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lunedì 11 giugno 2018

Ospedale Koelliker: bilancio positivo per il primo trimestre 2018

 

PRIMO TRIMESTRE 2018: BILANCIO POSITIVO PER L'OSPEDALE KOELLIKER


In seguito al Consiglio di Amministrazione tenutosi lo scorso 8 maggio presso l'Ospedale e Casa di Cura Koelliker di Torino, il neo Amministratore Delegato Alberto Ansaldi fa il punto della situazione.

La società chiude il primo trimestre 2018 con un fatturato in crescita del 10% rispetto all'esercizio precedente, e un risultato operativo di circa 400.000 Euro largamente al di sopra del break even, ovvero il primo obiettivo del nuovo management.

"Si tratta di un dato estremamente positivo – commenta l'Amministratore Delegato Alberto Ansaldi – perché testimonia la forte inversione di tendenza rispetto ai risultati dell'ultimo biennio, ma soprattutto perché è stato ottenuto grazie al lavoro di squadra delle risorse interne e del corpo medico, che hanno aderito al progetto di cambiamento con entusiasmo e motivazione. È questo solo l'inizio del percorso, perché le nostre ambizioni sono alte, al pari delle potenzialità che questa struttura può esprimere".

Nel triennio 2016-2018 sono stati molti gli investimenti realizzati da parte della struttura, il totale è di oltre 12 milioni, che hanno permesso non solo di acquistare strumentazioni all'avanguardia e nuove tecnologie, ma anche di completare il processo di digitalizzazione dei sistemi interni e ampliare l'offerta con nuove divisioni mediche caratterizzate da un innovativo approccio multidisciplinare. 

Investimenti che hanno riguardato anche il comparto delle risorse umane del Koelliker, che da PMI diventa Grande Impresa grazie a un aumento del 6% del dipendenti (da 245 a 260).

L'Ospedale e Casa di Cura Koelliker nasce nel 1928 per iniziativa dell'industriale torinese Enrico Koelliker, che perse drammaticamente due figli in tenera età. Conosciuto un tempo come 'Ospedalino' – punto di riferimento pediatrico a Torino al quale si sono avvicinate generazioni di bambini e genitori – è oggi un Centro di Cura Polispecialistico e una struttura sanitaria d'eccellenza accreditata con il Servizio Nazionale e con i principali enti di assistenza privata.

Una moderna Società per Azioni che si contraddistingue per una forte propensione al cambiamento e all'investimento, sempre finalizzati a migliorare l'offerta sanitaria. Il Management aziendale è stato infatti totalmente rinnovato dal settembre 2014, processo che si è completato nell'ottobre 2017 con la nomina del nuovo Amministratore Delegato Alberto Ansaldi. 

Diversi sono stati inoltre i miglioramenti in ambito medico e organizzativo-gestionale, operati in un'ottica di ottimizzazione del servizio e di un'assistenza che guarda all'eccellenza come elemento distintivo.

È proprio la panoramica numerica sull'operatività dell'Ospedale Koelliker a rivelare oggi la rilevanza della struttura per il territorio che la ospita: con una media di 3.000 utenti al giorno gestiti attraverso lo sportello, il centralino telefonico e l'App Prenoting Koelliker, l'Ospedale si conferma una realtà sanitaria di punta per Torino e la sua provincia.
I numeri della Società
Unità Operative: 17
Visite annue: 62.000 – media giornaliera: 248
     di cui pediatriche: 12.000 – media giornaliera: 48
Esami DIM (Diagnostica per Immagini): 100.000 – media giornaliera: 400
     di cui pediatriche: 3.700 – media giornaliera: 15
Medici: 143
     di cui tecnici: 15
Posti letto: 150
Sale operatorie: 5
Interventi chirurgici: 5.000 – media giornaliera: 25
Utenti gestiti al giorno: 2.927

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venerdì 25 maggio 2018

In Italia il 6° meeting mondiale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (summit e premiazioni)

6° GLOBAL HEALTHY WORKPLACE AWARDS&SUMMIT

DA TUTTO IL MONDO A BERGAMO PER PREMIARE SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

6 – 7 settembre 2018

EX-Monastero di Sant'Agostino

Via delle Mura, 2 - Bergamo

Bergamo, 25 MAGGIO 2018 - Dopo Londra 2013, Shanghai 2014, Florianopolis (Brasile) 2015, Washington DC 2016, Singapore 2017, il Global Center for Healthy Worplaces, ente di certificazione internazionale, sceglie Bergamo, per la prima volta nella sua storia, come meta del 6° Global Healty Workplace Awards & Summit.

L'evento, in programma il 6 e il 7 settembre 2018, celebra e premia a livello mondiale le aziende che più si sono impegnate, in accordo con il modello di azione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella promozione della salute nei luoghi di lavoro.

La scelta di Bergamo non è casuale: ATS Bergamo infatti, grazie all'alleanza con Confindustria Bergamo, ha attivato nel 2012 il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia, diventando modello virtuoso anche a livello europeo.

I temi del Summit, illustrati in presenza del direttore della Scuola di Affari Internazionali degll'Istituto di Studi politici di Parigigià presidente del Consiglio dei ministri italiano, Enrico Letta, e di numerosi esperti di fama internazionale, spazieranno dallo sviluppo di programmi innovativi per promuovere salute e benessere al lavoro, alle nuove sfide aperte dall'Intelligenza Artificiale nella promozione del benessere, fino agli investimenti in salute e ai fattori di successo e gli elementi innovativi rileavti nella creazione di ambienti di lavoro salubri.

il Premio viene assegnato a due aziende multinazionali, due medie imprese e due piccole aziende da una giuria d'eccellenza: Stephen Bevan, Institute for Emplyment Studies UK, Alberto Jose Niituma Ogata, ABQV Brazil, Joseph A. Leutzinger, Health Improvement Solutions USA, Edieth Essie Clarke, M.Ed Sci Occupational Health, FZ Safety & Healty Centre of Ghana e dalla prof. Cordia Chu AM, Centre for Enviornment and Population Health, Griffith University Australia.


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mercoledì 28 febbraio 2018

General Electric Healthcare Europa: l'italiana Chiara Cavallo è il nuovo Chief Strategy Officer

L'ITALIANA CHIARA CAVALLO È IL NUOVO CHIEF STRATEGY OFFICER DI GE HEALTHCARE EUROPA, DIVISIONE MEDICALE DI GENERAL ELECTRIC

Milano, 28 febbraio 2018 – A partire dal 26 febbraio 2018, Chiara Cavallo è il nuovo Chief Strategy Officer di GE Healthcare Europa, divisione medicale di General Electric, leader nel settore delle tecnologie medicali, dei farmaci diagnostici e dei sistemi digitali per la Sanità.

Nel suo nuovo ruolo, Chiara Cavallo dirigerà l'attività di sviluppo strategico e di marketing per l'intero mercato europeo di GE Healthcare. 

Sarà quindi responsabile dello sviluppo, della comunicazione, dell'esecuzione e del sostegno delle iniziative strategiche e di innovazione di GE Healthcare Europa.

Le sue competenze nel creare una visione condivisa degli obiettivi e nell'avviare nuovi progetti commerciali – unita alle precedenti esperienze maturate in GE – saranno una preziosa risorsa per sviluppare iniziative strategiche sia nel contesto nazionale, sia in quello più ampio di GE Healthcare Europa.

Dopo la laurea di Economia e un Master in Business Management presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Chiara Cavallo ha lavorato per sei anni come consulente strategico per Bain & Company. 

A partire dal 2009 è iniziato il suo percorso in General Electric, all'interno della divisione Oil & Gas, a capo del Turbomachinery Strategic Marketing team. 

In GE ha ricoperto diverse posizioni, assumendo sempre maggiori responsabilità. Nel 2012 è diventata Chief Marketing Officer dell'unità Power Conversion di GE, con l'obiettivo di posizionare la società come fornitore per l'elettrificazione e promuovere soluzioni digitali trasversali ai diversi segmenti di business, alle aree geografiche e ai mercati futuri. 

Compiti a cui, due anni dopo, si è aggiunta la responsabilità delle Relazioni esterne e interne dell'unità.

A partire dal 2016 ha esteso il suo campo di intervento, ricoprendo la posizione di Market Strategy & Analytics Center of Excellence Leader all'interno della divisione Energy Connections di GE.

Chiara Cavallo, 39 anni, assumerà il suo nuovo incarico e coordinerà l'attività di marketing di GE Healthcare continuando a operare dalla sede di Firenze, dove vive con il marito e una figlia di 3 anni.


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martedì 20 febbraio 2018

Sanità, Francesca Ulivi (Lista Gori Presidente): “invio di email di propaganda pro-gallera ai pazienti un fatto grave. Da malata non mi sento rispettata”

SANITA', FRANCESCA ULIVI (LISTA GORI PRESIDENTE): "INVIO DI EMAIL DI PROPAGANDA PRO-GALLERA AI PAZIENTI UN FATTO GRAVE. DA MALATA NON MI SENTO RISPETTATA"


Milano, 20 febbraio 2018 - «L'invio di email di propaganda pro-Gallera ai propri pazienti da parte dell'oncologo Alessandro Testori è un fatto molto grave, lesivo e irrispettoso della privacy e dell'umanità dei malati. Io sono una malata cronica, e da malata mi sento offesa, oltreché essere furibonda: noi non siamo una mailing List di un ospedale o di un medico, siamo persone con una dignità e con una privacy che le istituzioni devono rispettare» - così Francesca Ulivi, malata cronica di varie malattie autoimmuni, degenerative ed inguaribili, attivista per i diritti dei malati e candidata alle Regionali Lombardia in lista Gori Presidente prende posizione sul caso dell'email propagandistica in favore di Giulio Gallera, assessore alla Sanità uscente, e candidato in quota FI, inviata da Alessandro Testori, medico e oncologo, ai suoi pazienti - «Da malata, come posso fidarmi di un rappresentante politico che attua un'ingerenza così prepotente sulla vita dei malati stessi, che di fatto non li rispetta? Sono anche io candidata, e nei miei anni di attivismo a tutela dei diritti dei malati e di esperienza diretta ho conosciuto decine di medici, che hanno migliaia di pazienti ciascuno. Mai mi sarei sognata di chiedere propaganda, per rispetto di me stessa, dei malati come me e di tutta la categoria dei medici.»

mercoledì 7 febbraio 2018

SANITÀ, PIAZZONI (PD): CONTINUA PERCORSO POTENZIAMENTO CONSULTORI DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO, 16 LE NUOVE ASSUNZIONI PREVISTE.

SANITÀ, PIAZZONI (PD): CONTINUA PERCORSO POTENZIAMENTO CONSULTORI DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO, 16 LE NUOVE ASSUNZIONI PREVISTE.


"Il percorso di riforma e riorganizzazione dei consultori aziendali della Regione Lazio porta un nuovo risultato positivo, nel segno del potenziamento dei servizi: la Direzione Regionale Salute ha infatti autorizzato l'Asl Roma 6 a procedere all'assunzione di 4 dirigenti sanitari psicologi e di 4 assistenti sociali. La stessa Asl potrà inoltre assumere altri 4 infermieri e 4 ostetriche qualora non riuscisse ad acquisire queste professionalità tramite gli avvisi di mobilità aziendale. Ciò al fine di migliorare, mediante rafforzamento dello stesso, l'operato dei consultori e garantire servizi fondamentali. Si tratta di 16 nuove assunzioni in un settore nevralgico, anche dal punto di vista territoriale, grazie a cui prende sempre più corpo l'ossatura del sistema socio-sanitario delineato in questi ultimi 5 anni. La riorganizzazione dei consultori è simbolo di grande attenzione al tema dei diritti della salute e in particolare delle salute donne: interventi in forte discontinuità con il passato, dove il centrodestra e le sue politiche hanno causato completo abbandono del settore, lasciandolo senza risorse, servizi adeguati e investimenti. Un lavoro frutto di una politica seria e concreta che, dopo il risanamento, ha messo la sanità laziale nella condizione di ripartire. Ora ci attendono sfide importanti, a partire dalla nuova legislatura, la principale: quella di poter competere con le diverse eccellenze nazionali per qualità ed efficienza dei servizi". 

Così in una nota Ileana Piazzoni, Deputata del Partito Democratico e candidata alla Camera alle prossime elezioni politiche.
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domenica 28 gennaio 2018

‘Buona Sanità’ per l’Innovazione Tecnologica alla Casa di Cura “San Michele” e al direttore sanitario Lucio Delli Veneri Premio alla Carriera


'Buona Sanità' per l'Innovazione Tecnologica alla Casa di Cura "San Michele"

Premio alla Carriera al direttore sanitario Lucio Delli Veneri. 

«Sono felice per me e per tutti gli operatori sanitari della 'San Michele' di vedere ancora una volta riconosciuto il nostro impegno nella ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più all'avanguardia per il benessere dei pazienti, e per questo ringrazio la Presidente Maria Rosaria Rondinella e il Comitato tecnico-scientifico del Premio». 

A parlare è Crescenzo Barletta, presidente del CdA della Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni (CE), che il 26 gennaio ha ritirato il Premio Nazionale Buona Sanità 2018 nel corso di una cerimonia tenutasi al Teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare di Napoli.

"Realizzare una struttura sanitaria di nuova concezione per organizzazione e tecnologia d'avanguardia è stata una grande intuizione, che ha portato la Casa di Cura San Michele verso una costante crescita e attrattività, grazie all'offerta di prestazioni di alta specialità e complessità. Se  l'elemento guida dell'organizzazione è la centralità della persona e il suo benessere, l'alta tecnologia della diagnostica e delle terapie è volta ad garantire una sempre maggiore qualità delle cure. Il permanente e persistente ricorso a tecniche sempre meno invasive e traumatiche, evidente con la realizzazione di una sala operatoria ibrida e con l'uso dello stabilizzatore cardiaco FlexHeart e del sistema 'Rhythmia', per riferirsi solo agli ultimi progetti, ci ha spinto ad assegnare alla San Michele il Premio Buona Sanità 2018 per gli Standard elevati nell'Innovazione tecnologica in Sanità".

Questa la motivazione del Premio Nazionale Buona Sanità 2018, che ha assegnato anche un riconoscimento alla carriera al direttore sanitario della struttura maddalonese, Lucio Delli Veneri: "Una vita al servizio della salute, interamente dedicata ai pazienti e a un settore, quello della chirurgia, fondamentale per il buon funzionamento della sanità. 

È quella del dr. Lucio Delli Veneri, al quale abbiamo conferito il Premio Buona Sanità 2018 alla Carriera per essersi contraddistinto con la sua opera innovativa nel campo chirurgico e nelle vesti di direttore sanitario dalla Casa di Cura San Michele".

Edizione speciale quest'anno per la celebrazione dei vent'anni dalla costituzione dell'Associazione "Buona Sanità" che attribuisce il Premio, nato per dare una meritata visibilità a strutture e istituzioni che si adoperano ogni giorno nel fornire un'adeguata assistenza, fronteggiando situazioni difficili con passione, dedizione e umanità. 

 «La buona sanità c'è ed è tanta. Solo viene sommersa da quell'altra che fa più rumore e nasconde quanti nella sofferenza, nella dedizione continuano a credere e a sperare, quasi in un mondo sommerso. Il vero potere è il servizio, un esercito impegnato 365 giorni all'anno in qualsiasi condizione e luogo, un esercito a volte dimenticato e vessato. – spiega Maria Rosaria Rondinella – Questo premio è nato per dare visibilità, luce, coraggio e soprattutto speranza ai quei professionisti della salute che con la loro testimonianza di vita, con la loro professionalità e sacrificio sono d'esempio per il mondo dell'umana sofferenza».

L'evento, organizzato dall'omonima Associazione presieduta da Maria Rosaria Rondinella, sotto l'alto patronato delle Altezze Reali Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, Duca e Duchessa di Castro, ha tra l'altro i patrocini di Regione Campania, Comune di Napoli, Ordine dei Giornalisti della Campania, Unione Industriali di Napoli, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e provincia, Fondazione Ipasvi.

INFO: 
Casa di Cura "San Michele"
via Montella 16
MADDALONI (CE) 81024

tel 0823.208111 0823.208520 0823.208700 - fax 0823.402474 

facebook : Clinica San Michele srl



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giovedì 25 gennaio 2018

MINISTERO SALUTE PRESENTA NUOVO PIANO DI MONITORAGGIO DELLE CURE CONFERENZA STAMPA IL 26 GENNAIO ALLE ORE 12

INVITO STAMPA

MINISTERO SALUTE PRESENTA NUOVO PIANO DI MONITORAGGIO DELLE CURE

CONFERENZA STAMPA IL 26 GENNAIO ALLE ORE 12

Domani, 26 gennaio alle ore 12 presso il Ministero della Salute di Lungotevere Ripa, 1 si terrà una conferenza stampa per la presentazione del nuovo Piano di monitoraggio per la valutazione dell'assistenza sanitaria italiana nelle regioni. 

Saranno presenti il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il Direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani.

Per gli accrediti stampa scrivere a ufficiostampa@sanita.it


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a responsabilità delle strutture sanitarie e degli esercenti le professioni sanitari: luci e ombre della Legge 24/2017

il 26 e 27 Gennaio, a Palermo, con il patrocinio di SIMLA

Milano, 25 gennaio 2018 – Si svolgerà nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 gennaio un importante Congresso e Corso di formazione sul tema della legge Gelli-Bianco, patrocinato da SIMLA Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni; La responsabilità delle strutture sanitarie e degli esercenti le professioni sanitari: luci e ombre della Legge 24/2017 si terrà a Palermo presso l'Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli.

L'evento si propone una formazione continua in vista dell'applicazione, nella pratica quotidiana, dei principi e delle procedure delle linee guida accreditate presso il Ministero della Salute, delle buone pratiche cliniche e dei protocolli, per garantire adeguatezza, qualità, sicurezza e umanità delle cure. 

Il focus sarà dunque sui temi inerenti la responsabilità professionale, in base alle Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie

Gli esperti tratteranno la capacità di relazione dei professionisti sanitari con i pazienti e con le assicurazioni; il problema del contenzioso medico-legale e della prevenzione e gestione del rischio; l'obbligo di tentare una conciliazione in caso di danni. Sempre nell'ottica della ricerca di un migliore rapporto tra medico e paziente.

Il Convegno vede l'importante partecipazione del Prof. Riccardo Zoja, Presidente SIMLA; interverranno anche altre personalità rilevanti del mondo accademico, forense, direttori di strutture sanitarie, risk manager e altri esperti.

La giornata del 26 (inizio ore 8.30) prevede due sessioni mattutine (risk management e  mediazione) e una pomeridiana (cartella clinica e consenso informato); anche il 27 prevede due sessioni mattutine (esperienze Uu.Oo. e il problema delle infezioni ospedaliere) e una pomeridiana, (linee operative di consenso), fino alla chiusura dei lavori alle 17.30.

SIMLA, che patrocina l'evento, da sempre si propone di promuovere e tutelare la cultura medico-legale a livello scientifico, legislativo, sociosanitario e professionale e di difenderne i principi etici e deontologici.


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Influenza: -4,6% malati, i virus arretrano per prima volta


Per la prima volta dall’inizio della stagione virale l’influenza arretra. Nell’ultima settimana – spiega Coldiretti su dati dell’Istituto Superiore di Sanità – c’è stato un calo del 4,6% dei nuovi casi con 794mila ammalati messi a letto dal virus contro gli 832mila della precedente settimana, per un totale di 4.728mila persone colpite dall’inizio della stagione secondo l’ultimo rapporto Influnet

Il picco– spiega Coldiretti – sembra così essere stato superato, nonostante la fascia di età maggiormente colpita rimanga quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 40,3 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 21,9. 

A vincere la lotta contro il virus - continua la Coldiretti non sono stati solo farmaci e vaccini, ma anche le scelte a tavola visto che 6 italiani su 10, secondo la rilevazione on line della Coldiretti, cercano di combatterlo seguendo una dieta adeguata e mangiando gli alimenti giusti per rafforzare l’organismo e prevenire i malanni. 

Aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l’influenza non devono mancare – continua la Coldiretti – latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione. 
Con la discesa del termometro arriva anche il “permesso” ad aumentare le calorie consumate in relazione ad attività, sesso, età e necessità personali. 

Fondamentale – sottolinea la Coldiretti – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. 

Nella dieta – prosegue la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta – evidenzia la Coldiretti – di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. 

Va anche ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui – conclude la Coldiretti – una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene. Non mancano poi i rimedi specifici che ci arrivano dalla tradizione saggezza popolare contadina. 

Se contro mal di gola – continua la Coldiretti – si consiglia di fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e sale, in caso di gola infiammata è bene fare degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco, oppure con 6 cucchiai di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere di acqua. Per la raucedine il toccasana è un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata. 

La fastidiosa tosse può essere sedata – spiega Coldiretti – bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele, mentre sembra addirittura che tagliare delle fette di patata e metterle sulla fronte fermate con un foulard possa aiutare contro il mal di testa. Contro il raffreddore tagliare un limone in due, versarne un po’ di succo nel palmo della mano e aspirarne il succo. 

E se si aggiungono problemi bronchiali i nonni contadini preparavano un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Il tutto va versato su una salvietta di cotone o di lino da piegare e mettere sul petto, lasciandolo fino a quando diventerà freddo. E per la convalescenza, nessun dubbio, mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta – precisa la Coldiretti – a tornare presto in forma.

martedì 23 gennaio 2018

Salute. General Electric Healthcare: un miliardo di euro di risparmi l'anno con Sanità digitale in Italia

GE HEALTHCARE PRESENTA IL MEMORANDUM PER LA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: INCENTIVANDO L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA POSSIBILI RISPARMI PER 1 MILIARDO DI EURO L'ANNO

Il documento analizza il SSN italiano, facendo il punto sull'implementazione delle nuove tecnologie per maggiore efficienza e cure migliori per i pazienti.

MILANO, 23 gennaio 2018 – Innovazione tecnologica e un sistema di governance più efficace, che ne premi l'implementazione sul territorio

È questa la ricetta presentata da GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, per un Sistema sanitario nazionale più sostenibile, in grado di affrontare le sfide del futuro: invecchiamento della popolazione e crescita del numero di malati cronici, terapie più complesse e costose, necessità di ottimizzare la spesa e migliorare gli esiti clinici per i pazienti. 

Secondo l'edizione 2017 del Memorandum per la Sostenibilità del Sistema sanitario nazionale infatti, un'applicazione ottimale dei sistemi di Sanità digitale a livello ospedaliero che generi un miglioramento del solo 1% di efficienza porterebbe un risparmio di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

La spesa sanitaria in Italia
Nel 2016 in Italia la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) si attestava al 9,2% del PIL, rispetto a una media europea del 9,4%. Restringendo l'analisi alla spesa pubblica, in Italia quella per la Sanità è del 14% sul totale, una percentuale inferiore rispetto alla media europea (15,2%) anche in questo caso. 

Eppure, dal 2013 a oggi, la spesa sanitaria in termini nominali è aumentata, passando da 143,6 miliardi di euro al 149,5 miliardi di euro del 2016, per via dell'invecchiamento della popolazione e il cronicizzarsi di molte malattie, ma tale aumento non è sufficientemente supportato da un parallelo incremento di Pil.

Una situazione destinata a complicarsi: oggi gli italiani over 65 sono 13,4 milioni (il 22% della popolazione), di cui 8 su 10 soffrono di patologie croniche, con un costo sanitario pari a circa 2,8 volte quello medio pro capite destinato ad aumentare fino a 3,5 nel 2045.

La sanità digitale in Italia
Per rispondere alle sfide del futuro, secondo GE Healthcare un aiuto decisivo può arrivare dall'innovazione tecnologica, in particolare con l' "Health Care Internet of Things", che utilizza sensori, apps e il monitoraggio da remoto per fornire in continuo informazioni cliniche, ma anche i dati in cloud che permettono ai clinici l'accesso alle informazioni necessarie per il trattamento dei pazienti a casa, nel loro ambulatorio o altrove, consentendo il consulto con altri specialisti in tutto il mondo.

Un'applicazione ottimale dei sistemi di Industrial Internet a livello ospedaliero, che migliori la tracciabilità dei trattamenti, il flusso dei pazienti e l'utilizzo delle tecnologie sanitarie, con un miglioramento del solo 1% di efficienza, si tradurrebbe in un risparmio per il SSN di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

Su questo fronte, tuttavia, secondo GE Healthcare in Italia c'è ancora molta strada da percorrere: la sanità digitale al momento è riuscita a superare una massa critica minima di affermazione solo sul lato dell'informazione per il paziente, non su quello della sua gestione. 

Nel 2016, la spesa pubblica per la digitalizzazione della Sanità in Italia è stata pari a 1,27 miliardi di euro, investimento che vale circa l'1,1% della spesa pubblica e corrisponde a 21 euro per abitante, un dato in contrazione del 5% rispetto all'anno precedente.

Uno scenario non confortante, anche se prosegue con una certa convinzione il percorso di digitalizzazione delle Aziende sanitarie, costituito dalla Cartella clinica elettronica, che ha utilizzato fondi per 65 milioni di euro, e dall'ampliamento dell'offerta di servizi digitali ai cittadini, per circa 14 milioni di euro.

Per quanto riguarda la Telemedicina, ritenuta importante da tutte le strutture operanti in sanità in Italia, che hanno aumentato i loro investimenti negli ultimi anni, si limita spesso al solo Teleconsulto (a regime già nel 30% delle aziende) mentre le soluzioni più avanzate (tele-riabilitazione e tele-assistenza) sono ancora allo stadio sperimentale e con uso limitato (10% e 8% delle aziende).

Sanità digitale è anche Big Data Analytics (BDA) e Business Intelligence (BI). L'investimento in questi settori è stato pari a 15 milioni di euro nel 2016 e il 36% delle direzioni strategiche di aziende sanitarie o istituzioni sanitarie pensa che sia prioritario sviluppare questo settore.

Sono ancora molte le potenzialità inespresse dell'Industrial Internet applicato al mondo della Sanità. Già oggi, infatti, secondo GE Healthcare sarebbe possibile introdurre applicazioni non sperimentali ma innovative, come:

• una diversa gestione delle liste d'attesa, anche con geolocalizzazione o su specifiche classi di pazienti, ai fini dell'ottimizzazione dei percorsi di cura e dell'occupazione dei posti letto;
• un monitoraggio effettivo della gestione dell'appropriatezza prescrittiva per eseguire solo esami utili, non ripetitivi ed assolutamente necessari;
• la disponibilità ubiqua e in tempo reale del censimento e uso delle risorse ospedaliere;
• un supporto ai processi clinici decisionali con il data-driven optimization therapy che monitora gli effetti apportati dalla telemedicina e la Precision Medicine nella vita sanitaria dell'assistito.

Le priorità secondo GE Healthcare
Per implementare l'innovazione digitale occorre superare alcuni ostacoli che gli operatori del settore indicano principalmente nella carenza di risorse economiche e umane, e nella scarsa preparazione professionale specifica degli addetti ai lavori. 

È quindi fondamentale investire sulla sanità digitale, in termini di risorse economiche ma anche umane, per favorire soprattutto la decentralizzazione dei servizi all'interno di un SSN che sta passando da un sistema ospedalocentrico a uno basato sul territorio.
La necessità di valorizzare le potenzialità offerte dalla Sanità digitale si intreccia con quella di incentivare l'innovazione tecnologica per migliorare le cure offerte ai pazienti.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo lo studio di GE Healthcare occorre:

• coniugare sostenibilità e appropriatezza implementando tecnologie innovative, che contribuiscono ad aumentare le possibilità di cura e riducono il costo di gestione di determinate patologie.
• Introdurre una correlazione tra il valore prodotto per il paziente nelle singole prestazioni erogate e il finanziamento delle stesse in modo da impostare logiche di pay for value.
• Evitare l'adozione di barriere meramente economiche che ostacolino l'introduzione di una reale innovazione tecnologica, utilizzando modalità di valutazione e riconoscimento dell'evoluzione tecnologica che garantisca un accesso tempestivo, appropriato e sostenibile a beneficio dei pazienti.
Superare l'attuale immobilismo dei sistemi di riconoscimento e remunerazione delle tecnologie sia in ambito ospedaliero sia territoriale (nomenclatore tariffario) in una logica di flessibilità che coincida con lo sviluppo della medicina e della tecnologia.

Oggi il peso delle tecnologie nella cura dei pazienti tende a crescere rispetto alle altre voci di spesa e non assecondarlo, governandolo al contempo con modelli di valutazione clinica ed economica, rischia di lasciare il nostro Paese al di fuori della medicina di eccellenza.



lunedì 15 gennaio 2018

AL VIA LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE CONTRO IL TABAGISMO

"Chi non fuma sta una favola!"

AL VIA LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE CONTRO IL TABAGISMO

Al via la nuova campagna di comunicazione del Ministero della Salute contro il tabagismo.

Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, nel 2017, i fumatori, in Italia, sono 11,7 milioni, vale a dire il 22,3% della popolazione. Tra questi è aumentato il numero delle donne, che da 4,6 milioni del 2016 sono salite a 5,7 milioni. Si tratta della differenza minima mai riscontrata tra fumatori uomini (23,9%) e donne (20,8%). Il 12,2% dei fumatori, inoltre, ha iniziato a fumare prima dei 15 anni.

A fronte di questi dati, il Ministero ribadisce il suo impegno istituzionale contro il fumo e si rivolge direttamente ai fumatori invitandoli a riflettere per provare a modificare un comportamento dannoso per la propria salute.

Il claim di campagna "Chi non fuma sta una favola!" sintetizza efficacemente il messaggio di prevenzione che si intende veicolare.

Considerati gli ottimi risultati di visibilità e gradimento ottenuti dalla campagna 2015/2016 il Ministero ha deciso di puntare sullo stesso testimonial l'attore Nino Frassica che, da convinto non fumatore, ha deciso di porre il suo estro creativo e la sua popolarità al servizio della prevenzione.

Frassica, con la sua originale ironia rivolge ai fumatori un messaggio diretto e chiaro: smetti di fumare perché "il fumo è la prima causa dei tumori!".

Nei nuovi "episodi" della campagna 2018 il Professor Nino Frassica è uno stralunato psicanalista che ha come pazienti i "cattivi" delle fiabe: Grimilde la matrigna di Biancaneve e il Lupo Cattivo di Cappuccetto Rosso, entrambi fumatori, che daranno una svolta salutista alla loro vita smettendo di fumare.

La campagna prevede la messa in onda di due spot video e due spot radiofonici (della durata di 30"). 

Oltre alla programmazione televisiva gli spot saranno presenti sul sito del Ministero della salute e sui canali social.

In particolare, per lo Spot TV, a far data dal 10 gennaio, è prevista una diffusione sulle principali emittenti televisive nazionali: RAI (in collaborazione con il Dipartimento dell'informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Canale 5, Italia1 e Rete 4.

Anche per gli spot radiofonici è prevista una diffusione sulle principali emittenti nazionali (RAI uno, RAI due e RAI tre, RTL102,5 –RDS 100% grandi successi - Radio Deejay - Radio 105 – Radio Italia Solo Musica Italiana). 


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venerdì 8 dicembre 2017

SANITÀ. Il Gruppo Garofalo acquisisce la Casa di Cura Prof.Nobili (BO)

Il Gruppo Garofalo acquisisce la Casa di Cura Prof.Nobili

Prosegue la politica di espansione sul territorio nazionale del gruppo sanitario romano: siglata una nuova acquisizione in provincia di Bologna

Roma, 8 dicembre 2017 - Il Gruppo Garofalo, realtà imprenditoriale italiana tra i leader nel settore della sanità privata, ha concluso oggi un'altra importante operazione di sviluppo supportata nell'operazione dalla banca d'affari internazionale Alantra: a soli cinque mesi dall'acquisizione della ligure Fides Medica, infatti, il Gruppo annuncia l'acquisto della Casa di Cura Prof. Nobili di Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna. 
Una struttura polispecialistica, considerata una eccellenza ospedaliera, che insieme all'Hesperia Hospital, complesso ospedaliero tra i più importanti d'Italia, va a consolidare la presenza del Gruppo Garofalo nell'ambito della Regione Emilia-Romagna.
La Casa di Cura Prof. Nobili, situata a soli 35 km da Bologna, svolge funzioni di ospedale per il territorio, possiede 86 posti letto e dispone di due divisioni, una destinata alla medicina e lungodegenza, l'altra alla chirurgia. 
Dispone inoltre di un'area dedicata all'attività di diagnostica ambulatoriale, con attrezzature performanti e due risonanze magnetiche di ultima generazione. 
Presente poi una sala per la dialisi con 6 posti letto ed un Punto di Primo Intervento, riconosciuto e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. 
La struttura ha un organico di oltre 150 unità tra dipendenti e liberi professionisti, fattura circa 10 milioni di euro ed ha un margine operativo lordo (Ebitda) di circa 1 milione e mezzo di euro. 
Alla guida della Casa di Cura permarrà l'attuale management ed in particolare il suo Amministratore Delegato Dott. Luigi Gallina, anche per garantire la continuità della gestione.
"Il nostro obiettivo è quello di proseguire in un percorso di crescita selezionando regioni e comparti in cui poter sviluppare il nostro intervento- spiega l'Avv. Maria Laura Garofalo, Presidente del Gruppo Garofalo- consolidando inoltre le nostre performance cliniche e gestionali, che hanno sinora consentito uno sviluppo sano ed imponente, nonostante le difficoltà del settore colpito pesantemente da continui interventi di spending review. Va considerato infatti che la sanità privata accreditata si trova in un momento storico particolarmente significativo e di svolta, orientato verso operazioni di consolidamento e di concentrazione, dove la qualità del servizio e dell'assistenza sanitaria a livello nazionale richiedono investimenti mirati ed in linea con gli standard internazionali."
Il Gruppo Garofalo, fondato nel 1957 dal chirurgo Raffaele Garofalo e dai due fratelli Antonio e Mario, ha iniziato nel 2000 un processo di forte espansione sotto la guida della figlia del suo fondatore, l'Avv. Maria Laura Garofalo divenendo oggi proprietario di 25 strutture sanitarie e socio-assistenziali collocate in 6 regioni italiane (Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Liguria), con oltre 2500 posti letto e 4500 collaboratori, tra dipendenti e liberi professionisti. 
Il Gruppo, grazie a una guida lungimirante copre tutti i comparti del settore sanitario e socio assistenziale (pazienti acuti, chirurgia di altissima, media e bassa complessità, riabilitazione motoria, cardiologica e nutrizionale, coma in stato vegetativo persistente, RSA, psichiatria e centri diagnostici) ed il suo fatturato ammonta a circa 300 milioni di euro.


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sabato 25 novembre 2017

JUST EAT: I PROFESSIONISTI DEL SANITARIO AL 1° POSTO NEGLI ORDINI A DOMICILIO IN PAUSA PRANZO

PRANZO A DOMICILIO: I PROFESSIONISTI DEL SANITARIO AL PRIMO POSTO ORDINANO PANINI, INSALATE E GIAPPONESE

L'Osservatorio di Just Eat rivela che al lavoro si sceglie sempre più l'ordine digitale con + 137% dei pranzi a domicilio nel 2017 in 15 città italiane

Tra i lavoratori che ordinano di più a domicilio primi assoluti in classifica 
coloro che operano nel mondo sanitario

Le evidenze dell'Osservatorio Just Eat:

          I professionisti del settore sanità a pranzo impazziscono per panini e piadine, ma come seconda scelta prediligono la cucina giapponese e per finire le sanissime insalate
          Tuttavia anche chi lavora per la salute non sa rinunciare in pausa alla pizza presente negli ordini di questi professionisti e agli hamburger
          Il settore sanitario ordina il 71% in più di insalate rispetto ai professionisti del settore food&beverage e l'83% in più di hamburger rispetto alle estetiste
          In italia il cibo a domicilio ordinato via app durante la pausa pranzo registra un incremento del +137% rispetto allo scorso anno
          Il 36% degli italiani ordina mediamente a pranzo 2-3 volte al mese e il 32% lo fa in compagnia per gruppi di 3-4 colleghi
          Il 20% paga con i buoni pasto, quasi il 50% con carta di credito, ma con Just Eat il 33% paga ancora in contanti

La pausa pranzo è da sempre un momento irrinunciabile per i lavoratori italiani, in particolare per chi lavora nel mondo della sanità, che vogliono viverla trascorrendo un momento piacevole sia da un punto di vista sociale sia per quanto riguarda le scelte alimentari. 

E proprio in relazione a questa forte attenzione a come ci si nutre durante il giorno e nelle ore di lavoro, il food delivery sta giocando un ruolo importante contribuendo a rendere la pausa pranzo un'esperienza divertente, facile da gestire e nel contempo sana. 

Just Eat, l'app leader di mercato per ordinare cibo a domicilio online in tutta Italia, registra infatti una crescita importante degli ordini a domicilio effettuati per il pranzo e dai luoghi di lavoro, pari al +137% rispetto allo scorso anno.

Professioni a confronto

Tra chi ordina a domicilio in pausa pranzo il 41% sono impiegati, il 18% liberi professionisti, il 33% studenti, dati significativi che confermano quanto il food delivery sia oggi una nuova abitudine di consumo non solo nella fascia serale ma anche dai luoghi di lavoro. 

In particolare, secondo l'Osservatorio sul Food Delivery elaborato da Just Eat Italia, i professionisti del settore sanità a pranzo impazziscono per panini e piadine, ma come seconda scelta prediligono la cucina giapponese e per finire le sanissime insalate. 

Tuttavia anche chi lavora per la salute non sa rinunciare in pausa alla pizza presente negli ordini di questi professionisti e agli hamburger. Il settore sanitario ordina il 71% in più di insalate rispetto ai professionisti del settore food&beverage e l'83% in più di hamburger rispetto alle estetiste.

Qui la classifica dei professionisti più attivi durante la pausa pranzo:

1.     Sanitario        
2.     Commerciale   
3.     Digitale           
4.     Comunicazione e Marketing     
5.     Finanza e Amministrazione       
6.     Bancario         
7.     Food & Beverage        
8.     Design e Edilizia         
9.     Legale 
10.  Moda
11.  Intrattenimento e Spettacolo
12.  Estetica e Bellezza

Mediamente i lavoratori Millennial (26-35 anni) utilizzano di più il digital food delivery, a pari merito con la Y generation (entrambi rappresentano il 36%), seguiti dalla nuova generazione degli Xennial (36-45) con il 20% e dagli over 45 (8%). Analizzando le differenze tra uomo e donna, la quota rosa ordina a livelli decisamente superiori rispetto al sesso maschile il sushi (+107%) al primo posto, le insalate (+114%) al secondo, il cibo vegetariano (+167%) al terzo, e infine i dolci. Al contrario nella classifica delle preferenze maschili per il pranzo troviamo al primo posto i panini, al secondo gli hamburger e al terzo la pasta (+40% rispetto agli ordini femminili).

Frequenza e modalità di ordini in pausa pranzo

Tra le 15 città analizzate svettano in cima alla classifica di quelle in cui si ordina di più a pranzo Milano, Bologna, Roma, Torino e Genova, ma il trend cresce con ritmi particolarmente sostenuti in altre aree che si dimostrano invece come le città appunto più in crescita. In testa Pisa (+1186% ), ancora Bologna (+685% ), Brescia (+298%) e Catania (+222%) dove il cibo consegnato comodamente al desk sta registrando punte davvero importanti.

Il 36% ordina cibo a domicilio per pranzo mediamente 2-3 volte al mese, il 20% una volta a settimana e il 9% più di una volta a settimana. Chi invece non ordina a domicilio online a pranzo, dichiara nel 45% dei casi di preferire il tradizionale pranzo da casa, per i milanesi la "schiscetta".

Ma a che ora si mangia tra un meeting un appuntamento o un lavoro da finire? Il 31% dei professionisti italiani ordina alle ore 12:00 per ricevere il pranzo con sicurezza per la pausa delle 13:00, una tendenza registrata soprattutto al Nord d'Italia come a Verona, Genova, Milano e Torino, mentre il 27% invia il proprio ordine tra le 13:00 e le 13:30, un'abitudine questa secondo un orario tipico del centro-sud in città come Palermo, Bari, Napoli e Catania.

Il 32% si fa consegnare il cibo per un gruppo di 3-4 colleghi per gustare in compagnia dei colleghi o con il proprio team il cibo preferito, il 27% ordina per se stesso in modo da ottimizzare i tempi delle attività della giornata lavorativa mangiando però ugualmente in modo sano e il 23% ordina per due persone per trascorrere la pausa pranzo con il collega più simpatico.


*Survey realizzata da Just Eat su oltre 16.000 utenti in 15 città italiane dal 1 gennaio al 1 novembre 2017 con analisi comparative sui dati 2016.

A proposito di JUST EAT:
Just Eat, azienda leader nel mercato dei servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio, è presente in Italia dal 2011 e oggi opera con più di 7.000 ristoranti affiliati in oltre 600 comuni. 

Just Eat è accessibile da pc e da mobile tramite l'applicazione dedicata o la versione mobile del sito per garantire a tutte le persone affamate un'ampia varietà di cucine tra cui scegliere. 

JUST EAT plc, con sede a Londra, usa una tecnologia proprietaria per offrire un servizio per ordinare online velocemente e in modo efficiente in 13 mercati, a 17.4 milioni di utenti e oltre 68.500 ristoranti partner. 
Just Eat fa parte del FTSE 250 Index.

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