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mercoledì 28 novembre 2012

Alimenti e farmaci: 4 cibi da evitare durante l'assunzione di medicinali

Mentre i medici canadesi mettono in guardia contro una crescente lista di farmaci che possono interagire con il succo di pompelmo poiché possono causare effetti potenzialmente gravi, ci sono una serie di altri alimenti e bevande che possono interagire con farmaci comunemente prescritti.

Per esempio tutti quelli che abbassano il colesterolo come i farmaci fluidificanti del sangue in grado di interagire con gli alimenti altrimenti innocui.

La Vitamina K contenuta negli alimenti ricchi di warfarina (Coumadin) che è un farmaco anticoagulante cumarinico. Esso viene utilizzato nelle terapie mediche e, ad alte dosi, trova anche applicazione come topicida ed secondo gli studi degli Istituti della sanità nazionale della Gran Bretagna può rendere meno efficace gli effetti dei farmaci. Il farmaco contenente Warfarina (Coumadin) è comunemente prescritto. Più di 1.000.000 persone attualmente in Italia ne fanno uso abituale, secondo una stima degli esperti della sicurezza dei farmaci.

Gli alimenti che contengono elevate quantità di vitamina K sono le erbe come il prezzemolo e il coriandolo, verdure a foglia verde come spinaci e bietole, soia e ceci, formaggio e tè verde e bevande come l'acqua tonica.

Inoltre mangiare un sacco di liquirizia nera può aumentare le probabilità di tossicità per le persone che prendono il Lanoxin farmaco, che viene utilizzato per trattare l'insufficienza cardiaca e i disturbi del ritmo cardiaco aumentando, per azione diretta, la capacita` di contrazione del cuore nell`insufficienza cardiaca cronica e riduce, per azione indiretta, la frequenza cardiaca in alcune forme di aritmia. Secondo la US Food and Drug Administration la liquirizia può rendere meno efficace l'azione di alcuni farmaci  diuretici e per la pressione del sangue.

Il calcio contenuto nei latticini o negli integratori è in grado di "pasticciare con" l'assorbimento dei farmaci per la tiroide, o dedli antibiotici come la ciprofloxacina o levofloxacina. Poi c'è l'alcol, che può causare problemi per le persone che prendono una vasta gamma di farmaci, tra cui i farmaci che fluidificano il sangue come il Coumadin, antibiotici, antidepressivi, farmaci per diabetici, anti-psicotici come Thorazine. Secondo i sanitari gli effetti di una interazione dipendono dal farmaco ma , per esempio, con alcuni farmaci diabetici il consumo di alcol può produrre nausea o mal di testa.

Secondo Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", di fronte ad un assunto del genere è opportuno leggere attentamente le avvertenze sui bugiardini dei farmaci prescritti e di chiedere ad un medico o al farmacista se c'è qualcosa che deve essere evitato durante l'assunzione di un particolare farmaco.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Sale negli alimenti. E' bene ridurre la quantita'


Roma, 28 Novembre 2012. Molti italiani consumano un po' troppo sale, cioe'  cloruro di sodio. Questo puo' essere un pericolo grave per la salute, perche' il consumo di sale in eccesso contribuisce allo sviluppo e all'escalation della pressione alta, una delle principali cause di malattie cardiache, renali e ictus. Il problema riguarda non solo gli adulti ma anche i bambini e le persone che non hanno problemi di pressione alta. Il sale e' ovunque, soprattutto negli alimenti confezionati e nei cibi al ristorante piu' che in quelli casalinghi ed e', quindi, difficile ridurre l'apporto di sodio. Consigli? In casa ci si puo' regolare, abituandosi a salare sempre meno, al supermercato si possono scegliere prodotti a basso contenuto di sodio (sempre a trovarli!), al ristorante siamo nelle mani del cuoco ma si puo' richiedere di non condire determinati alimenti. Insomma, il modo di diminuire le quantita' di sodio assunte c'e'.

Primo Mastrantoni, segretario 
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori





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martedì 27 novembre 2012

Il succo di pompelmo reagisce con un ampio numero di farmaci

Il succo di pompelmo reagisce con un ampio numero di farmaci.

L'allarme degli esperti di interazione dei medicinali con lo scopo di aumentare la consapevolezza del 'frutto proibito'

 

I medici canadesi lanciano l'allarme che altri farmaci da prescrizione sono stati distribuiti sul mercato in grado di interagire con il succo di pompelmo con effetti potenzialmente gravi come la morte improvvisa.

Il Dr. David Bailey, un farmacologo clinico del Lawson Research Institute di Londra, Ont., più di 20 anni fa ha scoperto l'interazione tra il pompelmo e alcuni farmaci.  Da allora, il numero di farmaci potenzialmente in grado di interagire è salito a più di 85.

Molti dei farmaci sono comuni, come ad esempio alcune statine per abbassare il colesterolo, gli antibiotici e bloccanti dei canali del calcio usati per trattare la pressione alta. Altri includono agenti utilizzati per combattere il cancro o per rinforzare il sistema immunitario in persone che hanno ricevuto un trapianto d'organo.

Secondo i ricercatori in un articolo pubblicato nel numero di lunedi del Canadian Medical Association Journal, dal titolo " Pompelmo-farmaco interazioni: frutto proibito o conseguenze evitabili? "  le persone con più di 45 anni che consumano  il pompelmo e contemporaneamente assumono i farmaci più prescritti, per questi vi è maggiore probabilità per subire gli effetti delle interazioni. Degli 85 farmaci noti che interagiscono con il pompelmo, 43 possono avere gravi effetti collaterali, tra cui la morte improvvisa, insufficienza renale acuta, insufficienza respiratoria, emorragie gastrointestinali e soppressione del midollo osseo in persone con sistema immunitario indebolito.

Gli autori hanno notato che il frutto intero o 200 ml di succo di pompelmo e altri agrumi come le arance di Siviglia (spesso utilizzate per preparare la marmellata), possono portare ad interazioni farmacologiche.

Studi predentemnete pubblicati hanno dimostrato che bere un bicchiere da 200 ml di succo di pompelmo una volta al giorno per tre giorni ha prodotto un 330 per cento di aumento della concentrazione di simvastatina, una statina comunemente utilizzata, nel sangue rispetto all'assunzione del farmaco con acqua.

I ricercatori inoltre hanno evidenziato che l'interazione può verificarsi anche se qualcuno mangia il pompelmo o ne beve il succo anche alcune ore prima di prendere un medicinale, come ad esempio a colazione e  l'assunzione del farmaco dopo cena.

Gli agrumi che interagiscono contengono principi attivi chiamati furanocumarine che irreversibilmente bloccano l'enzima che metabolizzano il farmaco.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", auspica che alla luce di queste ricerche  nei foglietti illustrativi dei farmaci, quelli in cui sono indicate la posologia, le indicazioni terapeutiche, le controindicazioni, ecc. chiamati comunemente "bugiardini"  che i farmaci interessati non devono essere consumati con questi frutti che possono causare effetti collaterali anche gravi.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


lunedì 26 novembre 2012

Dr.Mezzana: PDT possibile soluzione contro tumori della pelle e altre patologie della pelle

DAI RISULTATI DI UN PROGETTO DI RICERCA TUTTO ITALIANO
PDT - Photodynamic Therapy potrebbe essere la soluzione per prevenire
i tumori nelle pelli chiare e l'invecchiamento cutaneo con una tecnica
non invasiva

Dr. Mezzana: "Se confermati, i dati sperimentali finora raccolti,
permetteranno la diffusione di una metodica di semplice esecuzione per
il trattamento di pazienti con la tendenza a sviluppare tumori cutanei
di tipo epiteliale, con una forte riduzione della mortalità"


La PDT - Photodynamic Therapy potrebbe costituire la chiave anche per
la prevenzione dei tumori epiteliali nei soggetti a rischio, non solo
per la cura. Una scoperta che potrebbe cambiare drasticamente il mondo
dell'oncologia dermatologica. Sono ancora pochi i centri al mondo che
stanno sperimentando questa tecnica, la cui tecnologia è tutta
italiana ed è stata sviluppata da Espansione Marketing, azienda di
Bologna leader nel settore medicale, e portata avanti da un team di
medici esperti, tra
i quali il Dottor Paolo Mezzana, Specialista in Chirurgia Plastica e
responsabile del Servizio di Dermatologia Oncologica della Casa di
Cura Monospecialistica Oncologica U.S.I. Marco Polo di Roma, un centro
all'avanguardia per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori,
anche quelli della pelle.

"I risultati ottenuti fin'ora sono eccellenti. - Ha commentato il
dottor Mezzana. - Si tratta di una tecnica non invasiva che utilizza
una fonte di luce monocromatica a bassa intensità applicata a breve
distanza dalla cute. In questo modo, si riescono a distruggere
selettivamente le cellule mutate che per l'aumentata velocità di
replicazione assorbono e trasformano più rapidamente un farmaco,
l'acido aminolevulinico, che funge da marcatore biologico".

Nata come terapia per la cura delle cheratosi attiniche e degli
epiteliomi basocellulari, negli ultimi anni la PDT sta trovando
applicazione anche per la cura di altre patologie della pelle,
dall'acne alle verruche volgari, ai disordini dell'apparato
pilosebaceo, fino al fotoringiovanimento. La cheratosi attinica
rappresenta un indicatore di eccessiva esposizione cumulativa al sole
e, nello stesso tempo, costituisce un possibile precursore del
carcinoma spinocellulare invasivo. La sua incidenza
è in aumento in tutto il mondo. Un recente studio condotto in Italia,
effettuato su oltre 12.000 soggetti sopra i 45 anni, ha stimato una
prevalenza della patologia pari all'1,4% della popolazione (Naldi
2006). In una percentuale tra il 5 e il 20% le cheratosi attinniche
possono evolvere, per una mutazione UV-indotta, verso un carcinoma
invasivo a cellule squamose. Il team del Dr.Mezzana sta sperimentando
la metodica anche a scopo preventivo.

"Sono stati finora arruolati più di 30 soggetti, con fototipo chiaro e
una spiccata predisposizione allo sviluppo di neoformazioni epiteliali
precancerose, come le cheratosi attiniche o di veri e propri tumori
cutanei, che in passato erano stati più volte trattati con altre
terapie. La sostanza foto sensibilizzante utilizzata è il 5-ALA (acido
5 aminolevulinico), che applicato sulla cute circa un'ora prima del
trattamento, si lega selettivamente alle cellule malate rendendole
bersaglio di un
fascio luminoso, che ne determina la distruzione selettiva. Si tratta
di una metodica particolarmente innovativa, non solo perché sfrutta
Led ad elevata potenza (>100Mw/cmq), ma soprattutto perché, agendo ad
una distanza minima dai tessuti (circa 5-10 mm), garantisce l'assenza
di dispersione energetica, garantendo risultati apprezzabili già dalle
prime sedute. La tecnica utilizzata è l'unica PDT brevettata in cui
la distanza tra la cute e i Led non supera i 10 mm, ciò ottimizza
l'assorbimento
da parte delle cellule alterate, riducendo i tempi di esposizione e
diminuendo la convalescenza del paziente" - ha spiegato il dottor
Mezzana. - "Nei 14 mesi di follow-up i pazienti non hanno sviluppato
lesioni precancerose o vere e proprie neoplasie epiteliali nelle aree
trattate, mostrando peraltro anche miglioramenti a livello del danno
da foto invecchiamento - ha continuato il Dottor Paolo Mezzana -. Se
confermati, i dati sperimentali finora raccolti, permetteranno la
diffusione su scala
mondiale di una metodica di semplice esecuzione, pressocché priva di
complicanze, per il trattamento di pazienti con la tendenza a
sviluppare tumori cutanei di tipo epiteliale, con una forte riduzione
della morbilità e della mortalità" - ha concluso Mezzana.

sabato 24 novembre 2012

Farmacovigilanza: via web i cittadini possono segnalare direttamente le reazioni avverse dei farmaci

E' attiva anche in Italia la nuova legislazione europea di farmacovigilanza che permette ai pazienti di fare direttamente le segnalazioni via web. La normativa modifica la definizione stessa di reazione avversa, intesa ora come effetto nocivo e non-voluto conseguente all'uso di un medicinale.

Ogni cittadino deve segnalare al proprio medico o al farmacista l'eventuale comparsa di qualsiasi effetto collaterale, anche di quelli indicati nel foglietto illustrativo, poiché ciò permette di compilare statistiche precise sul medicinale. Saranno oggetto di segnalazione anche le reazioni avverse derivanti da errore terapeutico, abuso, misuso, uso off-label, sovradosaggio ed esposizione professionale. Tutte le segnalazioni confluiranno nel database europeo Eudravigilance e saranno accessibili al pubblico.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" ritenendo il contributo del cittadino essenziale nella macchina della farmacovigilanza, invita tutti a segnalare i casi sospetti comprese  le possibili reazioni ( anche quelle meno gravi ) nel caso di assunzione di vaccini o farmaci sottoposti a monitoraggio intensivo a cui corrisponderà una maggiore attività di monitoraggio da parte delle Istituzioni ( AIFA ), i produttori di farmaci, le strutture e il personale sanitario.

 




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Il cellulare fa male. Il rischio: dermatite da contatto

sino ad oggi la comunità scientifica si è divisa tra chi sostiene che non vi siano prove dell'incidenza tra le onde elettromagnetiche dei cellulari e l'insorgenza di patologie tra le quali i tumori e chi invece ne è convinto. Certo è che l' Oms (Organizzazione mondiale della sanità), alla fine di maggio scorso ha emesso un verdetto che ha fatto la notizia del mondo, includendoli tra le cose che possono causare il cancro.

Un'altra ricerca pare però aver messo un ulteriore tassello sui rischi connessi all'utilizzo continuativo dei telefonini mobili. Si tratta di uno studio effettuato in Danimarca e pubblicato nel numero di Novembre 2011 della prestigiosa Rivista internazionale di Dermatologia allergologica Contact Dermatitis che ha evidenziato come un telefonino su 5 rilasci nichel con il conseguente pericolo di causare una dermatite allergica, nei soggetti insofferenti a questo metallo.

L'indagine ha riguardato 50 modelli diversi di telefonini, con un test che consente di verificare il rilascio di nichel dalla parte metallica del cellulare. In ben 9 modelli, quindi quasi il 20 % (per la precisione il 18%) il nichel veniva rilasciato da almeno un punto e in un modello da più punti.

Il fatto più eclatante è che questi numeri sembrano disattendere in concreto la direttiva europea del 2009, che ha subìto più modifiche, ma che in concreto obbliga i produttori a limitare la presenza del nichel in tutti gli elettrodomestici commerciati nell'Unione Europa.

Vi è da dire che la ricerca non nasce dal nulla, ma è stato appurato da diverso tempo che l'utilizzo del telefonino, in soggetti allergici al nichel, può provocare una dermatite principalmente localizzata alla zona di contatto e quindi l'orecchio nella parte esterna del padiglione auricolare. Non è raro che la dermatite, in soggetti particolarmente allergici, possa estendersi anche a tutto il viso.

La diagnosi per verificare se si è allergici al nichel va effettuata con il patch test. Inoltre, anche il cromo (sotto forma di bicromato di potassio) e il cadmio possono essere presenti nel cellulare ed essere causa di dermatite allergica da contatto.

Che fare allora? Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" se il telefonino è considerato ormai uno strumento indispensabile per tutti, di tutte le fasce sociali, non resta che limitarne l'utilizzo al necessario usando il vivavoce quando è possibile o auricolari anche perché non è dato sapere se il consiglio di alcuni manuali di tenerlo ad una distanza di almeno 2,5 dall'orecchio sia veramente efficace per prevenire rischi di danni cerebrali.

È chiaro che dotarsi di auricolare bluetooth per le conversazioni può essere una buona soluzione per limitare i pericoli, quando l'auricolare non sia esso stesso pericolo per il contatto. Vi è da dire che in tal senso non risultano in commercio apparecchi auricolari i cui produttori abbiano indicato la dicitura "free nichel" o "free cromo o cadmio". In tal senso, occorrerebbe un'ulteriore chiarificazione della normativa europea per obbligare le aziende produttive ad inserire queste voci a tutela dei consumatori.

 




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venerdì 23 novembre 2012

MALASANITA'. MDC, OBIEZIONE DI COSCIENZA NON SIA SINONIMO DI OMISSIONE DI SOCCORSO

MALASANITÀ. PILLOLA NEGATA PER ASSENZA DI MEDICI NON OBIETTORI

 

MDC: "ESISTE LEGGE, OBIEZIONE DI COSCIENZA NON SIA SINONIMO DI OMISSIONE DI SOCCORSO"

 

Non poter accedere a un diritto garantito dalla legge e trovare obiezione a una richiesta legittima, è accaduto a una  giovane coppia a Catania che, in seguito alla rottura del preservativo, non è riuscita ad ottenere la pillola del giorno dopo, causa la sola ed esclusiva presenza di medici obiettori di coscienza dentro e fuori l'ospedale. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime indignazione per la vicenda, infatti secondo quanto stabilito dalla legge italiana 194/78 il medico è obbligato a prescrivere il farmaco anticoncezionale di emergenza poiché non si tratta di un farmaco abortivo e che in caso di Obiezione di Coscienza la struttura sanitaria deve consentire la prescrizione anche provvedendo a mobilità il personale obiettore.

I giovani si sono prima rivolti all'ospedale più vicino scoprendolo clamorosamente sprovvisto di una guardia medica, per poi recarsi al pronto soccorso, all'URP, al consultorio e infine al padiglione di ginecologia, per ricevere la seguente risposta: "Noi qui non prescriviamo la pillola del giorno dopo, siamo obiettori e praticamente tutti i medici qui a Catania sono Obiettori. Ci doveva pensare prima signore!".

Così cinque ore vengono spese dalla coppia, cinque ore che in questi casi possono rivelarsi di fondamentale importanza, nel disperato tentativo di trovare qualcuno, in una folle corsa alla deresponsabilizzazione in cui non mancano neanche le minacce a lasciare immediatamente le strutture sanitarie, oltre che una mancanza di informazioni e accuse pesanti come quella di non meritare assistenza per l'intenzione di uccidere una vita. Una storia che ha dell'incredibile.

"Partendo dal presupposto che sia un diritto del medico aderire a un proprio credo, - commenta MDC - riteniamo tuttavia che il diritto del cittadino di essere assistito, stabilito e riaffermato dall'emanazione di una legge, vada rispettato. Pertanto è un obbligo della struttura sanitaria mettere a disposizione almeno un medico che non sia obiettore o quanto meno che prescriva ugualmente il farmaco di cui si fa richiesta. Di fatto la pillola non costituisce un tentativo di aborto, un atteggiamento simile va identificato come una vera e propria omissione di soccorso. Inoltre è gravissimo il fatto che a Catania siano presenti solo tre medici non obiettori e così in molte altre realtà italiane. Invitiamo il Ministro della Sanità e il nuovo presidente della Regione siciliana Crocetta, ai quali MDC invierà un dossier circostanziato, a fare chiarezza e intervenire, la legge deve essere rispettata e la sanzione e la pena adeguata alla norma violata".

 

 

 

D.Natasha Turano
Comunicazione e Ufficio Stampa
Movimento Difesa del Cittadino (MDC)
Via Quintino Sella, 41 00187 Roma

tel. 06/4881891 int. 209 - 327/6183420 - fax 06/42013163


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