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venerdì 25 luglio 2014

La circoncisione contro l’AIDS. Uno studio presentato a Melbourne dimostra una riduzione del rischio di contagio

La circoncisione riduce il rischio di contaminazione dal virus dell'HIV, anche per le donne. È quanto dimostra uno studio presentato alla Conferenza internazionale sull'AIDS che termina oggi a Melbourne. La ricerca, realizzata presso una comunità sudafricana con forte presenza di uomini circoncisi, dimostra come le donne che hanno avuto relazioni sessuali con questi uomini abbiano il 15% in meno di possibilità di venir contagiate dal virus. Il tasso diminuisce del 50-60% presso i maschi. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è arrivata a raccomandare quindi questa pratica a 14 paesi dell'Africa sub sahariana che presentano un alto tasso di infezioni. I ricercatori si sono poi interrogati sulla possibilità, alla luce di questi nuovi dati, di un abbandono dell'utilizzo del preservativo. Un pericolo scongiurato però da un altro test presentato a Melbourne secondo il quale gli uomini circoncisi continuano a utilizzare il profilattico. 

Un dato sorprendente, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" anche se risulta evidente che questa pratica non può sostituire in alcun modo la necessità di rapporti protetti e quindi con l'utilizzo del preservativo che rimane il miglior modo per ridurre al minimo le possibilità di contagio.

Lecce, 25 luglio 2014                

Epatite virale in Europa in aumento: non diagnosticata e sotto-segnalata


L'epatite virale colpisce milioni di persone in tutta Europa senza che non se ne accorgano nemmeno e come 'malattia silenziosa' spesso non mostra alcun sintomo.Ma se non viene curata l'epatite può causare danni al fegato irreversibili. Questa temibile patologia è una malattia con molte facce e la "Giornata mondiale dell'epatite", il 28 luglio ci dà l'opportunità di aumentare la consapevolezza e la comprensione di essa. L'epatite virale è evitabile – ma l'infezione cronica, ad esempio come l'epatite B e C non trattata, può progredire a cirrosi epatica o cancro», avverte Marc Sprenger, direttore dell'ECDC, l'Ente Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie. Dopo diversi anni di una tendenza declinante e stabilizzante, recenti focolai di tossinfezione alimentare di epatite A indicano che tale malattia è un problema di salute pubblica di tossinfezione alimentare riemergente in Europa. 

"Questi focolai sollevano la questione se gli Stati membri dell'UE dovrebbero considerare le opzioni per più ampie raccomandazioni di vaccinazione contro l'epatite A poichè è attualmente raccomandata solo per i viaggiatori", suggerisce Sprenger. Come mostrano nuovi dati dal rapporto ECDC di sorveglianza in Europa 2012 sull'epatite B e C, l'epatite C provoca un maggiore carico di malattia in Europa dell'epatite B con numeri e tassi di notifica quasi due volte alti come quelli di quest'ultima: tra il 2006 e il 2012, sono stati registrati più di 110.000 casi di epatite B e oltre 206.000 infezioni da epatite C.  Di epatite B sono stati segnalati 32.917 casi nei 29 Stati membri nel 2012, 2.798 (16,1%) sono stati notificati come acuti, 12.306 (71.0%) come cronici e 1.865 (10,8%) come indefiniti. 

Il gruppo di età più colpito era quello compreso tra i 25 e i 34 anni, rappresentando un terzo dei casi (33,3%). Mentre il numero di casi acuti di epatite B è in continuo calo dal 2006 – molto probabilmente grazie ai programmi di vaccinazione, in molti paesi europei – le statistiche dei casi cronici sono raddoppiati da 4.3 per 100.000 abitanti nel 2006 a 8,6 nel 2012. Nel 2012, 60.730 casi di epatite C sono stati segnalati da 27 Stati membri dell'UE/SEE di cui 509 (1,7%) erano classificati come acuti, 3905 (12,8%) come cronici e 23.712 (77,5%) come indefiniti. Tuttavia, solo 13 paesi sono stati in grado di definire i casi come acuti o cronici. Più della metà (54%) di tutti i casi di epatite C nel 2012 sono stati diagnosticati in persone tra i 25 e i 44 anni.

"Tutti questi numeri sono da intendersi come una sottostima della vera situazione a causa della sottosegnalazione e il fatto che molte infezioni acute sono asintomatiche e quindi spesso non diagnosticate. Ciò significa che il problema è più grave di quello che abbiamo pensato e abbiamo bisogno di rafforzare i programmi di prevenzione esistenti e i controlli per invertire queste tendenze", aggiunge Sprenger. "Possiamo fare ancora molto per aiutare a fermare la malattia silenziosa". 

Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ricorda che da tempo l'organizzazione dell'ECDC ha attivato un sistema di sorveglianza per l'epatite A, B e C per aiutare i paesi a valutare la presenza dell'epatite, la prevenzione e le strategie di controllo esistenti e per definire le tendenze epidemiologiche o di trasmissione dei modelli in tutta Europa. L'epatite è un'infiammazione del fegato ed è più comunemente causata da un'infezione virale. Ci sono cinque tipi di virus dell'epatite conosciuti, indicato come tipi A, B, C, D ed E. Possono causare conseguenze acute e nel caso dei tipi B e C anche epatopatie croniche. Mentre l'infezione con il virus dell'epatite A è in genere causato dal consumo di alimenti contaminati o acqua e provoca un'infezione acuta, l'epatite B e C di solito si verificano a seguito di contatto con sangue infetto o di liquidi corporei e possono progredire in pericolose infezioni croniche.

Lecce, 25 luglio 2014                                                                                                                                                                                            

                                                                    

Ministro Lorenzin nomina nuovo Consiglio Superiore di Sanità


Ministro Lorenzin nomina il nuovo Consiglio Superiore di Sanità:

 

30 componenti di cui quasi il 50% donne

 

Profili illustri e alta competenza nelle discipline di interesse sanitario

 

-                     Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato oggi il decreto di nomina del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. Ai sensi dell'articolo 27 del Decreto Legge n. 90 del 24 giugno 2014 i componenti non di diritto sono passati da 40 a 30, quindi ridotti del 25%

-                     Molte le novità che contraddistinguono il nuovo Css. Innanzitutto vi è una massiccia presenza femminile: sui 30 membri di nomina del Ministro 14 sono donne. Nel precedente Consiglio le donne erano 3 su 40 membri, vale a dire il 7,5%, adesso sfiorano il 50%.

-                     Rispetto al precedente Consiglio il 60% dei componenti è di nuova nomina.

"Ho voluto dare un segno concreto di rinnovamento: 18 componenti su 30 del Consiglio Superiore di sanità sono di nuova nomina; foltissima è la rappresentanza femminile, la metà, come mai prima di oggi - ha detto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin – I componenti sono stati individuati e nominati in base alla loro altissima professionalità e alle competenze specifiche, riconosciute anche a livello internazionale, nelle diverse discipline di interesse per la sanità pubblica italiana. Ho voluto esaminare personalmente più  100 curricula prima decidere. Il Consiglio è un organo scientifico consultivo fondamentale per il Ministro della salute e sono sicura che nella nuova composizione più snella sarà in grado di garantire oltre all'altissimo valore scientifico anche  pareri in tempi rapidi, necessari per le decisioni dell'organo di Governo.".

 

Di seguito la nuova composizione del Consiglio superiore di sanità:

 

1) Prof.ssa Maria Pia AMATO                                         Professore associato in Neurologia- Dipartimento NEUROFARBA, Sezione Neuroscienze, Università degli studi di Firenze

 

2)  Prof. Rocco BELLANTONE                                        Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - Professore ordinario di chirurgia generale- Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico A. Gemelli di Roma

 

3)  Prof. Placido BRAMANTI                                           Professore ordinario di Scienze Tecniche Mediche Applicate presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali dell'Università degli Studi di Messina- Direttore scientifico IRCCS Centro Neurolesi "Bonino Pulejo" di Messina

 

4)  Prof. Adelfio Elio CARDINALE                                 Professore emerito di Radiologia presso l'Università degli Studi di Palermo

 

5)  Prof. Luciano CAVALLO                                            Professore ordinario di Pediatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari - Direttore della Clinica Pediatrica "B. Trambusti" dell'Università degli Studi di Bari

 

6)  Prof.ssa Anna CLERICO                                           Professore associato di Pediatria – Responsabile UOC di Oncoematologia Pediatrica del Policlicnico Umberto I di Roma

 

7)  Prof. Antonio COLOMBO                                         Attending Cardiologist, Stamford Medical Hospital, Stamford, CT, USA- Visiting Professor of Medicine, Columbia University Hospital, New York, USA – Professor of Clinical Medicine, New York University, New York, USA-  Primario Emodinamica e Cardiologia Interventistica, Ospedale S. Raffaele di Milano

 

8)  Prof. Bruno DALLA PICCOLA                                Direttore scientifico dell' Ospedale Pediatrico Bambino Gesù- IRCCS di Roma

 

9)  Dott.ssa Ornella DELLA CASA ALBERIGHI         Farmacologo clinico per il Centro studi    della Società Italiana di Reumatologia (SIR)-  Dirigente medico presso la Direzione scientifica dell'Istituto "G. Gaslini" di Genova per il Servizio di Farmacologia Clinica e Ufficio sperimentazioni cliniche in pediatria

 

10)  Prof.ssa Elisabetta DEJANA                                    Professore ordinario di Patologia generale presso il Dipartimento di Scienze biomolecolari e biotecnologie dell'Università degli Studi di Milano- Responsabile del programma di Angiogenesi presso l'IFOM- Istituto FIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) di  Oncologia Molecolare di Milano

 

11)  Prof.ssa Gabriella FABBROCINI                            Professore associato di malattie veneree e cutanee del Dipartimento di medicina clinica e chirurgia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

 

12)   Prof. Napoleone FERRARA                                   Distinguished Professor of Pathology, University of California, San Diego Senior Deputy Director for Basic Sciences, UC San Diego Moores Cancer Center

 

13)  Prof. Silvio GARATTINI                                         Direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", Milano

 

14)  Prof.ssa Adriana IANIERI                                       Professore ordinario in Ispezione ed Igiene degli alimenti di origine animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Parma

 

15)  Prof. Andrea LENZI                                                 Professore  ordinario di Endocrinologia, Direttore della Sezione di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia del Dipartimento Medicina Sperimentale presso la "Sapienza" Università di Roma- Presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN)

 

16)  Prof. Antonio MANTOVANI                                  Professore ordinario di Patologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Milano e Direttore Scientifico dell'Istituto "Humanitas" di Milano

 

17)  Prof. Mauro MARCHIONNI                                   Professore emerito di Ginecologia ed Ostetricia presso l'Università degli Studi di Firenze

 

18)  Prof. Giuseppe NOVELLI                                        Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Roma "Tor Vergata"- Professore Ordinario di Genetica Medica

 

19)  Prof.ssa Anna Teresa PALAMARA                         Professore ordinario di Microbiologia presso la Facoltà di Farmacia e Medicina- Coordinatore della Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, "Sapienza" Università di Roma

 

20)  Dott.ssa Gloria PELIZZO                                         Direttore della SC Chirurgia Pediatrica, Dipartimento Materno - Infantile, Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia

 

21)  Prof.ssa Eleonora PORCU                                        Responsabile Centro Sterilità Procreazione Medica Assistita presso l'Università di Bologna – Policlinico S. Orsola-Malpighi- Ricercatore universitario confermato presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università degli Studi di Bologna

 

22)  Prof.ssa Manuela RONCELLA                                Direttore del Centro Clinico di Senologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana- Docente di Chirurgia dei tumori femminili e chirurgia plastica presso l'Università di Pisa

 

23)  Prof.ssa Anna SAPINO                                           Professore ordinario di Anatomia Patologica presso l'Università degli Studi di Torino- Direttore della Struttura Complessa di Anatomia Patologica e Citologica da Screening presso A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino

 

24)  Prof. Giovanni SCAMBIA                                       Professore ordinario presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma- Direttore del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna, della Vita nascente, del Bambino e dell'Adolescente   presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico A. Gemelli di Roma    

 

25)  Dott. Giuseppe SEGRETO                                       Medico di medicina generale – Presidente della società medico-chirurgica Eracleo -Selinuntina 

  

26)  Prof.ssa Roberta SILIQUINI                                    Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell'Università di Torino - Vice Direttore Vicario del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell'Università di Torino

 

27)  Prof. Mario STIRPE                                                 Presidente IRCCS "Fondazione G.B. Bietti" di Roma per lo studio e la ricerca in Oftalmologia - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico    

 

28)  Prof.ssa Marcella TROMBETTA                              Professore ordinario di Fondamenti Chimici delle Tecnologie, titolare della Cattedra di Chimica della Facoltà di Ingegneria dell'Università Campus Bio-Medico di Roma – Direttore dei Laboratori di Chimica per l'Ingegneria e di Ingegneria Tissutale del CIR- Centro Integrato di Ricerca, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma appartenenti al PRABB- Polo di Ricerca Avanzato in Biomedicina e Bioingegneria operante nel Parco Tecnologico della Regione Lazio

 

29)  Dott. Raffaele TUCCILLO                                      Referendario del TAR Calabria, sede di             Catanzaro

 

30)  Dott.ssa Vittorina ZAGONEL                                 Direttore del Dipartimento di Oncologia Clinica Sperimentale, IOV, IRCSS, Padova

 

Fanno altresì parte del Consiglio superiore di sanità i 26 componenti di diritto di cui all'art. 7, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44.

 

I componenti non di diritto del Consiglio superiore di sanità durano in carica tre anni  a decorrere dalla data di insediamento.

 

Lievito e uomo, un meccanismo tumorale comune


L’oncosoppressore BRCA2 è regolatore della morte cellulare programmata in entrambi gli esseri eucarioti. Un gruppo di ricercatori dell’Ibbe-Cnr di Bari scopre la nuova funzione fisiologica di questo gene nella regolazione del ‘destino cellulare’ che rappresenta un importante traguardo anche in prospettiva terapeutica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Apoptosis

I ‘destini cellulari’ dell’uomo e del lievito, rispettivamente il più complesso e il più semplice degli esseri viventi ‘eucarioti’, cioè con cellule dotate di un nucleo distinto, passano attraverso un meccanismo comune. Entrambi sono modulati dal gene oncosoppressore BRCA2 (BReast CAncer susceptibility gene 2). Questo l’importante risultato nell’ambito della ricerca sulle origini dei processi metastatici ottenuto da un team del Consiglio nazionale delle ricerche dell’Istituto di biomembrane e bioenergetica di Bari (Ibbe-Cnr) in collaborazione con l’Istituto di fisiologia clinica di Pisa (Ifc-Cnr). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Apoptosis’.
“La trasformazione di cellule sane in cellule tumorali dipende dall’acquisizione nel tempo di una serie di nuove proprietà biologiche, tra cui la proliferazione incontrollata e la resistenza alla morte cellulare, l’apoptosi”, spiega Sergio Giannattasio di Ibbe-Cnr. “Questa caratteristica rende purtroppo le cellule tumorali praticamente ‘immortali’ in risposta a stress genetici e/o micro-ambientali. I geni oncosoppressori come BRCA2, inibendo la proliferazione e/o inducendo la morte cellulare, costituiscono un’importante difesa dalla formazione di neoplasie. L’aver identificato e iniziato a caratterizzare il ruolo conservato di BRCA2 come modulatore dei processi di morte cellulare in condizioni fisiologiche rappresenta quindi un traguardo importante della ricerca di base con possibili sviluppi terapeutici”.
“La novità di questo lavoro – aggiunge la collega di istituto Loredana Moro - è aver dimostrato che il ‘silenziamento’ di BRCA2 in cellule umane normali induce la resistenza ad una forma specifica di morte programmata, chiamata anoikis. La regolazione dell’anoikis è essenziale per prevenire la diffusione delle cellule tumorali in tessuti diversi da quelli di origine, tipica dei processi metastatici”.
“Il lievito è stato fondamentale in questa ricerca – conclude Nicoletta Guaragnella dell’Ibbe-Cnr - in  quanto ha consentito di dimostrare che questa nuova funzione di BRCA2 si espleta attraverso un meccanismo conservato che prevede la modulazione da parte dell’oncosoppressore dello stress ossidativo intracellulare. Il lievito si conferma, quindi, un ‘mammifero onorario’ per approfondire il ruolo di BRCA2 nella tumorigenesi e per effettuare screening preliminari di nuovi composti-guida per lo sviluppo di nuove terapie farmacologiche anti-tumorali”.

Roma, 25 luglio 2014

Mal di schiena: secondo uno studio australiano il paracetamolo è inutile!


Un importante studio australiano è arrivato alla conclusione che gli antidolorifici a base di paracetamolo non sono più efficace del placebo nel ridurre il dolore associato alla lombalgia.Il 10% della popolazione mondiale si lamenta per il mal di schiena. Ed il paracetamolo è il farmaco più consumato in assoluto per alleviare questo tipo di sofferenza. Tutti i medici lo raccomandano come prima scelta per attenuare il dolore e lo preferiscono all'aspirina (perché fluidifica il sangue e aumenta il rischio di sanguinamento). Ma è giusto continuarlo a prescrivere a persone che soffrono di mal di schiena, e di dolore nella parte bassa della schiena? Dopo aver letto l'articolo pubblicato giovedì sulla rivista "The Lancet", è più che dubbio, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti".  Questo è il primo trial clinico di valutazione del paracetamolo "in doppio cieco" (ossia che né i medici né i pazienti sanno cosa viene assunto) contro il placebo. In questo studio multicentrico, finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche Health Medical dell'Australia e la controllata australiana dell'azienda farmaceutica GlaxoSmithKline (che commercializza il paracetamolo), 1.652 persone sono state divise in tre gruppi con caratteristiche simili con paracetamolo ad intervalli regolari (tre volte al giorno, l'equivalente di 3990 mg), preso su rischiesta (fino a 4000 mg) e placebo. Dopo essere stato rassicurati circa la prognosi del loro dolore, tutti i pazienti hanno ricevuto i consueti consigli offerti in tali casi, ed essenzialmente hanno continuato ad essere attivi ed evitato di rimanere a letto.Durante i tre mesi di follow-up, Christopher William docente presso l'Università di Sydney a Camperdown ed i suoi colleghi hanno esaminato il tempo medio per l'intensità del dolore che è sceso da 0 o 1 (su una scala fino a 10) ed è rimasto su questo livello per una settimana. Questo periodo è stato di 17 giorni nei pazienti che hanno assunto paracetamolo, regolarmente o su richiesta, e 16 giorni per quelli cui è stato dato il placebo, una differenza statisticamente insignificante.Dopo tre mesi di questo studio, l'intensità del dolore ed il punteggio della disabilità è diminuito in tutti e tre i gruppi, ma ancora una volta senza nessuna differenza significativa.  Allo stesso modo, lo stato funzionale e la qualità del sonno sono migliorati in maniera simile tra i tre gruppi.

"Questi dati suggeriscono che le raccomandazioni per il paracetamolo in prima istanza di LBP devono essere riconsiderati. Sembra che l'assistenza medica è più importante rispetto all'approccio farmacologico", hanno commentato i ricercatori, che vorrebbero capire  le ragioni dell'inefficacia del paracetamolo per la lombalgia. Ma Bart Koes e Wendy Enthoven del Erasmus Medical Center di Rotterdam sono meno categorici.  In un editoriale che accompagna l'articolo, sostengono che, anche se lo studio è di buona qualità, è necessario che questi risultati vengano replicati prima di considerare la revisione delle raccomandazioni. In particolare, sottolineano che i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) non sembrano avere una maggiore efficacia rispetto al paracetamolo nel trattamento della lombalgia e hanno un profilo di sicurezza meno favorevole. Questa informazione è rivolta ad un'ampia platea, dal momento che il 10% della popolazione mondiale si lamenta del mal di schiena ed il mal di schiena è la causa di un terzo della disabilità causata dal lavoro, secondo recenti studi pubblicati su riviste di Reumatologia. Ma non è da dimenticare che i medici hanno a disposizione rimedi molto più efficaci di questi farmaci analgesici di classe Ie altre terapie per alleviare coloro che soffrono di più.  

Lecce, 25 luglio 2014                      


giovedì 24 luglio 2014

Indennizzi emotrasfusioni e vaccinazioni


Indennizzi emotrasfusioni e vaccinazioni:

Lorenzin presenta emendamento per sbloccare i rimborsi

 

 

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha presentato al DDL di conversione del decreto legge n. 90 del 2014 (P.A.) un emendamento governativo per riconoscere ai pazienti danneggiati da emotrasfusioni infette e da vaccinazioni obbligatorie un'equa riparazione una tantum pari, rispettivamente, a 100 mila euro e 20 mila euro per ciascun danneggiato.

L'emendamento intende sbloccare l'iter dei ristori economici per circa 6500 cittadini che hanno presentato domanda entro il 19 gennaio 2010, semplificando le relative procedure di liquidazione.

Per tale via si intende peraltro dare una definitiva risposta per chiudere la procedura di infrazione europea aperta nei confronti dell'Italia.

 

 


Operazione Mare Nostrum: continua il controllo sanitario del Ministero della Salute In 33 giorni assistiti circa 15.000 migranti


Dal 21 giugno 2014, data dell'avvio della collaborazione con la Marina Militare nell'ambito dell'Operazione Mare Nostrum, i dirigenti medici degli Uffici centrali e periferici del Ministero della Salute hanno partecipato alle attività di controllo sanitario su circa 15.000 migranti, recuperati in mare aperto dalle navi della Marina Militare o da altre navi mercantili in navigazione nel Mediterraneo e successivamente sbarcati in porti siciliani e calabresi, mentre continuano le ordinarie attività di vigilanza sanitaria transfrontaliera messe in atto dagli Uffici di Sanità Marittima del Ministero della salute in caso di arrivi di barconi direttamente sulle coste italiane.

Ordinariamente i medici del Ministero della Salute che partecipano all'Operazione Mare Nostrum sono presenti su tre navi a rotazione della Marina Militare, con  turni della durata di una settimana circa.  Alla data del 24 luglio 2014, 12  medici del Ministero della Salute si sono già imbarcati  sulle navi militari  effettuando anche, in situazioni di emergenza, trasbordi su altre unità sia della stessa Marina Militare che della Guardia Costiera.

A seconda dell'itinerario seguito dalle navi, i punti di imbarco e sbarco dei medici del Ministero  della salute sono solitamente  Augusta, Catania,  Lampedusa, Pozzallo, Taranto, ovvero le località maggiormente interessate dai flussi migratori irregolari, oppure i porti militari in cui è possibile effettuare sbarchi in sicurezza.

Il Ministero della Salute sta valutando l'opportunità di prolungare fino alla fine di ottobre la propria partecipazione all'Operazione Mare Nostrum, inizialmente programmata per il periodo 21 giugno – 31 agosto  2014.

 


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