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mercoledì 10 giugno 2015

Dimesso l'infermiere sardo guarito da Ebola - Dichiarazione Ministro Lorenzin


Ministero della Salute

           

In merito alle dimissioni dallo Spallanzani di Roma dell'infermiere guarito da Ebola, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato:

"Sono molto felice della guarigione di questo secondo paziente italiano affetto da Ebola. Felice soprattutto per lui e per la sua famiglia,  ma anche per un'altra dimostrazione di eccellenza da parte della sanità italiana nella cura di questa malattia. Appena avuto notizia della positività del paziente al virus Ebola c'è stata un'eccezionale collaborazione internazionale grazie alla quale  abbiamo avuto accesso immediato ai farmaci per il trattamento. La circostanza che i farmaci siano arrivati allo Spallanzani prima che dalla Sardegna arrivasse il paziente  credo sia una grande dimostrazione di solidarietà e dell'efficienza della rete di sanità mondiale costruita in questi anni. Anche attraverso l'emergenza Ebola abbiamo compreso che il problema della sanità è un problema che non ha confini; rende evidente a tutti che non possiamo ignorare ciò che accade intorno a noi. Ringrazio di cuore i medici, gli infermieri e il personale tutto dell'ospedale Spallanzani, l'Aeronautica Militare, tutte le istituzioni che a vario titolo hanno collaborato per il felice epilogo di questa storia".

                              


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MUOVIAMOCI PER LA PREVENZIONE, INCONTRODONNA ONLUS AL FORO ITALICO: UNA GIORNATA DI SPORT E VISITE GRATUITE IL 13 GIUGNO

muoviAMOci per la Prevenzione!

UN GIORNO DI SPORT E VISITE GRATUITE PER TUTTI

 

IncontraDonna onlus e la Università del Foro Italico di Roma  vi danno appuntamento a "scuola di prevenzione" il giorno 13 giugno 2015  ore 10 -18.

Una giornata dedicata alla prevenzione con esami e visite gratuite (cuore, seno, ossa, pelle, tiroide e grandi vasi) che  si terrà presso la Università del Foro Italico ( Piazza Lauro de Bosis, 6), patrocinata da Ministero della Salute e Regione Lazio e con la partecipazione dell'A.O. sant'Andrea di Roma.

Medici specialisti dei vari settori, saranno a disposizione della cittadinanza con prenotazioni in sede a partire dalle ore 9 del 13 giugno.

E anche tanto sport! Palestre aperte al Foro Italico, dimostrazioni e lezioni per tutti coloro che vorranno partecipare a questa giornata dedicata alla salute e al benessere.

E per i bambini un'area dedicata con tutor.

"La prevenzione e la salute dei cittadini sono al primo posto nelle attività promosse da IncontraDonna onlus - ricorda la prof.ssa  Adriana Bonifacino Presidente della onlus -; solo attraverso la prevenzione e gli stili di vita è possibile abbattere il rischio di patologie importanti…..muoviAMOci per la Prevenzione"

Egeria e BioNike sostengono questa manifestazione; a loro va il nostro ringraziamento per l'attenzione che hanno per la salute!

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uniroma4.it




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SANITÀ, A CATANIA SCREENING GRATUITI DERMATOLOGICI

Giugno 2015, Poliambulatorio Centro Europeo di Acicastello (via Vampolieri 26)


PREVENZIONE TUMORI DELLA PELLE: A CATANIA SCREENING GRATUITI

Informazione e sensibilizzazione per educare a una corretta esposizione solare

 

CATANIA – La stagione estiva è per tutti l'appuntamento con il sole e l'abbronzatura, ma per la nostra pelle è anche il momento di maggiore esposizione ai rischi di melanoma e tumori dermatologici. La conoscenza dei fattori di causa, i controlli effettuati con periodicità, l'educazione all'autoesame, rappresentano le strategie più efficaci per ridurre i casi di patologie. Proteggersi è fondamentale, non soltanto con creme e sotto l'ombrellone, ma anche attraverso la prevenzione: in questa direzione assume un importante valore medico e sociale la campagna di screening gratuiti promossa dall'Associazione di professionisti Gea, all'interno del Poliambulatorio Centro Europeo (PCE) di Acicastello, tra le maggiori eccellenze della sanità siciliana.

Per l'intero mese di giugno, contattando la linea telefonica 389.0682344 agli orari d'ufficio, è possibile prenotare, senza alcuna spesa, un controllo dermatologico con i medici specialisti del Poliambulatorio, i quali effettueranno la visita attraverso una metodica diagnostica non invasiva che permette di studiare in vivo le lesioni cutanee pigmentate. Gli screening, eseguiti nella sede del PCE (via Vampolieri 26) con l'ausilio di apparecchiature sanitarie e tecniche di ultima generazione, punteranno in particolar modo alla diagnosi precoce del melanoma e dei tumori della pelle: patologie causate proprio da tipici fattori di questa stagione, come l'esposizione ai raggi ultravioletti e una cattiva educazione alla fotoprotezione.

La visita, che ha una durata di circa 15 minuti, verrà effettuata dal dermatologo Enrico Gulisano: «Lo screening si articola in due fasi – afferma – si effettua un'anamnesi del paziente in relazione all'esposizione solare, all'utilizzo della crema protettiva e, in particolare all'esistenza di familiarità per il melanoma. Successivamente viene effettuata una visita clinica, durante la quale viene analizzato il fototipo in questione e l'eventuale presenza di lesioni cutanee sospette. In questa seconda parte della visita – continua Gulisano – si effettua, inoltre, una dermatoscopia o epiluminescenza mediante l'utilizzo di un videodermatoscopio digitale che trasmette e memorizza l'immagine su un monitor. Si tratta di una tecnica diagnostica innovativa, non invasiva, che permette di riconoscere preventivamente il melanoma e tutte le lesioni cutanee melanocitarie».

La dermatologia è tra le branche mediche in cui opera, con risultati eccellenti, il Poliambulatorio Centro Europeo, conosciuto anche e soprattutto in campo oculistico, e specializzato inoltre in ortopedia, odontoiatria, otorinolaringoiatria, scienze della nutrizione, urologia, medicina del lavoro, cardiologia e angiologia, allergologia e chirurgia estetica.



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lunedì 8 giugno 2015

Stati Generali delle Cure Palliative e Terapia del Dolore in Campania

AL VIA IL CONGRESSO PROMOSSO DA ARSAN E HOUSE HOSPITAL 
 
Tutto pronto per dare il via agli "Stati Generali delle Cure Palliative e Terapia del Dolore in Campania", l'importante evento formativo, accreditato Ecm, che si terrà a Napoli, nei giorni 24, 25 e 26 giugno 2015, nella Sala Congressi "Tiempo", sita presso il Centro Direzionale, Isola E\5, dove prestigiosi esperti del settore analizzeranno e approfondiranno tali argomenti, tenendo anche conto dello stato dell'arte in Campania e in Italia. 

L'iniziativa è stata promossa e organizzata dall'Agenzia Regionale Sanitaria della Regione Campania (ArSan) e dall'Associazione House Hospital Onlus, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali e con Istituto Neuromed, Fondazione Neuromed, Cnr, Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, European Cancer Patient Coalition, Favo, Antea, Aimac, Lilt, Comitato per la Salute - Terra dei Fuochi, Corecom, Federazione Cure Palliative Onlus, Pain Control Center Hospice di Solofra, Polo del Sollievo per la Vita Hospice di Casavatore, Cooperativa Il Sollievo, e con le Associazioni Umana, Sassolini Bianchi, Compagni di Viaggio, Alfonso Annunziata, Noi per te, Percorsi, Ioc e Fomepa. 

Il congresso scientifico e formativo, al quale si può partecipare in forma gratuita, prevede il conferimento dei crediti Ecm a medici, infermieri, farmacisti, fisioterapisti e psicologi, e per le professioni non accreditabili Ecm sarà comunque rilasciato un attestato di partecipazione. Per prendere parte agli Stati Generali è necessario presentare una preiscrizione, che è possibile effettuare compilando un form sul sito internet www.diapoeventi.it/congressi-2015.


Le cure palliative richiedono servizi di qualità e operatori formati per rispondere adeguatamente ai diversi e mutevoli bisogni delle persone in fase avanzata di malattia. Nonostante le nuove normative e gli investimenti della sanità pubblica siano notevolmente incrementati, l'aumento esponenziale degli Hospice non è sufficiente a colmare il fabbisogno assistenziale dei malati e molti di essi manifestano difficoltà relative alla mancanza di conoscenze sulla gestione del dolore, difficoltà comunicative con pazienti e familiari, una non equità di accesso ai servizi e di continuità delle cure. 

La popolazione in Campania non conosce ancora la Legge n. 38/10 e molti malati affetti da dolore cronico non conoscono centri specializzati, né vengono correttamente indirizzati. 


L'assistenza specialistica di cure palliative nei vari settings: ambulatoriale, domiciliare e in Hospice è tuttora poco diffusa e si appoggia ancora troppo sull'impegno del medico di base, del volontariato e delle famiglie, spesso costrette a pagare di tasca propria prestazioni che dovrebbero essere garantite dal servizio sanitario. Per le famiglie aumentano i costi dell'assistenza, soprattutto quando i malati oncologici dimessi dagli ospedali, si trovano, in varie situazioni, soli e dunque dipendenti dall'aiuto dei familiari, del medico di base e del terzo settore. 

I cittadini della Regione Campania segnalano attraverso i centri di ascolto un grandissimo bisogno di assistenza domiciliare, soprattutto nella fase terminale della vita. Ma, a fronte di una domanda crescente, il servizio è ancora poco diffuso, ed anche laddove esiste i cittadini devono integrare troppe voci a proprie spese. Combattere il dolore è da sempre un dovere etico e rappresenta una buona pratica di assistenza clinica, divenuta obbligatoria con la Legge n. 38/10. 

Non esiste, però, una formazione specifica del personale sanitario, e non è stata ancora costituita dalle Asl la rete locale di cure palliative che definisca ruoli, competenze, profili professionali e percorsi formativi. Il congresso, quindi, si pone l'obiettivo di fornire conoscenze, metodologie e pratica ai diversi operatori al fine di realizzare un'assistenza di qualità all'interno di una rete territoriale integrata che va dagli Hospice all'assistenza domiciliare, e che consenta un adeguato controllo del dolore e degli altri sintomi nel malato. 


Al termine dell'evento formativo, i partecipanti avranno acquisito conoscenze utili per: rinforzare l'autonomia del malato; garantire attraverso un'approfondita conoscenza delle condizioni del malato la migliore qualità di vita conseguibile; promuovere e diffondere l'umanizzazione dell'assistenza attraverso la comunicazione e l'ascolto; definire le caratteristiche dei servizi di cure domiciliari secondo i principi di qualità; costruire appropriati indicatori di gestione dei servizi e di prestazioni erogate; valutare i diversi aspetti legati al sostegno psicologico e al trattamento del dolore nel malato oncologico; implementare metodi formativi per l'assistenza al malato algico, cronico e terminale.

Telemonitoraggio: un'opportunità per i sistemi sanitari

Martedì 9 Giugno dalle ore 9:00 si terrà presso l'IRCCS San Raffaele, sito in Via di Val Cannuta 247, il convengo sul TELEMONITORAGGIO. Ad organizzarlo e promuoverlo è la GESI Spa, sempre in prima fila nella ricerca e sperimentazione di nuove tecnologie informatiche che possano migliorare la misurazione ed il controllo a distanza della salute dei pazienti, in collaborazione con l'IRCSS San Raffaele S.p.A. (realtà  indiscussa e di riferimento nella ricerca nel panorama della sanità italiana).

Moderatori dell'evento: Natale Santucci (direttore medico San Raffaele) e Fabrizio Ricci (Research director CNR). Il comitato scientifico del convegno è composto dal Prof. Ugo Aparo (Dir. Sanitario San Raffaele) e il Prof. Sergio Pillon (DIR. UOD Telemedicina – San Camillo Forlanini).

Durante la manifestazione interverranno personalità e professionisti del mondo della sanità per un confronto sulla telemedicina, i quali affronteranno tematiche ed aspetti diversi della ricerca e tuttavia complementari, ad iniziare dalle nuove tecnologie, alle opportunità di mercato fino ad arrivare agli aspetti prettamente clinici.

Durante la giornata sarà dato ampio spazio agli specialisti coinvolti nei processi di cura dei pazienti cardiopatici, fragili e assistiti a domicilio. In ultimo ci sarà la dimostrazione dal vivo della Gesi del sistema di Healthkit (ore 12:15), utilizzato per misurare e monitorare a distanza la salute dei pazienti e già presente in numerose realtà sanitarie italiane ed estere. 

Roma, 08 Giugno 2015

domenica 7 giugno 2015

Al Meyer il test che il mondo ancora non ha: “Così scopriamo e curiamo i bambini con gravi immunodeficienze primitive (IDP)”

Giornata speciale nella Hall Serra del pediatrico di Firenze per l'evento speciale a cui hanno partecipato gli specialisti, i genitori dei bambini in cura e i donatori di sangue e midollo osseo

Firenze –Pietro è un bambino bellissimo e solo apparentemente sano. Pietro è affetto da immunodeficienza primitiva e se, alla nascita non si fosse scoperta, forse oggi avrebbe già fatto un brutto incontro con infezioni che da banali (per gli altri bambini) si sarebbero trasformate in qualcosa di più grave: otiti tramutate in setticemie, raffreddori in polmoniti. Pietro è venuto alla luce in Toscana e appena nato è stato sottoposto ai test di diagnosi precoce sviluppati, brevettati e utilizzati al Meyer. Grazie a questi screening di massa da subito i medici sanno che è affetto da un difetto immunitario ed è stato immediatamente messo sotto terapia. 

Il suo organismo privo di difese immunitarie non ha sviluppato alcuna grave infezione e la sua qualità di vita è ottima. E' per arrivare a questo obiettivo che da anni i ricercatori del Meyer lavorano, in modo multidisciplinare, alla messa a punto di test neonatali che non esistevano al mondo. Screening per la diagnosi precoce di malattie immunitarie quali il difetto di ADA (Adenosina-deaminasi), PNP (purina nucleoside fosforilasi) e altre rare forme, utilizzando le metodiche della spettrometria di massa e di biologia molecolare.  

Successi premiati con il riconoscimento internazionale da parte della Fondazione Jeffrey Modell del Centro di Immunologia pediatrico, unico in Italia, diretto dalla prof. Chiara Azzari. A tre anni dal riconoscimento come eccellenza mondiale nel campo della diagnosi, cura e ricerca delle immunodeficienze primitive (IDP), il Meyer ha voluto fare un punto della situazione, organizzando un momento di incontro tra gli specialisti, i genitori dei bambini con queste patologie e i donatori di sangue e midollo il cui dono rappresenta la garanzia di vita per tanti bambini. L'iniziativa è stata resa possibile dal supporto non condizionante di Kedrion, una delle aziende leader nel mondo nel settore dei farmaci plasmaderivati.

Il primato del Meyer. Non è un caso se la prof. Chiara Azzari ha rappresentato l'Italia, per conto della Società italiana di Pediatria, al Congresso di Vienna, concluso di recente e nel quale tutti gli immunologi dell'Unione Europea hanno evidenziato la necessità di avere screening neonatali per la diagnosi precoce delle forme più diffuse di immunodeficienze primitive (IDP). E il 22 giugno il team della Immunologia pediatrica fiorentina farà scuola agli immunologi e agli specialisti di screening di tutt'Italia che verranno al Meyer a imparare queste nuove metodiche.


IDP: quando il tempo è tutto. Il test precoce è importantissimo, perché consente di fare diagnosi prima che l'immunodeficienza primitiva faccia danni, ossia si manifesti con patologie correlate che assumono una particolare gravità proprio per il deficit immunitario di cui il bambino soffre. La diagnosi precoce infatti permette da subito la somministrazione di terapie che garantiscono una qualità di vita più che buona.



Immunodeficienze primitive (IDP): i test internazionali modello Meyer. L'ospedale pediatrico Meyer, grazie alla collaborazione fra i team multidisciplinari di ricercatori, ha messo a punto e applica test unici al mondo per la diagnosi precoce delle immunodeficienze primitive (IDP). In particolare da tre anni sottopone tutti i bambini nati in Toscana (30 mila ogni anno) ai test eseguiti con spettrometria di massa presso il laboratorio Meyer diretto dal dr. La Marca per il difetto di ADA-SCID e PNP. Non è tutto. Come spiega la professoressa Chiara Azzari, Direttore del Centro di Immunonologia pediatrica del Meyer, la gocciolina di sangue presa dal tallone del bambino alla nascita e messa sul cartoncino dello screening, è utile anche per un altro esame. Si tratta di un test eseguito con metodo di biologia molecolare, anch'esso utilizzato per la prima volta al Meyer, per evidenziare molecole che evidenziano lo sviluppo delle cellule del sistema immunitario.

La nuova storia di TREC e KREC. Sembra una fiaba popolata da fantasiosi personaggi, invece è la scoperta che fa scuola a livello internazionale. "Il metodo statunitense – spiega la prof. Azzari – va alla ricerca di una sola molecola, chiamata TREC, e individua la sola cellula T. Noi cerchiamo contemporaneamente sullo stesso cartoncino non solo TREC ma anche KREC, pezzi di DNA che individuano le cellule B produttrici di anticorpi. Di cosa parliamo? Sia le cellule T che quelle B nella loro attività producono "calcinacci", residui di lavorazione; i linfociti T i TREK e i B i KREC. Poter analizzare, come facciamo al Meyer, entrambi ci consente una diagnosi estesa a più malattie e quindi maggior efficienza.

Quando i KREC scovano l'immunodeficienza primitiva. E' grazie al nuovo test di biologia molecolare che il team di Immunologia pediatrica ha scoperto un bambino completamente privo di anticorpi e senza cellule B. Il piccolo, come prosegue la prof. Azzari, in assenza di diagnosi avrebbe rischiato infezioni gravi quali polmoniti, meningiti, ma grazie alla diagnosi neonatale è stato subito sottoposto a terapia immediata, che nel caso specifico consiste in terapia sostitutiva con immunoglobuline. "Il bambino sta bene – prosegue l'immunologa – e speriamo che il difetto immunitario sia transitorio. Può succedere infatti che nel suo processo di crescita e grazie alle terapie, la patologia regredisca sino a scomparire. Ma questo lo si vede dopo i 3 anni di vita".

I test in numeri. Attualmente il test svolto con metodo molecolare si applica a circa 8.000 bambini che nascono nella zona di Firenze, mentre da tre anni si effettua lo screening neonatale con spettrometria di massa sui 30 mila bambini che ogni anno nascono in Toscana.

Quando la terapia si basa sul dono. Accanto alla terapia antibiotica, i bambini con difetti immunologici vengono trattati con una cura salvavita: è la terapia a base di immunoglobuline, ovvero derivati del sangue umano. "Senza l'immenso dono di quanti danno il loro sangue –spiega il dr. Massimo Resti, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Pediatria del Meyer e uno degli inventori del brevetto sullo screening neonatale IDP – per questi bambini non ci sarebbe chance di vita. Il contributo dei donatori è così grande da renderne difficile persino la quantificazione. Basti solo pensare che per un bambino che pesa 20 chili occorrono 10 grammi di immunoglobuline ogni mese, risultato di oltre 11 donazioni di sangue. Prendete questo numero e moltiplicatelo per le fasi di crescita del bambino e la numerosità dei casi e capirete quanto è importante il regalo dei donatori di sangue". La somministrazione che in passato avveniva in ospedale per via endovenosa, ora avviene a casa per via sottocutanea. "Basta una punturina indolore nella pancia - conclude la prof. Chiara Azzari - e anche questo aspetto lo insegniamo ai genitori e ai bambini. Il nostro Centro detiene un piccolo record a questo riguardo: oltre l'80% dei nostri piccoli fa questa terapia meno invasiva. Il nostro dato è il più elevato in Italia e in Europa". E' questo è un ulteriore segno di civiltà nelle cure per una qualità di vita sempre migliore.



Kedrion Biopharma
Kedrion è un'azienda biofarmaceutica internazionale con sede principale in Italia che raccoglie e fraziona il plasma umano per produrre e distribuire farmaci plasmaderivati per il trattamento di patologie e condizioni gravi quali l'emofilia e le immunodeficienze. Kedrion mette al centro le persone, perseguendo il benessere sia di coloro che beneficiano dei suoi prodotti, sia delle comunità e degli individui con cui opera e collabora. Kedrion è il ponte tra i donatori e coloro che necessitano di cure, e opera a livello globale per estendere l'accesso dei pazienti alle terapie disponibili.Il portfolio di farmaci plasmaderivati di Kedrion è ampio e diversificato. Ciò è il risultato dell'esperienza maturata in Italia e dell'espansione internazionale dell'azienda, unita a un costante impegno per la ricerca e lo sviluppo. In ambito immunologico, Kedrion mette a disposizione farmaci a base di immunoglobuline umane che, nelle deficienze primarie di anticorpi, migliorano l'aspettativa di vita e riducono la frequenza e la gravità delle infezioni". Nel 2012, Kedrion contribuì fattivamente alla nascita del primo Centro di Immunologia Pediatrica Jeffrey Modell in Italia, all'inter­no del Meyer di Firenze, centro di eccellenza per la diagnosi e il trattamento delle immuno­deficienze congenite", ha commentato Ferdinando Borgese, Global Marketing Director di Kedrion. "Quello di oggi è un altro evento di grande rilevanza e capita nel momento più opportuno: le istituzioni sanitarie devono sentire proprio l'impegno a far sì che tutti i neonati italiani possano essere protetti attraverso uno screening delle deficienze congenite alla nascita".

Nuove speranze per curare malattie neurologiche

Scoperti vasi linfatici che collegano il cervello al sistema immunitario.


Nuove speranze per curare malattie neurologiche (fonte: Simons Center for Data Analysis)

Nuove speranze per curare malattie neurologiche (fonte: Simons Center for Data Analysis)

Grazie ad un nuovo studio potrebbero esserci speranze per chi soffre di autismo, Alzheimer ma anche sclerosi multipla: il cervello è direttamente collegato al sistema immunitario tramite dei vasi linfatici che in precedenza si pensava non esistessero. Questi vasi potrebbero essere sfuggiti al rilevamento quando il sistema linfatico è stato mappato in tutto il corpo.

Lo afferma uno studio fatto sui topi, della University of Virginia School of Medicine e pubblicata su Nature. Finora, la mancata osservazione dei vasi linfatici del cervello era probabilmente dovuta al fatto che erano "nascosti molto bene", ha spiegato Jonathan Kipnis, uno degli autori della ricerca. Oggi, le immagini di questi vasi, scoperti grazie a un'intuizione di Antoine Louveau, sono state 'catturate' in un'area complessa, nei 'seni', cavità nelle ossa del viso che sono di collegamento con le cavità nasali.

La loro presenza solleva domande sul cervello e su alcune patologie. Per esempio, nell'Alzheimer, come spiega Kipnis "ci sono accumuli di grandi blocchi di proteine nel cervello che pensiamo possano essere accumulate perché non sono state efficientemente rimosse da questi vasi". E ci sono altre malattie neurologiche,dall'autismo alla sclerosi multipla , che devono essere riconsiderate alla luce di questa scoperta. Kevin Lee, che presiede il Dipartimento di Neuroscienze, conclude: "La prima volta che mi hanno fatto vedere il risultato di base, ho detto:'Dovranno cambiare i libri di testo".

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