Partendo dalla consapevolezza della rilevanza che riveste, in termini di sanità pubblica, lo screening neonatale, emerge con ogni evidenza la portata innovativa e il significativo e oggettivo interesse del provvedimento, pertanto, ribadisco: affinché un programma di screening sia efficace, non solo dal punto di vista clinico ma anche di sanità pubblica (prevenzione collettiva, costo/beneficio, equità d'accesso, etc.), è necessario garantire il raggiungimento e l'esecuzione del test al 100% della popolazione di riferimento, nel rispetto della tempistica che deve fornire precisi e definiti percorsi clinici, con protocolli operativi ottimizzati all'impiego delle risorse da parte dei vari operatori coinvolti nel processo: i Consultori familiari, i Centri Nascita, il Centro Screening, il Centro di Riferimento Clinico, il Pediatria del territorio. Questo risultato si può conseguire solo mediante una legge che rende uniforme il sistema sull'intero territorio nazionale e supera ogni diseguaglianza di accesso ai servizi sanitari delle diverse regioni".
Salute
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venerdì 5 agosto 2016
Approvata la legge "disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie"
I cibi da preferire con il caldo. I consigli dal libro "La dieta SuperSalute" del cardiologo Massimo Gualerzi.
Estate: con caldo e sole, attenzione al rischio disidratazione per i bambini. In partnership con Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, i consigli di Nestlé Vera per un corretto apporto d’acqua nei mesi caldi
Con lo scopo di promuovere tra le famiglie italiane una vera e propria cultura della corretta idratazione, con un particolare focus sui bambini, Nestlé Vera ha siglato una partnership con la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), l'associazione scientifica specializzata nel campo della prevenzione e della medicina sociale dell'età evolutiva. In vista delle afose giornate di mare e giochi all'aria aperta, alcuni consigli possono essere utili per garantire il giusto apporto d'acqua ai bambini d'estate, quando il fabbisogno idrico aumenta.
giovedì 4 agosto 2016
Cnr: tumore al polmone, dimostrato ruolo chiave di un oncogene
Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro, la sopravvivenza dei pazienti rimane scarsa e le opzioni terapeutiche limitate. Un gruppo di ricerca internazionale ha condotto uno studio sulle cause della sua insorgenza, promosso dalla Harvard Medical School presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston e coordinato da Elena Levantini, ricercatrice dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Pisa con incarichi anche a Harvard e al Bidmc. I risultati della ricerca, che ha coinvolto anche il Cancer Science Institute (Csi) di Singapore, sono pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine.
"Grazie a questo studio abbiamo scoperto in primo luogo il ruolo chiave di un oncogene (Bmi1) nello sviluppo e nel mantenimento di una larga percentuale di tumori polmonari", spiega Elena Levantini. "Si tratta di un passo importante, dato che al fine di migliorare la sopravvivenza dei pazienti è necessario identificare i networks molecolari coinvolti nella tumorigenesi e produrre di conseguenza nuovi farmaci diretti contro tali bersagli molecolari (la cosiddetta terapia molecolare). Attualmente la maggior parte dei pazienti riceve trattamenti chemioterapici generalizzati (rivolti alle cellule malate) che, come noto, non colpiscono in modo mirato la molecola specifica coinvolta nel processo tumorale".
La seconda fase dello studio ha riguardato proprio la messa a punto di un nuovo farmaco diretto contro Bmi1. "Abbiamo sperimentato una sostanza che inibisse l'attività di tale oncogene, dimostrandone l'effetto antitumorale. Attualmente il farmaco è in fase di sperimentazione (fase I) presso il Bidmc e il Dana Farber/Harvard Cancer Center", prosegue la ricercatrice dell'Itb-Cnr. "I dati che emergeranno dalla sperimentazione potranno avere importanti ricadute nella clinica, dal momento che aprono la strada ad una nuova opzione terapeutica per un rilevante sottogruppo di pazienti affetti da questo tumore".
Ma la ricerca potrebbe avere ricadute anche per altri tumori. "Dato che l'attività di questo oncogene è significativamente aumentata anche in vari sottotipi di tumori polmonari, così come in altri tumori solidi (tumore della pelle, del seno, del colon ed intestinale, e nel glioblastoma) nonché in leucemie e linfomi, il farmaco, dopo i vari step di sperimentazione, potrebbe essere impiegato con vantaggio anche per i pazienti affetti da queste neoplasie", conclude Levantini.
L'Itb-Cnr sta coordinando un altro studio in collaborazione con l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore per sviluppare una metodologia che permetta, attraverso l'analisi di un campione di sangue, una rapida e semplice identificazione dei pazienti Bmi1 positivi, che potrebbero beneficiare del nuovo trattamento terapeutico.
Roma, 4 agosto 2016
La Scheda
Chi: Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Pisa, Cancer Science Institute (Csi) di Singapore, Harvard Medical School presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston
Che cosa: Studio sull'oncogene Bmi1 coinvolto nell'insorgenza di alcuni tumori polmonari pubblicato su Science Translational Medicine. http://stm.sciencemag.org/Screening neonatali, Lorenzin: "legge giusta che ho sostenuto. Grata a gruppi parlamentari"
Si tratta di misure significative che ho fortemente sostenuto - dichiara il Ministro- e voglio esprimere la mia personale gratitudine per il lavoro svolto da tutti i gruppi parlamentari, capaci di raggiungere un obiettivo fondamentale come lo screening neonatale, la diagnosi precoce di patologie per cui la tempestiva presa in carico ed avvio di adeguato trattamento.
Proprio partendo da questi presupposti, sono evidenti le motivazioni per le quali, la legge è da considerarsi una misura sanitaria di notevole portata; grazie ad essa, infatti, si potranno effettuare sull'intero territorio nazionale gli screening allargati".
mercoledì 3 agosto 2016
Ablazione per via epicardica alla Clinica “San Michele”. L’approccio curativo oggi più innovativo della Tachicardia Ventricolare è possibile nella Casa di cura maddalonese
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martedì 2 agosto 2016
Vacanze e tintarella: i rischi del sole senza protezione solare
Scottature, eritemi ed esposizione al sole senza filtri solari aumentano il rischio di contrarre melanoma e carcinoma della pelle. Il rischio è molto elevato quando scottature ed eritemi si hanno in giovane età, per questo è importante la prevenzione. Un falso mito, a cui spesso si crede, è quello che le creme solari e i fattori di protezione impediscano l’abbronzatura. Niente di più falso!
Le creme solari moderano la quantità di raggi UV potenzialmente rischiosi per la nostra pelle, proteggendola. Creme e spray solari schermano i raggi dannosi, senza però bloccare la produzione di nuova melanina responsabile della colorazione.
Prima di partire per le tanto desiderate vacanze ho fatto una scorta di creme e prodotti solari con cui proteggere e nutrire la mia pelle. Molti dei prodotti che ho scelto sono facilmente reperibili in farmacia ma ovviamente ad un prezzo più alto.
Creme solari, quale scegliere?
Il primo aspetto da tenere in considerazione quando acquistiamo una crema solare è il Fattore di protezione Solare. Secondo il Ministero della Salute ognuno di noi deve tener conto del proprio fototipo, che si ricava da alcune caratteristiche somatiche come il colore degli occhi, dei capelli e della pelle e dalla capacità o meno di abbronzarsi o di scottarsi dopo l’esposizione ai raggi solari.Di seguito, per semplicità, troverete uno specchietto con alcune indicazioni che vi permetteranno più facilmente di riconoscervi in un fototipo piuttosto che in un altro:
Tenete bene a mente che se ad essere esposti sono i bambini è sempre bene usare una protezione alta senza tener conto del fototipo.
Occhio alla data di scadenza
Le creme solari, proprio come moltissimi cosmetici o prodotti per la pelle, mantengono la loro efficacia per circa 12-16 mesi. Se ben conservate possono quindi essere riutilizzate in periodi diversi dell'anno, ad esempio al mare ad Agosto e poi per la stagione sciistica a Gennaio. Attenetevi però sempre alla data di scadenza che trovate sull'etichetta.Le alte temperature a cui sono spesso esposte le creme solari possono danneggiare i composti chimici e ridurre la capacità della crema di proteggere la pelle. Il consiglio: tenete le confezioni delle creme all'ombra.
Esporci al sole per molte ore senza un fattore protettivo, magari nelle ore più calde, è veramente deleterio e controproducente (si rischiano solo scottature e eritemi, non una tintarella fulminea!), specie se veniamo da giorni di lavoro al chiuso e siamo bianco-grigi.
Ricapitolando quindi al sole si, ma con la protezione!
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