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mercoledì 17 giugno 2015

"UV Detector", la App dell'estate per proteggere gli occhi dal sole

Un'applicazione firmata dagli esperti Zeiss con consigli utili per scoprire l'indice UV a cui si è esposti, i potenziali rischi e come proteggersi, scegliendo anche le lenti degli occhiali da sole più adatte.



Milano, 17 Giugno 2015 - Chattare, condividere e postare non sono le uniche attività che si possono fare con uno smartphone o un tablet. 

E' possibile anche proteggere i propri occhi con "UV Detector", l'applicazione firmata da Carl Zeiss Vision che, rilevando l'indice di radiazione UV dell'ambiente circostante o della località preferita, riesce a fornire indispensabili informazioni per la protezione dal sole, suggerendo anche le lenti più adatte alle condizioni di luce in tempo reale. 
 
Secondo una recente ricerca GfK-Eurisko, condotta per Zeiss nel Marzo 2015, è stato analizzato il comportamento dei cittadini europei (Italia, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna) al sole. La ricerca ha rilevato che il 55% degli europei utilizza regolarmente gli occhiali da sole, percentuale che si alza soprattutto in Italia e Spagna, dove gli utilizzatori sono molto più numerosi. 

Dalla rilevazione emerge che le attività all'aperto (79%), la guida (45%) e gli eventi casual (34%), dove diventano accessorio fapejfkldsjfgd, sono i principali ambiti in cui gli occhiali da sole vengono indossati. 
 
Ma la principale funzione della lente da sole è quella di proteggere gli occhi dai raggi UV, la cui intensità varia in base alle diverse situazioni. Tu sei sicuro di aver scelto la lente migliore per te?
 
Per questo, Zeiss, azienda leader nel settore dell'ottica e da sempre impegnata a promuovere attività di informazione e sensibilizzazione in tema di cura e benessere degli occhi, ha deciso di proporre agli italiani un ulteriore strumento per proteggere la vista, in particolare dai rischi associati all'esposizione al sole in relazione all'indice UV. 
 
Collegandosi alla App "UV Detector", scaricabile sia da Apple Store che dallo store Android, è possibile calcolare, grazie alla geolocalizzazione del proprio smartphone, l'indice UV della località in cui ci si trova. 

Una volta effettuato il calcolo, a partire dalle rilevazioni fornite da 3B Meteo, ad ogni valore rilevato viene associato un colore in base all'intensità dei raggi solari: più il colore sarà tendente al rosso e maggiore sarà l'esposizione alle radiazioni solari e ai rischi provocati dalla luce blu, presente non solo nell'illuminazione artificiale e in quella emessa dai dispositivi digitali, ma anche e soprattutto nella luce solare. 
  
In base alla rilevazione l'applicazione riporterà anche alcune informazioni relative alla protezione necessaria associata a quel determinato valore UV, come ad esempio "indossare occhiali da sole e cappelli con visiera" oppure "utilizzare creme protettive", ma soprattutto sarà possibile scoprire quale è la lente Zeiss consigliata in base alle condizioni di luce e alle radiazioni registrate.

lunedì 15 giugno 2015

"Back to brain". Ritorno al cervello: così le Giornate Pisane di Psichiatria e Psicofarmacologia Clinica superano gli specialismi per una nuova ottica del continuum infanzia, adolescenza e età adulta

Novità su depressione, disturbi della condotta alimentare, uso di sostanze, ADHD e  Disturbi dello Spettro Autistico dell'adulto (AdAS)



Pisa - "Back to brain". Ritorno al cervello. Come in un film che anticipa il futuro, così le Giornate Pisane di Psichiatria e Psicofarmacologia Clinica riscoprono l'organo che dà vita alla mente, con la sua "storia" biologica che si sviluppa ininterrottamente a partire dal concepimento. L'appuntamento scientifico più atteso della stagione ha il coraggio di spezzare quei confini artificiosi eretti dalle specializzazioni di medici e psicologi, per riconsegnarci uno sguardo più ampio, senza fratture nell'evoluzione del cervello dalla nascita sino all'età adulta. 

Le divisioni hanno portato a trascurare la continuità temporale delle linee di sviluppo del cervello, delle sue funzioni e della loro integrazione, finendo per sviluppare metodiche d'indagine e di cura differenziate e scarsamente comunicanti tra di loro. Con questa nuova ottica si affronteranno i principali disturbi mentali come l'autismo, la depressione, i disturbi della condotta alimentare, l'uso di sostanze, l'ADHD e il tema forte della transizione dall'età pediatrica a quella adulta, includendo anche studi inediti sul Disturbo dello Spettro Autistico sottosoglia o  dell'adulto (AdAS). 

Tante quindi le novità racchiuse nel convegno, giunto all'ottava edizione, che si apre domani presso il centro congressi dell'Hotel Galilei, presieduto dalla professoressa Liliana Dell'Osso, Professore Ordinario di Psichiatria dell'Università di Pisa e Direttore dell'Unità Operativa di Psichiatria dell'AOUP, e dal professor Giovanni Cioni, Professore Ordinario di Neuropsichiatria infantile dell'Università di Pisa, nonché Direttore Scientifico dell'IRCCS Fondazione Stella Maris.

I disturbi mentali sono frequenti in età evolutiva. Gli studi epidemiologici sull'impatto di queste patologie nella vita dei bambini e dei ragazzi nel nostro Paese sono pochissimi. I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano come i disturbi  neuropsichici attualmente rappresentino  circa il 13% delle malattie che globalmente colpiscono la popolazione. Secondo lo studio Prisma, l'unico disponibile sulla popolazione italiana, in età adolescenziale i disturbi della vita mentale internalizzanti od esternalizzandi assommano a più del 10%. Circa l'1% di tutti i bambini presenta  un disturbo dello spettro autistico. Numeri che aumentano vertiginosamente in tutti i Paesi, dimostrando l'urgenza di diagnosi precoce per una cura tempestiva e la necessità di risorse dedicate e di una migliore organizzazione. Anche perché il costo sociale di queste patologie è elevatissimo e lo è ancor di più se diagnosticate tardi. 

"La maggior parte dei disturbi dell'adulto - spiega il professor Cioni - sono la continuazione di quadri spesso sottosoglia del bambino o dell'adolescente. In molti casi la loro causa risale ad età precoce, anche fetale. Si stima infatti che il 50% dei disturbi dell'adulto risalga all'età infantile. Da qui l'importanza della diagnosi precoce. Curare tempestivamente queste malattie significa prevenire la loro manifestazione o almeno attenuarne la gravità'". Le Giornate Pisane offriranno nuovi spunti anche da studi epidemiologici ancora inediti.

Continuità infanzia, adolescenza e età adulta. Come spiega la professoressa Liliana Dell'Osso il convegno prevede sessioni incentrate su grandi aree tematiche cliniche, affrontate in questa ottica. Grande attenzione è rivolta ai disturbi maggiormente riconosciuti nell'età evolutiva come l'autismo e l'ADHD, di cui si esamineranno  prognosi, esiti e trasformazioni nella vita adulta ed ai disturbi più noti dell'adulto, come i disturbi dell'umore, la depressione.  "La depressione è  il disturbo psichiatrico più comune e grave dell'adulto ma esiste, prosegue il professor Cioni - , con una differente sintomatologia, anche nel bambino e soprattutto nell'adolescente. Il suicidio è tra cause più frequenti di morte in adolescenza. Dei disturbi dell'umore verranno indagati i prodromi e i precursori nell'infanzia e nell'adolescenza. L'ADHD è un disturbo tipico del bambino, con sintomi diversi è "lifespan", ossia nasce nell'infanzia e prosegue nelle età successive. Altre sessioni riguarderanno disturbi che esordiscono elettivamente nell'adolescenza, come i Disturbi del Comportamento Alimentare e l'Uso di Sostanze, che quindi si collocano naturalmente in un'ottica di continuità tra età evolutiva e adulta. "Conoscere la storia naturale della patologia sin dall'infanzia - prosegue il professore - significa permette allo psichiatra di conoscere meglio i quadri patologici e quindi curarli meglio"

Il  modello di Spettro, un approccio innovativo e di rilievo internazionale, cui la Scuola Pisana di Psichiatria ha dato importanti contributi pionieristici negli ultimi decenni per la maggior parte degli ambiti psicopatologici. "Utilizzando questo approccio - spiega la professoressa Liliana dell'Osso -, è stato possibile "mappare" tutta l'area delle manifestazioni collegate ai singoli disturbi, dai prodromi fino agli esiti, nel singolo soggetto ed anche, in forma sottosoglia e di manifestazioni isolate, nei familiari dei pazienti o in ampi campioni della popolazione generale.  

Una interessante ipotesi originata da questo modello, attualmente in corso di sperimentazione nella Clinica Psichiatrica, è che, accanto ai Disturbi dello Spettro Autistico conclamati che esordiscono nella prima infanzia, vi sia un universo di casi sottosoglia di Spettro Autistico dell'Adulto (AdAS), anch'essi a patogenesi neuroevolutiva, matrice di vulnerabilità per lo sviluppo dei diversi disturbi mentali, che ci auguriamo diventino target per interventi preventivi di diagnosi precoce e trattamento. La nuova edizione del Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (DSM-5), adottato a livello mondiale dagli operatori della salute mentale" prosegue la professoressa Dell'Osso "ha accolto il Modello di Spettro della patologia  psichiatrica, sostenuto dalla Scuola Pisana che da vent'anni collabora su questo tema con prestigiose università americane. L'evidenza scientifica colloca ormai molti disturbi mentali, se non tutti, all'interno di uno spettro di condizioni psicopatologiche strettamente correlate che condividono sintomi, fattori di rischio genetici e ambientali, e, verosimilmente, substrati neurali". 

Un paradigma nuovo per la psicopatologia dell'adulto. Continua la professoressa Dell'Osso "Nella clinica dell'adulto è frequente individuare pazienti che dietro i disturbi in primo piano (bipolare, panico, ossessivo, borderline etc.) nascondono tratti espressivi, comportamentali e cognitivi riconducibili ad uno spettro autistico sottosoglia. A livello internazionale esistono case report in questa direzione e noi stessi stiamo sviluppando una visione generale sintetica di questo nuovo modello concettuale che, aspetto fortemente innovativo, consente di svincolare questi disturbi dall'area della schizofrenia, una diagnosi inutile, stigmatizzante e destinata ad una definitiva estinzione a breve. 

Il modello di spettro consente di stabilire precisi percorsi di malattia a partire dallo spettro autistico sottosoglia: in relazioni a traumi ed eventi vitali si attivano in questi soggetti (molto più facilmente che nei soggetti "normali") aree cerebrali correlate ai disturbi dell'umore, d'ansia, ossessivi e psicotici. Questo modello oggi e' sostenuto da dati neuroscientifici: si passa dall'individuazione di varie anomalie genetiche o di costellazioni poligeniche, agli studi sulla connettività neuronale in età evolutiva e sui neuroni specchio. 

Fortemente innovativa è l'idea che tutta quest'area clinica risenta di un disturbo dello sviluppo cerebrale, con aspetti deficitari di vulnerabilità, ma anche positivi di resilienza e potenzialmente originali e innovativi. Su questa base il paradigma scientifico è cambiato sia rispetto al concetto tradizionale che vedeva nei disturbi borderline e psicotici sostanzialmente delle forme neurodegenerative (rispetto ad una normalità intesa come standard functioning cerebrale), sia rispetto al paradigma dominante negli ultimi decenni, quello della primarietà del disturbo bipolare dell'umore, cioè di un'origine principalmente affettiva della maggior parte della psicopatologia. Si tratta a mio avviso di un rivoluzionario cambiamento di paradigma, del quale non vi è ancora oggi una larga percezione, destinato a ricevere sempre maggiori consensi con i progressi  della ricerca neuroscientifica e clinica ". 

La transizione dall'infanzia all'età adulta è diventata una urgenza. Il congresso affronta il tema cruciale della presa in carico tra i servizi dell'età evolutiva e quelli dell'adulto, al raggiungere della maggiore età, dei pazienti affetti da Autismo, ADHD od altro disturbo mentale.  Un momento spesso drammatico per i pazienti e le famiglie. Alla transizione l'appuntamento pisano dedica una tavola rotonda con i rappresentanti a livello toscano e nazionale delle società scientifiche, ma anche con le associazioni delle famiglie dei  pazienti, che affronteranno questo aspetto da un punto di vista clinico ed organizzativo. La transizione è un aspetto molto importante per patologie gravissime quali l'autismo, che oggi sappiamo è molto più frequente di quanto non pensavamo fino a pochi anni fa, ma mancano anche a livello europeo i modelli di come questa transizione possa e debba avvenire. Anche sotto questo aspetto il congresso fa da apripista.


sabato 13 giugno 2015

CLINICHE BRAINCARE®, AL VIA LO SVILUPPO IN FRANCHISING

logo-braincare-franchising

Verona, 13-06-2015 – BrainCare®, nota azienda di Padova operante nel settore della salute e del benessere cognitivo ed emozionale dell’individuo, ha scelto DIF, società specializzata nella consulenza al franchising, per lo sviluppo di una rete di cliniche ad alto contenuto innovativo. La società Irlandese LifeIsWeb Ltd, specializzata in “profiled lead generation” e web marketing, si occuperà della comunicazione on-line per lo sviluppo della rete in franchising.
Le Neuroscienze sono una nuova frontiera, un territorio dove si soddisfano sempre più diffusi bisogni di cura, di benessere, di accrescimento della mente.
Da una parte l’allungamento della vita media e il progresso della medicina dell’emergenza in fase acuta hanno portato all’aumento dei pazienti con disturbi cognitivi. Dall’altra il crescente interesse delle persone normoabili verso un benessere non soltanto fisico, ma anche cognitivo ed emozionale, e delle persone iperabili verso nuovi e ambiziosi obiettivi, portano a BrainCare nuove opportunità di mercato.
Nelle cliniche BrainCare® si interviene su tutte le funzioni cognitive, sulle reazioni psichiche ai disturbi, sulle funzioni sensoriali e motorie. Le valutazioni e i trattamenti sono supportati anche da tecnologie e strumenti all’avanguardia, dal BioFeedback alla tDCS, dagli ausili per la memoria e la comunicazione, a software mirati alle singole funzioni cognitive. BrainFood è invece il nome che identifica i programmi di trattamento dei disturbi acquisiti dell’alimentazione, spesso legati ai cambiamenti nello stile di vita familiare e lavorativo o allo stress cronico e ripetuto che hanno modificato le abitudini alimentari, nonché di programmi di palestra nutrizionale per tutti.
Infine, il marchio BrainPower caratterizza l’attività di coaching che le cliniche BrainCare® svolgono a favore di chi ricerca l’eccellenza cognitiva ed emozionale in campo lavorativo, sportivo o artistico.
In questi anni l’alto standard di conoscenze, la passione e la competenza del team specialistico, le tecnologie all’avanguardia e la ricerca continua di nuovi protocolli di valutazione e riabilitazione hanno suscitato la soddisfazione di pazienti e utenti, ma anche l’interesse di “addetti ai lavori” e di potenziali investitori.
BrainCare® ha messo a punto un modello di clinica che crea sinergie tra i vari specialisti (medico, psicologo, logopedista, nutrizionista, coach,…) e imprenditori interessati ad entrare nel settore, facendo convergere le forze e le risorse di tutti verso un obiettivo comune di crescita e di successo.
Il business ha tutte le caratteristiche per attrarre investimenti: rilevanza sociale della mission, domanda elevata, modeste necessità di risorse finanziarie, risultati oggettivi e misurabili sia in termini di gradimento da parte degli utenti/pazienti che di successo economico dell’iniziativa.
Da qui la scelta di utilizzare il franchising. Grazie a questa formula BrainCare® amplifica ulteriormente le sinergie, creando una collaborazione profonda con ciascuna clinica e con tutta la rete, che si esprime in apporti su ogni livello: formazione, assistenza gestionale, supporti operativi, economie di scala nelle forniture, notorietà di marca, iniziative di marketing, ricerca.
Info Franchising: www.franchising.braincare.it

Anemia: un campanello d’allarme della celiachia


Lucia decide di donare il sangue e scopre un calo di ferro che ha origine nell’intolleranza al glutine

Lo sapevi che… il 14 giugno è la Giornata Mondiale del donatore di sangue (www.donatorisangue.org/)?

Effettuando gli esami del sangue ai quali ci si sottopone prima di diventare donatori, è possibile scoprire qualcosa di inaspettato sulla propria salute. E’ quello che è accaduto a Lucia, che ha scoperto di essere anemica.
Prima non se ne era resa conto, perché i sintomi dell’anemia non sono evidenti finché i livelli di emoglobina restano sopra i 9 grammi/decilitro: solo allora il corpo inizia ad attivare un meccanismo di compenso e compaiono stanchezza, pallore, tachicardia e inappetenza. Nel caso di Lucia, si tratta di anemia sideropenica, il termine tecnico per indicare l’anemia dovuta a carenza di ferro (per saperne di più su questo tipo di anemia it.wikipedia.org/wiki/Anemia_sideropenica).

All’inizio Lucia si è preoccupata: ha sempre seguito una dieta regolare, sana, con la giusta quantità di carne, ricca di legumi e verdure di ogni tipo (www.ieo.it/it/PREVENZIONE/Stili-di-vita/Alimentazione/); e non capiva da cosa derivasse questa mancanza di ferro. Perciò si è rivolta al suo medico, che le ha suggerito di effettuare un esame per rintracciare un’eventuale intolleranza al glutine. Questo tipo di anemia, infatti, potrebbe essere una conseguenza della celiachia.
L’anemia, in quanto sintomo della celiachia, è un importante campanello d’allarme; in alcuni casi, infatti, rappresenta l’unico dato rilevabile della presenza della patologia.
Per questa ragione, in caso si soffra di anemia, è opportuno fare anche un esame del sangue che escluda un’eventuale celiachia.

Le ragioni per le quali la celiachia causa anemia:
1. NON SI ASSUME FERRO Si assumono meno alimenti a causa de disturbi provocati dalla celiachia. Sintomi prevalenti: anoressia e vomito.
2. NON SI ASSORBE FERRO La superficie assorbente disponibile si riduce e così si assorbono meno nutrienti, ferro incluso.

Dopo essersi sottoposta a esami del sangue adeguati, Lucia ha effettivamente scoperto di essere celiaca. Fortunatamente, seguendo una dieta priva di glutine potrà ripristinare la propria salute intestinale ed ematologica. Di prodotti senza glutine ce ne sono ormai di ogni tipologia e consentono di mantenere un’alimentazione salutare e varia, senza rinunciare al gusto (www.schaer.com/it/prodotti-senza-glutine).


 
Dr. Schär, azienda leader del senza glutine in Europa, con sede a Postal (BZ), da oltre 30 anni offre esperienza e qualità nella produzione di alimenti innovativi che rispondano alle esigenze dietetiche particolari. Esperienza, competenza e una stretta collaborazione con medici, nutrizionisti, ricercatori scientifici e consumatori rendono il Gruppo leader nel settore della nutrizione speciale. Per questo, la filosofia aziendale di Dr. Schär è quella di ampliare costantemente il proprio ventaglio di offerta, dagli alimenti secchi a quelli surgelati, in modo da proporre soluzioni alimentari sempre più varie e gustose: il portfolio generale offre prodotti che vanno dal pane alla pasta, dai biscotti ai crackers, dalle farine ai piatti pronti.
Tutti i prodotti del Gruppo soddisfano i più elevati standard di qualità, sicurezza e gusto.
Le due principali aree di business di Dr. Schär sono gluten free e nutrizione medica.

Aumentano le denunce per malasanità. Come chiedere i risarcimenti in maniera corretta

Uno staff di professionisti specializzati in risarcimento danni da malasanità

Più del 90% dei casi di malasanità andati in giudizio si rivelano infondati. Gravi i danni per i medici e per le strutture denunciate e onerosi i costi legali per chi denuncia, grazie ad sistema in cui tutti ci rimettono. 

Per affrontare i casi di malasanità in modo corretto ci viene incontro Risarcimenti-online.it, il portale dedicato ai risarcimenti.

Roma, 13 giugno 2015 – Andreste da un dentista per essere operati di appendicite? Vi fareste curare una polmonite da un ortopedico, ingessare un piede da un otorinolaringoiatra, estrarre un dente cariato da un dermatologo? Rispondere no è scontato: la salute prima di tutto. 

Ebbene, la buona regola di ricorrere sempre a uno specialista – fondamentale in campo medico – per gli italiani sembra finire quando si entra in campo legale.

Questo il presupposto da cui partono tre giovani imprenditori che nel 2011 progettano e lanciano il portale web Risarcimenti-Online.it, con l'obbiettivo di fornire assistenza legale alle vittime di malasanità e non solo, mediante professionisti specializzati settorialmente.

Scegliere l'avvocato giusto è decisivo per difendere i propri diritti. Come in ambito sanitario, anche per quanto riguarda gli studi legali la specializzazione è la regola. Non esistono avvocati tuttologi. O meglio, esistono e bisogna diffidarne, soprattutto nelle cause civili, se si vuole sperare di spuntarla davanti a un giudice. 

Non basta saper distinguere tra civilisti e penalisti. Tra avvocati matrimonialisti, tributaristi, contrattualisti, esperti di diritto ambientale, amministrativo, aziendale, commerciale, del lavoro, delle assicurazioni, della sanità, dell'Unione Europea, sindacale, urbanistico, la gamma delle specializzazioni per gli avvocati è davvero imponente. Ogni studio legale, ogni professionista del diritto, può offrire competenza in ambiti limitati.

Soprattutto in questo periodo di crisi, in cui aziende e professionisti puntano alla iper specializzazione per differenziarsi e conquistare fette di mercato, anche nel diritto esiste una concorrenza incontrollabile e gli studi legali puntano ad una specializzazione settoriale. Le problematiche legali dei clienti, siano essi privati cittadini o imprese, necessitano della migliore professionalità per essere garantite. 

Ribadirlo è importante visto che nella concorrenza tra avvocati sta emergendo un nuovo fenomeno: la gara al prezzo ribassato. Sono infatti sempre di più i potenziali clienti che chiamano diversi studi legali senza badare alla qualità della tutela ma solamente all'onorario da riconoscere all'avvocato, chiedendo ad esempio se possono spuntare un prezzo più basso rispetto ad altri studi legali contattati in precedenza. Evidentemente ci sono persone che credono che gli studi legali siano come dei supermercati, in cui pur di risparmiare si va in cerca del discount più economico.

L'alta percentuale di casi di malasanità andati in giudizio che si rivelano infondati è spesso causato dalla  superficialità di analisi. Nei casi di malasanità, spesso molto complessi, non occorrono solo specifiche competenze in ambito legale e assicurativo, ma è innanzitutto necessario che il legale collabori con un medico-legale, anch'esso specializzato in materia, il quale è l'unico soggetto in grado di identificare l'errore medico. Se l'errore non viene trovato e dimostrato, perchè andare in giudizio aumentando tempistiche e costi?

Mediante un'approfondita perizia medico-legale, nella quale vengono dettagliate le prove documentarie del danno medico, è possibile richiedere il risarcimento in stragiudiziale, evitando il tribunale e riducendo costi e tempi, sia per il danneggiato, sia per la struttura sanitaria o il medico.

Nelle strutture sanitarie il personale è sempre più spesso impegnato in turni massacranti, costretto a lavorare in strutture fatiscenti con attrezzature obsolete. Medici, infermieri e operatori sanitari sono comunque esseri umani e come tali possono sbagliare, purtroppo quando accade, l'errore colpisce la nostra salute, i nostri sentimenti e quelli dei nostri famigliari.  

Ci si sente ingiustamente condannati a vivere con il danno subito a causa di una o più persone che non hanno saputo svolgere il proprio lavoro, da qui la frenetica fretta di rivalsa, di giustizia. Purtroppo il danno deve essere trovato e dimostrato con prove documentarie tangibili, differentemente inutile e costoso procedere legalmente.

Applicando queste semplici regole si eliminerebbero inutili cause, spese legali e perdite di tempo, oltre ad abbassare la pressione che gli operatori sanitari subiscono durante l'iter legale.

Con il portale web Risarcimenti-Online.it, che in questi giorni compie quattro anni di attività, vengono gestite mensilmente migliaia di richieste di assistenza per possibili casi malasanità e per altri settori trattati. Dopo la richiesta di assistenza, effettuata dall'utente tramite il sito o chiamando il numero verde, la richiesta viene inoltrata al professionista specializzato in malasanità più vicino alla provincia del richiedente. Il professionista contatta l'utente, e dopo un consulto ed eventuale approfondimento, stabilisce se il caso di malasanità è procedibile per ottenere il risarcimento o meno.  
Se il caso non è procedibile, la pratica viene chiusa senza costi per l'utente. Se il caso è procedibile, nel maggior parte dei casi la parcella viene pagata a risarcimento ottenuto, questa procedura è una chiara dimostrazione di professionalità e garanzia, il professionista deve avere la certezza del danno da malasanità, pena la perdita del suo guadagno e dei costi anticipati.

Per ulteriori informazioni su una corretta richiesta di risarcimento danni visitare il sito www.risarcimenti-online.it

mercoledì 10 giugno 2015

Per star bene mangiare almeno il 70% crudo

Roma, 10-06-2015 - "Ognuno in questo mondo ha la sua verità, religiosa, politica, filosofica, ma ce ne è una che va divulgata e che è come una legge fisica, una legge della natura a cui non si può sfuggire, parlo di uno stile di vita che ha due pilastri fondamentali: mangiare almeno per il 70% crudo e fare almeno 30 minuti di movimento al giorno" ci dice Annamatilde Baiano fondatrice di CiboCrudo.com.

cibo crudo e vitalità

"Non so se ci sono ricerche scientifiche che possono dimostrare quanto detto, ma c'è una certezza che è la mia esperienza. La gioia che provo e vivo ogni giorno, vorrei divulgarla al mondo intero, affinchè potesse vivere un'esperienza di vita di qualità superiore. Poco importa quanto lunga, ma vivere ogni giorno ringraziando di esistere e godersi ogni istante, non ha prezzo.
Mangiare crudo, se possibile arrivare all'80%, è la porta verso il paradiso, è un primo passo senza il quale è molto difficile fare tutti gli altri, che sono tanti: muoversi, avere un lavoro soddisfacente, un tipo di famiglia che si desidera, progettare un futuro, amare gli altri e la natura. Ce ne sono molti di passi da fare, ma il più semplice e quello che da immediate soddisfazioni è mangiare crudo" continua ancora Annamatilde che da come si può capire ha fatto del cibo crudo la sua ragione di vita.
"È sufficiente solo sostituire quello stesso pasto che si fa più volte al giorno con uno più nutriente. Non c'è da trovare il tempo per andare a correre o in palestra, non si deve cambiare lavoro, non si deve cambiare luogo in cui si vive, che sono scelte difficili, ma basta modificare il piatto e soprattutto la mente, cioè passare dal mangiare al nutrirsi, dal riempire la pancia ad alimentare la mente e le cellule.
Si può anche dare gioia alla gola, ma va prima fatto il passo principale che è quello di riscoprire i sapori della natura e saperli apprezzare, allontanandosi dai sapori artefatti e falsi che ci ingannano.
Appena si inizia a mangiare crudo, con molta frutta e verdura fresche e un po' di noci, semi oleosi, bacche, e piccole cose che contornano il fresco, si avrà in pochissimi giorni, se non prima, l'immediata freschezza mentale, una lucidità mai provata se non in situazioni di grande gioia, che ti farà vedere tutto positivo. È come divenire un essere superiore, che con tutta umiltà accetta ciò che la vita gli dona, perché tutto è dono e solo la profonda accettazione, che non significa subire, ma accogliere, rende fantastica la vita.
Quando poi la mente diventa aperta, gioiosa, lucida, allora il resto di ciò che è utile fare per una vita meravigliosa, avverrà di conseguenza" conclude Annamatilde, che invita a visitare il suo blog per ulteriori idee, articoli e ricette sul cibo crudo (raw food) in Italia.

Cnr: realizzato il primo screening molecolare delle leucemie plasmacellulari primarie

La ricerca condotta dall'Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, dal Policlinico di Milano e dall'Università Statale di Milano ha identificato le alterazioni molecolari di questa rara ma aggressiva forma di neoplasia plasmacellulare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Oncotarget

La leucemia plasmacellulare è una rara neoplasia delle plasmacellule del midollo osseo deputate alla produzione degli anticorpi. La plasma cell leukemia (in inglese, da cui l'acronimo Pcl) si può presentare in forma primaria, quando insorge de novo, o secondaria, quando si sviluppa da un precedente mieloma multiplo. Le forme primarie sono circa la metà dei casi, hanno un decorso clinico molto aggressivo e una prognosi decisamente infausta. Studiarne e comprenderne i meccanismi molecolari è fondamentale allo scopo di individuare marcatori diagnostici e bersagli per lo sviluppo di nuove terapie.

Grazie a una proficua collaborazione, i ricercatori dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Milano, del Policlinico di Milano e dell'Università Statale di Milano hanno sequenziato il Dna di 12 pazienti con Pcl primaria, appartenenti ad una casistica più ampia estesamente caratterizzata a livello clinico e molecolare. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Oncotarget

"L'analisi ad alta risoluzione di questi pazienti", spiega Ingrid Cifola, ricercatrice dell'Itb-Cnr e coordinatrice della ricerca, "è stata possibile grazie alle moderne tecnologie di sequenziamento del Dna dette Next-Generation Sequencing (Ngs) e ad un'ingegnosa strategia molecolare per selezionare e 'catturare' l'esoma, cioè la porzione del nostro Dna che codifica per le proteine. Il sequenziamento dell'esoma permette di concentrare le analisi sulle regioni più significative dei geni, allo scopo di identificare le alterazioni molecolari che contribuiscono all'insorgenza e all'aggressività della neoplasia". 

"Grazie a queste tecnologie", aggiunge Antonino Neri, ematologo della Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e del Dipartimento di scienze cliniche e di comunità dell'Università di Milano, "abbiamo realizzato il primo screening molecolare delle Pcl primarie, identificando una lunga serie di geni colpiti da mutazioni nelle cellule tumorali e mettendo in luce una situazione di estrema eterogeneità genetica. In particolare, abbiamo individuato il forte coinvolgimento di alcuni geni già classicamente associati al cancro, quali Tp53 e Atm, in aggiunta ad altri finora meno noti, come DIS3, che recentemente sta emergendo come uno dei geni ricorrenti nel mieloma multiplo". Su geni candidati come questo si concentreranno nel futuro gli sforzi e le speranze della ricerca internazionale per valutarne la traslabilità in ambito clinico. 

"Le Pcl primarie", conclude Cifola, "risultano inoltre pesantemente alterate a livello dei processi di interazione con la matrice extracellulare, controllo del ciclo cellulare e riparazione del Dna. Approfondire il ruolo di questi processi nella biologia del tumore sarà importante per individuare nuovi bersagli terapeutici per questa aggressiva forma di neoplasia. Inoltre, le Pcl primarie potranno essere sfruttate come modello per comprendere meglio i mielomi ad alto rischio".

Neri sottolinea lo sforzo congiunto di diverse realtà ospedaliere italiane coinvolte in un trial clinico prospettico condotto nell'ambito del Gimema Multiple Myeloma Working Party: "La nostra casistica rappresenta la collezione di Pcl primarie più estesa finora raccolta e il valore delle informazioni che essa racchiude è inestimabile". 

La ricerca è stata finanziata dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), dal Ministero della Salute e dal Miur.

Roma, 10 giugno 2015

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