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lunedì 4 agosto 2014

Devi trasportare medicine in aereo? Quando e come è possibile portare a bordo di un aereo medicinali come insulina, interferone, copaxone

Trasporto dei farmaci in aereo come bagaglio a mano: nuove norme di sicurezza



RE CE n. 185/20100

Le nuove regolamentazioni del trasporto dei farmaci in aereo fanno riferimento al Regolamento CE n. 185/2010 della Commissione pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue L 55/ I del 5 marzo 2010 e stabiliscono disposizioni particolareggiate per l'attuazione delle norme fondamentali comuni sulla sicurezza dell'aviazione civile.

In base al nuovo Regolamento è consentito ai passeggeri portare a bordo, nel bagaglio a mano, solo una piccola quantità di liquidi, aerosol e gel (LAG), che prima del controllo devono essere tolti dal bagaglio a mano ed essere controllati separatamente. 

Tutti i LAG, trasportati da passeggeri  possono essere dispensati dal controllo quando:
  • si trovano in singoli contenitori/recipienti di capacità non superiore a 100 millilitri o di misura equivalente, inseriti in sacchetti di plastica trasparente e richiudibile, di capacità non superiore ad 1 litro, dove il contenuto del sacchetto di plastica entra comodamente e il sacchetto è completamente chiuso.
     
  • vengono utilizzati durante l'intera durata del viaggio (volo di andata, soggiorno, volo di ritorno),  per  scopi medici o per un regime dietetico speciale, compresi gli alimenti per neonati.

Siringhe preriempite

Nel caso si trasportino siringhe preriempite queste devono essere inserite in un secondo sacchetto di plastica trasparente sempre da mostrare all'imbarco.
Il passeggero deve essere, inoltre, in grado di fornire ai controlli, su richiesta, una prescrizione/certificato medico dell'autenticità del liquido/farmaco/siringhe preriempite  dispensate dai controlli.

Il certificato/la prescrizione redatta dal medico deve essere (meglio se scritto in inglese e in francese):
  • nominale, dove siano riportati chiaramente i dati del paziente,
  • con data non anteriore a 30 giorni,
  • attestante la malattia, la necessità di portare sempre con sé farmaci in quantità sufficiente per l'intera durata del viaggio (volo di andata, soggiorno, volo di ritorno) e la modalità di assunzione e somministrazione del farmaco;
  • per uso personale

Allegare sempre il foglietto illustrativo del medicinale;
In caso il farmaco (es. le siringhe di insulina) non debba essere esposto alle radiazioni dei sistemi aeroportuali di controllo bagagli è necessaria una lettera redatta  dalla Quality & Compliance  che attesti:
  • di non esporre il farmaco alle radiazioni dei sistemi aeroportuali di controllo bagagli.
  • la temperatura a cui il farmaco deve essere conservato
  • che le siringhe non devono essere congelate.
  • tenere le siringhe nella confezione esterna per proteggerle dalla luce.
 
Se necessario portare con sé anche un'autocertificazione che attesti che il contenitore è anti-urto e anti-rovesciamento.

Qualora l'addetto al controllo dei bagagli non sia in grado di stabilire se il bagaglio contenga o meno gli articoli proibiti il rischio è che il bagaglio venga respinto e sottoposto a nuovo controllo. 
Le limitazioni al regolamento possono dipendere anche dalla compagnia aerea che contrattualmente limita il trasporto e  dal paese dove si è diretti.

Il controllo può inoltre essere soggetto a supplementari disposizioni stabilite separatamente dalla commissione.

Questa informativa passeggeri  e altre indicazioni utili sono disponibili telefonando al numero verde 800 898 121 (gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20) - dell'Enac - Ente nazionale per l'aviazione civile.

LORENZIN PRESENTA IL “PATTO DELLA SALUTE” ALL’ANTICO TIRO A VOLO


Martedì 5 agosto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin interverrà alle ore 17.30 presso la sede dell'Antico Tiro a Volo di Roma  (via E. Vajna 21) ad un convegno promosso da NCD dedicato al "Patto per la Salute 2014-2016". Discuteranno  sul Patto esperti e protagonisti del mondo scientifico e socio-sanitario: da Francesco Bevere (Agenas) ad Angelo Capelli (Regione Lombardia), da Riccardo Cassi (Cimo) a Lino Del Favero (ISS), da Giacomo Milillo (Fimmg) a Roberto Messina (Federanziani), da Fabio Pammolli (Cerm) ad Annarosa Rocca (Federfarma) a Matteo Tiberi (Laserbiomed e Lutech).


I lavori saranno aperti dai saluti introduttivi del Ministro Angelino Alfano.

L'incontro sarà concluso da un aperitivo all'aperto.

domenica 3 agosto 2014

I peperoncini piccanti potrebbero inibire i tumori intestinali. Lo dice un nuovo studio

I ricercatori hanno scoperto che la capsaicina provoca l'attivazione di un recettore nelle cellule dell'intestino

I ricercatori di San Diego, negli Stati Uniti, presso la school of Medicine della University of California, hanno scoperto che capsaicina, un principio attivo presente nei peperoncini piccanti come quegli del Cile, producono l'attivazione permanente di un recettore per le cellule che rivestono l'intestino dei topi, generando una reazione che riduce il rischio di tumori del colon-retto.

Il ricevitore o il canale ionico, chiamato TRPV1, fu scoperto originariamente in neuroni sensoriali, dove agisce come una sentinella per calore, acidità e sostanze chimiche del piccanteLo studio è stato pubblicato questo venerdì in 'Giornale di ricerca clinica'. Pertanto, TRPV1 è stato descritto come un recettore molecolare di dolore.

 I canali ionici TRPV1 e TRPV2 sono attivati da diversi stimoli come acidi, protoni extracellulari, alte temperature, tossine di piante e agonisti vanilloidi, così definiti per la presenza nella loro struttura di un nucleo vanillinico, come nella capsaicina ossia il principio attivo del peperoncino. Oltre alla capsaicina, molti altri composti naturali irritanti sono in grado di attivare i recettori vanilloidi. 

I ricercatori hanno notato che il meccanismo di transduzione attivato dalla capsaicina è identico a quello indotto dalle alte temperature: i canali TRPV1 si aprono e permettono a una corrente che depolarizza il neurone di penetrare e generare un segnale elettrico che si propaga fino al cervello. Quindi i recettori TRPV1 funzionano come 'termometri molecolari' in quanto si attivano quando lo stimolo termico oltrepassa i 43°C. Recenti studi hanno inoltre osservato che il ligando endocannabinoide anandamide agisce come agonista endogeno nei confronti del recettore vanilloide. Generalmente i vanilloidi esercitano un'azione bifasica sui nervi sensoriali, cioè dapprima vi è una eccitazione seguita da un durevole periodo refrattario.

 L'esposizione alla capsaicina porta prima una sensazione di bruciore e in seguito un periodo di analgesia, in cui il neurone non riesce a rispondere a stimoli nocicettivi di diversa natura. Il ruolo del recettore vanilloide nella sensazione dolorifica e l'osservazione che durante condizioni infiammatorie l'espressione di TRPV1 è aumentata hanno indotto la ricerca di nuovi antagonisti TRPV1 che potrebbero avere potenziale terapeutico negli stati di dolore cronico.Ma Raz e i suoi colleghi hanno trovato che TPRV1 è inoltre stimolato dalle cellule epiteliali intestinali, ove attivato dalla crescita del recettore del fattore epidermico (EGFR). EGFR è il recettore nella guida della proliferazione dell'intestino di cellule principali, il cui rivestimento epiteliale è sostituito circa ogni quattro-sei giorni. 

Petrus De Jong, uno degli autori principali dello studio ha dichiarato "Un livello base di attività EGFR è necessaria per mantenere la normale rotazione delle cellule nell'intestino" . "Tuttavia, se la segnalazione di EGFR è consentita senza restrizioni, aumenta il rischio di sviluppo di tumori sporadici".Gli scienziati hanno scoperto che TRPV1, una volta attivato da EGFR, avvia un feedback negativo diretto sulla EGFR, riducendo quest'ultima per ridurre il rischio di una indesiderata crescita e sviluppo del tumore intestinale. "Questi risultati hanno mostrato che l'epitelio TRPV1 normalmente funziona come un soppressore dei tumori nell'intestino," "L'associazione diretta tra la funzione di TRPV1 e cancro colorettale umano deve essere affrontata in studi futuri,", afferma l'esperto. 

Questo studio suggerisce che un potenziale rimedio potrebbe essere la capsaicina piccante, che agisce come un irritante nei mammiferi, generando una sensazione di bruciore a contatto con il tessuto.La capsaicina è già ampiamente usata come analgesico e grazie alle sue proprietà di intorpidimento dei nervi è utilizzata come irritante nei gas lacrimogeni meno pericolosi. 

È inoltre l'ingrediente attivo degli spray al pepe.I ricercatori hanno alimentato con la capsaicina topi geneticamente inclini a sviluppare tumori multipli nel tratto gastrointestinale. Il trattamento ha comportato una riduzione dell'onere di tumore ed allungando la vita dei topi più del 30 per cento, un trattamento che è risultato ancora più efficace se combinato con celecoxib, un farmaco antinfiammatorio non steroideo COX-2 già approvato per l'uso in alcune forme di artrite e dolori. 

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", una scoperta importante, che apre la strada a nuovi studi e, si spera, a nuove terapie.

Lecce, 3 agosto 2014

                                                                                                                                                                                     




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Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 2 agosto 2014

LORENZIN PRESENTA IL “PATTO DELLA SALUTE” ALL’ANTICO TIRO A VOLO

Martedì 5 agosto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin interverrà alle ore 17.30 presso la sede dell'Antico Tiro a Volo di Roma  (via E. Vajna 21) ad un convegno promosso da NCD dedicato al "Patto per la Salute 2014-2016". Discuteranno  sul Patto esperti e protagonisti del mondo scientifico e socio-sanitario: da Francesco Bevere (Agenas) ad Angelo Capelli (Regione Lombardia), da Riccardo Cassi (Cimo) a Lino Del Favero (ISS), da Giacomo Milillo (Fimmg) a Roberto Messina (Federanziani), da Fabio Pammolli (Cerm) ad Annarosa Rocca (Federfarma) a Matteo Tiberi (Laserbiomed e Lutech).

I lavori saranno aperti dai saluti introduttivi del Ministro Angelino Alfano.

L'incontro sarà concluso da un aperitivo all'aperto.

 


venerdì 1 agosto 2014

Vino negli ospedali ai malati terminali. Anche i malati terminali hanno diritto ad essere felici.

In Francia il Centro Ospedaliero Universitario di Clermont-Ferrand aprirà un wine bar, per creare momenti di convivialità' con i loro parenti per chi è ricoverato in ospedale, in un"quadro terapeutico sorvegliato". Anche i malati terminali hanno diritto ad essere felici.

Quello del fine vita è un argomento a dir poco sensibile, che coinvolge la società in ogni Paese occidentale. Compresa la Francia, dove esistono strutture attrezzate con reparti di cure palliative che accompagnano i malati terminali negli ultimi mesi di vita. Qui, nel Chu - Centro Ospedaliero Universitario di Clermont-Ferrand, a regalare uno spiraglio di luce ai malati, da settembre ci sarà un wine bar.

L'idea nasce "dal diritto di essere felici e divertirsi, anche alla fine della propria vita. "L'obiettivo è quello di ri-umanizzare la vita dei pazienti nell'abbellire la loro vita quotidiana e dando loro anche il piacere di offrire e ricevere anche attraverso un modo diverso di prendersi cura gli uni degli altri.", ha spiegato il capo del dipartimento del centro del Centre hospitalier universitaire (CHU) di cure palliative Clermont-Ferrand, Virginie Guastella.

La degustazione di un buon vino, in questo senso, allieterà la difficile quotidianità dei malati". Ovviamente, sempre sotto il rigido controllo medico e la formazione del personale, che a settembre si troverà di fronte ad una sfida unica ed innovativa, sostenuta da mecenati, partnership e sponsor di tutto il Paese, che andranno a costruire insieme all'ospedale una cantina di tutto rispetto.

Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti"si augura che questa iniziativa possa effettivamente alleviare le sofferenze degli ammalati. e se uno studio dedicato possa valutare la possibilità di repliche ed esperimenti simili anche in Italia.

Lecce, 1 agosto 2014                                      


Sanità. Codacons: ”Affermazioni gravissime sui vaccini. Ministro Lorenzin fa regalo a case farmaceutiche. Rettifichi e si scusi con gli italiani”

Beatrice Lorenzin è Ministro della salute o Ministro dell'industria farmaceutica? Lo chiede il Codacons, dopo le dichiarazioni odierne della Lorenzin, secondo cui "non bisogna avere paura dei vaccini", anzi "occorre farli in massa, come prevede il nostro sistema sanitario".

"Si tratta di affermazioni gravissime, in grado di modificare i comportamenti e le scelte degli utenti – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Una dichiarazione che rappresenta, tra l'altro, un regalo enorme alle case farmaceutiche produttrici dei vaccini. Evidentemente il Ministro ignora non solo che il nostro sistema sanitario non prevede affatto la vaccinazione di massa, ma solo per alcune categorie di soggetti, ma anche che la magistratura italiana ha aperto delle indagini proprio sui vaccini somministrati nel nostro paese".


"Invitiamo il Ministro a rettificare la sua dichiarazione – prosegue Rienzi – e a porgere le proprie scuse agli italiani per affermazioni che vanno a vantaggio dell'industria farmaceutica".

SANITÀ - TUMORE AL SENO E QUALITÀ DELLA VITA, A CATANIA CONGRESSO MULTIDISCIPLINARE



 

Catania, giovedì 18 e venerdì 19 settembre 2014


CANCRO AL SENO E QUALITÀ DELLA VITA: LE RISPOSTE AL CAMBIAMENTO


Corso scientifico sugli aspetti medici e non, legati alla diagnosi e cura della patologia



CATANIA - «Cosa succederà al mio corpo dopo la chemio? Come cambierà il mio modo di relazionarmi? Starò così male come dicono?». Quale chirurgo, psicologo, infermiere, radiologo non si è mai imbattuto in una di queste domande: interrogativi che portano il carico di una vita e di un cambiamento, quello che investe letteralmente le donne affette da carcinoma mammario, cogliendole del tutto impreparate. I medici sono chiamati a dare una risposta: sono gli unici che possono farlo, e non soltanto dal punto di vista sanitario.


Da questa necessità nasce un congresso dedicato alla qualità di vita della donna affetta da cancro al seno (a Catania il 18 settembre a Palazzo dell'Università, e il 19 nella location de Il Principe Hotel) che, attraverso contributi scientifici, testimonianze ed esperienze avvierà un approfondimento, a metà strada tra il confronto e il dialogo, chiamando a raccolta chirurghi generali e plastici, medici generici, psicologi, infermieri, ginecologi, epidemiologi, pediatri, genetisti, oncologi, Tsrm, radiologi, radioterapisti, fisiatri, fisioterapisti.


In altre parole, tutte le figure professionali dedicate alla diagnosi e la cura del tumore alla mammella, che rappresentano un vero e proprio mondo al quale ogni giorno affidarsi, chiedendo chiarezza, competenza, rassicurazione e conforto. Dall'inizio alla fine della malattia.

 

A organizzare le due giornate di corso interattivo multidisciplinare è l'Unità operativa complessa - multidisciplinare - di senologia, Dipartimento materno infantile dell'AO Cannizzaro di Catania, diretta dalla dott.ssa  Francesca Catalano, (con il patrocinio dell'Ordine etneo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e dell'Università di Catania) che guiderà i partecipanti lungo il percorso della conoscenza e dell'aggiornamento, senza trascurare l'aspetto emotivo legato al bisogno delle pazienti di parlare, raccontarsi, di accettare il cambiamento.


«Spesso noi tutti abbiamo poco tempo da dedicare alle donne che, con pazienza, aspettano dietro la porta dei nostri ambulatori per il responso degli accertamenti – afferma la dott.ssa Catalano – spetta a noi spiegare loro, nel modo più comprensibile possibile e senza fretta, quel referto di anatomia patologica che sembra un banale foglio di carta ma che invece contiene la "sentenza": una sorta di carta d'identità della malattia che ci aiuta a sviluppare le migliori strategie terapeutiche per la cura».

 

Grazie al lavoro svolto dalla Catalano - insieme al comitato scientifico composto da Francesco Basile, Giuseppe Catanuto, Filippo Fraggetta, Franco Marletta, Rosario Perrotta, Giusi Scandurra e Paolo Scollo – il congresso si articolerà in tre momenti formativi, in cui contemporaneamente si tratteranno temi chiave come la ricostruzione mammaria, il carcinoma eredofamiliare e la genetica correlata, le nuove terapie oncologiche, la preservazione della fertilità nelle donne giovani che non hanno avuto figli e devono affrontare le terapie complementari.


La sessione plenaria dell'ultima giornata di lavori, nel pomeriggio, darà ampio spazio alle problematiche legate alla quotidianità della malattia come la qualità del sonno durante le terapie, lo stile di vita durante e dopo il cancro, la cura di sé anche con trattamenti di medicina estetica volti a migliorare la qualità della pelle. Le donne, il loro malessere e la prospettiva di benessere, saranno dunque al centro dell'incontro, così come la conclusione stessa dell'evento con la presentazione del cortometraggio diretto da Giuseppe Consales, realizzato in collaborazione con le volontarie dell'Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) - Comitato di Catania: la docu-fiction racconterà la vita delle donne che incontrano un amico "scomodo", il cancro, con il quale si trovano a fare i conti, dovendo rimandare progetti e sogni.  La partecipazione prevede 12 crediti formativi professionali.


Per maggiori informazioni www.cityncongress.it

 

 


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