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mercoledì 12 dicembre 2012

Salute alimentare: richiamate dalla Buitoni in Svizzera tre varietà di pizze

Salute alimentare: richiamate dalla Buitoni in Svizzera tre varietà di pizze. Segnalati pezzi di metallo sul prodotto in Germania

 

In Germania, in due recentissime occasioni, alcuni consumatori hanno scoperto la spiacevole sorpresa di ritrovarsi frammenti di metallo su due tipi di pizza congelata. I prodotti incriminati riguarderebbero la pizza "La Toscana" del marchio Buitoni a sua volta facente parte del gruppo Nestlè.

A seguito della notizia, Nestlé Svizzera ha richiamato a scopo precauzionale tre varietà di pizza della stessa marca Buitoni "La Toscana  ed in particolare quelle al Prosciutto e Funghi, Salame calabrese e Margherita due Formaggi. La data di scadenza delle pizze interessate è compresa tra giugno e novembre 2013.

La stessa multinazionale dell'alimentare ha fatto sapere che il problema, è stato immediatamente. Mentre risulta che nessuna segnalazione in tal senso è giunta in altri Paesi.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", alla  luce di tale fatto  rileva  come in altri paesi a noi vicini, anche geograficamente, al primo segnale di prodotto difettoso o rischioso per la salute, siano le stesse società alimentari ad attivarsi prontamente per le opportune verifiche e per tutelare i consumatori.

In Italia, al contrario, ancora non si è giunti a tale sensibilità e si è spesso costretti a vedere l'intervento delle autorità di vigilanza o dei NAS prima che le imprese ammettano i propri errori.

Non ci resta a questo punto che continuare a vigilare come consumatori e a richiedere l'immediato intervento delle istituzioni al benché minimo sospetto di rischi per la salute.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Sperimentato un nuovo farmaco per curare la leucemia acuta

Sperimentato un  nuovo farmaco per curare la leucemia acuta. Il nuovo farmaco si chiamerà quizartinib oppure AC220

 

Lo studio e' stata presentato in questi giorni durante il meeting annuale della American Society of Hematology che si e' tenuto ad Atlanta dai ricercatori della Johns Hopkins University.

Il nuovo farmaco ha riguardato pazienti con leucemia mieloide acuta marcati con uno specifico tipo di mutazione genetica e ha mostrato risultati sorprendenti nella fase II dei trial clinici.  Come nel caso di Emma una bambina di 7 anni. La primavera scorsa, lei era vicino alla morte. Ma oggi, Emma, è quasi guarita da una leucemia linfoblastica acuta e grazie ad un trattamento completamente nuovo: i medici hanno inoculato un forma modificata del virus dell'AIDS, che fa scomparire le cellule tumorali. Il nuovo farmaco ha riguardato pazienti con leucemia mieloide acuta marcati con uno specifico tipo di mutazione genetica che ha mostrato risultati sorprendenti nella fase II dei trial clinici.  Come nel caso di Emma una bambina di 7 anni. La primavera scorsa, lei era vicino alla morte. Ma oggi, Emma, è quasi guarita da una leucemia linfoblastica acuta e grazie ad un trattamento completamente nuovo: i medici hanno inoculato un forma modificata del virus dell'AIDS, che fa scomparire le cellule tumorali. Il trattamento consiste nell'inoculare una forma attenuata dell'HIV al fine di riprogrammare il sistema immunitario, tra cui i linfociti T e quindi di distruggere le cellule tumorali. Le probabilità di guarigione non sono male ma riducono significativamente in caso di recidiva. Infatti piu' di un terzo di pazienti ad alto rischio di leucemia hanno mostrato di rispondere positivamente al nuovo farmaco sperimentale e la leucemia e' completamente scomparsa dal midollo osseo. Il nuovo farmaco si chiamerà quizartinib oppure AC220. Per lo studio i ricercatori hanno coinvolto 137 pazienti con leucemia mieloide acuta, la maggioranza dei quali era affetta da una mutazione nel gene FLT3-ITD nelle cellule leucemiche. Questo gene produce un enzima che segnala alle cellule del midollo osseo di dividersi e ricostituirsi. In alcuni dei pazienti con leucemia, la malattia ha mutato il gene in modo che l'enzima non funzioni in modo permanente, in modo che le cellule leucemiche crescano rapidamente e la patologia divenga difficile da trattare.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", occorre cautela, anche se i risultati sono molto incoraggianti. Secondo molti oncologi questa tecnica è rivoluzionaria ed alcuni  scienziati stanno già cercando di applicare questo metodo ad altri tumori come quello della mammella o della prostata. Nel frattempo, Emma non è ricaduta ed è tornata a scuola.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


martedì 11 dicembre 2012

Salute alimentare: richiamate dalla Buitoni in Svizzera tre varietà di pizze

Salute alimentare: richiamate dalla Buitoni in Svizzera tre varietà di pizze. Segnalati pezzi di metallo sul prodotto in Germania

 

In Germania, in due recentissime occasioni, alcuni consumatori hanno scoperto la spiacevole sorpresa di ritrovarsi frammenti di metallo su due tipi di pizza congelata. I prodotti incriminati riguarderebbero la pizza "La Toscana" del marchio Buitoni a sua volta facente parte del gruppo Nestlè.

A seguito della notizia, Nestlé Svizzera ha richiamato a scopo precauzionale tre varietà di pizza della stessa marca Buitoni "La Toscana  ed in particolare quelle al Prosciutto e Funghi, Salame calabrese e Margherita due Formaggi. La data di scadenza delle pizze interessate è compresa tra giugno e novembre 2013.

La stessa multinazionale dell'alimentare ha fatto sapere che il problema, è stato immediatamente. Mentre risulta che nessuna segnalazione in tal senso è giunta in altri Paesi.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", alla  luce di tale fatto  rileva  come in altri paesi a noi vicini, anche geograficamente, al primo segnale di prodotto difettoso o rischioso per la salute, siano le stesse società alimentari ad attivarsi prontamente per le opportune verifiche e per tutelare i consumatori.

In Italia, al contrario, ancora non si è giunti a tale sensibilità e si è spesso costretti a vedere l'intervento delle autorità di vigilanza o dei NAS prima che le imprese ammettano i propri errori.

Non ci resta a questo punto che continuare a vigilare come consumatori e a richiedere l'immediato intervento delle istituzioni al benché minimo sospetto di rischi per la salute.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


lunedì 10 dicembre 2012

Arp: nuovo sistema di potenziamento muscolare e recupero post traumatico. fai una seduta di prova gratuita

ARPWAVE SYSTEM ARRIVA A MILANO:
Il sistema - finora appannaggio delle società sportive professionistiche e della Nazionale di Calcio - per il potenziamento muscolare, per la riabilitazione post-traumatica e post-chirurgica, per trattamenti estetici, arriva a Milano grazie alla fisioterapista Stephanie Dietrich

Fai una seduta di prova a titolo gratuito

ARP – acronimo di Accelerated Recovery and Performance (Acceleratore del Recupero e delle Performance) – è un sistema all'avanguardia, che permette di ridurre il tempo di recupero in caso di traumi muscolari, curarsi a seguito di incidenti articolari rafforzando e tonificando la muscolatura e, per i cultori della forma, rimodellare il fisico. Permette un recupero del 60%-80% più veloce rispetto alle normali terapie tradizionali, quali Tecarterapia, TENS, Ultrasuoni, Laserterapia, Magnetoterapia e altre terapie fisiche.
L'ARP è nato e si è diffuso negli Stati Uniti, per arrivare poi anche in Italia, soprattutto nel mondo sportivo professionistico: è in dotazione alla Nazionale di Calcio e alle principali squadre di serie A, sia per il recupero rapido dopo traumi muscolari (ad esempio il Capitano della Nazionale Chiellini l'ha utilizzato durante gli Europei) sia per il potenziamento muscolare.
Stephanie Dietrich, giovane e preparata fisioterapista tedesca -specializzatasi nella terapia ARP sotto la guida del preparatore della Nazionale di Calcio olandese - ha scelto di svolgere la propria attività e applicare questo metodo in Italia, presso il Centro Medico Ambrosiano, mettendo a disposizione le proprie competenze certificate per la sua applicazione. Il sistema ARP viene ora proposto dal Centro Medico Ambrosiano anche a un pubblico più vasto, per un utilizzo terapeutico, riabilitativo ed estetico.
La terapia con ARP – un apparecchio per l'elettrostimolazione muscolare, che agisce in armonica sinergia con il corpo – è praticata dalla Dietrich secondo precisi protocolli, che permettono di tenere sotto controllo lo sforzo muscolare richiesto, non ha controindicazioni, a eccezione di gravidanza, malati di tumore e portatori di apparecchi elettrici.
Il Centro Medico Ambrosiano offre la possibilità di una seduta di prova a titolo gratuito ad atleti professionisti e non, ai propri pazienti e a tutti coloro che vogliono conoscere questo nuovo sistema. Per prenotazioni tel. 02/315112.
CMA - Centro Medico Ambrosiano
Via E. Biondi 1 - 20154 Milano

domenica 9 dicembre 2012

Cellule nervose "fabbricate" dall'urina


Cellule nervose "fabbricate" dall'urina. Dalla Cina nuova tecnica che riscrive la 'carta d'identità delle cellule. Nuove speranze per curare malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l'Alzheimer con un semplice campione delle loro urine

 

La tecnica è stata messa a punto dai ricercatori dell'Accademia cinese delle scienze e pubblicata ieri su Nature Methods. Gli esperimenti sono stati condotti in laboratorio dai ricercatori cinesi guidati da Duanquing Pei che hanno cominciato isolando le cellule dai campioni di urina di tre volontari di 10, 25 e 37 anni. Già in passato altri liquidi biologici erano finiti sotto la lente dei ricercatori a caccia di cellule progenitrici: è il caso del liquido amniotico, presentato come una 'minierà di staminali da uno studio uscito nel 2007 su Nature Biotechnology, che aveva destato qualche perplessità nella comunità scientifica, e da un secondo lavoro pubblicato nel 2009 su Blood. Mentre per i ricercatori cinesi fabbricare cellule nervose partendo dall'urina umana lo consente una nuova tecnica che riprogramma le cellule presenti nell'urina per trasformarle in cellule progenitrici dei neuroni da usare per la ricerca sulle malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l'Alzheimer, e per lo sviluppo di nuovi farmaci. Gli scienziati sottolineano come la procedura possa essere facilmente impiegata per generare cellule progenitrici neurali partendo dalle cellule di pazienti colpiti da malattie neurodegenerative come il Parkinson o l'Alzheimer: basterebbe un semplice campione delle loro urine per ottenere in laboratorio delle linee cellulari su cui fare ricerca per indagare i meccanismi alla base delle malattie e per testare l'efficacia di nuovi farmaci.

Con poche mosse si riscrive la 'carta d'identità delle cellule presenti nell'urina, trasformandole da cellule di tipo epiteliale a progenitrici di cellule nervose. In un secondo momento hanno introdotto al loro interno alcuni geni capaci di riprogrammare l'espressione del Dna. Una volta per tutte hanno messo le cellule in coltura con un cocktail di molecole capaci di dare la spinta decisiva alla trasformazione. Dopo pochi giorni le cellule hanno mostrato il loro nuovo volto: si sono infatti trasformate in progenitrici neurali capaci di differenziarsi in neuroni e altre cellule del sistema nervoso chiamate cellule gliali.

I primi risultati ottenuti in provetta sembrano confermare l'efficacia e l'efficienza della tecnica. In attesa di nuove conferme, i ricercatori hanno provato a testare in vivo il potenziale di queste cellule progenitrici, trapiantandole nel cervello di 12 cuccioli di topo. Dopo 4 settimane hanno potuto osservare la formazione di nuove cellule nervose senza l'insorgenza di pericolosi tumori.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", l'urina potrebbe così trasformarsi da rifiuto dell'organismo a preziosa risorsa per la ricerca per contrastare malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Farmaci e salute: i NAS nelle farmacie e depositi per sequestrare "Eminocs" e "Bupiforan"

Dopo le disposizioni dell'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, che disponeva il ritiro dal mercato dei farmaci "Eminocs" e "Bupiforan" i Carabinieri dei Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato di alcuni lotti dei medicinali Eminocs 50 mg/ml soluzione orale in flacone da 100 ml, lotti n. 0136B, scad. 12/2013 e n. 08/04/10, scad. 04/2013, AIC 038049045 della ditta Alfa Wassermann SpA  e di alcuni lotti di Bupiforan 10 mg/ml iperbarica 10 fiale 2 ml; Bupiforan 7,5 mg/ml iperbarica 10 fiale 3 ml; Bupiforan 5 mg/ml iperbarica 10 fiale 4 ml; Bupiforan 2,5 mg/ml 10 fiale 10 ml; Bupiforan 5 mg/ml 5 10 fiale 10 ml, della ditta Baxter SpA. Il ritiro del Bupiforan è stato disposto a seguito della segnalazione della ditta, concernente reclami relativi a mancanza di efficacia provenienti dal mercato greco e italiano.

EMINOCS è indicato per il trattamento di breve durata dei seguenti disturbi acuti: infiammazioni dolorose in seguito a traumi, es. distorsioni; infiammazione e dolore post-operatori, es. dopo interventi chirurgici dentali od ortopedici; dismenorrea primaria.

BUPIFORAN può essere utilizzato in ogni tipo di anestesia periferica:infiltrazione locale;loco regionale;blocco simpatico;blocco endovenoso retrogrado e blocco endoarterioso (limitatamente alla forma senza Adrenalina);peridurale;sacrale;spinale sottoaracnoidea;tronculare;

BUPIFORAN è quindi indicata in tutti gli interventi della chirurgia generale, ortopedica, oculistica, otorinolaringoiatrica, stomatologica, ostetrico-ginecologica, dermatologica, sia impiegata da sola che associata a narcosi.

Tali decisioni, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", sono dovute a seguito delle analisi condotte nell'ambito del programma annuale di controllo della composizione dei medicinali per l'anno 2011, visto il parere non favorevole dell'Istituto Superiore di Sanità e in attesa dell'esito di ulteriori indagini e dell'aggiornamento del dossier registrativo da parte delle società farmaceutiche. L'Aifa ha anche raccomandato di non utilizzare i farmaci in attesa del ritiro definitivo.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 2 dicembre 2012

Salute a scuola: impetigine tra i banchi

A rischio sono soprattutto le scuole materne e le elementari, dove la trasmissione dei parassiti tra bambini e' molto facile. Lo Sportello dei diritti lancia l' allarme sulle precarie condizioni di pulizia e manutenzione delle strutture scolastiche della Penisola.

 

Pensavamo fossero solo segnalazioni isolate, ma quelle arrivate allo "Sportello dei Diritti" in merito a casi di infezioni cutanee contratte da bambini tra i banchi di scuola sono molteplici e riguardano la Penisola da Nord a Sud, isole comprese. Come altre volte, non avendo dati statistici a disposizione, né avendo le istituzioni quali l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) o i Ministeri di Salute e Istruzione o anche le Regioni, messo a disposizione i numeri circa i contagi riguardanti patologie dell'epidemie che colpiscono soprattutto la cute più delicata come quella dei bambini, non possiamo affermare con certezza che si tratti di vere e proprie epidemie.

Certo è che molte mamme ed operatori della scuola addebitano l'insorgenza di tali rischi al sovraffollamento della aule e all'inadeguatezza degli istituiti scolastici, ancor più depressi dai tagli orizzontali all'istruzione, che si ripercuotono, inevitabilmente anche per ciò che riguarda gli aspetti igienico-sanitari. Le spendig review,  hanno portato a ridurre in maniera drastica il numero dei collaboratori scolastici e del personale ausiliario, anche quello addetto alla pulizia. 

Tali circostanze, senza alcun dubbio aumentano le probabilità di contagio e la diffusione di malattie sia per via aerea che dermatiti e patologie che riguardano la pelle e il cuoio capelluto, specie dei più piccoli che sono ovviamente un bersaglio facile per batteri e virus.

Non si tratta, quindi, dei classici pidocchi che fanno capolino sulle teste degli scolari anche nel 2012, ma anche di quella che qualcuno chiamata "ferita da scuola" meglio nota come impetigine, una fastidiosa infezione superficiale della pelle di origine batterica, causa di rossori e fastidiosi pruriti che si manifsta dapprima attraverso piccole bolle a contenuto chiaro (simili a lievi bruciature) circondate da un alone rosso  che diventano delle escoriazioni su cui si deposita una crosta di caratteristico color miele, quando scoppiano.

Le parti del corpo più colpite sono solitamente quelle più esposte ai contatti e quindi mani, viso e collo. L'evoluzione della malattia è solitamente benigna, anche se quando non viene curata, può in rari casi portare a complicazioni a livello renale.

Tale patologia, continua a registrare, infatti, un picco di diffusione all'inizio dell'anno scolastico andando a colpire specialmente i bambini delle scuole materne e primarie, e quindi compresi nella fascia d'età tra  i 3 e gli 11 anni.

Le segnalazioni pervenuteci, rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" c'inducono ad allertare e far ricordare che il miglior rimedio è senz'altro la prevenzione che riguarda sia la pulizia personale dei più piccoli che una ovvia e necessaria maggior cura ed igienizzazione degli ambienti scolastici.

L'invito è quindi rivolto a tutte le autorità coinvolte, secondo le rispettive competenze e quindi direttori scolastici, ai  Sindaci, in quanto anche Autorità Sanitaria, alle ASL, ai provveditori agli studi ed infine ai Ministeri di Sanità e Istruzione che siano prese tutte le contromisure necessarie sia in termini di prevenzione, magari con operazioni d'informazione tra i genitori e con consulti di dermatologici, specialisti e pediatri, ma anche in quelli d'intervento sugli istituti scolastici attraverso un'accurata e approfondita igienizzazione quotidiana.

Vi è da ribadire, però, che tali indispensabili richieste, purtroppo cozzano con la spietata scure dei tagli all'istruzione che auspichiamo, anche per tali ragioni, non si perpetuino ulteriormente.

 




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