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mercoledì 16 settembre 2020

FARMACEUTICA: Export +58% nell’ultimo triennio e +20,9% nel 2019 (il 18,6% destinato al mercato USA). Tutti i numeri del settore nel Report di 24 ORE Ricerche e Studi del Gruppo 24 ORE

Il Gruppo 24 ORE presenta il primo Report dedicato all'industria FARMACEUTICA curato da 24 ORE Ricerche e Studi, la nuova area del Gruppo 24 ORE che opera nel mercato degli studi e analisi di settore. Un volume di oltre 250 pagine che analizza tutti i numeri e le informazioni chiave del settore.


FARMACEUTICA: export +58% nell'ultimo triennio e +20,9% nel 2019 (il 18,6% destinato al mercato USA).

In aumento il numero di farmacie in Italia: +5,9% di esercizi tra il 2017 e il 2020.

L'analisi del settore nel Report FARMACEUTICA di 24 ORE Ricerche e Studi

 

Nel triennio 2017 – 2019 le esportazioni di farmaci dall'Italia sono balzate del 58% (di cui il 20,9% solo nell'ultimo anno) per un controvalore complessivo che nel 2019 ha oltrepassato 33,5 miliardi di euro. Il primo Paese di destinazione sono gli Usa, che nel 2019 hanno rappresentato il 18,6% del totale dell'export. Le imprese del settore farmaceutico in Italia, considerando l'intera catena del valore, sono oltre 50mila e occupano 280mila addetti. Tra queste sono inclusi 23mila intermediari e 18mila farmacie. Complessivamente il fatturato è pari a 106 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 24 miliardi, a fronte di una spesa media mensile degli italiani pari, in media, a oltre 120€ per nucleo familiare.

 

Sono questi alcuni dei numeri del Report Farmaceutica a cura di 24 ORE Ricerche e Studi, la struttura del Gruppo 24 ORE che analizza i differenti settori e mercati dal punto di vista economico e finanziario realizzando Report di oltre 200 pagine che partono dal mercato italiano per sviluppare la ricerca a livello europeo e mondiale. Utilizzando i dati delle migliori fonti pubbliche e private a disposizione del Sole 24 Ore, i Report comprendono non solo la parte retrospettiva con l'analisi degli ultimi 5 anni, ma anche la parte prospettica di 12-24 mesi su dati appositamente elaborati da FactSet.

 

Il Report Farmaceutica, aggiornato a giugno 2020 (con un aggiornamento semestrale a fine anno), prende in considerazione i più rilevanti dati di bilancio storici per le prime 20 aziende in Italia, le prime 30 in Europa e le prime 50 nel mondo (per le società quotate vengono indicate anche le stime di consensus degli analisti sul futuro). Fornisce inoltre un'ampia disclosure sulle più importanti società non quotate italiane, europee e mondiali e sulle più recenti e rilevanti operazioni di M&A nel settore della Farmaceutica.

Nel Report - il terzo pubblicato dopo Energia e Cosmesi - l'analisi compiuta da 24 ORE Ricerche e Studi rileva che la componente industriale dell'industria farmaceutica, dei prodotti di base e dei preparati, è tra le più dinamiche in termini di ricerca, sviluppo, investimenti e innovazione tra tutte le attività manifatturiere nazionali.

 

Tra gli altri dati dello studio emerge l'aumento del numero di farmacie in Italia: +5,9% di esercizi tra il 2017 e il 2020. Monza e Ragusa sono le province dove si è avuto l'incremento maggiore mentre ad Isernia, tenuto conto del rapporto con la popolazione residente, si registra la maggiore densità di esercizi.

 




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lunedì 14 settembre 2020

EMERGENZA COVID19: LA CURA DELLA LABIOPALATOSCHISI NON SI È MAI FERMATA GRAZIE A OPERATION SMILE








EMERGENZA COVID19: LA CURA DELLA LABIOPALATOSCHISI NON SI È MAI FERMATA GRAZIE A OPERATION SMILE

 

 

 

Roma, 14 settembre 2020 – L'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid19 ha colpito duramente l'Italia e messo a dura prova la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. Durante il lockdown la chirurgia non di emergenza ha subìto rallentamenti e rinvii. Interi reparti chirurgici sono stati accorpati e molti operatori sanitari reindirizzati verso i reparti Covid 19, creando disagi e allungando le liste di attesa.

 

La Fondazione Operation Smile Italia Onlus con i suoi medici e operatori sanitari si è schierata in prima linea per affrontare l'emergenza, supportando il personale medico e le strutture ospedaliere sia in Italia che all'estero anche con webinar e corsi di formazione, fornendo a tutta la rete dei rapporti internazionali della Casa Madre indicazioni sia per la gestione clinica della fase di emergenza ma soprattutto progettando percorsi covid-free per la sicurezza di pazienti , parenti ed operatori sanitari

 

La Fondazione Operation Smile Italia Onlus attraverso la rete delle Smile House ha continuato ad assistere con tempestività e sicurezza i pazienti e le loro famiglie, anche a distanza. I Centri Smile House di Roma, Milano e Vicenza nella prima fase dell'emergenza sono stati anche loro costretti a sospendere le attività chirurgiche. Appena tuttavia le condizioni di sicurezza e le linee guida indicate per la riduzione del rischio di contagio sono state rese operative, l'attività operatoria è ripresa, recuperando almeno parte delle liste di attesa nel mese di agosto.

 

La Fondazione, nel periodo di lockdown ha inoltre implementato il modello organizzativo Smile House per la cura in sicurezza della labiopalatoschisi, svolgendo programmi di formazione professionale a supporto della costituenda rete assistenziale, ed approfondendo alcuni temi della ricerca clinica nel settore. Le capacità assistenziali, di formazione professionale e di ricerca scientifica, unitamente agli obiettivi di tempestività, continuità e distribuzione territoriale, fanno del modello SMILE HOUSE una best practice di livello internazionale per il trattamento della patologia, in grado di essere replicata in tutti i paesi in cui l'organizzazione Operation Smile international è attiva.

 

Tempestività, qualità e sicurezza sono le parole chiave che hanno ispirato il Dottor Domenico Scopelliti, Vicepresidente del Comitato Scientifico della Fondazione Operation Smile e Direttore dell'UOC di Chirurgia Maxillo-Facciale all'Ospedale San Filippo Neri di Roma, verso una soluzione operativa che garantisce le migliori cure ai bambini nati con malformazioni al volto.

 

"Grazie al modello Smile House in Italia Operation Smile segue le famiglie e i pazienti affetti da labiopalatoschisi con un protocollo di cure specialistiche che vanno dal periodo gestazionale, dove è già possibile effettuare una diagnosi prenatale, fino al pieno sviluppo psico-fisico dei pazienti, intorno ai 20 anni di età. Non è solo la chirurgia a risolvere la malformazione", ha dichiarato Scopelliti, "I bambini operati entro il primo anno di vita, anche in modo eccellente, a tre anni sembra abbiano risolto tutti i loro problemi. Ma che ne sappiamo che succede quando arrivano ad essere adulti? Quanti di loro parlano in modo corretto o comprensibile? quanti hanno avuto uno sviluppo armonico del loro volto? Quanti di loro hanno un lavoro, una famiglia, una vita normale? Che conseguenze psicologiche ha determinato la malformazione a fine crescita?

La patologia sarà veramente corretta in modo appropriato solo se otterremo a fine crescita l'integrazione sociale del paziente."

 

L'esperienza maturata in seno all'Organizzazione Internazionale in oltre 60 paesi ha dato modo alla Fondazione Operation Smile Italia Onlus di sviluppare il modello assistenziale Smile House che risolve ad oggi sia il problema di tempestività e continuità delle cure necessarie, che di percorsi di controllo del rischio infettivo garantendo qualità e sicurezza.

 



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Tennis, boom di infortuni tra i giocatori professionisti negli ultimi 10 anni: +35%. Dagli esperti i consigli per prevenirli e curarli

TENNIS, BOOM DI INFORTUNI TRA I GIOCATORI PROFESSIONISTI NEGLI ULTIMI 10 ANNI: +35%. DAGLI ESPERTI I CONSIGLI PER PREVENIRLI E CURARLI

Aumentano le problematiche fisiche tra gli sportivi che impugnano la racchetta: da ricerche internazionali è emerso come gli infortuni nel mondo del tennis siano aumentati del 35% negli ultimi 10 anni. Dato che interessa numerosi campioni di recente tornati in campo per gli US OPEN come Madison Keys, Jannik Sinner, Andy Murray e Kevin Anderson. Per prevenire lesioni e traumi gli esperti consigliano di seguire uno stile di vita sano, rinforzare i distretti muscolari e affidarsi alla laserterapia per guarire in tempi rapidi.

 

Il tennis continua a essere uno degli sport più praticati al mondo, ma al tempo stesso una delle attività con il più alto rischio di infortuni: basti pensare che sono oltre 60 milioni coloro che lo praticano con costanza e che, secondo una ricerca della World Tennis Association (WTA) pubblicata sul portale NBCI, le problematiche fisiche a esso associate sono aumentate del 35% tra i giocatori professionisti negli ultimi 10 anni. Infortuni che di recente hanno accomunato numerosi giocatori durante gli US Open ancora in corso e non solo: da Madison Keys, costretta a fermarsi per dolori a collo e schiena, a Jannik Sinner, bloccata da crampi al quadricipite della gamba sinistra, da Kevin Anderson, reduce da un lungo stop dovuto a un infortunio al ginocchio, a Andy Murray, tornato in campo dopo un'operazione al bacino. Età, stato di allenamento, intensità dell'attività e abitudini alimentari sono tutti fattori che possono influenzare l'insorgere di indesiderati problemi fisici: per prevenirli gli esperti raccomandano un'adeguata preparazione fisica, un corretto stile di vita, sane abitudini alimentari e, per ridurre i tempi di recupero in caso di infortunio, i medici dello sport sempre più spesso ricorrono all'utilizzo della laserterapia, tecnologia a cui anche campioni del calibro di Rafael Nadal e Borna Ćorić si sono affidati in passato per risolvere rispettivamente un infortunio al ginocchio e un problema al collo.

 

"Il tennis è un'attività sportiva veloce e intensa che causa una grande sollecitazione del sistema osteomuscolare, dando origine a tendinopatie con varia localizzazione, lesioni muscolari e sovraccarichi della colonna vertebrale – ha spiegato il dott. Daniele Checcarelli, medico fisiatra del Dipartimento di Riabilitazione dell'azienda USL Umbria 2 e Componente della Commissione Medica della Federazione Italiana Tennis - La mia lunga esperienza a contatto con lo sport professionistico e in particolare come membro dello Staff Medico della Squadra Nazionale Femminile di Tennis mi ha insegnato come la THEAL Therapy, la terapia laser made in Italy di Mectronic, sia un prezioso alleato per riportare in campo gli atleti in poco tempo e in totale sicurezza. Questa innovativa fototerapia consente infatti di mixare diverse lunghezze d'onda e di modulare l'energia laser, adattandosi perfettamente a ogni caso specifico e a ogni patologia, e garantendo risultati eccellenti in un minor tempo. Adottata in combinazione ad un approccio globale, la THEAL Therapy favorisce l'attivazione dei processi riparativi cellulari, riduce il dolore permettendo un miglior recupero della funzione articolare e restituisce elasticità ai tendini e ossigenazione ai muscoli".

 

Ma quali sono gli infortuni più frequenti nel mondo del tennis? Il podio spetta al gomito del tennista, che colpisce il 67% dei giocatori, ma vi sono anche patologie che colpiscono trasversalmente dilettanti e professionisti come la tendinite alla spalla, causata dal movimento di rotazione del braccio sopra la testa, la distorsione alla caviglia, provocata da una sollecitazione eccessiva dell'articolazione, la tendinite al ginocchio, consistente nella degenerazione e nell'infiammazione del tendine che collega la rotula alla tibia, la lombalgia, causata soprattutto dal "servizio" e infine gli infortuni al polso, sottoposto a continue torsioni. Gli infortuni più frequenti riguardano quindi prevalentemente gli arti superiori e inferiori, ma anche la zona pelvica e l'anca sono zone a rischio. Le statistiche riportate dall'Epidemiologia dei traumi sportivi dell'Istituto Superiore di Sanità dimostrano inoltre come gli infortuni causati dalla pratica del tennis siano più frequenti nella fascia d'età tra i 46 e i 64 anni (48%) e in quella tra i 26 e i 45 anni (42%). Negli under 25, invece, l'incidenza di traumi è inferiore (10%).

 

Ecco infine il vademecum degli esperti per prevenire e curare gli infortuni legati al tennis:

1)      PRATICARE SPORT REGOLARMENTE E CON MODERAZIONE

Gli allenamenti devono essere idonei alla preparazione fisica di partenza e venir praticati in maniera regolata e moderata, evitando sovraccarichi.

2)      NON SOVRACCARICARE IL CORPO

Assicurarsi di creare un equilibrio tra i giorni di allenamento e quelli di riposo. Una volta ottenuto, mantenerlo costante senza creare picchi di affaticamento.

3)      SEGUIRE UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO PROGRESSIVO

Per i giocatori meno esperti è consigliabile un programma di allenamento progressivo e un buon condizionamento, che aiutano a prevenire gli infortuni.

4)      ALLENARE MUSCOLI DORSALI E ADDOMINALI

Una particolare attenzione dev'essere rivolta a questi muscoli il cui allenamento garantisce stabilità e sostegno alla schiena contrastando la lombalgia.

5)      SOTTOPORSI A CONTROLLI PREVENTIVI

Se sussistono condizioni predisponenti individuali, il tennis può causare l'insorgenza di patologie: è necessaria un'accurata valutazione funzionale volta ad individuare precocemente i fattori di rischio.

6)      MUNIRSI DI ATTREZZATURA IDONEA

Scegliere la racchetta che meglio si adatta al fisico e alle esigenze di gioco e acquistare scarpe ben ammortizzate per attutire l'impatto con il terreno.

7)      NON SOTTOVALUTARE L'IMPORTANZA DEL RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO

Il riscaldamento prima dell'allenamento e lo stretching al termine della pratica sportiva, in particolare degli arti superiori e inferiori, possono abbassare il rischio di infortuni. 

8)      SEGUIRE UN'ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

L'alimentazione dev'essere curata attentamente durante tutto il periodo di allenamento. La dieta dev'essere equilibrata con un corretto apporto di proteine, grassi e zuccheri.

9)      MANTENERSI COSTANTEMENTE IDRATATI

L'apporto di acqua e sali dev'essere controllato durante la competizione per reintegrare le perdite.

10)  IN CASO DI INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA

Per ridurre i tempi di recupero degli infortuni, un valido aiuto arriva dalla laserterapia: THEAL Therapy è la grande innovazione degli ultimi anni che permette di raggiungere risultati brillanti sia nella cura sia nella prevenzione delle patologie del tennista amatoriale e professionista.

 

   




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domenica 13 settembre 2020

BOMI GROUP E MICROSOFT: IL CLOUD A SUPPORTO DELLA LOGISTICA SANITARIA

BOMI GROUP E MICROSOFT: IL CLOUD A SUPPORTO DELLA LOGISTICA SANITARIA

Bomi Group punta sulla suite Microsoft 365 a supporto della propria crescita globale, promuovendo la diffusione delle best practice e della cultura aziendale

 

Milano, 8 settembre 2020 – Bomi Group, leader nella fornitura di soluzioni logistiche per il settore Healthcare, ha scelto il Cloud di Microsoft e, in particolare, la suite di produttività Microsoft 365 a supporto del proprio percorso di crescita globale.

 

L'azienda, guidata dall'Headquarter di Spino D'Adda, in provincia di Cremona, intende far leva sulla piattaforma Microsoft 365 per ottimizzare la produttività e la collaborazione tra i suoi oltre 2.100 dipendenti, dislocati in 20 Paesi nel mondo, con il fine ultimo di promuovere la diffusione di progetti, best practice e della cultura aziendale per rafforzare la propria crescita globale. I diversi applicativi inclusi nella suite, perfettamente integrati tra loro, permetteranno inoltre a Bomi Group di razionalizzare la propria infrastruttura tecnologica, precedentemente disomogenea e basata su soluzioni di diversi provider.

 

Il piano strategico di adozione della tecnologia Microsoft, supportato dal partner tecnologico NPO Sistemi e accelerato dall'emergenza sanitaria e dalla necessità di estendere il lavoro da remoto, intende connettere tutti i dipendenti dell'azienda – dal management all'amministrazione, dai magazzinieri agli autisti – ovunque essi si trovino, promuovendo lo scambio di esperienze e la creazione di una community globale tramite applicazioni come Microsoft Teams e Yammer. Inoltre, la suite Microsoft 365 permetterà ai dipendenti di accedere in qualunque momento e da qualsiasi device, in tutta sicurezza, a documenti, procedure e moduli di formazione, nonché ad informazioni strategiche per promuovere la crescita del business.

 

"Siamo entusiasti delle numerose possibilità offerte da Microsoft 365 a supporto del lavoro di squadra, della condivisione di un flusso costante di informazioni e persino del quality management, grazie alla possibilità di facilitare l'accesso a documenti e formazione. I punti di forza della suite di produttività Microsoft sono senza dubbio la perfetta integrazione tra le diverse applicazioni e le massime garanzie di sicurezza e privacy offerte, che in un settore strategico come quello sanitario sono essenziali. Per il futuro, contiamo non solo di ampliare l'utilizzo di funzionalità come Teams, Yammer e Power BI, ma anche di estendere ulteriormente la nostra partnership con Microsoft nell'ambito del cloud ibrido, facendo leva sui servizi innovativi, sulla potenza e sulla scalabilità di Azure", ha dichiarato Alessandro Antonucci-Tarolla, CIO di Bomi.

 

"Il settore sanitario ha dovuto rispondere rapidamente a un'emergenza senza precedenti, dimostrando grandi capacità di adattamento per offrire servizi in grado di migliorare tutta la filiera al fine di migliorare la cura dei pazienti. In questo scenario, la tecnologia ha dimostrato di svolgere un ruolo cruciale nell'abilitare metodi innovativi di cura e di supporto ai cittadini, attraverso, ad esempio, la telemedicina o gli assistenti virtuali per l'autovalutazione", ha commentato Giacomo Frizzarin, Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia. "Siamo orgogliosi di essere al fianco di Bomi Group, un'eccellenza italiana nel campo della logistica sanitaria, e di supportarla, grazie al Cloud e alle nostre tecnologie per la produttività e la collaborazione, nel suo percorso di crescita globale, per offrire le migliori soluzioni a supporto della supply chain del settore Healthcare". 

Bomi Group

BOMI GROUP è una multinazionale italiana leader nel campo della logistica integrata a servizio del settore Healthcare. Bomi è il partner logistico di oltre 100 clienti a livello mondiale tra cui i principali players nei settori dei dispositivi medici, diagnostica in vitro, biomedicale e farmaceutico. Il Gruppo è presente attraverso proprie società controllate e partecipate in 20 Paesi nel Mondo, con un particolare focus in Europa e Sudamerica, impiega oltre 2.000 dipendenti e dispone di una flotta di proprietà con cui effettua consegne giornaliere a ospedali, cliniche, laboratori, farmacie e pazienti domiciliari.

Microsoft

Microsoft (Nasdaq "MSFT" @microsoft) offre un ecosistema di soluzioni e servizi che consentono alle organizzazioni pubbliche e private di qualunque dimensione e settore di realizzare i propri progetti di trasformazione digitale in un nuovo mondo di cloud e device, in grado di liberare i benefici dell'intelligenza artificiale con la massima sicurezza e privacy. La missione di Microsoft è aiutare persone e organizzazioni a realizzare il proprio potenziale grazie alla tecnologia.



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IVI: “stress da rientro” nemico della fertilità. I consigli dell’esperta

IVI: "stress da rientro" nemico della fertilità. I consigli dell'esperta
  • Un italiano su due soffre di "stress da rientro".
  • Alti livelli di cortisolo e adrenalina diminuiscono le possibilità di concepimento del 12% (rivista scientifica "Fertility and Sterility").
  • Lo "stress da rientro" incide negativamente tanto sulla fertilità femminile, quanto su quella maschile

Roma, 9 settembre 2020

Al termine delle vacanze moltissimi italiani soffrono del così detto "stress da rientro". Certo, ritornare ad immergersi full time nella routine quotidiana, dopo un periodo dedicato esclusivamente ad attività piacevoli e rilassanti, può fare l'effetto di una fastidiosa doccia ghiacciata.

Tuttavia, specialmente per coloro che desiderano avere un bambino, è fondamentale tenere lontano lo stress e prolungare il più a lungo possibile i benefici delle vacanze. Infatti, lo stress, oltre ad essere fonte di numerosi disturbi, è un forte inibitore della fertilità, tanto per le donne quanto per gli uomini. Può provocare alterazioni nell'ovulazione e nel ciclo mestruale, nonché agire negativamente sulla produzione di spermatozoi e sui valori di testosterone maschile.

 

"Oggi la scienza non lascia più adito a dubbi", afferma Daniela Galliano, medico, chirurgo, ginecologo, direttrice del Centro IVI di Roma. "Uno studio dell'università di Oxford e pubblicato sulla rivista scientifica Fertility and Sterility, monitorando i livelli di adrenalina e cortisolo di 274 donne sane, in età fertile, ha rivelato che le pazienti con il più alto tasso di questi ormoni presentavano una possibilità di concepimento inferiore al 12% rispetto alla norma."

"Anche per gli uomini non mancano le evidenze scientifiche", continua la dottoressa Galliano, "una ricerca dell'American Society for Reproductive Medicine, condotta su un campione di 193 uomini, ha rilevato un temporaneo abbassamento del testosterone nei soggetti sottoposti a particolari stress, che è rientrato nella norma al cessare della situazione critica."

 

"Dunque, soprattutto per le coppie in cerca di un figlio, è importante adottare delle semplici accortezze, per rendere il ritorno alla quotidianità più dolce e meno traumatico." "Specialmente nei casi in cui non sia possibile effettuare un graduale ritorno alla normalità", spiega la dottoressa Galliano, "è importante continuare a dedicare del tempo a sé stessi, agli amici e alle proprie attività preferite per mantenere alto lo spirito della vacanza; fare attività fisica; non trascurare l'importanza del corretto riposo, indispensabile per dare la giusta carica all'organismo." "Infine," ha concluso la dottoressa, "l'alimentazione gioca un ruolo di primo piano nella lotta allo stress. E se in vacanza gli "strappi alla regola" sono stati più numerosi, adesso è importante riportare l'alimentazione alla regolarità, sia per quanto riguarda gli orari dei pasti, sia per ciò che concerne la scelta dei cibi e le quantità. Via libera a frutta e verdura che, oltre ad essere ricche di vitamine e minerali contengono anche molte fibre, ideali per depurare l'organismo dopo gli eccessi estivi. Anche pesce azzurro e frutta secca sono validi alleati contro lo stress e non mancano cibi golosi come il cioccolato fondente. Come bevanda è preferibile il tè, la cui teanina (presente anche nel tè deteinato) migliora la risposta dell'organismo allo stress."

 



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giovedì 10 settembre 2020

Rottura del legamento crociato, perché avviene e come si interviene

Rottura del legamento crociato, 

perché avviene e come si interviene

 

Non solo gli sportivi di alto livello come il calciatore Nicolò Zaniolo possono subire una lesione completa del legamento crociato. Qualunque trauma che pone una tensione eccessiva delle fibre del crociato può portare infatti a una sua rottura. Lo spiega il dott. Arturo Guarino, Direttore della Traumatologia Sportiva dell'ASST Pini-CTO

 

Milano, 10 settembre 2020  La notizia della lesione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro del giocatore della Nazionale di calcio italiana Nicolò Zaniolo, in forze alla Roma, campeggia tra i titoli di tutti i giornali, sportivi e non, in quanto è un infortunio grave che può minare la carriera agonistica di uno sportivo ai livelli del centrocampista giallorosso. Ma anche per chi non indossa la maglia azzurra la rottura del legamento può avere delle ripercussioni importanti soprattutto se non adeguatamente trattata. Il dott. Arturo Guarino, Direttore della Traumatologia Sportiva e dell'Ortopedia Traumatologia I  dell'ASST Gaetano Pini-CTO ed ex medico sociale dell'Inter spiega come può avvenire la lesione e quali sono le terapie più adeguate

 

Cos'è il legamento crociato anteriore e qual è la sua funzione

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è una struttura fibrosa di forma allungata, formato da due fasci, l'Antero-mediale (AMe il postero laterale (PL)al centro del ginocchio, teso fra tibia e femore. La sua funzione principale è quella di stabilizzare l'articolazione, in collaborazione con il Legamento Crociato Posteriore (LCP), con il quale va a formare il pivotcentrale. In particolare, la sua funzione primaria è quella di impedire la traslazione in avanti della tibia rispetto al femore sul piano sagittale e garantisce la stabilità rotatoria durante il movimento grazie  alla sua complessa struttura.

 

Come e perché si verifica la lesione del legamento crociato 

Il meccanismo traumatico può essere vario, ma spesso è rappresentato da un trauma "esplosivo" in senso antero-posteriore dell'articolazione oppure un movimento improvviso e combinato di latero-flessione e rotazione esterna, come per esempio durante un repentino cambio di direzione o una brusca decelerazione. In generale, qualunque trauma che pone una tensione eccessiva delle fibre del crociato può portare a una sua rotturaÈ stato riportato che molteplici aspetti si sommino tra loro nell'aumentare il rischio di rottura legamentosa: fattori biomeccanici, neuromuscolari, ormonali, psicologici ed anatomici.

 

I sintomi della lesione del legamento crociato

Il sintomo principale è ovviamente il dolore accompagnato da un versamento articolare, cioè un gonfiore del ginocchio, che però non è sempre presente o che può riscontrarsi solo in un secondmomento. Spesso il paziente percepisce un'instabilità del ginocchio che tende a "cedere". Il dolore e il gonfiore possono essere variabili: modesti in alcuni casi, molto marcati in altri. I segni di un processo infiammatorio possono essere tanto intensi da richiedere una immobilizzazione provvisoria e la somministrazione di adeguata terapia medica.

 

Come si interviene sulla lesione del legamentocrociato

Oltre alla perdita della stabilità articolare, le lesioni legamentose possono causare danni ad altre strutture articolari, come peresempio i menischi, la cartilagine articolare e i legamenti collaterali.

Un punto importante da definire è che il crociato nativo una volta lesionato non ha nessuna possibilità di guarire autonomamente. Questo presuppone che l'unico modo per ristabilire la sua integrità sia di ricostruirlo chirurgicamente con molteplici tecniche che variano in base alla tipologia e alle esigenze del paziente, così come viene fatto all'ASST Gaetano Pini-CTO, dove durante l'anno sono molto numerosi gli interventi effettuati sui crociati. Altre terapie possibili al momento non esistono, va detto però che un paziente senza instabilità nella vita quotidiana, con scarse esigenze funzionali e in età avanzata può anche prendere in considerazione di effettuare una terapia riabilitativa mirata solo al rinforzo muscolare per sopperire all'assenza del Crociato nella vita quotidiana.

Nella fase acuta della rottura del LCA, il trattamento da adottare subito dopo il trauma consiste in:

• riposo funzionale, quindi l'utilizzo di stampelle subito dopo il trauma per scaricare l'arto;
• crioterapia (uso del ghiaccio);
• applicazione di un tutore in estensione a scopo antalgico;
• elevazione dell'arto.

L'applicazione di questo protocollo aiuta a limitare il gonfiore del ginocchio. Può inoltre essere indicata una terapia medica per la sintomatologia dolorosa. Passata questa prima fase, la deambulazione può essere libera senza tutore e con il carico diretto (senza l'ausilio di stampelle). È inoltre utile associare anche un protocollo riabilitativo per un completo e celere recupero della funzione del ginocchio, al fine di consentire la ripresa di una normale attività lavorativa. Al termine di questo protocollo riabilitativo in fase acuta (mediamente si tratta di circa 3 settimane dal trauma) è opportuno eseguire una visita di controllo per l'impostazione del trattamento successivo (chirurgico o riabilitativo). Nel caso di un paziente sportivo di alto profilo non si hanno altre soluzioni che procedere all'intervento chirurgico in tempi brevissimi per iniziare quanto prima la riabilitazione e accelerare il rientro in campo. Il legamento viene ricostruito con un tendine autologo, cioè prelevato dallo stesso paziente (Tendine rotuleo ,G-ST ,Tendine quadricipitale), in alternativa con trapianto da donatore (allograft). Inizialmente vengono rimossi i residui del legamento leso che successivamente verrà sostituito con il tendine selezionato per l'intervento. 

 

Quanto dura la riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato

La riabilitazione ha una durata di circa 6-8 mesi in base alla risposta del paziente. Il punto fondamentale è il recupero del tono muscolare completo e della propriocezione, che può essere definita come l'equilibrio dell'articolazione che determina una risposta immediata agli stimoli esterni prevenendo quindi una nuova rottura. Le tecniche di riabilitazione post-operazione sono volte in primis a riprendere il ROM articolare. Si utilizzano tecniche di continuous passive motion (flesso-estensione meccanica), manuale passiva e attiva. Sono raccomandate: elettrostimolazione per favorire il ritorno venoso e migliorare la forza del quadricipite; recupero precoce dello schema del passo. Nelle successive fasi, 18 giorni circa per atleti e 38 giorni per soggetti normali, viene esercitata sempre più la forza del quadricipite e flessori attraverso esercizi in catena cinetica chiusaPer un rapido e sicuro ritorno allo sport dopo ricostruzione del LCA si devono seguire alcuni principi fondamentali, quali il recupero della forza, della resistenza e dell'abilità motoria.

 

Come prevenire la rottura del legamento crociato 

La rottura del crociato è spesso una fatalità che non si può assolutamente prevedere, ma che dipende solamente dal meccanismo traumatico. Allo stesso tempo un allenamento costante e una vita regolare rendono più difficile questo tipo di infortunio poiché le masse muscolari allenate tendono a stabilizzare l'articolazione prevenendo un infortunio grave. Esiste probabilmente anche una predisposizione che dipende da fattori anatomici e genetici, ma che risulta impossibile da discernere in anticipo. Il discorso delle ricadute invece è un discorso complesso, non legato all'entità del recupero. L'intervento restituisce stabilità all'articolazione, ciò che poi è necessario recuperare durante i mesi di riabilitazione sono i meccanismi neuro - motori che nella vita quotidiana, ma soprattutto nell'attività agonistica (che ai giorni nostri è diventata sempre più esigente in quanto a carichi di lavoro), evitano o riducono determinati stress e sollecitazioni che possono portare all'evento avverso.

 

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L'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO, punto di riferimento per l'ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia, a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi. L'ASST Gaetano Pini-CTO - evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 - è specializzata in patologie e traumi dell'apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L'Azienda accoglie ogni anno più di 800mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate di robotica. L'ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell'ambito delle patologie reumatiche e della Malattia di Parkinson.



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