CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo



Cerca nel blog

giovedì 4 ottobre 2012

Calvizie e lozioni. Consigli

Roma, 4 Ottobre 2012. E' in arrivo l'autunno e insieme alle foglie sembra che devono cadere anche i capelli, sicche' in questo periodo la pubblicita' dello lozioni anticalvizie e' piu' insistente. Servono?
"Lasciate ogne speranza, voi ch'intrade". Ci siamo permessi di citare il Sommo Poeta (sperando di essere perdonati) per affrontare un tema che interessa il 48% dei maschi: la calvizie. "Intrare" nel club dei calvi significa lasciare ogni speranza di uscirne. Come abbiamo detto, se la caduta delle foglie e' collegata ad un aumento della perdita dei capelli in autunno il problema si ripropone: sono efficaci i prodotti contro la caduta dei capelli e per la loro ricrescita? Non ci risulta che un calvo abbia riacquistato la capigliatura utilizzando i vari prodotti in commercio e il motivo e' semplice: non e' possibile. La perdita dei capelli ha diverse motivazioni, dalla componente genetica, all'eta', alla produzione ormonale, allo stress, ad una cattiva alimentazione ad un'alterazione della funzionalita' epiteliale. Se in qualche modo e' possibile limitare i danni dovuti a situazioni contingenti (stress, alimentazione, ecc.), ben diverso e' il caso di situazioni legate a fattori come l'eta' o le caratteristiche genetiche. In commercio, oltre a shampoo, lozioni o balsami, vi sono anche prodotti farmaceutici, come il minoxidil e il finasteride, che danno qualche risultato ma che devono essere usati per lunghissimi periodi o per sempre. Rivolgersi ad un dermatologo e' sempre cosa utile, con un'avvertenza: i soldi spesi per prodotti che fanno ricrescere i capelli non sono proprio ben spesi, e' bene saperlo.

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc.

COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Ufficio stampa: Tel.055290606 – Email: ufficiostampa@aduc.it





--
Redazione del CorrieredelWeb.it


FIBRILLAZIONE ATRIALE ED ICTUS

 

 

FOCUS CARDIOVASCOLARE

fibrillazione atriale ed ictus.

LA PREVENZione e/è la CURA

 

Giovedì, 11 ottobre 2012    ore 8.30 – 16.00

 

 

CAMERA DEI DEPUTATI

Palazzo Marini - Sala della Mercede

Via della Mercede, 55 - Roma

 

 

Ictus e infarto: i killer degli Europei.

Ogni anno, in Europa, quasi due milioni di persone sono colpite da ictus e infarto.

Dati epidemiologici evidenziano che la fibrillazione atriale è responsabile dell'85% degli ictus dovuti ad aritmie cardiache e di oltre il 50% delle forme cardioemboliche. Infatti, i soggetti con fibrillazione atriale presentano un alto rischio di stroke se ipertesi, diabetici, di età superiore a 75 anni, con scompenso cardiaco e/o pregresso evento cerebrovascolare.

L'ictus cerebri è la terza causa più comune di morte e la principale causa di incapacità funzionale nei paesi occidentali, colpendo per il 50% soggetti di età inferiore ai 65 anni e per il 12% soggetti al di sotto dei 45 anni. Tali dati non sono assolutamente confortanti, se solo si pensa che l'incidenza della fibrillazione atriale aumenta con l'età, ed infatti dopo i 55 anni, in ogni decade successiva di vita, a sua incidenza raddoppia.

Chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio di ictus 7 volte maggiore rispetto a pazienti con ritmo sinusale, in quanto, in genere, la lesione del sistema nervoso è più grave ed anche la disabilità che ne consegue appare maggiormente marcata. Infatti, gli ictus correlati alla fibrillazione atriale sembrano avere esiti particolarmente gravi e più precisamente:

nel 20% dei pazienti, l'ictus si rivela fatale;

nel 60% dei pazienti è causa di disabilità;

tra coloro che sono colpiti da ictus in seguito a fibrillazione atriale il 50% muore entro il primo anno.

La fibrillazione atriale è una patologia che, in passato, è stata a lungo sottovalutata e della quale soltanto di recente si stanno chiarendo le gravi implicazioni cliniche.

Tuttavia, in conseguenza e a causa di una generalizzata disinformazione, molti pazienti non sono a conoscenza della reale portata del problema e delle moderne terapie capaci di prevenire l'ictus. A tal proposito, occorre sensibilizzare l'opinione pubblica sulla fibrillazione atriale, sul suo stretto legame con l'ictus e sulle modalità di prevenzione, terapia e cura. 

 

In tale direzione, ancora una volta l'Associazione Culturale "Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti"(www.dossetti.it) da sempre impegnata nella tutela del cittadino contribuisce, attraverso i Convegni, a sensibilizzare opinione pubblica, Istituzioni ed Industrie ed organizza per il prossimo 11 ottobre il "Focus Cardiovascolare. Fibrillazione Atriale ed Ictus. La prevenzione e/è la Cura", presso la Sala della Mercede di Palazzo Marini, Camera dei Deputati.

 

 

Accredito giornalisti

La procedura dell'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati prevede l'invio di un fax di accredito al n. 06 6783082, completo della richiesta di ingresso per apparecchi di registrazione e/o computer.

 

A SEGUIRE IL PROGRAMMA DELL'EVENTO:

 

CON IL PATROCINIO DI:

 

Ministero della Salute, FIASO, SIC, ANAAO–ASSOMED, SICOA

 

SONO STATI RICHIESTI I SEGUENTI PATROCINI:

 

Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, ASSOBIOTEC-FEDERCHIMICA, A.S.SO.FARM., ASSOGENERICI, Croce Rossa Italiana, FIMMG, FIMP, fism, FNOMCeO, Fondazione Gianni Benzi Onlus, GISE, FOFI, SIF, SIFO, SIGU, SIMG, SIMMESN, ANMCO.

 

8.30      Registrazione dei partecipanti

 

9.00      Indirizzo di benvenuto                Claudio Giustozzi

           

            Presidenti                                Cinzia Cianfrocca, Claudio Giustozzi

 

Saluti Istituzionali:

 

Prof. Adelfio Elio Cardinale Sottosegretario di Stato alla Salute

Sen. Emanuela Baio Segretario della Presidenza del Senato

Sen. Avv. Cesare Cursi Presidente X Commissione Industria, Commercio e Turismo

 

Sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri Segretario della XII Commissione Igiene e Sanità

 

On. Paola Binetti XII Commissione Affari Sociali

               

Introduzione ai lavori:

 

800 MILA ITALIANI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE, 50% SENZA CURE PER ICTUS…..PREVENIRE E' MENO COSTOSO CHE CURARE.

Cinzia Cianfrocca

 

I SESSIONE - IL PUNTO DI VISTA LEGISLATIVO ED ECONOMICO     

 

Presidenti:   Claudio Giustozzi

                

Moderatore: Cinzia Cianfrocca

 

9.30Organizzazione ospedaliera e accesso alle cure in base al nuovo Piano

Sanitario Nazionale

            Sebastiano D'Anna

 

9.45Organizzazione territoriale e accesso alle cure: ruolo del medico di

famiglia

            Claudio Cricelli

 

10.00    Disabilità del paziente con ictus cardioembolico e suo IMPATTO SOCIALE

            Gian Paolo Cioccia 

 

10.15    La strategia di un'azienda farmaceutica nell'era del risparmio

            Davide Piras

 

10.30    SOSTENIBILITA' DEL SSN E NUOVI RIMEDI TERAPEUTICI

             Lorenzo Giovanni Mantovani

 

10.45   PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: NUOVE MALATTIE ORFANE DEL FUTURO?

            Arturo Zanni

 

II SESSIONE – PILLOLE DI F.A.

 

Presidenti: Claudio Giustozzi

 

Moderatori: Stefano Benussi, Massimo Santini

 

11.00    FIBRILLAZIONE ATRIALE ED ICTUS: UN RAPPORTO PERICOLOSO

Letizia Riva

 

11.15    PAZIENTI A RISCHIO ICTUS PER CURE INADEGUATE

            Marino Scherillo

 

11.30    "CUORI MATTI IN AUMENTO: LA F.A. CRESCE ANCHE TRA I PIU' GIOVANI A CAUSA DI ALCOL

             E DROGA. IN ARRIVO NUOVE TERAPIE

             Alessandro Capucci

 

III SESSIONE – IL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO

 

Presidenti: Claudio Giustozzi

 

Moderatori: Cinzia Cianfrocca, Stefano Benussi

              

11.45    EPIDEMIOLOGIA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE: DIMENSIONI DEL PROBLEMA

            Furio Colivicchi

 

12.00    FARMACI ANTIARITMICI VECCHI E NUOVI: PROTOCOLLI TERAPEUTICI

            Antonio Castro

 

12.15    "RATE CONTROL" VS "RYTHM CONTROL": UNA CONTROVERSIA ANCORA IRRISOLTA

            Massimo Santini

 

12.30    LA CARDIOVERSIONE ELETTRICA: QUANDO, COME, QUANTE VOLTE

            Vincenzo Guido

 

13.00    DISCUSSIONE

 

13.15    PAUSA

 

14.00    L' ABLAZIONE TRANSCATETERE : ATTUALITÀ E PROSPETTIVE

Leonardo Calò

 

14.15    LA TERAPIA CHIRURGICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE: "CONCOMITANTE" O "STAND

ALONE"

            Giuseppe Speziale 

 

14.30    FIBRILLAZIONE ATRIALE SILENTE: QUALE REALE SIGNIFICATO CLINICO

            Carlo Lavalle

 

14.45    RISCHIO CARDIOEMBOLICO E RISCHIO EMORRAGICO

            Leopoldo Bianconi

 

15.00    ICTUS CEREBRALE CARDIOEMBOLICO: PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

QUANDO LA TERAPIA ANTIAGGREGANTE E QUANDO LA TERAPIA ANTICOAGULANTE

Maria Concetta Altavista

 

 

15.15    LA GESTIONE DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE: IL RANGE TERAPEUTICO, I CENTRI DI

SORVEGLIANZA ED IL "MEDICAL CARE"

Michele  Bertini

 

15.30    I NUOVI FARMACI ANTICOAGULANTI: DAI TRIAL ALLA PRATICA CLINICA

            Michele Bertini

 

15.45   DISCUSSIONE

 

16.00    CONCLUSIONI E CHIUSURA DEI LAVORI

 

RELATORI E MODERATORI

 

Maria Concetta Altavista                      A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Stefano Benussi                                  Ospedale S. Raffaele, Milano

 

Michele Bertini                                    A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Leopoldo Bianconi                             A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Leonardo Calò                                    Policlinico Casilino, Roma

 

Alessandro Capucci                            Università Politecnica delle Marche, Ancona

 

Antonio Castro                                    Ospedale Sandro Pertini, Roma

 

Cinzia Cianfrocca                                A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Gian Paolo Cioccia                             Associazione A.L.l.C.E.

 

Claudio Cricelli                                   Presidente S.I.M.G., Firenze

 

Furio Colivicchi                                  A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Sebastiano D'Anna                             ASSL  Veneto

 

Vincenzo Guido                                  Policlinico Luigi Di Liegro ASL/RMD

 

Carlo Lavalle                                       A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Lorenzo Giovanni Mantovani*             Università degli Studi di Napoli Federico II

 

Davide Piras                                       Presidente Bristol-Myers Squibb

 

Letizia Riva                                         Unità Operativa di Cardiologia Ospedale Maggiore, Bologna

 

Massimo Santini                                 A.C.O. San Filippo Neri, Roma

 

Marino Scherillo                                 Azienda Ospedaliera Rummo,  Benevento

 

Giuseppe Speziale                              Anthea Hospital, Bari

 

Arturo Zanni                                       Amministratore Delegato Sanofi

 

 

(*) In attesa di conferma

 

 

 

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
UFFICIO STAMPA

Associazione Culturale Nazionale ONLUS "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei Diritti"
Presidente Ombretta Fumagalli Carulli
Segretario Nazionale Claudio Giustozzi


Sede Nazionale: Via Giulio Salvadori, 14/16 - 00135 Roma  Tel. 06 3389120 - Fax. 06 30603259 - e-mail: ufficiostampa@dossetti.it - http://www.dossetti.it


mercoledì 3 ottobre 2012

: I costi spaventosi del cancro in Europa: 124 miliardi di euro all'anno

I costi spaventosi del cancro in Europa: 124 miliardi di euro all'anno.
Occorre investire in ricerca ma viene lanciato l'allarme per i rischi connessi ai tagli alla spesa pubblica nei Paesi in maggiore difficoltà tra cui l'Italia.

Una vera e propria piaga sociale ed anche economica stando alle cifre che sono state diffuse nel corso del congresso della Società Europea di Oncologia Medica, che si riunisce oggi davanti a più di 15.000 esperti a Vienna in Austria.
Il cancro costa agli europei 124 miliardi di euro ogni anno, ossia circa 240 euro per cittadino.  Peraltro, i tumori maligni costituiscono oggi, dopo le malattie cardiovascolari, la seconda causa di morte, anche se guardando i dati in prospettiva e con il progressivo invecchiamento della popolazione, prenderanno gradualmente il primo posto. Il loro impatto sui sistemi sanitari dei paesi dell'Unione europea se è già devastante, lo sarà ancora di più se non si cerca di trovare soluzioni che per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che fa proprie le giuste considerazioni degli esperti, non potranno non arrivare dalla ricerca e dalla prevenzione. 
I dati economici presentati al congresso dal dottor Ramon Luengo-Fernandez e da un'equipe dell'Università di Oxford in Inghilterra hanno tenuto conto dei costi diretti per cure e per farmaci non rimborsati per l'assistenza pazienti e dei costi complementari e indiretti connessi con la perdita di produttività a causa dei periodi di malattia richiesti dai lavoratori, mortalità prematura, e dalla necessità di assistenza dei pazienti per i quali spesso i parenti sono costretti a chiedere periodi di aspettativa o anche a lasciare il lavoro.
Lo studio è stato realizzato in 27 paesi dell'Unione Europea nel 2009.  I dati derivano da varie fonti, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'OCSE e i ministeri della salute. 
Gli studiosi hanno riportato cifre dettagliate per quattro principali tipi di tumore (delle neoplasie del polmone, della mammella, della prostata e del colon-retto). Sulla base dei dati analizzati è risultato che gli stati con i più alti costi pro capite sono quelli del Nord Europa e l'Europa centrale, mentre quelli più  bassi nei paesi che hanno aderito più di recente nell'Unione europea e hanno mantenuto più bassi livello di reddito. Il costo per le cure più basso è stato osservato in Lituania, con 32 euro pro capite, mentre i più elevati in Germania con 165 euro pro capite a fronte di una media per tutta l'eurozona di 97 euro.
Tra le principali tipologie di cancro, quello al seno è il più costoso in termini di spesa sanitaria con 6 miliardi di euro all'anno, che rappresenta il 13% dei costi complessivi delle spese sostenute. Ma quello che pesa di più in termini economici generali è il cancro al polmone con 19 miliardi di euro, di cui 10 miliardi a causa della mortalità prematura.
Tra gli obiettivi dichiarati della ricerca vi è quello di agevolare il confronto dei pesi economici delle diverse malattie in modo che le istituzioni possano decidere sui vari livelli dei fondi destinati alla ricerca. A tal fine è necessaria in Europa una migliore informazione sui dati epidemiologici, sull'utilizzo delle risorse e l'analisi dei costi unitari. 
In questo frangente di crisi globale gli specialisti hanno rivolto la loro attenzione per verificare ciò che accadrà nei paesi in maggiore difficoltà, tra cui Grecia, Spagna ma aggiungiamo anche l'Italia, dove si sono resi necessari pesanti tagli alla spesa pubblica.
I ricercatori temono, infatti, che tali politiche di riduzione della spesa sanitaria potranno avere effetti molto negativi se le restrizioni riguarderanno programmi di prevenzione e di screening.
L'appello, quindi, dello "Sportello dei Diritti" è rivolto al governo affinché alla luce delle conclusioni di quest'importante studio, eviti tagli in questi programmi e rivolga le attenzioni della spending – review su altri settori.




--

martedì 2 ottobre 2012

Aborto: il sanitario deve risarcire madre, padre, fratelli e bambino nato con una malformazione

Aborto: il sanitario deve risarcire madre, padre, fratelli e bambino nato con una malformazione. Il medico è responsabile se gli esami clinici sono stati inadeguati 

 

Una sentenza innovativa la n. 16754 resa in data odierna dalla Suprema Corte che di fatto rafforza il «diritto di aborto» quella portata all'attenzione da Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti".

Secondo la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, infatti, hanno diritto al risarcimento in conseguenza degli esami clinici inadeguati durante la gravidanza non solo la madre, ma anche tutta la famiglia e il bambino nato con una malformazione.

Nella fattispecie, i giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso della madre di una bambina nata con la sindrome di Down, della piccola stessa, del padre e degli altri fratelli.

La forza innovativa dell'importante sentenza sta nel fatto che per la prima volta i giudici di legittimità hanno esteso il diritto al risarcimento del danno per violazione del diritto di aborto a tutta la famiglia, e quindi anche nei confronti del figlio nato con la patologia invalidante.

In particolare, affermano testualmente gli ermellini: «la responsabilità sanitaria per omessa diagnosi di malformazioni fetali e conseguente nascita indesiderata va estesa, oltre che nei confronti della madre nella qualità di parte contrattuale (ovvero di un rapporto da contatto sociale qualificato), anche al padre e prima ancora alla stregua dello stesso principio di diritto posto a presidio del riconoscimento di un diritto risarcitorio autonomo in capo al padre stesso, ai fratelli e alle sorelle del neonato, che rientrano a pieno titolo tra i soggetti protetti dal rapporto intercorrente tra il medico e la gestante, nei cui confronti la prestazione e dovuta".

È un dato di fatto che anche il padre ed i fratelli subiscano un grave danno per il mancato esercizio del diritto di aborto. Danni che perdurano sia per tutta l'esistenza dei genitori che devono dedicare maggiori cure al neonato disabile sia dopo che passano a miglior vita.

I supremi giudici sulla scorta di alcuni assunti della nota sentenza della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo del 28 agosto che ha censurato parzialmente la legge "40" sulla procreazione assistita, hanno statuito un nuovo principio al fine di affermare la risarcibilità dei danni al  nascituro considerato dal nostro ordinamento come non ancora soggetto di diritto, rilevando che «la propagazione intersoggettiva dell'illecito legittima un soggetto di diritto, quale il neonato, per il tramite del suo legale rappresentante, ad agire il giudizio per il risarcimento di un danno che si assume in ipotesi ingiusto (tuttora impregiudicata la questione del nesso causale e dell'ingiustizia del danno lamentato come risarcibile in via autonoma dal neonato)».

Per farla breve, la protezione di colui che deve nascere non scaturisce in via assoluta dalla sua istituzione




--

Sicurezza alimentare: nuovo elenco di sostanze aromatizzanti ammesse nell'UE


Roma, 2 Ottobre 2012. La Commissione europea ha adottato due atti legislativi che renderanno più sicuro e trasparente l'uso di sostanze aromatizzanti nei prodotti alimentari (1): l'industria alimentare potra' impiegare unicamente le sostanze che figurano sugli elenchi approvati.
Le sostanze aromatizzanti, che servono a modificare il gusto o l'odore degli alimenti, sono usate da tempo in moltissimi prodotti, come bibite, dolciumi, cereali e yogurt. L'Unione europea ha deciso di effettuare una valutazione di queste sostanze.
I due nuovi testi legislativi chiariranno e armonizzeranno le modalita' d'uso delle sostanze aromatizzanti nel mercato unico:
·         il primo regolamento introduce una lista di sostanze aromatizzanti che possono essere utilizzate nei prodotti alimentari in tutta l'Unione europea. Essendo applicabile a decorrere dal 22 aprile 2013, l'industria alimentare europea ha il tempo di adeguarsi alle nuove regole. Le sostanze aromatizzanti che non figurano nell'elenco saranno vietate dopo un periodo transitorio di 18 mesi;
·         il secondo regolamento riguarda le misure transitorie per gli altri aromi, come quelli di origine non alimentare, e sara' applicato a decorrere dal 22 ottobre 2012.
Il nuovo elenco comprende più di 2.100 sostanze aromatizzanti autorizzate. Altre 400 sostanze resteranno sul mercato in attesa che l'EFSA, l'Autorita' europea per il controllo e la sicurezza concluda la sua valutazione – si tratta di sostanze utilizzate da tempo e ritenute sicure da altri organismi scientifici.
Quello che non comprendiamo e' perche' si impiega tanto tempo affinche l'industria alimentare si adegui.

(1) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:354:0034:0050:it:PDF

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Ufficio stampa: Tel.055290606 – Email: ufficiostampa@aduc.it





--

lunedì 1 ottobre 2012

Tecnologia e salute: approvato dalla FDA un nuovo defibrillatore salvavita impiantato sotto la pelle Made in Italy

Tecnologia e salute: approvato dalla FDA un nuovo defibrillatore salvavita impiantato sotto la pelle inventato dal cardiologo italiano Riccardo Cappato. Un nuovo strumento meno invasivo

 

Una notizia che per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", dovrebbe far sentire orgogliosi tutti gli italiani perché riguarda il rapporto tra il mondo della ricerca, troppo bistrattata in Italia da una politica che non comprende come sia importante investire risorse in innovazione, e salute. Questa volta anche l'amministrazione federale degli Stati Uniti, per  della Food and Drug Administration, l'Agenzia americana che si occupa della sicurezza dei farmaci e dei cibi, riconoscono il genio italico attraverso l'approvazione ufficiale del primo defibrillatore sottocutaneo che non richiede una connessione via cavo al cuore inventato da un cardiologo italiano il dott. Riccardo Cappato.

Si tratta di un nuovo strumento che ha tutte le caratteristiche per rivoluzionare la gestione delle aritmie pericolose.

I defibrillatori standard - progettati per fornire un impulso elettrico e sopprimere un battito cardiaco rapido o irregolare – sinora hanno utilizzato un filo elettrico che viene inserito attraverso una vena direttamente nel cuore.

Il nuovo sistema S-ICD, al contrario, utilizza un cavo che viene impiantato sotto la pelle lungo la parte inferiore della gabbia toracica.

L'approvazione dell'ente federale è arrivata dopo uno studio effettuato su 321 pazienti dei quali ben 78 casi di aritmia spontanea (battito cardiaco irregolare) sono stati risolti dal defibrillatore.

Come i defibrillatori impiantabili finora in uso si tratta quindi di un'importante sentinella salvavita: se il cuore va in tilt per una fibrillazione ventricolare (un'accelerazione del battito tanto rapida e tumultuosa da provocare l'arresto cardiaco), dall'elettrodo dell'apparecchio parte una scossa elettrica che richiama all'ordine il battito. La differenza con quelli tradizionali sta nel fatto che nei primi il catetere con l'elettrodo è inserito nel cuore; nel nuovo dispositivo, invece, viene semplicemente appoggiato sottopelle, vicino allo sterno. Un accorgimento semplice, ma con un bel po' di vantaggi.

L' energia necessaria per dare la giusta scossa elettrica al cuore è più alta, ma l'inserimento è molto più semplice e veloce: bastano 10 o 15 minuti anziché i consueti 45 - 60 minuti.

Le complicanze si riducono del 90 per cento: non dover entrare in cuore e attraverso i vasi implica un minor rischio di infezioni, perforazioni ed emorragie.

E, cosa da non sottovalutare, si elimina lo spauracchio più temuto coi defibrillatori tradizionali, l'espianto: in un caso su cinque dopo 7 o 8 anni il catetere non funziona più a dovere e andrebbe tolto. Succede perché la corrente del cuore, col sangue che circola a 85 metri al secondo, alla lunga logora anche lo strumento più affidabile. Ma il catetere si unisce fortemente al cuore e rimuoverlo è pericoloso. Tale circostanza lo rende un limite che nei casi dubbi fa spesso pendere la bilancia a sfavore dell'impianto.

In tal senso, sono i dati a parlare chiaro: su 170 mila i italiani ad alto rischio di fibrillazione ventricolare, si impiantano ogni anno solo 10 mila defibrillatori. Poter inserire il sistema sotto la pelle significa poterlo rimuovere in ogni momento, fattore molto importante, ad esempio, nei pazienti giovani, in cui l' espianto è praticamente certo.

L'agenzia ha però stabilito che il produttore del dispositivo, la "Cameron Health Inc" di San Clemente in California, dovrà condurre uno studio di post-approvazione di cinque anni per verificare la sicurezza e l'efficacia a lungo termine del defibrillatore.

 




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


Dieta mediterranea italiana in un portale


Lo slogan: "E' cosa buona e giusta …e sana"

Presto on-line un portale dedicato alla

Dieta Mediterranea e a chi la promuove in Italia

Protagonisti, scoperte, centri di ricerca, avvenimenti, iniziative e news

tutta l'attività nazionale nel progetto "Dieta Med-Italiana"

 

 

Il termine "Dieta Med-Italiana" è stato coniato un anno fa dai referenti di un progetto dell'Istituto Costa (oggi "Galilei Costa") di Lecce con l'intenzione di creare una forma semplificata e contratta di "Dieta Mediterranea Italiana", ossia la versione squisitamente nostrana dello stile di vita e del regime alimentare più sano e famoso che ci sia. Tutto è iniziato dalla ferma convinzione che una delle leve più importanti su cui bisogna agire per uscire dalla crisi è proprio quella legata alla valorizzazione della "tripla A" di agricoltura, alimentazione e ambiente, ossia si potrà risollevare l'economica locale e nazionale, secondo i promotori, lavorando non più sull'alta finanza e sulle speculazioni in borsa ma, al contrario, sui mercati reali e concreti di alcuni dei nostri beni più conosciuti ed apprezzati al mondo: i prodotti agro-eno-gastronomici, in pieno regime di ecosostenibilità.

 

Durante questo primo anno di attività, impegnati nel dare il proprio contributo alla diffusione oltre confine delle particolarità e delle qualità della Dieta Mediterranea e nell'organizzazione dell'edizione zero del "Festival della Dieta Med-Italiana", i responsabili salentini si sono resi conto della mancanza in Italia di un unico centro di informazione in grado di fornire notizie e dati relativi alla ricca e diversificata attività svolta su tutto il territorio nazionale da parte di istituzioni, organizzazioni, centri di ricerca, singoli espertii, etc., a favore della valorizzazione e della diffusione dello stile di vita e nutrizionale mediterraneo,

 

Da qui l'idea di realizzare sia un portale web ex novo che un nuovo service con due obiettivi primari:

-         raccogliere e pubblicare ogni genere di informazione relativa alla Dieta Mediterranea in Italia rendendola fruibile a tutti;

-         fornire agli enti, alle organizzazioni, ai ricercatori e ai media impegnati su questo fronte un nuovo e potente strumento di comunicazione in grado di amplificare su tutto il territorio nazionale e, soprattutto, all'estero le iniziative intraprese ed i traguardi raggiunti.

 

Il nuovo portale, che avrà come slogan "E' cosa buona e giusta …e sana", risiederà all'indirizzo www.dietameditaliana.it (mentre la versione internazionale, in lingua inglese, sarà su www.meditaliandiet.it con lo slogan "Italians do EAT better") e, oltre alla pubblicazione delle caratteristiche fondamentali degli alimenti e dei comportamenti legati allo stile mediterraneo, offrirà informazioni dettagliate su:

-         enti, organizzazione e centri di ricerca italiani che hanno fra i propri obiettivi la valorizzazione e la diffusione della dieta mediterranea;

-         responsabili e ricercatori italiani particolarmente impegnati in questa attività;

-         iniziative ed eventi (convegni, studi, seminari, esposizioni, …) organizzati su tutto il territorio nazionale e persino le partecipazioni delle strutture italiane agli eventi internazionali;

-         news in tempo reale relative a scoperte scientifiche, avvenimenti, pubblicazioni, iniziative, etc.;

-         attività e pubblicazioni a cura dei media (stampa, radio, tv, web, …) sempre a favore della conoscenza e della promozione della dieta mediterranea.

 

Mentre sul fronte dei servizi da offrire agli utenti, sono previsti:

-         una capillare e attenta attività di social media marketing;

-         la diffusione di una newsletter in lingua italiana ed inglese;

-         l'attività di mail marketing sul territorio nazionale e all'estero;

-         l'invio di comunicati stampa ai media italiani ed internazionali.

 

I realizzatori del progetto sono già al lavoro e stanno testando la versione beta (sperimentale) della loro nuova "creatura".

 

Spazio ai giovani, quindi, alle loro idee, alla loro intraprendenza e al loro sapiente e mirato utilizzo delle più innovative tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT).

 

Alcuni riferimenti utili:

Versione italiana di Dieta Med-Italiana (in lavorazione): www.dietameditaliana.it

Versione internazionale (in lavorazione): www.meditaliandiet.it

 

 

Dieta Med-Italiana Med-Italian Diet

Un'Italia da tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente

Lecce - P.tta De Sanctis, 10 - Tel. 0832/306014




--

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *