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sabato 25 gennaio 2020

Salute: Antibiotico-resistenza: al via la campagna di sensibilizzazione targata Apoteca Natura

Antibiotico-resistenza: al via la campagna di sensibilizzazione targata Apoteca Natura

Da gennaio a febbraio le 610 farmacie del network Apoteca Natura in prima linea con la nuova campagna per i cittadini sull’utilizzo consapevole degli antibiotici.

• In Europa ogni anno oltre 33.000 decessi per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici.
• Con 10.000 morti all’anno l’Italia è prima in Europa per decessi da antibiotico-resistenza.
• Nel 2050 saranno 10 milioni le persone al mondo non più curabili con antibiotici.

Conoscere per capire. Comprendere per poter usare correttamente. La nuova campagna di sensibilizzazione promossa dalle farmacie del network di Apoteca Natura sul preoccupante fenomeno dell’antibiotico-resistenza punta sulla formazione e sull’empowerment del paziente.
Nei mesi di gennaio e febbraio i cittadini potranno recarsi in una delle 610 farmacie aderenti a questo network per ritirare un opuscolo gratuito studiato per spiegare cosa sono gli antibiotici, cos’è l’antibiotico-resistenza, i rischi connessi alla salute e le strategie che tutti i cittadini possono mettere in atto per contrastarla.

I materiali, sviluppati in collaborazione con la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (SIMG) e con l’Associazione medici per l’ambiente (ISDE), vogliono porre l’accento sulla necessità di un utilizzo consapevole degli antibiotici da parte di pazienti e caregiver, per evitare di indurre i “fenomeni di resistenza batterica”, cioè i casi in cui i batteri non sono più sensibili all’effetto delle molecole antibiotiche rendendo inefficaci le cure. L’acutizzarsi di questo fenomeno, infatti, può portare anche allo sviluppo dei cosiddetti “super batteri”, cioè specie batteriche resistenti a tutti gli antibiotici oggi conosciuti che potrebbero rappresentare una vera e propria minaccia per la salute globale.

Grazie alle informazioni contenute nell’opuscolo disponibile presso le farmacie di Apoteca Natura, i cittadini potranno imparare semplici regole per ridurre il rischio di indurre antibiotico-resistenze. Le strategie per arginare la diffusione delle resistenze batteriche partono dalla presa di coscienza di questo pericoloso fenomeno e delle sue gravi conseguenze per la salute propria e della collettività. Nella pratica quotidiana, ciò si traduce in semplici accorgimenti da tenere a mente: rispettare le dosi, gli intervalli tra una dose e l’altra e la durata della terapia prescritta dal proprio medico ed evitare l’autoprescrizione.Senza dimenticare di smaltire correttamente le confezioni, utilizzando gli appositi contenitori di raccolta presenti presso le farmacie, evitando così la dispersione nell’ambiente.  Alcune buone pratiche devono essere seguite anche dal personale sanitario. Tra queste, evitare di prescrivere sempre gli stessi tipi di antibiotico.
L’antibiotico-resistenza e le sue conseguenze
Per antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di resistere all’azione degli antibiotici, categoria di farmaci assai importanti per la salute. Dal momento della loro scoperta nel 1928 da parte dello scienziato britannico premio Nobel Alexander Fleming, hanno contribuito a contrastare la diffusione delle infezioni batteriche sia nell’uomo che in ambito veterinario. 
La resistenza batterica agli antibiotici è un problema che stadiventando una vera e propria emergenza di sanità pubblica che riguarda molti paesi occidentali e in particolare l’Italia. Da un’analisi condotta nel 2017 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) infatti è emerso come in Europa circa 33.000 decessi siano stati determinati dalle infezioni batteriche non più curabili con gli antibiotici, di questi circa 10.000 solo in Italia che guadagna il triste primato europeo per questo fenomeno.
L’emergenza legata all’antibiotico-resistenza è così rilevante che nel 2019 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ritenuto di annoverarla tra i dieci principali pericoli per la salute globale.
Di fatto, questo quadro in futuro potrebbe diventare ancora piùdrammatico, interessando potenzialmente tutti gli antibiotici e quasi tutte le specie batteriche. Sulla popolazione si stanno già registrando casi di inefficacia di molti farmaci antibiotici conseguenti a una crescente resistenza dei batteri. La preoccupazione più grande è che possano svilupparsi batteri resistenti a tutti gli antibiotici disponibili. Nel nostro paese sono già stati segnalati casi di resistenza pressoché totale. Se tale scenario dovesse realizzarsi, anche le infezioni comuni e le ferite leggere potrebbero tornare ad essere di nuovo una minaccia per la salute. Con conseguenze per l’uomo che è la stessa Oms a stimare: se non si pone rimedio a questo fenomeno, nel 2050 potrebberoessere 10 milioni i morti nel mondo dovuti a infezioni non più trattabili con gli antibiotici.

Le cause dell’antibiotico-resistenza
Negli ultimi anni antibiotici comunemente utilizzati per curare le infezioni batteriche, come la penicillina per la polmonite, sono divenuti meno efficaci a causa del loro uso eccessivo, di uno scorretto impiego da parte dei pazienti e dell’utilizzo massivo negli allevamenti animali. L’eccessivo uso degli antibiotici determina il rilascio di residui di questi medicinali nell’ambiente, dove si accumulano, contaminano l’acqua, il suolo e la vegetazione fino a rientrare nella catena alimentare e tornando all’uomo. Infatti dopo l’assunzione da parte di esseri umani e animali questi farmaci sono metabolizzati solo parzialmente e, pertanto, una considerevole quantità viene espulsa con urine e feci, inalterata o sotto forma di metaboliti attivi (sostanze ancora dotate di attività farmacologica). Raggiungendo falde acquifere, corsi d’acqua e terreni agricoli queste molecole sono destinate a rientrare nel ciclo alimentare e nel ciclo del vivente.  Anche nel caso in cui si riversino in acque destinate agli impianti di trattamento e depurazione, non sempre viene garantita la loro eliminazione in quanto molti di questi impianti non sono specificamente progettati per rimuoverle. A causa di questa continua immissione nell’ambiente, gli animali e l’uomo possono essere esposti cronicamente a concentrazioni rilevabili e biologicamente attive di complesse miscele di farmaci, che in associazione ad altre sostanze xenobiotiche (sostanze estranee all’organismo) creano una condizione complessa che rende difficile prevedere quali possano essere gli effetti tossici. È in questo scenario di accumulo di antibiotici nell’ambiente che i batteri sviluppano la loro resistenza a tali farmaci.
Tuttavia l’antibiotico-resistenza è reversibile a condizione di un uso consapevole degli antibiotici. 
Ecco che in questo contesto l’attività proposta da Apoteca Natura si muove verso la sensibilizzazione e responsabilizzazione della Persona dando utili informazioni e consigli attraverso materiali presenti in farmacia. 
Recandosi in una delle farmacie Apoteca Natura si possono trovare consigli e informazioni utili. Le farmacie Apoteca Natura, nei mesi di gennaio e febbraio 2020, saranno infatti in prima linea per arginare questo fenomeno grazie a una nuova campagna di sensibilizzazione per un corretto uso degli antibiotici. 

Apoteca Natura è un Network internazionale di 1.000 farmacie, presenti in Italia, Spagna e Portogallo, capaci di ascoltare e guidare le persone nel proprio percorso di Salute Consapevole, grazie alla specializzazione sulle principali esigenze di cura e prevenzione, alla costante ricerca di una piena integrazione nella filiera sanitaria e all'accurata selezione dell’offerta con un particolare focus sui prodotti naturali. Al centro di questo percorso la Persona, il rispetto del suo organismo e dell’ambiente in cui vive. Apoteca Natura, il network di farmacie indipendenti specializzate nella promozione di una salute consapevole ha ottenuto la certificazione B Corp e si afferma prima rete di farmacie benefit al mondo.

Salute e Vaping: campagna OMS su e-cig, Fontem Ventures esprime disappunto


DISAPPUNTO PER LA DISINFORMAZIONE GENERATA DALL’OMS SUL VAPING

Amsterdam, 25 gennaio 2020 - Per Fontem Ventures, azienda olandese proprietaria del marchio di sigarette elettroniche blu®, la campagna lanciata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relativa alle sigarette elettroniche pubblicata il 21 gennaio scorso, contiene una serie di affermazioni fuorvianti ed erronee, oltre ad ignorare le numerose evidenze scientifiche a sostegno del continuo contributo della categoria alla riduzione del consumo e dei danni provocati dal tabacco.

Tra le altre dichiarazioni, la campagna lanciata su Twitter:
• erroneamente lascia intendere che esista un reale dibattito sui pericoli del vaping rispetto al fumo;
• erroneamente attribuisce i casi di malattia e morte negli USA (la cosiddetta EVALI) all’utilizzo di prodotti contenenti nicotina;
• erroneamente suggerisce che il vaping sia pericoloso per gli astanti, nonostante le schiaccianti prove scientifiche dimostrino il contrario;
• erroneamente afferma che i liquidi per sigarette elettroniche siano “altamente infiammabili”.

Ross Parker, Director of Corporate & Legal Affairs di Fontem Ventures, dichiara: “È sconcertante e deludente che l'OMS abbia suggerito che il vaping potrebbe essere più dannoso del fumo, data la sua influenza e reputazione significative in materia di salute pubblica. Ciò è inutile nella migliore delle ipotesi - e, nella peggiore, rappresenta un allontanamento dai suoi stessi doveri - sia nei confronti deifumatori adulti che del grande pubblico che meritano di essere accuratamente informati sui rischi relativi a questi comportamenti”.

L’Articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control (FCTC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il controllo del tabacco come “un insieme di strategie di offerta, riduzione della domanda e del danno che mirano a migliorare la salute della popolazione eliminando o riducendo il consumo di prodotti del tabacco e l'esposizione al fumo”.

I prodotti per il vaping non contengono tabacco [1] e studi scientifici peer-reviewed [2] suggeriscono che il passaggio al vaping dalle sigarette tradizionali riduce sostanzialmente l'esposizione alle sostanze tossiche nocive [3] presenti nel fumo di tabacco combustibile.


[1] https://www.blu.com/en/US/explore/explore-vaping/e-liquid/what-is-an-eliquid.html

[2] L’Articolo 14 del Framework Convention on Tobacco Control dell'OMS afferma che “ciascuna Parte deve sviluppare e diffondere linee guida appropriate, complete e integrate basate su prove scientifiche e migliori pratiche, tenendo conto delle circostanze e delle priorità nazionali e adottando misure efficaci per promuovere la cessazione dell'uso del tabacco e un trattamento adeguato per la dipendenza da tabacco”. Il corpus di prove scientifiche a supporto del potenziale di riduzione del danno delvaping è ora significativo e un utile sommario può essere rintracciato a questo link: https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/457102/Ecigarettes_an_evidence_update_A_report_commissioned_by_Public_Health_England_FINAL.pdf

[3] https://gfn.net.co/archive/downloads/2018/POSTERS/Grant%20O’Connell%20(POSTER%20II).pdf


lunedì 20 gennaio 2020

I bambini nati grazie alla PMA sono più cagionevoli: una credenza errata da sfatare

Eugin-Antonio-La-Marca

I BAMBINI NATI GRAZIE AI TRATTAMENTI DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA SONO PIU’ CAGIONEVOLI: UNA CREDENZA ERRATA E DA SFATARE

I problemi di salute dei bambini nati da procreazione medicalmente assistita (PMA) dipendono da fattori non direttamente connessi ai trattamenti, come, ad esempio, la volontà di alcune cliniche di ottenere a tutti i costi tassi di successo superiori alla media .

È stato ipotizzato, in numerose occasioni, che la procreazione medicalmente assistita possa influenzare negativamente la salute del bambino. In realtà, lo stato di salute perinatale dei bambini nati da trattamenti di PMA non differisce da quello riscontrato nei bambini nati con concepimento spontaneo. I possibili problemi di salute del bambino, nato da procreazione medicalmente assistita, dipendono da fattori non strettamente legati ai trattamenti.

PMA eterologa con donatore di sperma e salute del bambino
Uno dei fattori che viene erroneamente collegato ai problemi di salute del nascituro è la gravidanza ottenuta con l'uso di spermatozoi da donatore, associata a un rischio di nascita prematura e di neonati sottopeso.
La prematurità è una malattia grave, che può portare a lievi ritardi intellettivi, a disabilità anche gravi e ad aumentare il rischio di insorgenza di alcune condizioni croniche come, ad esempio, l’asma per un mancato sviluppo polmonare completo del bambino nel grembo materno. Nei casi più gravi, la nascita prematura può portare alla morte perinatale.  Uno studio[1] ha però dimostrato che non vi è alcun collegamento tra esiti perinatali avversi e il concepimento con sperma di donatore: le condizioni di salute dei bambini risultano infatti paragonabili a quelle riscontrate nei nati con sperma del partner.

Gravidanze gemellari e salute dei bambini
La gravidanza multipla - insieme all’iperstimolazione ovarica - è tra le complicazioni più gravi legate ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita. La maggior parte delle coppie che si sottopongono a tecniche di PMA vedono la gravidanza multipla come un’occasione favorevole, senza prendere in considerazione le numerose complicazioni ad essa associate, che possono compromettere la possibilità di nascita di un neonato sano, che è l’unico obbiettivo delle PMA. Il problema più grave delle gravidanze gemellari, per importanza e frequenza di casi, è il parto prematuro: nelle gravidanze gemellari la prematurità si presenta nella metà dei casi, mentre nei casi di parti plurigemellari – 3 gemelli ad esempio - la gravidanza termina prima della 37°


[1] 2018, “Perinatal outcomes following IVF with use of donor versus partner sperm” - Mohan Shashikant Kamath a, *, Belavendra Antonisamy a, Hepsy Y Selliah a, Antonio La Marca b, Sesh Kamal Sunkara c
a Christian Medical College, Vellore, India
b University of Modena and Reggio Emilia, Modena, Italy
c Queen’s Hospital, Barking Havering Redbridge University Hospitals NHS Trust, Essex, UK
Mohan

venerdì 23 novembre 2018

Se ti svegli stanco è perché sei disidratato

Se ti svegli stanco è perché sei disidratato

Uno studio condotto dai ricercatori della Penn State University dimostra che se non ci si sente bene dopo una notte di poco sonno potrebbe essere colpa della disidratazione

La disidratazione influisce negativamente su molti sistemi e funzioni del corpo, inclusi l'umore, la performance fisica, le funzioni cognitive e molto altro. La disidratazione a lungo termine o cronica può portare a problemi più seri, come un rischio maggiore di infezioni del tratto urinario e calcoli renali. Ora un nuovo studio, condotto dai ricercatori della Penn State University, dimostra che se non ci si sente bene dopo una notte di poco sonno potrebbe essere colpa della disidratazione.

E' quanto riporta In a Bottle in un focus su idratazione e sonno.

Condotto su oltre 20.000 adulti americani e cinesi, analizzati per le loro abitudini legate al sonno e per campioni di urina, lo studio ha svelato che gli adulti che dormono solo 6 ore a notte, rispetto alle 8 ore consigliate, potrebbero avere una possibilità maggiore di essere disidratati. Quindi la stanchezza dopo una notte di poco sonno potrebbe essere dovuta anche alla disidratazione e non solo al sonno in sé.

La causa è stata collegata al modo in cui il sistema ormonale del corpo regola l'idratazione. L'ormone chiamato vasopressina viene rilasciato per aiutare a regolare lo stato di idratazione del corpo. È rilasciato nel corso di tutta la giornata ma anche durante la notte, aspetto su cui si sono concentrati i ricercatori. 

"La vasopressina è rilasciata più velocemente e più tardi durante il ciclo del sonno - ha spiegato Asher Rosinger, professore assistente di salute biocomportamentale e autore dello studio - Quindi, se vi svegliate prima, potreste perdere quella finestra in cui vengono rilasciate maggiori quantità dell'ormone, causando un'alterazione dell'idratazione del corpo. Se dormite solo 6 ore a notte, questo può influenzare il vostro stato di idratazione. Questo studio suggerisce che se non dormite abbastanza e se vi sentite male o stanchi il giorno successivo, è meglio bere acqua in più".


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sabato 20 ottobre 2018

Nonno Ascoltami! porta a Napoli gli screening uditivi e dell’equilibrio


"Nonno Ascoltami!" porta a Napoli gli screening uditivi e dell'equilibrio

Appuntamento domenica 21 ottobre in piazza Plebiscito

Arriva a Napoli la nona edizione di "Nonno Ascoltami! - L'ospedale in piazza", la campagna di screening gratuiti dell'udito, che quest'anno tocca 34 città in 16 regioni, promuovendo una nuova cultura della prevenzione su tutto il territorio nazionale.
Appuntamento domenica 21 ottobre, in piazza Plebiscito (Ansa San Carlo), dalle 10 alle 19. 

All'interno delle tende messe a disposizione dalla Croce Rossa, ci saranno il prof. Umberto Barillari (direttore Clinica Audiologia e Foniatria Università della Campania "L.Vanvitelli"), il prof. Ettore Cassandro (direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Università degli studi di Salerno), il dott. Antonio Della Volpe (direttore UOSD Impianti cocleari e Diagnostica audiologica, AORN Santobono-Pausilipon), il prof. Nicola Ferrara (direttore della Scuola di specializzazione in Geriatria "Università Federico II" - Napoli), il prof. Carlo Antonio Leone (direttore UOC Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale AO Specialistica dei Colli "Monaldi-Cotugno-CTO"), il prof. Elio Marciano (direttore cattedra di Audiologia e Foniatria "Università Federico II" - Napoli), il prof. Gaetano Motta (direttore ORL Università della Campania "L.Vanvitelli").
Sarà presente anche l'Assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta.
In piazza a Napoli una grande festa per tutta la famiglia, anche per i più piccoli, grazie alla collaborazione della Fondazione Sorrisi onlus.
Ma Nonno Ascoltami! non è solo prevenzione dei disturbi udito. Da quest'anno infatti prende il via lo screening contro i disturbi dell'equilibrio.
In alcune piazze pilota, tra cui Napoli oltre ai controlli dell'udito sarà possibile effettuare un esame vestibolare per identificare il rischio di patologie labirintiche che, insieme ad altre condizioni cliniche, possano portare al rischio di cadute.
Nel 20% delle persone anziane è presente una disfunzione vestibolare, spesso misconosciuta, la cui identificazione precoce riduce tale rischio. Si ricorda che ogni anno cade il 30% delle persone di età superiore ai 65 anni e il 50% delle persone over 80.
«Il 20-30% di coloro che cadono riducono la loro mobilità ed indipendenza e hanno un aumento del rischio di morte prematura - spiega il professor Ettore Cassandro, promotore del progetto -. Le cadute sono il risultato di una complessa interazione di fattori di rischio: cercare di individuarne i principali, anche in persone in età molto avanzata, e correggerli, aiuta a prevenirle».
Negli anni, "Nonno Ascoltami!" si è distinto come un vero e proprio momento di festa per tutta la famiglia: oltre ai controlli dell'udito, infatti, in piazza ci saranno associazioni sportive e ludiche per una giornata di giochi, sport e divertimento per tutte le fasce di età, con attività e consigli dedicati alla salute.
Quest'anno "Nonno Ascoltami" 2018 ha un testimonial d'eccezione, l'attore Lino Banfi, già promotore dello slogan avete afferrèto? pensato per incoraggiare i più giovani a non trascurare il proprio udito.
L'evento a livello nazionale, è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero della Salute ed è realizzato con il supporto dell'OMS. La tappa di Napoli è realizzata grazie al sostegno del partner tecnico Audika Centri Acustici.

giovedì 11 ottobre 2018

L’ALCOL FA MOLTO PIÙ MALE DI QUANTO SI PENSI

OSSERVATORIO NUTRIZIONALE: I DANNI DELL'ALCOL ALLA SALUTE

Gli esperti dell'Osservatorio Grana Padano evidenziano i rischi dell'alcol soprattutto nei ragazzi sotto i 21 anni

(Desenzano del Garda, Brescia, 11 ottobre 2018) - Nel mondo 1 persona su 3 consuma regolarmente bevande alcoliche (pari a 2,4 miliardi di persone, delle quali 1 miliardo e mezzo uomini e 900 milioni donne): questo il risultato di un recente studio, pubblicato ad agosto sulla rivista scientifica Lancet, che ha esaminato 694 studi sul consumo di alcol nel mondo e valutato i rischi per la salute associati al consumo di bevande alcoliche in 195 nazioni. Dallo studio emerge che il consumo di una bevanda alcolica al giorno (10 g di alcol) aumenta dello 0,5% il rischio di sviluppare problemi di salute e del 7% in chi ne consuma due.

Gli esperti dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano hanno intervistato 6250 adulti italiani indagando l'abitudine all'utilizzo di alcolici, soprattutto nei ragazzi maggiorenni con età inferiore ai 21 anni. Dallo studio dell'Osservatorio è emerso che il 74% degli intervistati utilizza alcolici e, mediamente, consuma circa 10,2 g di alcol al giorno (14,2 g gli uomini e 6,3 g le donne). Il 26% degli intervistati ha l'abitudine di consumare un aperitivo la settimana e di solito l'alcol è accompagnato da un buffet (21%). L'abitudine all'aperitivo è prevalentemente dei giovani, infatti, il 45% degli intervistati sotto i 21 anni riferisce di farlo almeno 1 volta a settimana, e il 62% dei giovani riferisce di recarsi al bar o al pub dopo cena una volta a settimana.

Se si considera l'utilizzo di vino, il 30% degli intervistati dichiara di berne quotidianamente circa un bicchiere e il 20% dei ragazzi inizia a utilizzarlo prima dei 21 anni. La quantità di vino che bevono gli adulti intervistati corrisponde al consumo di riferimento standard dei LARN, lontana quindi da implicazioni sulla salute. Però, il campione dello studio mette in evidenza che l'utilizzo dell'alcol nel nostro Paese è precoce, si stima che i due terzi dei "bevitori" adulti inizi a utilizzare alcolici prima dei 21 anni e a rischio sono prevalentemente i maschi. 

"L'utilizzo dell'alcool è un fattore di rischio per moltissime patologie – ha spiegato la dott.ssa Michela Barichella, Presidente di Brain and Malnutrition Association e membro del Comitato scientifico Osservatorio nutrizionale Grana Padano - e può compromettere la 'maturazione' del cervello, soprattutto in quelle aree coinvolte nel controllo degli impulsi. In adolescenza la maturazione del cervello non è completa, vi sono aree come quella limbica che matura dopo i 20 anni. Ecco perché in alcuni Paesi, per esempio negli Stati Uniti, si pone il divieto di utilizzo degli alcolici sotto i 21 anni".

I danni dell'alcol non sono solo per il cervello, ma per tanti altri organi: è un fattore di rischio per molti tumori (fegato, cavo orale, gola, ecc.), l'organo maggiormente colpito è il fegato, ma risente dell'effetto tossico dell'alcol anche l'apparato cardiovascolare e gastrointestinale. Inoltre, chi abusa di alcol è più soggetto a ipertensione, ictus e cardiopatie. L'alcolismo causa malnutrizione, ma anche alterazioni della sessualità, diminuzione della libido, infertilità e impotenza, obesità.

GLI ESPERTI DELL'OSSERVATORIO GRANA PADANO HANNO EVIDENZIATO DIECI IMPORTANTI MOTIVI PER NON ABUSARE DELL'ALCOL:

  1. L'abuso di alcol crea dipendenza ed è paragonabile alle sostanze stupefacenti;
  2. L'alcol è cancerogeno e crea danni d'organo come la cirrosi epatica;
  3. Indebolisce il sistema immunitario e dà una maggiore sensibilità alle infezioni;
  4. Riduce l'assorbimento delle vitamine A, D ed E;
  5. Causa malnutrizione e alterazioni del peso corporeo;
  6. Modifica la produzione di ormoni, ha un'azione negativa sulla fertilità e non favorisce le prestazioni sessuali;
  7. In gravidanza può creare problemi al feto e al nascituro;
  8. Può interferire con le terapie farmacologiche in atto;
  9. Altera le funzioni cognitive ed è un fattore di rischio per il decadimento cognitivo;
  10. Altera l'attenzione, riduce i tempi di reazione e causa sonnolenza, per questo motivo l'alcol non va assunto se si guida.

martedì 9 ottobre 2018

Aideco: grande successo per l’annuale kermesse di incontri e approfondimenti sul tema della salute della pelle

AIDECO: grande successo per l'annuale kermesse di incontri e approfondimenti sul tema della salute della pelle
Terapie innovative per dermatite, allergie cutanee e alterazioni perioculari, tra i tantissimi temi affrontati con i giovani cosmetologi e dermatologi del futuro 

 
Grande successo per l'XI Convegno dell'Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia, che ha visto riunirsi a Roma il 4 e 5 ottobre scorsi oltre 350 partecipanti.  I maggiori esperti nel settore dermatologico e cosmetologico provenienti da tutta Italia, hanno dibattuto di fronte ad una platea di giovani studenti laureati e laureandi in cosmetologia e dermatologia. A fare gli onori di casa è stato il presidente di AIDECO, il Prof. Leonardo Celleno, che ha accolto i suoi ospiti nella splendida cornice del The Church Palace di Roma.

Tantissimi gli argomenti che sono stati affrontati dal tema dell'innovazione ai nuovi farmaci alle allergie cutanee, alterazioni perioculari fino all'eco-sostenibilità dei prodotti in commercio. Tante anche le aziende che hanno partecipato al convegno per presentare le ultime novità in campo cosmetologico, proponendo prodotti altamente tecnologici per la bellezza ed il benessere della pelle.

Nuovi farmaci in "pipeline" per la cura delle dermatiti
Un focus molto importante è stato quello sui nuovi farmaci in "pipeline". Durante l'intervento, l'attenzione si è concentrata in particolar modo su patologie, quali la psoriasi, la dermatite atopica, il melanoma e altri tumori della pelle, perché sono quelle in cui la ricerca si è maggiormente concentrata. Sono numerosi i farmaci in via di sviluppo nel settore dermatologico, sia biologici che non. Uno di questi è il dupilumab, da poco disponibile per la cura della dermatite atopica negli adulti ed risultato molto efficace nel trattamento. Per la psoriasi, importanti novità arrivano dal campo delle terapie topiche.

Unghie e cosmetici. Reazioni allergiche e dermatiti da contatto
L'Osservatorio Allergologico ha posto attenzione sulla dermatite allergica da contatto (DAC), sull'allergia al nichel e nuovi allergeni. In particolare è emerso che alcuni prodotti cosmetici, come i fito-estratti, causano reazioni allergiche, ancora sottostimate, con necessità di un'anamnesi molto attenta, oltre che maggiore analisi in generale degli ingredienti fitoderivati. Larga attenzione è stata data a due tipi di acrilati presenti nei prodotti per unghie e che studi recenti hanno individuato come causa della DAC, soprattutto tra gli operatori del settore. Il nichel da sempre è conosciuto come elemento scatenante di allergie; in questa sede si è analizzato in particolar modo il legame tra questa sostanza e l'alimentazione, considerato che molti cibi lo contengono e causano reazioni allergiche.

Integratori alimentari e pelle
Rimanendo sul tema alimentare, grande spazio è stato dato al rapporto tra integratori e benessere della pelle. Una categoria quella degli integratori che negli ultimi anni è cresciuta molto e non ha risentito della crisi, raggiungendo un valore di mercato di circa 3 milioni di euro, solo in Italia. Un'attenzione particolare è stata data poi alla questione legislativa, in quanto gli integratori vengono ritenuti alimenti "particolari". In Europa esiste, infatti, una normativa specifica, che è stata attuata anche in Italia. Un problema che riguarda il Bel Paese, è che la messa in commercio degli integratori è subordinata alla procedura di notifica dell'etichetta di ogni singolo prodotto al Ministero della Salute.

I Corsi e i crediti ECM
Uno degli aspetti più importanti del Convegno è la possibilità per medici, farmacisti ed infermieri, oltre che aggiornarsi su alcuni temi specifici, anche di ottenere crediti ECM.
La mattina del 4 ottobre si è tenuto il 9° corso di aggiornamento in Cosmetologia e durante i due giorni di convegno è stato possibile partecipare, oltre che alla sessione plenaria, a tre corsi di approfondimento, dedicati alla dermatologia pediatrica, al trattamento dell'invecchiamento cutaneo e alla laserterapia, che hanno fornito ai partecipanti conoscenze non solo teoriche ma anche pratiche sui temi trattati. Tutto questo per preparare i dermatologi e cosmetologi del futuro.

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In Italia allarme obesità e denutrizione infantile. IN ITALIA, 1 MILIONE 300 MILA MINORI A RISCHIO DENUTRIZIONE, MENTRE 1 SU 3 E' OBESO O IN SOVRAPPESO: HELPCODE ITALIA ONLUS E OSPEDALE GASLINI LANCIANO LA CAMPAGNA "C'ERA UNA VOLTA LA CENA" CONTRO LA MALNUTRIZIONE INFANTILE


SALUTE ALIMENTARE INFANTILE:  IN ITALIA, 1 MILIONE 300 MILA MINORI A RISCHIO DENUTRIZIONE NELLE FAMIGLIE IN POVERTÀ.

HELPCODE, INSIEME AL GASLINI, LANCIA LA CAMPAGNA "C'ERA UNA VOLTA LA CENA". 
Anche in Italia, la malnutrizione infantile rappresenta oggi un fenomeno sempre più diffuso e paradossale: da un lato, ci sono quasi 1 milione e 300 mila minori a rischio denutrizione;  dall'altro, 1 bambino su 3 risulta obeso o in sovrappeso.

Garantire un'alimentazione adeguata ai bambini delle famiglie in povertà e fornire supporto medico per monitorarne lo stato di salute è l'obiettivo principale della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da Helpcode, insieme all'Ospedale Gaslini di Genova.

Nel nostro Paese, sono quasi 1 milione e 300 mila i minori[1] che vivono in condizioni di povertà assoluta non riuscendo ad alimentarsi in modo adeguato. E la malnutrizione infantile apre la strada - contrariamente a quanto si pensi - all'obesità: infatti, 1 bambino su 3 in Italia è in sovrappeso o obeso a causa di abitudini alimentari non corrette e uno stile di vita sedentario.


È questa l'allarmante fotografia sul fenomeno della malnutrizione infantile presentata in occasione della "Giornata mondiale contro l'Obesità" (11 ottobre 2018) da Helpcode Italia Onlus - organizzazione no profit che lavora in Italia e nel mondo dal 1988 per garantire ad ogni bambino e bambina un'alimentazione adeguata, un'istruzione di qualità e cure in caso di malattie - attraverso il 1° Report sulla Salute Alimentare Infantile, realizzato in collaborazione con l'Istituto Giannina Gaslini di Genova, e il lancio della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi "C'era una volta la cena".

La malnutrizione infantile – che sta acquisendo una portata sempre maggiore anche in Italia – rappresenta, infatti, uno dei maggiori problemi di salute pubblica nel mondo; si tratta di un fenomeno complesso, che presenta due facce: da un lato, quella della denutrizione (nel mondo si contano circa 51 milioni di bambini gravemente denutriti[2]) e dall'altro, quella dell'obesità (negli ultimi 40 anni, il numero dei bambini e adolescenti obesi – tra i 5 e i 19 anni di età - è più che decuplicato, passando da 11 a 124 milioni[3]).

"Denutrizione e obesità non sono condizioni tra loro estranee – dichiara Giorgio Zagami, Presidente di Helpcode Italia Onlus. "È molto probabile che una persona obesa ha mangiato male nella sua infanzia. È quindi fondamentale lavorare con i bambini fin da tenera età e con le donne durante la gravidanza. Per questo vogliamo accompagnare le famiglie, soprattutto quelle che si trovano in condizioni di difficoltà economica, per aiutarle a far mangiare bene i propri figli. Il nostro progetto, C'era una volta la cena, ha l'obiettivo di prevenire ed eliminare la malnutrizione infantile attraverso aiuti concreti e una maggiore educazione alimentare. Il progetto, grazie all'utilizzo dei nuovi media si rivolge alle famiglie, alle scuole, ai decision makers e a tutte le componenti della società. Non vogliamo solo dare consigli e aiuti ma vogliamo iniziare un dialogo diretto e costruttivo perché siamo convinti che comprendere sia un buon inizio per risolvere. Infine, come accade per tutti i progetti di Helpcode, abbiamo previsto un'attività di monitoraggio sull'efficacia dell'azione e sull'utilizzo dei fondi" .

POVERTA' EDUCATIVA + POVERTA' ECONOMICA = POVERTA' ALIMENTARE

Tanto nei paesi ricchi quanto in quelli a basso reddito, il meccanismo alla base della correlazione tra povertà economica e obesità appare ormai consolidato: quando le risorse per il cibo scarseggiano e diminuiscono i mezzi per accedere a un'alimentazione sana, ci si affida ad alimenti meno salutari che possono portare a sovrappeso e obesità. Di fatto, la malnutrizione porta - contrariamente a quanto si pensi - all'obesità, che non è mai sintomo di opulenza, ma di dieta contrassegnata da un consumo preoccupante di junk food, cibo spazzatura, bevande dolci e gassate, alimenti con scarsi nutrienti e alto livello calorico.

"L'obesità nel mondo sta aumentando a ritmi allarmanti ed è ormai universalmente riconosciuta come una patologia, per la cui cura non esiste una risposta farmacologica, ma si rende necessario un investimento culturale in chiave preventiva – sostiene Helpcode Italia. "Inoltre, se vogliamo raggiungere l'obiettivo 'zero fame' entro il 2030 serve un deciso cambio di rotta: le cause della malnutrizione infantile, di fatto, non sono da ricercare solo nella mancanza di risorse economiche, ma anche nella diffusa carenza di una cultura dell'alimentazione".

ITALIA AI PRIMI POSTI IN EUROPA PER TASSI DI OBESITA'

Oggi, in Italia,1 bambino su 3 risulta obeso o sovrappeso[4] e il nostro Paese, malgrado i miglioramenti registrati negli ultimi 10 anni, si colloca al secondo posto in Europa per diffusione dell'obesità infantile tra i maschi (21%) e al quarto per obesità infantile femminile (14%)[5].
Scendendo nel dettaglio, in Italia il 21,3% dei bambini è in sovrappeso e il 9,3% risulta obeso. Le cause di questi fenomeni sono da ricercare nelle abitudini alimentari non corrette e nei comportamenti sedentari adottati (in particolare, l'8% dei bambini salta la prima colazione; il 33% consuma una colazione non adeguata e il 36% assume ogni giorno bevande zuccherate e/o gassate). L'impatto di tutto ciò sul Sistema Sanitario nazionale è stimato in 4,5 miliardi di euro all'anno.

Secondo i dati dell'OMS, è proprio la malnutrizione corresponsabile di oltre 3 milioni (pari al 45%) di tutte le morti infantili sotto i 5 anni; inoltre, i bambini e gli adolescenti affetti da obesità e sovrappeso sono esposti fin da piccoli a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell'apparato digerente e di carattere psicologico.
Obesità e sovrappeso diventano anche fattori di rischio per le principali malattie croniche che si sviluppano in età adulta. Infatti, chi è obeso in età infantile, lo è spesso anche da adulto; aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all'infarto) e condizioni di alterato metabolismo (come il diabete di tipo 2 o l'ipercolesterolemia). Conseguenza di ciò è che, nella sola Unione Europea, 2,8 milioni di morti all'anno sono dovute a cause associate con il sovrappeso e l'obesità[6].

contro LA MALNUTRIZIONE infantile: al via la campagna "c'era una volta la cena"

Offrire assistenza concreta ai bambini a rischio malnutrizione a causa del disagio economico delle loro famiglie è la finalità principale della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi "C'era una volta la cena", che Helpcode ha realizzato in collaborazione con l'Ospedale Gaslini di Genova.
La campagna, ai nastri di partenza, ha l'obiettivo di finanziare un progetto di "Assistenza ed Educazione Alimentare", tramite un programma di "Cash and Voucher", per garantire ai bambini bisognosi i mezzi per una sana e corretta alimentazione: ogni famiglia assistita riceverà, infatti, un codice che la collegherà a un supermercato, all'interno del quale verrà preselezionata una lista di prodotti salutari e idonei alla composizione familiare, selezionati dai nutrizionisti dell'Ospedale Gaslini. Le famiglie beneficiarie potranno recarsi nei supermercati convenzionati, scegliere gli alimenti necessari al proprio fabbisogno e, per pagare, presentare il codice ricevuto da Helpcode.

Helpcode opererà, inoltre, anche nelle scuole tramite laboratori educativi, formazione del personale, diffusione di strumenti informativi (libri, giochi, applicazioni) per promuovere una corretta educazione alimentare e prevenire la malnutrizione.


[1] "Rapporto sulla povertà in Italia" - Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), giugno 2018.
[2] Rapporto FAO, SOFI 2017 - The State of Food Security and Nutrition in the World.
[3] Report OMS e Imperial College di Londra, dati 2016.
[4] Rapporto 2016 "Okkio alla Salute", promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). I dati sono stati raccolti su un campione nazionale di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori.
[5] Report COSI  "Childhood Obesity Surveillance Initiative" , dati 2015- 2017.
[6] Global Status Report on Non-Communicable Diseases 2010, World Health Organization.


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