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mercoledì 8 aprile 2015

Allarme “super-batteri” nel Regno Unito. La soluzione è nella sanificazione


Emergenza nel Regno Unito. I "super-batteri", così sono stati soprannominati, che si stanno diffondendo nel Paese, provocando infezioni molto gravi, potrebbero causare una vera e propria epidemia con una previsione di ben 200mila persone contagiate e 80mila vittime. Una possibilità, questa, che è stata paragonata al disastro del 1665, meglio conosciuta come "grande peste".

A provocare tutto ciò sono dei batteri resistenti agli antibiotici che persistono soprattutto negli ambienti ospedalieri. A renderlo noto un rapporto del governo britannico dello scorso mese, che ha lanciato l'allarme sulla necessità di sviluppo di nuovi antibiotici per eliminare rischi di diffusione di infezioni, che nei prossimi 20 anni è destinato ad aumentare significativamente. Tra i batteri killer sono stati annoverati la Escherichia Coli, la Klebsiella Pneumoniae e lo Staphylococcus Aureus.

Come riporta un recente articolo del Sole 24 Ore sull'argomento: "Il rapporto dell'Ecdc del dicembre scorso ha 'bocciato' l'Italia nell'uso corretto degli antibiotici: il nostro Paese ha il non invidiabile primato di essere nella fascia con la più alta percentuale di resistenza praticamente per tutti i batteri. Per il batterio Klebsiella Pneumoniae, tipico delle infezioni ospedaliere, la cui resistenza ai carbapenemi, l'ultima 'trincea' contro le infezioni, è quasi raddoppiata in media in Europa passando dal 4,6 all'8,3%, mentre nel nostro Paese è tra il 25 e il 50%. La resistenza alla terza generazione di cefalosporine, sempre per la Klebsiella, ci vede nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50%. Stesso discorso vale per Escherichia Coli e Acinobacter, due dei batteri che causano più comunemente infezioni, mentre anche per lo Stafilococco Aureo resistente alla Meticillina (Mrsa), l'Italia vede percentuali da primato europeo, 'fra il 25% e il 50%'".

Ma la soluzione non risiede solamente nella creazione di antibiotici sempre più potenti. La prevenzione, infatti, è sicuramente l'arma più efficace che si ha contro i batteri killer. E i rivestimenti Pure Health, autosanificanti, antibatterici e autopulenti sono indubbiamente uno strumento di prevenzione unico nel loro genere, brevettato e totalmente italiano. Le resine, le ceramiche, le vetroresine e gli accessori Pure Health, hanno al loro interno una molecola, il Biossido di Titanio, che grazie all'azione della luce è in grado di abbattere il 99% dei batteri presenti nell'ambiente in cui viene utilizzato dopo solamente 90 minuti. 

Proprio in relazione all'MRSA, uno dei batteri più pericolosi sia negli Ospedali sia negli ambienti che quotidianamente viviamo, un recente studio del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell'Università della Sapienza di Roma stilato dal Prof. Stefano Petti (Full Professor Head of the Dental Section, Sanarelli Building) ha evidenziato come le superfici di POP Polimero Ossigenato Plastificato Pure Health hanno ridotto drasticamente la presenza dell'MRSA su tali superfici, nello specifico l'eliminazione del 90% del batterio entro i primi 90 minuti di attivazione fino ad un'eliminazione del 99% in soli 180 minuti! (clicca QUI per scaricare la relazione). 

È intervenuto sull'argomento Alessandro Costanzo, Project Manager Pure Health: "L'abuso di antibiotici, con l'andare del tempo, ne causa l'inefficacia, in quanto i microrganismi sono in grado di sviluppare una resistenza nei loro confronti quando essi vengono assunti con frequenza. Questa resistenza è il risultato di una mutazione a livello genetico che rende il microrganismo immune all'antibiotico, annullandone gli effetti. Quindi essi potrebbero non essere una soluzione sempre efficace contro le infezioni da batteri che continueranno comunque a proliferare negli ambienti che viviamo quotidianamente. La soluzione? Sicuramente la pulizia e sanificazione continua di tali ambienti ridurrebbe drasticamente il rischio di contrarre infezioni da MRSA, E.Coli, Salmonella etc. La sanificazione – ha continuato Alessandro Costanzo - continua in certi ambienti come ospedali, scuole, asili e centri sportivi purtroppo non è mai efficace per svariati motivi ed a volte i tradizionali sistemi di sanificazione eliminano il problema solo per poche ore (es. Ozono, Ionizzatore, prodotti chimici,etc.). Per risolvere il problema siamo partiti dalla sanificazione delle ambulanze, dove il turnover continuo di pazienti malati e operatori creavano ambienti altamente contaminati e, dopo 7 anni di ricerca, abbiamo brevettato il Sistema Pure Health che permette una autosanificazione dei pavimenti e rivestimenti di tante tipologie di ambienti grazie ai nostri materiali: il POP FLOOR (PVC), le Ceramiche e le Resine. Il nostro Pavimento Tripla A, cioè Antibatterico, Autosanificante e Autopulente, riduce i rischi di infezioni abbattendo il 99% di batteri, virus e muffe. Un recentissimo studio da parte dell'Università La Sapienza di Roma ha dimostrato che dopo poche ore di attivazione il Sistema Pure Health elimina il batterio Killer MRSA minimizzando il rischio di trasmissione di infezione. Sempre lo stesso studio raccomanda l'inserimento del nostro Sistema nella progettazione degli ambienti sanitari e non".

Pure Health è un brevetto unico al mondo. Il motto la dice lunga: sanificare come natura vuole. Questi innovativi rivestimenti consentono un abbattimento di batteri, funghi, virus e muffe efficace, rapido ed economico.

Quando si parla di batteri killer si pensa alla cura ma non alla prevenzione. Vivere e lavorare in ambienti che riescono autonomamente ad abbattere i batteri più resistenti e pericolosi è sicuramente una strada da percorrere per eliminare i rischi di epidemie, ma anche infezioni di piccola e grande portata, soprattutto negli ambienti ospedalieri (i più colpiti da tali problematiche) oltre che nella vita quotidiana.

Caffè, alleato al “ben-essere” femminile (Archives of Internal Medicine)

Caffè, alleato al "ben-essere" femminile
Lo suggerisce un recente studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine

Milano, 8 aprile 2015 – Il caffè rappresenta un tema di notevole interesse per le sue molteplici virtù e perché è la bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua. L'area di ricerca legata al benessere psichico è particolarmente interessante; è noto che la caffeina interagisce positivamente sull'azione di diversi recettori, favorendo un buon tono dell'umore1.

 

Caffè e benessere psichico nelle donne over 60

 

Le donne che bevono due o più tazze di caffè al giorno sembrerebbero avere minori probabilità di andare incontro a fenomeni di depressione2,3: questo spunto emerge da uno studio osservazionale pubblicato negli Archives of Internal Medicine su una popolazione di oltre 50.000 infermiere americane di circa 63 anni, che al momento dell'avvio della ricerca non presentavano sintomi legati a depressione, clinicamente diagnosticata.

 

Le donne sono stati seguite in modo prospettico fino al giugno 2006, attraverso la somministrazione di questionari centrati sul personale consumo di caffè e bevande contenenti caffeina nel periodo tra il 1980 e il 2004. In particolare è stato chiesto  quanto spesso erano stati consumati, nel corso dei dodici mesi antecedenti la compilazione di ogni questionario, caffè con o senza caffeina, tè, bevande analcoliche con caffeina (zuccherate o a basso contenuto calorico) o senza caffeina, cioccolato.

 

Dallo studio osservazionale sono emersi alcuni dati interessanti: le donne che avevano consumato due o tre tazze di caffè al giorno avrebbero evidenziato una minore probabilità (15%) di sviluppare problemi depressivi rispetto a coloro che avevano bevuto al massimo una tazza di caffè a settimana; le donne che ne avevano bevuto almeno quattro al giorno avrebbero mostrato un rischio inferiore del 20%.

 

Gli autori hanno sottolineato che lo studio suggerirebbe la possibilità che il caffè svolga un effetto positivo sul tono dell'umore.

 

IL PARERE DELLA SOCIETA' ITALIANA DI SCIENZA DELL'ALIMENTAZIONE - SISA

"Lo studio pubblicato dagli  Archives of Internal Medicine conferma quanto già da tempo la SISA aveva affermato circa l'effetto del caffè. Pertanto, dopo avere recepito gli importanti effetti positivi del caffè sulla concentrazione, l'attenzione e la prontezza di riflessi, ora con questo studio si entra in un campo molto  più ampio, ricco di possibilità, che riguarda la  prevenzione delle malattie relative al mondo psichico, dalla depressione ad altri disturbi sia pur lievi della sfera psichica.

D'altra parte, è noto da anni che la caffeina interagisce positivamente con diversi recettori, favorendo una situazione di benessere. Su questa base l'assunzione di caffè può assicurare qualche beneficio dal punto di vista psicologico anche al paziente depresso, al quale l'uso del caffè non è mai stato vietato o sconsigliato, a patto naturalmente che non interferisca con l'assunzione di farmaci antidepressivi. Sempre a questo riguardo può essere interessante ricordare che nel 2014 sul World J Biol Psichiatry sono stati elaborati i dati provenienti da 3 vastissimi studi di follow-up durati 20, 16 e 14 anni e riguardanti nel complesso circa 200mila fra uomini e donne, circa i rapporti fra consumo di caffè e caffeina e il rischio di autolesionismo. Le conclusioni, che hanno permesso di stabilire che il consumo di caffeina é associato chiaramente ad un diminuito rischio di autolesionismo, meritano di essere ricordate in questa sede in considerazione delle riconosciute connessioni esistenti fra sindromi depressive e tendenza a tali  comportamenti".

1 "Caffè e Salute: le riposte dei medici ai dubbi dei pazienti", a cura di FOSAN, Fondazione per lo Studio  degli Alimenti e della Nutrizione

2 http://coffeeandhealth.org/2011/09/coffee-linked-to-lower-rates-of-depression-in-older-women/

3M Lucas et al, 2011. Coffee, Caffeine, and Risk of Depression Among Women, Archives of Internal Medicine, 171 (17).

 

 


Il Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.

MARCHIO KAMUT(R): PROPULSORE DEL MERCATO BIOLOGICO IN ITALIA

Dal 2011 a oggi, oltre 70 aziende italiane  hanno scelto di convertirsi al biologico per entrare o rimanere all'interno della filiera KAMUT®

 

Bologna, 8 aprile 2015 – Per il settore biologico la qualità è un fattore determinante e necessario. Uno dei prodotti di punta di questo settore è sicuramente il grano khorasan a marchio KAMUT®, sempre coltivato con metodo biologico, mai ibridato con varietà di grano moderne o geneticamente modificato e che, grazie al rispetto di un disciplinare da parte delle aziende licenziatarie, garantisce alta qualità lungo tutta la filiera.


La licenza per l'uso del marchio è gratuita, ma per ottenerla è necessario che l'azienda interessata abbia la certificazione biologica. D'altronde, per ottenere la certificazione biologica, è necessario che il 95% di ingredienti di origine agricola siano biologici.

 

In Italia dal 2011 a oggi oltre 70 aziende alimentari hanno deciso di convertirsi al biologico per poter entrare o rimanere all'interno della filiera KAMUT®. Da questa evidenza emerge che il marchio KAMUT® si pone come forza positiva e propulsiva nei confronti del settore biologico: attualmente in Italia il grano khorasan KAMUT® conta 12 importatori e più di 300 aziende licenziatarie del marchio, tutte certificate biologiche, che rendono disponibili sul mercato circa 1200 tipologie di prodotti (dal pane alla pasta, dai biscotti al seitan, passando per il latte vegetale, la birra e gli snack).


Sono, inoltre, circa 400 le pizzerie autorizzate che propongono nel loro menu la pizza preparata con farina di grano khorasan KAMUT®.

 

I consumi domestici di prodotti biologici, in Italia, da 12 anni a questa parte continuano a crescere. Si è registrato, infatti, un incremento dell'8,8% dei consumi di prodotti a coltivazione biologica, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali.[1] I prodotti derivati da metodi più rispettosi dell'ambiente continuano, quindi, a incontrare l'interesse degli operatori e soprattutto di consumatori sempre più attenti alla qualità e alla salute dei propri figli.


Nel Belpaese, inoltre, si registra uno tra i più alti tassi di presenza di aziende biologiche a livello europeo: dall'analisi dei dati forniti dagli Organismi di Controllo al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali emerge che gli operatori del settore sono oltre 52.000.

 

Il progetto KAMUT®  prende vita alla fine degli anni '80 dopo che per alcuni anni la famiglia Quinn, agricoltori da generazioni, aveva sperimentato la coltivazione di alcune quantità di semi di grano khorasan riscontrandone la straordinarietà rispetto ad altri tipi di grano moderno.


Per proteggere e tutelare le eccezionali qualità dell'antico grano khorasan, nel 1990 Bob Quinn, Presidente e fondatore di Kamut International, decise di registrare il termine "KAMUT" come marchio e di adottarlo per contraddistinguere un progetto di filiera mirato alla salvaguardia e alla produzione di questo cereale coltivato secondo il sistema dell'agricoltura biologica.

 

Il controllo qualità sul grano khorasan KAMUT® inizia sul campo. Si prendono campioni da ciascun terreno per poi controllarli in base ai criteri di qualità. La certificazione biologica aderisce al Regolamento EC 834/2007 e 889/2008, che verifica le idoneità fitosanitarie e microbiologiche.


In Italia, così come in Europa, ogni trasformatore di prodotti a base di grano khorasan KAMUT® firma un contratto di licenza gratuita con Kamut Enterprises of Europe. Ciò garantisce al consumatore finale che il prodotto a marchio KAMUT® contiene al 100% la qualità certificata e controllata da Kamut International e Kamut Enterprises of Europe.

 

L'azione trainante e positiva di Kamut International nei confronti del settore biologico è esemplificata da alcuni casi di aziende alimentari che partecipano alla filiera KAMUT®, ma che hanno riscontrato notevoli difficoltà per ottenere

 

la certificazione biologica. «È interessante – commenta Rebecca Rossi, Regional Director – Italy & Spain – Promotion di Kamut Enterprises of Europe – il caso di un'azienda che produce biscotti di grano khorasan KAMUT® nel range di prodotti per diabetici, utilizzando il dolcificante maltitolo, linea che contraddistingue la produzione di questa azienda. Per non rinunciare al prodotto KAMUT®, che come richiesto dal disciplinare del marchio deve essere certificato biologico, questo produttore sta cercando di attivare una richiesta per introdurre i dolcificanti nella lista dei prodotti bio autorizzati».

 

Un'altra evidenza dell'azione positiva di Kamut International nei confronti del biologico emerge dall'esempio di  grandi aziende come nel caso di Biscopan. «La maggiore difficoltà nella conversione al biologico – afferma Mattia Bertoncello, Responsabile Qualità Biscopan – è stata la ricerca di uno degli ingredienti cardine dei nostri tostarelli, l'olio di riso, che non è reperibile in versione biologica, perché il metodo di estrazione impone l'uso di solventi. Alla fine abbiamo scelto l'olio di girasole, ma abbiamo dovuto fare molte prove con olii diversi per individuare quello che si legasse meglio con il grano khorasan KAMUT® in fatto di gusto e che, al tempo stesso, assicurasse una buona shelf life. Ci sono voluti circa sei mesi di ricerca e questo ci ha imposto una nuova scommessa. Quando il consumatore è abituato al sapore di un prodotto, è rischioso cambiare un ingrediente. Per fortuna, però, abbiamo vinto la sfida e il consumatore ci è rimasto fedele, grazie al marchio KAMUT® e ai buoni prodotti Biscopan».

 

A Expo Milano 2015, Kamut International sarà presente all'interno del Parco della Biodiversità, l'area dedicata al biologico, con un'infografica animata che racconterà la storia, la qualità e le garanzie dalla postazione dedicata al marchio KAMUT® presente nell'area Certificazioni e Servizi del Padiglione del Biologico.

 

 

www.kamut.com

 

Il grano khorasan a marchio KAMUT®

La mission di Kamut International è quella di promuovere l'agricoltura biologica e sostenere gli agricoltori biologici, per incrementare la diversità nelle colture e nelle diete e per proteggere l'eredità di un antico e squisito grano di alta qualità a beneficio di questa e delle future generazioni.

KAMUT® è un marchio registrato di Kamut International e Kamut Enterprises of Europe che garantisce sempre in biologico elevati standard di qualità che sono verificati da test in ogni campo. La ragione per cui la famiglia Quinn ha deciso di depositare il marchio KAMUT® sta nella volontà di garantire determinate caratteristiche di una qualità di grano khorasan che viene commercializzata in tutto il mondo. L'obiettivo è quello di proteggere e preservare le qualità dell'antico grano khorasan, a beneficio di tutti coloro che cercano un alimento sano e di alta qualità.

 



[1] Ricerca elaborata dall'Associazione italiana per l'agricoltura biologica (Aiab), sulla base di indagini della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) e su rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko.

“Un Ostello al ‘Forlanini’ di Roma? AIG e ‘Forlanini Domani-Onlus’ lanciano la proposta”


 

Roma, 8 aprile 2015


"Un Ostello al 'Forlanini' di Roma? AIG e 'Forlanini Domani-Onlus' lanciano la proposta"

In attesa di una soluzione generale e radicale che ridia piena vita alla struttura,

un'ala dello storico plesso ospedaliero romano potrebbe intanto diventare Ostello della Gioventù,

preziosa struttura di accoglienza per Roma in prospettiva del Giubileo.

 

 

Ospitare in un'ala dell'ospedale Forlanini di Roma un nuovo Ostello della Gioventù, in vista dell'imminente Giubileo? E' la concreta proposta avanzata stamane dall'A.I.G. - Associazione italiana alberghi per la gioventù, nel corso della  conferenza stampa\tavola rotonda sul futuro del plesso ospedaliero e sul suo incommensurabile valore storico, scientifico, culturale, architettonico e sociale, svoltasi nella sede del sodalizio, in via Nicotera 1.


All'incontro moderato dal capo ufficio stampa A.I.G. Roberto Messina, hanno preso parte Presidente e Segretario Nazionale A.I.G. Anita Baldi e Carmelo Lentino, il presidente dell'Associazione "Forlanini Domani-Onlus" e primario di Medicina nucleare prof. Luico Mango, il prof. Luigi Monaco primario oncologo, il presidente del XII Municipio Cristina Maltese.


"Il Forlanini è un luogo di sofferenza ma anche di speranza e ben si addice anche 'moralmente' a diventare Ostello - ha detto Anita Baldi -. In Italia abbiamo ostelli in castelli, carceri o ex masserie... Sarebbe significativo bello averne uno in un ex ospedale. Per questa opportunità siamo disposti a mettere in campo mezzi, persone, e le risorse, ahinoi, sempre più scarse di cui possiamo disporre visto il momento di crisi e considerata l'assoluta insensibilità e latitanza degli Enti e dei soggetti che invece dovrebbero sovrintendere e stimolare lo sviluppo e la funzionalità del turismo sociale, giovanile, familiare e scolastico nel nostro Paese. Un turismo al quale l'AIG ha dato risposta ininterrotta sin dal lontano 1945. Speriamo che que sto appello non cada nel vuoto".


Dal 1 gennaio u.s. il "Forlanini" è diventato patrimonio della Regione Lazio col piano sanitario che prevede il passaggio dell'attività al "San Camillo". Negli ultimi mesi, qui sono già stati trasferiti la direzione, la sede legale, gli uffici amministrativi, la dialisi e l'oculistica, ed è in corso lo spostamento dell'attività operatoria. Restano ancora al Forlanini, la terapia intensiva toracica, la medicina nucleare, la chirurgia toracica e l'Unità cure residenziali intensive.


"La Regione non ha sciolto le riserve sul futuro dell'ospedale - ha detto da parte sua il prof. Lucio Mango -. Da anni la struttura è in parte abbandonata, e da tempo ci abitano i senzatetto. Senza manutenzione, la situazione va via via peggiorando. Mentre qui, oltre che la storica attività di medicina, stanno andando in rovina i teatri, le chiese, il parco, per non dimenticare il lago sotterraneo, un 'unicum' fascinoso che farebbe da solo la fortuna turistica di un luogo. Non vorremmo vedere inoltre finire male anche il preziosissimo Museo anatomico, che comunque non si può spostare, perché  le teche coi reperti sotto formalina sono così antiche che si romperebbero in un attimo".


Il presidente del XII Municipio, Cristina Maltese, ha di fatto aperto alla possibilità di un Ostello: "sarebbe un'occasione, pure se i tempi di realizzazione non sono rapidi, mentre il Giubileo è dietro l'angolo. Quello che è importante, è comunque tenere alta la guardia, difendere e preservare questa imponente struttura, che è come una città nella città, per il cui futuro  si apre una vera sfida, una sfida di rigenerazione urbana… Intanto c'è da tenere sotto controllo e magari da risolvere, un problema di sicurezza, perché al tramonto qui  sembra di entrare in un girone dantesco".


"Le strutture del Forlanini - ha dichiarato nel suo messaggio di saluto l'assessore comunale all'Urbanistica  Giovanni  Caudo - pur essendo idonee all'uopo, per essere trasformate in vere strutture di accoglienza richiedono lavori che sarebbe assai difficile ultimare in tempo utile per accogliere i turismi e pellegrini del Giubileo. Intanto si potrebbe puntare agli edifici di Santa Maria della Pietà dove in occasione dello scorso Giubileo del 2005 è stata fatta appunto esperienza di allestimento ad Ostello".


Riguardo le voci circolanti di una ipotetica vendita ad un fondo immobiliare estero del "Forlanini", il Presidente Maltese  ha tranquillizzato la platea: "non è vero che è stato venduto. E' stato invece aperto un tavolo di discussione sulla sua valorizzazione, e quindi ora saranno prese in considerazione una serie di prospettive".


Il valore dell'intero complesso Forlanini, oltre 280 mila metri quadri, è stato valutato in 278 milioni di euro.  Un bel "diamante" in mezzo a Roma… Ma proprio per questo -  è stato ribadito - un patrimonio intoccabile ed inalienabile per la città e l'intero Paese, da risanare e da rilanciare, dunque, e non magari solo da monetizzare velocemente per uscire con un escamotage dal commissariamento della sanità locale…


Un Ostello nel Forlanini che faccia da apripista, da fil rouge al suo recupero e alla sua valorizzazione, e che contribuisca a rinnovare e vivacizzare la struttura in una logica moderna, è l'idea sulla quale tutti si sono trovati d'accordo, anche come progetto "identitario" per rinvigorire e rafforzare le finalità con le quali è nato e si è sviluppato il Forlanini stesso: sociali, innanzitutto, culturali quindi, oltre che mediche e scientifiche.


Il Forlanini-Ostello, da luogo dell'abbandono e della debacle (urbanistica almeno) potrebbe così, invece, costituire addirittura un modello, un esempio, un progetto cui ispirarsi e riferirsi. Un nuovo ospedale moderno e al tempo un nuovo ostello per una città-capitale che risponde in maniera pronta e nuova ai diritti e alle esigenze dei propri cittadini, dei propri pazienti, dei propri turisti.


Un progetto per il quale l'AIG, storica Associazione ed ente Morale sin dal 1945, dunque con consolidatissima esperienza in questo campo, e che per più di trent'anni ha gestito l'Ostello del Foro Italico, poi tornato al Coni dal 2010 (ed anch'esso, oggi abbandonato e ridotto a ricovero di indigenti) è assolutamente prontissima a fare la sua parte.

 

ATTESA A RIMINI PER LA PRESENTAZIONE IN ANTEPRIMA EUROPEA DEL NUOVO SOFTWARE QCPR DI RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE PER NON VEDENTI

Inizia il countdown per il più grande evento di mass training sulle manovre di disostruzione pediatrica e neonatale


Monza, 08 aprile 2015 – Sarà Rimini la sede nella quale verrà presentato in anteprima europea il nuovo software QCPR di guida alla rianimazione cardiopolmonare per non vedenti. Una rivoluzione marchiata Laerdal che grazie ad un istruttore virtuale vocale insegnerà le manovre ai non vedenti. 

Una mamma, una sorella, un padre e una persona non vedente o ipovedente possono salvare una vita, non c'è alcun dubbio! E i passi fatti negli ultimi anni lo dimostrano. Tutti possono imparare le manovre di disostruzione e quelle di rianimazione cardiopolmonare con l'uso del defibrillatore, occorre avere gli strumenti adatti: audiolibri e traduzioni di manuali in braille, defibrillatori monotasto come quello creato da Cardiac Science – uno tra i pochissimi al mondo e adesso, da Laerdal, il nuovo software QCPR di guida alla rianimazione cardiopolmonare: una rivoluzione totale che concorrerà all'abbattimento delle barriere culturali mentali che troppo spesso contraddistinguono il nostro Paese.

Al 105 Stadium di Rimini l'11 aprile, in occasione del più grande evento di mass training sulle manovre di disostruzione pediatrica e neonatale, verrà presentato questo innovativo dispositivo in un clima di riflessione e condivisione volto ad approfondire tutte le tematiche concernenti il vastissimo tema della disostruzione. 

Un evento unico a livello nazionale organizzato dall'Associazione Salvagente, patrocinato dal Comune di Rimini e sostenuto da Salvamento Academy, Remmy CarBabyAlert, HRD Training Group - Leadership School di Roberto Re, Cardiac Science (partner tecnico) e Laerdal al quale, oltre al grande pubblico, parteciperanno specialisti del settore – ricordiamo che saranno presenti il Dr. Marco Squicciarini – Medico, esperto in manovre di rianimazione pediatriche e Formatore Nazionale della Rete Salvamento Academy, il Dr. Francesco Pastore – Pediatra di famiglia, Formatore Nazionale BLSD, PBLSD e di Primo Soccorso Pediatrico, Consigliere nazionale SIMEUP, il Prof. Dario Gregori – Unità di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità Pubblica, Dipartimento di Scienze cardiologiche, toraciche e vascolari, Università di Padova e il Dr. Riccardo Ristori - Medico Specialista in Medicina d'Emergenza e Direttore Scientifico di Salvamento Academy e personaggi del mondo dello spettacolo, scesi in campo al fine di far sentire la propria voce in merito ad un argomento tanto importante, madrina d'eccezione sarà Lorella Cuccarini; oltre a lei sul palco interverranno Adriana Cantisani - la nota Tata Adriana di SOS Tata, Francesco Facchinetti e Cristina Lunardini che realizzerà dal vivo uno showcooking dedicato ai bambini. 

Un pomeriggio nel quale anche il pubblico sarà protagonista grazie all'APP Digivents appositamente dedicata, scaricabile da Android e Apple Store, che permetterà di commentare l'evento in diretta ponendo domande ai relatori stessi.

L'evento dell'11 aprile a Rimini è aperto a tutti ed è gratuito, basta iscriversi seguendo la procedura sul sito www.salvagentemonza.org o attraverso la piattaforma eventbrite. All'evento vero e proprio seguirà la sera stessa una cena benefica ed il giorno successivo una sessione di corsi e incontri volti ad approfondire le tante tematiche trattate e certificare gli interessati. Il ricavato di queste due attività sarà devoluto all'Associazione Salvagente, al reparto di pediatria e terapia intensiva neonatale di Rimini e, in parte, al progetto HOME di Trenta Ore per la Vita.
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Salvagente Monza
Dal 2014 l'Associazione è impegnata nel promuovere una costante attività sul territorio nazionale ed internazionale al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del soffocamento e formare soggetti in grado di realizzare le principali manovre di disostruzione pediatrica e neonatale. Nata a Monza, dall'idea di tre soci fondatori: Mirko Damasco, Filippo Castelli e Silvia Riboldi, è una realtà attiva a livello nazionale e mondiale con due sedi – Monza e Rimini, che conta tra i suoi associati istruttori competenti appartenenti all'Associazione Salvamento Academy (di cui è centro di formazione) e, tra i numerosi sostenitori, esponenti provenienti dal mondo sanitario e medicale. Tra le sue attività portante avanti costantemente vi sono l'intervento presso scuole, ospedali e aziende al fine di svolgere un'attività di sensibilizzazione sul tema, l'attivazione di progetti a carattere nazionale ed internazionale, la donazione di defibrillatori alla comunità e la continua formazione gratuita rivolta a privati.


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martedì 7 aprile 2015

SANITA': AEGATE, Renato Angelini nuovo Amministratore Delegato di Aegate Italia

Cambio al vertice per l'azienda leader nei servizi di autenticazione dei farmaci

 

Milano, 7 aprile 2015 – Renato Angelini è il nuovo Amministratore Delegato di Aegate Italia, azienda leader nella fornitura di servizi di autenticazione dei farmaci, che da anni opera in Italia e in tutta Europa con la più importante piattaforma digitale al mondo per il controllo dei medicinali in tempo reale.

Renato Angelini avrà il compito di far crescere ulteriormente in Italia l'azienda e i suoi servizi innovativi: il sistema Aegate, già integrato nel 90% delle farmacie italiane, permette infatti di creare una comunicazione diretta, reciproca ed interattiva tra il farmacista e le aziende farmaceutiche. Aegate assicura l'autenticità dei farmaci, bloccando i medicinali ritirati o scaduti, veicolando informazioni e messaggi per offrire un miglior servizio al paziente. 

 

Comasco, 52 anni, nel suo percorso professionale Angelini si è specializzato nelle aree vendite e ricerche di mercato. Ha ricoperto importanti incarichi ARTSANA Chicco SpA, Gruppo MET, Medipragma e Dendrite. Dal 2008 Angelini ha lavorato in Cegedim Italia, prima come Sales Director e poi come Direttore dell'intera Business Unit "Customer Information".

 

"Sono entusiasta del mio incarico in Aegate, società che opera nel settore dell'Healthcare in modo avveniristico" ha commentato Renato Angelini. "Aegate, grazie alla sua rete digitale che lavora in tempo reale, permette di informare immediatamente tutti gli attori della filiera farmaceutica per valorizzare le competenze del farmacista e migliorare la salute del paziente. Un enorme potenziale, che io vorrei incentivare anche attraverso la collaborazione con i principali stakeholder del settore in Italia."

 

"La nomina di Renato Angelini coincide con una fase di ulteriore rapida crescita per Aegate in Italia, e di sviluppo dei servizi commerciali delle farmacie e del settore farmaceutico" commenta Mark De Simone, CEO di Aegate. "Con il suo canale di interazione digitale, Aegate ha reso possibile la verifica immediata di 2,7 miliardi di confezioni di medicinali, offrendo al farmacista e al cliente la migliore informazione al punto di dispensazione e proteggendo così oltre 17 milioni di pazienti in tutta Europa. Renato avrà l'importante incarico di potenziare i nostri servizi e attività in Italia, Paese per noi strategico".

 

Aegate™

Con una storia documentata di circa 3 miliardi di farmaci controllati, con un tasso medio di 200.000 transazioni all'ora in 15.000 punti di erogazione, Aegate è il principale leader di mercato nel settore dell'autenticazione dei farmaci. I servizi Reach, Assure e Protect di Aegate soddisfano tutti gli stakeholders. Supportata a livello internazionale da produttori di farmaci e farmacisti, Aegate è un'azienda europea con sedi in tutta Europa. La missione dell'azienda è proteggere i pazienti da medicinali scaduti, falsificati, o richiamati. Aegate si avbale di un sistema altamemnte sicuro, in tempo reale, per verificare l'autenticità delle medicine. Il sistema opera senza soluzione di continuità dal produttore alla farmacia, e soddisfa pienamente i requisiti della legislazione europea per i medicinali falsificati. La rete Aegate supporta inoltre servizi di messaggistica che forniscono informazioni aggiuntive per il farmacista nel punto di erogazione, come la consulenza sulla regolamentazione o su tematiche legate alla sicurezza dei farmaci, l'educazione del paziente o le informazioni sull'aderenza alle terapie. Per maggiori informazioni su Aegate: www.aegate.com

SALUTE, IN CIBO ITALIANO 10 VOLTE MENO RESIDUI CHIMICI

I prodotti alimentari italiani sono dieci volte piu' sicuri di quelli exracomunitari per quanto riguarda il contenuto in residui chimici. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata mondiale della sicurezza alimentare sulla base dell'ultima relazione dell'Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa).

Appena lo 0,6 per cento dei prodotti Made in Italy, - sottolinea la Coldiretti - contiene residui chimici oltre il limite mentre la percentuale sale all'1,4 per cento per i prodotti di origine comunitaria e addirittura al 5,7 per cento per quelli extracomunitari. Si tratta del risultato - precisa la Coldiretti - dell'impegno degli agricoltori italiani per una agricoltura da record a livello internazionale per sicurezza alimentare e rispetto ambientale.

Dal maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario alla leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche il primato nella creazione di valore aggiunto per ettaro e quello della sostenibilità dal punto di vista ambientale per la ridotta emissione di gas ad effetto serra, sono alcuni dei primati conquistati nel tempo dal Made in Italy nei campi.

Un risultato difeso dagli ottimi risultati dell'attività di contrasto alle frodi messa in atto dalla Magistratura e da tutte le forze dell'ordine anche se – continua la Coldiretti - occorre tenere alta la guardia e stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata in tutti gli alimenti. 

Lo dimostra il fatto che - conclude la Coldiretti -  l'82 per cento degli italiani è disposto a spendere di più per avere la certezza dell'origine e provenienza italiana del prodotto alimentare che acquista e tra questi quasi la metà (40 per cento) è disposto a pagare dal 5 al 20% in più e  il 12 % oltre il 20 %, secondo i risultati della consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti.

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