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lunedì 20 gennaio 2020

I bambini nati grazie alla PMA sono più cagionevoli: una credenza errata da sfatare

Eugin-Antonio-La-Marca

I BAMBINI NATI GRAZIE AI TRATTAMENTI DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA SONO PIU’ CAGIONEVOLI: UNA CREDENZA ERRATA E DA SFATARE

I problemi di salute dei bambini nati da procreazione medicalmente assistita (PMA) dipendono da fattori non direttamente connessi ai trattamenti, come, ad esempio, la volontà di alcune cliniche di ottenere a tutti i costi tassi di successo superiori alla media .

È stato ipotizzato, in numerose occasioni, che la procreazione medicalmente assistita possa influenzare negativamente la salute del bambino. In realtà, lo stato di salute perinatale dei bambini nati da trattamenti di PMA non differisce da quello riscontrato nei bambini nati con concepimento spontaneo. I possibili problemi di salute del bambino, nato da procreazione medicalmente assistita, dipendono da fattori non strettamente legati ai trattamenti.

PMA eterologa con donatore di sperma e salute del bambino
Uno dei fattori che viene erroneamente collegato ai problemi di salute del nascituro è la gravidanza ottenuta con l'uso di spermatozoi da donatore, associata a un rischio di nascita prematura e di neonati sottopeso.
La prematurità è una malattia grave, che può portare a lievi ritardi intellettivi, a disabilità anche gravi e ad aumentare il rischio di insorgenza di alcune condizioni croniche come, ad esempio, l’asma per un mancato sviluppo polmonare completo del bambino nel grembo materno. Nei casi più gravi, la nascita prematura può portare alla morte perinatale.  Uno studio[1] ha però dimostrato che non vi è alcun collegamento tra esiti perinatali avversi e il concepimento con sperma di donatore: le condizioni di salute dei bambini risultano infatti paragonabili a quelle riscontrate nei nati con sperma del partner.

Gravidanze gemellari e salute dei bambini
La gravidanza multipla - insieme all’iperstimolazione ovarica - è tra le complicazioni più gravi legate ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita. La maggior parte delle coppie che si sottopongono a tecniche di PMA vedono la gravidanza multipla come un’occasione favorevole, senza prendere in considerazione le numerose complicazioni ad essa associate, che possono compromettere la possibilità di nascita di un neonato sano, che è l’unico obbiettivo delle PMA. Il problema più grave delle gravidanze gemellari, per importanza e frequenza di casi, è il parto prematuro: nelle gravidanze gemellari la prematurità si presenta nella metà dei casi, mentre nei casi di parti plurigemellari – 3 gemelli ad esempio - la gravidanza termina prima della 37°


[1] 2018, “Perinatal outcomes following IVF with use of donor versus partner sperm” - Mohan Shashikant Kamath a, *, Belavendra Antonisamy a, Hepsy Y Selliah a, Antonio La Marca b, Sesh Kamal Sunkara c
a Christian Medical College, Vellore, India
b University of Modena and Reggio Emilia, Modena, Italy
c Queen’s Hospital, Barking Havering Redbridge University Hospitals NHS Trust, Essex, UK
Mohan

martedì 23 gennaio 2018

Salute. Come superare l'infertilità. Da sabato 27 gennaio Procrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio

Come superare l'infertilità. 

Da sabato 27 gennaio ProCrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio.

Il centro di medicina della riproduzione di Lugano organizza una serie di appuntamenti gratuiti per parlare di come superare i problemi che ostacolano una gravidanza

È in programma sabato 27 gennaio, con inizio alle 14.15, il primo appuntamento dedicato alle coppie che sono alla ricerca di un figlio. 

Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano organizza una serie di incontri liberi e gratuiti per parlare di infertilità e aiutare le coppie che vorrebbero un figlio nel cammino verso la maternità

L'incontro del 27 gennaio è il primo di una serie di appuntamenti che riguarderà la prima parte del 2018. «Da gennaio a giugno, sono otto gli incontri che abbiamo organizzato con lo scopo di essere vicini alle coppie che sono alla ricerca di un figlio», premette il direttore medico di ProCrea, Michael Jemec

Oltre a quello del 27 gennaio, sono in programma incontri il 24 febbraio, 15 e 24 marzo, 21 aprile, 17 e 19 maggio e 16 giugno. «L'infertilità è una patologia subdola e che può essere particolarmente complessa. Viene tendenzialmente indicata in una coppia dopo un anno di rapporti liberi non protetti senza che vi sia alcuna gravidanza», precisa Jemec. 

«È un tema estremamente delicato perché va a toccare una sfera molto intima delle persone, ma su quale occorre fare chiarezza, parlarne per dipanare i dubbi e infondere la giusta speranza a quelle coppie che vorrebbero un figlio ma si trovano a scontrarsi sempre con insuccessi».

Parlare di infertilità fa bene, soprattutto in una società che tende a posticipare sempre più l'appuntamento con maternità. «È un dato assodato che l'età media al parto del primo figlio continui ad essere posticipata», prosegue il direttore medico di ProCrea. 

Secondo le statistiche Eurostat, dal 1995 al 2016 si è passati da 28 a 31 anni. «Questo, tenendo conto che il fattore età è uno dei principali ostacoli ad una gravidanza: più passa il tempo e più la donna perde il suo potenziale fertile», continua Jemec. 

«Capire il problema per guardare con fiducia insieme verso il futuro è il primo passo per un figlio. Negli incontri faremo proprio questo: con il personale di ProCrea - medici, biologi, aiuto medico e staff - saranno affrontati i vari aspetti dell'infertilità e del percorso verso la gravidanza per comprendere meglio il cammino da fare».

Il calendario completo degli incontri prevede sei appuntamenti il sabato pomeriggio con inizio alle 14.15: 27 gennaio, 24 febbraio, 24 marzo, 21 aprile, 19 maggio e 16 giugno. Il 15 marzo e il 17 maggio gli incontri sono invece previsti nel tardo pomeriggio del giovedì con inizio alle 18.30.


La partecipazione ai "Porte Aperte" è gratuita e aperta a tutti contattando la segreteria di ProCrea al numero +41 91 92455.55 oppure 02 60063041 per chi chiama dall'Italia; oppure a scrivendo a info@procrea.ch indicando nell'oggetto la data del Porte Aperte di interesse.



ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 

Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 

 CorrieredelWeb.it

venerdì 27 ottobre 2017

Salute: pistacchi, un toccasana per il diabete gestazionale

Una nuova ricerca rivela i benefici dei pistacchi nel diabete gestazionale


CHICAGO – 27 ottobre 2017 – I risultati di un nuovo studio condotto su alcune donne in gravidanza con un'alterata tolleranza al glucosio durante la gravidanza (GIGT) o diabete mellito gestazionale (GDM) - comunemente conosciuto come diabete gestazionale – rivelano che mangiare pistacchi può aiutare a gestire i livelli di zucchero nel sangue

Lo studio, "Effetti dell'assunzione di pistacchio sulla risposta glicemica postprandiale nelle donne in gravidanza", è il primo a valutare la risposta del glucosio dopo il consumo di pistacchi in donne in dolce attesa con GDM o GIGT. 

I risultati sono stati presentati lo scorso lunedì 23 ottobre nel corso della Academy of Nutrition and Dietetics' 2017 Food & Nutrition Conference & Expo™ a Chicago, Illinois.

Il diabete è una malattia cronica che colpisce più di 422 milioni di persone in tutto il mondo.[1] 

Il diabete mellito gestazionale (GDM) è un tipo di diabete che si sviluppa in una donna in gravidanza che non ha precedentemente mai sofferto di diabete2. 

Come altri tipi di diabete, influisce sul modo in cui il corpo utilizza lo zucchero nel sangue.3,4 

L'alterata tolleranza al glucosio durante la gestazione (GIGT) si verifica quando in gravidanza il corpo non è in grado di regolare normalmente i livelli di glucosio nel sangue a causa di cambiamenti ormonali

I livelli di glucosio nel sangue aumentano oltre i livelli normali dopo un test da carico di glucosio, ma non sono abbastanza alti da giustificare una diagnosi di diabete. 

Mentre la patologia si risolve dopo la nascita del bambino, le donne con GDM o GIGT corrono però un rischio maggiore di sviluppare il diabete successivamente.

Secondo gli ultimi criteri diagnostici stabiliti dalla International Association of Diabetes and Pregnancy Study Groups (IADPSG) nel 2010, la diffusione di GDM è stata stimata a livello mondiale del 9,8-25,5%.

"Il nostro studio è il primo a dimostrare che il consumo di pistacchi può aiutare le donne con diabete gestazionale a controllare i livelli di zucchero nel sangue dopo averli mangiati", spiega Sheng Ge, ricercatrice principale, primario e direttrice della Clinical Nutrition al Sixth People's Hospital, Shanghai Jiao Tong University, Cina, dove è stato condotto lo studio."I risultati evidenziano che i pistacchi possono rappresentare una scelta intelligente per le donne con diabete gestazionale perché contribuiscono a gestire la loro malattia".

Nello studio, a 30 donne con diabete gestazionale (tutte tra le 24 e le 28 settimane di gravidanza) -  suddivise in due gruppi secondo criteri casuali   è stato chiesto di consumare una colazione a base di 42 grammi di pistacchi (circa 1/3 di una tazza o 1 ½ porzione) oppure di 100 grammi di pane di grano integrale (due fette) dopo il digiuno notturno. 

I pistacchi e il pane integrale sono stati scelti in base all'equivalenza calorica. 

Lo zucchero nel sangue e il GLP-1, un ormone chiave nella regolazione della produzione di insulina5, sono stati misurati ogni 30 minuti dopo il pasto, fino a 120 minuti. 

Dopo sette giorni i gruppi sono stati invertiti.

I livelli di zucchero nel sangue sono risultati significativamente inferiori dopo il consumo di pistacchi piuttosto che di pane integrale dopo 30 minuti, 60 minuti, 90 minuti e 120 minuti. 

Infatti, i livelli di zucchero nel sangue dopo l'ingerimento dei pistacchi erano paragonabili ai livelli di base. Inoltre, i livelli di GLP-1 risultavano notevolmente più alti dopo il consumo di pistacchi rispetto al pane integrale dopo 60 minuti, 90 minuti e 120 minuti.

L'effetto sui livelli di insulina era ancora più sorprendente. I livelli di insulina nel sangue non sono aumentati durante le due ore successive al consumo di pistacchi. 

Ancora una volta, in entrambi i gruppi di donne si è avuto un aumento significativamente più basso dei livelli di insulina nel sangue, in ogni momento misurato, dopo aver mangiato i pistacchi, rispetto al pane.

"L'aumento dello zucchero nel sangue durante la gravidanza non solo influenza la salute della madre, ma può anche aumentare il rischio del neonato di sviluppare il diabete" 6, ha dichiarato Zhaoping Li, ricercatrice e professoressa di medicina, Chief of the Division of Clinical Nutrition, University of California, Los Angeles

"Lo studio dimostra che i pistacchi possono essere un'utile integrazione alla dieta per mantenere livelli salutari di zucchero nel sangue, fornendo nutrienti essenziali alla madre e al bambino in questo momento fondamentale".

"È entusiasmante sapere che a tavola si possono scegliere alimenti non lavorati che siano anche così gradevoli per le pazienti. In seguito a una diagnosi di diabete, le future mamme sono di sicuro molto più propense a rispettare una dieta prescritta se c'è un cibo che amano" - ha aggiunto La Dott.ssa Li. 

I pistacchi hanno un basso indice glicemico (IG), sono relativamente alti in fibre, grassi sani, antiossidanti e fitonutrienti antiinfiammatori, tutte sostanze nutritive da cui le persone con diabete possono trarre beneficio.[7] 

Mangiare pistacchi ha un effetto minimo sui livelli di zucchero nel sangue a fine pasto: aggiunti a un piatto ricco di carboidrati, contribuiscono a ridurre al minimo ogni picco di zucchero nel sangue.[8]

Lo studio è stato sostenuto dallo United States Department of Agriculture (USDA) e American Pistachio Growers, un'associazione no profit che rappresenta più di 700 coltivatori di pistacchio negli Stati Uniti. I pistacchi utilizzati nello studio sono stati coltivati ​​negli USA. Nessuna delle fonti di finanziamento ha svolto un ruolo nella raccolta, nell'analisi o interpretazione dei dati.


American Pistachio Growers
American Pistachio Growers è un'associazione no profit del settore agricolo che rappresenta più di 620 membri in California, Arizona e New Messico. 
APG è governata da un consiglio di amministrazione di 18 soci ed è finanziata interamente da coltivatori e operatori indipendenti con l'obiettivo comune di promuovere le proprietà nutrizionali dei pistacchi americani. 
Gli Stati Uniti sono al primo posto nella produzione mondiale di pistacchio dal 2008. 

Per maggiori informazioni: www.AmericanPistachios.org


# # #

[1] http://www.who.int/diabetes/global-report/en/
2 https://www.cdc.gov/pregnancy/diabetes-gestational.html
3 https://www.cdc.gov/diabetes/basics/diabetes.html
4 http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/gestational-diabetes/basics/definition/con-20014854
5 http://care.diabetesjournals.org/content/34/Supplement_2/S279
6 http://www.idf.org/about-diabetes
7 Hernandez-­‐Alonso P, Bullo M, Salas-­‐Salvado J. Pistachios for health. What do we know about this multifaceted nut? Nutrition Today 51(3):133-­‐1382016 doi: 10.1097/NT.0000000000000160
8 Kendall CW, Josse AR, Esfahani A, Jenkins DJ. The impact of pistachio intake alone or in combination with high-carbohydrate foods on post-prandial glycemia. Eur J Clin Nutr. 2011;65(6):696–702. [PubMed]

martedì 24 ottobre 2017

Salute. Quando l'infertilità ha una causa genetica

Infertilità: quando non ci sono cause apparenti, la risposta arriva dalla genetica

Tutto a posto, ma la gravidanza non arriva: una coppia su otto vive questa condizione frustrante. 

«Gli esami di secondo livello possono individuare gli ostacoli e indicare la soluzione» spiega il centro medico ProCrea di Lugano

La genetica può dare una risposta ai casi di infertilità idiopatica

I cosiddetti "esami di secondo livello" rappresentano la strada per trovare le cause che impediscono una gravidanza o una maternità, dando così una soluzione a quelle coppie che, pur avendo tutti i parametri nella norma, non riescono ad avere un figlio. 

«L'infertilità idiopatica, ovvero quell'infertilità che apparentemente non ha cause specifiche, è una condizione che interessa circa il 10-15% delle coppie con problemi riproduttivi», premette la dottoressa Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione del centro di fecondazione medicalmente assistita ProCrea di Lugano. 
«È una condizione frustrante: ci si sente dire che tutto è normale, ma la gravidanza non arriva. L'inquadramento diagnostico di queste coppie è fondamentale: in questi casi occorre procedere ad un'anamnesi accurata per cercare di analizzare ogni dettaglio che possa aiutare nell'iter diagnostico».

In assenza di endometriosi o di malattie specifiche come la sindrome delle ovaie policistiche o patologie uterine come i polipi endometriali o con parametri del liquido seminale che non fanno suonare campanelli di allarme, orientarsi può essere complesso. 

«Purtroppo le cause di infertilità possono essere molte e molto differenti tra loro. Possono essere riconducibili all'uomo o alla donna, oppure ad entrambi. Ma quando i normali screening non evidenziano nulla, può risultare utile ricorrere agli esami di secondo livello, ovvero ricorrere alla genetica. Gli esami genetici infatti permettono molte volte di scoprire che patologie subdole, ad esempio le intolleranze alimentari, possono in realtà essere anche causa dell'infertilità o di poliabortività», spiega la specialista di Procrea. Del resto, l'assunzione di cibi non tollerati provoca un'infiammazione cronica e quindi una risposta immunologica esagerata che può essere dannosa per la maturazione degli ovuli. Inoltre, aggiunge Bellavia, «una problematica di malassorbimento, anche se non percepito dalla paziente, può portare ad un deficit di vitamine e oligoelementi essenziali all'organogenesi del feto».

Lo studio della proteina HLA-G, è un passo ulteriore. Come spiega: «Gli antigeni di istocompatibilità possono avere un ruolo nell'aumentare la tolleranza materna verso l'embrione e quindi le chance di gravidanza. Un prelievo del sangue su entrambi i partner permette di capire se l'embrione produrrà una quantità sufficiente di una proteina chiamata HLA-G che gli permetterà di impiantarsi e svilupparsi nell'utero. Altri esami genetici della coagulazione o specifici per i partner maschili sono altrettanto importanti per la diagnosi e quindi la scelta della migliore terapia della PMA».

Da non sottovalutare, l'età della donna. È infatti riconosciuto che con il passare degli anni la fertilità femminile diminuisce - in particolare superati i 35 anni -, questo perché «la qualità degli ovociti prodotti si abbassa; con l'avanzare dell'età aumenta infatti il numero delle aneuploidie cromosomiche, cioè delle anomalie nel numero dei cromosomi dell'ovocita e quindi dell'embrione che ne deriverà. Queste anomalie possono ostacolare la fecondazione, ma anche provocare un'interruzione di gravidanza. Anche qui, le diagnosi genetiche ci possono venire in soccorso, andando a individuare gli embrioni che non presentano queste anomalie cromosomiche».

Non è detto che i casi di infertilità idiopatica siano anche quelli più difficili da superare. Conclude la dottoressa del centro ProCrea: «I casi apparentemente più complicati possono a volte trovare una soluzione grazie alla genetica che, sempre di più, fa passi avanti nella scoperta di cause di infertilità che fino a poco tempo fa erano sconosciute».

 
ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 

venerdì 6 novembre 2015

Palatoschisi e il labbro leporino.

Quando si è in attesa di un bimbo, iniziamo a fantasticare su di lui dal primo già dalle prime settimane, sognando per lui un futuro sano e fisicamente perfetto, ma a volte può succedere che il bambino nasca con delle malformazioni più o meno gravi, come ad esempio la palatoschisi e il labbro leporino.
 

In realtà cosa sono, nello specifico, la Palatoschisi e il labbro leporino?

La palatoschisi e il labbro leporino sono malformazioni facciali e orali che avvengono molto presto nella gravidanza, mentre il bambino si sta sviluppando, risulta non esserci abbastanza tessuto nella zona della bocca o delle labbra.

Il labbro leporino è una malformazione congenita del neonato, coinvolge la zona sul piano labiale e nasale e talvolta si estende anche alle gengive, definita cheilognatoschisi, o al palato, definita labiopalatoschisi, è un’apertura al centro delle labbra superiori, causata dalla cattiva o assente coesione dei tessuti e della cartilagine sotto la fossa del naso.

La palatoschisi è una divisione o apertura nel tetto della bocca, può coinvolgere il palato duro, cioè la porzione anteriore ossea del tetto della bocca, e/o del palato molle, cioè la porzione posteriore morbido del tetto della bocca.

La palatoschisi e il labbro leporino possono manifestarsi su uno o entrambi i lati della bocca, perché il labbro e il palato si sviluppano separatamente, quindi potrebbe essere possibile avere un labbro leporino senza palatoschisi, una palatoschisi senza labioschisi, o entrambi un labbro leporino e palatoschisi insieme. 


Chi è soggetto a palatoschisi e il labbro leporino? E le loro cause?

Il labbro leporino, con o senza palatoschisi, colpisce circa 700 bambini l’anno, si verificano più spesso nei bambini di origine asiatica, latina, o la discesa dei nativi americani, colpendo maggiormente le ragazze, che sono circa il doppio dei ragazzi.

Nella maggior parte dei casi, la causa del labbro leporino e palatoschisi è sconosciuta, e purtroppo queste condizioni non possono essere evitate, gli scienziati ritengono che siano sono dovute a una combinazione di fattori genetici e ambientali.

Quello che si sa è che si sviluppano nel feto entro il terzo mese di gravidanza, periodo in cui i lati del viso si formano individualmente per poi saldarsi insieme.

Il labbro leporino e la palatoschisi possono verificarsi anche a seguito di esposizione a virus o a sostanze chimiche, da parte della madre che aspetta il bambino in grembo. Purtroppo, le cause di queste malformazioni congenite non sono ancora del tutto chiare e sono molteplici i fattori che potrebbero incidere sull’insorgere delle schisi, primi fra tutti, appunto, quelli ereditari.

Nel 20% dei casi, infatti, è presente una trasmissione ereditaria dovuta alla presenza di casi analoghi in famiglia, nell’80%, invece, potrebbero incidere notevolmente, il fumo, le infezioni, l’uso di alcuni farmaci e l’abuso di alcolici da parte della madre.

Per quanto riguarda la diagnosi delle schisi, questa è possibile grazie alle visite ecografiche a partire dalla dodicesima settimana di gravidanza.

Sarà possibile intervenire con un'operazione di chirurgia plastica da eseguirsi il prima possibile, entro i primi due mesi di vita, con successive revisioni nel corso degli anni. L'intervento di solito è eseguito in anestesia generale, il chirurgo lavora ricostruendo la pelle e i muscoli del labbro, senza dover usare tessuti prelevati da altre parti del corpo.

Nell'intervento di correzione della palatoschisi si praticano delle incisioni lungo i due lati della fessura; i due bordi sono poi avvicinati e fissati con punti di sutura per permettere la cicatrizzazione del palato.

Sarà necessario, dopo l’intervento, fare molta attenzione affinché il bambino non si tocchi o non si sfreghi il labbro, così da evitare l'apertura dei punti di sutura e permettere una rapida cicatrizzazione.

Luigina Mariani

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