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martedì 9 ottobre 2018

In Italia allarme obesità e denutrizione infantile. IN ITALIA, 1 MILIONE 300 MILA MINORI A RISCHIO DENUTRIZIONE, MENTRE 1 SU 3 E' OBESO O IN SOVRAPPESO: HELPCODE ITALIA ONLUS E OSPEDALE GASLINI LANCIANO LA CAMPAGNA "C'ERA UNA VOLTA LA CENA" CONTRO LA MALNUTRIZIONE INFANTILE


SALUTE ALIMENTARE INFANTILE:  IN ITALIA, 1 MILIONE 300 MILA MINORI A RISCHIO DENUTRIZIONE NELLE FAMIGLIE IN POVERTÀ.

HELPCODE, INSIEME AL GASLINI, LANCIA LA CAMPAGNA "C'ERA UNA VOLTA LA CENA". 
Anche in Italia, la malnutrizione infantile rappresenta oggi un fenomeno sempre più diffuso e paradossale: da un lato, ci sono quasi 1 milione e 300 mila minori a rischio denutrizione;  dall'altro, 1 bambino su 3 risulta obeso o in sovrappeso.

Garantire un'alimentazione adeguata ai bambini delle famiglie in povertà e fornire supporto medico per monitorarne lo stato di salute è l'obiettivo principale della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da Helpcode, insieme all'Ospedale Gaslini di Genova.

Nel nostro Paese, sono quasi 1 milione e 300 mila i minori[1] che vivono in condizioni di povertà assoluta non riuscendo ad alimentarsi in modo adeguato. E la malnutrizione infantile apre la strada - contrariamente a quanto si pensi - all'obesità: infatti, 1 bambino su 3 in Italia è in sovrappeso o obeso a causa di abitudini alimentari non corrette e uno stile di vita sedentario.


È questa l'allarmante fotografia sul fenomeno della malnutrizione infantile presentata in occasione della "Giornata mondiale contro l'Obesità" (11 ottobre 2018) da Helpcode Italia Onlus - organizzazione no profit che lavora in Italia e nel mondo dal 1988 per garantire ad ogni bambino e bambina un'alimentazione adeguata, un'istruzione di qualità e cure in caso di malattie - attraverso il 1° Report sulla Salute Alimentare Infantile, realizzato in collaborazione con l'Istituto Giannina Gaslini di Genova, e il lancio della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi "C'era una volta la cena".

La malnutrizione infantile – che sta acquisendo una portata sempre maggiore anche in Italia – rappresenta, infatti, uno dei maggiori problemi di salute pubblica nel mondo; si tratta di un fenomeno complesso, che presenta due facce: da un lato, quella della denutrizione (nel mondo si contano circa 51 milioni di bambini gravemente denutriti[2]) e dall'altro, quella dell'obesità (negli ultimi 40 anni, il numero dei bambini e adolescenti obesi – tra i 5 e i 19 anni di età - è più che decuplicato, passando da 11 a 124 milioni[3]).

"Denutrizione e obesità non sono condizioni tra loro estranee – dichiara Giorgio Zagami, Presidente di Helpcode Italia Onlus. "È molto probabile che una persona obesa ha mangiato male nella sua infanzia. È quindi fondamentale lavorare con i bambini fin da tenera età e con le donne durante la gravidanza. Per questo vogliamo accompagnare le famiglie, soprattutto quelle che si trovano in condizioni di difficoltà economica, per aiutarle a far mangiare bene i propri figli. Il nostro progetto, C'era una volta la cena, ha l'obiettivo di prevenire ed eliminare la malnutrizione infantile attraverso aiuti concreti e una maggiore educazione alimentare. Il progetto, grazie all'utilizzo dei nuovi media si rivolge alle famiglie, alle scuole, ai decision makers e a tutte le componenti della società. Non vogliamo solo dare consigli e aiuti ma vogliamo iniziare un dialogo diretto e costruttivo perché siamo convinti che comprendere sia un buon inizio per risolvere. Infine, come accade per tutti i progetti di Helpcode, abbiamo previsto un'attività di monitoraggio sull'efficacia dell'azione e sull'utilizzo dei fondi" .

POVERTA' EDUCATIVA + POVERTA' ECONOMICA = POVERTA' ALIMENTARE

Tanto nei paesi ricchi quanto in quelli a basso reddito, il meccanismo alla base della correlazione tra povertà economica e obesità appare ormai consolidato: quando le risorse per il cibo scarseggiano e diminuiscono i mezzi per accedere a un'alimentazione sana, ci si affida ad alimenti meno salutari che possono portare a sovrappeso e obesità. Di fatto, la malnutrizione porta - contrariamente a quanto si pensi - all'obesità, che non è mai sintomo di opulenza, ma di dieta contrassegnata da un consumo preoccupante di junk food, cibo spazzatura, bevande dolci e gassate, alimenti con scarsi nutrienti e alto livello calorico.

"L'obesità nel mondo sta aumentando a ritmi allarmanti ed è ormai universalmente riconosciuta come una patologia, per la cui cura non esiste una risposta farmacologica, ma si rende necessario un investimento culturale in chiave preventiva – sostiene Helpcode Italia. "Inoltre, se vogliamo raggiungere l'obiettivo 'zero fame' entro il 2030 serve un deciso cambio di rotta: le cause della malnutrizione infantile, di fatto, non sono da ricercare solo nella mancanza di risorse economiche, ma anche nella diffusa carenza di una cultura dell'alimentazione".

ITALIA AI PRIMI POSTI IN EUROPA PER TASSI DI OBESITA'

Oggi, in Italia,1 bambino su 3 risulta obeso o sovrappeso[4] e il nostro Paese, malgrado i miglioramenti registrati negli ultimi 10 anni, si colloca al secondo posto in Europa per diffusione dell'obesità infantile tra i maschi (21%) e al quarto per obesità infantile femminile (14%)[5].
Scendendo nel dettaglio, in Italia il 21,3% dei bambini è in sovrappeso e il 9,3% risulta obeso. Le cause di questi fenomeni sono da ricercare nelle abitudini alimentari non corrette e nei comportamenti sedentari adottati (in particolare, l'8% dei bambini salta la prima colazione; il 33% consuma una colazione non adeguata e il 36% assume ogni giorno bevande zuccherate e/o gassate). L'impatto di tutto ciò sul Sistema Sanitario nazionale è stimato in 4,5 miliardi di euro all'anno.

Secondo i dati dell'OMS, è proprio la malnutrizione corresponsabile di oltre 3 milioni (pari al 45%) di tutte le morti infantili sotto i 5 anni; inoltre, i bambini e gli adolescenti affetti da obesità e sovrappeso sono esposti fin da piccoli a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell'apparato digerente e di carattere psicologico.
Obesità e sovrappeso diventano anche fattori di rischio per le principali malattie croniche che si sviluppano in età adulta. Infatti, chi è obeso in età infantile, lo è spesso anche da adulto; aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all'infarto) e condizioni di alterato metabolismo (come il diabete di tipo 2 o l'ipercolesterolemia). Conseguenza di ciò è che, nella sola Unione Europea, 2,8 milioni di morti all'anno sono dovute a cause associate con il sovrappeso e l'obesità[6].

contro LA MALNUTRIZIONE infantile: al via la campagna "c'era una volta la cena"

Offrire assistenza concreta ai bambini a rischio malnutrizione a causa del disagio economico delle loro famiglie è la finalità principale della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi "C'era una volta la cena", che Helpcode ha realizzato in collaborazione con l'Ospedale Gaslini di Genova.
La campagna, ai nastri di partenza, ha l'obiettivo di finanziare un progetto di "Assistenza ed Educazione Alimentare", tramite un programma di "Cash and Voucher", per garantire ai bambini bisognosi i mezzi per una sana e corretta alimentazione: ogni famiglia assistita riceverà, infatti, un codice che la collegherà a un supermercato, all'interno del quale verrà preselezionata una lista di prodotti salutari e idonei alla composizione familiare, selezionati dai nutrizionisti dell'Ospedale Gaslini. Le famiglie beneficiarie potranno recarsi nei supermercati convenzionati, scegliere gli alimenti necessari al proprio fabbisogno e, per pagare, presentare il codice ricevuto da Helpcode.

Helpcode opererà, inoltre, anche nelle scuole tramite laboratori educativi, formazione del personale, diffusione di strumenti informativi (libri, giochi, applicazioni) per promuovere una corretta educazione alimentare e prevenire la malnutrizione.


[1] "Rapporto sulla povertà in Italia" - Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), giugno 2018.
[2] Rapporto FAO, SOFI 2017 - The State of Food Security and Nutrition in the World.
[3] Report OMS e Imperial College di Londra, dati 2016.
[4] Rapporto 2016 "Okkio alla Salute", promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). I dati sono stati raccolti su un campione nazionale di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori.
[5] Report COSI  "Childhood Obesity Surveillance Initiative" , dati 2015- 2017.
[6] Global Status Report on Non-Communicable Diseases 2010, World Health Organization.


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venerdì 25 maggio 2018

Alimentazione: mangiare meno carne. Il manifesto dei “Meatless lovers”

Il manifesto dei "Meatless lovers":
1. Il cibo deve essere buono, bello e vario perché mangiare è uno dei piaceri della vita. Esso deve essere dal gusto deciso e fruibile in ogni occasione della giornata, senza dimenticare che anche gli altri sensi vogliono la loro parte.
2. Hanno rispetto per ciò che mangiano. Il Meatless Lover sta attento a non sprecare quanto cucinato sia perché è un atto di inciviltà sia perché il tempo corre velocemente e non può essere perso, tanto più nella preparazione di pietanze che sono destinate a non essere consumate.
3. Sperimentare è un'opportunità, non un rischio, poiché il mondo vegetale offre un'infinità di combinazioni e sapori, provate anche dai migliori chef nazionali e internazionali. Per questo motivo sperimentano, associano e azzardano anche gusti impensabili, ma con ottimi risultati.
4. Spendono più tempo a tavola che in cucina, durante la settimana sono sempre divisi tra carriera, famiglia, amici, divertimento ed esperienze che li portano a conoscere il meglio del mondo e loro stessi. Da qui nasce la necessità di potersi affidare anche a prodotti già pronti al consumo ma ricchi di sapore e innovazione.
5. Sono trendy e open-minded, dato che essere "Meatless lovers" non deve essere inteso in modo restrittivo ma è uno stile di vita aperto alle novità, interessato,  pronto a scoprire cosa le cucine mondiali hanno da offrire ai loro palati.
6. La tavola rappresenta un momento per la socialità, perché il cibo è più buono se condiviso e rappresenta anche un momento di dialogo importante nella società di oggi veloce, intensa e proattiva.
7. Amano informarsi quotidianamente, studiano, si documentano, confrontano prodotti e si confrontano tra loro su come migliorare il loro stile di vita ma sempre in maniera attenta a ciò che accade attorno a loro.
8. Sono attenti al sociale: combattono per le loro cause, aiutano gli altri e sono sempre in prima linea per difendere le loro abitudini, non solo culinarie. Condividono il loro pensiero tramite social, blog e tweet. Comunicano anche attraverso la cucina.
9. Innovatori si nasce, cultori si diventa poiché sperimentano sempre nuovi piatti e altre culture creando ogni volta qualcosa di unico che può essere condiviso con gli altri tramite cene, blog, video e ricette online.
10. Sono degustatori, non riducono il pasto al semplice consumo ma lo vivono velocemente, intensamente ed in buona compagnia. Assaggiano di tutto ma sempre in linea con i loro principi e le loro aspirazioni.


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mercoledì 7 marzo 2018

STUDIO Studenti a tavola, gli italiani sono tra i più salutisti al mondo: 9 su 10 scelgono di mangiare sano

STUDENTI A TAVOLA, SVELATE LE ABITUDINI ALIMENTARI IN GIRO PER IL MONDO: GLI ITALIANI SONO TRA I PIÙ SALUTISTI IN ASSOLUTO

Un sondaggio internazionale condotta da Sodexo su oltre 4mila universitari ha rivelato che gli italiani sono secondi nella classifica degli studenti che mangiano più sano: quasi 9 su 10 (87%) scelgono quest'abitudine, battuti solo dai cinesi (90%). 

Gli italiani sono anche tra i meno disposti ad imparare a cucinare e a risparmiare saltando un pasto.

Se una volta la felicità era "un bicchiere di vino con un panino", oggi gli studenti italiani ammettono di preferire uno stile alimentare più salutista: addirittura l'87% dei giovani ha infatti sottolineato l'importanza di alimentarsi in maniera sana. Nello specifico il 61% mangia cibo sano ma senza farne un'imposizione, mentre per il 26% è un aspetto fondamentale della propria vita

La medaglia d'oro di questa speciale classifica va però ai cinesi (90%), mentre chiudono il podio a pari merito spagnoli e indiani (84%), seguiti da americani (80%) e inglesi (78%). 

Cifre confermate dalla percentuale di chi invece non si cura minimamente di ciò che mangia, ovvero solo l'1% degli italiani, contro il 4% dei britannici e il 3% degli statunitensi. Il 57% degli studenti italiani consuma il pranzo al sacco preparato a casa, contro il 46% di americani e inglesi, mentre il 35% lo fa all'interno dell'università, dato importante se raffrontato al 19% di iberici e indiani o al 6% dei cinesi. 

A dispetto di quanto si possa pensare, gli italiani sono anche i meno propensi a imparare a cucinare: solo il 30% vorrebbe acquisire competenze in questo campo, superati solo dai cinesi (22%), contro il 42% degli americani e il 39% degli indiani. 

Il cibo rimane comunque un must per i giovani del Bel Paese, infatti piuttosto che risparmiare saltando un pasto (10%), gli italiani non uscirebbero con gli amici (43%), abbandonerebbero un hobby (33%) o addirittura non accenderebbero il riscaldamento (13%).

È quanto emerge dal recente sondaggio a livello mondiale condotto da Sodexo intervistando oltre 4000 studenti in Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India relativamente allo stile di vita universitario, per andare a scoprire, tra i diversi aspetti analizzati, quali sono le abitudini alimentari degli studenti italiani rispetto a quello dei pari età internazionali.

"Non sorprende che dove e cosa mangiano gli studenti vari in funzione della cultura e delle strutture; sappiamo infatti quanto diverse siano le abitudini alimentari nelle varie parti del mondo – spiega Franco Bruschi, Head of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo – Il nostro sondaggio ha rivelato che meno della metà degli studenti consuma il pranzo all'interno del campus, presso un ristorante, caffè o negozio dell'università. Questo sembra indicare che le università hanno ancora spazi di miglioramento nel rendere le opzioni per pranzare all'interno dei campus più allettanti, aspetto sul quale possiamo offrire loro il nostro supporto e la nostra vasta esperienza. Dallo studio è anche evidente come non manchi la consapevolezza dei benefici di un'alimentazione sana; proprio per questo Sodexo offre, nei locali da noi gestiti in tutto il mondo, la possibilità di effettuare scelte sane, gustose ed anche consapevoli, grazie ai consigli che i nostri esperti mettono a disposizione dei commensali, per consentire loro di costruirsi liberamente una sana alimentazione e, più in generale, corretti stili di vita".

Tra le usanze più caratteristiche dei corpi studenteschi all'estero, gli studenti cinesi tendono molto di più ad acquistare il pasto che a prepararlo personalmente, con l'82% di loro che pranza nel campus, il 71% che paga in contanti nelle mense e il 52% in bar, caffè o ristoranti all'esterno del campus. 

Solo il 6% degli studenti cinesi mangia un pranzo al sacco nel campus, percentuale che sale al 9% per chi mangia fuori dal campus. 

Gli studenti spagnoli tendono più degli altri a mangiare a casa dei genitori (59%), così come gli studenti indiani (49%). 

Rispetto agli altri, gli americani preferiscono uscire dal campus per il pranzo, con il 46% che mangia un pranzo al sacco o ordina presso un ristorante o un Café. 

Gli studenti del Regno Unito infine prediligono prepararsi personalmente il pranzo e mangiarlo a casa propria.

"Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza, soprattutto nei più giovani, che alimentarsi in modo sano è un importante investimento a lungo termine per il mantenimento di un buono stato di salute – spiega Paola Palestini, Professoressa di Biochimica, coordinatore del master ADA  Alimentazione e Dietetica Applicata e membro del Presidio della Qualità Didattica presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca – Questa nuova consapevolezza non è solo italiana, come ci si potrebbe aspettare in quanto culla della dieta mediterranea e di una biodiversità agricola di alta qualità, ma è presente, anche se in percentuali minori, in paesi dove questi presupposti sono poco presenti  come USA e Inghilterra. A questa consapevolezza è connessa la ricerca da parte di una buona percentuale di studenti di trovare cibi a basso contenuto calorico e/o vegani/vegetariani nei locali e nei negozi dell'università. Quello che mi ha sorpreso in questo sondaggio, è che gli studenti cinesi sono quelli a cui maggiormente interessa mangiar sano e cercano cibi a basso contenuto calorico, prodotti equo-solidali, di origine locale e sostenibili. Questo risultato stride con i media che riportano spesso di alimenti di bassa qualità provenienti dalla Cina e dati preoccupanti di inquinamento ambientale. Forse nelle nuove generazioni di uno dei paesi popolosi del mondo, si sta facendo strada una consapevolezza virtuosa?".

A livello di tipologia di piatti infatti il 44% circa degli studenti si aspetta di trovare cibi a basso contenuto calorico, privi di allergeni e vegani/vegetariani nei locali e nei negozi dell'università. 
Il Regno Unito e l'India tendono più ad aspettarsi prodotti vegani e vegetariani, mentre gli studenti americani cercano un'ampia offerta di insalate mentre quelli spagnoli piatti privi di allergeni. 

Gli studenti cinesi tendono molto di più a cercare cibi a basso contenuto calorico, prodotti equo-solidali, di origine locale e sostenibili: ben oltre la metà di loro cerca queste opzioni. 

Poco meno di un terzo degli studenti pagherebbe di più per cibi del commercio equo e solidale/prodotti in modo etico, e solo un terzo non sarebbe disposto a farlo

Gli studenti cinesi sono disposti a pagare di più per queste tipologie di cibo e per piatti a basso contenuto calorico, mentre gli studenti indiani pagherebbero di più per opzioni vegetariane o vegane o per un'insalata e gli studenti italiani per cibi di origine locale

Gli studenti britannici sono meno propensi a pagare di più per uno qualsiasi di questi tipi di cibo (40%), così come un terzo degli studenti spagnoli e americani.


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mercoledì 28 febbraio 2018

Intestino in salute per vivere meglio, ecco il nuovissimo TestFlora a Villa Eden

Intestino in salute per vivere meglio, ecco il nuovissimo TestFlora a Villa Eden
Una innovativa analisi della flora batterica, proposta alla Medical Spa di Merano (BZ), consente di individuare i microrganismi
e intervenire in modo personalizzato su dieta e integratori

Il TestFlora, l'analisi che misura la salute della flora intestinale, viene proposto a Villa Eden Leading Park Retreat con una nuova formula innovativa, che mira a personalizzare la cura per ripristinare un corretto funzionamento dell'intestino. 

La vita frenetica e l'alimentazione sregolata in primis, ma anche il fumo, l'alcool e lo stress hanno effetti negativi sulla salute del nostro organo digestivo, e il suo disequilibrio può provocare disturbi molto fastidiosi. 

Stanchezza, gonfiore, meteorismo, stipsi e allergie sono molto spesso riconducibili ad una presenza, all'interno della flora intestinale, di un rapporto proporzionalmente scorretto tra batteri NAT e batteri PAT. 

Una semplificazione che sta ad indicare che ci sono microrganismi "buoni", e sono quelli naturali, e nocivi, cioè quelli patogeni.  

A Villa Eden si può effettuare un semplicissimo test, che consiste nell'analizzare un campione fecale, in modo da poter estrarre il DNA dei batteri intestinali. 

L'analisi è in questo caso più completa rispetto al Disbiosi Test con il prelievo di urine, perché il DNA dei batteri descrive nel dettaglio la presenza e la concentrazione di ogni tipologia. 

Tra i batteri amici dell'organismo si trovano, ad esempio, il Bifidobacterium e il Lactobacillus, mentre tra quelli tossici la Candida albicans e lo Staphilococcus aureus. 

Le loro proporzioni determinano la salute dell'organo, e quindi, come ben sappiamo, la salute dell'intero organismo. 

Perché un intestino regolare è uno dei primi indicatori di una buona forma fisica, nonché un lasciapassare per il buon umore. 

Una volta individuate le percentuali di concentrazione di batteri si può intervenire sulla terapia, in modo altamente personalizzato, attraverso la somministrazione di integratori e probiotici, e la cura dell'alimentazione, calibrando il tutto secondo le reali esigenze di ognuno. 

Mappare la nostra flora intestinale, e intervenire per correggerne i disequilibri, può aiutare a risolvere, con semplicità, molti disturbi.

Villa Eden Leading Park Retreat
via Winkel  68/70
39012  Merano (BZ)


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giovedì 25 gennaio 2018

Influenza: -4,6% malati, i virus arretrano per prima volta


Per la prima volta dall’inizio della stagione virale l’influenza arretra. Nell’ultima settimana – spiega Coldiretti su dati dell’Istituto Superiore di Sanità – c’è stato un calo del 4,6% dei nuovi casi con 794mila ammalati messi a letto dal virus contro gli 832mila della precedente settimana, per un totale di 4.728mila persone colpite dall’inizio della stagione secondo l’ultimo rapporto Influnet

Il picco– spiega Coldiretti – sembra così essere stato superato, nonostante la fascia di età maggiormente colpita rimanga quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 40,3 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 21,9. 

A vincere la lotta contro il virus - continua la Coldiretti non sono stati solo farmaci e vaccini, ma anche le scelte a tavola visto che 6 italiani su 10, secondo la rilevazione on line della Coldiretti, cercano di combatterlo seguendo una dieta adeguata e mangiando gli alimenti giusti per rafforzare l’organismo e prevenire i malanni. 

Aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l’influenza non devono mancare – continua la Coldiretti – latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione. 
Con la discesa del termometro arriva anche il “permesso” ad aumentare le calorie consumate in relazione ad attività, sesso, età e necessità personali. 

Fondamentale – sottolinea la Coldiretti – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. 

Nella dieta – prosegue la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta – evidenzia la Coldiretti – di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. 

Va anche ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui – conclude la Coldiretti – una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene. Non mancano poi i rimedi specifici che ci arrivano dalla tradizione saggezza popolare contadina. 

Se contro mal di gola – continua la Coldiretti – si consiglia di fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e sale, in caso di gola infiammata è bene fare degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco, oppure con 6 cucchiai di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere di acqua. Per la raucedine il toccasana è un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata. 

La fastidiosa tosse può essere sedata – spiega Coldiretti – bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele, mentre sembra addirittura che tagliare delle fette di patata e metterle sulla fronte fermate con un foulard possa aiutare contro il mal di testa. Contro il raffreddore tagliare un limone in due, versarne un po’ di succo nel palmo della mano e aspirarne il succo. 

E se si aggiungono problemi bronchiali i nonni contadini preparavano un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Il tutto va versato su una salvietta di cotone o di lino da piegare e mettere sul petto, lasciandolo fino a quando diventerà freddo. E per la convalescenza, nessun dubbio, mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta – precisa la Coldiretti – a tornare presto in forma.

giovedì 28 settembre 2017

2 ottobre: Festa dei nonni gli alimenti giusti per loro secondo il DNI

Festa dei Nonni: gli alimenti più indicati per la terza età


Con l'avanzare dell'età, quando il sistema immunitario si indebolisce e si può diventare più soggetti alle malattie, l'alimentazione sana diventa un alleato ancora più prezioso. 

In occasione della Festa dei nonni, gli scienziati del Dole Nutrition Institute spiegano quali sono i nutrienti da assumere per mantenersi in forma quando non si è più giovani, per una generazione di "nonni smart" sempre più dinamica e impegnata a sostegno di figli e nipotini.

Nell'età silver frutta e verdura ancor di più rappresentano un vero e proprio elisir di benessere e longevità. Uno studio del dottor David Nieman (Direttore del laboratorio Human Performance Appalachian State University, membro del College of Health Sciences dell'Appalachian University e collaboratore con il North Carolina Research Institute) infatti, ha evidenziato che negli individui in età senile che mangiano più di due porzioni di verdura al giorno si registra un tasso minore del 38% del declino cognitivo.

Decisamente consigliabile è, inoltre, assumere cibi ricchi di vitamina C che, oltre a favorire la produzione di collagene assicurando elasticità e giovinezza alla pelle, è in grado di contrastare i radicali liberi che danneggiano gli occhi e causano la cataratta, ossia l'opacizzazione del cristallino, disturbo molto comune con l'avanzare dell'età.

Da uno studio condotto a Pechino su più di 23.500 persone di otto paesi differenti, è risultato che al più alto livello di vitamina C corrispondeva il 19% di probabilità in meno di incorrere nel rischio di questa patologia.

Via libera dunque agli agrumi e all'ananas, eccellente fonte di questa vitamina. Una sola tazza, infatti, ne contiene il 132% del fabbisogno giornaliero. Ma anche fragole (una tazza ne contiene il 143%), kiwi (149% per frutto), broccoli e cavolini di Bruxelles.

Una dose extra di vitamina E, poi, come dimostrato in uno studio della Tufts University, può aiutare le persone anziane a scongiurare il pericolo di contrarre la polmonite. Questo potente antiossidante, infatti, contribuisce a ridurre l'infiammazione polmonare associata alla malattia, incrementando la risposta dei globuli bianchi in difesa dell'organismo, oltre ad agire prevenendo eventuali danni cerebrali e la conseguente perdita di peso.

La vitamina E è racchiusa in una grande varietà di frutta come avocado, kiwi, mango, ma anche in molte verdure come spinaci, patate dolci, peperoni rossi e broccoli.

Un altro segreto di longevità è rimanere attivi: da un altro studio del dottor Nieman, si evince che le donne anziane più attive hanno cellule immunitarie che funzionano il 67% in più rispetto a quelle meno attive.

Questi e ulteriori consigli di benessere li trovi nei quaderni #My Energy del DNI, come ad esempio Benessere della mente e Benessere del cuore.

Per festeggiare i nonni all'insegna della salute e della leggerezza, quindi, via libera a tanta frutta e verdura, movimento e positività, con Dole e il DNI.


Dole Italia è la filiale italiana della Dole Europe GmbH, ramo della Dole Food Company Inc con sede in California, azienda che da oltre un secolo e mezzo di storia è specializzata nella produzione, distribuzione e commercializzazione di una vastissima selezione di prodotti di alta qualità: frutta fresca, frutta da coltura biologica e frutta snack già pronta da gustare. Impresa familiare guidata da David H. Murdock, venne fondata nel 1851 con la creazione della società Castle&Cooke e la cui attività proseguì con la costituzione, per mano di James Drummond Dole, della HawaiianPineapple Company, dedita alla coltivazione degli ananas alle Hawaii. 

150 anni di storia che hanno permesso a Dole Food Company di divenire il più importante player mondiale di ortofrutta, rinnovando quotidianamente ai propri consumatori, quella promessa sulla quale James Drummond Dole fondò la sua attività "Qualità, qualità e ancora qualità". Eccellente qualità dei prodotti che si traduce in alta qualità nella vita e, dunque, in responsabilità sociale e ambientale con ampi programmi di sostegno nei paesi di coltivazione, nella garanzia di un sistema alimentare sicuro, salutare e piacevole e nell'assicurazione del migliore benessere per le persone, per i clienti e i partner e per i consumatori. 

martedì 26 settembre 2017

Salute: speranza vita al top dove dieta mediterranea

Risultati immagini per dieta mediterranea
Salute: speranza vita al top dove dieta mediterranea
Francia, Spagna e Italia sul podio dei Paesi con popolazione più longeva in Ue


La dieta mediterranea fa salire Francia, Spagna e Italia sul podio dei Paesi europei con maggiore speranza di vita a conferma dell’impatto della sana alimentazione sulla salute. 

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base del report Istat "Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione Europea" dal quale si evidenzia che in Italia la speranza di vita a 65 anni è pari a 18,9 anni per gli uomini e a 22,2 per le donne che la colloca al terzo posto dopo Francia e Spagna nella graduatoria europea nel 2015. 

La dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito - sottolinea la Coldiretti - di conquistare valori record nella longevità tanto che l’Italia si è collocata ai vertici della classifica Bloomberg Global Health Index su 163 Paesi per la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale nel 2016. 

Il ruolo della dieta mediterranea per la salute è stato riconosciuto da numerosi studi scientifici ed anche dall’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 17 novembre 2010. 

L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea – spiega la Coldiretti - si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Key che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno. 

La dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco non è solo alimentazione ma – sostiene la Coldiretti - un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. 

La dieta mediterranea (da greco diaita, o stile di vita) promuove infatti - conclude la Coldiretti - l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed occasioni di festa.

mercoledì 19 aprile 2017

A Parma serata dedicata alla remise en forme con una cena detox e brucia grassi e i consigli degli esperti

A Parma serata dedicata alla remise en forme con una cena detox e brucia grassi e i consigli degli esperti

Detox di primavera: arriva la serata del ciclo “Salute & Benessere”



Venerdì 28 aprile, da JAKI, esperti a confronto e cucina naturale

(Parma, 19 aprile 2017) - La primavera è il periodo migliore per disintossicarsi, perdere i chili di troppo accumulati nel periodo invernale e dopo le abbuffate di Pasqua bisogna correre ai ripari partendo da una serata “Detox e Brucia Grassi”, tutta a base di cibi naturali e rigorosamente light, ma senza rinunciare al gusto.

Venerdì 28 aprile alle ore 20.30 è in programma infatti da JAKI - Cafè & Cucina Naturale - di Strada A. Saffi, 78/B (angolo via Emilio Casa) a Parma un nuovo appuntamento del ciclo Salute & Benessere dedicato alla disintossicazione e al controllo del peso, con interviste e consigli degli esperti nel corso di una cena con un menù studiato ad hoc. Il format ideato dalla giornalista ARGA Francesca Caggiati, moderatrice della serata, prevede che tutti i partecipanti possano intervenire e fare domande agli esperti, chiedere consigli e suggerimenti per disintossicarsi e perdere peso mangiando in modo sano e naturale. 

Interverranno il dott. Giuseppe Finzi – Responsabile della struttura semplice dipartimentale Day hospital dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – e la dott.ssa Elisabetta Dall’Aglio – Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Diabetologia; ricercatrice dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Il menù pensato e cucinato dalla cuoca Chiara Ceci di Jaki prevede: cruditè di stagione con ricottina di soya e aromatiche, vellutata di erbe di campo, burgher di miglio e barbabietole, insalatina con salsa tzatziki di sedano, hummus di ceci saporito, asparagi al forno e mousse di fragole e papaya. Come bevande due tipologie di estratti di frutta e verdura, acqua e una tisana finale.

L'iniziativa di Salute & Benessere è patrocinata da ARGA (Associazione Giornalisti Agralimentare), Provincia di Parma, Confagricoltura Parma, Amici Obesi e AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso), con la collaborazione dell'Azienda Ospedaliero- Universitaria di Parma e Overeathers Anonymous (Mangiatori Compulsivi Anonimi).

I posti sono limitati. Ulteriori informazioni sul gruppo Fb “Salute & Benessere Parma” oppure al 338.5219408; per partecipare al costo di 35 euro a persona (pagamento solo contanti) occorre invece dare la propria adesione chiamando JAKI al 339.4798020.


Ufficio stampa:
Arianna Torelli



domenica 11 dicembre 2016

Le diete più sane del mondo: l'infografica di Medigo.com

La dieta tradizionale giapponese e quella mediterranea sono considerate tra le più sane al mondo, con benefici che vanno da una più alta aspettativa di vita alla riduzione di malattie come quelle cardiovascolari, diabete e cancro. 
Queste diete, molto diverse dal punto di vista degli ingredienti utilizzati e dei metodi di preparazione, condividono molti dei nutrienti necessari a vivere più a lungo e in maniera più sana.

Questa infografica confronta i principi nutritivi che rendono queste diete così sane, i piatti in cui possono essere trovati e gli step necessari per migliorare la propria alimentazione in maniera rapida e indolore.

MEDIGO – Le diete più sane del mondo

giovedì 22 gennaio 2015

I consigli per chi decide di diventare vegetariano o vegano


Secondo i dati raccolti e elaborati da Eurispes nel 2014 le persone che decidono di adottare un'alimentazione vegetariana o vegana sono sempre di più: 4,2 milioni ovvero il 7,1% della popolazione italiana.
Una scelta di vita non semplice da intraprendere, alla quale bisogna prepararsi e documentarsi soprattutto per evitare di sottovalutare lo scompenso che il nostro organismo può avere.
E'a tal proposito assolutamente fondamentale conoscere le peculiarità di queste diete e, quando necessario, ricorrere all'uso di multivitaminici e integratori alimentari.
Non tutti infatti sanno che la vitamina B12 viene assunta dal nostro organismo solo da fonti di origine animale, quali ad esempio uova, latte e derivati. Prodotti che vengono però esclusi dai vegani insieme alla carne. Chi decide di adottare una di queste due diete alimentari deve quindi sapere che.... Continua ►


Consigliato per la dieta vegana:

Ferfolix

FerFolix

Integratore alimentare a base di Acido folico, Ferro, Zinco, Vitamina B6, Vitamina C,Vitamina D3, Vitamina B12. Utile per colmare le carenze alimentari e gli aumentati fabbisogni in particolari situazioni fisiologiche.
Ingredienti

per 100 g per dosegiornaliera %RDA*
Vitamina C 22,500g 45,000 mg 75
Ferro 3,500 g 7,000 mg
Zinco 2,250 g 30
Vitamina B6 2,000 mg

Acido folico 0,200 g 200
VitaminaD3 0,002 g 5,000 µg
Vitamina B12 0,500 mg 100
*RDA=percentuale del valore del fabbisogno
giornaliero raccomandato.

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