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martedì 23 gennaio 2018

Salute. General Electric Healthcare: un miliardo di euro di risparmi l'anno con Sanità digitale in Italia

GE HEALTHCARE PRESENTA IL MEMORANDUM PER LA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: INCENTIVANDO L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA POSSIBILI RISPARMI PER 1 MILIARDO DI EURO L'ANNO

Il documento analizza il SSN italiano, facendo il punto sull'implementazione delle nuove tecnologie per maggiore efficienza e cure migliori per i pazienti.

MILANO, 23 gennaio 2018 – Innovazione tecnologica e un sistema di governance più efficace, che ne premi l'implementazione sul territorio

È questa la ricetta presentata da GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, per un Sistema sanitario nazionale più sostenibile, in grado di affrontare le sfide del futuro: invecchiamento della popolazione e crescita del numero di malati cronici, terapie più complesse e costose, necessità di ottimizzare la spesa e migliorare gli esiti clinici per i pazienti. 

Secondo l'edizione 2017 del Memorandum per la Sostenibilità del Sistema sanitario nazionale infatti, un'applicazione ottimale dei sistemi di Sanità digitale a livello ospedaliero che generi un miglioramento del solo 1% di efficienza porterebbe un risparmio di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

La spesa sanitaria in Italia
Nel 2016 in Italia la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) si attestava al 9,2% del PIL, rispetto a una media europea del 9,4%. Restringendo l'analisi alla spesa pubblica, in Italia quella per la Sanità è del 14% sul totale, una percentuale inferiore rispetto alla media europea (15,2%) anche in questo caso. 

Eppure, dal 2013 a oggi, la spesa sanitaria in termini nominali è aumentata, passando da 143,6 miliardi di euro al 149,5 miliardi di euro del 2016, per via dell'invecchiamento della popolazione e il cronicizzarsi di molte malattie, ma tale aumento non è sufficientemente supportato da un parallelo incremento di Pil.

Una situazione destinata a complicarsi: oggi gli italiani over 65 sono 13,4 milioni (il 22% della popolazione), di cui 8 su 10 soffrono di patologie croniche, con un costo sanitario pari a circa 2,8 volte quello medio pro capite destinato ad aumentare fino a 3,5 nel 2045.

La sanità digitale in Italia
Per rispondere alle sfide del futuro, secondo GE Healthcare un aiuto decisivo può arrivare dall'innovazione tecnologica, in particolare con l' "Health Care Internet of Things", che utilizza sensori, apps e il monitoraggio da remoto per fornire in continuo informazioni cliniche, ma anche i dati in cloud che permettono ai clinici l'accesso alle informazioni necessarie per il trattamento dei pazienti a casa, nel loro ambulatorio o altrove, consentendo il consulto con altri specialisti in tutto il mondo.

Un'applicazione ottimale dei sistemi di Industrial Internet a livello ospedaliero, che migliori la tracciabilità dei trattamenti, il flusso dei pazienti e l'utilizzo delle tecnologie sanitarie, con un miglioramento del solo 1% di efficienza, si tradurrebbe in un risparmio per il SSN di oltre 1 miliardo di euro all'anno.

Su questo fronte, tuttavia, secondo GE Healthcare in Italia c'è ancora molta strada da percorrere: la sanità digitale al momento è riuscita a superare una massa critica minima di affermazione solo sul lato dell'informazione per il paziente, non su quello della sua gestione. 

Nel 2016, la spesa pubblica per la digitalizzazione della Sanità in Italia è stata pari a 1,27 miliardi di euro, investimento che vale circa l'1,1% della spesa pubblica e corrisponde a 21 euro per abitante, un dato in contrazione del 5% rispetto all'anno precedente.

Uno scenario non confortante, anche se prosegue con una certa convinzione il percorso di digitalizzazione delle Aziende sanitarie, costituito dalla Cartella clinica elettronica, che ha utilizzato fondi per 65 milioni di euro, e dall'ampliamento dell'offerta di servizi digitali ai cittadini, per circa 14 milioni di euro.

Per quanto riguarda la Telemedicina, ritenuta importante da tutte le strutture operanti in sanità in Italia, che hanno aumentato i loro investimenti negli ultimi anni, si limita spesso al solo Teleconsulto (a regime già nel 30% delle aziende) mentre le soluzioni più avanzate (tele-riabilitazione e tele-assistenza) sono ancora allo stadio sperimentale e con uso limitato (10% e 8% delle aziende).

Sanità digitale è anche Big Data Analytics (BDA) e Business Intelligence (BI). L'investimento in questi settori è stato pari a 15 milioni di euro nel 2016 e il 36% delle direzioni strategiche di aziende sanitarie o istituzioni sanitarie pensa che sia prioritario sviluppare questo settore.

Sono ancora molte le potenzialità inespresse dell'Industrial Internet applicato al mondo della Sanità. Già oggi, infatti, secondo GE Healthcare sarebbe possibile introdurre applicazioni non sperimentali ma innovative, come:

• una diversa gestione delle liste d'attesa, anche con geolocalizzazione o su specifiche classi di pazienti, ai fini dell'ottimizzazione dei percorsi di cura e dell'occupazione dei posti letto;
• un monitoraggio effettivo della gestione dell'appropriatezza prescrittiva per eseguire solo esami utili, non ripetitivi ed assolutamente necessari;
• la disponibilità ubiqua e in tempo reale del censimento e uso delle risorse ospedaliere;
• un supporto ai processi clinici decisionali con il data-driven optimization therapy che monitora gli effetti apportati dalla telemedicina e la Precision Medicine nella vita sanitaria dell'assistito.

Le priorità secondo GE Healthcare
Per implementare l'innovazione digitale occorre superare alcuni ostacoli che gli operatori del settore indicano principalmente nella carenza di risorse economiche e umane, e nella scarsa preparazione professionale specifica degli addetti ai lavori. 

È quindi fondamentale investire sulla sanità digitale, in termini di risorse economiche ma anche umane, per favorire soprattutto la decentralizzazione dei servizi all'interno di un SSN che sta passando da un sistema ospedalocentrico a uno basato sul territorio.
La necessità di valorizzare le potenzialità offerte dalla Sanità digitale si intreccia con quella di incentivare l'innovazione tecnologica per migliorare le cure offerte ai pazienti.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo lo studio di GE Healthcare occorre:

• coniugare sostenibilità e appropriatezza implementando tecnologie innovative, che contribuiscono ad aumentare le possibilità di cura e riducono il costo di gestione di determinate patologie.
• Introdurre una correlazione tra il valore prodotto per il paziente nelle singole prestazioni erogate e il finanziamento delle stesse in modo da impostare logiche di pay for value.
• Evitare l'adozione di barriere meramente economiche che ostacolino l'introduzione di una reale innovazione tecnologica, utilizzando modalità di valutazione e riconoscimento dell'evoluzione tecnologica che garantisca un accesso tempestivo, appropriato e sostenibile a beneficio dei pazienti.
Superare l'attuale immobilismo dei sistemi di riconoscimento e remunerazione delle tecnologie sia in ambito ospedaliero sia territoriale (nomenclatore tariffario) in una logica di flessibilità che coincida con lo sviluppo della medicina e della tecnologia.

Oggi il peso delle tecnologie nella cura dei pazienti tende a crescere rispetto alle altre voci di spesa e non assecondarlo, governandolo al contempo con modelli di valutazione clinica ed economica, rischia di lasciare il nostro Paese al di fuori della medicina di eccellenza.



sabato 7 ottobre 2017

3M Salute. Trasfusioni sangue. Come ridurre negli ospedali il rischio di infezioni del sangue del 30%

Risultati immagini per blood Transfusion
                                                                                                                                                                            

ANCORA TROPPI RISCHI IN OSPEDALE:

ECCO LA RICETTA PER RIDURRE LE INFEZIONI DEL SANGUE del 30%

Sono 450-700 mila le infezioni correlate all'assistenza in Italia: ecco i provvedimenti della Regione Lazio per limitare questo fenomeno.

Con l'evento in programma oggi a Roma 3M Italia continua il suo impegno nella lotta alle infezioni con la Campagna "3 a 0".

A un anno dalla prima edizione, ecco come si è concretizzato l'impegno degli Ospedali che hanno firmato la Carta "Targeting Zero".

Roma, 7 ottobre 2017 – Ogni anno si verificano in Italia 450-700 mila[1] infezioni in pazienti ricoverati in ospedale. Un numero ancora troppo alto per un fenomeno che potrebbe essere, almeno in parte, evitato e che grava pesantemente sui costi della sanità e sulla salute dei pazienti. 

Ma la soluzione è apparentemente "a portata di mano": queste infezioni, in particolare quelle del sangue correlate alla presenza di un catetere venoso, potrebbero diminuire infatti del 30%[2] se gli Ospedali italiani adottassero le buone pratiche (il cosiddetto modello delle 4 E) messe a punto dal gruppo Quality e Safety Research dell'Università Johns Hopkins.

Le linee guida internazionali emanate dalle principali società scientifiche sono concordi nell'affermare che le infezioni del sangue catetere correlate potrebbero essere addirittura azzerate - il cosiddetto "Targeting Zero" - mediante l'adozione di comportamenti virtuosi, primo tra tutti la costituzione di un team di personale dedicato e l'utilizzo di tecnologie innovative combinate in specifici pacchetti assistenziali.

"La Regione Lazio dal 2014 lavora intensamente su questo tema: l'obiettivo è quello di elaborare strategie e linee d'indirizzo regionali volte alla riduzione del rischio infettivo, mandatorie per tutte le Aziende Sanitarie del SSR; fra le priorità individuate un posto di assoluto rilievo è rappresentato dalle misure da porre in essere per limitare le infezioni del sangue correlate a Dispositivi Vascolari – spiega il dottor Antonio Silvestri, Responsabile dell'Unità Operativa Semplice a valenza Dipartimentale - Qualità, Certificazione e Sicurezza delle Cure – Risk Management dell'Ospedale San Camillo Forlanini di Roma. – nello specifico, dal 2015 è stato istituito il Coordinamento Regionale dei Comitati per il Controllo delle Infezioni che si avvale dei presidenti dei Comitati di Controllo per le infezioni correlate all'assistenza supportati da uno staff tecnico. Sono state elaborate e sottoscritte le linee di indirizzo regionali per la stesura dei Piani Annuali di prevenzione del rischio infettivo, da adottare in tutte le strutture sanitarie pubbliche della Regione Lazio. La prevenzione delle infezioni del sangue catetere correlate rientra pieno titolo tra le misure da porre in essere per raggiungere il suddetto obiettivo".

Oggi a Roma la Campagna 3M "3 a 0" per combattere le infezioni del sangue catetere correlate
Dopo il lancio dello scorso anno riparte la Campagna "3 a 0"  promossa da 3M, azienda leader nell'innovazione e nella tecnologia, che prosegue il suo impegno per combattere le infezioni del sangue catetere-correlate.

Oggi a Roma i rappresentanti di 30 Ospedali provenienti da tutto il Centro-Sud si incontreranno per firmare la Carta "Targeting Zero": una dichiarazione di intenti in cui si impegnano formalmente ad attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana e diffonderle all'interno della comunità medico-scientifica e di tutti gli stakeholder di riferimento tra cui agenzie governative, associazioni di pazienti e di categoria, reti di patologia ed enti ospedalieri.

La Campagna che si è aperta a Vicenza e si concluderà a Pisa a novembre vedrà il coinvolgimento di 60 strutture complessivamente.

Le 14 strutture sanitarie che l'anno scorso hanno firmato la carta hanno concretizzato il loro impegno attraverso l'adozione di protocolli, di attività di formazione, di strumenti di misurazione che hanno consentito di raggiungere l'obiettivo di formare un numero sempre maggiore di operatori e di aumentarne la sensibilizzazione all'argomento.

«In 3M crediamo che un mondo senza infezioni possa essere possibile e siamo convinti che questo sia anche una nostra responsabilitàPatrizio Galletta, 3M Italia Country Business Leader Health Care. Per questo rinnoviamo il nostro impegno attraverso la firma congiunta della carta "Targeting Zero" per implementare il modello delle quattro "E" e attuare così le buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana. In quanto membri della Comunità Scientifica e rappresentanti dell'Industria, crediamo che i pazienti abbiano diritto alla migliore prevenzione possibile delle infezioni catetere-correlate e all'equità di trattamento in qualsiasi struttura sanitaria decidano di recarsi. Con la firma della carta vogliamo contribuire in modo efficace alla sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale che beneficerebbe così di una minore spesa pubblica derivante dalle infezioni».

Infezioni catetere correlate: dati e cifre
Le infezioni correlate all'assistenza (ICA) sono un problema molto rilevante: gli esperti stimano che ogni anno si verifichino più di 2.600.000 nuovi casi solo nell'Unione Europea, numero superiore ai casi di influenza, HIV e tubercolosi aggregati[3].
Le infezioni del sangue primarie rappresentano circa il 6% delle ICA, ma sono associate al più elevato tasso di mortalità (15%) 3,[4]
In Italia, le infezioni del sangue catetere-correlate (CR-BSI) rappresentano tra l'8 e il 12% delle infezioni correlate all'assistenza[5].Si stimano circa 8.500 casi all'anno solo nelle terapie intensive, che gravano sul SSN per circa 82 milioni di euro[6]. Si stima che tali infezioni comportino un prolungamento medio della degenza in terapia intensiva pari a 9 giorni[7].

"Targeting Zero" e il modello delle 4 "E"
Ecco nello specifico in che cosa consiste il così detto modello delle 4 "E" messo a punto dal gruppo Quality e SafetyResearch dell'Università Johns Hopkins per l'implementazione di buone pratiche e comportamenti che possono fare la differenza nel combattere e distruggere le infezioni:

·         Engage - sensibilizzare il personale sui gravi rischi che i pazienti corrono in seguito alla contrazione di infezioni da catetere venoso e sull'importanza di prevenirle, condividendone i dati;
·         Educate-formare il personale all'adozione delle linee guida evidencebased e delle raccomandazioni  indicate dalle società scientifiche;
·         Execute - implementare le procedure già apprese e condivise, verificate da un Team degli accessi Vascolari;
·         Evaluate – implementare un sistema per la tracciatura e la valutazione delle CR-BSI.



3M Salute
3M è una società internazionale che da decenni offre soluzioni per migliorare concretamente la vita di ogni persona, in ogni ambito, tutti i giorni. Grazie alla sua capacità di tradurre la scienza in innovazione attraverso le sue 46 piattaforme tecnologiche, è impegnata con i propri prodotti e servizi a far evolvere la qualità delle attività di clienti, partner e consumatori.

Obiettivo di 3M Salute – area di eccellenza della società che opera nell'ambito della cura della salute e della sanità - è applicare in modo sistematico questo approccio di business nella ricerca e nella realizzazione di sistemi a tutela del paziente ed a supporto degli operatori.

In termini pratici ciò significa sviluppare processi che semplificano il lavoro ospedaliero con prodotti e soluzioni affidabili e di qualità, e fornire di conseguenza un servizio migliore ai pazienti rendendo possibile il progresso nell'assistenza sanitaria.


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