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sabato 5 dicembre 2015

Evitare i kg di troppo tipici delle feste? Il dialogo mente/pancia che ci aiuta a restare in forma




Curare il nostro intestino con probiotici e una dieta corretta ci fa assimilare correttamente gli alimenti e ci convince a mangiare meglio.

 

Milano, 5 Dicembre 2015. Con l'arrivo delle feste si tende a mangiare di più e cibi più grassi anche se tutti sanno ormai che per restare in forma è importante seguire un'alimentazione corretta e fare regolare attività fisica. I consigli tradizionali che vengono rievocati poco prima di Natale sono sempre i medesimi: non esagerare con le porzioni, limitare i grassi, fare almeno un po' di attività fisica nonostante la pancia piena, il freddo invernale e la chiusura delle palestre.

Ma è soprattutto a partire dal periodo prenatalizio che è importante prendersi cura del proprio intestino: da una parte, infatti, le sindromi virali tipiche della stagione invernale hanno già indebolito i villi intestinali, dall'altra le occasioni durante le feste sono generalmente caratterizzate da un'alimentazione con porzioni rinforzate, che mettono alla prova il nostro intestino e le sua capacità di assorbire e utilizzare correttamente gli alimenti.

Per avere cura della salute del nostro intestino è necessario che la flora intestinale sia in equilibrio. Quando questo non succede, gli alimenti vengono assimilati in modo scorretto, siamo portati a ingrassare più facilmente e potremmo persino vanificare eventuali diete a restrizione calorica in corso.

La salute dell'intestino passa dall'equilibrio del Microbiota, il complesso ecosistema di microrganismi che abitano l'intestino dell'essere umano, influenzato sia da una corretta alimentazione, sia dall'assunzione di alcune categorie di probiotici, i quali fanno sì che il film protettivo della barriera intestinale resti intatto e funzioni a dovere.

Non tutti i probiotici sono uguali, è stato dimostrato infatti che alcuni di questi oggi in commercio hanno una valenza scientifica diversa da altri. Numerosi studi in vitro e in vivo hanno dimostrato, ad esempio, gli effetti benefici di due ceppi, i Bifidobacterium longum BB536 e Lactobacillus rhamnosus HN001, di sopravvivere alle avverse condizioni gastrointestinali, di aderire alla mucosa intestinale e di interagire con l'ambiente intestinale. L'attività sinergica dei due probiotici, dimostrata in un studio appena pubblicato su Minerva Gastroenterologica, può determinare una migliore efficacia e una maggior durata benefica degli effetti della associazione.

"Quando l'equilibrio intestinale è compromesso, l'assorbimento degli alimenti non avviene in modo corretto ed è quindi più facile accumulare grasso indesiderato afferma la Dr.ssa Etta Finocchiaro, Specialista in Dietologia e Scienza dell'Alimentazione – "C'è però un ulteriore fattore che influisce sull'equilibrio nutrizionale: il dialogo tra intestino e cervello. Se l'intestino non è infiammato manda segnali positivi al cervello, il quale a sua volta comunica con il nostro corpo invitandolo a continuare a effettuare scelte alimentari corrette. " – spiega la Dr.ssa Finocchiaro – "Certamente, ogni individuo è responsabile del proprio comportamento, ma quando si sta bene e si è efficienti, è inevitabile che si crei un'influenza positiva tra i nostri organi, instaurando un circolo virtuoso. Viceversa, l'eccessiva assunzione di dolci e cibo spazzatura, porta a un'alterazione dell'equilibrio e persino alla dipendenza dagli stessi".

Sempre più ricerche stanno dimostrando che esiste una stretta e complessa relazione tra cervello e intestino, tanto che oggi si stanno sviluppando studi specifici dedicati, ad esempio, alla relazione tra autismo e nutrizione. Gli studi sul dialogo mente-intestino, o come viene chiamato tecnicamente "asse gut-brain", sono in continua evoluzione e sicuramente porteranno a ulteriori novità, magari anche nel trattamento delle malattie metaboliche. Nel frattempo, possiamo sfruttare le informazioni già in nostro possesso e affidarci a un'alimentazione sana e all'uso di giusti probiotici per avviare quel dialogo invisibile "tra pancia e testa" che ci aiuta a restare in forma.

"Durante le feste naturalmente si mangia di più, ma se l'intestino arriva sano e ben difeso e la flora è rinforzata con i giusti probiotici si possono limitare i danni." - rassicura la Dr.ssa Finocchiaro –  "Così, anche "sgarrando", non ingrassiamo troppo perché siamo frenati e predisposti a non esagerare, consapevoli nel nostro subconscio del fatto che un'alimentazione corretta ci aiuta a stare meglio."


Il consigli sono stati sviluppati con la consulenza della Dott.ssa Etta Finocchiaro, Specialista in Dietologia e Scienza dell'Alimentazione, Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza,Presidio Molinette - Torino

venerdì 4 dicembre 2015

I RISCHI DA SOMMERSIONE E ANNEGAMENTO, IL MONDO DELLA BALNEAZIONE: COME AFFRONTARLO


Ministero della Salute


VITO DE FILIPPO SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE:  DOBBIAMO CONCORRERE A COSTRUIRE LA CULTURA DELLA SICUREZZA NELLE  ACQUE DI BALNEAZIONE DEL NOSTRO PAESE

 

"400 annegamenti l'anno per l'Italia rappresentano un carico di eventi, costante ormai da molti anni, molto elevato per il nostro paese, considerando che riguardano in particolare i bambini e giovani e che si possono prevenire.

Dobbiamo intervenire per ridurli, come fortemente richiesto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Dobbiamo impostare una strategia complessiva che raccolga, integri e ampli le iniziative già in atto, come quelle della Società Nazionale di Salvamento e dell'Istituto Superiore di Sanità, coinvolgendo gli attori istituzionali interessati. Il Ministero della Salute svolgerà in pieno la sua parte".

 

Questo quanto dichiarato dal Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo nel corso del convegno nazionale organizzato dalla Società Nazionale di Salvamento dal titolo: I RISCHI DA SOMMERSIONE E ANNEGAMENTO – IL MONDO DELLA BALNEAZIONE -  COME AFFRONTARLO, tenutosi  ieri giovedì 3 dicembre presso l'auditorium del Ministero della Salute.

 

"La strategia, continua  De Filippo, dovrà essere messa a punto grazie ad una approfondita conoscenza scientifica delle problematiche ed in particolare delle circostanze nelle quali si verificano gli incidenti, grazie alla quale possono essere individuate la azioni più efficaci di intervento, contenimento, prevenzione.

Tra i compiti da assumere potrebbe essere considerata l'opportunità di una norma nazionale (forse europea) su questa problematica che comprende gli aspetti della sorveglianze delle spiagge, dell'organizzazione del soccorso a livello territoriale e in generale di prevenzione".

"Ma più in generale, conclude il Sottosegretario alla Salute – Vito De Filippo,  dobbiamo concorrere a costruire la cultura della sicurezza nelle acque di balneazione del nostro paese per la quale c'è già una proposta presentata dall'istituto Superiore di Sanità e della Società Nazionale di Salvamento, come azione centrale, che il Ministero sta valutando per un possibile primo finanziamento".

 


giovedì 3 dicembre 2015

DISABILITA’: FASSINO (ANCI), SIA PRIORITA’ DI OGNI COMUNITA’ E OGNI ISTITUZIONE

"Abbattere le tante barriere che ostacolano la vita quotidiana delle persone disabili deve essere considerata una priorità da ogni comunità e da ogni istituzione". Lo ha dichiarato il presidente dell'ANCI e sindaco di Torino Piero Fassino in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

"Sono ormai tante le città anche in Italia – ha sottolineato Fassino- che hanno promosso buone pratiche e programmi di abbattimento delle barriere e di libera e piena accessibilità e mobilità. Sono politiche che vanno incoraggiate con strumenti e risorse adeguate come si è fatto con la scelta contenuta nella Legge di Stabilità, che va nella giusta direzione. Altre misure di analogo tipo – ha concluso il Presidente dell'ANCI - vanno assunte a sostegno delle città e dei Comuni che intendono realizzare politiche di superamento delle barriere e di mobilità libera".

 

 

Roma, 3 Dicembre 2015

 


Cnr: terapia genica, cambiare tutto si può

Uno studio dell'Irgb-Cnr, pubblicato suOncotarget, dimostra che è possibile sostituire un intero cromosoma X, portatore della sindrome di Lesch Nyhan, con un altro cromosoma sessuale sano



Sostituire un cromosoma sano al posto di uno malato all'interno di una cellula? Ora è possibile grazie a un esperimento realizzato dall'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) di Milano nel gruppo 'Genoma umano', Istituto clinico Humanitas, di Rozzano (Mi) e illustrato sulla rivista Oncotarget. Il team di ricerca, guidato da Paolo Vezzoni, Anna Villa e Marianna Paulis, è riuscito per la prima volta a sostituire un cromosoma difettoso con uno sano, all'interno di una cellula staminale di mammifero, in particolare, un topo.


"Mutazioni dannose nel DNA provocano malattie genetiche. La terapia genica convenzionale non è in grado di curare, neanche in linea teorica, tutte le alterazioni genetiche poiché non consente il trasferimento di grandi porzioni di DNA. In particolare, sinora, non può nulla contro alterazioni cromosomiche importanti come, ad esempio, la mancanza di un intero cromosoma o una grossa delezione. Queste particolari anomalie potrebbero tuttavia essere curate se fossimo in grado di sostituire l'intero cromosoma difettoso con una sua copia sana", spiega Vezzoni. "Nel nostro esperimento il        cromosoma da eliminare era portatore di una grave variazione genica che nell'uomo provoca la sindrome di Lesch Nyhan".


Il gruppo ha utilizzato la metodica delle microcellule: "un cromosoma X esogeno, trasportato da una microcellula vettore, è stato introdotto nelle cellule con cromosoma X malato. La presenza di una copia sana del gene originariamente difettoso ha così permesso di risolvere il difetto funzionale", conclude Vezzoni. La novità fondamentale sta nella possibilità di eliminare il corrispettivo cromosoma endogeno, così che la cellula trapiantata possieda un normale corredo cromosomico, diventando cioè una cellula sana a tutti gli effetti. "Ci siamo concentrati sul cromosoma sessuale X perché numerose malattie genetiche sono causate proprio da alterazioni di questo cromosoma, come ad esempio alcune varianti di distrofia muscolare o l'emofilia. Inoltre, questo tipo di approccio mostra per la prima volta come sia possibile sostituire un intero volume dell'enciclopedia genomica aprendo una nuova strada al trattamento di malattie genetiche".



Roma, 3 dicembre 2015





Didascalia immagini: Cellule in metafase in cui si osserva a sinistra la presenza di due cromosomi X (verde) e un cromosoma Y (rosso) come risultato del trasferimento di un          cromosoma X normale all'interno della cellula; al centro una cellula XX come risultato della sostituzione del cromosoma Y con un cromosoma X normale e infine a destra una cellula XY come risultato della sostituzione del cromosoma X mutato con un cromosoma X normale.


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mercoledì 2 dicembre 2015

Lorenzin presiede riunione su eventuali emergenze in vista del Giubileo.rtf


Ministero della Salute
Si è svolta al Ministero della Salute, alla presenza del Ministro Lorenzin, una riunione per fare il punto sui protocolli vigenti per gestire eventuali emergenze sanitarie in vista del Giubileo, di carattere ordinario e straordinario. Alla riunione hanno, tra gli altri, partecipato il Prefetto di Roma, Gabrielli, il commissario di Roma Capitale, Tronca, il  capo dipartimento della Protezione civile e dei Vigili del fuoco, il capo di gabinetto del Ministero della difesa, il generale dei Nas, Vincelli, il presidente della Croce Rossa  Italiana, oltre ai vertici della sanità della regione Lazio.

 




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martedì 1 dicembre 2015

Associazione Italiana Ricerca Autismo (AIRA): il 3 e 4 dicembre al CNR di Roma il primo convegno

Il 3 e 4 dicembre si svolgerà al CNR di Roma il primo convegno dell’Associazione Italiana Ricerca Autismo (AIRA) che radunerà a Roma i maggiori esperti italiani della ricerca di base e clinica. Ad oggi si contano oltre 200 iscritti e 50 contributi scientifici presentati da giovani ricercatori italiani per l'assegnazione del premio Young Investigators Award intitolato alla dott.ssa Lia Vassena prematuramente scomparsa.

Studi epidemiologici recenti del Center for Disease Control americano evidenziano come i disturbi dello spettro autistico (ASD), con una prevalenza nella popolazione generale di 1:68, costituiscano un serio problema di salute pubblica. Nell’ultimo decennio i dati indicano un significativo aumento dei casi, in parte dovuto a una migliore definizione dei criteri diagnostici e a una maggiore attenzione alle patologie neuropsichiatriche dell’età evolutiva. Quali che siano le ragioni della maggior incidenza osservata nell’ultimo decennio (incluse potenziali cause ambientali su base poligenica), essa richiede un rapido e profondo processo di riorganizzazione dei servizi, in primis sanitari, per quanto riguarda la tempestività della diagnosi, la standardizzazione dei criteri diagnostici, la continuità tra diagnosi e inizio di un adeguato e altrettanto precoce progetto terapeutico integrato.

Tre le domande alle quali AIRA cercherà di rispondere durante il convegno:

- Diagnosi precoce: quando e come?

In assenza di terapie farmacologiche mirate a curarne la sintomatologia, l'individuazione precoce del rischio di autismo resta l’unica via percorribile. Vi è infatti evidenza crescente che un tempestivo intervento, ancor prima che il disturbo si esprima nella sua pienezza, possa significativamente ridurre la sua interferenza sullo sviluppo e attenuarne il quadro clinico finale. L'identificazione di precisi indici di rischio consentirebbe il monitoraggio dello sviluppo e l'inserimento del bambino in un programma di sorveglianza ed abilitativo specifico, capace di prevenire o limitare l’instaurarsi ed il consolidarsi delle anomalie socio-comunicative e comportamentali tipiche da ASD.

Dal 2010 è attivo il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico, che include centri clinici di eccellenza per la diagnosi e cura, indirizzato allo studio delle prime fasi dello sviluppo di fratelli minori di bambini già diagnosticati. La popolazione dei fratelli ha infatti un rischio 10 volte maggiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare uno di tali disturbi. Durante il convegno verrà presentato il protocollo di ricerca del network, che speriamo venga presto implementato all’interno di tutte le unità di neuropsichiatria infantile del territorio nazionale.

Nell’ambito del network sono stati identificati diversi precursori già nelle prime settimane di vita: l’assenza di preferenze per alcuni stimoli visivi sociali, la presenza di movimenti ripetitivi e alterazioni nel movimento spontaneo e volontario in neonati ad alto rischio e, a livello molecolare, l’interazione tra sistema immunitario e predisposizione genetica nell’autismo. A livello etico, non si può pensare a mettere in atto protocolli per il riconoscimento precoce senza attivare interventi intensivi conseguenti. Un simposio del convegno verrà dedicato alla presentazione di modelli di intervento dimostratisi efficaci nei bambini con ASD.


- Terapie: Quali? Come difendersi dalle “bufale”?

In un periodo storico caratterizzato da una notevole eterogeneità di approcci diagnostici e terapeutici, diventa cruciale definire le buone prassi basate sull’evidenza scientifica. Nell’interesse dei pazienti e delle famiglie non può esistere altro paradigma se non il rigore scientifico nel campo della ricerca e approcci terapeutici che si rifacciano alla Linea guida nazionale emanata dall’Istituto Superiore di Sanità (LG21). Non sono affidabili ricerche che non tengono conto di metodologie serie e rigorose con risultati pubblicati su autorevoli riviste internazionali, né terapeuti che continuano a proporre percorsi riabilitativi senza nessuna efficacia scientifica verificata.

Il convegno prevede diverse relazioni sulle terapie, farmacologiche e non, tradizionali ed innovative, anche veicolate tramite robot. Nessuna terapia sarà mai efficace senza coinvolgere tutti gli ‘attori’: primi fra tutti i genitori e, a seguire, la scuola e i clinici.


- Come si aiutano le famiglie?

È necessario riportare al centro della discussione scientifica i medici e i ricercatori e alleviare il carico sulle famiglie che, per necessità e per mancanza di riferimenti sanitari affidabili, in passato sono state costrette a creare veri e propri network sociali per orientarsi nei percorsi diagnostici e terapeutici. In tal senso è obbligo dei professionisti investire sulla formazione, fornendo ai giovani medici, psicologi e terapeuti tutti i supporti informativi adeguati per una crescita seria e responsabile nella loro lavoro.

Il congresso del 3-4 Dicembre di AIRA si pone proprio quest’obiettivo: un confronto tra ricercatori sulle linee di evidenza e la possibilità di fornire al pubblico incipit professionali per una crescita rigorosa.

Giornata mondiale contro l'AIDS. Petizione per abbassare l'IVA sui preservativi: #WorldAIDSDay @BeaLorenzin


Change.org


Oggi è la giornata mondiale contro l'AIDS. Elisa si occupa di prevenzione sessuale e segnala che i casi di diffusione di malattie sessualmente trasmissibili sono in costante aumento, soprattutto tra i più giovani. Ecco perché chiede a Governo e Parlamento di abbassare l'IVA sui profilattici per renderli un prodotto accessibile per tutti.

Abbassiamo l'IVA sui preservativi #WorldAIDSDay @BeaLorenzin


Elisa Patruno Italy

Nonostante i preservativi siano considerati dispositivi medici il loro prezzo in Italia continua ad essere molto elevato a causa, anche, dell'aliquota IVA applicata che si attesta al 22% a differenza di quanto avviene per tutti gli atri dispositivi medici (tassati al 4% o al 10%) e contrariamente a quanto accade nel resto d'Europa.
Molti governi europei hanno infatti abbassato l'importo dell'IVA sui profilattici per favorirne l'uso al fine di contrastare sia l'aumento di gravidanze indesiderate tra i teenager sia, soprattutto, la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili: l'IVA più bassa la troviamo nel Regno Unito (5%), seguito da Francia (5.5%), Paesi Bassi (6%), Germania (7%) e Irlanda (13.5%). In Italia un tentativo, purtroppo svanito nel nulla, di ridurre l'IVA sui preservativi al 10% era stata avanzata dal Governo Letta nel 2013.
I casi di diffusione di malattie sessualmente trasmissibili sono in costante aumento, soprattutto tra i più giovani: in Italia, dal 2005 al 2013 il Sistema di sorveglianza degli ospedali pubblici ha segnalato un totale di 5.235 casi medi annui di infezioni sessualmente trasmissibili, il 31.1% in più rispetto al periodo 1991-2004. Mentre nel solo 2013 il Centro Operativo Aids ha registrato 3.600 nuovi casi di infezione da HIV.
L'incremento di malattie sessuali, soprattutto nei giovani tra i 15 e i 24 anni, quali gonorrea, sifilide, AIDS è da imputare, nell'83% di tutte le segnalazioni, a rapporti sessuali senza preservativo.
Perché la protezione della propria salute sessuale deve essere solo appannaggio di pochi?
Abbassare l'IVA sui preservativi significherebbe rendere i profilattici un prodotto di più largo consumo e più facilmente accessibile soprattutto per gli adolescenti che, a causa del costo elevato dei preservativi, sono portati ad utilizzarli saltuariamente.
Sul sesso sicuro l'Italia è ancora indietro: il governo italiano rinuncia anno dopo anno ad ogni campagna di sensibilizzazione e prevenzione mostrando anche una certa riluttanza verso la parola "preservativo".
Lavoro per kondom.it e costantemente ci impegnamo nel diffondere percorsi di prevenzione sessuale e sensibilizzazione sulla necessità del preservativo, da un lato pubblicando guide informative, dall'altro mantenendo bassi i prezzi.
Chiediamo al Parlamento Italiano di approvare una legge che preveda la riduzione dell'aliquota IVA sui profilattici e di favorire campagne di informazione e sensibilizzazione sul sesso sicuro e sull'uso del profilattico.




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