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domenica 29 marzo 2020

CORONAVIRUS: 13 milioni e tre ricerche finanziate dalle Fondazioni Carlsberg per aiutare a combattere il virus

A sostegno dell'emergenza Covid-19 le Fondazioni Carlsberg donano 13 milioni di euro

Le Fondazioni Carlsberg, New Carlsberg e Tuborg, in un momento in cui l'epidemia da COVID-19 chiama il mondo ad una sfida senza precedentihanno stanziato un finanziamento straordinario di 13 milioni di euro a sostegnodella società e della ricerca.

Le tre Fondazioni della famiglia Carlsberg- Carlsberg, New Carlsberg e Tuborg  come da loro DNA scendono in campo a sostegno della società piagata da un'emergenza senza precedenti offrendo il loro sostegno con la donazione di 95 milioni di corone danesi, il corrispettivo di circa 13 milioni di euro così suddivisi:

• 8 milioni di euro circa da parte della Fondazione Carlsberg, che promuove e sostiene la ricerca scientifica in campi innovativi, per finanziare 3 progetti di ricerca sul Covid-19 da cui si prospettanorisultati di rilevanza internazionale su:
✓ metodi di diagnosi, trattamento e prevenzione del virus per gestire questa epidemia e per dare la possibilità al mondo di essere pronto in caso di epidemie future. La ricerca sarà condotta da un gruppo scientifico di ricercatori di Virologia di fama internazionale in collaborazione con l'Università di Copenaghen, l'Università di Aarhus e l'Istituto Serum;
✓ comprensione, anche attraverso l'analisi dei big data, dell'impatto delle nostre scelte sull'evoluzione del virus. Lo studio sarà condotto da un gruppo di ricercatori di scienze sociali e umanistiche in collaborazione con l'Università di Copenaghen, l'Università di Aarhus e il Politecnico Danese
✓ modelli di analisi per capire come e perché un virus può trasformarsi in un'epidemia globale, dalla formazione alla scomparsa,o come diventa parte delle malattie stagionali. La ricerca sarà condotta da un gruppo interdisciplinare presso l'Università di Roskilde.

video dedicati alle 3 ricerche possono essere visionati qui.

• 4 milioni di euro circa da parte dellaFondazione New Carlsberg, che promuove l'arte, per sostenere in Danimarca i musei colpiti dalla crisi attraverso l'attivazione di programmi che consentiranno loro di attirare i Visitatori quando riapriranno. Infatti, sulla base delle recenti restrizioni, anche molti musei in Danimarca sono temporaneamente chiusi.
• 800 mila euro circa da parte della Fondazione Tuborg, che sostiene l'impegno dei giovani per un futuro sostenibile, a un pool di professionisti che si occupa di emergenza nelle organizzazioni giovanili per avviare attività rivolte a sostenere persone colpite dal COVID-19La Fondazione monitorerà anche la necessità di sostenere i business colpiti dalla pandemia, come ad esempio i locali musicali che da sempre vengono sostenuti dalla Fondazione Tuborg.

 

 

 

 

Con queste donazioni, le Fondazioni della famiglia Carlsberg vogliono dare supporto a tutti coloro che stanno facendo la differenza per mitigare gli effetti della pandemia e per costruire una migliore resilienza per il futuro, come si evince dalle parole del professor Flemming Besenbacher, presidente della Fondazione Carlsberg:

"In un momento in cui il COVID-19 si sta sviluppando in modo esponenziale in tutto il mondo, siamo lieti di essere riusciti ad attivare una collaborazione tra alcuni dei principali ricercatori a livello globale per contribuire a risolvere le enormi sfide che stiamo affrontandoSin dalla loro creazione, le Fondazioni della famiglia Carlsberg si sono impegnate a supportare le Comunità in momenti criticiOggi, più che mai, abbiamo bisogno della scienza e dei ricercatori per trovare una soluzione in grado di risolvere la crisi sviluppare una conoscenza che duri nel tempo".



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giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus: «No alla confusione». Stanno circolando comunicazioni equivoche e fuorvianti su tamponi, test su anticorpi drive thru e test di laboratorio

Coronavirus: «No alla confusione». Stanno circolando comunicazioni equivoche e fuorvianti su tamponi, test su anticorpi drive thru e test di laboratorio

«L'emergenza per fermare i contagi si affronta con i tamponi. Gli esami anticorpali su sangue hanno utilità importanti, diverse e non sovrapponibili. In troppi giocano sull'equivoco»: la dichiarazione di Stefano Massaro, CEO di Cerba HealtCare Italia, la realtà specializzata nelle analisi di laboratorio disponibile a impegnare risorse e biologi molecolari nella battaglia al virus

 

È il tampone ciò che serve per un test di biologia molecolare volto alla individuazione del paziente infetto. 

«La nostra Direzione Scientifica ha le idee chiare – afferma il CEO di Cerba HealthCare Stefano Massaro – ed è nostro compito veicolare una comunicazione corretta».

Dal momento iniziale dell'emergenza COVID 19, i test utilizzati e rilasciati e con i quali attualmente si contano i positivi sono i test molecolari per la ricerca dell'RNA virale di SARS-COV2 su tampone naso-faringeo. Si tratta di una ricerca diretta: se è presente il virus nelle mucose il test è positivo e la diagnosi certa è di infezione in corso, a prescindere dai sintomi.

 

I test per la ricerca anticorpale invece, sono una ricerca indiretta effettuata su siero ematico: se il paziente è entrato in contatto con il virus, dopo un certo periodo attualmente non noto, chiamato periodo finestra, iniziano ad essere riscontrabili nel siero gli anticorpi prima di classe IgM (Fase attiva), e a seguire quelli di classe IgG. Con il passare del tempo le IgG salgono mentre scendono le IgM, con tempi e cinetiche attualmente non note.

Questo significa che un paziente asintomatico con IgG positive è già stato a contatto con il virus, quindi o è guarito o non ha avuto sintomi; un paziente asintomatico con IgM positive potrebbe avere in corso la malattia ma, su paziente con anticorpi negativi, non si ha nessuna certezza che non possa essere infetto senza avere ancora sviluppato anticorpi. Per questa individuazione l'unico test utile è il tampone.

 

Vanno distinti i test anticorpali rapidi "drive thru" su cui si specula in queste ore, rispetto a test di laboratorio su strumentazione dedicata con controlli, calibrazioni, specificità e sensibilità superiori.

Da sempre sia le istituzioni sanitarie che la comunità scientifica hanno prediletto i test di laboratorio.

Passata l'emergenza i test anticorpali su siero ematico svolgeranno un ruolo importantissimo in fase di follow up per capire se i propri familiari saranno protetti e per capire quanti avranno avuto l'infezione pur essendo asintomatici. Sicuramente i laboratori sia del comparto pubblico che privato saranno pronti nei modi e nei tempi corretti ad effettuare questa tipologia di analisi.

«È importante che questi aspetti non vengano confusi – conclude Massaro –. Nessuno deve contribuire a creare confusione. Le strutture sanitarie pubbliche e private uniscano le proprie forze per superare l'emergenza in modo organico e tornare al più presto ad occuparsi di prevenzione e di salute del cittadino».

 

 

Cerba HealthCare Italia – Parte del gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche presente in 16 nazioni, Cerba HealthCare Italia è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e service lab. Nel nostro Paese serve 960mila pazienti/anno e conta 160 dipendenti, 32 centri medici e una piattaforma di laboratorio HUB.




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sabato 14 marzo 2020

Coronavirus. Medico di famiglia e gestione emergenza: problemi per immunodepressi e anziani

Coronavirus. Medico di famiglia e gestione emergenza: problemi per immunodepressi e anziani

Firenze, 14 Marzo 2020. In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l'emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in un hastag, #Iorestoacasa.
Restare a casa.
Più facile a dirsi che a farsi.
Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative. Ma ad un'esigenza molto più primaria, molto più basica.
Pensiamo ad un soggetto, magari immunodepresso, che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita.
Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l'esterno.
Ed invece, almeno per il momento, questo soggetto deve recarsi dal proprio medico curante, attendere in fila con altre persone, che vogliamo sperare siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi riattendere in coda fuori dalla farmacia.
Tutto questo, che apprendiamo da alcune segnalazioni giunte in Aduc, è assurdo.
Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia?
Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi?
Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane?
Non sarebbe  opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio,  che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente?
In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio?
Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.
Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.
Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.
Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica.

Sara Astorino, legale, consulente Aduc


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mercoledì 11 marzo 2020

SALUTE. GRAVIDANZA E CORONAVIRUS_Fecondazione assistita: Galliano (IVI), quali gli effetti del coronavirus sulla gravidanza.

Fecondazione assistita: Galliano (IVI), quali gli effetti del coronavirus sulla gravidanza.


 

"Al momento non sembrano esserci prove della trasmissione del virus da madre a feto, così come non esistono prove di trasmissione del virus tramite trattamenti di Fecondazione Assistita."

 

Così in una nota stampa la Dott.ssa Daniela Galliano, Direttrice sanitaria della sede romana di IVI, Istituto Valenciano di Infertilità, multinazionale leader in Fecondazione Assistita.

 

Prosegue la Dott.ssa Galliano: "È necessaria però cautela, poiché i dati disponibili sono ancora limitati. Secondo un recente studio della rivista Lancet, che ha analizzato 9 donne in stato interessante affette da COVID-19, le caratteristiche cliniche della polmonite COVID-19 nelle donne in gravidanza sono simili a quelle riportate in pazienti adulti non gravidi che hanno sviluppato polmonite da COVID-19."

 

"Sempre in questo studio, inoltre, è stata analizzata la possibile trasmissione intrauterina del virus, analizzando il liquido amniotico e il sangue del cordone ombelicale e la trasmissione non risulta avvenuta. Il Royal College of Obstetricians & Gynaecologists afferma inoltre come, poiché non vi sono prove di infezione fetale intrauterina con COVID-19, si ritiene attualmente improbabile che vi siano effetti congeniti del virus sullo sviluppo fetale. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, infine, al momento non sembrano esserci dati certi che dimostrino la diffusione del virus nel latte materno.

 

"Sempre secondo il Royal College of Obstetricians & Gynaecologists, non vi sono dati che suggeriscano un aumento del rischio di aborto spontaneo o perdita precoce della gravidanza in relazione a COVID-19. I casi riportati da studi precedenti riguardanti SARS e MERS non dimostrano una relazione convincente tra infezione e aumento del rischio di aborto spontaneo o perdita del secondo trimestre"

 

"Anche dal punto di vista sintomatologico, i dati a disposizione dimostrano che i sintomi sono gli stessi sia per le donne in gravidanza che per le donne non in stato interessante. Bisogna però sempre considerare che alcune infezioni, come ad esempio quelle del tratto respiratorio, sono comunque pericolose per una donna incinta. Le donne in gravidanza infatti si trovano in uno stato di immunodepressione, che le porta ad essere maggiormente esposte a eventuali patologie."

 

"Quindi alle donne in stato interessante raccomando prudenza e di seguire scrupolosamente le norme previste in questo periodo, come lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con un disinfettante per mani a base di alcool, mantenere la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone, evitare di toccarsi il viso, gli occhi, il naso e la bocca con le mani.

IVI RMANJ

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna completamente specializzata nella Fecondazione Assistita. Da allora ha aiutato a nascere più di 200.000 bambini, grazie all'utilizzo delle più avanzate tecnologie di Fecondazione Assistita. All'inizio del 2017, IVI si è fusa con RMA, diventando così il più grande gruppo di Fecondazione Assistita del mondo. Attualmente conta più di 65 cliniche in tutto il mondo ed è leader nel campo della Medicina Riproduttiva.

 

Roma, 11 marzo 2020



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Emergenza Covid-19, Utilitalia: l’impegno delle imprese e dei dipendenti garantisce la continuità e la qualità dei servizi pubblici


 CORONAVIRUS, UTILITALIA: GARANTITE CONTINUITA' E QUALITA' SERVIZI PUBBLICI

 

ROMA, 11 MARZO - I servizi pubblici essenziali di acqua, ambiente ed energia e gas sono regolari e garantiti, e continueranno ad esserlo da parte di tutte le imprese associate ad Utilitalia. Nonostante il coronavirus, spiega la Federazione, ogni struttura sta operando con il massimo impegno nell'attuazione delle disposizioni del Governo, adottando ogni misura di cautela per dipendenti e utenti, dando priorità alla tutela della salute pubblica e predisponendo piani emergenziali da utilizzare in caso di necessità.

Consapevole di rappresentare oltre l'80% delle imprese dei servizi idrici, il 55% di quelli ambientali e il 15% di energia e gas – nelle quali sono impiegati quasi 100mila lavoratori e altrettanti nell'indotto - Utilitalia ha attivato sin dallo scorso 21 febbraio il coordinamento con le direzioni delle imprese sull'emergenza Covid-19, cui si è aggiunto un canale diretto con la Protezione Civile. Gli aggiornamenti e la condivisione di piani di azione sono tempestivi, al fine di mettere in campo ogni sforzo per assicurare la costanza dei servizi, insieme alle misure cautelative per la tutela della salute del personale. 

Per il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, "la rapida organizzazione dei servizi rispetto alle attività operative e la disponibilità di tutti i dipendenti dei diversi settori, cui va il nostro ringraziamento, insieme all'adozione dello smart working e alla gestione digitale di diverse funzioni di contatto con la clientela, stanno consentendo alle nostre imprese di continuare ad assicurare servizi fondamentali per tutti i cittadini. Siamo consapevoli della criticità della situazione, delle complessità che stiamo affrontando e di quelle che dovremo affrontare. Con questo spirito e con la consapevolezza di svolgere un servizio pubblico, continuiamo a lavorare con il massimo impegno adottando comportamenti responsabili e con la massima fiducia nelle indicazioni delle istituzioni, vicini a tutte le persone e le famiglie che stanno vivendo momenti di difficoltà".

 

UTILITALIA

Utilitalia è la Federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici dell'acqua, dell'ambiente, dell'energia elettrica e del gas in Italia, rappresentandole presso le Istituzioni nazionali ed europee. Mette da oltre 100 anni il suo patrimonio di competenze a disposizione delle associate, delle amministrazioni e dello sviluppo del Paese con l'obiettivo di promuovere le migliori pratiche, gli investimenti, la formazione e l'innovazione nelle imprese dei servizi pubblici. Nata come Federazione aziende municipalizzate d'Italia, nel 2015 assume la denominazione Utilitalia dopo la fusione di Federutility e Federambiente. Le circa 450 imprese associate a Utilitalia forniscono oggi servizi idrici a circa l'80% della popolazione, servizi ambientali a circa il 55%, di distribuzione gas ad oltre il 30% e servizi di energia elettrica al 15%, con un valore della produzione pari a 38 miliardi di euro e oltre 90.000 occupati.

 




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giovedì 5 marzo 2020

WM CAPITAL: BOX DELLA SALUTE - INDIVIDUATA UNA SOLUZIONE CONFORME ALLA PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DI VIRUS

WM CAPITAL: BOX DELLA SALUTE – INDIVIDUATA UNA SOLUZIONE CONFORME ALLA PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DI VIRUS

Attraverso l'integrazione di dispositivi di autoanalisi e al sistema di auto igienizzazione, il Box della Salute diventa uno strumento grazie al quale è possibile svolgere esami medici in maniera autonoma senza incorrere nel rischio di contrarre infezioni o malattie

 

 

Milano, 5 marzo 2020

 

Grazie alle continue ricerche e sperimentazioni, è stata individuata, nell'ambito del Box della Salute, una soluzione conforme alla prevenzione della diffusione di virus tramite l'accurata selezione di dispositivi medici di autoanalisi che permettono al paziente di effettuare esami in totale autonomia senza l'ausilio di personale sanitario e parasanitario. Questa modalità tutela sia la salute del medico, che può diagnosticare una malattia infettiva senza entrare in contatto con la persona, che quella del paziente, che in modo semplice e agevole può monitorare il proprio stato di salute.

Ciò è possibile attraverso l'utilizzo di innovativi dispositivi medici, dotati di accessori monouso che evitano la diffusione del virus.

 

 

Fabio Pasquali, Amministratore delegato di WM Capital S.p.A., pone l'attenzione sulla già menzionata soluzione in un momento di particolare allarme globale: "Nel contesto attuale di emergenza sanitaria, il Box della Salute rappresenta un'efficace risposta italiana alle problematiche relative al sovraffollamento dei pronti soccorsi. I dispositivi medici di alta tecnologia integrati nel Box della Salute potranno risultare particolarmente utili anche in futuro e al di fuori dell'attuale contesto, poiché sarà sempre più sentita l'esigenza di evitare situazioni emergenziali. Dunque, il Box della Salute risulta essere un orgoglio italiano anche per essere un ausilio davanti a situazioni critiche erogando servizi volti alla prevenzione in piena tranquillità senza mettere in pericolo la salute della persona."




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martedì 3 marzo 2020

Emergenza sanitaria: meno addetti alle pulizie nelle scuole per colpa del governo; il new deal delle imprese

Pulizia scuole, ANIP-Confindustria: Il Governo taglia i servizi durante l'emergenza sanitaria.

Le imprese lanciano un 'new deal' della sanificazione in Italia. Con noi il Paese è in buone mani

 

"Il processo di internalizzazione delle pulizie scolastiche avviato lo scorso 2 marzo si configura, lo diciamo da mesi, come un'operazione confusa, irrazionale, e che danneggia tutti, generando la perdita di 5mila posti di lavoro, ovvero circa un terzo dei 16mila lavoratori occupati nella pulizia e il decoro. Attualmente sono 40.749 le sedi scolastiche statali (dati ufficiali MIUR, ndr) che accolgono 7.599.259 studenti suddivisi in 369.769 classi, e ad oggi il rapporto tra personale internalizzato destinato alle pulizie (11.263 addetti) e studenti, è quindi di uno ogni 674 alunni.

Basterebbero questi numeri per allarmare ogni buon padre di famiglia e chiedere un potenziamento dei Servizi, Invece si assiste ad un drastico taglio. Chi ha sostenuto questo scempio, proponendo una falsa stabilizzazione e illudendo i lavoratori per un puro tornaconto politico, questi semplici conti non li ha fatti. Un intero settore messo in crisi, migliaia di lavoratori licenziati e scuole meno pulite, con i servizi in balia di Presidi che dovrebbero occuparsi di altro. E tutto questo perché una certa parte politica ha scelto in modo demagogico e populista di giocare con le vite degli altri.  Rileviamo e denunciamo comportamenti al limite del consentito sin dall'inizio di questa vicenda, atteggiamenti che delineano una condotta su cui faremo piena luce.

Da parte nostra, auspichiamo al più presto che ci sia una fase in cui verità e responsabilità prendano il sopravvento, e ci sia la ripresa del dialogo per trovare una soluzione agli esuberi che sono stati creati dallo Stato". E' quanto emerge nella conferenza stampa tenuta a Roma da ANIP-Confindustria, l'associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati.

 

La conferenza è stata anche l'occasione per lanciare una nuova campagna per la pulizia l'igiene e la sanificazione degli ambienti pubblici, a cui numerose aziende vogliono contribuire. "Siamo ancora più preoccupati ora che l'emergenza coronavirus rende necessaria una maggiore attenzione per la pulizia degli spazi in cui si trovano i nostri figli e tutto il personale docente e non docente per la gran parte della giornata. Proprio in questa fase, per senso di responsabilità, vogliamo ribadire l'importanza del ruolo che le imprese e i nostri operatori svolgono ogni giorno per la tutela e la sanificazione degli spazi pubblici e privati, nelle stazioni, aeroporti, scuole, ospedali, uffici etc... La demonizzazione delle imprese dei Servizi sottesa all'internalizzazione non cambierà il nostro modo di lavorare e prenderci cura del Paese. Alle istituzioni e ai cittadini vogliamo dire con forza: siete in 'buone mani': lo dimostriamo quotidianamente. In momenti di emergenza nazionale le nostre imprese fanno bene la loro parte, e continueranno a farlo anche con l'organizzazione di una mobilitazione nazionale di aiuto alla delicata situazione sanitaria che sta montando in questi giorni nel Paese. Vogliamo dare un contributo to preciso all'interno delle politiche e delle azioni messe in atto su emergenza coronavirus e ancora più in generale in quelle del new green deal nazionale ed Europea. Un nuovo piano dell'industria dei Servizi che va incontro alle esigenze della collettività e dell'ambiente in un momento in cui le istituzioni, con perfetto tempismo, vanno nella direzione opposta.

Le aziende che svolgono servizi in Italia - conclude ANIP-Confindustria - meritano rispetto anche in forza degli oltre 500mila occupati che oggi determinano".

Alla conferenza presso l'hotel Nazionale di Roma erano presenti: Lorenzo Mattioli, presidente di ANIP-Confindustria; Pietro Auletta, vicepresidente ANIP-Confindustria e presidente di Dussmann service; Barbara Fiorucci, segretario generale ANIP-Confindustria.

 

Roma, 3 marzo 2020

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