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mercoledì 2 luglio 2014

Le terapie antitumorali di Ion Beam Applications nascono sulla Piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes

L'esperienza "Licensed to Cure for Medical Device" ottimizzerà la gestione delle risorse, garantirà la conformità normativa e favorirà il riutilizzo dei progetti di apparecchiature medicali utilizzate nella cura dei tumori

 

MILANO, 2 luglio 2014 — Dassault Systèmes (Euronext Paris: #13065, DSY.PA), the 3DEXPERIENCE Company, azienda leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D, simulazione avanzata, realtà virtuale e gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), ha annunciato che Ion Beam Applications SA (IBA), leader nella produzione di dispositivi medicali e pioniere nella terapia protonica per il trattamento dei tumori, ha adottato la Piattaforma 3DEXPERIENCE, basata sull'architettura V6, e l'esperienza "Licensed to Cure for Medical Device". Con "Licensed to Cure for Medical Device", IBA favorirà i processi di sviluppo dei propri acceleratori medicali.

 

La continua evoluzione delle esigenze legate all'aumento della popolazione mondiale, oltre ai progressi della ricerca in campo medico, pongono sfide estreme ai produttori di apparecchiature medicali, che devono accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative e sicure che rispettino le più rigide normative nazionali e internazionali. IBA voleva passare da un processo di produzione su commessa, molto manuale, a un approccio di sviluppo collaborativo standardizzato, in grado di fornire una serie completa di macchine pronte per la produzione, per soddisfare le richieste complesse più diverse e complesse dei propri clienti.

 

Grazie a "Licensed to Cure for Medical Device" i gruppi di lavoro di IBA distribuiti in tutto il mondo potranno disporre di un accesso centralizzato alle informazioni più aggiornate relative a progetti, dati di conformità e qualità, garantendo il rispetto delle normative. Gli utenti non hanno molto tempo per cercare i dati di prodotto quando devono rispondere a una richiesta da parte di un ente normativo. IBA può contare su una tracciabilità completa ed è in grado di proteggere la proprietà intellettuale. In questo modo l'azienda mantiene un vantaggio competitivo su altri produttori del settore medicale.

 

"Con 'Licensed to Cure for Medical Device' potremo contare su un ambiente di sviluppo unificato che ci consente di sfruttare tutti i nostri dati, processi e metodologie per il riutilizzo futuro, migliorando la produttività di tutti i processi a valle," ha dichiarato Thomas Canon, PLM Program Manager, IBA.

 

"I produttori di dispositivi medicali hanno una duplice responsabilità: verso i pazienti, con lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, e verso gli enti normativi, con la garanzia che i dispositivi rispettino protocolli di sicurezza e qualità tra i più severi," sottolinea Monica Menghini, Executive Vice President, Corporate Strategy, Industry and Marketing, Dassault Systèmes. "La soluzione integrata 'Licensed to Cure for Medical Device' offre al settore delle bioscienze uno strumento competitivo per fornire una risposta più rapida alle richieste degli operatori e, infine, una migliore accessibilità alle terapie per i pazienti."

 

Per maggiori informazioni sulle soluzioni di Dassault Systèmes per il settore delle bioscienze, visitate il sito www.3ds.com/industries/life-sciences/.

 

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Informazioni su Dassault Systèmes

Dassault Systèmes, The 3DEXPERIENCE Company, mette a disposizione di aziende e persone universi virtuali nei quali immaginare innovazioni per un mondo ed un'economia sostenibili. L'azienda propone applicazioni evolute capaci di trasformare il modo in cui i prodotti vengono progettati, realizzati e gestiti. Le applicazioni collaborative di Dassault Systèmes promuovono la "Social Innovation", cioè l'innovazione da parte di comunità aperte oppure composte da gruppi di persone con visioni ed obiettivi comuni, aumentando le possibilità che il mondo virtuale possa contribuire al miglioramento del mondo reale. Il gruppo offre valore a oltre 190.000 aziende di tutte le dimensioni e in tutti i settori industriali, in oltre 140 Paesi. Per maggiori informazioni, visitate il sito www.3ds.com.

CATIA, SOLIDWORKS, ENOVIA, DELMIA, SIMULIA, GEOVIA, EXALEAD, 3D VIA, 3DSWYM, BIOVIA, NETVIBES e 3DXCITE sono marchi registrati di Dassault Systèmes o delle sue filiali negli Stati Uniti e/o in altri Paesi.

Sudorazione eccessiva: è un problema per il 4% della popolazione. Dal botulino la soluzione

 

Sudorazione eccessiva: è un problema per il 4% della popolazione

Dal botulino la soluzione

Anche un gesto semplice come stringere la mano diventa imbarazzante. E in estate la situazione peggiora. «L'iperidrosi è un disturbo di cui spesso non si parla, ma che si può risolvere con delle semplici iniezioni di tossina botulinica. Bastano delle sedute di 15 minuti per cambiare in meglio la vita», dice Giuseppe Sito vicepresidente di Aiteb

 

Stringere la mano diventa un incubo, così come togliersi la giacca o sfilarsi le scarpe. E la situazione peggiora, notevolmente, con l'estate. Sono le persone colpite da iperidrosi, una forma di sudorazione eccessiva che interessa, secondo le statistiche, il 4% della popolazione.

«Chi soffre di iperidrosi suda in modo copioso e incontrollabile - afferma Giuseppe Sito, vicepresidente dell'Associazione Italiana Trattamento Estetico Botulino (Aiteb) -. Si tratta di un problema che non dipende dal caldo, da un'eccessiva emotività o dall'attività fisica, ma dall'iperfunzione del sistema nervoso centrale che controlla la sudorazione. Certo d'estate il problema tende ad acuirsi e a peggiorare ulteriormente».

L'ipersudorazione condiziona la vita sociale di chi ne è affetto: chi ne soffre deve sempre asciugare la mano prima di stringerla, ha sempre un fazzoletto a portata di mano per tergere la fronte e non osa togliersi la giacca. Un problema imbarazzante che spinge ad evitare il contatto sociale e a isolarsi, influendo anche nella vita lavorativa e nei rapporti con il partner. Una soluzione contro l'iperidrosi arriva da un farmaco conosciuto soprattutto per il suo uso in medicina estetica per attenuare le rughe: la tossina botulinica.

«Bastano delle iniezioni di tossina botulinica nei punti in cui il sudore sovrabbonda, ossia mani, fronte, nuca, piedi e ascelle, per risolvere il problema – afferma il vicepresidente Aiteb -. Il farmaco agisce bloccando le ghiandole in modo temporaneo. Il trattamento dura in genere da sei a nove mesi e può essere ripetuto a volontà. Il trattamento con botulino per iperidrosi è praticato da anni ed è sicuro, avvallato da una ampissima letteratura scientifica. Alle ascelle e ai piedi non vi sono effetti collaterali significativi, mentre per i trattamenti alle mani può verificarsi una temporanea riduzione della forza. Per quanto riguarda il volto, si assiste anche, ovviamente, ad un'attenuazione delle rughe. Si tratta di un intervento che può essere praticato ambulatorialmente, da medici che  abbiano una comprovata specializzazione con la tossina botulinica. Non bisogna dimenticare, infatti, che si tratta di un farmaco e che deve quindi essere maneggiato da mani esperte per avere i risultati sperati. Rivolgersi a un socio iscritto ad Aiteb è una garanzia di rivolgersi a un medico esperto».

 

AITEB (www.aiteb.it). L'Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino è il primo sodalizio di medici chirurghi nato con lo specifico obiettivo di sviluppare le conoscenze in merito all'uso della tossina botulinica in medicina estetica. Scopo di Aiteb è coinvolgere tutti i medici italiani interessati allo sviluppo delle metodiche riguardanti la tossina botulinica in estetica e di diventare un punto di riferimento imprescindibile per i pazienti, la stampa e le autorità sanitarie interessate a questi temi. Aiteb vuole favorire la divulgazione delle conoscenze sulla tossina botulinica per uso estetico; sostenere e incrementare il livello qualitativo nell'impiego della tossina, a beneficio ultimo dei pazienti e dei medici stessi; contribuire alla ricerca e allo sviluppo tecnico e scientifico dell'uso e della terapia con la tossina botulinica; promuovere attività formative sull'utilizzo della tossina botulinica in ambito estetico, a favore degli operatori del settore; informare su rischi e benefici della terapia con tossina botulinica; promuovere gruppi di studio e di ricerca sull'utilizzo della tossina botulinica in ambito estetico. Tra gli obiettivi c'è anche la redazione di linee guida diagnostiche e terapeutiche nell'area della medicina estetica e con particolare riferimento alla tossina botulinica, ma anche la collaborazione con enti pubblici o privati per progetti o attività inerenti la tossina.



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Redazione del CorrieredelWeb.it


Farmaco difettoso bloccato dall'AIFA. Divieto di utilizzo del medicinale NOVASTAN 100 della ditta Mitsubishi Pharma Europe Ltd


Farmaco difettoso bloccato dall'AIFA. Divieto di utilizzo del medicinale NOVASTAN 100 della ditta Mitsubishi Pharma Europe Ltd per la non conformità alle Norme di Buona Fabbricazione

NAS nelle farmacie. I Carabinieri del Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato del medicinale NOVASTAN 100, un medicinale da utilizzare esclusivamente in ambiente ospedaliero e riservato agli specialisti in pneumatologia, fisiopatologia respiratoria, medicina del lavoro, otorinolaringoiatria, pediatria, allergologia.

 Un comunicato dell'AIFA, l'Agenzia Italiana per il Farmaco che Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" riporta, è eloquente nel precisare che:

" A seguito della notifica di non conformità alle Norme di Buona Fabbricazione, che riguarda tra l'altro la mancanza di un livello adeguato di assicurazione di sterilità, pervenuta dall'agenzia inglese dei medicinali (NIHRA) e conseguente all'ispezione effettuata presso il sito di produzione del medicinale "NOVASTAN 100 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino in vetro da 2,5 ml", AIC n. 037482015, della ditta Mitsubishi Pharma Europe Ltd, sita a Londra (Regno Unito) e distribuito in Italia dalla ditta Orphan Europe Italy, sita in Segrate (Milano), via B. Cellini, 11 via Orazio, 20/22, ai sensi deIl'art. 142 del D. Lvo n° 219/2006 e per la motivazione sopra evidenziata, si dispone il divieto di utilizzo di tutti i lotti del medicinale sopra riportato, in attesa di aggiornamenti da parte dell'autorità inglese. La ditta Orphan Europe Italy dovrà assicurare l'immediata comunicazione dei divieto di utilizzo, entro 48 ore dalla ricezione della presente a tutti i destinatari dei lotti del suddetto medicinale. Entro 5 giorni la ditta fornirà al|'AIFA le informazioni su eventuali altri lotti interessati. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute é invitato a verificare l'avvenuta comunicazione dei divieto di utilizzo e in caso mancato adempimento da parte della ditta interessata procederà al sequestro del medicinale. In deroga al presente provvedimento e in via del tutto eccezionale, in attesa della produzione di nuovi Lotti conformi alle norme di buona fabbricazione, si autorizza l'utilizzo del medicinale NOVASTAN 100 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino in vetro da 2,5 ml,".




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Farmaci difettosi. AIFA: ritiro dal commercio del farmaco ARANESP 500 della Amgen SpA

Farmaci difettosi. AIFA: ritiro dal commercio del farmaco ARANESP 500  della Amgen SpA. L'Aranesp è un farmaco molto costoso, commercializzato in fiale con dosaggi che variano dai 25 ai 500 mcg per ml. Negli Stati Uniti una confezione di quattro fiale da 100 mcg costa circa 1700 dollari.

I Carabinieri del Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato del medicinale ARANESP 500, un farmaco che stimola l'eritropoiesi, un processo fisiologico che porta alla produzione di nuovi globuli rossi (GR). La sua struttura chimica e le sue funzioni ricalcano da vicino le caratteristiche tipiche dell'eritropoietina umana, un ormone naturalmente prodotto dal rene che stimola la produzione di eritrociti (GR) nel midollo spinale.

 L'Aranesp viene prodotto dall'Amgen, un'azienda internazionale specializzata nel campo delle biotecnologie che, con il patrocinio di Lance Armstrong, organizza ogni anno il giro della California, importante tappa nel circuito ciclistico professionistico.L'Aranesp è un farmaco approvato dalla FDA per il trattamento dell'anemia ed in particolare per quelle forme anemiche causate da insufficienza renale cronica o cicli chemioterapici. Il principio attivo che contiene in soluzione iniettabile è chiamato darbepoetina alfa.Rispetto al vecchio Epogen l'Aranesp possiede una durata d'azione tre volte superiore. Grazie a questo nuovo farmaco i pazienti richiedono un numero inferiore di somministrazioni, passando dalle tre ad un unica iniezione settimanale.

L'Aranesp è un farmaco molto popolare negli sport di resistenza come la corsa di durata ed il ciclismo. In queste discipline la massima capacità di trasporto dell'ossigeno assume infatti un'enorme importanza ai fini della prestazione atletica. Un test delle urine può comunque smascherare gli atleti che ne fanno uso.Un comunicato dell'AIFA, l'Agenzia Italiana per il Farmaco è eloquente nel precisare che:

"A seguito della comunicazione della ditta concernente presenza di particelle estranee in confezioni del medicinale "ARANESP 500 mcg siringa pre-riempita", lotto n. 10468913 scad. 05/2015, AlC n. 035691777/E della ditta Amgen SpA, sita in Milano, via E. Tazzoli, 6, ai sensi deI|'art. 70 del D. L.vo 219/2006 e per la motivazione sopra evidenziata, comunicasi il ritiro del lotto del medicinale sopra riportato. Resta inteso che, nelle more del ritiro, il lotto sopra riportato non potrà essere utilizzato. La ditta Amgen SpA dovrà assicurare l'avvenuto ritiro entro 48 ore dalla ricezione della presente comunicazione. Il Comando Carabinieri per ia Tutela della Salute è invitato a verificare l'avvenuto ritiro e, in caso di mancato adempimento da parte della ditta interessata, procederà al sequestro del lotto del medicinale".

In virtù di tale comunicazione, Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", invita i pazienti a non utilizzare il dispositivo in questione riferito ai lotti di cui al comunicato istituzionale.



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Redazione del CorrieredelWeb.it


martedì 1 luglio 2014

“Racconti in sala d’attesa” approda alla Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni


Il libro come supporto terapeutico è importante per la Clinica, che aveva già istituito la Biblioteca "Guida per la Salute"


"Racconti in sala d'attesa", l'iniziativa per diffondere gratuitamente i libri nelle sale d'aspetto degli ospedali, approda anche alla Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni (CE), grazie anche al sostegno della buvette Lombardi, sita all'interno della struttura sanitaria maddalonese. Si tratta di una raccolta di storie – il sottotitolo è "Storie brevi per vincere il tempo" destinate ai pazienti che aspettano una terapia, una diagnosi o un semplice referto, ma anche a parenti, medici, operatori o associazioni di volontariato che frequentano le corsie.

Il volume, curato da Cristina Zagaria ed edito da Caracò, parla di amicizia, sport, amore, passioni, illusioni, coraggio e solitudini. "Si corre e non si pensa. Si corre e non si vive. Si corre - si legge in quarta di copertina – e i problemi non si risolvono mai. Eppure ci sono dei momenti della nostra vita in cui siamo costretti a fermarci. Non dipende da noi. Dobbiamo aspettare. Nelle sale d'attesa il tempo si dilata e tutto quello da cui fuggiamo ogni giorno ci si attacca addosso. Non ci sono vie di fuga. Si è da soli davanti al tempo e a se stessi. Dodici racconti provano a sfidare il tempo e l'attesa, con storie di amicizia, sport, amore, passioni, illusioni. Storie di coraggio e di solitudini, storie di vita… storie positive, perché il mondo non è sempre girato dalla parte sbagliata".

I racconti - firmati da Elisabetta Bucciarelli, Luigi Romolo Carrino, Maurizio De Giovanni, Patrick Fogli, Gabriella Genisi, Andrej Longo, Giuseppe Lupo, Emilia Marasco, Marco Marsullo, Antonio Paolacci, Patrizia Rinaldi e la stessa Cristina Zagaria - hanno il nobile intento di regalare ai pazienti e ai loro familiari storie ed emozioni per sfidare l'attesa e per vincere il tempo, talvolta incerto ed estenuante, loro malgrado.

La Casa di Cura "San Michele" è stata tra le prime ad aver aderito al progetto, dopo il Gemelli di Roma, il Policlinico di Milano, il Pascale di Napoli, il Sant'Anna di Como, gli Spedali Civili di Brescia. D'altronde la "San Michele", quasi dieci anni fa, è stata una tra le prime strutture sanitarie del Sud ad allestire la Biblioteca "Guida per la Salute" per promuovere il libro come supporto terapeutico.

L'idea di offrire un servizio di lettura ai degenti e ai loro familiari coincide con l'obiettivo di umanizzazione della clinica maddalonese. Il suo fine istituzionale è, infatti, la salute dei pazienti intesa nella sua globalità, o meglio la realizzazione di un'assistenza sanitaria centrata sulla persona, tenendo conto di tutti i suoi aspetti.


 


Casa di Cura "San Michele" Maddaloni (CE)

Struttura Ospedaliera
Accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale

 


via Montella 16 - MADDALONI (CE) 81024

tel 0823.208111 0823.208520 0823.208700 - fax 0823.402474 - email info@clinicasanmichele.com | clinicasanmichele@virgilio.it – siti http://www.clinicasanmichele.com | http://www.clinicasanmichelesrl.com

facebook: Clinica San Michele srl

Animali domestici. Attenzione ai cibi crudi

Roma, 1 Luglio 2014.  L'intossicazione alimentare non e' solo un problema umano: i nostri amici a quattro zampe sono a rischio se mangiano cibi contaminati con i batteri che causano malattie. Due di questi batteri Salmonella e Listeria monocytogenes sono particolarmente pericolosi per entrambi, animali e esseri umani.

Il cibo crudo, costituito principalmente da carne, ossa e organi che non sono stati cotti, possono contenere organismi che possono intossicare il cane o il gatto. Si potrebbe obiettare che cani e gatti selvatici mangiano i prodotti della loro caccia, e quindi cibo crudo, ma non sappiamo se si ammalano perche' nessuno li porta dal veterinario. I sintomi classici della salmonellosi e della listeriosi sono vomito, diarrea, perdita di appetito e inattivita'.
Il consiglio, quindi, e' quello di cuocere il cibo crudo che diamo ai nostri amici domestici. Si eviteranno problemi.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Giro di vite della Corte di Giustizia UE sui i prodotti a base di erbe aromatiche e di cannabinoidi sintetici.

Non sono medicinali quando sono commercializzati esclusivamente a fini ricreativi. Per poter essere qualificata come medicinale, una sostanza o un'associazione di sostanze dev'essere destinata alla prevenzione o alla cura di una patologia

Una direttiva dell'Unione  definisce la nozione di «medicinale per funzione» nel senso di «ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sull'uomo o somministrata sull'uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica».  Così si sono espressi i giudici della Corte Ue che si sono pronunciati su una causa nelle cause riunite C-358/13 e C-181/14 D e G.

Lo rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti". La causa era stata introdotta dai signori D e G che commercializzavano tra il 2010 e il 2012 miscele di erbe aromatiche contenenti vari cannabinoidi di sintesi. Si tratta di sostanze psicoattive che, se fumate, tendono a riprodurre gli effetti della cannabis. All'epoca dei fatti, la normativa tedesca sulla lotta agli stupefacenti non consentiva di ricomprendere la commercializzazione di tali sostanze. Le autorità tedesche hanno condannato quindi i signori D e G a pene detentive in base alla normativa sui medicinali, per averimmesso sul mercato un «medicinale sospetto».

Investito della controversia, il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania) si chiede se la detta associazione di sostanze, nonostante i rischi che presenta per la salute umana, possa essere qualificata come «medicinale», considerato che, sebbene determini effettivamente, come previsto dalla direttiva, una modificazione delle funzioni fisiologiche nell'uomo esercitando un'azione farmacologica , non procura alcun beneficio terapeutico. Nelle conclusioni odierne, l'avvocato generale Yves Bot ritiene che la nozione di «medicinale» contemplata dalla direttiva, non possa ricomprendere un'associazione di sostanze come quella oggetto della causa. Un'associazione di sostanze di tal genere è, certamente, idonea a modificare funzioni fisiologiche nell'uomo, ma la sua somministrazione a fini puramente ricreativi non è destinata né a prevenire, né a curare alcuna patologia.

L'avvocato generale Bot ricorda, in limine, che non si tratta di ostacolare l'impiego medico di stupefacenti, che permane indispensabile ai fini dell'attenuazione del dolore, bensì di limitare l'immissione in commercio di sostanze psicoattive consumate a fini puramente ricreativi, ove, nella specie, il consumatore ricerca gli effetti psichici associati al consumo di cannabis. A sostegno del proprio ragionamento, l'avvocato generale Bot si fonda anzitutto sulla definizione della nozione di «medicinale per presentazione» contemplata dalla direttiva, che fa riferimento alle «proprietà [del prodotto] curative o profilattiche delle malattie umane». L'avvocato generale Bot ritiene, inoltre, che il criterio relativo alla «modificazione delle funzioni fisiologiche» non possa essere interpretato a prescindere dal contesto in cui si colloca né dall'applicazione medica cui la sostanza o l'associazione di sostanze di cui trattasi è destinata. Infatti, la direttiva utilizza non solo il verbo «modificare», bensì parimenti i verbi «ripristinare» e «correggere», i quali fanno riferimento al miglioramento delle funzioni organiche dell'uomo o al recupero delle sue funzioni fisiologiche, il che implica l'esistenza di un beneficio medico o terapeutico. L'avvocato generale Bot ricorda inoltre la costante giurisprudenza della Corte secondo cui la somministrazione di un medicinale deve «avere una funzione di profilassi o di cura».

L'avvocato generale Bot ritiene peraltro che la direttiva, fondata sulla protezione della salute pubblica e sulla libera circolazione delle merci in seno all'Unione, non ammetta l'introduzione sul mercato di sostanze i cui rischi per la salute umana siano analoghi a quelli che presentano gli stupefacenti e la cui somministrazione venga effettuata al di fuori di qualsiasi applicazione medica. Infatti, disciplinando l'autorizzazione di immissione sul mercato nonché la fabbricazione, l'importazione, l'etichettatura o, ancora, la distribuzione dei medicinali, la direttiva è volta a consentire l'immissione sul mercato e la libera circolazione di un prodotto sicuro ed efficace, di cui sia stata analizzata la composizione, di cui siano stati valutati le indicazioni, le controindicazioni, i rischi e gli effetti collaterali e di cui siano state stabilite la posologia, la forma farmaceutica e la modalità di somministrazione. Tale disciplina non è, quindi, destinata ad applicarsi ad un'associazione di sostanze che si vuole, in realtà, escludere dal mercato, essendo priva di qualsiasi beneficio medico e presentando rischi per la salute umana.

L'avvocato generale Bot ritiene, peraltro, che la commercializzazione, a fini esclusivamente ricreativi, di nuove sostanze psicoattive si collochi chiaramente al di fuori della sfera economica legale del mercato interno. A tal riguardo ricorda che, conformemente alla giurisprudenza della Corte «gli stupefacenti non presenti nel circuito rigorosamente sorvegliato dalle competenti autorità in vista dell'uso per scopi medici o scientifici rientrano, per loro stessa natura, in un divieto di importazione e di commercializzazione in tutti gli Stati membri». Se è comprensibile che, a fronte di una lacuna normativa, la Germania sia stata indotta ad applicare la normativa relativa ai medicinali, al fine di meglio controllare e reprimere l'immissione sul mercato di queste nuove sostanze, l'avvocato generale Bot conclude che tale obiettivo non può tuttavia giustificare un'interpretazione estensiva, se non addirittura una distorsione, della nozione di «medicinale». Egli ritiene, conseguentemente, che solamente provvedimenti repressivi basati sul controllo degli stupefacenti possano far fronte alla comparsa sul mercato di sostanze psicoattive. A tal proposito e a fini di chiarezza, suggerisce che il fondamento normativo della legislazione, attualmente in fase di progetto, venga chiaramente ricondotta allo spazio di libertà, disicurezza e di giustizia.

Lecce, 01 luglio 2014                                                                                                                                        


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