Salute
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mercoledì 3 settembre 2014
Convegno per capire il malato di Alzheimer a Milano il 20 settembre, ingresso libero
Network Reti Oncologiche in Campania
RIABILITAZIONE, CURE PALLIATIVE E HOSPICE IN UN NETWORK DELLE RETI ONCOLOGICHE IN REGIONE CAMPANIA
ECCO LA PROPOSTA DEL DOTTOR CANZANELLA, MANAGER DELL'EUROPEAN CANCER PATIENT COALITION
Riabilitazione, cure palliative e hospice, tre realtà sanitarie che dovranno necessariamente unirsi tra loro per realizzare un Network delle Reti Oncologiche che permetta anche in Regione Campania una condivisione di tutte le informazioni utili a fornire standard di assistenza più elevati a tutti i pazienti oncologici, indipendentemente dalla sede in cui risiedono. Tutto ciò non può far dimenticare come umanizzazione, rapporto medico-paziente, informazione, supporto psicologico siano parole-chiave nella gestione di pazienti con patologie oncologiche.
Questo l'obiettivo che si pone l'European Cancer Patient Coalition, l'organismo internazionale che riunisce oltre trecento associazioni europee di volontariato accreditate in ambito oncologico, così come conferma proprio il manager per l'Italia meridionale dell'Ecpc, il dottor Sergio Canzanella, a sua volta anche dirigente dell'Associazione House Hospital onlus, membro della Commissione Cure Palliative della Regione Campania e segretario della Sezione regionale della Campania della Società Italiana Cure Palliative.
"Presto presenteremo una serie di proposte concrete e fattibili – annuncia il dottor Canzanella – al presidente della Giunta regionale della Campania, l'onorevole Stefano Caldoro, da sempre sensibile e fortemente impegnato nei settori della riabilitazione, delle cure palliative e degli Hospice, per uno sforzo comune che ha lo scopo di tramutare la politica del dire in quella del fare. Il nuovo e ambizioso obiettivo sarà quello di creare un Network di tutte le Reti Oncologiche Regionali, compresa la Campania, per fornire standard di assistenza più elevati a tutti i pazienti oncologici. In Italia – spiega il dottor Canzanella – l'87% delle Oncologie Mediche ha attivo un servizio di assistenza domiciliare e il 33% dispensa medicinali per la cura dei tumori a casa. Le O.M. del Nord trattano a casa in media 200 pazienti, 148 al Sud-Isole e 118 al Centro. Dal 2003, le PET per le diagnosi sono triplicate: erano disponibili per il 10% delle strutture, oggi per il 30% dei centri; mentre scintigrafie e RMN sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 61% e dal 51 al 90% rispettivamente. Progressi più lenti negli apparecchi per radioterapia: nel 2001 presenti nel 46% delle strutture oncologiche, lo sono nel 60% nel 2009, mentre si registra una discesa media del 20% degli psicologi passati da 1,6 in media per centro oncologico nel 2005 a 1,3 nel 2009. Dal 2001, i servizi riabilitativi, passati dal 5% al 42% odierno, e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all'80% nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 250mila nuovi casi di tumori, con una prevalenza di circa 2 milioni di casi. Tale dato acquista ulteriore rilievo se si considera l'invecchiamento della popolazione. Oggi, il 40% degli italiani ricoverati in strutture ospedaliere ha più di 65 anni a fronte di una incidenza nella popolazione globale del 20% di cittadini di età superiore a 65 anni. Se, come è prevedibile, dovesse continuare questo trend, nel 2020 la percentuale di ultra65nni potrebbe superare il 35% dell'intera popolazione con gravissime ripercussioni sul sistema sanitario. Diventa importante affrontare tale emergenza cercando di intervenire rapidamente con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, sopratutto per quanto riguarda pazienti cronici ed anziani. Ovviamente, tale impegno – conclude il dottor Canzanella – verterà sull'attuazione delle linee programmatiche del Piano Oncologico incentrate sulla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, e sulla presa in carico del paziente oncologico per tutto l'iter della malattia con l'attivo contributo di tutte le figure professionali coinvolte nel processo, così come nello sviluppo di una rete per le cure palliative e la terapia del dolore".
martedì 2 settembre 2014
Peste Suina Africana , il Ministero della Salute precisa
In relazione alle notizie concernenti la Peste Suina Africana in Sardegna apparse in data odierna su taluni quotidiani è doveroso precisare che il Ministro Lorenzin, accogliendo specifica richiesta della Regione Sardegna riguardante il distacco presso l'Unità di missione regionale di un funzionario della Commissione europea, ha condiviso l'esigenza di garantire un coordinamento delle misure di eradicazione mediante il supporto di professionalità idonee a garantire un adeguato start up. Lo stesso Ministro ha peraltro comunicato al Presidente della Regione che verrà compiuto un attento e costante monitoraggio dell'attività svolta e dei risultati effettivamente conseguiti che, secondo le chiare indicazioni europee, dovranno essere concreti e misurabili. Pertanto non vi è stato alcun cambio di rotta nelle strategie ministeriali, e d'altro canto non poteva essere diversamente in considerazione degli indirizzi univoci della Commissione Europea, impartiti all'Italia sin dal 2013, ribaditi, da ultimo, nello scorso mese di luglio.
Una applicazione per smartphone per facilitare donazione di organi
La donazione degli organi è un gesto di generosità che può salvare o migliorare le vite altrui. Per facilitare la donazione di organi in Svizzera è stata appena inventata un'apposita applicazione per gli smartphone che Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ritiene non solo interessante, ma anche da replicare nel nostro Paese dove la farraginosità e lentezza delle procedure potrebbe essere attenuata da questo sistema.Quando l'utilizzatore arriva al pronto soccorso la sua tessera di donatore viene mostrata sullo schermo del telefono ed è accessibile al personale curante senza codice.A comunicarlo in data odierna la Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi Swisstransplant che sostiene che si tratta della prima volta al mondo che si sperimenta un'iniziativa del genere.La nuova tessera di donatore è disponibile tramite l'applicazione Echo 112, che consente ai soccorritori di localizzare una persona in Svizzera e all'estero ed è già utilizzata da oltre 350'000 persone nella Confederazione.La sua forma digitale è stata sviluppata da Jocelyn Corniche, un anestesista dell'ospedale universitario vodese (CHUV) il principale ospedale di Losanna. Essa genera due carte: una per i medicinali assunti, le allergie e le persone da contattare; l'altra per le informazioni relative al dono di organi. Per facilitare il riconoscimento dei donatori, la notifica appare sullo schermo bloccato in presenza di un dispositivo di connessione senza fili Bluetooth. Altri dati personali non vengono segnalati. Alla stampa svizzera l'inventore ha ammesso che questo sistema raggiunge solo la popolazione più giovane ed "informatizzata" e poco la terza età, ma ha comunque un vantaggio rispetto alla tessera su carta: meno del 5% dei donatori la porta su di sé.Secondo Swisstransplant l'applicazione dovrebbe permettere di migliorare la situazione in Svizzera, dove oltre 1200 persone sono in attesa di un organo e il tasso di donazioni è fra i più bassi d'Europa.
Ricerca medica. Fumare in gravidanza danneggia la crescita dei nipoti.
Le conseguenze negative del tabacco sulla salute durante la gravidanza sono numerose sia per le donne che per il feto, ma ora rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", un team di ricercatori dell'Università di Bristol sono andati oltre e hanno osservato che le fumatrici in questi nove mesi possono finire per condizionare anche la crescita dei nipoti. In particolare, secondo i risultati dello studio pubblicato sull''American Journal of Human Biology', l'osservazione sui bambini che hanno avuto una nonna paterna che ha fumato durante la gravidanza avrebbero un'altezza e una massa muscolare inferiore. E se a fumare era stata la nonna materna, i nipoti avevano un eccesso di peso nell'adolescenza. Inoltre, essi hanno osservato che quando a fumare da ragazze erano state sia la nonna materna e madre i nipoti ed i figli misuravano e pesavano meno di quelli che avevano solo la madre fumatrice, ma non la nonna. "Questi potenziali effetti intergenerazionali effetti dei fumatori durante la gravidanza potranno essere considerati in futuro in studi sugli effetti del fumo materno sulla crescita e lo sviluppo del bambino", ha affermato Marcus Pembrey, autore dello studio, ammettendo la sua utilità per l'analisi molecolare di questi legami intergenerazionali. Le conclusioni di questo studio evidenziano l'importanza di individuare più velocemente possibile se sei incinta per poter smettere quanto prima di fumare - ovviamente molto meglio se fatto prima.
Come affrontare la sindrome da rientro: i consigli dell'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia
Dopo le vacanze irritabilità, calo di attenzione, mal di testa e un generico stordimento sono disturbi che colpiscono una persona su dieci. «Serve lavorare per obiettivi e ricavarsi brevi momenti di stacco»
Irritabilità, calo di attenzione, mal di testa, difficile digestione della quotidianità e un generico senso di stordimento. «Sono i sintomi della cosiddetta "post vacation syndrome" che colpiscono circa una persona su dieci al rientro dalle vacanze», premettono Giandomenico Bagatin ed Erica Cossettini psicologi psicoterapeuti e consiglieri dell'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia. Per affrontare il rientro ecco tre suggerimenti: «Riprendere in mano gli affari rimasti in sospeso prima delle vacanze, ricavarsi dei momenti di pausa anche brevi durante l'anno e imparare a gestire gli obiettivi. Non missioni impossibili, ma semplicemente degli accorgimenti importanti perché molto dipende dalla nostra mente».
Prima di tutto però occorre sfatare un luogo comune. Precisa Bagatin: «La maggior parte delle persone è prigioniera di un pregiudizio, cioè che il riposo e il relax ricarichino le batterie mentali. In realtà, non è così. Per la maggior parte di noi, il lungo riposo estivo acuisce invece i sintomi da stress non appena si rientra alla vita di tutti i giorni». Per recuperare energie occorre invece «imparare a chiudere gli affari lasciati in sospeso perché la benzina mentale viene consumata nel tentativo di raggiungere obiettivi siano questi importanti (come grandi obiettivi lavorativi o affettivi, più o meno consapevoli) oppure meno (come mettere a posto finalmente la cantina). Ogni obiettivo consuma energia mentale. Ma quando viene raggiunto pienamente, come per magia la mente si ricarica. È esperienza di tutti che dopo una grande soddisfazione, anche se fino a un attimo prima si era stanchi, ci si sente invece energici e propositivi».
«Nel nostro vivere quotidiano -prosegue Cossettini- è anche importante ritrovare una naturale capacità ad allentare: ciò non significa trovarsi uno spazio di stacco lungo e totale, come una notte di sonno o una vacanza esotica, ma rappresenta momenti indispensabili nell'arco della giornata che ci permettono di ricaricarci, di ritrovare energia, di stare piacevolmente a goderci ambienti e pause ristoratori, anche se non ci sembrano necessariamente importanti. Vacanze, sonno, sport possono aiutare (e non sempre) l'allentamento, ma sono un'altra cosa. Dobbiamo crearci pause di morbidezza piacevoli, ristoratrici, quando ne sentiamo il bisogno e non è necessario che siano pause lunghe: sono momenti importanti prima di ricondurci a nuove tensioni e nuovi momenti di vigilanza».
Per evitare quindi la "sindrome da rientro", il contributo della psicologia può essere fondamentale. Concludono gli specialisti: «Per imparare ad allentare durante tutto l'anno con efficacia è possibile intervenire con tecniche e percorsi di rilassamento o di concentrazione; per la gestione e la realizzazione degli obiettivi esistono invece le procedure e i percorsi di time management (gestione del tempo), per organizzare le priorità, essere efficaci, risparmiare e spendere bene le energie, e nutrire il nostro cuore attraverso le grandi e piccole esperienze positive. Training di questo tipo vanno fatti con professionisti della psicologia: possono cambiare completamente la percezione e il livello dello stress durante l'anno e prepararci ad affrontare meglio anche le prossime vacanze».
L'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia è stato fondato nel 1992 e oggi conta più di 1.800 iscritti. L'organigramma per il quadriennio 2014-2017 risulta così composto: presidente Roberto Calvani; vicepresidente Leila Rumiato; segretario Simona Mreule; tesoriere Evgenia Gasteratou; consiglieri: Giandomenico Bagatin, Fabio Barban, Antonella Besa, Margherita Bottino, Erica Cossettini, Nerina Fabbro, Maria Fiorini, Denis Magro, Corinna Michielin, Giovanni Ottoboni, Erika Celotti. www.psicologi.fvg.it
lunedì 1 settembre 2014
Autismo: nasce il social network dedicato alle famiglie
Dopo Portale Autismo, il sito web di notizie dedicato al mondo dei disturbi dello spettro autistico, nasce Pianeta Autismo, un social network che mette in rete le famiglie e i professionisti che si occupano di questo disturbo.
L'obiettivo è quello di permettere alla famiglie di raccontare le proprie esperienze, di trovare situazioni simili alle proprie per potersi confrontare sulle varie problematiche che questo disturbo comporta sia dal punto di vista patologico, sia dal punto di vista famigliare e di sostegno. Pianeta Autismo, inoltre sarà uno strumento per partecipare e proporre sondaggi e avviare anche richieste di provvedimenti alla politica italiana.
Nel social network, che funziona in maniera simile a Facebook, gli utenti potranno collegarsi tra loro, avviare e partecipare a discussioni nei gruppi tematici e nei forum, segnalare eventi, condividere file e documenti e conoscere le varie realtà italiane che si occupano di questo disturbo.
In rete c'è una grande frammentazione di informazioni in questo campo, così come in Facebook, le informazioni sono sparse in mezzo a tutte le altre pagine e gruppi. Pianeta Autismo intende offrire uno spazio organizzato e di connessione tra le famiglie e le persone che si occupano di autismo, anche da un punto di vista clinico e di ricerca scientifica.
Pianeta Autismo è aperto a tutti coloro che intendono collaborare anche attivamente allo sviluppo della community, attraverso la formulazione delle risposte alle questione poste dalle famiglie, l'avviamento di questionari mirati alla ricerca e alla percezione di bisogni specifici che necessitano di risoluzione anche da parte delle istituzioni.
Pianeta Autismo, nato da Needius, start up di Rovereto, tra le 20 aziende italiane partner Samsung e composta da addetti ai lavori formati presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell'Università degli Studi di Trento, sede di uno dei centri clinici e di ricerca di spicco internazionale, il Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione diretto dalla Professoressa Paola Venuti e partner del progetto.
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