CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo



Cerca nel blog

giovedì 19 dicembre 2013

Cura del dolore. Ricercatori di Melbourne sperano di alleviare il dolore cronico dopo la scoperta degli enzimi

Alcuni ricercatori australiani sperano di eliminare il dolore cronico con una gamma di farmaci di nuova generazione dopo la loro scoperta di un enzima responsabile della sensazione continua di agonia. Lo evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", dopo aver appreso dell'importante scoperta effettuata ai nostri antipodi.

Un gruppo di enzimi che diventano attivi negli animali affetti da dolore cronico è stato scoperto dagli scienziati della Monash University di Melbourne, che ora stanno collaborando con i medici dell'ospedale The Alfred per determinare se si può fermare il dolore cronico nell'uomo.

I medici del The Alfred incominceranno a breve a prelevare campioni di liquido spinale da un massimo di 90 pazienti sottoposti a chirurgia che soffrono di dolore pre-esistente per determinare se le proteine, chiamate proteasi, sono anche responsabili del dolore negli esseri umani.

Gli scienziati della Monash potranno anche utilizzare i test per perfezionare farmaci per bloccare il processo del dolore, che hanno già provato con successo sulle cavie.

Il Responsabile della "terapia del dolore" presso l'ospedale, il dottor Nicholas Christelis, ha detto che la scoperta ha aperto la strada nuovi potenziali trattamenti e bersagli farmacologici per le persone che soffrono di dolore cronico, nelle quali il corpo diventa condizionato dalla sofferenza e intenso sentimento di agonia, anche dopo che la loro lesione è guarita.

Il dottor Christelis ha evidenziato che "Il dolore non controllato porta a cambiamenti che si verificano nella colonna spinale e nel cervello, che può quasi diventare permanente".

"Se il dolore non è ben gestito, il sistema nervoso ne risente continuamente e cambia, adattandosi al dolore in modo che, anche se il tessuto è guarito, il dolore rimane".

"Il dolore porta alla paura, all'inedia, a fobie, depressione, ansia -. Distrugge completamente la gente" .

Il professor Nigel Bunnett, dell'Istituto Monash di Scienze Farmaceutiche, ha scoperto che le proteasi diventano attive nel fluido cerebrospinale dei topi quando stavano vivendo il dolore cronico.

Dopo aver illuminato le proteasi, "accendendole" con tag fluorescenti, è stato anche in grado di identificare le terminazioni nervose responsabili di inviare i messaggi al cervello, note come recettori attivi delle proteasi.

Mentre la collaborazione funziona per confermare lo stesso processo negli esseri umani, il professor Bunnett continuerà a lavorare su nuove terapie che spera possano bloccare sia l'enzima o il nervo che trasmette il messaggio del dolore al cervello.

 


Sarmati: solidarietà e condivisione per la riabilitazione post ictus cerebrale

Solidarietà e condivisione anche per la riabilitazione post ictus cerebrale
Sul sito di Valerio Sarmati disponibile gratuitamente una guida per realizzare attrezzi in supporto della riabilitazione


Solidarietà e condivisione hanno un significato ancora più profondo se vengono rivolte a chi soffre. Proprio per questo motivo, Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti, ha deciso di rendere disponibile gratuitamente sul proprio sito web (www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it) una guida per realizzare con poche semplici mosse attrezzi in supporto della riabilitazione.

In particolare, al link www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/pdf/fai-da-te/piano-inclinabile-presa-metodo-perfetti.pdf è scaricabile il manuale per costruire un piano inclinabile per il recupero del cammino, oggetto fondamentale in grado di stimolare il recupero di tutte le parti dell'arto inferiore, la percezione della pianta del piede, di migliorare il controllo del tronco e dell'equilibrio oltre a stimolare i
processi cognitivi fondamentali per organizzare i cammino.

L'approccio riabilitativo di Valerio Sarmati non si esaurisce, infatti, con le sedute presso il centro specializzato, ma prosegue anche a casa attraverso appositi esercizi suggeriti dal terapista e supportati da materiale multimediale.

"Il ruolo fondamentale di questo strumento è quello di permettere, al fisioterapista o familiare, di restituire al paziente le sue capacità di
percepire ed organizzare al meglio il movimento del piede e dell'arto inferiore, aiutandolo a percepire al meglio la posizione del suo arto e il contatto scaturito dall'appoggio con il suolo. Per poter pensare di camminare correttamente, sarà fondamentale percepire l'esatta posizione della nostra gamba e come il carico si sposti sotto le piante dei piedi. - Ha commentato Sarmati. - Il recupero del movimento degli arti inferiori è spesso percepito da chi è stato colpito da ictus come il primo
passo verso la riconquista della propria autonomia, ed è per questo che ho deciso di rendere disponibile gratuitamente questo manuale. Il recupero da una patologia complessa come l'ictus non è solo lungo e doloroso, sappiamo tutti che si rivela spesso anche molto costoso. Poter ricorrere al fai-da-te consente un risparmio, anche se minimo, che in
alcuni casi può avere un peso importante per l'intera famiglia".

Proprio in quest'ottica di condivisione, Valerio Sarmati ha anche avviato un gruppo di aiuto ed autoaiuto su Facebook nel quale i pazienti ed i loro famigliari possono scambiare informazioni, supportarsi a vicenda e condividere i video dei loro esercizi e dei progressi fatti. Il gruppo riunisce oggi oltre 1.300 persone, accomunate dall'aver vissuto l'esperienza dell'ictus sulla propria pelle o su quella di un proprio caro.


Chi è Valerio Sarmati?
Attualmente proprietario e responsabile del Centro Fisioterapia Roma, Valerio Sarmati è esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti. Sarmati è stato il primo ad associare a questo metodo rivoluzionario l'approccio tecnologico della tele-riabilitazione in famiglia. Valerio Sarmati è, inoltre, docente di Riabilitazione neuro traumatologica presso l'Università Sapienza di Roma.
http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/





--
Redazione del CorrieredelWeb.it


mercoledì 18 dicembre 2013

Pranzo di Natale? Quest’anno scegli ricette gustose senza rinunciare al benessere


Pranzo di Natale? Quest'anno scegli ricette gustose
senza rinunciare al benessere

Tradizione, modernità e raffinatezza: ecco il mix perfetto per un menù che stupisce. La Bresaola della Valtellina IGP può essere
il "fil rouge" per ricette appetitose ed equilibrate

 

Milano, 18 dicembre 2013 - Non è più soltanto un pensiero comune, ma una verità scientifica. Mangiare in famiglia aiuta a compiere scelte alimentari più salutari. L'ultima conferma è arrivata qualche mese fa dagli Stati Uniti: se si pranza tutti insieme tra le mura domestiche, ne traggono beneficio sia i bambini che gli adulti. Una sintesi di oltre 60 pubblicazioni, presentata durante l'ultima edizione del congresso dell'American Society for Nutrition, ha evidenziato che mettersi a tavola con la propria famiglia favorisce una maggiore assunzione di frutta, verdura e di cibi ricchi di calcio e vitamine.

 

NATALE CON…LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP - Il pranzo più importante dell'anno si avvicina. Il giorno di Natale, per molte famiglie, rappresenta l'occasione per riunirsi e ritrovarsi assieme a tavola, magari dopo diverso tempo lontani. Ecco perché la scelta del menù da servire il 25 dicembre inizia a delinearsi con diverse settimane di anticipo. Tante le esigenze da conciliare: il gusto con la raffinatezza, la tradizione con la modernità e la praticità, possibilmente senza rinunciare all'equilibrio nutrizionale.

Un aiuto, in tal senso, può arrivare dalla Bresaola della Valtellina IGP. Senza trascurare i necessari apporti di altri nutrienti - soprattutto di fibra e vitamine attraverso le fonti vegetali -, la qualità del prodotto, il gusto inconfondibile, la leggerezza e la grande versatilità della Bresaola della Valtellina IGP permettono di realizzare grandi ricette, a tutto pasto, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

 

Qualche esempio? L'antipasto, innanzitutto. Perché non iniziare con un invitante cupcake valtellinese? Si tratta di una realizzazione che fonde due alimenti tipici della Valtellina, il grano saraceno e la Bresaola della Valtellina IGP. Per preparare questo piatto - ideato seguendo il successo dei celebri dolci statunitensi - basterà poco più di mezz'ora.

 

 

 

 

Servirà qualche minuto in più, invece, per portare a tavola un primo che rappresenta un'elaborazione gustosa di una tipica ricetta italiana: le lasagne che, seppure declinate in modo diverso, rientrano a pieno titolo nel pranzo di Natale.                                                                                   

 

Con le lasagne al grano saraceno si soddisferà il gusto dei più grandi e dei più piccoli in maniera nutriente ma, al tempo stesso, equilibrata.

 

 

 

 

 

 

Rispetto al classico piatto emiliano, infatti, le lasagne preparate con la Bresaola della Valtellina IGP, gli spinaci e la zucca permettono di fare il "pieno" di vitamine e sali minerali: nutrienti i cui apporti, soprattutto in queste occasioni, rischiano di essere trascurati in nome del gusto.

 

 

Infine il secondo. Ovvero: tartare di Bresaola della Valtellina IGP. Un modo efficace, semplice e di effetto per fare bella figura con pochi, ma gustosi ingredienti.

 

 

 

Nato il 23 maggio 1998, il Consorzio per la tutela del nome Bresaola della Valtellina associa 15 produttori di Bresaola della Valtellina IGP. La denominazione protetta e il simbolo IGP sono utilizzati esclusivamente dai produttori della provincia di Sondrio, che si attengono al rigoroso Disciplinare di Produzione. In stretta collaborazione con l'Organismo di controllo CSQA Certificazioni srl di Thiene (Vicenza) e con l'Ispettorato per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, facente capo al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Consorzio garantisce la provenienza del prodotto, ne promuove l'immagine e lo salvaguardia da imitazioni e contraffazioni.

 

 

martedì 17 dicembre 2013

Giocattoli sicuri: on line su www.salute.gov.it la guida del Ministero della Salute Dieci consigli utili per la scelta del giocattolo più adatto

Giocattoli sicuri: on line su www.salute.gov.it la guida del Ministero della Salute

Dieci consigli utili per la scelta del giocattolo più adatto

 

 

Scegliere il giocattolo sicuro e adatto all'età del bambino significa tutelare la sua salute. Il Ministero della Salute ha predisposto e pubblicato sul suo sito web www.salute.gov.it la guida "Giocare aiuta a crescere" per offrire consigli utili per la scelta del giocattolo in base alle fasi di sviluppo del bambino, un'attenzione particolare alla sicurezza, poiché anche l'oggetto apparentemente più innocuo può diventare una minaccia per l'incolumità del piccolo, e alla necessità di favorire il movimento del bambino.

 

Ecco dieci buoni consigli dal Ministero della Salute.

 

1.    Nella scelta del giocattolo tieni sempre in considerazione la fascia di età indicata sulla confezione, in particolare il simbolo 0-3 e l'avvertenza "non adatto ai bambini di età inferiore a 36 mesi", accompagnati dall'indicazione di pericolo. I giocattoli non adatti all'età del bambino possono essere pericolosi per la sua salute

2.    Compra sempre giocattoli con il marchio di conformità alle norme europee, indicata dal marchio CE.  Anche se il marchio CE non è direttamente una guida per il consumatore è comunque segno che il produttore si impegna a soddisfare tutte le norme di sicurezza dell'Unione europea, che sono tra le più rigorose al mondo

3.    Acquista sempre i giocattoli presso rivenditori e siti web di fiducia. I rivenditori non affidabili ignorano le prescrizioni in tema di salute e sicurezza e potrebbero commerciare prodotti contraffatti.

4.    Se devi acquistare un giocattolo cerca di orientarti verso quelli più adatti all'età del bambino, che stimolino la sua curiosità, le sue capacità e che lo aiutino ad acquisire nuove conoscenze

5.    Quando scegli un gioco cerca di capire cosa interessa di più al bambino e asseconda le sue inclinazioni

6.    Considera l'importanza del movimento anche nella scelta dei giochi da acquistare o consigliare ai tuoi bambini: triciclo a pedali, monopattino, bicicletta, pattini, attrezzi  per giochi con la palla, anche adattati per l'uso in casa, possono essere un incentivo divertente  e una valida alternativa ai giochi sedentari

7.    Cerca spazi e luoghi all'aperto dove il bambino possa correre, saltare, giocare, specialmente se abiti in un appartamento senza ampi spazi o senza giardino

8.    Proponi ai bambini i giochi di movimento che favoriscono l'apprendimento e aiutano a gestire l'ansia per la prestazione scolastica, educandoli ad un buon controllo emotivo e al rispetto delle regole

9.    Tieni d'occhio il bambino mentre gioca e lasciagli costruire il suo spazio e il tempo di gioco

10.Trova il tempo per giocare con il tuo bambino o per leggergli un libro

Per saperne di più www.salute.gov.it

 

 

 


AGENZIA NAZIONALE PER LE MALATTIE RARE: SUBITO



AGENZIA NAZIONALE PER LE MALATTIE RARE:

UNICA RISPOSTA ALLA VIOLAZIONE dell'articolo 32 della Costituzione

La modifica del Titolo V della Costituzione del 2001 si è tramutata in discriminazione

nell'assistenza ai malati e nell'accesso alle cure

Un anno dopo gli Stati Generali delle Malattie Rare del 2012 l'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori, Sviluppo e Tutela dei Diritti" (www.dossetti.it) ha convocato mercoledì 18 dicembre (ore 8.30 / 13.30; Camera dei Deputati - Via della Mercede, 55 - Roma) gli "Stati Generali delle Malattie Rare: un anno dopo - Diritto alla Salute e sostenibilità del Sistema", per fare il punto della situazione con Nuovo Governo ed un Nuovo Ministro, che ha ricevuto l'invito a partecipare.

«In un momento in cui la disuguaglianza nell'accesso ai farmaci ed alle cure, nata da un federalismo "malato" da 21 sistemi sanitari differenti, è istituzionalizzata, l'Associazione Dossetti mette in primo piano, domani 18 dicembre, la mancanza di norme di legge nazionali a tutela dei Malati Rari». Non usa mezzi termini Claudio Giustozzi, Segretario Nazionale dell'Associazione. «Mercoledì 18 chiederò alle istituzioni di farsi carico delle proposte di legge innovative sulle Malattie Rare che giacciono al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati, per istituire subito l'Agenzia Nazionale per le Malattie Rare. Un Organo con compiti di indirizzo, controllo e raccordo tecnico e programmatico, a supporto del Ministero della salute, per gestire interamente ed in trasparenza il Fondo Nazionale delle Malattie Rare. Agenzia che restituirebbe al Dicastero il compito di Garante della Salute di ogni persona e non di solo mandatario di un Ministero dell'Economia sempre più pressante».

Se ne parlerà mercoledì 18 con rappresentanti delle Associazioni di Pazienti, delle Istituzioni e del mondo delle Aziende. «L'Associazione Dossetti - prosegue Giustozzi- non è una Associazione di pazienti ma è un'Associazione per i Diritti di Ognuno, il fil rouge di un nuovo percorso che, con tutti gli stakeholder presenti il 18, dovrà partire dalle stanze degli uffici di Lungotevere Ripa 1 e giungere nelle stanze di tutti gli ammalati e delle loro famiglie ».

Abbiamo invitato il Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin, a prendere parte al convegno. «Non abbiamo ancora ricevuto conferma di partecipazione da parte del Ministro - ha puntualizzato Claudio Giustozzi ma è chiaro che, se l'Onorevole Lorenzin dovesse declinare l'invito, sarebbe l'ennesima riprova della poca importanza che il Ministero della Salute ha nei riguardi dei 2 milioni di malati rari, sempre più orfani e dimenticati».




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


Allarme per la chirurgia low cost: operazioni eseguite in studi medici senza garanzie


Effetti della crisi: non si rinuncia alla bellezza a ogni costo
È allarme per la chirurgia plastica low cost: operazioni eseguite in studi medici senza garanzie. L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica alleata con Regione Lombardia per tutelare i pazienti
«Importante definire i confini tra interventi che si possono eseguire in studio medico, ambulatorio e strutture protette e informare i pazienti». La Regione Lombardia apre dei tavoli tecnici per discuterne.

Operazioni chirurgiche effettuate a basso prezzo in strutture inadeguate, non adatte a affrontare eventuali emergenze e a garantire la sicurezza del paziente. Succede sempre più frequentemente in Italia, soprattutto in grandi città come Milano, tanto che il fenomeno sta assumendo i contorni dell'emergenza.
L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), insieme con la Regione Lombardia, sta portando avanti un percorso per mettere un freno al problema. Nei giorni scorsi, il presidente di Aicpe, Giovanni Botti, insieme con Giorgio Celli, vicepresidente Sicads (Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery) e Guido Menasce, rappresentante per la Lombardia di Aiudapds (Associazione Italiana delle Unità Dedicate Autonome Private di Day Surgery), ha incontrato Fabio Rizzi, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, per discutere del delicato tema della sicurezza dei pazienti.
«La sicurezza di ogni intervento chirurgico si basa, oltre che sulla scelta di un serio operatore, anche sulla qualità della struttura dove viene effettuato - afferma il presidente di Aicpe, Giovanni Botti -. Purtroppo con la crisi economica si è diffusa l'abitudine di eseguire operazioni importanti in ambienti inadatti. Si tratta di un fenomeno dilagante, presente soprattutto in grandi città come Milano, dove ci sono medici che propongono di eseguire interventi di rilievo (aumento o riduzione/riposizione del seno, addominoplastica, lifting del viso, ecc) in ambulatori chirurgici, che non dispongono delle caratteristiche adatte a garantire prestazioni sicure. Queste offerte di chirurgia "low cost", apparentemente vantaggiose, espongono invece i pazienti a rischi che in un paese civile non si dovrebbero correre. Questo è dovuto anche al fatto che alcune Regioni non hanno ancora definito con precisione i confini fra le varie strutture sanitarie e questa confusione facilita chi alla serietà preferisce anteporre la possibilità di accrescere la propria clientela con offerte a prezzi molto contenuti, ma a basso livello di sicurezza».
Secondo i chirurghi plastici soci di Aicpe è "improrogabile giungere rapidamente a una netta suddivisione delle specifiche competenze, indicando precisi limiti sulla base della tipologia del paziente, della complessità dell'intervento e del tipo di anestesia".
La proposta di Aicpe è chiara: negli studi medici si dovrebbero eseguire al massimo iniezioni di filler, negli ambulatori chirurgici piccoli interventi chirurgici in anestesia locale (rimozioni di neoformazioni cutanee, blefaroplastiche semplici, otoplastiche, ecc), mentre interventi di maggiore complessità in anestesia locale o generale dovrebbero essere praticati in strutture di day surgery o in strutture protette.
«Nell'incontro con il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, Fabio Rizzi, è emersa una comunione di intenti e la volontà di agire per la tutela del paziente - prosegue Botti -. Il prossimo passo è la creazione di tavoli tecnici, cui parteciperanno rappresentanti delle Associazioni mediche presenti all'incontro per dar corso alla realizzazione di quanto richiesto nell'ambito della riorganizzazione della Sanità in Lombardia, regione-pilota in questo settore».
Nell'attesa che si arrivi alla definizione di leggi chiare, Aicpe ribadisce l'invito alla prudenza: «Spesso prezzi troppo bassi celano interventi praticati in ambienti non idonei, talvolta eseguiti da mani poco esperte o con tecniche inadeguate o insufficienti. Spesso si tratta di semplici specchietti per allodole: il medico dice che la proposta non è applicabile e propone alternative più costose. Quando c'è di mezzo la salute conviene verificare ogni dettaglio prima di accettare proposte apparentemente appetibili, ma quantomeno sospette».


AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito circa 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


Sapone antibatterico potrebbe comportare rischi per la salute. Lo dice la FDA


È in studio una proposta da parte della Food and Drug Administration, l'Agenzia americana che si occupa della vigilanza sui farmaci che obbligherà i produttori a dimostrare che i detergenti antibatterici sono sicuri

L'ente americano afferma che non c'è alcuna prova che le sostanze chimiche antibatteriche usate nei saponi liquidi e lavaggi aiutino a prevenire la diffusione di germi, e vi è qualche evidenza che potrebbero comportare rischi per la salute.

L'agenzia ha detto che sta rivisitando la sicurezza delle sostanze chimiche come il triclosan alla luce dei recenti studi che suggeriscono che possono interferire con i livelli ormonali e stimolare la crescita di batteri resistenti ai farmaci.

La profanazione del governo degli Stati Uniti conferisce così nuova credibilità agli avvisi di lunga data dei ricercatori che anche nel recente passato hanno sostenuto che le sostanze chimiche sono, nella migliore delle ipotesi, inefficaci e nel peggiore dei casi, una minaccia per la salute pubblica.

La FDA ha testualmente affermato che non esiste attualmente alcuna prova che i saponi antibatterici sono più efficaci nel prevenire le malattie rispetto al lavaggio con acqua e sapone semplice.

A seguito della sua proposta di legge comunicata ieri lunedì 16 dicembre, l'agenzia richiederà ai produttori di dimostrare che i loro saponi antibatterici e per lavare il corpo siano sicuri e più efficaci di acqua e sapone semplice.  Se le aziende non possono dimostrare la sicurezza e l'efficacia dei loro prodotti, dovrebbero essere riformulate, rinominate o forse addirittura tolti dal mercato. 

"A causa di una vasta esposizione dei consumatori agli ingredienti nei saponi antibatterici, crediamo che ci dovrebbe essere un vantaggio chiaramente dimostrato dall'uso di sapone antibatterico per bilanciare ogni rischio potenziale", ha affermato Janet Woodcock, direttore del centro sui farmaci della FDA.

La proposta dell'agenzia arriva a più di 40 anni dopo che l'agenzia è statoa incaricata di valutare il triclosan e ingredienti simili.  In definitiva, il governo ha accettato di pubblicare le sue conclusioni solo dopo una battaglia legale di tre anni con il gruppo ambientalista, Natural Resources Defense Council, che ha accusato la FDA di ritardare l'azione sul triclosan. La sostanza chimica si trova in circa il 75 % dei saponi liquidi antibatterici e per il lavaggio del corpo venduti negli Stati Uniti.

La regola preliminare della FDA si applica solo ai prodotti per l'igiene personale, ma l'industria degli Stati Uniti che comprende migliaia di prodotti antibatterici, compresi i coltelli da cucina, giocattoli, e dentifricio, ha implicazioni per 1 miliardo di dollari.

La maggior parte della ricerca che riguarda la sicurezza del triclosan coinvolge studi su animali, che non possono sempre essere applicati agli esseri umani.  Ma alcuni scienziati temono che la chimica possa interferire con gli ormoni negli esseri umani, aumentando il rischio di infertilità, pubertà precoce e di altri problemi di sviluppo. Altri esperti sono preoccupati che l'uso di routine di sostanze chimiche antibatteriche come il triclosan sta contribuendo a un aumento di germi resistenti alla droga, o superbatteri, che rendono inefficaci gli antibiotici.

Nel marzo 2010, l'Unione europea ha vietato la sostanza chimica da tutti i prodotti che vengono a contatto con gli alimenti, come i contenitori e posate.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", è un fatto eclatante che dovrebbe essere preso in considerazione anche dalle autorità europee che dovrebbero sfatare ogni benché minimo dubbio circa la pericolosità di tali prodotti chimici a partire dal triclosan.

 




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *