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martedì 30 ottobre 2012

Arriva Halloween. Attenzione alla liquirizia

Roma, 30 Ottobre 2012. Che c'entra Halloween con la liquirizia? C'entra, perche' la festa di Halloween e' collegata ad un aumento del consumo dei "dolcetti", ovvero di caramelle alla liquirizia, il che puo' portare problemi alla salute, tanto che la Food and Drug Administration (Fda) americana ha lanciato l'allarme sui rischi da eccessivo consumo di caramelle alla liquirizia. Gli effetti sono aritmia cardiaca, spossatezza ed edemi. Visto che abbiamo importato la "festa" dagli Stati Uniti e quindi le relative modalita', con consumo di caramelle alla liquirizia, sarebbe opportuno seguire anche i consigli americani, altrimenti si rischia di finire al pronto soccorso. Dose massima? 50 grammi.




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Cav. Andrea Pietrarota
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sociologo della comunicazione, giornalista e consulente di comunicazione integrata
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domenica 28 ottobre 2012

Allarme abusivismo delle professioni sanitarie

Allarme abusivismo delle professioni sanitarie. Falsi infermieri impiegati anche nelle sale operatorie da Nord a Sud della penisola. Un rischio per il cittadino ed un danno calcolato per il Servizio Sanitario Nazionale di svariati milioni di euro.

 

 

L'arte di arrangiarsi, si sa, è una caratteristica tipica di noi italiani quasi sempre innocua per la collettività. Ma quella di coloro che per tirare a campare si fregiano di titoli che non posseggono o che fingono di essere professionisti di un determinato settore ed invece non lo sono, può essere anche un pericolo per la società. Specie quando si tratta della salute degli altri.

Non si tratta solo di falsi dentisti o falsi medici, che certamente fanno più notizia quando vengono sorpresi con le mani nella marmellata, ma la classifica speciale dei falsi professionisti vede al primo posto coloro che si spacciano per infermieri.

Basti pensare che nell'arco del biennio 2010-2011 i carabinieri dei Nas su 2.783 segnalazioni all'Autorità giudiziaria per esercizio abusivo delle professioni, quelle relative alla categoria dei falsi 'infermieri', sono state oltre un terzo per un totale di ben 1.023 soggetti denunciati.

Tanti o meglio tantissime, perché la gran parte sono donne che cercano di contribuire al bilancio familiare mettendo però a repentaglio la salute dei pazienti. Si fingono infermieri, pur non possedendo le fondamentali conoscenze mediche necessarie per svolgere mansioni così delicate perché vanno ad incidere sulla vita stessa delle persone sottoposte alle loro cure e che spesso le vede coinvolte anche all'interno delle sale operatorie.

I rischi sono quindi a carico non solo dei singoli cittadini ma anche del servizio sanitario costretto a pagare i danni conseguenti all'impreparazione di questi soggetti.

Si sono registrate nel passato recente indagini che hanno visto alcuni di questi veri e propri truffatori, essere promossi a caposala pur non possedendo alcun titolo, o peggio avendolo "acquistato" sul mercato illegale. Un'inchiesta coordinata dalla procura di Cosenza, aveva denunciato una organizzazione criminale che falsificava i titoli di studio che rivendeva per importi variabili tra gli 8 e i 10mila euro garantendo, fra l'altro, stage truffa per insegnare le informazioni basilari tra cui la misurazione della pressione arteriosa, dei medicamenti e dei prelievi di sangue.

La difficoltà ad individuare con certezza questi "professionisti" tra migliaia d'infermieri regolari e diplomati, impone la massima attenzione nella selezione del personale da parte delle ASL e delle autorità ospedaliere sia pubbliche che private sulle quali vigono stringenti obblighi di controllo a tutela dei pazienti.

Ma non sempre le autorità sanitarie hanno dimostrato particolare intuito nell'individuare i falsi "infermieri" ed i numeri elencati la dicono tutta. Per tali ragioni, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", invita tutti coloro che abbiano dubbi, ad eseguire controlli consultando l'albo sul sito (http://www.ipasvi.it/chi-siamo/ricerca-albo.htm) del Collegio Professionale IPASVI (acronimo di Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici di Infanzia), oppure segnalando il nominativo al Collegio Professionale della propria città  o al nucleo dei Carabinieri del Nas.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Tumori: svolta nella chirurgia del seno

Svolta nella chirurgia del seno. Scienziati australiani sono riusciti a far ricrescere il tessuto del seno in una donna che aveva il cancro.

 

Una bella conquista in campo medico quella di un equipe di chirurghi australiani dell'Istituto di ricerca O'Brien di Melbourne che secondo quanto è stato comunicato agli organi di stampa di quel paese sono riusciti a far ricrescere il tessuto del seno su una donna che avevano subìto un intervento chirurgico a causa di un cancro. L'esperimento ha coinvolto cinque donne cui era stata asportata la mammella attraverso l'impianto di una camera acrilica a forma di seno.

Gli scienziati hanno, quindi, reindirizzato i vasi sanguigni nello spazio collegato con le cellule di grasso del paziente ed in una di esse si è rigenerato il tessuto sino a riempire la sagoma artificiale.

Secondo quanto è dato apprendere l'esperimento è riuscito su una paziente, la signora Tanya Downs, che aveva solo 36 anni, quando cinque anni fa le venne diagnosticato un cancro al seno e le era stata praticata una mastectomia. Il tessuto del suo seno è stato coltivato con successo dalle proprie cellule di grasso.

La speranza è quella che un giorno il seno si possa autogenerare dopo una mastectomia con la conseguenza che potrebbe diventare un'alternativa alla protesi al silicone.

L'esperimento, per quanto comunicato dal team australiano specializzato nell'ingegneria dei tessuti, verrà presto allargato ad una platea più ampia di pazienti per comprendere compiutamente il processo di rigenerazione del tessuto.

Secondo Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", l'importante scoperta potrebbe essere un meraviglioso passo avanti per tutte le donne che a seguito dell'asportazione del seno subiscono dei veri e propri drammi psichici che vanno a ledere l'essenza stessa della propria femminilità.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 27 ottobre 2012

Gravidanza, salute e giustizia: risarcita una figlia del farmaco "Distilbène"

Gravidanza, salute e giustizia: risarcita una figlia del farmaco "Distilbène"

Le società farmaceutiche UCB Pharma e Novartis pagheranno un totale di €  213.000  ad una vittima del farmaco.

 

La Corte d'Appello di Parigi ha condannato venerdì le società farmaceutiche UCB Pharma e Novartis a risarcire una ragazza colpita da cancro perche' la madre aveva assunto del "Distilbène" quando era in gravidanza. Quest'ormone di sintesi, il Dietilstilbestrolo (DES  ) è un difenolo con proprietà sintetica estrogenica potente, prescritto a milioni di donne al mondo tra il 1940 e il 1977 mentre  tra il 1964 e il 1975 è stato il più raccomandato per prevenire aborti spontanei. Sintetizzato nel Regno Unito nel 1938, è stato commercializzato come farmaco in questo paese sotto il nome di Stilbestrol-Borne, e poi in altri paesi sotto il nome di Stilboestrol Distilbène.

Nel 1971 , negli Stati Uniti , l' FDA mette finalmente fine all'embargo e vieta la prescrizione di questo farmaco nelle donne in gravidanza.  Il Distilbène è stato quindi vietato per le donne in gravidanza, nel 1975 in Belgio, nel 1976 nel Canada, nel 1977 in Francia , Germania , Austria e Olanda nel 1978, in Italia nel 1981 e nel 1983 in Ungheria .

Ma il danno orami era fatto, e una generazione di bambini esposti al DES in utero è nata tra il 1940 e il 1980. L'età fertile per questi bambini è in gran parte tra il 1975 e il 2015: problemi genitali e problemi di sterilità causati a questi figli adulti rappresentano un vero e proprio problema di sanità pubblica  , 

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", evidenzia che il Distilbène, che non è mai stato prescritto a donne in gravidanza dal 1983, attualmente continua a essere comandato a pazienti con metastasi del cancro alla prostata in cui ha dimostrato la sua efficacia.

 




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Pericolo droghe. Un comune antidolorifico, l'ossicodone usato come droga

Dall'Australia e dagli Stati Uniti arriva un'allarme sull'abuso di un farmaco utilizzato come una sorta  di droga che starebbe mietendo un numero record di vittime a seguito di overdose.

L'ossicodone è, infatti,  un antidolorifico noto anche come "Oxycontin"  che viene utilizzato dai pazienti che soffrono di dolori cronici anche se la gran parte delle vittime sono persone di metta età. Il farmaco era utilizzato specificamente pe r i pazienti oncologici, ma diversi anni fa ha cominciato ad essere regolarmente prescritto a chiun que soffriva di dolore cronico e l'uso è aumentato vertiginosamente e quai fuori controllo.

Mentre i tassi  di prescrizione di morfina sono crollati, l'ossicodone ha segnato una crescita del 152%  in sei anni. La droga è comunemente preparata mediante lo schiacciamento di pasticche la cui polvere v iene iniettata in vena. Intorno alla vendita di questo farmaco si è creato un fiorente mercato nero che è anche un business lucrativo. Basti pensare che da una compressa di 80 grammi di ossicodone può  essere venduta in strada per 50 dollari, mentre una scatola intera a di $1.400, mentre fiorisce su internet il mercato illegale  transazionale che consente l'acquisto anche di questi tipi di farmaci oppiacei senza alcuna prescrizione medica.

Gli esperti sono convinti che gli  utilizzatori non hanno ancora compreso  la potenza e la dannosità del farmaco.

Secondo studi, l'ossicodone è una volta e mezzo più forte dell'eroina, riduce la respirazione  rendendolo potenzialmente mortale e gli effetti sono  più potenti di altri sedativi come l'alcool ed il Valium.

Il farmaco sarebbe, infatti, dietro l'impressionante escalation di overdosi accidentali negli Stati Uniti.

Basti pensare che quando il celebre attore Heath Ledger fu trovato morto in un appartamento di New York,  il suo corpo conteneva un cocktail di farmaci tra cui ossicodone, Valium e Xanax.

Non si conoscono le cifre in Italia visto che già nel 2009 il pericolo della diffusione di antidolorifici che vengono utilizzati per finalità diverse da quelle per cui vengono prescritte ai malati cronici è stato oggetto di attenzione anche mediante interrogazioni parlamentari al precedente governo che non ci risulta abbia dato nessuna risposta in tal senso,  ma Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", ricorda ancora una volta che in rete risulta ancora semplice acquistare questi farmaci, mentre nei forum i giovani continuano a scambiarsi informazioni con tanto di testimonianze sul cosiddetto  " sballo  " con tutti i consigli  utili per l'acquisto. Ed allora,  riteniamo utile che il Ministero della salute avvii un'inchiesta urgente per verificare se l'uso di antidolorifici oppiacei sia sotto controllo prim




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venerdì 26 ottobre 2012

Corso di pet therapy al Meyer



CORSO DI PET THERAPY

Al Meyer gli interventi assistiti con gli animali come risorsa per il bambino malato in ospedale

 

Come lavorare con gli animali in ambito sanitario? Quanto gli amici a quattro zampe possono influire sull'efficacia delle terapie tradizionali e sulla guarigione? In quali ambiti il loro aiuto può essere applicato?

Al via il nuovo corso "La pet-therapy come risorsa per il bambino malato in ospedale", formazione teorica-pratica per gli Interventi Assistiti con l'Animale (IAA) in ambito pediatrico organizzato dall'azienda ospedaliera universitaria Meyer. L'ospedale pediatrico fiorentino da dieci anni ha un'attività di pet therapy nei reparti in collaborazione con l'associazione Antropozoa.

Destinatari del corso sono i laureati in medicina e chirurgia, scienze infermieristiche, fisioterapia e riabilitazione psicologia, scienze dell'educazione, scienze sociali. Il corso è accessibile  ed è aperto anche agli studenti.

La scheda d'iscrizione può essere richiesta alla segreteria organizzativa o scaricata dal sito internet www.meyer.it, mail caneincorsia@gmail.com. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 novembre.

Tre posti sono riservati ai dipendenti del Meyer e dell'ospedale di Careggi.

Il corso, tenuto da esperti nei vari settori di applicazione degli IAA, intende implementare le conoscenze e le competenze degli operatori sanitari sul tema, far acquisire strumenti e sviluppare la capacità di progettare, valutare e promuovere gli interventi assistiti e migliorare la comunicazione con il paziente attraverso l'ausilio di un animale, ma anche acquisire competenze psico-socio-relazionali utili allo svolgimento della pratica clinica quotidiana.

Il percorso formativo prevede 70 ore teorico/pratiche in aula e 10 ore di tirocinio che si svolgeranno con l'Associazione Antropozoa presso il Meyer. 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Elogio della "Chia": l' integratore della natura prezioso nella pratica sportiva o in gravidanza, durante l'allattamento e la crescita dei bambini

 

Elogio della "Chia": l' integratore della natura prezioso nella pratica sportiva o in gravidanza, durante l'allattamento e la crescita dei bambini. Utilizzati frequentemente i semi di Chia abbassano i livelli di pressione del sangue

 

Direttamente dalla natura arrivano alcune risposte alla domanda di salute che spesso vengono confortate anche dagli studi della medicina. Esistono, infatti, piante che utilizzate nelle cucine o nelle tradizioni mediche di alcuni paesi anche da migliaia di anni, possono apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica.

Questa volta, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti, vuol parlare dei benefici ed usi di una pianta, utilizzata come medicina, la "Chia ". La Salvia hispanica, comunemente conosciuta come Chia, è una pianta appartenente alla famiglia della menta (Lamiaceae), nativa del centro-sud del Messico e Guatemala. La tradizione locale, attesta che questa pianta veniva già coltivata in epoca pre-Colombiana dalle civiltà Azteche. Si tramanda che, essa fosse così pregiata da essere versata come tributo dalla popolazione ai regnanti di turno. Le sue proprietà benefiche, sono dunque note da tempo, difatti la parola "Chia" in Azteco assume il significato di "Forza". E' tuttora utilizzata in Messico e Guatemala, sotto forma di semi (a volte macinati), come fonte di nutrimento e in bevande nutrizionali. Il seme è un ingrediente tipico della cucina Azteca e Messicana, in compagnia di mais e fagioli, tanto da essere considerato l'alimento preferito dei guerrieri Aztechi da cui traevano la forza e il coraggio per vincere le loro battaglie.

Ai semi di tale pianta sono sempre state attribuite virtù benefiche e curative in grado di ridurre le infiammazioni, alleviare gli stati generali di dolore e disinfettare le ferite. La chia è un alimento consigliato in situazioni di affaticamento fisico o aumentato fabbisogno energetico (come nella pratica sportiva o in gravidanza, durante l'allattamento e la crescita dei bambini) per le sue notevoli qualità benefiche.

Secondo recenti indagini scientifiche, confermate dalla scienza medica ufficiale, infatti, indicano che i semi di chia, una volta ingeriti, sviluppino nell'intestino una specie di gel in grado di ritardare l'assorbimento delle principali fonti caloriche (zuccheri e grassi), migliorando la risposta glicemica e favorendo il controllo del peso corporeo, dei trigliceridi e colesterolo. Gli studi nascono dall'osservazione empirica sulla bassissima incidenza di tumori nei paesi del Sud America che sostengono che il consumo regolare di semi di chia, sia in grado di ritardare le patologie dell'invecchiamento e persino alcune forme tumorali.

Dal punto di vista nutrizionale questi semi sono un'ottima fonte di fibre, vitamine, antiossidanti e grassi essenziali omega 3.

Le proprietà fondamentali dei Semi di Chia sono:

OMEGA 3

8 volte più Omega 3 rispetto al Salmone!

I semi di Chia sono la più pregiata e ricca fonte naturale di OMEGA3 del regno vegetale, essi sono ricchissimi di grassi OMEGA3 ed OMEGA6 (RAPPORTO 3:1) altamente assimilabili ed hanno un contenuto in olio del 30% (di cui il 64% è costituito da OMEGA3).

Ogni 100g di prodotto continene circa 20g di OMEGA3!!!

Tutte queste caratteristiche rendono i SEMI DI CHIA LA PIU' ECONOMICA FONTE DI OMEGA 3 AL MONDO!!

OTTIMO SOSTITUTO DELL' OLIO DI PESCE:

maggior concentrazione, più economico, nessun odore/sapore sgradevole

VITAMINE E SALI MINERALI

7 volte più Vitamina C rispetto alle Arance

5 volte più Calcio rispetto al Latte

3 volte più Ferro rispetto agli Spinaci

2 volte più Potassio rispetto alle Banane

15 volte più Magnesio rispetto ai Broccoli

I semi di chia hanno un altissimo contenuto di Vitamine e Sali minerali, pertanto costituiscono un OTTIMO INTEGRATORE NATURALE!!

La chia, come tutti i semi, può essere macinata e utilizzata per i prodotti della panificazione (pane, biscotti e torte), per preparare bevande energetiche e fortificanti, o utilizzata come ingrediente di "rinforzo" in alimenti tradizionali come yogurt, latte e derivati, carni e pesce.

Si è inoltre constatato che utilizzati frequentemente i semi di Chia abbassano i livelli di pressione del sangue.

E se la scienza conferma,e l'Unione Europea ha approvato nel 2009 la commercializzazione dei Semi di Chia per scopi umani,  non possiamo che elogiarne le proprietà e consigliare di aggiungere i semi di Chia anche nella dieta degli italiani.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


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