.AT.E. Sicilia Maurizio Indovino, il responsabile dell'Hospice Pediatrico Pasqualino Quattrocchi, il gastroenterologo pediatrico Antonino Tedeschi, la psicologa presso l'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma Lucia Aite. L'incontro sarà anche occasione per fare il punto sulle future iniziative dell'associazione F.AT.E..

 

Istituita nel luglio 2004, la Chirurgia Pediatrica del Garibaldi di Catania è in Sicilia il punto di riferimento per la ricostruzione dell'esofago in casi di atresia, anche per via toracoscopica quando consentito. Tra i successi più recenti, due interventi di correzione dell'atresia esofagea "long gap" su due pazienti neonati, di 900 e 1900 grammi. Altri esempi di eccellenza della struttura sono il trattamento endoscopico della calcolosi reno-ureterale e l'impiego routinario delle tecniche mini invasive, sia per affrontare giornalmente le urgenze addominali, che per la chirurgia ablativa e ricostruttiva urologica. «Ogni anno trattiamo in sala operatoria circa mille casi, spaziando dalla chirurgia ambulatoriale ai casi più complessi – conclude il direttore Cacciaguerra – Secondo le statistiche regionali, le nostre performance, in termini numerici e di indice di complessità, ci pongono all'avanguardia nel panorama nazionale».

Protesi spalla: Campus Bio-Medico Roma 5° in Italia per n° interventi

Femore, anca, ginocchio e spalla: dove operarsi in Lazio?

Solo poco più di un terzo degli ospedali italiani accreditati rispetta gli standard minimi per volume e per percentuale d'interventi eseguiti entro 48 ore dal ricovero per frattura del collo del femore. Migliora il dato sulla tempestività dell'operazione sugli over 65: le strutture che si attengono al timing sono passate dal 31% nel 2010 al 58% nel 2016. Su doveecomemicuro .it le classifiche regionali degli ospedali più performanti (fonte dati PNE 2017): la struttura che effettua un maggior numero di interventi per frattura del collo del femore rispettando al contempo il valore di riferimento istituzionale per cui almeno il 60% delle operazioni sono eseguite entro 48 ore dal ricovero è l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. Al 1° posto, per volume di interventi per protesi d'anca e per protesi di ginocchio, invece, c'è l'Istituto Marco Pasquali - ICOT di Latina; mentre per protesi di spalla, il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma

 
Solo il 37% delle strutture italiane accreditate rispetta entrambe le soglie minime fissate dalle autorità ministeriali per quanto riguarda gli interventi per frattura del collo del femore"Per essere in linea, gli ospedali devono eseguire non meno di 75 operazioni l'anno di cui almeno il 60% entro 48 ore dal ricovero", spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del Comitato Scientifico di doveecomemicuro .it. Volumi annuali e tempestività, infatti, sono i parametri in grado di incidere maggiormente sugli esiti delle cure. "Gli ospedali che effettuano più operazioni per frattura del collo del femore, in base alle evidenze scientifiche, sono quelli che vantano risultati migliori in termini di sopravvivenza a lungo termine", conferma Francesco Traina, Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Chirurgia Protesica dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. "D'altra parte, non si può prescindere dal rispetto del timing. Gli studi, infatti, dicono che prima s'interviene e più si riducono le possibili complicanze, come l'embolia polmonare e l'infarto del miocardio. A causa dell'urgenza, quindi, questo tipo di operazione si svolge generalmente nell'ospedale territoriale di competenza".
 
Sempre più strutture rispettano il timing
C'è un dato positivo che riguarda gli interventi per frattura del collo del femore sopra i 65 anni: gli ospedali che eseguono almeno il 60% delle operazioni entro 48 ore dal ricovero sono aumentati notevolmente passando dal 31% nel 2010 al 58% nel 2016 (PNE 2017).
 
"L'obiettivo è arrivare al 100%", commenta Francesco Traina. "Studi recenti invitano a intervenire addirittura entro 24 ore. Purtroppo, alla base di una frattura del collo del femore in età avanzata può esserci un disequilibrio organico tale che pazienti particolarmente fragili, anche se trattati in maniera idonea e in tempi rapidi, possono non sopravvivere a lungo. La mortalità a 30 giorni dall'intervento, infatti, si aggira intorno al 6%, un dato piuttosto alto".
 
Fondamentale la riabilitazione post intervento
Per questi pazienti andrebbe scongiurata la costrizione a letto per periodi prolungati perché può scatenare la cosiddetta "sindrome d'allettamento", cioè l'aggravarsi di patologie preesistenti precedentemente ben compensate. In questo contesto, risulta essenziale la riabilitazione. "Questa viene iniziata nell'ospedale in cui si esegue l'intervento, ma poi va continuata in un centro riabilitativo di lunga degenza. E qui entra in gioco la rete territoriale di assistenza: ormai tutte le Regioni, con differenze tra una e l'altra, ospitano questo genere di strutture. In alcune aree, però, le attese sono eccessivamente lunghe. Sarebbe auspicabile, quindi, un intervento della politica per migliorare la continuità assistenziale".
 
Fotografia della realtà italiana
Quante sono e come sono distribuite le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano interventi chirurgici per frattura del collo del femore, protesi d'anca, protesi di ginocchio e protesi di spalla?
Gli ospedali che effettuano interventi chirurgici per frattura del collo del femore sono 590: il 43% si trova al nord, il 23% al centro e il 34% al sud. Della totalità dei ricoveri eseguiti il 46% è stato effettuato al nord, il 24% al centro e il 30% al sud.
Gli ospedali che eseguono interventi chirurgici per protesi d'anca sono 731: il 44% si trova al nord, il 24% al centro e il 32% al sud. Della totalità degli interventi eseguiti il 58% è stato effettuato al nord, il 23% al centro e il 19% al sud.
Le strutture che effettuano interventi chirurgici di protesi di ginocchio sono 684: il 45% si trova al nord, il 24% al centro e il 31% al sud. Della totalità degli interventi eseguiti il 55% è stato effettuato al nord, il 24% al centro e il 21% al sud.
I centri che eseguono interventi chirurgici di protesi di spalla sono 440: il 54% si trova al nord, il 24% al centro e il 22% al sud. Della totalità degli interventi eseguiti il 57% è stato effettuato al nord, il 26% al centro e il 17% al sud.
 
Distribuzione dei centri in linea con gli standard
Le due soglie fissate dalle autorità ministeriali per valutare le strutture accreditate per eseguire operazioni per frattura del collo del femore sono: minimo 75 interventi in un anno di cui almeno il 60% eseguiti entro 48 ore dal ricovero. I centri italiani accreditati che rispettano entrambi questi valori sono il 37%: il 53% è situato al nord, il 24% al centro e il 23% al sud.
 
Indicazioni agli interventi chirurgici
In caso di frattura del collo del femore è sempre necessaria l'operazione? "Sì, a meno che non ci siano delle controindicazioni assolute dovute alle condizioni generali del paziente. Il tipo di intervento, invece, dipende dalla localizzazione della frattura. Se è lontana dall'articolazione, si procede con un trattamento di osteosintesi, che consiste nell'unire due parti dell'osso fratturato con viti, chiodi e altri mezzi idonei. Se è vicina all'articolazione, questa viene generalmente sostituita con una protesi.
Nella maggioranza dei casi si opta per una protesi totale d'anca e solo raramente per una endoprotesi, che comporta la sostituzione solo della componente femorale. Si è visto, infatti, che la prima offre risultati migliori in termini di mobilità. L'endoprotesi viene utilizzata solo in pazienti che già prima dell'intervento camminavano poco per i quali una protesi articolare totale non significherebbe un reale beneficio a fronte di un intervento più lungo e complesso", spiega Francesco Traina.
L'intervento di sostituzione protesica dell'anca, oltre che in caso di frattura del collo del femore, rappresenta una soluzione per patologie invalidanti quali l'artrosi, un'usura articolare legata all'invecchiamento, e l'artrite reumatoide, malattia infiammatoria articolare. Condizioni patologiche di natura infiammatoria o degenerativa possono rappresentare un'indicazione anche per interventi chirurgici per protesi di ginocchio protesi di spalla.
 
Quali esami eseguire prima dell'operazione
"Prima dell'intervento, è sempre opportuno fare una radiografia per capire la natura della lesione. Inoltre, è necessario sottoporre il paziente a una visita generale per capire se ci sono comorbilità e individuare la soluzione chirurgica più adatta. Solo se le immagini radiografiche non sono chiare o se permangono dubbi vengono richiesti esami di 2° livello come la TC e la Risonanza magnetica (RM)".
 
Fratture del collo del femore: raddoppiate in Europa in 50 anni
Si stima che ogni anno circa 80mila italiani over 65 vengano ricoverati per una frattura al femore. "Un dato che è in aumento esponenziale a causa dell'invecchiamento progressivo della popolazione. Si pensi che in Europa, queste fratture sono raddoppiate nell'arco di 50 anni e si calcola che nel 2050 si arriverà a quota 1 milione".
 
La prima causa è l'osteoporosi
Prima responsabile delle fratture del collo del femore è l'osteoporosi, una malattia caratterizzata da una diminuzione della massa scheletrica e dal deterioramento osseo. "La sua incidenza è piuttosto elevata. A soffrirne, nel nostro Paese, infatti, sono circa 1 donna su 3 e 1 uomo su 5".
 
Quale prevenzione è possibile
È ormai noto quanto lo stile di vita influenzi il rischio di osteoporosi. "La prevenzione di questa patologia andrebbe cominciata molto prima di raggiungere l'età media di insorgenza. Sebbene nell'infanzia non si possa parlare di osteoporosi, le sane abitudini andrebbero apprese fin da piccoli perché poi è più complicato modificare i propri comportamenti. Per contrastare la malattia sono fondamentali una vita attiva e un'alimentazione corretta che garantisca un adeguato apporto di calcio e vitamine, in particolare di vitamina D. Inoltre, sono da evitare il fumo, l'eccesso di alcol e una perdita esagerata di peso. Si è visto infatti che l'osteoporosi colpisce maggiormente le persone sottopeso".
 
Chi e quando deve sottoporsi a un controllo
Tutti coloro che rientrano nella fascia di rischio dovrebbero sottoporsi a una visita per valutare la salute delle ossa: "Donne in menopausa, soprattutto se insorta precocemente prima dei 45 anni, pazienti con comorbilità e persone over 70 con fattori di rischio accertati. L'esame consigliato - a carico del Sistema Sanitario Nazionale se c'è la prescrizione del medico - è la Densitometria ossea - MOC (DEXA), esame che fornisce le informazioni più attendibili e che consente di valutare la densità dell'osso nei siti più a rischio, come la schiena e il collo del femore. Alla diagnosi di osteoporosi si arriva, quindi, correlando i risultati del test con parametri di riferimento che servono a stabilire se la densità ossea è nel range di normalità".
 
Come scegliere l'ospedale?
Le performance ospedaliere che riguardano interventi per frattura del collo del femore, protesi d'anca, protesi di ginocchio e protesi di spalla sono disponibili su doveecomemicuro .it, portale di Public Reporting delle strutture sanitarie italiane che vanta un database di oltre 2000 strutture: oltre 1300 strutture sanitarie pubbliche e private e oltre 900 strutture territoriali, tra centri specialistici, polispecialistici, diagnostici e residenze sanitarie.
Per operare un confronto, è sufficiente inserire nel "cerca" la parola chiave prescelta, ad esempio "femore", e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero di interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili. Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come i volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE). È possibile anche inserire nel "cerca" una specifica visita o esame (RadiografiaTC del femoreRM del femoreDensitometria ossea MOC, ecc...) o un determinato intervento, quindi restringere il campo alla Regione o alla città di appartenenza. Per ottenere la lista dei centri per la riabilitazione presenti nella regione, invece, si può inserire nel "cerca" la parola chiave "riabilitazione ortopedica" e poi filtrare i risultati spuntando le caselle della colonnina in basso a sinistra, ad esempio "Residenza Sanitaria".

 

CLASSIFICHE REGIONALI STILATE 
SULLA BASE DEI 4 INDICATORI

(Fonte: PNE 2017)

 

Interventi chirurgici per frattura del collo del femore

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 62Le strutture che effettuano un maggior numero di interventi rispettando al contempo il valore di riferimento istituzionale per cui almeno il 60% delle operazioni sono eseguite entro 48 ore dal ricovero sono:

  1. Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (n° interventi: 420; percentuale di interventi eseguiti entro 2gg: 65,04%)
  2. Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (n° interventi: 400; percentuale di      interventi eseguiti entro 2gg: 87,39%)
  3. Ospedale Sant'Eugenio di Roma (n° interventi: 381; percentuale di interventi eseguiti entro 2gg: 79,45%)
  4. Ospedale Madre Giuseppina Vannini di Roma (n° interventi: 346; percentuale di interventi eseguiti entro 2gg: 63,07%)
  5. Policlinico Casilino di Roma (n° interventi: 330; percentuale di interventi eseguiti entro 2gg: 70,73%)

Nella Regione, i due valori di riferimento ministeriali (un volume minimo di 75 interventi annui di cui almeno il 60% eseguiti entro 48 ore dal ricovero) sono rispettati dal 31% delle strutture.

 

Il 4,7% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 95,3% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 3,8% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici di protesi di anca

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 74Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono:

  1. Istituto Marco Pasquali - ICOT di Latina (n° interventi: 757)
  2. Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 447)
  3. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 360)
  4. Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (n° interventi: 339)
  5. Ospedale San Carlo di Nancy - GVM Care & Research di Roma (n° interventi: 294)

 

Il 19% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 81% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

L' 8,4% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici di protesi di ginocchio

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 66Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono:

  1. Istituto Marco Pasquali - ICOT di Latina (n° interventi: 706)
  2. Ospedale San Carlo di Nancy - GVM Care & Research di Roma (n° interventi: 549)
  3. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 436)
  4. Casa di Cura San Feliciano di Roma (n° interventi: 326)
  5. Casa di Cura Villa Betania Giomi S.p.A. di Roma (n° interventi: 324)

 

Il 30% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

Il 70% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

L' 11,3% di interventi eseguiti su non residenti.

 

 

Interventi chirurgici di protesi di spalla

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 39Le 5 strutture che nel Lazio effettuano un maggior numero di interventi sono:

  1. Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (n° interventi: 97) QUINTO IN ITALIA
  2. Istituto Marco Pasquali - ICOT di Latina (n° interventi: 94)
  3. CTO Andrea Alesini di Roma (n° interventi: 70)
  4. Concordia Hospital di Roma (n° interventi: 53)
  5. Casa di Cura Villa Valeria di Roma (n° interventi: 49)

 

Il 17,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.

L' 82,2% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.

Il 12,5% di interventi eseguiti su non residenti.

SANITÀ. IARDINO: MORTE 14ENNE VA INTESTATA A TUTTO IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

"Nessuno si senta escluso dalle responsabilità della morte della ragazza 14enne accaduta a Chiavenna. I ritardi, la mancanza di un mezzo adeguato, un ambulanza senza medico a bordo, l'elielicottero altrove, cos'altro c'è da aggiungere?"  così Rosaria Iardino presidente di The Bridge condanna l'ennesimo caso di mala sanità.

"Mi chiedo se davanti all'ennesima morte di una ragazza di soli quattordici anni colpevole di aver avuto un malore a Chiavenna, il Ministro della Salute saprà dare il via ad una riforma seria del sistema sanitario nazionale che fa sangue da tutte le parti"


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giovedì 25 ottobre 2018

Tra medicina ed estetica avanzata: protezione e prevenzione per invecchiare bene e allontanare i rischi di gravi patologie

Tra medicina ed estetica avanzata

Protezione e prevenzione per invecchiare bene ed allontanare i rischi di gravi patologie

Alta partecipazione all'incontro informativo guidato dagli specialisti Nicola Pittoni e Luca Cancian

 

Grande partecipazione di pubblico attento e interessato all'evento dedicato all'informazione medico-estetica per la bellezza e la salute delle donne, promosso e organizzato da Patrizia Bandiera, titolare dei centri estetici Professional Center e svoltosi all'Hotel Fior di Castelfranco Veneto.

L'incontro è stata un'occasione di approfondimento di tematiche importanti grazie agli interventi di due relatori di spicco: il dott. Nicola Pittoni, Dermo-Chirurgo Estetico che ha parlato del connubio tra medicina ed estetica avanzata e il dott. Luca Cancian - Medico Chirurgo Specialista in Radiologia e Oncologia medica, Direttore della U.O. di Radiologia dell'Ospedale di Cittadella che ha parlato di prevenzione del tumore al seno. Per lasciare entrambi un messaggio rilevante, ossia che adottare uno stile di vita corretto aiuta ad invecchiare bene ma anche ad allontanare i rischi di incorrere in gravi patologie.  

 

Nicola Pittoni, da 20 anni dedicato al settore della medicina e chirurgia estetica ha illustrato le ultime novità in tema di invecchiamento cutaneo. "Tutte le donne e ultimamente anche gli uomini si chiedono come poter rimanere attraenti nonostante il passare degli anni. Al mondo purtroppo esistono tantissimi esempi di chirurgia estetica "esagerata" che non controlla la linea del viso e dà risultati sproporzionati. C'è però un modo di vivere l'estetica con un approccio assolutamente delicato che rispetti l'armonia delle proporzioni.

Noi chirurghi estetici quando approcciamo il viso ci ispiriamo ad una sorta di linea guida sia dal punto di vista medico che chirurgico. Questi parametri non sono però applicabili a tutti indistintamente, perché ogni viso ha le sue proporzioni e la sua personalità che vanno sempre rispettate."

 

Tra le metodiche più avanzate eseguite in centri estetici d'eccellenza una novità assoluta è il microneedling che consiste nel far penetrare in profondità grazie ad aghi sottilissimi l'acido ialuronico puro - una sostanza naturale normalmente presente nel nostro organismo che si riduce col passare degli anni - per ristrutturare la zona di cedimento. Il trattamento è ambulatoriale, dura dai 10 ai 20 minuti ed ha effetto immediato, il paziente può ritornare subito alle normali attività. Cinque anni fa era impensabile ricorrere a questa tecnologia senza causare gonfiore al viso, ma oggi il suo utilizzo non è più finalizzato a piccoli ritocchi bensì a un ringiovanimento complessivo del volto mantenendo risultati naturali. 

 

Il dott. Pittoni ha inoltre fatto chiarezza sulla scelta delle creme, da sempre grandi alleate delle donne che oggi sono più esigenti nell'acquisto di prodotti sicuri per la salute. E' necessario essere informate e consapevoli sui componenti dei cosmetici che vengono applicati sulla propria pelle; non devono contenere siliconi e petrolati, profumi, parabeni e coloranti, e in etichetta la prima sostanza indicata è quella che ha la concentrazione più alta mentre l'ultima la concentrazione più bassa. E' sempre preferibile ricorrere ai cosmeceutici, prodotti cosmetici ma con evidenza – ed efficacia - scientifica.

 

Luca Cancian, specialista in Radiologia ed Oncologia ha affrontato il tema della prevenzione tumorale fornendo alla platea un aggiornamento statistico e rimarcando la differenza tra fattori di rischio modificabili e non. Il tumore seno è la neoplasia più frequente in assoluto nelle donne; una donna ogni 9 sviluppa un tumore al seno nell'arco della vita. Questa incidenza varia molto con l'età aumentando nella fascia tra i 50 e i 70 anni.

 

A fronte di questi numeri la mortalità negli anni oggi, grazie alla diagnosi sempre più precoce e a terapie sempre più mirate e personalizzate, si è notevolmente ridotta raggiungendo una sopravvivenza pari a quasi il 90 % a 5 anni. I fattori di rischio sono molteplici, alcuni non modificabili come la componente genetica, le patologie intercorse e le terapie eseguite. Altri invece si possono correggere come lo stile di vita, l'alimentazione, l'obesità, o il fumo e l'alcool che concorrono a stimolare i fattori di crescita e lo stato infiammatorio dell'organismo ormai riconosciuto come causa predisponente l'insorgenza del tumore.

Le azioni da intraprendere per ottenere il massimo nella prevenzione sono; conoscere i fattori di rischio e agire su quelli modificabili cercando quindi di mantenere un peso adeguato, fare attività fisica quotidiana e adottare un corretto stile di vita.

 

La prevenzione secondaria con lo screening con mammografia è l'altra grande opportunità a disposizione per intercettare la malattia il più precocemente possibile rendendola più facilmente curabile. Da quest'anno in Veneto, grazie a un virtuoso utilizzo delle risorse e delle organizzazioni sanitarie e alla volontà di migliorare i risultati nella lotta al tumore al seno, lo screening gratuito su chiamata è stato allargato alle donne con età oltre i 70 anni coprendo pertanto un'ampia fascia di popolazione che va dai  50 ai 74 anni.

La prevenzione e la cura del tumore al seno è sempre più efficace sia grazie all'adesione maggiore delle donne allo screening sia al miglioramento tecnologico e organizzativo delle strutture sanitarie che si prendono carico della paziente in tutto il suo percorso.

 

 

 

Dott. Nicola Pittoni - Dermo-Chirurgo Estetico

Medico chirurgo e dermatologo, specialista in Dermatologia e Venereologia presso l'Università degli Studi di Padova. Stage di specializzazione presso le cliniche di chirurgia plastica di Padova e Trieste, e il centro di dermo-chirurgia di Trento. Nel 2000/2001 ha conseguito il Master presso il Centro de Estudos Ivo Pitanguy a Rio de Janeiro in Brasile. Attualmente è direttore di clinica chirurgica privata in provincia di Udine; opera come libero professionista a Udine è  campo della dermatologia, cosmetologia, medicina e chirurgia estetica. Autore di numerosi lavori scientifici presentati a congressi nazionali ed internazionali. Invitato annualmente in qualità di relatore a congressi nazionali ed internazionali sulla medicina e chirurgia estetica. Fondatore e direttore della  Cosmeceutics S.r.l. azienda italiana nata nel 2007 che si occupa di ricerca, formulazione e consulenza commerciale sui prodotti "cosmeceutici" e sulle tecnologie SurgicTouch. Di fronte a un mercato che per esigenze prevalentemente commerciali non era in grado di offrire cosmeceutici di comprovata efficacia, Cosmeceutics nasce dall'esigenza concreta e diretta del dott. Nicola Pittoni di poter disporre di prodotti sicuri ed efficaci da consigliare ai propri pazienti a completamento degli interventi di chirurgia estetica.

 

Dott. Luca Cancian – Medico chirurgo specialista in Radiologia e Oncologia medica

Medico chirurgo, specialista in radiologia con indirizzo in radioterapia oncologica e oncologia medica. Diploma in erboristeria e fitoterapia. Agopuntore e omeopata, docente e relatore in corsi di formazione in campo fitoterapico. Autore e coautore di diverse pubblicazioni in materia di Radiologia ed Oncologia. Il dott. Cancian vanta approfondite competenze professionali tecniche radiologiche e interventistiche a cui si associa, grazie al percorso di formazione personale in ambito clinico, l'acquisizione della specialità in Oncologia Medica e l'impegno quotidiano in Gruppi Multidisciplinari che prevedono il confronto tra diverse figure, un bagaglio di conoscenze cliniche fondamentali per poter definirsi un Radiologo clinico capace di fornire al medico curante un percorso diagnostico quanto più possibile lucido e corretto.

 

Patrizia Bandiera è titolare del centro "Estetica Professional Center" a Fanzolo (Treviso), un luogo dove benessere fisico e bellezza si incontrano. La passione e la continua formazione di Patrizia Bandiera, che oggi ha trent'anni di esperienza nel settore, hanno portato il centro ad essere sempre all'avanguardia nelle tecniche, nelle tecnologie utilizzate e nelle collaborazioni con aziende di alto livello professionale come ad esempio la "SurgicTouch", per una continua ricerca di soddisfazione della clientela. Tra i numerosi corsi di formazione citiamo; il corso alla Joustwellness Trainer condotto da Dino Sintoni, Doctor&Naturoprathic Medicina USA, Sintonia Alimentare e Sintonia Emozionale; attestato di partecipazione sulle varie tecniche di massaggio, attestato di partecipazione della sinergia estetica e medicina estetica tenuto dal dott. Nicola Pittoni, il seminario di studio e aggiornamento sulle nuove tecniche di ringiovanimento viso. Patrizia Bandiera é specializzata in trattamenti corpo con metodologie avanzate per la riduzione degli accumuli adiposi e degli inestetismi della cellulite, rassodamento, tonicità e ringiovanimento dei tessuti tramite la stimolazione del collagene.




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