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mercoledì 28 febbraio 2018

General Electric Healthcare Europa: l'italiana Chiara Cavallo è il nuovo Chief Strategy Officer

L'ITALIANA CHIARA CAVALLO È IL NUOVO CHIEF STRATEGY OFFICER DI GE HEALTHCARE EUROPA, DIVISIONE MEDICALE DI GENERAL ELECTRIC

Milano, 28 febbraio 2018 – A partire dal 26 febbraio 2018, Chiara Cavallo è il nuovo Chief Strategy Officer di GE Healthcare Europa, divisione medicale di General Electric, leader nel settore delle tecnologie medicali, dei farmaci diagnostici e dei sistemi digitali per la Sanità.

Nel suo nuovo ruolo, Chiara Cavallo dirigerà l'attività di sviluppo strategico e di marketing per l'intero mercato europeo di GE Healthcare. 

Sarà quindi responsabile dello sviluppo, della comunicazione, dell'esecuzione e del sostegno delle iniziative strategiche e di innovazione di GE Healthcare Europa.

Le sue competenze nel creare una visione condivisa degli obiettivi e nell'avviare nuovi progetti commerciali – unita alle precedenti esperienze maturate in GE – saranno una preziosa risorsa per sviluppare iniziative strategiche sia nel contesto nazionale, sia in quello più ampio di GE Healthcare Europa.

Dopo la laurea di Economia e un Master in Business Management presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Chiara Cavallo ha lavorato per sei anni come consulente strategico per Bain & Company. 

A partire dal 2009 è iniziato il suo percorso in General Electric, all'interno della divisione Oil & Gas, a capo del Turbomachinery Strategic Marketing team. 

In GE ha ricoperto diverse posizioni, assumendo sempre maggiori responsabilità. Nel 2012 è diventata Chief Marketing Officer dell'unità Power Conversion di GE, con l'obiettivo di posizionare la società come fornitore per l'elettrificazione e promuovere soluzioni digitali trasversali ai diversi segmenti di business, alle aree geografiche e ai mercati futuri. 

Compiti a cui, due anni dopo, si è aggiunta la responsabilità delle Relazioni esterne e interne dell'unità.

A partire dal 2016 ha esteso il suo campo di intervento, ricoprendo la posizione di Market Strategy & Analytics Center of Excellence Leader all'interno della divisione Energy Connections di GE.

Chiara Cavallo, 39 anni, assumerà il suo nuovo incarico e coordinerà l'attività di marketing di GE Healthcare continuando a operare dalla sede di Firenze, dove vive con il marito e una figlia di 3 anni.


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domenica 25 febbraio 2018

Salute: General Electric - Radiazioni da esami medici: in Italia oltre 150 strutture dotate di innovativo software per monitoraggio e ottimizzazione

RADIAZIONI DA ESAMI MEDICI: IN ITALIA OLTRE 150 STRUTTURE DOTATE DI SOFTWARE PER MONITORAGGIO E OTTIMIZZAZIONE*

Progettato da GE Healthcare, il sistema DoseWatch monitora e consente di gestire la dose di radiazioni erogata ai pazienti durante Tac, radiografie e angiografie, fornendo così dati utili per un'ottimizzazione ed una conseguente riduzione di dose in percentuali che possono arrivare dal 15 al 30%.

I centri clinici si stanno attrezzando in particolar modo quest'anno visto il prossimo recepimento della Direttiva Europea Euratom 59/2013, che rafforza ulteriormente le indicazioni e le norme di sicurezza circa la radioesposizione dei pazienti e degli operatori sanitari.

Le tematiche al centro del dibattito del primo appuntamento 2018 del Dose & Talk Tour, oggi a Torino.

Torino, 25 febbraio 2018 Monitorare la dose di radiazioni erogata ai pazienti nel corso di esami medici e, quando possibile, ottimizzarla. È questo l'obiettivo del sistema DoseWatch, software progettato da General Electric Healthcare installato in oltre 150 strutture cliniche italiane, che in questi anni si sono preparate al recepimento della Direttiva Euratom 59/2013. 

La Direttiva Europea sarebbe dovuta entrare in vigore in Italia, come in tutti gli Stati Membri dell'Unione, a partire dal 6 febbraio di quest'anno con l'obiettivo di stabilire norme di sicurezza sulle radiazioni ionizzanti anche nel campo della salute.

La norma – che secondo le Società scientifiche dovrebbe essere recepita in Italia entro l'anno, nonostante il ritardo burocratico – richiede che l'esposizione alla dose radiante dei pazienti sia monitorata per ogni procedura clinica innescando un circolo virtuoso di ottimizzazione della dose stessa (giustificazione, standardizzazione, ottimizzazione) e che i pazienti potenzialmente più esposti possano essere identificati e correttamente seguiti mediante follow-up a medio e lungo termine. 

Un percorso che in diverse strutture del Paese ha già dato risultati incoraggianti, come dimostrato dal caso del Gruppo Humanitas di Rozzano (Milano) che grazie sia all'utilizzo di DoseWatch che alla definizione di un Progetto multidisciplinare di gestione della Dose – iniziato nel 2013 – è riuscito a standardizzare e ottimizzare i protocolli di diversi esami medici nei propri presidi ospedalieri, andando a ridurre la quantità di radiazioni somministrate in percentuali che vanno dal 15 al 30%.

Di questo si è parlato oggi a Torino nell'ambito della prima tappa 2018 del Dose & Talk Tour, un ciclo di incontri organizzati da GE Healthcare in diverse città italiane per fare il punto sui cambiamenti in corso in materia di gestione della dose con il mondo clinico.

DoseWatch è una soluzione digitale che consente l'invio dei dati dosimetrici da parte di apparecchiature diagnostiche (come Tac, angiografi o mammografi) a un server che li archivia e li elabora. 

Il sistema permette di monitorare e registrare in maniera automatica indici, livelli e parametri tecnici relativi alla dose somministrata con la possibilità di ottimizzarne l'utilizzo secondo principi "ALARA" (as low as reasonably achievable) in particolar modo nelle pratiche speciali e verso i soggetti più sensibili. 

I benefici in termini di sicurezza del paziente sono significativi: il personale sanitario e tecnico, ad esempio, è informato in tempo reale sulle esposizioni del paziente, con messaggi di warning ove queste siano elevate, soprattutto in presenza di procedure interventistiche complesse o di ripetute indagini.

Disponibile da settembre 2011 e seguito da un team dedicato di circa 60 persone, oggi DoseWatch conta più di 150 aziende sanitarie clienti attive in Italia (in Europa sono più di 600). 

L'ultima release del software, presentata come di consueto dall'azienda in occasione del Congresso mondiale RSNA alla fine dello scorso anno, presenta importanti novità: DoseWatch oggi infatti è in grado di effettuare una stima del calcolo della dose per organo sulla popolazione di pazienti pediatrici oltre che un'opportuna valutazione della dose ricevuta dal feto nel caso di esposizioni diagnostiche effettuate su pazienti in stato interessante.

Nel nostro Paese sono oltre 350 le apparecchiature connesse al software: il 62% sono Tac, il 20% dispositivi per radiologia interventistica, l'11% mammografi e il 7% apparecchiature per radiologia digitale.

La maggior parte delle strutture equipaggiate con il software DoseWatch hanno concentrato la propria attività sul monitoraggio della quantità di radiazioni erogate ai pazienti nel corso degli esami medici. Tra queste, diverse hanno già intrapreso un iter di standardizzazione ed ottimizzazione dei protocolli che ha consentito di ridurre la dose erogata in percentuali che variano rispetto al distretto anatomico e al quesito clinico dal 15 al 30%.

Negli ultimi anni, inoltre, l'attività di ricerca e sviluppo del settore biomedicale si è concentrata su dispositivi per imaging diagnostico sempre più efficienti, in grado di effettuare esami clinici di elevata qualità riducendo allo stesso tempo la dose di radiazioni erogate ai pazienti. In quest'ottica GE Healthcare ha realizzato tomografi computerizzati come Revolution CT e Revolution EVO: equipaggiati con la tecnologia Asir-V, sviluppata da GE, sono in grado di ridurre la dose di radiazioni erogate durante gli esami fino all'82%, preservando un'identica qualità dell'immagine.

"L'ottimizzazione della dose di radiazioni erogate ai pazienti durante gli esami medici è un'importante opportunità per la Sanità di oggi, non soltanto alla luce dell'entrata in vigore della Direttiva Euratom 59/2013", ha affermato Antonio Spera, Presidente e Ad di GE Healthcare Italia. 

"Grazie alle più moderne tecnologie digitali, la Sanità ha in mano tutti gli strumenti per vincere questa sfida. In quest'ottica siamo orgogliosi della diffusione del sistema DoseWatch in Italia, un fenomeno che dimostra come in questi anni le strutture del Paese si siano impegnate con decisione per rendere gli esami radiologici sempre più sicuri ed efficienti. La strada è ancora lunga, ma siamo convinti sia quella giusta".

*Informazioni rivolte ai professionisti del settore medico-sanitario


GE Healthcare
GE Healthcare è la divisione medicale di General Electric (NYSE: GE) con un fatturato di 19 miliardi di dollari, che sfrutta le potenzialità di dati e analytics per migliorare l'efficienza di hardware, software e biotecnologie. In qualità di società leader nella fornitura di apparecchiature di imaging medicale, con più di 100 anni di esperienza nel settore e oltre 50.000 dipendenti in 100 Paesi, GE Healthcare sta trasformando l'assistenza sanitaria offrendo risultati migliori per gli operatori del settore e i pazienti. 


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martedì 23 gennaio 2018

Salute. General Electric Healthcare: un miliardo di euro di risparmi l'anno con Sanità digitale in Italia

GE HEALTHCARE PRESENTA IL MEMORANDUM PER LA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: INCENTIVANDO L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA POSSIBILI RISPARMI PER 1 MILIARDO DI EURO L'ANNO

Il documento analizza il SSN italiano, facendo il punto sull'implementazione delle nuove tecnologie per maggiore efficienza e cure migliori per i pazienti.

MILANO, 23 gennaio 2018 – Innovazione tecnologica e un sistema di governance più efficace, che ne premi l'implementazione sul territorio

È questa la ricetta presentata da GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, per un Sistema sanitario nazionale più sostenibile, in grado di affrontare le sfide del futuro: invecchiamento della popolazione e crescita del numero di malati cronici, terapie più complesse e costose, necessità di ottimizzare la spesa e migliorare gli esiti clinici per i pazienti. 

Secondo l'edizione 2017 del Memorandum per la Sostenibilità del Sistema sanitario nazionale infatti, un'applicazione ottimale dei sistemi di Sanità digitale a livello ospedaliero che generi un miglioramento del solo 1% di efficienza porterebbe un risparmio di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

La spesa sanitaria in Italia
Nel 2016 in Italia la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) si attestava al 9,2% del PIL, rispetto a una media europea del 9,4%. Restringendo l'analisi alla spesa pubblica, in Italia quella per la Sanità è del 14% sul totale, una percentuale inferiore rispetto alla media europea (15,2%) anche in questo caso. 

Eppure, dal 2013 a oggi, la spesa sanitaria in termini nominali è aumentata, passando da 143,6 miliardi di euro al 149,5 miliardi di euro del 2016, per via dell'invecchiamento della popolazione e il cronicizzarsi di molte malattie, ma tale aumento non è sufficientemente supportato da un parallelo incremento di Pil.

Una situazione destinata a complicarsi: oggi gli italiani over 65 sono 13,4 milioni (il 22% della popolazione), di cui 8 su 10 soffrono di patologie croniche, con un costo sanitario pari a circa 2,8 volte quello medio pro capite destinato ad aumentare fino a 3,5 nel 2045.

La sanità digitale in Italia
Per rispondere alle sfide del futuro, secondo GE Healthcare un aiuto decisivo può arrivare dall'innovazione tecnologica, in particolare con l' "Health Care Internet of Things", che utilizza sensori, apps e il monitoraggio da remoto per fornire in continuo informazioni cliniche, ma anche i dati in cloud che permettono ai clinici l'accesso alle informazioni necessarie per il trattamento dei pazienti a casa, nel loro ambulatorio o altrove, consentendo il consulto con altri specialisti in tutto il mondo.

Un'applicazione ottimale dei sistemi di Industrial Internet a livello ospedaliero, che migliori la tracciabilità dei trattamenti, il flusso dei pazienti e l'utilizzo delle tecnologie sanitarie, con un miglioramento del solo 1% di efficienza, si tradurrebbe in un risparmio per il SSN di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

Su questo fronte, tuttavia, secondo GE Healthcare in Italia c'è ancora molta strada da percorrere: la sanità digitale al momento è riuscita a superare una massa critica minima di affermazione solo sul lato dell'informazione per il paziente, non su quello della sua gestione. 

Nel 2016, la spesa pubblica per la digitalizzazione della Sanità in Italia è stata pari a 1,27 miliardi di euro, investimento che vale circa l'1,1% della spesa pubblica e corrisponde a 21 euro per abitante, un dato in contrazione del 5% rispetto all'anno precedente.

Uno scenario non confortante, anche se prosegue con una certa convinzione il percorso di digitalizzazione delle Aziende sanitarie, costituito dalla Cartella clinica elettronica, che ha utilizzato fondi per 65 milioni di euro, e dall'ampliamento dell'offerta di servizi digitali ai cittadini, per circa 14 milioni di euro.

Per quanto riguarda la Telemedicina, ritenuta importante da tutte le strutture operanti in sanità in Italia, che hanno aumentato i loro investimenti negli ultimi anni, si limita spesso al solo Teleconsulto (a regime già nel 30% delle aziende) mentre le soluzioni più avanzate (tele-riabilitazione e tele-assistenza) sono ancora allo stadio sperimentale e con uso limitato (10% e 8% delle aziende).

Sanità digitale è anche Big Data Analytics (BDA) e Business Intelligence (BI). L'investimento in questi settori è stato pari a 15 milioni di euro nel 2016 e il 36% delle direzioni strategiche di aziende sanitarie o istituzioni sanitarie pensa che sia prioritario sviluppare questo settore.

Sono ancora molte le potenzialità inespresse dell'Industrial Internet applicato al mondo della Sanità. Già oggi, infatti, secondo GE Healthcare sarebbe possibile introdurre applicazioni non sperimentali ma innovative, come:

• una diversa gestione delle liste d'attesa, anche con geolocalizzazione o su specifiche classi di pazienti, ai fini dell'ottimizzazione dei percorsi di cura e dell'occupazione dei posti letto;
• un monitoraggio effettivo della gestione dell'appropriatezza prescrittiva per eseguire solo esami utili, non ripetitivi ed assolutamente necessari;
• la disponibilità ubiqua e in tempo reale del censimento e uso delle risorse ospedaliere;
• un supporto ai processi clinici decisionali con il data-driven optimization therapy che monitora gli effetti apportati dalla telemedicina e la Precision Medicine nella vita sanitaria dell'assistito.

Le priorità secondo GE Healthcare
Per implementare l'innovazione digitale occorre superare alcuni ostacoli che gli operatori del settore indicano principalmente nella carenza di risorse economiche e umane, e nella scarsa preparazione professionale specifica degli addetti ai lavori. 

È quindi fondamentale investire sulla sanità digitale, in termini di risorse economiche ma anche umane, per favorire soprattutto la decentralizzazione dei servizi all'interno di un SSN che sta passando da un sistema ospedalocentrico a uno basato sul territorio.
La necessità di valorizzare le potenzialità offerte dalla Sanità digitale si intreccia con quella di incentivare l'innovazione tecnologica per migliorare le cure offerte ai pazienti.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo lo studio di GE Healthcare occorre:

• coniugare sostenibilità e appropriatezza implementando tecnologie innovative, che contribuiscono ad aumentare le possibilità di cura e riducono il costo di gestione di determinate patologie.
• Introdurre una correlazione tra il valore prodotto per il paziente nelle singole prestazioni erogate e il finanziamento delle stesse in modo da impostare logiche di pay for value.
• Evitare l'adozione di barriere meramente economiche che ostacolino l'introduzione di una reale innovazione tecnologica, utilizzando modalità di valutazione e riconoscimento dell'evoluzione tecnologica che garantisca un accesso tempestivo, appropriato e sostenibile a beneficio dei pazienti.
Superare l'attuale immobilismo dei sistemi di riconoscimento e remunerazione delle tecnologie sia in ambito ospedaliero sia territoriale (nomenclatore tariffario) in una logica di flessibilità che coincida con lo sviluppo della medicina e della tecnologia.

Oggi il peso delle tecnologie nella cura dei pazienti tende a crescere rispetto alle altre voci di spesa e non assecondarlo, governandolo al contempo con modelli di valutazione clinica ed economica, rischia di lasciare il nostro Paese al di fuori della medicina di eccellenza.



domenica 10 dicembre 2017

Salute. General Electric supporta lo sviluppo delle terapie cellulari con un'innovativa tecnologia di scongelamento automatico

GE HEALTHCARE SUPPORTA LO SVILUPPO DI TERAPIE CELLULARI CON UN'INNOVATIVA TECNOLOGIA DI SCONGELAMENTO

La nuova soluzione offre lo scongelamento automatico a secco delle sacche crioconservate, per affrontare le principali sfide delle terapie cellulari

La tecnologia rende l'offerta di GE Healthcare ancora più completa, con prodotti che consentono di coprire quasi ogni passo nella produzione delle terapie cellulari

MILANO, 10 dicembre 2017 – Migliorare l'efficienza delle terapie cellulari, rendendole accessibili a un numero sempre maggiore di pazienti. 
È questo l'obiettivo di GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, che ha presentato il primo modello di una nuova tecnologia per lo scongelamento di grandi volumi di cellule crioconservate in sacche. 
Questa gamma di innovative unità automatizzate per lo scongelamento a secco estende le capacità di controllo nelle terapie cellulari più delicate, rispondendo alle principali sfide affrontate dalle aziende operanti nel settore. 
Progettata per superare i molteplici limiti della pratica standard di scongelamento tramite bagno termostatico, la nuova serie di soluzioni offre un sistema di recupero semplice, riproducibile e tracciabile che mantiene la vitalità cellulare per prevenire la perdita dell'effetto terapeutico.
Con circa 900 studi clinici di terapie cellulari in corso in tutto il mondo e alcuni prodotti approvati come trattamenti, l'emergere di terapie cellulari ha il potenziale per cambiare il panorama dell'assistenza sanitaria. 
Tuttavia, il mantenimento dell'attività delle cellule nel corso di tutta la catena criogenica (cryochain) è una sfida importante.
Lo scongelamento delle cellule è la parte finale e meno controllata della catena criogenica. Il processo viene spesso effettuato in bagni termostatici, con incongruenze dovute alla determinazione soggettiva del punto finale di scongelamento e al rischio di contaminazione tramite acqua. 
Anche la raccolta e l'analisi dei dati provenienti da diversi siti di scongelamento, che spesso avviene mediante registrazioni cartacee, rallenta l'evoluzione delle terapie Nel 2015, la principale organizzazione attiva nel campo della terapia cellulare con sede nel Regno Unito, la Cell and Gene Therapy Catapult, ha riconosciuto questi ostacoli alla commercializzazione delle terapie cellulari e si è rivolta ad Asymptote (società ora parte di GE Healthcare) per sfruttare la sua esperienza nella crioconservazione e trovare soluzioni. 
Disponibile in commercio, la nuova tecnologia di GE Healthcare standardizza e semplifica il recupero di campioni crioconservati, con un sistema che consente una registrazione completa e verificabile del processo di scongelamento. 
Combinando tecnologie di automazione e di scongelamento a secco, lo strumento consente di determinare con precisione il termine dello scongelamento ed elimina il rischio di contaminazione associato ai bagni termostatici. I profili di funzionamento possono essere personalizzati per ogni tipologia di prodotto e trasmessi agli strumenti su più siti per garantire uno scongelamento uniforme dei campioni. 
Inoltre, tutte le unità della nuova tecnologia hanno un'opzione "lock-down" che limita i profili accessibili agli operatori minimizzando il rischio di errore. Il registro elettronico dei dati crea una registrazione di ogni fase del processo di scongelamento e consente di identificare rapidamente eventuali fonti di variazione. Tutte le unità della nuova serie di tecnologie si integrano con la piattaforma digitale my.Cryochain di GE, per standardizzare e controllare i processi di scongelamento tramite qualsiasi web-browser.
"Dato l'aumentare del numero di terapie cellulari, GE Healthcare si è concentrata sulla creazione di soluzioni che salvaguardino la produzione e l'erogazione di queste terapie", ha affermato Ger Brophy, General Manager Cell Therapy di GE Healthcare. 
"La nuova serie di soluzioni fornirà certezze nello scongelamento delle cellule, attraverso un processo automatizzato a secco e la completa tracciabilità delle procedure. Questa tecnologia è in grado di trasformare lo stadio finale delle terapie cellulari e di contribuire a far progredire l'industrializzazione e la somministrazione di queste terapie potenzialmente salvavita".
La tecnologia è ora disponibile come strumento da laboratorio e nei progetti di sperimentazione clinica.
La nuova tecnologia rende l'offerta di GE Healthcare per questo settore ancora più completa, con prodotti che consentono di coprire quasi ogni passo nella produzione delle terapie cellulari. 
GE Healthcare può quindi essere un partner fondamentale nel processo di industrializzazione e di produzione su larga scala di terapie cellulari per curare un maggior numero di persone a costi sempre più contenuti.
La nuova serie di strumenti automatici di GE Healthcare è destinata esclusivamente alla ricerca. Non si tratta di dispositivi medici e non sono stati sottoposti a registrazione, autorizzazione o approvazione da parte di autorità di regolamentazione. L'Utente è l'unico responsabile per ottenere le necessarie autorizzazion prima di qualsiasi utilizzo clinico.



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sabato 14 ottobre 2017

General Electric lancia il suo primo laboratorio europeo di stampa 3D per la Sanità

GE HEALTHCARE APRE IL SUO PRIMO CENTRO EUROPEO DI STAMPA E DESIGN 3D PER L'INDUSTRIA DELLA SANITÀ

Il nuovo laboratorio di Uppsala, in Svezia, applicherà la stampa 3D e altre tecniche per accelerare l'innovazione e semplificare i processi di produzione complessi


MILANO, OTTOBRE 2017 – Utilizzare tecnologie come la stampa 3D e la robotica per accelerare il lancio di prodotti innovativi per l'industria sanitaria. È questo l'obiettivo di GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, che ha aperto il suo primo laboratorio di stampa 3D in Europa, a Uppsala, in Svezia.

Chiamato "Innovative Design and Advanced Manufacturing Technology Center for Europe", il laboratorio combina tradizionali attrezzature di lavoro con tecnologie di produzione avanzate come stampanti a metalli o a polimeri e robot collaborativi, o "cobot". 

Per ottenere i benefici della stampa 3D è necessario che la tecnologia sia presa in considerazione fin dall'inizio del processo di innovazione, per cui i team di Ricerca e Design collaborano con gli ingegneri specializzati in advanced manufacturing e con i clienti. In quest'ottica, il nuovo centro di Uppsala garantirà una maggiore competenza a partire dall'inizio del progetto. I team progetteranno, collauderanno e realizzeranno pezzi stampati in 3D per i prodotti GE Healthcare e li prepareranno per il trasferimento finale alla produzione.

Tecniche avanzate come la stampa 3D possono apportare vantaggi significativi ai processi di produzione. Ad esempio, un componente stampato in 3D può combinare 20 parti in un unico pezzo e migliorarne le prestazioni. La riduzione dei pezzi in un processo di produzione offre vantaggi in settori come l'industria del biomanufacturing, dove i processi e le attrezzature di fabbricazione sono complessi e composti da centinaia di componenti diversi.

"Stiamo esplorando opportunità dove la manifattura additiva possa portare risparmi sui costi e miglioramenti tecnici alla nostra catena di distribuzione e ai nostri prodotti" spiega Andreas Marcstrom, Manager di Additive Engineering presso lo stabilimento GE Healthcare di Uppsala. "La semplice stampa di un pezzo non apporta un grande miglioramento a un prodotto o a un processo. È necessario ripensare l'intero progetto e, per fare questo, occorre che i team di ricerca e sviluppo e gli ingegneri specializzati in manifattura additiva lavorino fin dall'inizio del processo di sviluppo: il nostro centro a Uppsala si occuperà proprio di questa fase fondamentale".

GE sta collaborando con la società di biotecnologie Amgen per testare le prestazioni di una colonna cromatografica utilizzata nel complesso processo di sviluppo dei biofarmaci, una serie di farmaci utilizzati per il trattamento di malattie, tra cui il cancro e le malattie immunitarie. La colonna, stampata in 3D e progettata su misura, sta venendo testata per verificare se possa essere utilizzata nella ricerca di Amgen per contribuire allo sviluppo di nuovi processi per la fase di purificazione nella produzione biofarmaceutica. 

Il team Advanced Manufacturing Engineering di GE Healthcare ha inoltre sviluppato e programmato dei robot collaborativi che ora sono installati negli stabilimenti GE Healthcare di tutto il mondo per migliorare l'efficienza nelle linee di produzione. Molti di questi sono parte integrante delle Brilliant Factories di GE Healthcare, impianti che combinano il continuo sviluppo con tecnologie digitali per operare in modo più efficiente e con una qualità superiore.

Il centro di Uppsala si affianca a un altro centro di ingegneria e produzione avanzata di GE Healthcare, che ha sede a Milwaukee, nel Wisconsin. I team di Uppsala collaboreranno con quelli del centro Milwaukee, condividendo conoscenze e lavorando su nuove idee di prodotto.
GE Healthcare è una delle sei divisioni di GE che ad oggi utilizza applicazioni additive. GE vuole portare la sua nuova attività nel settore dell'additive manufacturing a 1 miliardo di dollari entro il 2020; GE Additive ha l'obiettivo di vendere 10.000 macchine per manifattura additiva nei prossimi 10 anni.

venerdì 29 settembre 2017

Fondazione TLS - Sanità 4.0 la rivoluzione possibile Firmato protocollo tra TLS, Dedalus, Engineering, GE Healthcare, IBM

Fondazione Toscana Life Sciences
L'accordo prevede un gruppo di lavoro aperto e inclusivo sui temi della salute


Sanità 4.0 la rivoluzione possibile.

Firmato protocollo tra TLS, Dedalus, Engineering, GE Healthcare, IBM




FIRENZE, 29/09/2017 - . Costituire un gruppo di lavoro aperto e inclusivo che possa affrontare in modo efficace le questioni rilevanti per la salute, attraverso un dialogo continuo ed una cooperazione tra le Regioni, le aziende sanitarie, le Associazioni dei pazienti, l'industria, i responsabili dell'economia, della tecnologia e dell'innovazione. 

È questo lo spirito alla base dell'accordo firmato oggi, venerdì 29 settembre, a Firenze al Forum sulla salute tra la Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) e le quattro aziende che, a livello mondiale, stanno affrontando questa sfida: Dedalus, Engineering, GE Healthcare e IBM.

Sanità 4.0 Il documento si inserisce nel contesto del protocollo d'intesa sottoscritto tra la Regione Toscana e la Regione Lazio che punta a promuovere sinergie e collaborazioni sul fronte della ricerca, dell'innovazione e della condivisione dei risultati nell'ambito delle life sciences. 

La macro sfida, in ottica Sanità 4.0, è quella di mettere a disposizione di attori pubblici e privati una piattaforma che abiliti la condivisione della conoscenza. 

Una sfida che ha le potenzialità di rivoluzionare il sistema sanitario, partendo dallo sviluppo di programmi/interventi regionali coordinati, anche con il livello nazionale, per lo sviluppo delle piattaforme logistiche e tecnologiche abilitanti l'innovazione degli ecosistemi Sanità e Sviluppo dell'industria farmaceutica, biomedicale e dei dispositivi medici.


Gli obiettivi. 
Tra gli obiettivi del protocollo ci sono la definizione e lo sviluppo di un ecosistema che sfrutti le nuove tecnologie digitali nel settore sanitario secondo i nuovi paradigmi e modelli Industria 4.0

La creazione e la dimostrazione concreta di piattaforme tecnologiche innovative sono un altro punto dell'accordo, che dovranno essere operanti e interoperanti all'interno dell'ecosistema attraverso modalità innovative nei processi di trattamento e cura delle persone a disposizione degli Enti sanitari. 

Il gruppo di lavoro supporterà e creerà occasioni di formazione sui temi dell'innovazione sanitaria e dei nuovi modelli di progettazione, governance e procurement per il settore sanità digitale.

Il ruolo degli attori dell'accordo. 
TLS è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l'obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e di cui la Regione Toscana è uno dei soci fondatori. 

Il ruolo giocato in questa nuova sfida sarà quello di mettere a disposizione gli spazi per la realizzazione degli obiettivi del Gruppo di Lavoro presso le sue strutture di incubazione, di impegnarsi a favorire e governare la collaborazione tra i soggetti firmatari e fare da ponte con le istanze delle aziende sanitarie e aziende del cluster life sciences. 

Le aziende si impegnano a contribuire, attraverso competenze e innovazioni tecnologiche, al raggiungimento degli obiettivi una volta definito il piano di dettaglio.   

martedì 10 novembre 2015

Al Pausilipon di Napoli la Tac dei bimbi è un viaggio sul mare grazie a General Electric

AL PAUSILIPON LA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) È UN VIAGGIO SULL'OCEANO

L'Azienda ospedaliera ha collocato un sistema di tomografia computerizzata (TC)* di ultima generazione all'interno di una sala a tema pensata per i pazienti oncologici pediatrici.


NAPOLI, 10 novembre 2015 – Quando i piccoli pazienti dell'ospedale Pausilipon di Napoli si sdraieranno sul lettino della TC vedranno intorno a loro le onde dell'oceano. 

Il reparto di Radiologia oncologica pediatrica della struttura campana, diretto dal Dott. Massimo Zeccolini, si è dotato di un ambiente pensato apposta per mettere a proprio agio i bambini, facendogli immaginare un viaggio per mare tra coralli e corsari mentre si sottopongono all'esame diagnostico, con un sistema di ultima generazione.

A realizzare il progetto è stata GE Healthcare, divisione medicale di General Electric che per i pazienti oncologici pediatrici dell'Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon ha unito a un ambiente amichevole un nuovo sistema TC volumetrico a 128 strati che consente un'elevata velocità di scansione e un'alta risoluzione spaziale senza compromettere la qualità diagnostica dell'immagine. 

Uno strumento potente, ma anche adatto ai pazienti pediatrici: grazie alla tecnologia ASIR (Adaptive Statistical Iterative Reconstruction) si aprono nuove frontiere per lo studio a bassa dose di tutte le applicazioni dell'apparecchio, rendendo possibile una drastica riduzione del carico di raggi x erogati per singolo esame ed eliminando gli artefatti e il rumore sull'immagine, con un notevole incremento della qualità degli esami che si riflette anche sulla possibilità, in molti casi, di minimizzare o addirittura non ricorrere alla narcosi del piccolo paziente.

Nel progetto di GE Healthcare per l'ospedale Pausilipon la tecnologia incontra l'attenzione alla persona: il sistema di tomografia computerizzata è stato infatti collocato in una stanza realizzata in collaborazione con l'impresa edile Gruppo Boggia e pensata appositamente per i pazienti pediatrici, che in condizioni normali potrebbero essere turbati dall'ingresso nella macchina per la tomografia computerizzata. 

In questo caso, invece, notevole attenzione è stata data all'ambiente, concepito con monitor incorporati per visione di filmati per distrarre e tranquillizzare i piccoli pazienti durante l'esecuzione dell'esame. 

Al centro della stanza, poi, la TC ospita il disegno di un timone, invitando i bambini che si sdraiano sul lettino a rilassarsi, immergendosi in un viaggio tra le onde della fantasia. 

La scelta del tema marino è in perfetta sintonia con l'ambiente circostante essendo l'ospedale ubicato in un'area privilegiata del golfo di Napoli; perciò la presenza di  un mare cristallino dipinto sia sulle pareti della sala TC, nel cui blu solcano la superficie pirati, delfini e velieri, sia sui muri dell'anticamera della sala TC, dove sono raffigurati pesci, anemoni e coralli, ricrea l'ambiente delle profondità oceaniche,  creando un collegamento ideale tra l'esterno e l'interno della struttura.

*Informazioni rivolte ai professionisti del settore medico-sanitario

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