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mercoledì 5 febbraio 2014

Gruppo di studio Area Infermieristica della SIN Campania: primo incontro alla "San Michele" di Maddaloni (CE)


Casa di Cura "San Michele" Maddaloni (CE)

Struttura Ospedaliera
Accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale




Gruppo di Studio Area Infermieristica della SIN Campania:

primo incontro alla “San Michele” di Maddaloni (CE)


Infermieri sempre più coinvolti in sala parto, grazie al riconoscimento dell'efficace assistenza prestata e del prezioso apporto fornito nei reparti di maternità.

È stato costituito, infatti, il Gruppo di Studio Area Infermieristica della SIN Campania (Società Italiana Neonatologia), che per prima ha promosso un incontro per supportare la nuova presa di coscienza della classe infermieristica dell'area neonatale. “Una classe che sempre è vicina in uno dei momenti più belli ma spesso deve essere capace di affrontare problemi anche imprevisti”, chiarisce il dr. Salvatore Porzio, segretario SIN Campania (sincampania@gmail.com) e responsabile Nido della Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni (CE), scelta come sede dell'incontro del 29 gennaio scorso, cui hanno preso parte più di 70 infermieri.

La riunione, voluta dal Direttivo SIN Campania, in particolare dal presidente dr. Francesco Messina, ha visto la partecipazione anche del dr. Antonino Puorto, primario di Pediatria dell'Ospedale di Maddaloni, e del presidente IPASVI di Caserta Concetta Galasso. Nella stessa giornata sono state esaminate tematiche fondamentali nel rapporto medico ed infermiere che condividono la medesima responsabilità nelle prestazioni di équipe. Sono state affrontate in modo interattivo, con la formula della tavola rotonda e della discussione con gli esperti, varie tematiche (Il ruolo della comunicazione al Nido: il viso e l'accoglienza; Profilassi delle infezioni neonatali da catetere vascolare; Gestione del neonato chirurgico dalla nascita all'intervento; La formazione infermieristica in neonatologia). La tavola rotonda è stata animata da G. Capasso, I. Como, P. Mansi, F. Messina, L. Orfeo, S. Porzio, C. Stabile. È stato curato inoltre l’aspetto pratico, con la presentazione dell’utilizzo della maschera laringea in neonatologia mostrando il razionale teorico per gestire adeguatamente una emergenza in sala parto e dando modo, altresì, a tutti i partecipanti di applicare praticamente questo nuovo presidio sul manichino con il supporto di tutor esperti.

Il Gruppo di Studio Area Infermieristica Regionale Campania ha eletto a sua volta un Direttivo, col compito di coordinare gli aderenti e tenere i rapporti con il Direttivo SIN Campania.


martedì 4 febbraio 2014

Nuove speranze per la cura delle malattie genetiche mitocondriali


 

Un team Cnr- Sapienza ha individuato la molecola in grado di contrastare le patologie causate da mutazioni nel DNA dei mitocondri, i produttori dell’energia cellulare trasmessi per via materna. Lo studio è pubblicato sulla rivista EMBO Molecular Medicine

           

È nel DNA mitocondriale che avvengono le mutazioni genetiche responsabili di gravi patologie per le quali non esiste ancora una terapia efficace. I mitocondri sono le  centrali energetiche delle cellule ed hanno quindi il compito di produrre l'energia necessaria alle loro funzioni vitali. Se questa energia viene a mancare, per un alterato funzionamento mitocondriale, la vita della cellula stessa e, di conseguenza, quella del nostro organismo sono a rischio.

A essere colpiti sono principalmente i tessuti e gli organi che consumano più energia: cervello, muscoli, cuore. Si tratta di malattie che nei bambini provocano rallentamento o arresto della crescita, encefalopatia progressiva, gravi disturbi muscolari, cardiomiopatie, atrofia ottica, sordità, diabete, danni epatici e renali. 

Un team di ricercatori dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibpm-Cnr) e dell'Università Sapienza di Roma, coordinato da Giulia d’Amati, ha individuato una molecola in grado di contrastare gli effetti di mutazioni nei geni mitocondriali, migliorando il metabolismo energetico e la vitalità delle cellule malate. Lo studio è pubblicato sulla rivista EMBO Molecular Medicine.

 

Come funziona questo meccanismo? La mutazione che determina l’insorgenza delle patologie mitocondriali interessa una particolare categoria di geni: quelli che codificano per gli RNA transfer (tRNA), ovvero le molecole traghettatrici degli aminoacidi per la sintesi proteica; in questa attività sono coadiuvati da proteine, dette sintetasi, che intervengono anche per garantire il funzionamento dei tRNA difettosi.

I ricercatori hanno dimostrato, inizialmente su lieviti e quindi su cellule umane mutate, che una piccola porzione (il dominio carbossi-terminale dell’enzima leucil-tRNA sintetasi mitocondriale) di queste proteine “infermiere” può intervenire efficacemente su più tRNA differenti  funzionando come una sorta di passepartout.

L’importanza di tale scoperta è legata allo sviluppo di nuove prospettive terapeutiche contro le patologie mitocondriali, tutt’ora incurabili, e alla disponibilità delle molecole individuate grazie alla facilità di sintetizzare in laboratorio e, in prospettiva, di somministrare a pazienti, una piccola porzione di una proteina anziché la proteina per intero.

 

Lo studio si è avvalso di un approccio ampiamente multidisciplinare. I risultati sulla localizzazione e azione terapeutica della molecola individuata sono stati infatti ampliati da studi in vitro, che hanno dimostrato come la molecola terapeutica sia effettivamente in grado di interagire con i tRNA bersaglio e ridurne i difetti strutturali, e da studi di bioinformatica strutturale, che hanno permesso di razionalizzarne il meccanismo di azione.

La ricerca è stata finanziata dalla Fondazione Telethon, dall'Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti e dall'Associazione Serena Talarico per i bambini nel mondo, ed è stata svolta in collaborazione con l’Università di Newcastle e con l'Unità di Biologia Mitocondriale del Medical Research Council (UK).

Lotta al cancro. Secondo lo Swiss Medical Board (SMB) lo screening mammografico sistematico è sconsigliato


Lotta al cancro. Secondo lo Swiss Medical Board (SMB) lo screening mammografico sistematico è sconsigliato

Secondo lo Swiss Medical Board (SMB), un autorevole organo scientifico interdisciplinare che si occupa di analizzare e valutare i processi medici diagnostici e gli interventi terapeutici, gli effetti positivi dello screening mammografico sono alquanto limitati. I controlli permettono di evitare solo 1-2 decessi ogni 1000 donne esaminate, ma generano terapie inutili per 100 di loro, confrontate con i risultati delle mammografie che si rivelano falsamente positive.

Lo Swiss Medical Board (SMB) sconsiglia, quindi, i programmi sistematici di screening del cancro al seno, afferma in una nota lo stesso organismo.

Per giungere a tale conclusione, lo Swiss Medical Board - l'ente che, su mandato dei cantoni, analizza e valuta il processo diagnostico e gli interventi terapeutici dal punto di vista medico, economico, etico e giuridico - si basa su studi condotti tra il 1963 e il 1991.

Per lo SMB un esame di questo tipo andrebbe fatto solo dopo una valutazione medica approfondita e dopo aver messo al corrente la donna degli effetti desiderati e indesiderati dello screening mammografico.

La Lega svizzera contro il cancro (LSC) ha reagito immediatamente esprimendo la sua sorpresa circa le conclusioni degli esperti dello Swiss Medical Board.

In una nota, la LSC sostiene che lo studio su cui si basano le conclusioni della SMB non fornisce fatti nuovi ed è basato su una metodologia poco convincente. Per questi motivi, la Lega non vede perché si debba rimettere in questione la prassi attuale.

Anche la Federazione svizzera dei programmi di screening del cancro ritiene che la metodologia e le ipotesi di partenza siano insufficienti. Il rapporto costi-benefici calcolato dallo SMB si basa su interpretazioni sbagliate e ha lacune nel rapporto d'analisi. Pertanto, partendo dalla stessa base scientifica, i risultati dello SMB sono diametralmente opposti a quelli ottenuti da altri autorevoli esperti in Svizzera e all'estero.

Ancora una volta, quindi, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è superata la diatriba tra chi ritiene insostituibile lo screening e chi lo ritiene superfluo, dispendioso se non dannoso. Una cosa è certa: è opportuno per ogni donna un monitoraggio periodico delle proprie condizioni di salute per cercare di evitare di arrivare in ritardo a diagnosi che ancora troppo spesso giungono tardive.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


lunedì 3 febbraio 2014

Seminario CNR sui tumori

Cura dei tumori: esperienze a confronto

In un seminario a Roma, ospitato e co-organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche con l’Istituto superiore di sanità si parla dell’impatto delle malattie oncologiche sulla spesa sanitaria e degli esiti delle cure nei diversi paesi

 

Nella maggior parte dei paesi ad alto reddito i tumori rappresentano la  seconda causa di morte (più di un quarto di tutte le morti nei paesi Ocse)  dopo le malattie cardio-vascolari ma anche, a causa dell’aumento della sopravvivenza (e del costo elevato delle terapie) una componente importante della spesa sanitaria nazionale. Da questa considerazione prende spunto il seminario “L’impatto dei tumori sui sistemi sanitari: approcci ed esperienze a confronto”, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss) e in corso domani, martedì 4 febbraio, a Roma (Cnr, Aula Marconi, P.le A. Moro 7, ore 14.30).

L’incontro si basa sui dati presentati nella monografia “Comparing Cancer Care and Economic Outcomes Across Health Systems: Challenges and  Opportunities”, curata da ricercatori del Cnr, dell’Iss, dell’Università di Roma Tor Vergata e del National Cancer Institute statunitense e pubblicata dal “Journal of the National Cancer Institute” (Jnci). La giornata  vuole essere un momento di discussione sul tema, secondo prospettive multiple (demografica, economica, epidemiologica, farmaco-economica) e partendo da confronti con realtà internazionali caratterizzate da sistemi sanitari differenti.

“La monografia del Jnci evidenzia la grande variabilità nell’esito finale della cura dei tumori. Secondo dati Ocse 2009, la mortalità femminile per cancro è di 117 casi su 100.000 in Italia, 111 in Francia, 143 in Canada e 130 negli Usa, con una media Ocse di 124”, spiega Anna Gigli, dell’Istituto di ricerche sulle popolazioni e le politiche sociali (Irpps-Cnr) e tra gli autori della monografia. “I decessi per tumore al seno nel nostro Paese erano uno su 100.000, due negli Stati Uniti e tre nella media Ocse. Quelli per cancro alla prostata 16 su 100.000 in Italia, 17 negli Usa, 22 nei paesi Ocse; quelli per cancro al polmone 58 su 100.000 in Italia, 57 negli States e 52 come media Ocse; quelli per cancro al colon-retto 17 su 100.000 in Italia, 14 negli Usa e 18 nei paesi Ocse”. 

Ma anche l’organizzazione del sistema sanitario agisce sull’esito generale delle patologie oncologiche, attraverso molteplici fattori: percentuale di copertura assicurativa, centralizzazione di diagnosi e cura per i tumori più rari, capacità del sistema di garantire un accesso tempestivo e uniforme sul territorio. “Considerando alcuni esami di tipo preventivo, emergono disparità: il pap-test per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, ad esempio, nel 2009 viene effettuato dal 39% delle donne tra i 20 e i 69 anni in Italia, dall’86% negli Stati Uniti e dal 61% nell’Ocse”, osserva la ricercatrice dell’Irpps-Cnr.

   Per il tumore del colon-retto, infine, sono stati confrontati i percorsi terapeutici tra i pazienti over 65 di alcune regioni Usa e d’Italia (Toscana e Veneto): “I trattamenti sono simili, ma negli Stati Uniti si fa maggiore ricorso alla chemioterapia adiuvante per pazienti di stadio più avanzato, mentre la terapia chemio e radio pre-operatoria è maggiormente somministrata in Italia, dove si osserva una permanenza ospedaliera media di 30 giorni contro i 15 negli Usa”, conclude Gigli. “Per questo tumore - per la prevenzione del quale è attivo un programma di screening nazionale solo dal 2003, mentre negli Stati Uniti è stato avviato nel 1987 - il 57% della spesa ospedaliera nelle due regioni italiane è concentrato nel primo e nell’ultimo anno di malattia, tra diagnosi, trattamento primario e in fase terminale. Una distribuzione di risorse e un percorso clinico che non si discosta da quello di pazienti oncologici trattati in contesti assai diversi per tipologia di sistema sanitario e ammontare di spesa”.

EDUCAZIONE ALIMENTARE: AL VIA PROTOCOLLO D'INTESA ANCI ANGEM

 

Parte il progetto per la creazione di linee guida nazionali per l’affidamento delle mense scolastiche, attraverso la valorizzazione delle produzioni locali e il contrasto agli sprechi

 

 

 

Roma, 3 febbraio 2014 – Lavorare  insieme per far sì che agli studenti delle scuole italiane siano sempre garantite sicurezza alimentare e qualità nutrizionale. Sono questi gli obiettivi principali del protocollo d’intesa siglato da ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e Angem, Associazione Nazionale delle Aziende della Ristorazione Collettiva e Servizi Vari e presentato oggi a Roma.

"Una frontiera - commenta Andrea Ballaré, sindaco di Novara e presidente della commissione Attività produttive di ANCI - su cui i Comuni italiani vogliono spendersi con decisione. La salvaguardia e la promozione delle tipicità alimentari si sposano con la tutela della salute dei nostri ragazzi".

Il Protocollo d’intesa, che prevede anche il coinvolgimento dell’Associazione di Res Tipica- ANCI, dell’Alleanza delle Cooperative sociali, della Fondazione Campagna Amica/Coldiretti e di ORiCoN (Osservatorio dedicato alla ristorazione e alla nutrizione creato da Camst, Cir Food, Compass Group Italia, Dussmann Service, Elior, Gruppo Pellegrini, Sodexo), permetterà l’avvio di progetti comuni su: valorizzazione delle produzioni locali; promozione di campagne informative sulla corretta nutrizione, con particolare riferimento a campagne di educazione alimentare nelle scuole e di contrasto agli sprechi alimentari; progetti di inclusione sociale di soggetti svantaggiati; emanazione di linee guida nazionali ai fini dell’affidamento del servizio di ristorazione collettiva.

“La ristorazione collettiva è una realtà a forte impatto sociale, al servizio delle fasce più deboli del Paese. Per le nostre aziende, la sicurezza e la qualità alimentare si identificano non solo in termini di ingredienti usati per la preparazione degli alimenti, ma anche in materia di approvvigionamento, conservazione, preparazione e somministrazione, oltre che igienicità di locali, impianti e attrezzature, professionalità e continua formazione del personale”, ha dichiarato Carlo Scarsciotti, Presidente di Angem. “Molti Comuni hanno delle proprie linee guida per l’affidamento delle mense scolastiche; come spesso accade, ve ne sono di positive e di negative. La collaborazione con ANCI e gli altri partner permetterà la definizione di linee guida nazionali a cui tutti i Comuni potranno attenersi, facendo sì che tutta la filiera possa offrire un servizio migliore a un prezzo competitivo”.

 

 

sabato 1 febbraio 2014

Terapia Di Bella e libertà di cura. Una nuova importante sentenza del Giudice del Lavoro di Lecce

Terapia Di Bella e libertà di cura. Una nuova importante sentenza del Giudice del Lavoro di Lecce che ha ordinato la distribuzione gratuita del multitrattamento all’ammalato e a rifondergli ben  25000 euro di spese per le cure sostenute

 

Con un’importante ed innovativa sentenza del 16.01.2014 il Tribunale di Lecce in funzione del Giudice del Lavoro, non solo ha autorizzato la somministrazione gratuita a carico dell’ASL di Lecce del multi trattamento conosciuto come “Terapia di Bella”, ma anche alla rifusione integrale delle spese sostenute dall’ammalata per un totale di ben  25000 euro.

Il magistrato del tribunale leccese, Francesca Costa, con ampia e condivisibile motivazione ha rilevato che se nei casi specifici è provata l’efficacia terapeutica e l’insostituibilità della cura in questione a fronte della “palliatività” delle cure  tradizionali poste a carico del Servizio Sanitarie, il “MDB” potrà, pertanto, risultare terapia farmaceutica da porsi a carico del SSN.

Nella fattispecie, il giudice del lavoro in una causa introdotta su ricorso degli avvocati Carlo e Vanessa Madaro ha, infatti, ritenuto documentata l’efficacia dei farmaci e dell’intera terapia producendo un miglioramento della patologia tumorale, mentre la terapia ufficialmente riconosciuta è risultata essere stata inefficacie.

La novità, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è solo l’annosa questione della libertà di cura ed il diritto all’assistenza da parte dello Stato, ma soprattutto che il giudice del lavoro sia intervenuto a sancire il diritto al rimborso delle spese sinora sostenute dalla paziente che risultano integralmente poste a carico dell’ASL di Lecce per un importo totale di quasi 25000 euro.

Lo “Sportello dei Diritti”, che ricordiamo è nato proprio a seguito delle battaglie di Carlo Madaro, non può non plaudere a decisioni del genere che vengono incontro agli ammalati restituendo speranza quando altre cure “certificate” non portano ad una guarigione o ad un miglioramento delle condizioni di vita e pertanto continuerà nell’attività di assistenza di tutti i cittadini che vorranno intraprendere azioni giudiziarie in tal senso.

 


Pillole dieta: costose e inefficaci

Pillole per la dieta costose e soprattutto inefficaci-

La maggior parte dei prodotti dimagranti diminuisce solo la borsa. Stiftung Warentest in Germania  ha testato 20 pillole e polveri per la perdita di peso. Solo cinque hanno un effetto, ma che è solo leggero.

 

Basta prendere una pillola e si diventa magri. È la classica promessa di pulcinella che molti prodotti dimagranti reclamizzano senza alcun fondamento scientifico ed anche pratico.

Un recente studio della "Stiftung Warentest" un’associazione di consumatori tedesca con sede a Berlino, fondata nel lontano 1964 che svolge indagini confrontando beni e servizi in modo imparziale, ha sbugiardato una serie di reclame di prodotti dietetici che vediamo su ogni media europeo e che promettono risultati con poco sforzo, ma con la mano costante sul portafoglio.

I test, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno riguardato 20 pillole senza prescrizione medica e polveri, compreso:

•          Le “diete formula” come Almased, Slimfast o Yokebe consistono principalmente in un mix proteine del latte e della soia.  Le polveri sono mescolate con acqua e sono destinati a sostituire un pasto.

•          “Capsule di saturazione” che contengono sorgenti e cariche, riempiono lo stomaco senza fornire molte calorie.  Alcuni prodotti si basano su fibra glucomannani della radice konjac.

•          “Blocca grasso” si legano ai grassi contenuti nel cibo e lo espellono in modo naturale ancora prima che il corpo assuma il grasso in eccesso.

•          “Carb Blocker” pubblicizzano che il corpo con l'aiuto di fibre alimentari evitino l’assimilazione dei carboidrati non utilizzati.

•          “Brucia grassi” con sostanze fitochimiche derivate da limoni, guaranà e tè verde per aumentare la combustione dei grassi.

La conclusione dei revisori di "Stiftung Warentest": "Le nostre esigenze sono soddisfatte da alcun prodotto.  Abbiamo bisogno di prove che le persone in sovrappeso e gli obesi con il loro aiuto in sei mesi, riescano a perdere almeno il 5 % di peso e mantenerlo almeno altri sei mesi." Questo requisito è basato "sulle linee guida della tedesca Obesity Society.

Secondo "Stiftung Warentest" tutte le capsule, compresse e polveri non sono quindi efficaci. Con 99 centesimi e fino a 4 € per dose giornaliera assottigliano in modo permanente solo il portafogli dei consumatori”.

Le diete Formula sono a volte utili.

Le eccezioni riguarderebero solo cinque prodotti, tra cui le “diete formula”. Sono soprattutto all'inizio di un programma di perdita di peso un ottimo modo per perdere rapidamente il grasso nei soggetti  in sovrappeso e negli obesi.  Inoltre, vi sono tra le capsule di saturazione quattro prodotti che realizzano un effetto minimo.

Il test completo è disponibile nel numero di febbraio della rivista tedesca "test" .

 


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