CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo



Cerca nel blog

venerdì 22 aprile 2016

Medicina della Riproduzione: la nuova frontiera si chiama genetica. Esami specifici per individuare terapie mirate e migliorare i tassi di gravidanza

Le novità emerse dal primo convegno internazionale di Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologia organizzato dal centro ProCrea di Lugano

La nuova frontiera della Medicina della Riproduzione è nella genetica. È quanto emerge dal primo convegno internazionale di Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologia organizzato dal centro ProCrea di Lugano, in collaborazione con il laboratorio Risch e ProCrea Lab in programma il 21 e il 22 aprile al LAC di Lugano (Svizzera). 

«I nuovi test aprono a nuovi approcci per arrivare al successo delle terapie, quindi ad una gravidanza», premette Michael Jemec membro del comitato scientifico convegno e direttore medico del centro ProCrea di Lugano. 

«La genetica ha aperto un ampio capitolo di studio e di ricerca nella Medicina della Riproduzione. Questo ha portato a sviluppare percorsi mirati per i pazienti ottenendo con tassi di gravidanza decisamente più elevati che in passato, con un calo netto dei casi di infertilità idiopatica, ovvero quei casi dove non si evidenziava alcuna causa  apparente di infertilità», aggiunge Jemec. «Oggi un semplice prelievo di sangue ci permette di fare approfondite analisi genetiche per scegliere la strada più giusta per un figlio».

Alcune applicazioni concrete della genetica in Medicina della Riproduzione:

Sul fronte maschile, la grande novità è l'introduzione del test sul gene DEFB126 che è responsabile della produzione della Defensina, una proteina nota per gli effetti sul sistema immunitario nel combattere i microorganismi patogeni. Solo recentemente però la comunità scientifica messo in relazione la Defensina con la fertilità maschile. 
«Assistevamo a casi di infertilità idiopatica ai quali scientificamente non era possibile dare una risposta», spiega Marina Bellavia, specialista del centro per la fertilità ProCrea. «Il test genetico sulla Defensina permette di capire se un seme, apparentemente normale secondo i tradizionali esami, sia realmente capace di poter attraversare il muco cervicale fino ad arrivare all'ovocita. Le mutazioni del gene per la Defensina riducono la capacità "natatoria" dello spermatozoo, ovvero riducono la sua capacità fecondante». 
Significativo l'impatto che questo test può avere: infatti circa il 25% degli uomini presenta questa mutazione genetica.

Sul fronte femminile, le novità hanno interessato le analisi pre-impianto sui globuli polari. «Sono screening capaci di individuare anomalie cromosomiche causa di malattie gravi e interruzioni di gravidanza», aggiunge Giuditta Filippini direttore di ProCrea Lab, il laboratorio di genetica molecolare del centro ProCrea, che ha presentato al convegno due casi affrontati. Il primo riguarda una paziente che, dopo vari fallimenti, ha dovuto affrontare un'interruzione di gravidanza per la presenza di una malattia genetica grave nel feto confermata da villocentesi. «In seguito, la paziente ha affrontato un percorso di procreazione assistita. È stata sottoposta a uno screening genetico pre-impianto delle aneuploidie cromosomiche - PGS - attraverso una tecnica molto sensibile detta Array-CGH che prevede l'analisi di tutti i cromosomi sia per quanto riguarda il loro numero, sia per eventuali anomalie più sottili all'interno di essi. Dopo il  transfer, la paziente è rimasta incinta di due gemelli sani».
La diagnosi genetica pre-impianto è fondamentale anche per limitare la trasmissione di malattie genetiche ai figli. «È recente il caso di una coppia dove i due partner risultavano portatori della medesima malattia rara», continua Filippini. 
«Avevano già alle spalle due gravidanze fallite. Con la diagnosi pre-impianto siamo andati ad effettuare una biopsia del primo e del secondo globulo polare, individuando gli ovociti fecondati privi di mutazioni genetiche, quindi sani. Attualmente la paziente è alla 22esima settimana di gravidanza».


ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. www.procrea.ch.

Nella foto da sinistra: 
Michael Jemec, Giuditta Filippini e Marina Bellavia. 


--

Il genere come determinante di salute per garantire equità e appropriatezza della cura

Alla Giornata Nazionale della salute della donna presentato il Quaderno del Ministero della salute n° 26 dedicato alla medicina di genere

La medicina di genere si occupa delle differenze biologiche e socio-culturali tra uomini e donne e della loro influenza sullo stato di salute e di malattia rappresentando un punto d'interesse fondamentale per il Servizio sanitario nazionale.

Il Ministero ha, pertanto, inteso dedicare al tema una monografia della collana Quaderni del Ministero della salute, dedicata alle appropriatezze della sanità pubblica, pubblicandola in occasione della prima "Giornata Nazionale della salute donna", il 22 aprile.

Il volume affronta la tematica dai diversi punti di vista tenendo conto delle peculiarità del nostro sistema-paese, delle varie specialità mediche interessate e delle possibili ricadute per il cittadino, tenuto conto che già l'Organizzazione mondiale della sanità indica il genere come elemento portante per la promozione della salute finalizzata a sviluppare approcci terapeutici diversificati per le donne e per gli uomini.

"Per arrivare a questa maggiore appropriatezza - ha ricordato il Ministro Beatrice Lorenzin nella  prefazione alla pubblicazione - occorre orientare gli interventi sanitari e costruire percorsi specifici". La dimensione di genere nella salute è pertanto una necessità di metodo e analisi che può anche divenire strumento di governo e di programmazione sanitaria. Secondo il Ministro, pertanto,  è necessario in particolare "promuovere un'attività scientifica con un'ottica di genere, sviluppare individuare fattori di rischio genere in tutte le aree della medicina; includere uomini e donne nei trial clinici, sviluppare diagnosi e cure orientate al genere; formare il personale sanitario e includere gli aspetti di genere nella formulazione dei budget sanitari".

Il Quaderno, grazie alla collaborazione di prestigiosi esperti, è sviluppato in una parte sistematica e programmatica che tratta delle politiche sanitarie in un'ottica di genere, dei determinanti di salute, dell'organizzazione sanitaria, dello stato dell'arte in ambito legislativo e del ruolo chiave della medicina di base.

Nella seconda parte, il volume illustra lo stato dell'arte relativo ad alcuni aspetti clinici: sono infatti trattate alcune malattie come i tumori, le demenze, le malattie cardiovascolari, autoimmuni, endocrine e respiratorie, l'artrosi e l'obesità, descrivendo le principali differenze tra l'uomo e la donna nell'incidenza, nella sintomatologia, nel decorso clinico e nella risposta alle terapie farmacologiche. Un articolo dedicato ai trapianti d'organo mette in luce come le differenze di sesso e genere interagiscano ed entrino in gioco nel trapianto d'organo, le donne sono più spesso donatrici che riceventi mentre i riceventi sono soprattutto uomini. La ricerca biomedica nell'ambito della medicina di genere in questo ultimo decennio ha fatto grandi progressi, ad esempio nei meccanismi patogenetici, e ora sappiamo che anche la cellula isolata ha un sesso e caratteristiche e suscettibilità farmacologica diversa se femminile o maschile.

Una monografia, dunque, che per la prima volta in ambito ministeriale sottolinea il contributo della medicina di genere alla sviluppo di una sanità personalizzata, a misura delle donne e degli uomini. Il volume è destinato innanzitutto ai medici di famiglia, a coloro quindi che più di ogni altro promuovono e monitorano la salute dei nostri cittadini e possono attuare una medicina che si basi su l'appropriatezza della diagnosi e della cura in un'ottica di genere. Il Quaderno è scaricabile in formato elettronico dal portale dedicato www.quadernidellasalute.it sia direttamente in pdf, sia tramite l'App Edicola salute. Inoltre, essendo stato scritto con uno stile semplice e lineare, pur se scientificamente ineccepibile, risulta pertanto fruibile anche da quanti, nel pubblico dei non addetti, vogliano arricchire le proprie conoscenze partendo da fonti autorevoli e sicure.




--
www.CorrieredelWeb.it

giovedì 21 aprile 2016

Alzheimer - Presentazione al Pat della ricerca AIMA - CENSIS sull’impatto economico e sociale della malattia

Presentazione della ricerca AIMA - CENSIS

sull'Impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer

Un'occasione per fare il punto

sulla situazione della realtà milanese e metropolitana

L'esperienza della buona pratica del Pio Albergo Trivulzio

 

 

Milano, 21 Aprile 2016 – Presentata oggi nella sede del Pio Albergo Trivulzio a Milano, la ricerca condotta in collaborazione tra l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) e il CENSIS avente come oggetto: "L'impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer: rifare il punto dopo 16 anni". Un importante aggiornamento della fotografia sul tema realizzata da due precedenti ricerche condotte nel 1999 e nel 2006.

            Preceduto dai saluti di Maurizio Carrara e Claudio Sileo, rispettivamente Presidente del Comitato di Indirizzo e Direttore Generale dell'ASP Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio, di Giulio Gallera, Assessore reddito di autonomia e Inclusione Sociale della Regione Lombardia e di Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, l'incontro è stato introdotto da Patrizia Spadin, Presidente di AIMA, a cui è seguita la presentazione dei risultati della ricerca da parte di: Ketty Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute CENSIS, Gabriella Bottini, docente dell'Università di Pavia e Responsabile del Centro di Neuropsicologia Cognitiva dell'Ospedale Niguarda e Cinzia Negri Chinaglia, Direttore della Raibilitazione Alzheimer del PAT.

         A seguire un confronto sui risultati, moderato da Fabio Turone,  Giornalista, Presidente  Science Writers in Italy, tra autorevoli esperti: Marco Bosio, Direttore Generale ATS Città Metropolitana di Milano, Isabella Menichini, Direttore Domiciliarità e Cultura della Salute del Comune di Milano, Graziella Filippini, direzione Scientifica della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico 'Carlo Besta' di Milano, Stefano Landini, segretario regionale Spi Cgil Lombardia, Graziano Pirotta, Presidente Dipartimento Welfare Anci Lombardia.

            L'obiettivo di questo terzo e nuovo studio è stato quello di analizzare l'evoluzione negli ultimi 16 anni della condizione dei malati e delle loro famiglie. Anche in questo caso è stata realizzata un'indagine nazionale che ha privilegiato il punto di vista dei caregiver dei malati di Alzheimer.

            Dal confronto con le precedenti indagini, si osserva un progressivo innalzamento dell'età media dei malati con Alzheimer (73,6 anni nel 1999, 77,8 anni nel 2006 e 78,8 anni nel 2015) e al contempo dei caregiver coinvolti nella loro assistenza (53,3 anni nel 1999, 54,8 anni nel 2006 e 59,2 anni nel 2015).

            Tra i molti e importanti dati raccolti, spicca il costo medio annuo per paziente stimato, comprensivo sia dei costi familiari che di quelli a carico del SSN e della collettività, che è risultato pari a 70.587 euro, di cui il 27% circa (18.941 euro) afferisce ai costi diretti e il 73,2% ai costi indiretti (51.645 euro).

            Un dato che già di per sè, tenuto conto del numero stimato delle persone affette da Alzheimer, assume la dimensione di una vera emergenza nazionale. Dato che i malati sono stimati tra i 500/550 mila, il solo costo monetario diretto risulterebbe di circa 10 miliardi di euro all'anno, al netto dei costi indiretti e della sofferenza sociale che determina.

           

         A fronte delle stime epidemiologiche nazionali, tenuto conto dello specifico innalzamento dell'età media della popolazione cittadina, le persone affette da demenze senili nella sola Milano potrebbero oscillare attorno alle 30.000 unità.

            "Intervenire nella situazione milanese, stante la sua composizione demografica e l'atomizzazione della struttura familiare, è una necessità ancora più urgente – commenta Patrizia Spadin, Presidente di AIMA -. Gli attuali servizi forniti in regime di Assistenza Domiciliare Integrata sono del tutto insufficienti per dare cura e assistenza adeguata ai pazienti e ai caregiver. Le modalità della presa in carico del malato di Alzheimer e i risultati conseguiti al Pio Albergo rappresentano un modello importante da ampliare in loco e da replicare a livello metropolitano".

            "Al Pio Albergo Trivulzio - spiega Cinzia Negri Chinaglia, Direttore III Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Alzheimer del Pio Albergo Trivulzio -, attualmente, sono 276, su 580, gli ospiti in Residenza Sanitaria Assistenziale affetti da demenza grave. Nel contesto dei reparti Riabilitativi, su 884 pazienti trattati dall'1/4 al 31/10/2015 la prevalenza di demenza è risultata  del 23%, di cui una quota ricoverata nel Nucleo Alzheimer Riabilitativo. L'esperienza del Pio Albergo è sicuramente un modello qualificante del ruolo che strategicamente può giocare il servizio pubblico, anche se non vanno sottovalutate le esigenze di sostenibilità del suo bilancio".

         "La progettualità del PAT - conclude Maurizio Carrara, Presidente del Comitato di Indirizzo e Direttore Generale dell'ASP Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio - di  sviluppare l'offerta domiciliare appare coerente e sinergica con i bisogni  del malato e della famiglia fatti emergere dal Rapporto. Non va però dimenticato che già oggi, nel complesso, offriamo servizi e cure che necessitano di professionalità e di strumentazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative complesse e costose che travalicano di gran lunga la semplice assistenza e che mettono a dura prova l'equilibrio economico della gestione del Pio Albergo Trivulzio".           

            Il contributo, infatti, che il PAT riceve per pazienti affetti da Demenze da Regione Lombardia e Comune di Milano o da Regione Lombardia e familiari oscilla tra i 100 e i 130 euro al giorno per RSA Alzheimer e di  156 euro al giorno per la   Riabilitazione".

Benessere & Piacere: le due anime del caffè - post evento CHICCHI DI BENESSERE

Da degustare con tutti i sensi, il caffè – consumato in quantità moderata – è un noto alleato del benessere; grazie alle sue note amare, può essere utile anche per ridurre la sensazione di appetito. Consorzio Promozione Caffè ci guida in questo viaggio alla scoperta dei segreti e dei benefici della bevanda tanto amata dagli italiani

Milano, 21 aprile 2016 – Il caffè è un piacere da gustare con tutti i sensi, conviviale e allo stesso tempo intimo e personale, è tradizione ma anche innovazione, è gusto e contemporaneamente beneficio per il nostro organismo. Il caffè è tutto questo e molto di più. Indubbiamente può essere definito la bevanda nazionale degli Italiani: ben il 96,5% consuma caffè o bevande a base di caffè o che lo contengono, almeno saltuariamente.

"Gli amanti del caffè non sempre conoscono i benefici che un consumo corretto ed equilibrato di questa bevanda può apportare al benessere dell'organismo" afferma Patrick Hoffer, Presidente del Consorzio Promozione Caffè. 
Lo dimostra una ricerca internazionale dell'Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) su 4.000 consumatori in 10 Paesi europei (http://coffeeandhealth.org/): 7  europei su 10 ritengono di seguire uno stile di vita salutare, ma più di metà degli intervistati non conosce quali benefici possano derivare dal consumo di questa bevanda. 
"L'alimentazione, i liquidi e l'esercizio fisico sono essenziali per il mantenimento di uno stato di benessere. 400mg di caffeina da varie fonti, l'equivalente di 5 tazzine di caffè al giorno, è coerente con uno stile di vita sano ed equilibrato"  sottolinea Patrick Hoffer.

Eppure la conoscenza pubblica degli elementi che fanno parte di uno stile di vita sano è limitata e il 76% degli Europei intervistati dall'ISIC ha ammesso di aver bisogno di maggiori informazioni su salute e benessere.

Il caffè è la bevanda più studiata al mondo e i suoi molteplici effetti sull'organismo e le rinnovate scoperte continuano a stupirci. 
A questo proposito il prof. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell'Università Campus Biomedico di Roma, precisa: "Oltre ai ben conoscuti effetti della caffeina contenuta nel caffè sullo stato di vigilanza e concentrazione e sulle performace fisiche (resistenza), tra i vari fronti della ricerca uno certamente molto soprendente è quello relativo al nostro "secondo cervello", l'intestino. Infatti si è scoperto che l'intestino possiede numerosissimi recettori del gusto amaro, che inviano segnali al cervello per ridurre l'appetito e rallentare lo svuotamento gastrico. Il caffe, ricchissimo di sostanze amare, potrebbe rivelarsi anche attraverso questa via un importante alleato della salute"[1].

Su questo tema il prof. Piretta precisa che "Da alcuni anni la ricerca scientifica ha infatti permesso di scoprire l'esistenza dei recettori del gusto lungo tutto il tratto intestinale e perfino sul pancreas. In particolare sono stati osservati i recettori del gusto dolce, del grasso e del gusto amaro. I recettori del gusto amaro sono decisamente più complessi e articolati, tanto da avere un famiglia di oltre 25 geni deputati alla loro espressione. 
Recentemente si è messa in relazione la stimolazione di questi recettori con la produzione di alcune sostanze (come il GLP-1, Glucagon-Like Peptide-1 e la CCK, colecistochina, ormone gastrointestinale) che notoriamente agiscono a livello del sistema nervoso centrale riducendo l'appetito e a livello gastrico riducendo la velocità del suo svuotamento".

I benefici del caffè non sono legati strettamente solo ad aspetti salutari e fisiologici, ma rappresentano una fonte di piacere da scoprire quotidianamente. La preparazione e il consumo di caffè regalano, infatti, un'esperienza multisensoriale che nasce dalla combinazione dei sensi della vista, dell'olfatto, del gusto e del tatto. L'esperienza è influenzata anche dalla temperatura e dal contesto in cui si consuma il caffè e si propaga fino alla fruizione. Essa inizia dall'aroma che si sprigiona con l'apertura del contenitore, fino agli stimoli visivi durante la preparazione, inclusi il colore del caffè e la presenza di crema o schiuma. 
Probabilmente l'esperienza sensoriale di gustare una tazzina di caffè inizia nel momento in cui entrando in un bar si sente il suono di una macchina da caffè che, come suggerito da recenti ricerche, giocherebbe un ruolo fondamentale nel rapporto giornaliero del cliente con i prodotti, spesso influenzandone i processi cognitivi, le emozioni e il comportamento. Prove aneddotiche suggerirebbero inoltre che la percezione dell'aroma del caffè possa avere un impatto sulla concentrazione, scatenando anche emozioni ed evocando ricordi.

"L'esperienza sensoriale di bere una tazzina di caffè è uno degli aspetti chiave della bevanda e regala aromi, gusti e sapori unici. Il tipo di caffè, il grado di tostatura e il metodo di preparazione influenzano l'esperienza sensoriale del caffè nel suo complesso. Ma anche altri elementi quali il contesto e  il tipo di tazza contribuiscono a influenzare l'esperienza. L'aroma del caffè si sprigiona dai diversi composti volatili prodotti durante la tostatura. I lipidi del caffè, che rappresentano circa il 10% nei chicchi di caffè tostati, contengono la maggior parte del sapore" dichiara Luigi Morello, Responsabile MUMAC Academy.

Un'ampia letteratura scientifica dimostra che il caffè rientra pienamente in uno stile di vita attivo e in un'alimentazione corretta e bilanciata (http://www.coffeeandhealth.org). 
Le evidenze scientifiche ad oggi suggeriscono anche che un moderato consumo di caffè per tutta la vita può rallentare il fisiologico declino cognitivo legato all'età, riducendo inoltre il rischio di malattie neurodegenerative (come ad esempio il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson), il rischio di diabete di tipo 2 e di una serie di malattie del fegato. Sul fronte della ricerca sui tumori, dopo l'ultima revisione IARC – come riportato dall'Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) – oltre 500 studi epidemiologici in America, Europa e Giappone hanno indagato il possibile legame tra consumo di caffè e rischio di sviluppo del cancro. 
In particolare, una recente meta-analisi di 40 studi su oltre 2 milioni di partecipanti tra Europa, Nord America e Asia ha evidenziato che il consumo di caffè non è correlato ad un aumento dei rischi di sviluppo di tale malattia e anzi, per alcune tipologie di cancro, il consumo di questa bevanda risulterebbe associato ad una diminuzione del rischio.

Il Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.


[1] Taste Receptors in the Gastrointestinal Tract.  IV. Functional implications of bitter taste receptors in gastrointestinal chemosensing, Catia Sternini, Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol 292: G457–G46 1, 2007. 
Bitter taste receptors and α-gustducin regulate the secretion of ghrelin with functional effects on food intake and gastric emptying.  Janssen S, Laermans J, Verhulst PJ, Thijs T, Tack J, Depoortere I. Proc Natl Acad Sci U S A. 2011 Feb 1;108(5):2094-9.
Targeting extra-oral bitter taste receptors modulates gastrointestinal motility with effects on satiation. Avau B1, Rotondo A1, Thijs T1, Andrews CN1, Janssen P1, Tack J1, Depoortere I1.Sci Rep. 2015 Nov 6;5:15985. doi: 10.1038/srep15985.


--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 20 aprile 2016

SALUTE: LA BLACK LIST DEI CIBI PIU’ CONTAMINATI. DA CINA A FRAGOLE EGITTO, ECCO BLACK LIST + foto

Con la quasi totalità (92%) dei campioni risultati irregolari per la presenza di residui chimici sono i broccoli provenienti dalla Cina il prodotto alimentare meno sicuro, ma a preoccupare è anche il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità e il basilico dall'India che è fuori norma in ben 6 casi su 10. 

E' quanto emerge dalla "Black list dei cibi piu' contaminati" presentata dalla Coldiretti, sulla base delle analisi condotte dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2015 sui Residui dei Fitosanitari in Europa, al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani con i trattori a difesa della dieta mediterranea.

La conquista della vetta della classifica da parte della Cina non è un caso poiché il gigante asiatico - ricorda la Coldiretti - anche nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell'Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti. 

Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico che in Italia nello stesso anno ha praticamente quintuplicato (+379%) le esportazioni di concentrato di pomodoro che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente.

Se nella maggioranza dei broccoli cinesi è stata trovata la presenza in eccesso di Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben, nel prezzemolo vietnamita - sottolinea la Coldiretti - i problemi derivano da Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide mentre il basilico indiano contiene Carbendazim che è vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno.

Nella classifica dei prodotti piu' contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono pero' anche le melagrane dall'Egitto che superano i limiti in un caso su tre (33%), ma fuori norma dal Paese africano sono anche l'11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni all'importazione concesse dall'Unione Europea. Con una presenza di residui chimici irregolari del 21% i pericoli - continua la Coldiretti - vengono anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia contaminati in un caso su dieci (10%). 

I problemi - sottolinea la Coldiretti - riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l'impiego di Spinosad e Cypermethrin.

E' risultato irregolare - sottolinea la Coldiretti - il 15% della menta del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall'Unione Europea per l'esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L'accordo con il Marocco - precisa la Coldiretti - è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel Paese africano è permesso l'uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.

L'agricoltura italiana- continua la Coldiretti - è la piu' green d'Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all'utilizzo degli ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

"Non c'è piu' tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri", ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "bisogna liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini".


LA BLACK LIST DEI CIBI PIU' CONTAMINATI

PRODOTTO                         PAESE                      % IRREGOLARITA' PER RESIDUI CHIMICI
Broccoli                                 Cina                                      92%
Prezzemolo                          Vietnam                                78%
Basilico                                 India                                      60%
Melagrane                            Egitto                                     33%
Peperoncino                        Thailandia                            18%
Menta                                    Marocco                                15%
Meloni/Cocomeri                 Rep. Dominicana                14%
Fragole                                 Egitto                                     11%
Piselli                                    Kenia                                    10%
Arance                                  Egitto                                     5%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rapporto EFSA 2015



L'immagine  raffigura la "Black list dei cibi piu' contaminati" presentata dalla Coldiretti al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani a difesa della dieta 


--
www.CorrieredelWeb.it

SALUTE: MIGLIAIA AGRICOLTORI A DIFESA DIETA MEDITERRANEA

Sono già migliaia gli agricoltori che con i trattori sono scesi in piazza per difendere la dieta mediterranea sotto l’attacco di inganni, schifezze low cost e speculazioni avallate dall’Unione Europea che mettono a rischio la produzione di grano, pomodoro, extravergine e mozzarella Made in Italy. 

L’iniziativa è della Coldiretti dentro e fuori al Palabarbuto in viale Giochi del Mediterraneo a Napoli in Campania dove visse per 40 anni lo scienziato statunitense Ancel Key che per primo ha evidenziato gli effetti benefici della dieta mediterranea. 

Sono già arrivati i pizzaioli acrobatici e i casari stanno preparando la mozzarella, ma sono anche esposti fusti di concentrato pomodoro cinese e mozzarella dell’est Europa poiché la Campania è la regione principale di destinazione per sfruttare impropriamente l’immagine di qualità conquistata nell’alimentare. 

Negli striscioni si legge “Subito l’etichetta di origine”, “Salviamo il San Marzano !!”, “La mozzarella si fa con il latte”. 

“Gli italiani lo fanno meglio” è scritto sopra all’esposizione della black list dei cibi piu’ contaminati che riguarda alimenti di uso comune arrivati in Italia da diversi continenti anche per effetto delle agevolazioni concesse dall’Unione Europea, dalla arance alle fragole sino al peperoncino.

No more Malaria in Europe

From over 90 000 cases to zero in two decades: the European Region is malaria free
 

Copenhagen, 20 April 2016 --- The European Region is the first in the world to have achieved interruption of indigenous malaria transmission. The number of indigenous malaria cases dropped from 90 712 in 1995 to zero cases in 2015. Ahead of World Malaria Day 2016, WHO announces that the European Region hit its 2015 target to wipe out malaria, thus contributing to the global goal to “End malaria for good”. Key partners funded malaria elimination efforts in European countries substantially.

“This is a major milestone in Europe’s public health history and in the efforts to eliminate malaria globally. I applaud this achievement as the result of strong political commitment from European leaders with WHO support”, says Dr Zsuzsanna Jakab, WHO Regional Director for Europe. “This is not only the time to celebrate our success but is also the opportunity to firmly maintain the malaria-free status we have laboriously attained. Until malaria is eradicated globally, people travelling to and from malaria-endemic countries can import the disease to Europe, and we have to keep up the good work to prevent its reintroduction”.

The path towards malaria elimination: from Tashkent to the Regional Strategy
The 2005 Tashkent Declaration “The Move from Malaria Control to Elimination”, endorsed by malaria-affected countries in the Region, was a turning-point in achieving a malaria-free Europe. The Declaration led the way to the new Regional Strategy 2006–2015, which guided affected European countries to reduce the number of indigenous malaria cases to zero.

This achievement was made possible through a combination of strong political commitment, heightened detection and surveillance of malaria cases, integrated strategies for mosquito control with community involvement, cross-border collaboration and communication to people at risk. When a country has zero locally acquired malaria cases for at least three consecutive years, it is eligible for official certification of malaria elimination by WHO.

Avoiding malaria reintroduction: the Ashgabat high-level meeting
“The European Region has been declared malaria free on the basis of the present situation and the likelihood that elimination can be maintained. This means that we cannot afford to drop our guard on this disease”, concludes Dr Nedret Emiroglu, Director of Communicable Diseases and Health security, WHO Regional Office for Europe. “Experience shows that malaria can spread rapidly, and, if Europe’s countries are not vigilant and responsive, a single imported case can result in resurgence of malaria”.

On 21–22 July 2016, WHO will convene its first high-level meeting on prevention of malaria reintroduction, in Ashgabat, Turkmenistan. European countries at risk of malaria reintroduction will come together to prevent the return of malaria to the European Region through:

  • sustained political commitment,
  • strong vigilance to test and treat all malaria cases promptly;
  • understanding how malaria transmission could be reintroduced and the risk it poses and
  • immediate action if local malaria transmission resumes.
The meeting outcome will pave the way for preventing malaria from affecting Europe again.

Note to the editors
The WHO European Region comprises 53 countries, with a population of nearly 900 million, stretching from the Arctic Ocean in the north and the Mediterranean Sea in the south and from the Atlantic Ocean in the west to the Pacific Ocean in the east.

When a country asks WHO to certify its malaria-free status, after at least 3 consecutive years with zero locally acquired cases, the burden of proof of elimination falls on the country itself. Certification confirms that the country, at that point in time, has halted local transmission by Anopheles mosquitoes and that it has created an adequate system for preventing its re-establishment. The final decision to grant certification is made by the WHO Director-General. Countries are expected to continue reporting on an annual basis to WHO on the maintenance of their malaria-free status.

World Malaria Day is celebrated on 25 April each year around the world. The goal of the Day is to raise awareness about the burden of malaria worldwide and the status of malaria prevention and control efforts. This year’s theme “End malaria for good” reflects the vision of a malaria-free world set out in the "Global technical strategy for malaria 2016–2030".

Links

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *