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venerdì 2 novembre 2018

Giornata nazionale delle cure palliative. Con Vidas a TuttaVita

TuttaVita

Una domenica targata Vidas

Nella giornata nazionale delle Cure Palliative, l'11 novembre,

la proposta per grandi e piccoli è all'insegna della condivisione e della leggerezza.

Laboratori per bambini, librerie umane,

il dibattito a due voci e uno spettacolo teatrale ispirato a Samuel Beckett.

Appuntamento dalle 11 alle 22

Emporio (nel cortile di Opificio 31), via Tortona 31


Milano, novembre 2018 - In occasione della Giornata Nazionale delle Cure Palliative, la proposta di Vidas è un appuntamento concepito per il target famiglie (e non) che si svolge nel concept store Emporio in via Tortona 31 (all'interno del cortile di Opificio 31).


Si inizia alle 11 con Far p-arte, il laboratorio esperienziale, drammaturgico e artistico, per bambini dai 4 ai 5 anni, condotto da Stefania Casiraghi, educatrice teatrale e Valeria Giunta, arteterapeuta. Il laboratorio si replica nel pomeriggio per bambini un po' più grandi, dai 6 ai 9 anni, tra le 16 e le 17.30.


Parallelamente, per gli adulti, si apre la biblioteca umana o vivente dei volontari Vidas, Mille storie oltre la mia. Il format è più noto con la dizione internazionale, human library, e prevede, come in una biblioteca, che si prendano a prestito libri-persone, ognuna delle quali porta un racconto, offerto in una comunicazione di vicinanza a tu per tu. Così, i volontari Vidas dell'assistenza racconteranno esperienze legate all'accompagnamento dei pazienti terminali. Temi: il silenzio, il mettersi in gioco, l'accoglienza, il dolore, il racconto di sé e l'ascolto, la scoperta, la percezione del tempo, la speranza, l'accoglienza, il flusso delle emozioni, l'incontro.


Alle 17 è previsto un piccolo dibattito dal titolo …ne vale sempre la pena: Momcilo Jankovic, pediatra onco-ematologo, autore di un libro omonimo, e Ferruccio de Bortoli, presidente Vidas, dialogano sui temi del fine vita, la cura, il rispetto delle scelte, a partire, in particolare, dall'esperienza quarantennale del medico con i piccoli pazienti.


Dopo un aperitivo a libero contributo, dalle 18, proposto dai ragazzi della cooperativa Il Balzo, alle 20  uno spettacolo della regista Lia Gallo sul tema dell'attesa, adattamento da Aspettando Godot di Beckett.

 

Riepilogando:

 

·         orario di inizio ore 11

·         ore 11-12            Far p-arte         laboratori per bambini (età 4-5)

·         ore 16-173.0     Far p-arte         laboratori per bambini (età 6-9)

·         ore 16-18           Mille storie oltre la mia          human libraries a cura del laboratorio di narrazione permanente dei volontari dell'assistenza Vidas

·         ore 17   …ne vale sempre la pena        incontro dibattito            ore 18-19

·         aperitivo              dalle ore 18

·         ore 20                 Diamanti          spettacolo teatrale           ore 20

·         orario di chiusura 22

I laboratori sono a numero chiuso e per lo spettacolo è gradita la prenotazione.

Entrambi si possono prenotare online all'indirizzo vidas .it/eventi

 


 

Vidas garantisce un'assistenza socio-sanitaria completa e gratuita ai malati terminali, a domicilio e nell'hospice Casa Vidas: degenza e day hospice. Oltre 32 mila i malati assistiti in 36 anni di attività in Milano, Monza e 112 Comuni. Un'assistenza offerta 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, da proprie équipe socio-sanitarie (composte da 70 figure professionali, specializzate in Terapia del Dolore e Cure Palliative, tutte retribuite dall'Associazione) e da volontari, selezionati e formati per l'accompagnamento e il sostegno del malato e della sua famiglia. Vidas difende il diritto del malato a vivere anche gli ultimi momenti di vita con dignità.

giovedì 1 novembre 2018

Sanità - I dipendenti di General Electric indossano il camice bianco al Policlinico di Monza

I DIPENDENTI DI GE HEALTHCARE INDOSSANO IL CAMICE BIANCO AL POLICLINICO DI MONZA

Una giornata dedicata alla scoperta del mondo ospedaliero per vedere da vicino come vengono utilizzati i macchinari dell'azienda


Milano, 29 Ottobre 2018 – Industria medicale e mondo ospedaliero si incontrano. È partita venerdì 26 ottobre "One day in a hospital", iniziativa promossa da GE Healthcare in collaborazione con la sede di Verano del Policlinico di Monza. Giunto alla terza edizione, quest'anno il progetto presenta una novità: se negli scorsi anni erano i dipendenti di GE a visitare le corsie dell'ospedale per avvicinarsi al mondo clinico, ora saranno anche i medici a visitare l'azienda.

Nella mattinata di venerdì 26 ottobre, infatti, circa 25 lavoratori di GE Healthcare hanno potuto scoprire con i loro occhi il contributo che le soluzioni dell'azienda offrono a medici e pazienti così da vivere da vicino l'impatto di GE nella realtà. Customer service center, products, business operation, ufficio gare, compliance, legal, application specialist, brilliant radiology ed Hr: i dipendenti coinvolti, provenienti da ognuna di queste divisioni, hanno trascorso la giornata a contatto con i prodotti GE per comprenderne il loro funzionamento e il loro utilizzo nel concreto di tutti i giorni.

A novembre, invece, saranno i medici e i dirigenti del Policlinico di Monza a ricambiare la visita presso la sede milanese di GE Healthcare. Un incontro in azienda per mostrare al cliente tutto il lavoro che sta dietro ai macchinari, dal service center con i coordinatori e gli operatori che ricevono le chiamate per l'assistenza remota fino alle attività di back-office come l'ufficio gare e quello legale.

"One day in a hospital è una bella iniziativa che permette all'azienda e al cliente di conoscersi meglio reciprocamente. È un modo diverso, più diretto, per capire il lavoro altrui e interfacciarsi meglio con l'altra realtà, opposta ma complementare." Ha dichiarato Alessandro Panza, Country HR Manager di GE Healthcare. "In questa terza edizione abbiamo deciso di estendere l'iniziativa alla dirigenza ospedaliera ma anche a medici, tecnici ed infermieri del Policlinico di Monza. È stata una bellissima esperienza, stimolante sia per noi di GE che per gli operatori dell'ospedale."



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Agricoltura: più salute e migliori frutti kiwi con trattamenti Bioagrotech e zeolite cubana

Agricoltura: più salute e migliori frutti kiwi con trattamenti Bioagrotech e zeolite cubana


Prove in campo dimostrano maggiore salubrità per le piante e una migliore riscontro nei frutti in termini di peso e conservazione, con la proposta made in Bioagrotech

 

La zeolite cubana e i prodotti Bioagrotech si dimostrano una risorsa per il kiwi, come testimoniato dalle prove in campo avvenute presso l'Azienda Agricola Taccone. L'obiettivo era la verifica della differenza di produzione tra quella tradizionale aziendale e quella coadiuvata dai formulati Bioagrotech e dalla sua zeolite cubana. Fattori presi in esame sono stati la vigoria, la pezzatura, la sostanza secca, il grado brix, la resistenza al cracking e gli zuccheri.

Questi i prodotti Bioagrotech utilizzati nelle diverse fasi fenologiche:

EROSTART BIO TECH – fertirrigante liquido rivitalizzante della rizosfera.

ERGOSTART Ca/Mg Bio – fertirrigante liquido ad azione elasticizzante dei frutti – contro il cracking.

AGROFITO STIM Bio - stimolante naturale della crescita – auxine + citochinine.

AGROFITO Cu/Zn Bio - migliora la resistenza s.a.r. – stress – sviluppo dei tralci.

AGROFITO ALGHE Bio - estratto ecklonia maxima – migliora lo sviluppo della pianta.

AGROFITO GLUCOGENESI Bio - incremento zuccheri, sapori, aromi, colorazione.

ZEOLITE CUBANA Bio - sanità da funghi, contro muffe e insetti, azione anticracking, diminuzione dell'umidità nella parte epigea.

 

 Il risultato è stato pienamente raggiunto, testimoniando la validità della proposta offerta da Bioagrotech con i propri prodotti e la zeolite cubana. È stata infatti riscontrata una migliore vigoria delle piante, con vegetazione più lunga, ma anche una migliore colorazione fogliare, così come dei frutti stessi. Lo spacco dei frutti (cracking) è stato ridotto del 50% in termini numerici, seppur su una selezione dei frutti. La colorazione ha virato meglio verso l'invaiatura, mentre il singolo frutto ha ottenuto una maggiorazione di peso di +8 grammi. Maggiore anche la produzione (+15%) che ha portato come conseguenza un minor grado zuccherino e un minor grado brix. Valori poi analizzati sulla conservazione dei frutti con riferimento alla durezza, dopo 60 giorni, mettendo in luce come i frutti trattati con i prodotti Bioagrotech avessero un dato del 68% rispetto al 58% di quelli trattati con i normali trattamenti aziendali. In definitiva i frutti trattati con la tesi Bioagrotech a 60 giorni hanno raggiunto il grado brix analogo a quelli sottoposti ai normali trattamenti aziendali, conservandosi meglio, con conseguente guadagno derivante da shelf life prolungata.

 

Bioagrotech srl è un'azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell'agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un'agricoltura all'insegna del rispetto dell'ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l'uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti. 




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Oesità infantile: gli amici possono aiutare a stare in forma

Obesità infantile: gli amici possono aiutare a stare in forma

Usare le leve sociali per spronare i bambini all'attività fisica. È quanto emerge da uno studio cui ha partecipato una ricercatrice del Cnr-Istc, pubblicato su Nature Human Behaviour e condotto dal Jrc della Commissione europea. 

Le femmine sono più stimolate dalle migliori amiche, i maschi da gioco in squadre. 

 

Secondo l'International Association for the Study of Obesity, in Europa un bambino su tre è obeso o sovrappeso. Ma qual è il modo migliore per motivare i giovani a fare più attività fisica, che aiuta a dimagrire e a prevenire le malattie associate alla sedentarietà? Un recente studio di cui è coautrice Eugenia Polizzi, ricercatrice dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), ha esaminato l'impatto di meccanismi sociali come la reciprocità e la cooperazione di gruppo sul motivare bambini di 9-11 anni a praticare più sport. Il lavoro, pubblicato su Nature Human Behaviour, è coordinato dal Joint Research Center della Commissione europea in collaborazione con l'Università di Cambridge.

A 350 bambini di 15 scuole elementari italiane è stato chiesto di indossare quotidianamente per sette settimane un accelerometro che permette di registrare i movimenti del corpo. L'attività fisica rilevata veniva trasformata in punti, che alla fine dello studio potevano essere scambiati con premi, assegnati in base all'attività svolta dal bambino (incentivi individuali), oppure a quella dei loro migliori amici e collettivamente all'interno di squadre (incentivi sociali). In queste ultime due condizioni, più i loro amici si muovevano, più i bambini ricevevano punti.

"Gli incentivi sociali erano molto più efficaci rispetto a quelli individuali nello stimolare l'attività fisica dei bambini, portando ad un aumento globale del 52% di attività rispetto ad una condizione di controllo. Inoltre, l'effetto degli stimoli sociali varia a seconda del genere: le bambine risultano più recettive a incentivi in cui i punti sono scambiati con quelli delle migliori amiche, mentre nei maschi hanno più successo quelli di 'gruppo' in cui i punti vengono sommati e redistribuiti tra i membri di una squadra", spiega Eugenia Polizzi. "Questi risultati sono spiegabili in termini di differenze nelle reti di amicizia: quelle femminili sono più ristrette e reciproche, quelle maschili più ampie e caratterizzate da giochi di gruppo".

Il collegamento tra i bambini che assegnavano e ricevevano punti era stato fissato a priori, in modo da impedire che i bambini più pigri fossero 'abbandonati'. "Questo ha spinto i compagni ad esercitare una positiva pressione verso gli amici da cui ricevevano punti, generando una leva sociale che si è diffusa per tutto il network", conclude la ricercatrice. "Se alcuni studi hanno dimostrato che l'obesità può essere 'contagiosa', i risultati di questo lavoro indicano come lo siano anche i meccanismi che possono contrastarla". 



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SALUTE MASCHILE. MIRONE (FONDAZIONE PRO): “PREVENZIONE, IL RAPPORTO UOMO-DONNA E’ 1 A 30. NECESSARIA RIVOLUZIONE CULTURALE”


SANITA': NOVEMBRE MESE DELLA SALUTE MASCHILE


 MIRONE (FONDAZIONE PRO): "PREVENZIONE, IL RAPPORTO UOMO-DONNA E' 1 A 30. NECESSARIA RIVOLUZIONE CULTURALE"


 A Napoli nella Giornata Internazionale dell'Uomo (19 novembre) si fa il punto con "Androday"

 

Napoli, 30 ottobre 2018. Al via dal 1° novembre il mese dedicato alla salute e alla prevenzione maschile. Un tema che per molti rappresenta ancora un tabù.

 

"Quando si parla di prevenzione – spiega Vincenzo Mirone, presidente della Fondazione Pro, l'unica Fondazione italiana dedicata esclusivamente al benessere e alla salute maschile – gli uomini assumono quasi sempre un atteggiamento molto distaccato, dettato soprattutto dalla paura di scoprirsi vulnerabili.

 

Un dato riflette bene questa situazione, il rapporto uomo-donna in tema di prevenzione è di 1 a 30. Un gap inaccettabile che proviamo a colmare con un processo di sensibilizzazione che fa della cultura della prevenzione il suo pilastro. La salute maschile non va tradotta, come accade spesso, in tumore alla prostata ma va concepita come un concetto molto più ampio che passa per l'alimentazione, la sessualità, la vita lavorativa".

 

Tante le iniziative di sensibilizzazione organizzate sul territorio italiano in occasione del mese della prevenzione maschile. "La Fondazione Pro – annuncia Mirone – ha scelto una data importante per l'evento principale delle sue attività: il 19 novembre, Giornata Internazionale dell'Uomo. È in questo giorno che a Napoli, nella prima edizione di Androday, riuniremo esperti, protagonisti del mondo dello sport, dell'impresa e della cultura nazionali per discutere di benessere maschile e fare il punto sulle abitudini degli italiani grazie alla ricerca condotta in collaborazione con Ipsos che si propone di indagare come l'uomo italiano si rapporta alla tavola, alla sua salute, al lavoro. Con un particolare focus padre-figlio. Ne parleremo, tra gli altri, con Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos, Luigi Nicolais, professore emerito di Ingegneria dell'Università Federico II di Napoli, Katia Esposito, docente di Endocrinologia presso l'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli e tra i principali esperti internazionali di nutraceutica, e Aldo Masullo, filosofo e membro del comitato direttivo della Fondazione Pro".

 

Androday, l'iniziativa promossa dalla Fondazione Pro, beneficia del patrocinio del Ministero della Salute.




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Presentazione Progetto Moige - DPA - dati Piepoli uso cannabis alla guida

Il 70% dei genitori italiani con figli adolescenti ha paura che il proprio figlio faccia uso di stupefacenti o che sia coinvolto in incidenti stradali;

il 91% dei genitori ritiene importante il ruolo della scuola nella prevenzione.

Solo nel 2017, le Forze dell'Ordine hanno rilevato complessivamente 174.933 incidenti mortali, con 246.750 persone ferite e 3.378 vittime.

 

Presentata presso la sala del Parlamentino del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro - CNEL, la campagna "Mano al volante, occhio alla vita", promossa dal Moige - Movimento Italiano Genitori con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche antidroga, finalizzata a sensibilizzare oltre 8.000 ragazzi e 15.000 tra genitori e docenti delle scuole secondarie di secondo grado di 10 regioni italiane sul tema dell'incidentalità stradale, correlata all'uso di alcol e droghe.

Alla conferenza, moderata da Elisabetta Scala, Vicepresidente Moige hanno partecipato Paolo Peluffo, Segretario Generale del CNEL, Maria Contento, Capo Dipartimento Politiche Antidroga; Roberto Sgalla, Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato; Livio Gigliuto, Direttore centro sud Istituto Piepoli; Paolo Colangelo, Presidente Confarca; Antonio Boschini, Comunità di San Patrignano; Piergiorgio Assumma, Presidente Oss. tutela delle vittime di omicidio stradale, e Antonio Affinita, Direttore generale Moige.

Tra i presenti anche Eugenia Carfora, Preside dell'Istituto Morano di Caivano e una rappresentanza dei ragazzi che nelle prossime settimane parteciperanno alle attività di progetto.

L'iniziativa vuole centrare l'attenzione dei media sul tema fondamentale dell'educazione stradale e dei rischi derivanti dall'uso di alcol e droghe anche per prevenire ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di alterazione psicofisica; inoltre, si è discusso anche della grande diffusione che stanno avendo in questi mesi gli shop di cannabis "legale" e delle conseguenze che esse possono avere nella banalizzazione del consumo di droghe, e quindi sull'incremento di incidenti stradali.

A tale proposito il Moige insieme all'Istituto Piepoli ha realizzato un'indagine sulla percezione del rischio di incidenti stradali causati dall'uso di alcol e droghe, e sui rischi connessi dalla presenza massiva dei cannabis shop sul territorio nazionale.

 

I DATI A CURA DELL'ISTITUTO PIEPOLI

L'indagine sulla percezione dei genitori sul pericolo di alcol e droghe connesse alla guida realizzata dall'Istituto Piepoli e presentata nel corso della conferenza stampa, ha un campione di ricerca costituito da 1518 adulti.

Il 39% dei genitori italiani con figli tra i 14 e i 19 anni ha evidenziato la paura che i propri figli possano essere coinvolti in un incidente stradale e il 31% che facciano uso di droghe e abuso di alcol.

Una cattiva dinamica di gruppo è la principale colpevole dell'uso di droghe e alcol tra i giovani. A pensarlo sono i genitori (47%), ma soprattutto i non genitori (59%), che danno un peso importante anche alla possibilità di trasgredire (39%) e divertirsi (45%), ritenute cause più marginali dai genitori (entrambe al 27%), che invece attribuiscono un peso superiore alla noia (28%).

Secondo 6 intervistati su 10, l'apertura di negozi dedicati alla vendita di cannabis legale potrebbe contribuire a incrementare la propensione dei giovani a fare utilizzo di sostanze stupefacenti. Un timore particolarmente forte tra i genitori.

Se per quanto riguarda le cause genitori e non genitori, pur con qualche distanza, testimoniano una sorta di comune sentire, la divaricazione tra le due categorie risulta più evidente sui metodi di prevenzione dell'utilizzo di alcol e droghe prima di mettersi alla guida: come evitarlo? Per i genitori, la risposta sta in prima battuta nel buon esempio da dare ai figli. Anche il controllo, però, ha un ruolo importante. Diversa l'opinione dei non genitori, che credono principalmente nel dialogo e nella responsabilizzazione dei più giovani.

Famiglia e scuola, in quest'ordine, sono secondo gli italiani i principali attori della lotta all'utilizzo di alcol e droghe prima di mettersi alla guida. Un ruolo preminente viene dato all'istituzione familiare, il cui ruolo è considerato addirittura molto importante da 9 intervistati su 10, mentre solo 6 su 10 attribuiscono pari valore al ruolo dell'istituzione scolastica.

Il ruolo della scuola è ad ogni modo vissuto come importante da 9 cittadini su 10 (in questo caso in maniera pressoché identica tra genitori e non genitori) e sembra essere da lì che gli italiani si aspettano la soluzione. La metà dei genitori di figli di età compresa tra 14 e 19 anni dichiara di non essere a conoscenza di campagne di sensibilizzazione al tema nelle scuole.

Un genitore su due: un grande mare ancora da battere e conquistare per la scuola italiana.

"In conclusione, per l'Opinione Pubblica – dichiara Livio Gigliuto, Direttore Centro Sud di Istituto Piepoli - lo spettro dell'uso di droghe e alcol prima di mettersi alla guida è secondo solo al grande archetipo della salute. Gli italiani credono nei figli e fanno sui giovani profezie positive, ma hanno paura delle cattive compagnie e del fattore-noia. Per genitori e non genitori italiani il controllo serve ma non basta, occorrono ascolto e fiducia, a scuola e in famiglia"

 

IL PROGETTO 

"Mano al volante, occhio alla vita" è il progetto che il MOIGE, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche antidroga, promuove, nelle scuole secondarie di secondo grado del territorio nazionale, contro ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di alterazione psicofisica per l'uso di alcol-droga correlati.

Il progetto nel corso dell'anno scolastico 2018/2019 coinvolgerà istituti superiori e licei di 10 regioni diverse, oltre 8.000 ragazzi e 15.000 tra genitori e docenti. (In allegato l'elenco delle scuole partecipanti).

Attraverso kit didattici, concorso video, materiale informativo e strumenti digitali sarà promossa una maggiore consapevolezza sul tema dell'educazione stradale e sui rischi derivanti dall'uso di alcol e droga.


LE DICHIARAZIONI

"Affrontare il tema degli incidenti stradali, sia in Italia che in Europa, impone di considerare il fatto che tra i comportamenti più pericolosi si annoverano la guida in stato di ebbrezza e in stato di alterazione per l'uso di sostanze stupefacenti e psicotrope. Per tale motivo, oltre ad attivare azioni di prevenzione specifica sul territorio, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il DPA e le Forze dell'Ordine con lo scopo di introdurre nuove misure organizzative per ottimizzare le attività di accertamento su strada per la prevenzione del fenomeno. Infine vorrei rivolgermi ai ragazzi: godete intensamente, e in modo sano, di ogni attimo della vostra vita e non scordate che le droghe, tutte le droghe, fanno male, sono nocive per la vostra salute e sono solo fonte di guai per voi e per chi vi sta vicino. La droga fa schifo", così Lorenzo Fontana, Ministro per la famiglia e le disabilità con delega alle politiche antidroga, che non ha potuto partecipare per un imprevisto impegno istituzionale fuori Roma, nel messaggio rivolto ai partecipanti.

"Gli incidenti stradali sono ancora purtroppo la prima causa di morte per i giovani sotto i 30 anni. Ciò che purtroppo viene spesso sottovalutato, soprattutto tra i giovani, è il pericolo che si corre quando si adottano comportamenti scorretti, come quello di mettersi alla guida sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti, e il reale rischio a cui si espone la propria vita e quella degli altri. Fondamentale è allora l'impegno congiunto diretto a diffondere ai ragazzi la cultura di una corretta mobilità perché i giovani rappresentano i primi destinatari della comunicazione in materia di sicurezza stradale: sono la generazione dei futuri automobilisti e i migliori portavoce del messaggio

di legalità con il mondo degli adulti", ha dichiarato Roberto Sgalla, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato.

"I dati sono drammatici ed è necessario agire da subito con campagne di prevenzione che sensibilizzino i minori alla cultura della legalità, contro la sottocultura della droga e dell'alcol.

Serve un'alleanza di tutti coloro che hanno una responsabilità educativa verso i nostri figli: le scuole, le istituzioni, le famiglie, ma anche il mondo della televisione, della musica, dei social. La disinformazione rappresentata sia dei cattivi maestri sia dalla presenza dei cannabis shop e dall'uso del termine "light" associato alla cannabis, è una vergogna! E per questo chiediamo al Governo di intervenire.", dichiara Antonio Affinita, Direttore generale del Moige, Movimento Italiano Genitori.

"Siamo molto preoccupati rispetto all'aumento del consumo da parte dei giovani di stupefacenti e alcol - afferma Paolo Colangelo, Presidente di Confarca, associazione nazionale di autoscuole - Ogni anno come prevenzione, siamo in prima linea con azioni di sensibilizzazione sia durante le ore in aula per il conseguimento della patente di guida  sia direttamente sul territorio, senza tralasciare l'importantissimo canale della formazione sui rischi connessi all'assunzione all'interno delle scuole secondarie. Sarà nostro impegno continuare ad essere presenti e attivi su questo fronte anche nei prossimi anni, dato che come possiamo vedere dai numeri, il dato non è in regressione, anzi purtroppo si sta diffondendo sempre di più".

 

Elenco delle regioni coinvolte nel progetto:

Abruzzo (7 scuole nelle città di Chieti, Pescara, Sulmona, Roseto degli Abruzzi e Teramo),        
Basilicata (1 scuola nelle città di Pescopagano),                              
Calabria (2 scuole nelle città di Corigliano Calabro e Cosenza),                             
Campania (5 scuole nelle città di Afragola, Caivano, Caserta, Gragnano e Salerno),                     
Emilia Romagna (2 scuole nelle città di Bologna e Rimini)                         
Lazio (6 scuole nelle città di Pomezia, Roma, Ronciglione e Sora),                                    
Lombardia (3 scuole nelle città di Pioltello, Mantova e Rozzano),                         
Piemonte (2 scuole nelle città di Alessandria e Chivasso),                          
Puglia (3 scuola nelle città di Alberobello, Andria e Manduria),                             
Sicilia (9 scuole nelle città di Catania, Palazzolo Acreide, Lentini, Mussomeli, Castellammare del Golfo, Bronte, Palermo e Sant'Agata di Militello).  

Regioni, Giulia Grillo: La collaborazione sia reciproca, l’obiettivo sia la salute dei cittadini

Regioni, Giulia Grillo: "La collaborazione sia reciproca, l'obiettivo sia la salute dei cittadini"


Alla scorsa Conferenza Stato-Regioni ho ribadito la mia ferma volontà di portare più risorse per la sanità, e penso di esserci in parte riuscita. Contestualmente, come promesso alla fine dell'incontro di due settimane fa, ho avviato un'interlocuzione con le Regioni che hanno predisposto un primo documento alla nostra attenzione, poi da noi trasmesso al Mef per le opportune valutazioni. Di questo passaggio, datato 22 ottobre, ho informato personalmente il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini. Nel frattempo, senza coinvolgerci minimamente, le Regioni hanno preparato un secondo documento inviato poi direttamente alla Ragioneria del Mef.

Questi sono i fatti, per questo non comprendo l'attacco politico che mi arriva oggi dal presidente Bonaccini, che spero di vedere prima possibile, visto che ho chiesto di incontrarlo due mesi fa.

Abbiamo portato nella legge di bilancio, oltre all'incremento programmato del FSN altre risorse per la riduzione delle liste d'attesa, la formazione post laurea dei medici, la ricerca, l'edilizia sanitaria. Cifre che vanno ad aggiungersi al miliardo aggiuntivo al Fondo.

Per quanto riguarda il fondo per i farmaci innovativi, abbiamo avviato qualcosa di molto più complesso, ossia un Tavolo di esperti per il ridisegno della governance farmaceutica che mette mano con presupposti del tutto inediti all'intera filiera, recuperando risorse per le terapie più costose a vantaggio dei cittadini.

E come scritto nella legge di Bilancio, entro il mese di gennaio sottoscriveremo con le Regioni il nuovo Patto della salute con nuovi impegni e nuovi obiettivi.

Ho sempre sostenuto che avremmo trovato per il 2019 più risorse del miliardo previsto e che avremmo inaugurato un nuovo modo di lavorare, in grado di superare la retorica del "cappello in mano", recuperando le risorse da fondi presenti e mai assegnati e ridisegnando la spesa, cancellando sprechi e ridondanze.

Giulia Grillo, ministro della Salute

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