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venerdì 5 agosto 2016

Approvata la legge "disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie"

Diventa Legge dello Stato l'accertamento diagnostico neonatale obbligatorio per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie. Il Sottosegretario De Filippo esprime piena soddisfazione per l'approvazione della Legge. Dichiara "siamo tutti consapevoli che effettuare lo screening neonatale esteso non rappresenta un costo, bensì un investimento per la salute, sostituendo il principio del rapporto costi-benefici on quello del costo-opportunità. Il beneficio non è solo legato la paziente ed alla sua famiglia ma rappresenta una razionalizzazione nell'impiego delle risorse del Sistema Sanitario, nel senso che avviare un percorso di cura prima dell'insorgenza dei sintomi è, senza dubbio, meno oneroso della gestione di un paziente con alto rischio di invalidità conseguente al ritardo diagnostico.

Partendo dalla consapevolezza della rilevanza che riveste, in termini di sanità pubblica, lo screening neonatale, emerge con ogni evidenza la portata innovativa e il significativo e oggettivo interesse del provvedimento, pertanto, ribadisco: affinché un programma di screening sia efficace, non solo dal punto di vista clinico ma anche di sanità pubblica (prevenzione collettiva, costo/beneficio, equità d'accesso, etc.), è necessario garantire il raggiungimento e l'esecuzione del test al 100% della popolazione di riferimento, nel rispetto della tempistica che deve fornire precisi e definiti percorsi clinici, con protocolli operativi ottimizzati all'impiego delle risorse da parte dei vari operatori coinvolti nel processo: i Consultori familiari, i Centri Nascita, il Centro Screening, il Centro di Riferimento Clinico, il Pediatria del territorio. Questo risultato si può conseguire solo mediante una legge che rende uniforme il sistema sull'intero territorio nazionale e supera ogni diseguaglianza di accesso ai servizi sanitari delle diverse regioni".



I cibi da preferire con il caldo. I consigli dal libro "La dieta SuperSalute" del cardiologo Massimo Gualerzi.

Il colore preferito dell'estate? Il rosso. Qui non c'entrano passerelle e stilisti, è il corpo che lo chiede e la natura che lo dona. Perché la caratteristica principale dei cibi rossi sono gli antiossidanti, come licopeni e antocianine, e più sale la temperatura, più ce n'è bisogno.

Nel libro "La dieta SuperSalute" (ed. Sperling & Kupfler) il cardiologo esperto in prevenzione cardiometabolica Massimo Gualerzi, elenca i benefici di una dieta che prediliga frutta e verdura rossa, come peperoni e pomodori. "Le verdure crude – spiega – in questo periodo dell'anno sono molto indicate per equilibrare il caldo afoso e rinfrescare il metabolismo".

Per chi invece voglia perdere qualche chiletto prima della prova costume, il bianco depura e drena l'organismo: porri, finocchi, cipolle e cavolfiore sono dunque gli alleati vincenti.

E per sentirsi in forma nonostante le temperature che succhiano energia, Gualerzi consiglia tre giorni detox con cibi SuperSalute, in grado di farci sentire più sani, più in forma e più longevi. Appena alzati, 15 minuti prima della colazione, bere due bicchieri d'acqua con un cucchiaino di limone. A colazione preferire una bevanda rossa, un centrifugato di fragole, mela e pomodoro da accompagnare a pane senza glutine o gallette di riso.

Per informazioni: Super Salute - Centro Medico e Palestra
Via Rigoletto 2/A, 43126, Parma - Loc. Baganzola
Sito Web: www.super-salute.com
E mail: info@super-salute.com

Estate: con caldo e sole, attenzione al rischio disidratazione per i bambini. In partnership con Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, i consigli di Nestlé Vera per un corretto apporto d’acqua nei mesi caldi

Milano, 5 agosto 2016 - Sono milioni le famiglie italiane che si stanno mettendo in viaggio in questi giorni per raggiungere i luoghi di villeggiatura, augurandosi di trovare sole e caldo ad attenderli. Tuttavia, per i soggetti più deboli come i bambini, le temperature elevate possono presentare rischi per la salute, a partire dalla disidratazione.

Con lo scopo di promuovere tra le famiglie italiane una vera e propria cultura della corretta idratazione, con un particolare focus sui bambini, Nestlé Vera ha siglato una partnership con la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), l'associazione scientifica specializzata nel campo della  prevenzione e della medicina sociale dell'età evolutiva. In vista delle afose giornate di mare e giochi all'aria aperta, alcuni consigli possono essere utili per garantire il giusto apporto d'acqua ai bambini d'estate, quando il fabbisogno idrico aumenta.

"Assicurare una buona idratazione ai bambini è fondamentale ogni giorno dell'anno, ma ancora di più nei mesi estivi. I piccoli sono particolarmente vulnerabili alla disidratazione e, in presenza di alte temperature, la perdita di liquidi corporei attraverso la sudorazione aumenta ulteriormente. Nella bella stagione, peraltro, i piccoli sono spesso in movimento, un altro fattore che concorre ad accrescere il fabbisogno idrico." – spiega il Dott. Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) – "L'acqua è la bevanda ideale per assicurare la corretta idratazione dei bimbi e 'spegnere' la sete. Le bevande zuccherate, al contrario, hanno un apparente effetto dissetante che dura pochi minuti, ma subito dopo fanno aumentare la sete e la voglia di zuccheri. L'acqua, inoltre, non apporta alcuna caloria e si inscrive perfettamente in una dieta corretta e bilanciata."

Nei bambini i meccanismi che portano alla sensazione della sete non sono ancora ben sviluppati, quindi sentono meno degli adulti lo stimolo a bere e spesso mantenerli idratati può non essere semplice per i genitori.

In questo, anche formati pensati per essere più vicini alla sensibilità dei bambini e in grado di attirare la loro curiosità verso l'acqua possono essere utili. Nestlé Vera Kids, ad esempio, presenta una bottiglia ergonomica con presa easy-grip, maneggevole anche per i più piccoli. Inoltre, per stimolarne l'interesse, l'etichetta vede protagonisti i personaggi di Tom & Jerry (su licenza Warner Bros). Altro aspetto essenziale nei prodotti destinati all'infanzia è la sicurezza.

Kids presenta l'unico tappo sul mercato "100% sicuro" anti-soffocamento, che non presenta parti che possano essere staccate e ingerite, oltre a essere interamente sigillato per evitare contaminazioni esterne. Il prodotto gode, inoltre, del riconoscimento ministeriale di acqua adatta per la preparazione degli alimenti dei neonati.

La promozione di una cultura della corretta idratazione come elemento essenziale per la salute è essenziale fin da piccoli perché le buone abitudini imparate da bambini sono quelle che ci accompagnano per il resto della vita. Per questo diventa fondamentale il ruolo dei genitori, che devono educare i propri figli a bere regolarmente piccole quantità d'acqua durante la giornata e dare loro quotidianamente l'esempio di una corretta idratazione a casa e fuori.

Per aiutare i bambini a rimanere ben idratati, è possibile seguire alcuni semplici suggerimenti.

  • Al mare, in montagna o al parco giochi in città, è importante ricordare ai bimbi di bere: per questo può essere utile avere sempre a portata di mano una bottiglietta d'acqua fuori casa. Un'abitudine da proseguire poi quando torneranno a scuola.
  • Oltre alla minore predisposizione dei bambini a sentire lo stimolo della sete, considerate che in alcune condizioni questa sensazione diminuisce ulteriormente: ad esempio, in ambienti con aria condizionata, in montagna o nei viaggi in aereo. Ricordate comunque che avere sete è già sintomo di "stress idrico".
  • Considerate l'attività fisica svolta dai bambini: spesso in estate è più intensa, quindi il fabbisogno idrico aumenta e hanno un maggiore bisogno di reintegrare i liquidi persi.
  • Incoraggiateli a bere un bicchiere d'acqua quando si svegliano, perché anche durante la notte perdono acqua, ancor più con il caldo estivo.
  • Fate attenzione alla temperatura dell'acqua, soprattutto in estate: per evitare disturbi anche gravi come la congestione è consigliabile non berla troppo fredda.

    giovedì 4 agosto 2016

    Cnr: tumore al polmone, dimostrato ruolo chiave di un oncogene

    La scoperta è firmata da un'équipe internazionale guidata da Elena Levantini, ricercatrice Itb-Cnr, e apre nuove prospettive di cura anche per altre neoplasie solide che colpiscono pelle, seno, colon, intestino e cervello. I risultati sono pubblicati su Science Translational Medicine

     

    Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro, la sopravvivenza dei pazienti rimane scarsa e le opzioni terapeutiche limitate. Un gruppo di ricerca internazionale ha condotto uno studio sulle cause della sua insorgenza, promosso dalla Harvard Medical School presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston e coordinato da Elena Levantini, ricercatrice dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Pisa con incarichi anche a Harvard e al Bidmc. I risultati della ricerca, che ha coinvolto anche il Cancer Science Institute (Csi) di Singapore, sono pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine.

    "Grazie a questo studio abbiamo scoperto in primo luogo il ruolo chiave di un oncogene (Bmi1) nello sviluppo e nel mantenimento di una larga percentuale di tumori polmonari", spiega Elena Levantini. "Si tratta di un passo importante, dato che al fine di migliorare la sopravvivenza dei pazienti è necessario identificare i networks molecolari coinvolti nella tumorigenesi e produrre di conseguenza nuovi farmaci diretti contro tali bersagli molecolari (la cosiddetta terapia molecolare). Attualmente la maggior parte dei pazienti riceve trattamenti chemioterapici generalizzati (rivolti alle cellule malate) che, come noto, non colpiscono in modo mirato la molecola specifica coinvolta nel processo tumorale".

    La seconda fase dello studio ha riguardato proprio la messa a punto di un nuovo farmaco diretto contro Bmi1. "Abbiamo sperimentato una sostanza che inibisse l'attività di tale oncogene, dimostrandone l'effetto antitumorale. Attualmente il farmaco è in fase di sperimentazione (fase I) presso il Bidmc e il Dana Farber/Harvard Cancer Center", prosegue la ricercatrice dell'Itb-Cnr. "I dati che emergeranno dalla sperimentazione potranno avere importanti ricadute nella clinica, dal momento che aprono la strada ad una nuova opzione terapeutica per un rilevante sottogruppo di pazienti affetti da questo tumore".

    Ma la ricerca potrebbe avere ricadute anche per altri tumori. "Dato che l'attività di questo oncogene è significativamente aumentata anche in vari sottotipi di tumori polmonari, così come in altri tumori solidi (tumore della pelle, del seno, del colon ed intestinale, e nel glioblastoma) nonché in leucemie e linfomi, il farmaco, dopo i vari step di sperimentazione, potrebbe essere impiegato con vantaggio anche per i pazienti affetti da queste neoplasie", conclude Levantini.

    L'Itb-Cnr sta coordinando un altro studio in collaborazione con l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore per sviluppare una metodologia che permetta, attraverso l'analisi di un campione di sangue, una rapida e semplice identificazione dei pazienti Bmi1 positivi, che potrebbero beneficiare del nuovo trattamento terapeutico.

     

    Roma, 4 agosto 2016

     

    La Scheda

    Chi: Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Pisa, Cancer Science Institute (Csi) di Singapore, Harvard Medical School presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston

    Che cosa: Studio sull'oncogene Bmi1 coinvolto nell'insorgenza di alcuni tumori polmonari pubblicato su Science Translational Medicine. http://stm.sciencemag.org/content/8/350/350ra104​

    Screening neonatali, Lorenzin: "legge giusta che ho sostenuto. Grata a gruppi parlamentari"


    "Sono molto soddisfatta per l'approvazione in Commissione del Senato, in sede deliberante, della legge in materia di screening neonatali per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie.

    Si tratta di misure significative che ho fortemente sostenuto
     - dichiara il Ministro- e voglio esprimere la mia personale gratitudine per il lavoro svolto da tutti i gruppi parlamentari, capaci di raggiungere un obiettivo fondamentale come lo screening neonatale, la diagnosi precoce di patologie per cui la tempestiva presa in carico ed avvio di adeguato trattamento.

    Lo screening neonatale esteso non rappresenta un costo - prosegue il Ministro Lorenzin - ma un investimento per la salute.

    Proprio partendo da questi presupposti, sono evidenti le motivazioni per le quali, la legge è da considerarsi una misura sanitaria di notevole portata; grazie ad essa, infatti, si potranno effettuare sull'intero territorio nazionale gli screening allargati".


    mercoledì 3 agosto 2016

    Ablazione per via epicardica alla Clinica “San Michele”. L’approccio curativo oggi più innovativo della Tachicardia Ventricolare è possibile nella Casa di cura maddalonese

    L'approccio curativo oggi più innovativo della Tachicardia Ventricolare è possibile nella Casa di cura maddalonese


    Ridurre al minimo il rischio di mortalità per chi soffre di Tachicardia Ventricolare, un'aritmia maligna che può degenerare in fibrillazione ventricolare con conseguente arresto cardiocircolatorio, è oggi possibile grazie all'ablazione per via epicardica.

    Il 26 luglio scorso è stata eseguita presso la Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni (CE) la prima procedura di ablazione di tachicardia ventricolare con approccio mediante puntura epicardica. 

    In tale occasione si è usato, per la prima volta a sud di Milano, il sistema di mappaggio tridimensionale Boston Rhythmia ad ultimissima definizione.

    L'equipe del dr. Antonio De Simone, composta dai dottori V. La Rocca e A. Panella, si è avvalsa della collaborazione del dr. M. Bolao della Università di Navarra (Spagna). Antonio De Simone, responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia del centro di Alta Specialità del Cuore della Clinica "San Michele", spiega che tale procedura permette di esplorare il versante esterno dei due ventricoli del cuore attraverso l'inserimento di cateteri introdotti nello spazio virtuale posto fra i due foglietti pericardici raggiunto con una puntura eseguita al di sotto dello sterno, allo scopo di  ricercare delle zone di tessuto miocardico malate responsabili dell'insorgenza di aritmie ventricolari minacciose per la vita.

    L'ablazione della tachicardia ventricolare con accesso epicardico, infatti, migliora decisamente la qualità di vita di coloro che presentano un battito cardiaco accelerato che origina nei ventricoli, in quanto riduce al minimo le aritmie non controllabili mediante l'ablazione tradizionale, mettendo quindi in atto l'approccio curativo oggi più innovativo, quello epicardico, possibile in pochi centri in Italia dotati di attrezzature ad alta tecnologia come la Casa di Cura "San Michele".



    INFO: Casa di Cura "San Michele" - via Montella 16 - MADDALONI (CE) 81024
    tel 0823.208111 0823.208520 0823.208700 - fax 0823.402474 - email info@clinicasanmichele.com | clinicasanmichele@virgilio.it – sito http://www.clinicasanmichele.com
    Facebook: Clinica San Michele srl
    ‏Twitter: @cdcSanMichele



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    martedì 2 agosto 2016

    Vacanze e tintarella: i rischi del sole senza protezione solare

    Pronti, partenza, mareeee! Se come me state per partire per le vacanze o siete già in spiaggia ricordatevi di non dimenticarvi di portare sempre con voi una crema solare adatta al vostro tipo di pelle. Una lunga esposizione al sole nasconde dei pericoli che è meglio prevenire.

    Scottature, eritemi ed esposizione al sole senza filtri solari aumentano il rischio di contrarre melanoma e carcinoma della pelle. Il rischio è molto elevato quando scottature ed eritemi si hanno in giovane età, per questo è importante la prevenzione. Un falso mito, a cui spesso si crede, è quello che le creme solari e i fattori di protezione impediscano l’abbronzatura. Niente di più falso!
    Le creme solari moderano la quantità di raggi UV potenzialmente rischiosi per la nostra pelle, proteggendola. Creme e spray solari schermano i raggi dannosi, senza però bloccare la produzione di nuova melanina responsabile della colorazione.
    Prima di partire per le tanto desiderate vacanze ho fatto una scorta di creme e prodotti solari con cui proteggere e nutrire la mia pelle. Molti dei prodotti che ho scelto sono facilmente reperibili in farmacia ma ovviamente ad un prezzo più alto.

    Creme solari, quale scegliere?

    Il primo aspetto da tenere in considerazione quando acquistiamo una crema solare è il Fattore di protezione Solare. Secondo il Ministero della Salute ognuno di noi deve tener conto del proprio fototipo, che si ricava da alcune caratteristiche somatiche come il colore degli occhi, dei capelli e della pelle e dalla capacità o meno di abbronzarsi o di scottarsi dopo l’esposizione ai raggi solari.
    Di seguito, per semplicità, troverete uno specchietto con alcune indicazioni che vi permetteranno più facilmente di riconoscervi in un fototipo piuttosto che in un altro:



    Tenete bene a mente che se ad essere esposti sono i bambini è sempre bene usare una protezione alta senza tener conto del fototipo.

    Occhio alla data di scadenza

    Le creme solari, proprio come moltissimi cosmetici o prodotti per la pelle, mantengono la loro efficacia per circa 12-16 mesi. Se ben conservate possono quindi essere riutilizzate in periodi diversi dell'anno, ad esempio al mare ad Agosto e poi per la stagione sciistica a Gennaio. Attenetevi però sempre alla data di scadenza che trovate sull'etichetta.
    Le alte temperature a cui sono spesso esposte le creme solari possono danneggiare i composti chimici e ridurre la capacità della crema di proteggere la pelle. Il consiglio: tenete le confezioni delle creme all'ombra.

    Esporci al sole per molte ore senza un fattore protettivo, magari nelle ore più calde, è veramente deleterio e controproducente (si rischiano solo scottature e eritemi, non una tintarella fulminea!), specie se veniamo da giorni di lavoro al chiuso e siamo bianco-grigi.
    Ricapitolando quindi al sole si, ma con la protezione!

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