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venerdì 25 maggio 2018

Festival della Scienza Medica: venerdì 1 giugno a Bologna M. Rosbash, Nobel per la Medicina 2017 (ritmi circadiani)

L'OROLOGIO BIOLOGICO CHE REGOLA I RITMI DELL'ORGANISMO

AL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA DI BOLOGNA IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA 2017 MICHAEL ROSBASH

Venerdì 1 giugno la lectio magistralis sui ritmi circadiani, i moscerini della frutta e il finanziamento pubblico alla ricerca di base. 

E' la prima uscita pubblica in Italia dello scienziato americano dopo il prestigioso riconoscimento dell'Accademia svedese.

 
La nostra vita è scandita da un orologio interno che sincronizza le oscillazioni periodiche di numerosi processi biologici con quelli della rotazione terrestre. E' questo "timer interno" ad indicarci quando è il momento di dormire e quando è il momento di svegliarci. La scoperta del sistema di controllo di questi meccanismi – che nel loro complesso costituiscono il ritmo circadiano (circa diem) – ha valso allo scienziato americano Michael Rosbash, assieme ai colleghi Jeffrey Hall e Michael Young, il Premio Nobel per la Medicina 2017.
 
Michael Rosbash terrà la lectio magistralis "Ritmi circadiani, moscerini della frutta e finanziamento pubblico alla ricerca di base" nell'ambito della quarta edizione del Festival della Scienza Medica di Bologna "Il Tempo della Cura" il 1 giugno alle ore 11 presso l'Aula Magna di Santa Lucia (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Quella bolognese è la prima uscita pubblica in Italia del professore di Neuroscienze della Brandeis University di Boston dopo il prestigioso riconoscimento dell'Accademia svedese. 

L'intervento del Premio Nobel sarà introdotto dal Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città Fabio Roversi-Monaco e sarà coordinato da Giuseppe Plazzi, professore di Scienze biomediche e neuromotorie all'Università di Bologna.
 
Utilizzando i moscerini della frutta (Drosophila) come organismo modello, i tre scienziati sono riusciti a isolare il gene che regola il normale ritmo biologico quotidiano, dimostrando come questo codifichi una particolare proteina – denominata PER - che si accumula nelle cellule durante la notte e viene poi degradata nell'arco della giornata: i livelli della proteina PER oscillano su un ciclo di 24 ore, in sincronia con il ritmo circadiano. 

Successivamente, hanno individuato ulteriori componenti proteici di questo sistema, svelando il meccanismo che governa l'orologio autosufficiente all'interno della cellula. Un meccanismo che nell'uomo funziona con particolare precisione: il nostro orologio interno adatta così la nostra fisiologia alla diverse fasi della giornata, regolando funzioni critiche come i livelli ormonali, il sonno, la temperatura corporea e il metabolismo.
 
Quando c'è un disallineamento, anche solo temporaneo, tra l'ambiente esterno e il ritmo biologico interno – basti pensare al jet-leg - il nostro benessere vacilla: ad una costante mancanza d'equilibrio tra stile di vita e ritmo circadiano è infatti associato un aumento del rischio di incorrere in malattie.
 
"Gli ultimi 35 anni hanno segnato un profondo cambiamento nel campo dei ritmi circadiani. Questa 'era molecolare' si è aperta con gli studi su Drosophila, il moscerino della frutta, un modello della ricerca in genetica da oltre 100 anni. Insieme ai miei colleghi abbiamo identificato i meccanismi sottostanti la sincronizzazione circadiana, scoprendo che tali meccanismi si sono conservati evolutivamente in tutti gli animali", spiega Michel Rosbash
 
"In altre parole – prosegue il Premio Nobel - i progressi ottenuti dallo studio di Drosophila sono trasferibili alla ricerca sugli esseri umani.  Nel moscerino, come nell'uomo, l'orologio circadiano governa infatti larga parte di tutta l'espressione genica. Questo spiega come una considerevole parte della fisiologia animale (dalla biochimica al metabolismo, dall'endocrinologia al comportamento e al sonno) risulti sotto il controllo circadiano. Studiare il rapporto tra la funzione circadiana, il cervello ed il sonno nel moscerino è ulteriormente facilitato dal fatto che l'orologio circadiano del cervello di Drosophila conta solo su 75 coppie di neuroni, a confronto con la complessità del cervello dei mammiferi. Il mio campo di ricerca è stato principalmente finanziato dai National Institutes of Health degli Stati Uniti, che rimangono strategici per sostenere e portare avanti la ricerca volta a migliorare la salute".
 
"Con la lectio magistralis dell'ultimo Nobel per la Medicina, il Festival della Scienza Medica prosegue e persegue la sua missione di promozione, di incontro e di confronto per la comunità scientifica, ma anche di divulgazione rigorosa delle scoperte medico-scientifiche al grande pubblico – commenta il Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città Fabio Roversi-Monaco -. Non si ferma l'impegno per una diffusione della conoscenza sul fronte della ricerca anche allo scopo di combattere la disinformazione che, tra fake news e mancanza di approfondimenti, sembra oggi, sempre di più, avere il sopravvento".


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mercoledì 24 gennaio 2018

Salute: dal Cnr i foglietti di grafene come stampi per protesi ossee personalizzate

Sviluppati da ricercatori della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica in collaborazione con l'Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma.

                          
Ricercatori della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con esperti dell'Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr) di Roma, hanno sviluppato 'fogli nanotecnologici' per costruire nuovo tessuto osseo che un giorno potrà essere usato su pazienti per la ricostruzione personalizzata di parti lesionate del loro scheletro. 

I fogli di grafene funzionano come stampi in 3D su cui prende forma il nuovo osso. La figura sullo stampo è incisa da un raggio laser e si può personalizzare a seconda della forma che si vuole ottenere.

Il risultato si deve al team di Massimiliano Papi dell'Istituto di fisica dell'Università Cattolica insieme al direttore dell'Isc-Cnr Claudio Conti, ed è stato reso noto su 2D Materials, rivista scientifica internazionale peer-reviewed che si occupa di nuove applicazioni dei materiali bidimensionali come il grafene.

L'uso di questi fogli di grafene in campo clinico potrebbe beneficiare anche delle naturali proprietà antibiotiche dell'ossido di grafene. "Il potere antibiotico rappresenta, quindi, un ulteriore vantaggio di questo tipo di materiale", spiega il professor Papi. "Infatti oltre a controllare i processi osteogenici, il grafene possiede anche una naturale attività antibatterica. Questo è particolarmente interessante perché uno dei problemi principali quando si inserisce in un organismo un materiale sintetico è l'insorgenza di infezioni post operatorie".

La scoperta è stata anche citata in un articolo su Nanotechweb.org, rivista online dell'Istituto di fisica del Regno Unito (Iop).

"Le cellule mesenchimali stromali (msc) sono le cellule staminali isolate da tessuti di un individuo adulto, in grado di riparare ossa e cartilagine, ma anche tessuto adiposo, muscoli e vasi", spiega Wanda Lattanzi, ricercatore dell'Istituto di anatomia umana e biologia cellulare dell'Università Cattolica, che ha collaborato allo studio.

Gli esperti dell'Università Cattolica si sono resi conto che a seconda della 'figura' dello stampo impressa sul foglio di grafene con il raggio laser, queste cellule staminali si depositano sul foglio formando nuovo osso in modo ordinato. Più precisamente, laddove il laser ha inciso il foglio le staminali si accumulano e formano osso; laddove il foglio non è inciso dal laser le staminali non si trasformano in cellule 'mature'. Il laser, a differenza di trattamenti con agenti chimici, permette di 'disegnare' sulla superficie del foglio uno specifico profilo e modulare di conseguenza dove si avrà più materiale osseo.

"Si tratta di una sorprendente applicazione della propagazione di luce laser nei mezzi complessi con importanti applicazioni in campo medico", commenta il direttore Isc-Cnr Claudio Conti.

"La possibilità di modulare spazialmente la componente ossea permetterebbe di poter disegnare tessuti ad hoc ovvero 'personalizzati' a seconda del tipo di esigenza anatomica e patologica del singolo paziente", aggiunge Massimiliano Papi (Istituto di fisica dell'Università Cattolica del sacro Cuore).  "Nel nostro lavoro, abbiamo dimostrato che è possibile controllare il modo in cui le cellule staminali migrano, si orientano, si accumulano e 'maturano' su una superficie appositamente progettata con uno specifico disegno laser. La nostra strategia potrebbe rivoluzionare la medicina e la chirurgia rigenerativa perché ci consente di progettare una struttura ossea personalizzata su una superficie antibatterica".

L'auspicio è che i risultati di questa ricerca sui materiali, associata con le potenzialità delle cellule staminali, portino a una nuova classe di nanomateriali con proprietà uniche e con un notevole impatto nel settore delle nanotecnologie e della salute.

Roma, 24 gennaio 2018

La scheda
Chi: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Facoltà di medicina e chirurgia) e Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche
Che cosa:  fogli nanotecnologici a base di grafene per la realizzazione di tessuti ossei  - Palmieri, V., Barba, M., Pietro, L.D., Gentilini, S., Braidotti, M.C., Ciancico, C., Bugli, F., Ciasca, G., Laricprete, R., Lattanzi, W., Sanguinetti M., Spirito, M.D., Conti, C., Papi, M.,  (2017) 'Reduction and shaping of graphene-oxide by laser-printing for controlled bone tissue regeneration and bacterial killing',  2D Materials

martedì 23 gennaio 2018

Salute. Come superare l'infertilità. Da sabato 27 gennaio Procrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio

Come superare l'infertilità. 

Da sabato 27 gennaio ProCrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio.

Il centro di medicina della riproduzione di Lugano organizza una serie di appuntamenti gratuiti per parlare di come superare i problemi che ostacolano una gravidanza

È in programma sabato 27 gennaio, con inizio alle 14.15, il primo appuntamento dedicato alle coppie che sono alla ricerca di un figlio. 

Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano organizza una serie di incontri liberi e gratuiti per parlare di infertilità e aiutare le coppie che vorrebbero un figlio nel cammino verso la maternità

L'incontro del 27 gennaio è il primo di una serie di appuntamenti che riguarderà la prima parte del 2018. «Da gennaio a giugno, sono otto gli incontri che abbiamo organizzato con lo scopo di essere vicini alle coppie che sono alla ricerca di un figlio», premette il direttore medico di ProCrea, Michael Jemec

Oltre a quello del 27 gennaio, sono in programma incontri il 24 febbraio, 15 e 24 marzo, 21 aprile, 17 e 19 maggio e 16 giugno. «L'infertilità è una patologia subdola e che può essere particolarmente complessa. Viene tendenzialmente indicata in una coppia dopo un anno di rapporti liberi non protetti senza che vi sia alcuna gravidanza», precisa Jemec. 

«È un tema estremamente delicato perché va a toccare una sfera molto intima delle persone, ma su quale occorre fare chiarezza, parlarne per dipanare i dubbi e infondere la giusta speranza a quelle coppie che vorrebbero un figlio ma si trovano a scontrarsi sempre con insuccessi».

Parlare di infertilità fa bene, soprattutto in una società che tende a posticipare sempre più l'appuntamento con maternità. «È un dato assodato che l'età media al parto del primo figlio continui ad essere posticipata», prosegue il direttore medico di ProCrea. 

Secondo le statistiche Eurostat, dal 1995 al 2016 si è passati da 28 a 31 anni. «Questo, tenendo conto che il fattore età è uno dei principali ostacoli ad una gravidanza: più passa il tempo e più la donna perde il suo potenziale fertile», continua Jemec. 

«Capire il problema per guardare con fiducia insieme verso il futuro è il primo passo per un figlio. Negli incontri faremo proprio questo: con il personale di ProCrea - medici, biologi, aiuto medico e staff - saranno affrontati i vari aspetti dell'infertilità e del percorso verso la gravidanza per comprendere meglio il cammino da fare».

Il calendario completo degli incontri prevede sei appuntamenti il sabato pomeriggio con inizio alle 14.15: 27 gennaio, 24 febbraio, 24 marzo, 21 aprile, 19 maggio e 16 giugno. Il 15 marzo e il 17 maggio gli incontri sono invece previsti nel tardo pomeriggio del giovedì con inizio alle 18.30.


La partecipazione ai "Porte Aperte" è gratuita e aperta a tutti contattando la segreteria di ProCrea al numero +41 91 92455.55 oppure 02 60063041 per chi chiama dall'Italia; oppure a scrivendo a info@procrea.ch indicando nell'oggetto la data del Porte Aperte di interesse.



ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 

Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 

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lunedì 27 novembre 2017

Salute. Un medico italiano entra tra i 15 casi mondiali del 103° meeting della Radiological Society of North America

Un medico italiano entra tra i 15 casi mondiali del 103° meeting della Radiological Society of North America

La ricerca sul trattamento a radiofrequenza pulsata nei pazienti con dolore lombare irradiato alle gambe del Professor Alessandro Napoli dell'Università La Sapienza di Roma è stato scelto  tra 165mila studi internazionali e selezionato tra le best case del meeting 2017 in corso a Chicago.

L'Italia trionfa 103° meeting mondiale organizzato a Chicago dalla Radiological Society of North America. Uno studio scientifico del Professor Alessandro Napoli, specialista del Dipartimento di Scienze Radiologiche dell'Università La Sapienza di Roma e già vincitore del premio Lodwick ad Harvard, è stato infatti selezionato tra i migliori 15 casi mondiali a fronte di oltre 165mila ricerche presentate al congresso medico più grande del mondo. 

Lo studio ha determinato l'impatto clinico della radiofrequenza pulsata guidata dalle immagini TAC nella gestione dei pazienti con dolore neuro-radicolare acuto o sub-acuto (lombo-sciatalgia) causato da ernia del disco lombare e refrattario alle strategie terapeutiche conservative (fisioterapia e terapia farmacologica).

Materiali e metodi
I pazienti erano idonei per questo studio prospettico se presentavano un dolore acuto o sub-acuto (confermato EMG), refrattario ai trattamenti usuali (fkt, farmaci e iniezioni) e se potevano essere sottoposti a procedura di radiofrequenza pulsata. Il trattamento è stato eseguito usando un sottile ago-elettrodo con punta attiva diretta alla radice del nervo sciatico responsabile del dolore, sotto guida delle immagini TC.

La radiofrequenza pulsata è stata somministrata per 10 minuti a 45V con temperatura locale costante di 42° C (non termolesiva). La valutazione clinica è stata condotta con la scala visiva analogica (VAS; 0-assenza di dolore; 10-massimo valore di dolore, insopportabile), l'Owestry Disability Index (ODI) e il punteggio Roland-Morris (RM) per la valutazione della qualità della vita; tutti i questionari sono stati ottenuti al baseline e a un follow-up di 1 settimana, 1 mese e 3 mesi.

Risultati
Durante un periodo di 3 anni, 80 pazienti sono stati trattati con radiofrequenza pulsate. L'intensità del dolore VAS (su una scala da 0 a 10) è diminuita a una settimana dal trattamento da un valore medio basale di 7,8 a 3,5; a 2,6 dopo un mese; a 1,3 dopo 3 mesi.

I punteggi medi di ODI sono diminuiti da 78,0 al baseline a 12,5 a una settimana; a 6,0 dopo un  mese e a 5,5 dopo 3 mesi. Il punteggio RM è diminuito da 16 basale a 3 dopo un mese e a 1,5 dopo 3 mesi (p <0,001). Nel complesso, il 90,0% dei pazienti ha raggiunto un punteggio di 0 VAS entro il primo mese dopo il trattamento.

Il 97,5% dei pazienti ha avuto una diminuzione di almeno 20 punti nel punteggio ODI nello stesso intervallo. Sei pazienti hanno avuto risposta parziale ed hanno richiesto una seconda sessione radiofrequenza (altrimenti singola seduta).

Conclusioni
La radiofrequenza pulsata guidata dalle immagini TAC ha dimostrato di essere un'opzione di trattamento percutaneo minimamente invasiva, efficace e ripetibile per i pazienti con dolore neurovegetrico acuto o sub-acuto.

I risultati di questo studio sono superiori a quelli riportati dalla letteratura per le strategie di cura usuali-conservative e possono evitare l'intervento chirurgico per un numero considerevole di pazienti con compressione radicolare e dolore sciatico.
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sabato 18 novembre 2017

Salute: E-CIG. MENTRE IN ITALIA E' IL CAOS, A LONDRA SI PARLA SOLO DI “ZERO RISCHI”

Risultati immagini per E-CIG
E-CIG - MENTRE IN ITALIA E' IL CAOS, A LONDRA SI PARLA SOLO DI "ZERO RISCHI"

Catania 18/11/2017 - Presentato questa mattina alla Royal Society di Londra il nuovo studio sulle sigarette elettroniche denominato "Zero Rischi" e appena pubblicato oggi sulla rivista "Scientific Report" del gruppo Nature

Si tratta del primo studio al mondo che dimostra l'assenza di danni a carico delle vie aeree e dei polmoni in utilizzatori che hanno fatto uso regolare e protratto di sigarette elettroniche.

A presentare i dettagli alla stampa estera, quest'oggi è stato il prof. Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna dell'Università degli Studi di Catania, già noto per essere lo scienziato più autorevole al mondo nel campo della ricerca applicata in questo campo e coordinatore del Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulle sigarette elettroniche. 

La ricerca condotta dal team del docente catanese risponde alla principale preoccupazione rispetto all'utilizzo delle e-cig e cioè ad eventuali pericoli per la salute derivanti dall'esposizione agli aerosol prodotti dalle sigarette elettroniche, in quanto dimostra attraverso diverse metodiche (spirometria, test dell'ossido nitrico esalato, TAC del torace) che le emissioni da e-cig non provocano modifiche di parametri respiratori in soggetti non fumatori che hanno fatto uso regolare e prolungato nel tempo di sigarette elettroniche.

"Studiare i cambiamenti nella salute degli svapatori che non hanno mai fumato nella loro vita è chiaramente il maggior punto di forza del nostro studio – ha detto - È rassicurante sapere che l'uso a lungo termine dell'e-cig in questi soggetti non ha causato alcuna significativa preoccupazione. E sebbene non si possa escludere che alcuni danni possano verificarsi negli stadi successivi o in individui con alti valori di consumo di e-liquid – ha aggiunto - i nostri risultati sono rassicuranti in quanto non sono stati associati problemi di salute con l'uso a lungo termine di e-cig in utenti relativamente giovani che non avevano mai fumato tabacco".

D'altro canto, in Italia proprio in queste ore la questione "svapo" è al centro di un dibattito mediatico e istituzionale senza precedenti. La notizia è la tripla mazzata che ha visto confermata una tassa da 5 euro su tutti i liquidi destinati alla sigarette elettroniche, lo stop alla vendita via web e l'emendamento al decreto fiscale con il quale si stabilisce il passaggio ai Monopoli. 

"Mi sembrano inverosimili le scelte intraprese dal Governo italiano – ha commentato lo scienziato catanese - come è possibile aumentare le tasse su un prodotto che potrebbe ridurre i danni da fumo? Come si può fermare un cambiamento che potrebbe salvare migliaia di vite umane con poco? In tutti gli altri Paesi del mondo le leggi si basano sulle evidenze scientifiche, anche l'Italia dovrebbe iniziare ad adeguarsi proprio nell'interesse dei fumatori italiani".




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giovedì 16 novembre 2017

Fake news e Salute. Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena

Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena


Dopo lo scontro su Facebook con i no-vax, lo specialista del San Raffaele di Milano rincara la dose con il suo nuovo libro "La congiura dei somari" (Rizzoli). 

Secondo Burioni la scienza non ammette scorciatoie e "in medicina non si decide per alzata di mano", come spiegherà sabato 18 novembre al BPER Forum Monzani di Modena. 

Con lui ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo che fu colpito da poliomielite durante l'infanzia, per testimoniare l'importanza dei vaccini.



"Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri". Parola di Roberto Burioni, il virologo divenuto una star del web per la sua ferma posizione a favore dei vaccini, di cui è da poco uscito il nuovo libro, intitolato appunto "La congiura dei somari. Perchè la scienza non può essere democratica".

Il libro, edito da Rizzoli, sta già scalando le classifiche di vendita e il professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano lo presenterà sabato 18 novembre alle 17.30 al BPER Forum Eventi di Modena. Con lui sul palco ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo: il padre venne colpito da piccolissimo da una grave forma di poliomielite che lo costrinse a vivere per tutta la vita su di una sedia a rotelle.

L'obiettivo del volume, spiega lo stesso Burioni, è imparare a difendersi dalla "congiura che vuole farci ripiombare in un orribile medioevo, popolato di superstizioni e malattie da decenni scomparse, dove la bugia e la verità sono sullo stesso identico piano". A ordire la congiura sono appunto i "Somari" del titolo, con cui il virologo si è scontrato spesso nell'ultimo periodo e di cui vengono portati diversi esempi nel libro. 

A spiegare chi sono è lo stesso Burioni in un post su Facebook. "Genitori che si informano e omettono le vaccinazioni "dopo avere valutato il rischio" – scrive -, attrici che curano il cancro con rimedi artigianali, Comuni che patrocinano incontri con medici radiati, senatori che proiettano film dove un malfattore viene glorificato, disk jockey in lieve disuso che parlano in televisione di neuropsichiatria infantile. Il vaccino non è un'opinione, la scienza non è democratica e noi tutti dobbiamo opporci a questa congiura dei somari, fatta di gente che non studia e pretende di parlare".

Roberto Burioni, medico, è professore ordinario di Microbiologia e Virologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha pubblicato anche "Il vaccino non è un'opinione" (Mondadori, 2016).





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venerdì 6 ottobre 2017

Salute. Discipline -Omiche: una rivoluzione in medicina

DISCIPLINE -OMICHE: RIVOLUZIONE IN MEDICINA

Synlab CAM Monza ha ospitato due incontri volti ad approfondire l'attualissimo tema delle medicine "-omiche" e il loro approccio olistico al paziente. 

L'occasione è stata ideale per presentare il nuovo servizio proposto dalla struttura monzese, basato sui principi della medicina personalizzata.


Monza, 06 ottobre 2017 Che la medicina offrisse visioni straordinarie sull'uomo lo si sapeva da tempo, ma ciò che sta emergendo a livello scientifico grazie alle  nuove medicine –omiche, rappresenta qualcosa di realmente grandioso e avveniristico per ogni individuo.  Se ne è parlato in questi ultimi due giorni al Synlab CAM di Monza, durante due convegni dedicati al tema della medicina personalizzata. 

Il primo, tenutosi martedì 3 ottobre, dal titolo "Dal genoma alla metabolomica attraverso il microbiota", patrocinato dall'OMCeOMB – Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza, ha rappresentato un momento di formazione ECM al quale hanno preso parte una settantina di medici del territorio. Il forte interesse manifestato verso questa tematica ne conferma la portata rivoluzionaria nel modo di approcciarsi alla medicina e al paziente. 

Il corso, accreditato per la formazione continua in Medicina, è stato seguito il giorno seguente da un convegno aperto al pubblico, titolato "Le nuove medicine – omiche per il Benessere".

Durante entrambe le serate, relatori di fama scientifica internazionale hanno aperto alle due platee orizzonti nuovi e affascinanti: quelli di una medicina che si contraddistingue come predittiva, prospettica e personalizzata, basata sulla precisione ma anche sulla visione del singolo paziente quale individuo unico e irripetibile. Si tratta, appunto, delle medicine -omiche, quelle discipline che si prendono cura dell'uomo nella sua interezza, con un approccio olistico (dal greco "olos", che significa "tutto, intero", da cui deriva anche la parola inglese "health", cioè "salute"). 

Nel corso dei due convegni, ci si è concentrati in particolar modo sulla metabolomica e sulla microbiomica: discipline "figlie" della genomica. Due termini ancora poco diffusi, ma che stanno cambiando il corso della medicina: se, infatti, la genetica ci permette di scoprire cosa potrebbe accadere, la metabolomica è in grado di dirci esattamente cosa sta accadendo in questo preciso momento a questo preciso individuo. 

E' in grado di riconoscere la nostra straordinaria variabilità interindividuale, per la quale l'impronta metabolomica di ognuno di noi è unica, come un univoco codice a barre che contiene moltissime informazioni, prodotte dall'interazione tra la genetica del singolo e la sua epigenetica (le influenze dei fattori ambientali, come gli stili di vita, sull'espressione di quei geni). 

Le discipline -omiche, infatti, studiano gli effetti che scaturiscono dalla interazione tra genotipo e fenotipo e la metabolomica lo fa analizzando l'insieme dei metaboliti prodotti dalla risposta dinamica di un organismo vivente a stimoli esterni (ambiente) e interni (genetica), in modo minimamente invasivo (per l'analisi dei metaboliti ci si avvale di saliva, feci, urine, sangue).

Un altro grande stimolo al "cambio di paradigma" in medicina viene dalle scoperte della microbiomica, la scienza che studia il microbioma, cioè quella sorta di "organo aggiuntivo" (del peso medio di circa 1,5 kg nel soggetto adulto) costituito dai batteri presenti nel nostro intestino (e non solo). In un organismo umano, questi batteri sono nove/dieci volte più numerosi delle cellule umane: solo una cellula ogni dieci del nostro corpo, quindi, è umana. Da qui, la necessità che la medicina ci studi non più come individui, ma come veri e propri "ecosistemi": non sono i batteri nostri ospiti, siamo noi i loro inquilini

Come sottolineato dal prof. Vassilios Fanos,Professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università degli Studi di Cagliari -, in questo grande ecosistema, dove convivono cellule umane e batteri presenti a centinaia di trilioni, questi ultimi in un certo senso controllano il nostro organismo, funzionando come elementi essenziali per la nostra vita e parti coinvolte in prima "persona" nel corso di terapie e cure.

Il confronto scientifico di grande respiro delle due giornate scorse ha rappresentato per Synlab CAM Monza l'occasione ideale per inaugurare ufficialmente il nuovo servizio "IO Medicina su Misura", nato da una triade perfetta: la forte attenzione che la struttura monzese ha da sempre riservato all'innovazione medico-scientifica, le opportunità offerte dall'avanguardistico laboratorio di genetica di Synlab e, infine, la grande ispirazione generata, nell'ultimo anno, dall'incontro con il prof. V. Fanos.

Se, per il momento, l'impatto pratico dei progressi delle discipline -omiche è confinato agli ambienti di ricerca, Synlab CAM Monza guarda verso lo stesso orizzonte di personalizzazione, prevenzione, precisione e partecipazione delle nuove medicine, avvalendosi delle informazioni fornite dalla genetica e di un approccio medico-paziente basato sul dialogo e l'empatia.  

Nasce così "IO Medicina su Misura", un servizio innovativo di medicina personalizzata dedicato a chi desidera diventare protagonista del proprio benessere e, quindi, della propria salute, attraverso un percorso di prevenzione sartoriale, costruito passo per passo su misura, appunto.  Grazie ad alcuni elementi chiave, come gli innovativi test di genetica preventiva, il lavoro di squadra del team di Medici Specialisti dedicato e la presa in carico da parte del Medico di Medicina Integrata, "IO Medicina su Misura" permette il recupero e mantenimento del proprio benessere psico-fisico e la prevenzione delle principali patologie -o un migliore controllo delle loro manifestazioni.

Con questi due convegni, Synlab CAM Monza ha inaugurato le "Angelo Gironi Memorial Lectures", letture magistrali tenute di volta in volta da prestigiosi rappresentanti del mondo scientifico-accademico, istituite con cadenza annuale in memoria di Angelo Gironi, imprenditore illuminato e attento all'evoluzione non solo della Medicina di Laboratorio, ma in generale della Medicina Preventiva per il benessere e salute della persona. Angelo Gironi fondò il CAM, Centro Analisi Monza, nel 1970.




Di seguito l'elenco dei relatori che hanno preso parte alle due giornate:
  • Maurizio G. Biraghi - Specialista in Oncologia e Responsabile Medico del servizio "IO Medicina su Misura" Synlab-CAM Monza
  • Lorenzo Drago - Professore Associato di Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano - Responsabile del Laboratorio di Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano
  • Vassilios Fanos - Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università degli Studi di Cagliari. Editor-in-Chief del Journal of Pediatric and Neonatal Individualized Medicine
  • Stefano Fortinguerra - Specialista in Tossicologia e Responsabile del Servizio di Medicina Personalizzata Gruppo Data Medica-Synlab Padova
  • Michele Augusto Riva - Docente di Storia della Medicina Università degli Studi Milano Bicocca, Consigliere dell'OMCeO Monza e Brianza e Coordinatore dellaCommissione Giovani Medici dell'OMCeO Monza e Brianza
  • Cristina Lapucci - Responsabile Genetica e Biologia Molecolare Synlab Italia
  • Cristina Varesi - Specialista in Idrologia Medica, Synlab-CAM Monza



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giovedì 5 ottobre 2017

Salute. Prevenzione oncologica: a Modena il 19 e 20 ottobre un convegno internazionale aperto al pubblico col professor Khayat

PREVENZIONE ONCOLOGICA: A MODENA IL 19 E 20 OTTOBRE UN CONVEGNO INTERNAZIONALE APERTO AL PUBBLICO COL PROFESSOR DAVID KHAYAT
PREVENZIONE ONCOLOGICA: A MODENA IL 19 E   20 OTTOBRE UN CONVEGNO INTERNAZIONALE APERTO AL PUBBLICO COL PROFESSOR DAVID KHAYAT

Importanti esponenti del panorama   medico-scientifico come, tra gli altri, il professor David Khayat - presidente onorario dell'Istituto Nazionale Francese di tumori (INCa) - e il professor Giovanni Tazzioli - responsabile della Chirurgia senologica oncologica e del Punto Amico-Percorso Senologico dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena - si ritroveranno a "Direzione Prevenzione" giovedì 19 e venerdì 20 ottobre presso l'Aula Magna del Centro Servizi Didattici della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Unimore per discutere di prevenzione in ambito oncologico. 

Un appuntamento a ingresso libero e gratuito, per cui è preferibile la prenotazione, articolato in cinque sessioni, con focus sull'inquinamento del pianeta, alimentazione e globalizzazione, medicina integrata, informazione e dimensione femminile delle neoplasie.

Quanto l'inquinamento atmosferico e del suolo può influire sulle malattie neoplastiche? Quali sono le fake news in fatto di prevenzione? Quanto è importante un corretto stile di vita per mantenersi in salute più a lungo? 

Di questo e tanto altro si discuterà nell'ambito del convegno internazionale "Direzione Prevenzione", che avrà luogo giovedì 19 e venerdì 20 ottobre a Modena, presso l'Aula Magna del Centro Servizi Didattici della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Unimore (via del Pozzo 71).

Organizzato dal professor Giovanni Tazzioli, responsabile della Chirurgia Oncologica Senologica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, in collaborazione con Atlantic Santè - agenzia francese specializzata in nutrizione, salute, sicurezza alimentare e ambiente - e con il supporto della Segreteria Organizzativa e Provider 1463 DueCi Promotion, l'appuntamento - a ingresso libero e gratuito, su prenotazione - vedrà tra i suoi relatori esponenti illustri di varie discipline provenienti dall'Italia e dall'estero, Francia in particolare. "Direzione Prevenzione" gode del Patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), del Comune e della Provincia di Modena, di Unimore-Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia,dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Policlinico,ed è organizzato grazie al sostegno di BPER Banca - che dal primo anno è partner dell'iniziativa - Lapam, Freeland, La Fefa, Pegaso e PMI Science.

Giovedì 19, dopo l'introduzione a cura del professor David Khayat, docente di oncologia, presidente del convegno e presidente onorario dell'Istituto Nazionale Francese di tumori (INCa), già direttore del dipartimento di Oncologia al gruppo ospedaliero La Pitié Salpètrière di Parigi, oltre che fondatore dell'Istituto Internazionale di Oncologia di Parigi (IICP), accompagnata da un intervento a cura del Presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dedicato alla globalizzazione e all'incidenza dei tumori, saranno cinque le sessioni che si alterneranno nella due giorni. 

Si parte con Fattori di rischio oncologico e prevenzione, con un focus dedicato all'inquinamento atmosferico, del suolo e alle contaminazioni dell'acqua e i relativi rischi oncologici. A seguire Società e industria: credenze su cibo e tumori ovvero quali sono le tendenze dei consumi globali e le prospettive future? Tra gli altri interventi la sessione prevede anche un dibattito su: "Industria alimentare: buona o cattiva?" e si concluderà con l'esempio della Francia e un intervento della dottoressa Nathalie Hutter-Lardeau su come l'industria alimentare francese si approccia ai grandi temi di salute e alimentazione.

A seguire Terapie, trattamenti di supporto e approcci di medicina integrata, la sessione dedicata al ruolo che la nutraceutica può avere nella prevenzione oncologica. Per valutare se, ad esempio, gli integratori naturali sono sempre innocui o meno, e tanto altro.

Venerdì 20 invece spazio al femminile con Dimensione Donna - una sessione dedicata alla terapia ormonale sostitutiva e al suo rischio oncologico, oltre che al trattamento dei disturbi menopausali nelle pazienti oncologiche - e all'attualità con "Breaking News!": cos'è successo nell'ultimo anno

In particolare, nell'ambito di quest'ultima area tematica saranno presentati progetti come Dragon Boat e "care" dell'Associazione Angela Serra, dedicati al sostegno delle pazienti operate di cancro alla mammella. Interessante la tavola rotonda con cui si aprirà la giornata in cui sarà affrontato il problema delle Fake-news e prevenzione e in cui interverranno epidemiologi e giornalisti di settore, per cui il convegno è accreditato.

Non mancheranno poi letture magistrali dedicate al fumo ("Strategie di riduzione del rischio: l'esempio del fumo", a cura del prof. Harper di Londra), allo spirito - perché non può venire meno l'apporto della mente nella prevenzione e gestione della malattia - e allo stile di vita, in particolare pensato collegato all'arte.

Tanti i nomi illustri presenti al tavolo dei relatori, a cominciare dal professor David Khayat, che aprirà la due giorni di lavori e dal professor Giovanni Tazzioli, ideatore dell'appuntamento, oltre che responsabile della Breast Unit dell'Azienda Ospedaliero Universitaria - Policlinico di Modena, gia certificata Eusoma (The European Society of Breast Cancer Specialists).

Tazzioli, che è co-presidente del convegno, spiega: "Forti del successo e del seguito ottenuto negli anni scorsi in occasione dei convegni "Prevenire i tumori passando per la buona cucina" e "Le buone abitudini della prevenzione", il professor Khayat ed io abbiamo ritenuto opportuno proseguire questo percorso, perché studi epidemiologici mostrano che la prevenzione debba essere intesa a tutto tondo: dall'aria che respiriamo, allo stile di vita che conduciamo, non solo per quanto riguarda quello di cui ci nutriamo. E' dimostrato che alcuni accorgimenti nella qualità della nostra vita possono comportare una riduzione delle neoplasie".

E ancora il Prof. Stefano Cascinu Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, e il Prof. D'Amico, docente di Statistica a Unimore e responsabile del centro Cochrane Italiano, modereranno gli esperti nella sessione dedicata al pianeta, mentre il Dott. Moscetti dell'Unità trattamento delle neoplasie mammarie del Policlinico di Modena e il Dott. Maestri, Direttore dell'Oncologia di Imola, interverranno nell'ambito della sessione dedicata ai trattamenti di supporto e approcci alla medicina integrata.

La mattina di lavoro di venerdì 20 si aprirà con la lettura magistrale dedicata a "Stile di vita e arte", seguita da una tavola rotonda dedicata a "Fake news e prevenzione"mentre a seguire si discuterà anche della sessualità nelle pazienti oncologiche.

Nella due giorni verranno considerati i rapporti fra comunità medica ed economica per ricercare punti in comune e sinergismi sull'organizzazione e la gestione di modelli di stili di vita sostenibili per la ricerca di una vita più sana.
Info, costi e orari: il convegno, ad accesso libero e gratuito per la popolazione, sarà accreditato per il rilascio di crediti ECMper tutte le professioni sanitarie e l'ordine dei giornalisti e si svolgerà dalle ore 9.00 alle 17.00 di giovedì 19 e dalle ore 9.30 alle 15.00 di venerdì 20 ottobre.
Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni:
www.duecipromotion.com


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martedì 3 ottobre 2017

La medicina personalizzata: un incontro gratuito e aperto a tutti dedicato al pubblico più ampio per approfondire una nuova medicina che sta rivoluzionando l'approccio medico - paziente

NUOVE FRONTIERE IN MEDICINA: SI PARLERA' DI APPROCCI "PAZIENTE-CENTRICI" IL 3 E 4 OTTOBRE, AL SYNLAB CAM MONZA

Due incontri rivolti a pubblici differenti, ma uniti da un obiettivo comune: approfondire una nuova tipologia di medicina, capace di indagare il passato e il presente del singolo paziente, al fine di orientare in maniera personalizzata prevenzione e cure

Monza   C'è grande fermento presso la sede di Viale Elvezia di SYNLAB CAM Monza, in vista del 3 e 4 ottobre, date in cui la struttura ospiterà due appuntamenti, uno rivolto ai medici e l'altro al pubblico, finalizzati a indagare le più attuali frontiere della medicina e, più precisamente, di quella medicina cosiddetta "paziente-centrica".

"Le nuove medicine – omiche per il Benessere" è il titolo del convegno gratuito e aperto a tutti che si terrà mercoledì 4 ottobre alle ore 19:30 presso l'Auditorium della sede monzese di Viale Elvezia. Al centro dell'attenzione una "nuova medicina", che consente di essere più consapevoli del proprio stato di salute e di conoscere le proprie suscettibilità individuali per modificare di conseguenza i quotidiani stili di vita. 

Il paziente diviene così protagonista del proprio percorso di miglioramento e responsabile del proprio benessere, grazie a un approccio totalmente personalizzato: discipline emergenti come la Genomica, la Metabolomica, la Microbiomica e la Proteomica permettono oggi di cogliere la complessità e specificità del singolo, per costruire un iter di salute unico e irripetibile.

Durante il convegno si rifletterà sugli attuali strumenti diagnostici e predittivi, sulle applicazioni pratiche ad aspetti di vita quotidiana, fino ad approfondire "IO Medicina su Misura": un servizio innovativo di medicina personalizzata presentato da SYNLAB CAM Monza in anteprima a giugno quale percorso unico sul territorio, dedicato a chi desidera diventare protagonista della propria salute.

La serata sarà avviata dal dr. Maurizio G. Biraghi - Specialista in Oncologia e Responsabile Medico del servizio "IO Medicina su Misura", Synlab-CAM Monza e dalla dr.ssa Cristina Varesi - Medico Chirurgo Specialista in Idrologia Medica, Synlab-CAM Monza. Si proseguirà con la "lettura magistrale" del prof. Vassilios Fanos - Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università degli Studi di Cagliari, ritenuto oggi uno dei maggiori esperti di Metabolomica Clinica e Microbiomica

 Prenderà parola poi la dr.ssa Cristina Lapucci – Responsabile Genetica e Biologia Molecolare Synlab Italia-, che approfondirà l'esperienza di Synlab nella genetica predittiva per il benessere. La serata si concluderà con un approfondimento del nuovo servizio "IO Medicina su Misura".

Per partecipare al convegno, gratuito e aperto a tutti, è richiesta la conferma della propria presenza alla Segreteria Organizzativa, via email all'indirizzo sara.casati@synlab.it oppure telefonicamente al numero 039 2397450.

L'incontro del 4 ottobre sarà preceduto da un convegno scientifico accreditato per la formazione continua in Medicina che si svolgerà il giorno precedente e sarà rivolto ai Medici di Famiglia e ad altri specialisti. 

"Dal genoma alla metabolomica attraverso il microbiota": questo il titolo del corso ECM patrocinato dall'OMCeOMBOrdine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza che si terrà martedì 3 ottobre dalle 19:00

Un momento di formazione mirato ad approfondire il nuovo paradigma scientifico che si sta profilando all'orizzonte della pratica clinica e che chiama tutti gli addetti ai lavori a confrontarsi con una nuova tipologia di medicina: non più solo epidemiologica, ma personalizzata; non solo descrittiva, ma predittiva, capace di essere prospettica e preventiva, piuttosto che solo reattiva e, soprattutto, "partecipata".

Al corso ECM prenderanno parte in veste di relatori il prof. Vassilios Fanos - Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università degli Studi di Cagliari; Editor-in-Chief del Journal of Pediatric and Neonatal Individualized Medicine; il prof. Lorenzo Drago - Professore Associato di Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano e Responsabile del Laboratorio di Microbiologia Clinica nella medesima struttura, il dr. Maurizio Biraghi - Specialista in Oncologia e Responsabile Medico del servizio "IO Medicina su Misura" Synlab-CAM Monza; il dr. Stefano Fortinguerra - Specialista in Tossicologia e Responsabile del Servizio di Medicina Personalizzata Gruppo Data Medica-Synlab Padova e il prof. Vittorio Sironi - Professore di Storia della Medicina e della Sanità, Direttore del Centro studi sulla storia del pensiero biomedico, Scuola di Medicina e Chirurgia - Università degli Studi di Milano Bicocca e Medico di Medicina Generale Distretto di Seregno (MB).

L'iscrizione al corso ecm avviene attraverso il portale www.ecmlive.it


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lunedì 16 gennaio 2017

Il professor Francesco Galassi presenta le sue nuove ricerche di paleopatografia e ricorda Giovan Battista Morgagni









 Il professor Francesco Galassi da Santarcangelo di Romagna, docente presso il Dipartimento di Medicina Evoluzionistica dell’Università di Zurigo, è unanimemente considerato un’eccellenza nel proprio settore. Autore di numerosissime pubblicazioni su riviste scientifiche italiane e soprattutto estere, si occupa da anni di paleopatografia, la disciplina che studia le malattie dei grandi personaggi del passato. Perché i grandi? Perché le biografie dei grandi personaggi storici sono un archivio fondamentale di informazione sulla evoluzione delle patologie nella storia. Se vogliamo migliorare le diagnosi, dobbiamo conoscere l’evoluzione delle patologie. Proprio come, in un certo senso e in un’altra epoca, faceva il  patologo forlivese Sua Maesta’ Anatomica” Giovan Battista Morgagni, che il prof. Galassi menziona in questa intervista, ricordando l’importante lavoro di valorizzazione che il gruppo Ausl Romagna Cultura sta realizzando su questo personaggio.


-"Professore, con i suoi studi e le sue pubblicazioni sta contribuendo a divulgare anche ai non addetti ai lavori una disciplina nuovissima: la paleopatografia. Di che cosa si occupa esattamente questo settore di ricerca e quali ricadute scientifiche  ha, o potrebbe avere, sulla medicina moderna?”

“La paleopatografia indaga l'antichità dei segni e sintomi delle malattie. La paleopatologia classica, studiando mummie e resti  può fornire indizi sugli effetti delle malattie sul corpo umano e, in alcuni casi con le moderne tecniche biomolecolari, e restituirci l'identità degli agenti patogeni che hanno contributo allo stato di malattia dell'individuo oggetto di studio. Essa, tuttavia non è in grado di fornirci informazioni sulla sintomatologia sperimentata dal paziente. Per tentare di ricostruire la presentazione clinica delle malattie secoli, o addirittura, millenni or sono, è pertanto necessario avvalersi di fonti artistiche, storiche, documentarie ed archiviste. Per questo motivo lo studio delle biografie dei grandi del passato è di capitale importanza, giacché esse contengono, in virtù della fama dei loro protagonisti, tutta una serie di informazioni, non disponibili per le persone di bassa condizione sociale, ignorate per lo più dalla storia. Tra queste informazioni (politiche, militari ecc.) si rinvengono anche dati di natura biomedica. Lì opera la paleopatografia. Ci tengo, però, a precisare, che la paleopatografia, intesa come nuova branca scientifica della paleopatologia, ha poco o nulla a che vedere con la vecchia patografia, l'esercizio clinico, suggestivo ma sterile, consistente nell'attribuire una diagnosi spettacolare ad un personaggio dell'antichità, spesso commettendo anacronismi. La paleopatografia invece si serve solo di fonti originali, combinando ragionamento clinico, filologia e storia della medicina. Il focus non è il grande personaggio storico perché grande, quindi oggetto di curiosità. Il focus è il personaggio storico celebre, perché lui, e non altri, contiene dati biomedici che ci permettono di retrodatare e studiare a fondo le malattie nell'antichità. Da un punto di vista scientifico, sarebbe molto più utile possedere le biografie dettagliate di 100 legionari di Giulio Cesare o di 50 cortigiani del Gran Re Dario di Persia - su questo non 'c dubbio - tuttavia la storia ed il tempo non sono stati clementi con questi ultimi, ma hanno preservato invece le biografie dei condottieri. 

Per quanto riguarda le ricadute moderne della paleopatografia, esse si collocano nel campo della medicina evolutiva. Se comprendiamo come le malattie si sono evolute nel corso della storia, potremo aiutare la ricerca clinica e quella di base a comprendere la basi più remote di queste entità patologiche e un giorno si potrà prevederne la successiva evoluzione. La terapia e la prevenzione avranno un enorme vantaggio da questa ricerca.

- Come inizia un' indagine sulla causa di morte di un grande personaggio del passato? Nel passato, prendiamo ad esempio  l'epoca in cui viveva Cesare, le cause di morte dei nobili differivano da quelle della plebe, oppure, non essendoci tecnologie e conoscenze accessibili per motivi economici solo ai ricchi... si moriva di fatto tutti per le stesse patologie...?

Un' indagine paleopatografica può prendere le mosse nei modi più diversi. Per natura e spirito, non differisce molto dall'indagine archeologica e spesso si giunge ad una scoperta o alla formulazione di una nuova teoria quando l'obiettivo originario della ricerca era un altro. I miei colleghi ed io seguiamo aree cliniche tematiche. Per esempio se studiamo l'antichità e storia evolutiva delle patologia reumatologiche, indaghiamo le biografie dei grandi di un determinato arco temporale, raffrontandole alle conoscenze mediche del tempo e relazionandone alla letteratura paleopatologica esistente. In passato non tutti potevano permettersi cure mediche e sicuramente vi erano differenze fra classi sociali. Tuttavia, le medicina era ancora ai suoi albori e le potenzialità terapeutiche erano limitate. Un aspetto molto importante, di cui mi sono occupato nelle mie ricerche sulla malattia di Cesare, è anche la percezione delle patologie nell'antichità, ovvero quale ruolo rivestiva una certa malattia a livello sociale. Nel caso dell'epilessia, ad esempio, essa aveva una duplice valenza: maledizione inviata dagli dei per punire l'uomo (per questo definita "sacra"), ma anche condizione che accomunava molti grandi dell'età eroica ed antica. Non potendo Cesare negare di soffrire di una malattia, cosa sarebbe stato preferibile per lui, ammettere di soffrire di una condizione "umana, troppo umana" o di soffrire di una malattia che gli conferiva un'aura mitologica? La risposta credo sia davanti agli occhi di tutti. 


- Di che cosa si occupa l' Italian paleopathology project? Esistono ricerche del genere a livello mondiale? 

L'Italian Paleopathology Project investiga l'evoluzione delle patologie in Italia assieme a grandi esperti quali il Prof. Fornaciari di Pisa e il Prof. Gruppioni di Ravenna. Contiene anche il Programma di Paleopatologia Giovanni Boccaccio (assieme al College of the Holy Cross e la University of Massachusetts Ahmrest, USA) con cui abbiamo recentemente presentato, alla Duke University lo studio preliminare sulla causa mortis del grande poeta medievale. Il progetto, attivato meno di un anno fa, è operativo sui 3/4 della penisola. In Romagna, grazie al supporto del collega Mirko Traversari e della neonata Scuola di Storia della Medicina dell'Ordine dei Medici di Rimini (sotto la direzione del dott. De Carolis) stiamo facendo ottime cose. 

-  “Giovan Battista Morgagni, il forlivese fondatore della patologia moderna di cui si sta recentemente rivalorizzando il grandissimo valore scientifico,  innovo' profondamente il concetto di malattia, collegando il sintomo riscontrato sul vivente alla lesione degli organi e mettendo in primissimo piano la diagnosi dei sintomi. Quale importanza ha nella paleopatografia? Esisteva anche nel passato l' indagine sulle cause di morte dei grandi personaggi?”

Morgagni di diritto è collocabile nel pantheon dei grandi scienziati. Il suo insegnamento è alla base della moderna medicina e credo iniziative, come la vostra forlivese di una docu-fiction sul personaggio, possano contribuire a riportarne all'attenzione della comunità scientifica il ruolo fondamentale. L'origine dell'interesse per le morti dei grandi è difficile da collocare storicamente, anche se il volume di pubblicazioni degli ultimi 150 anni testimonia un crescente interesse per il tema. Con l'evoluzione della medicina, la possibilità di applicare la diagnostica retrospettivamente ha affascinato generazioni di medici e bioarcheologici. Non sorprende, però, dal momento che, almeno a mio avviso, un tale "filone" esisteva già in nuce nell'antichità in un genere di letteratura noto come exitus virorum illustrium, ossia "le morti dei grandi", in cui, sovente con toni tendenti al patetismo o finalizzato alla creazione di un exemplum morale di una morte virtuosa e degna di ammirazione. In ogni modo, come dicevo poc'anzi, quel che occorre è rigore di analisi e fedeltà ai dati.

Quali sono i  grandi personaggi di cui lei si e' gia' occupato e quali quelli di cui si occupera'? E quali infine quelli di cui la causa sconosciuta di morte appassiona di piu' voi ricercatori?

Dante, Boccaccio, Cesare, Alarico. Al momento vado occupandomi di Piero della Francesca e di altri grandi, ma anche dell'esistenza di patologie a livello più generale, ad esempio il vaiolo e la poliomielite. Sto eseguendo anche studi di paleopatologia classica su resti osteologici e mummie. A livello più puramente storiografico, dopo il libro sulla malattia di Cesare, sto ragionando di una biografia completa del dittatore.




Tiziana Rambelli
Dirigente
presso UOC Sviluppo Sistemi Relazionali Ausl Romagna - ambito di Forlì
Coordinatrice Ausl Romagna attività culturali e sviluppo patrimonio storico - artistico aziendale





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