CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo



Cerca nel blog

domenica 1 maggio 2016

Lorenzin: Nas e Agenas al S. Camillo per verifica rispetto norme antincendio

I carabinieri del Nas e il direttore generale di Agenas (l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) Francesco Bevere, su disposizione del Ministro della salute Beatrice Lorenzin, si trovano al S. Camillo di Roma dove la notte scorsa un incendio ha causato la morte di un paziente e l'evacuazione di due piani dell'Ospedale.

L'ispezione, in attesa delle determinazioni dell'inchiesta giudiziaria, deve accertare se al S. Camillo siano sono rispettate tutte le norme relative alla sicurezza antincendio.

sabato 30 aprile 2016

Sanità disastrata a Firenze. Colonsocopia? Ripassi a ottobre. Trova a pagamento in provincia. Sfascio senza alternative?


Firenze, 30 Aprile 2016. Un anziano signore ha bisogno di una colonscopia urgente, si rivolge all'Asl e il primo posto disponibile a Firenze e' per ottobre. Ma lui sta male ora. Che fare? Si attacca al telefono e trova in alcuni ospedali privatamente a mediamente 400 euro, poi ne trova uno a 230 per maggio. Preso a volo. Cosi' una lettera oggi su un quotidiano locale.
Io, sempre a Firenze, mi sono fatto, presso il SSN una colonscopia a meta' gennaio scorso a villa Ulivella, dopo una ventina di giorni dalla richiesta. Raccomandato? No! Ha fatto tutto il mio medico di fiducia con canali ufficiali e tradizionali, e il giorno dopo ho fatto anche la gastroscopia.
In gergo popolare questo si chiama "culo"! Non saprei come altro definirlo, visto che di storie come quella da cui siamo partiti se ne sentono tutti i giorni, anche in quello che viene chiamato il gioiellino della Toscana, il sistema sanitario che per anni e' stato amministrato dall'allora assessore e oggi governatori Rossi. E prima di queste due mie analisi me ne sono fatte anche altre, di quelle di cui ogni tanto si legge che ci vogliono mesi e mesi, tipo Tac, endoscopia, etc. All'epoca, dopo questo mio tour nel mondo della sanita' fiorentina come utente, ho fatto una osservazione ed una constatazione: perche' le macchine e il personale non lavorano a pieno regime, cioe' 24 ore su 24 o qualcosa del genere, magari facendo pagare meno il ticket a chi si sottopone alle analisi in ore difficili, tipo 4 di mattina, etc. Osservazione e constatazione che mi e' venuta in mente anche perche' non ho visto la ressa davanti ai laboratori di analisi, ma solo le code (anche allucinan
 ti) e le facce tristi, sconsolate e rassegnate di chi si registrava per accedervi. Le costose macchine che hanno utilizzato sul mio corpo non erano prese d'assalto, c'era molto spazio e vuoti tra un'analisi e l'altra e il personale mi sembrava rilassato e competente... quindi l'ideale per loro stessi che per gli utenti del servizio.
Dov'e' la differenza tra quello che ho visto io e il signore che ha dovuto spendere 230 euro per un colonscopia, dovendo anche andare fuori citta'? Il caso o la fortuna? No! A queste cose non ci credo. Ma credo all'organizzazione, alla programmazione, alla professionalita' burocratica e alla consapevolezza -di chi opera in tutta la filiera che poi porta all'utente finale- di svolgere un servizio di pubblica, essenziale e fondamentale utilita' per la vita e il benessere delle persone. Consapevolezza, per chi politicamente da' le linee generali ed esecutivamente mette in pratica, da mettere l'utente al primo posto e, solo dopo, ma molto dopo, prendendo anche in considerazioni gli aspetti lavorativi del personale impegnato.
Mi rendo conto che sto parlando di una rivoluzione di competenze, di orari, di personale, di spesa e di attenzione. Cosi' come mi rendo conto che forse qualcuno mi rispondera' che tutto e' al massimo, i fondi sono quelli che sono, l'impegno c'e', etc etc.... Ma il signore che per una colonscopia si e' visto fissare l'apppuntamento ad ottobre, c'e'. Non e' il primo ed ho la certezza che non sara' l'ultimo. Quindi qualcosa non funziona. Io non sono ne' governatore, ne' assessore, ne' ministro, ne' operatore del settore. Sono un semplice utente, osservatore e consapevole che al primo posto va sempre messo l'utente. Altrimenti si e' e si sta fallendo la propria missione civica.
Ma tanto, so gia' come andra' a finire, qualcuno dira': questo vuole che si facciano le tac e le colonscopie alle 4 di mattina, ma questo e' matto, non sa di cosa sta parlando, non sa cosa direbbero i sindacati e i lavoratori costretti a turnazioni del genere.... e poi, ignorante, per certe cose ci sono i pronto soccorso.... suvvia -dico io- non siamo nati oggi, andate ad un pronto soccorso e poi ditemi, districandovi tra quelli che sono li' per un mal di testa o di pancia o perche' la guardia medica non ha voglia o il compito di essere per l'appunto una guardia e rimbalza tutto al pronto soccorso.....
Ci vuole "culo"! Capito?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc



--
www.CorrieredelWeb.it

giovedì 28 aprile 2016

Zeiss presenta la lente "anallergica" per combattere le allergie

La stagione delle allergie sta arrivando, c'è un aiuto in più per combatterle: Zeiss DuraVision Platinum

Scopri come proteggere gli occhi dalle allergie seguendo i consigli degli esperti Zeiss

Milano, 28 aprile 2016 – Con un inverno mite come quello di quest'anno e le alte temperature, stiamo assistendo ad un anticipo delle bella stagione. I pollini di cipressi, tassi e noccioli sono infatti apparsi già da metà gennaio e raggiungeranno il culmine nelle prossime settimane. Insieme a questi, sono ovviamente anche arrivati i primi problemi per chi è più sensibile.

Il 2016 si preannuncia quindi come un anno impegnativo per quella fetta di italiani, sono infatti circa 6 milioni, che soffrono di allergie.

Nulla di grave, ma sicuramente è necessario correre ai ripari.
I consigli degli esperti e i rimedi della nonna non mancano, ma pochi si soffermano su come proteggere i propri occhi dalle allergie.


Prurito localizzato ed eccessiva lacrimazione sono sicuramente i primi sintomi, e chi indossa gli occhiali può essere più soggetto allo sviluppo di tali reazioni, a causa della possibile presenza di micro particelle di polline sugli occhiali, che essendo molto vicino agli occhi, possono rappresentare un possibile fattore del rischio di insorgenza. Le lenti degli occhiali, infatti, sono altamente elettrostatiche e perciò attraggono e permettono una facile adesione degli allergeni alla loro superficie.

Gli esperti Zeiss, per la stagione dei pollini 2016, hanno stilato un decalogo di consigli partici per proteggere i propri occhi dalle allergie:

1 // Utilizzare lenti con trattamento antistatico per limitare l'adesione degli allergeni come ad esempio lenti con trattamento Zeiss DuraVision Platinum, che grazie alle sue caratteristiche specifiche mantiene le lenti più pulite e ne aumenta la resistenza all'usura. Il trattamento antistatico deposto sulla superficie interna e brevettato dai laboratori Zeiss riesce a limitare l'adesione delle particelle e degli allergeni sulla superficie della Lente, conferendogli una maggior resistenza allo sporco. Esternamente lo strato Super Clean Coat permette invece una facile pulizia delle lenti e quindi la completa eliminazione delle micro particelle responsabili della reazione allergica.

2 // Utilizzare occhiali da sole avvolgenti con astine larghe per schermare gli occhi dall'aria e dal pulviscolo che in essa si nasconde

3 // Utilizzare pezzuole in microfibra o pezzuole umidificate, per pulire le lenti durante la giornata, come ad esempio le speciali salviettine umidificate ZEISS, che con la loro combinazione unica di agenti attivi permettono una pulizia delicata e accurata. Test indipendenti confermano che i tessuti ultrasottili di Zeiss offrono le prestazioni di pulizia più efficaci senza causare graffi. Questi tessuti dispongono di una struttura particolarmente fine che non danneggia le moderne lenti per occhiali o i loro trattamenti. Sono inoltre preinumidite con una speciale combinazione di due agenti attivi, prive di sostanze detergenti aggressive e profumazioni artificiali.

4 // Detergere regolarmente gli occhiali, quando si è a casa o in ufficio, con acqua e sapone non oleoso

5 // Idratare l'occhio giornalmente con gocce oculari lubrificanti, preferibilmente monodose.

6 // Se si utilizzano lenti a contatto preferire le giornaliere rispetto alle bimestrali, trimestrali o rigide. La loro pulizia, inoltre, deve essere molto più attenta perché la deposizione dei pollini è più frequente. Il consiglio degli esperti è utilizzare lenti come le Comfort 6 Zeiss che offrono un benessere visivo estremo. Le Comfort 6, essendo immerse in una soluzione multivitaminica contenete acido ialuronico e vitamine B6, B12 ed E, risulta perfettamente lubrificata e conferisce la sensazione di non avere la lente sull'occhio.

7 // Ridurre al massimo il tempo di utilizzo delle lenti a contatto nei momenti di massima presenza di pollini nell'aria. Questa è un'ulteriore accortezza per preservare l'occhio da fastidiose sensazioni. Il consiglio è quello di preferire gli occhiali da vista alle lenti a contatto.

8 // Evitare lo strofinamento degli occhi poiché questo gesto libera istamina, che aumenta il prurito. Inoltre il soggetto allergico solitamente ha una lacrimazione scarsa e la meccanica dello strofinamento potrebbe anche provocare delle lacerazioni alla cornea.

9 // Lavarsi spesso la faccia e alla sera, prima di dormire, fare una doccia, entrambe le azioni per lavare via gli allergeni che si sono posati durante la giornata sul nostro corpo.

10 // Ridurre anche a casa la possibilità di sviluppare allergie con semplici accortezze come:
×        Tenete le finestre chiuse e arieggiate le stanze solo in determinati orari; nelle aree rurali la quantità minima di polline è presente nell'aria tra le ore 19 e mezzanotte, mentre nelle aree urbane dalle ore 6 alle ore 8
×        Appendete asciugamani inumiditi in casa per intrappolare parte del polline che fluttua nell'aria
×        Pulite regolarmente tappeti e moquette con l'aspirapolvere oppure sostituiteli con una pavimentazione in laminato o parquet
×        Non spogliatevi in camera da letto, bensì preferibilmente in bagno, dove l'umidità, prodotta facendo una doccia, impedisce al polline presente sugli indumenti di fluttuare nella stanza.




--
www.CorrieredelWeb.it

Due mesi dedicati alla prevenzione del cancro al seno alla Casa di Cura Santa Rita con percorsi dedicati alle diverse età della vita della donna

Dopo lo straordinario successo delle giornate gratuite di prevenzione "Il tuo seno sano è bello" continuano le iniziative legate alla prevenzione del cancro al seno che si protrarranno fino al 22 giugno.

Sono stati infatti predisposti due pacchetti – "Donna Young" e "Donna Senior" – pensati rispettivamente per le donne fino a 40 anni e per le ultraquarantenni, partendo dalle diverse esigenze delle une e delle altre.

L'equipe medica è sempre costituita dal senologo Ciro Saccone e dal chirurgo plastico Carmine Mele che, stavolta, articoleranno la fase diagnostica nel seguente modo: per le "Young" visita specialistica con ecografia del seno e del cavo ascellare e per le "Senior" visita specialistica con mammografia per tomografia con il nuovissimo sistema Lambda BT appena arrivato alla Santa Rita. 
Questa macchina è in grado di esaminare il seno con un tecnologia nuovissima, creando delle immagini incredibilmente più chiare e leggibili in modo da evidenziare anche le lesioni sospette più piccole che difficilmente sono rilevate dalle macchine tradizionali; il minore assorbimento di raggi X è l'ulteriore vantaggio per la paziente che si faccia controllare con Lambda BT.

Entrambi i pacchetti sono proposti a costi estremamente vantaggiosi e contenuti, perché la prevenzione deve diventare la migliore alleata delle donne nella lotta al nemico insidioso, il cancrdo al seno, infatti, se preso in tempo, può essere combattuto con successo. 

Per info e prenotazioni: Accettazione Casa di Cura Santa Rita 0825 629011 o 629111.


--
www.CorrieredelWeb.it

Alzheimer: assistenza odontoiatrica per i malati



Milano, da maggio 2016
Collaborazione tra Associazione Alzheimer e Ospedale Sacco

Cure e assistenza odontoiatriche per i malati di Alzheimer

Nuovo servizio attivabile chiamando Pronto Alzheimer
per offrire un percorso privilegiato nelle attese in ambulatorio e visite a domicilio

Parte dal prossimo mese di maggio il nuovo progetto "assistenza odontoiatrica per malati di Alzheimer", avviato grazie all'Associazione Alzheimer Milano in collaborazione con l'Ospedale Luigi Sacco, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari.

In particolare, viene garantita - in convenzione con il SSR - la priorità nelle visite ambulatoriali e, nei casi più gravi, le visite a domicilio per i residenti a Milano con medici odontoiatri specializzati nell'approccio alle persone affette da demenza. Cure conservative, estrazioni, realizzazioni e riparazioni di protesi mobili sono gli ulteriori servizi erogati su appuntamento, all'interno di questa iniziativa diretta a tutti i cittadini affetti da demenza certificata dai Centri per disturbi cognitivi e demenza (ex UVA), soci dell'Associazione Alzheimer Milano.
I familiari possono attivare il servizio contattando il numero di Pronto Alzheimer: 02-809767 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 18).
A causa della perdita di memoria e con il passare del tempo, le persone che soffrono di demenza riducono progressivamente l'igiene orale. Ciò comporta dolore, carie, sanguinamento gengivale e problemi con l'aderenza delle protesi, ma anche riduzione della capacità di parlare, disinteresse per il cibo, peggioramento dello stato di confusione associato alla demenza.
Per questo, "riteniamo che una visita odontoiatrica preventiva possa contribuire a ridurre i problemi dentali dei malati", commenta Gabriella Salvini Porro, presidente dell'Associazione Alzheimer Milano. "La loro igiene orale è una responsabilità di primaria importanza per il caregiver".
"Una bocca sana influenza positivamente anche la qualità di vita del malato" dice la responsabile del dell'U.O. di Odontoiatria del Sacco Antonella Sparaco, referente medico del progetto.

La demenza, e in particolare l'Alzheimer (che è la più comune causa di demenza, rappresentandone il 60%), registra numeri sempre più alti in Italia (1.241.000 persone) e in tutto il mondo (46,8 milioni). A fronte di un'ancora scarsa conoscenza della malattia dal punto di vista medico-scientifico, l'unico obiettivo realisticamente raggiungibile è migliorare la qualità di vita di chi ne è colpito: sia malati, sia familiari.

Le cifre riportate relativamente alle persone colpite da demenza sono stime dell'ultimo Rapporto Mondiale Alzheimer (settembre 2015).


Milano, aprile 2016

L'Associazione Alzheimer Milano nasce 25 anni fa da un gruppo di familiari, medici, ricercatori e operatori del settore con la missione di migliorare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari. Obiettivi di Alzheimer Milano sono quindi la diffusione dell'informazione, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni, la promozione della ricerca scientifica, il sostegno e la tutela del malato e dei suoi familiari.
L'associazione fa parte della Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l'Italia di Alzheimer's Disease International (ADI), che è la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l'assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia amministrativa sia legislativa. Riunisce e coordina 47 associazioni che si occupano della malattia e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati ed ai loro familiari.



--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 27 aprile 2016

Lipossina. Asma cronica nei bambini: ecco cosa manca

Una ricerca dell'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Cnr rivela la mancanza di Lipossina A4 nella scarsa risposta alle cure a base di cortisonici nei casi di asma grave dell'età pediatrica e offre nuove prospettive terapeutiche.  Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology

LNel trattamento dell'asma grave nei bambini, un ruolo importante nell'inefficacia della terapia a base di cortisone è svolto dal deficit di Lipossina A4 (LXA4). A evidenziarlo, uno studio condotto, presso l'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) di Palermo, da un team di ricercatori biologi e medici italiani e francesi.
Le Lipossine sono eicosanoidi (agenti biologici che regolano numerose funzioni organiche) caratterizzati da proprietà anti-infiammatorie e anti-fibrotiche e sono coinvolti nei processi di risoluzione dell'infiammazione. 
"Nello studio è stato osservato che i bambini con asma grave avevano livelli inferiori di LXA4 nelle vie aeree rispetto a bambini con asma intermittente", spiega Rosalia Gagliardo dell'Ibim-Cnr. "Inoltre, a prescindere dalla gravità della malattia, tutti i bambini asmatici inclusi nello studio avevano livelli più elevati rispetto ai sani di Leucotriene B4 (LTB4), una molecola ad azione pro-infiammatoria, che funge da 'controregolatore' della LXA4".
I bambini con asma grave esaminati nello studio presentavano inoltre, sia rispetto ai piccoli pazienti con asma intermittente sia rispetto a quelli sani, un'espressione ridotta nelle vie aeree del recettore della Lipossina - il FPR2/ALXR (formyl peptide receptors2-lipoxin receptor).
"Il complesso LXA4-FPR2/ALXR è coinvolto nell'attivazione del recettore dei corticosteroidi, a dimostrazione del fatto che esiste un'interazione fra questi e la LXA4 nella regolazione del processo infiammatorio delle vie aeree dei pazienti con asma", prosegue Gagliardo. "Questi dati dimostrano che l'alterata biosintesi di Lipossina A4 e un deficit del suo specifico recettore FPR2/ALXR, nelle vie aeree, associati a un incremento della molecola Leucotriene B4, potrebbero essere alla base di una ridotta risposta alla terapia cortisonica a lungo termine, fenomeno che potrebbe favorire la persistenza dell'infiammazione delle vie aeree, il mancato controllo della malattia e la ridotta qualità della vita del paziente". 
I risultati di questo studio suggeriscono il potenziale ricorso a nuove strategie terapeutiche basate sulla combinazione di Lipossine e corticosteroidi, allo scopo di potenziare gli effetti di questi ultimi e diminuirne il dosaggio. Tale terapia combinata potrebbe fornire nuovi approcci farmacologici per le malattie respiratorie croniche, specie di pazienti in età pediatrica.
Lo studio è stato pubblicato su Journal of Allergy and Clinical Immunology

Roma, 27 aprile 2016


--
www.CorrieredelWeb.it

Scompenso cardiaco per oltre un milione di persone in Italia: dal 1 all’8 maggio campagna in 41 centri cardiologici per conoscere una patologia sottovalutata

L'iniziativa si inserisce nell'European Heart Failure Awareness Day, campagna europea di sensibilizzazione e informazione promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology - ESC).

Open day, incontri educazionali e attività di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco su tutto il territorio, con il patrocinio del Ministero della Salute, per informare sull'importanza di una diagnosi precoce e sugli stili di vita idonei a prevenirlo.

              
Roma, 27 aprile 2016 – Lo scompenso cardiaco è una condizione invalidante e potenzialmente fatale, che oggi è arrivata a colpire oltre un milione di persone in Italia.1
Con lo scompenso cardiaco il cuore, indebolito e troppo rigido, non riesce a pompare sangue nella quantità adeguata a soddisfare i fabbisogni dell'organismo. Ne consegue il danneggiamento dei principali organi, tanto che oggi la metà dei pazienti con scompenso cardiaco muore entro 5 anni dalla diagnosi.2-3 A questi numeri già allarmanti di per sé si aggiunge che lo scompenso cardiaco è la causa di 500 ricoveri ogni giorno per un totale di 165.000 all'anno, con una durata media di degenza che supera i 10 giorni con un totale di 1.650.000 giornate di ricovero all'anno.

Alla luce di questi numeri risulta ancora più importante aumentare la consapevolezza su una patologia che rischia di essere sottovalutata, spesso considerata "non grave" o comunque meno grave rispetto agli altri problemi cardiovascolari, i cui sintomi sono in larga parte sconosciuti, scambiati per inevitabile deperimento legato all'avanzare dell'età. Per questo dal 1 all'8 maggio si celebreranno, coordinate dall'Unità Scompenso e Cardiomiopatie dell'AUSL di Piacenza, con il Patrocinio del Ministero della Salute e il supporto non condizionante di Novartis, le Giornate europee dello scompenso cardiaco. Questa iniziativa si inserisce nell'European Heart Failure Awareness Days, campagna europea di sensibilizzazione e informazione promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology - ESC).

Alla campagna hanno aderito 41 Centri cardiologici di riferimento, distribuiti in tutta Italia, dove, grazie alla partecipazione attiva di clinici (cardiologi, internisti), fisioterapisti, infermieri, psicologi, dietologi e altro personale sanitario, pazienti, volontari e istituzioni, verranno promosse iniziative di sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale, ai pazienti e ai loro familiari. In questa campagna, vengono organizzati open day ("ospedale aperto"), incontri educazionali e attività di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco, per informare sui sintomi, sull'importanza di una diagnosi precoce e sugli stili di vita idonei a prevenire questa patologia. A coordinare la campagna è la AUSL di Piacenza, i cui rappresentanti, consapevoli di quanto lo scompenso cardiaco sia ancora poco riconosciuto e considerato, hanno voluto sviluppare questa iniziativa anche in Italia da tre anni.

«Le Giornate europee dello scompenso cardiaco sono una campagna paneuropea che ha l'obiettivo di aumentare la conoscenza di questa patologia, principale causa di ricovero dopo il parto e prima patologia per giornate di ricovero – afferma Massimo Piepoli, membro del Board di HFA e Responsabile Unità Operativa Scompenso e Cardiomiopatie, Ospedale di Piacenza – Siamo lieti che la campagna abbia avuto in Italia il patrocinio del Ministero della Salute, perché lo scompenso ha pesanti ripercussioni in termini di qualità di vita, costi sociali e costi sanitari. La diagnosi tempestiva insieme al controllo dei fattori di rischio permettono di rallentare il decorso della patologia. I progressi compiuti negli ultimi anni ci permettono di intervenire con efficacia, migliorando la sopravvivenza. E presto ci aspettiamo l'arrivo di nuove terapie farmacologiche che ci auguriamo possano migliorare la durata e la qualità della vita dei nostri  pazienti».

E' importante sapere che la patologia progredisce nel tempo, spesso senza presentare eventi acuti e sintomi evidenti, che rischiano di non essere riconosciuti o sottovalutati. Tra i primi campanelli d'allarme si può avvertire un senso di stanchezza e debolezza, unito a difficoltà di respiro e mancanza di fiato, anche dopo un leggero sforzo fisico. Nelle sue fasi più avanzate, questo affaticamento e difficoltà di respirazione si possono accusare anche con semplici attività, come vestirsi o camminare in casa, fino a disturbare il riposo notturno, per cui il paziente sente la necessità di alzarsi dal letto per cercare di respirare meglio.

Prima raccomandazione rivolta alla popolazione generale è la prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolare, quali obesità, ipertensione, sedentarietà, dislipidemia. Quindi per prevenire la malattia e il suo peggioramento è importante non fumare, limitare al massimo l'assunzione di bevande alcoliche, seguire una dieta controllata e praticare regolarmente attività fisica.

Riconoscere tempestivamente lo scompenso cardiaco è un primo passo importante, ma va poi gestito con costanza: la qualità di vita di chi ne soffre può risultare fortemente compromessa, lì dove una gestione corretta del quadro clinico e dello stile di vita può garantire ai malati di vivere più a lungo e meglio. «A soffrire di scompenso cardiaco in Italia sono circa un milione di persone e si stima che la sua prevalenza nella popolazione cresca in maniera esponenziale con l'età: meno dell'1% sino a 60 anni, il 2% tra i 60 e i 70 anni, il 5% tra i 70 e gli 80, attestandosi a oltre il 10% dopo gli 80 anni – afferma Luca Baldino, Direttore Generale della AUSL di Piacenza – l'ospedalizzazione di questa tipologia di pazienti assorbe circa il 70% dei costi globalmente sostenuti per la malattia. I ricoveri per scompenso sono aumentati di circa il 50% negli ultimi dieci anni e attualmente il DRG 121 è il secondo per numero di ricoveri e il primo per numero di giorni di degenza. La riospedalizzazione è di circa il 20% a trenta giorni e del 50% a sei mesi. In termini economici, in Italia i costi per i soli ricoveri ospedalieri in acuzie ammontano a quasi 550 milioni di euro l'anno, pari al 2% del valore complessivo dei ricoveri e allo 0,5% della spesa sanitaria complessiva».

In Italia, la campagna è realizzata con il sostegno incondizionato di Novartis, da sempre impegnata a fare crescere, tra la società e i cittadini, la consapevolezza in merito a patologie diffuse ma ancora poco note, all'importanza della prevenzione e alla possibilità di cura.

Tutte le informazioni sullo scompenso cardiaco e sulla campagna sono disponibili al sito www.iltuocuore.com. Inoltre, si possono seguire tutte le iniziative alla pagina Facebook www.facebook.com/scompensocardiaco
  
Riferimenti bibliografici:
1.     Dati studio ARNO
2.     Loehr LR, Rosamond WD, Chang PP, Folsom AR, Chambless LE. Heart failure incidence and survival (from the Atherosclerosis Risk in Communities study). Am J Cardiol. 2008;101(7):1016-1022
3.     Lloyd-Jones et al. Heart disease and stroke statistics--2010 update: a report from the American Heart Association. Circulation. 2010;121:e46-215
4.     Remme WJ, et al. Public awareness of heart failure in Europe: first results from SHAPE, European Heart Journal 2005;26:2413-2421


--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *