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mercoledì 20 maggio 2020

Influencer e Coronavirus | FLU presenta un White Paper che analizza il presente e il futuro del settore attraverso le voci dei player del mercato

Il ruolo social(e) dell'influencer al tempo del Covid-19

FLU analizza il settore attraverso le voci dirette dei player di mercato:  social network, influencer e brand

L'agenzia italiana specializzata in influencer marketing indaga l'evoluzione di influencer e content creator nelle Fasi 1 e 2
Milano, 20 maggio 2020 - Con l'arrivo del Coronavirus si è aperto un dibattito intorno al ruolo degli influencer e sul futuro dell'influencer marketing. Da un lato alcuni sostengono che il 2020 sarà l'anno che sancirà fine di questo fenomeno mentre altri supportano la tesi per cui gli influencer, durante questo periodo di emergenza sanitaria, hanno avuto un ruolo sociale fondamentale diventando sempre più dei punti di riferimento per la diffusione di messaggi positivi e di sensibilizzazione sociale o di importanti iniziative benefiche.
A sostegno di questa tesi FLU, agenzia italiana parte di Uniting Group Holding specializzata in influencer marketing, ha condotto un'analisi dal titolo "Il ruolo sociale dell'influencer ai tempi del Covid-19" che, attraverso esempi di attività social e testimonianze dei diversi player del mercato, racconta come si sono evoluti linguaggi, contenuti e, in generale, lo scenario in cui operano influencer e content creator e quali sono le pratiche corrette per utilizzare al meglio gli strumenti dell'influencer marketing per realizzare campagne efficaci anche in questo periodo di emergenza. 
Il periodo di lockdown ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti, facendo emergere sempre di più la necessità di comunicare, condividere e stabilire relazioni autentiche attraverso i social network, che si sono trasformati sempre di più negli unici luoghi dove poter connettere le persone e stimolare momenti di aggregazione, per continuare sentirsi vicini. 
Un trend confermato da tutte le piattaforme che in questi ultimi mesi hanno assistito a un inevitabile incremento del tempo di connessione da parte degli utenti e un aumento senza precedenti di interazioni tra influencer e follower su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Anche Pinterest, app di scoperta visiva con oltre 335 milioni di utenti attivi, ha fornito agli influencer un'opportunità di connessione ancora più profonda con la propria community, attraverso la pubblicazione dei propri contenuti e pin, utili per aiutare le persone a trovare ispirazione per  migliorare i momenti della vita quotidiana. Ad oggi il social network continua a vedere i massimi storici in uso in tutto il mondo. Infatti, dall'inizio dell'emergenza sanitaria, ha registrato un aumento di creazione delle bacheche del 60% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con un 40% in più di contenuti salvati su base annua. Per quanto riguarda l'Italia, il social network ha visto un aumento del 79% della creazione di bacheche e un +102% per quanto riguarda le ricerche.
"Gli utenti di Pinterest sono alla ricerca di idee da risorse affidabili, che possano aiutarli con soluzioni per l'oggi come lavorare da casa, intrattenere i bambini e nuove ricette da provare. Negli ultimi mesi la priorità di Pinterest è stata quella di garantire agli utenti informazioni affidabili, limitando i risultati delle ricerche su termini come COVID-19 per far emergere solo le informazioni ufficiali delle organizzazioni sanitarie pubbliche e rilasciando una nuova funzione: la scheda "Oggi", una fonte di ispirazione quotidiana con pin di tendenza, a partire da un focus sulle informazioni relative al Coronavirus" afferma il Creator Team di Pinterest.
Il ruolo sociale degli influencer
Questa evoluzione dei social network ha comportato un aumento esponenziale della visibilità ottenuta dagli influencer ed è emerso sempre di più il loro potere mediatico. Un ruolo di maggiore rilievo utilizzato per sostenere e lanciare iniziative di solidarietà e donazioni per sconfiggere il Covid-19, ma anche per raccontare la propria quotidianità domestica, condividendo con i follower i propri stati d'animo, incertezze e paure, scegliendo di mostrarsi la parte di sé più autentica.
"In questo periodo il mio modo di comunicare è cambiato, è diventato più empatico e forse anche più vero, perché, essendo tutti in un momento di bisogno e pieno di paure, avevo anch'io la necessità di sentirmi più vicina ai miei follower. Ho incrementato il numero di Story pubblicate perché, avendo più tempo, mi è venuto naturale farlo, condividere praticamente tutta la mia giornata senza pensare alle visualizzazioni. Ho riscontrato un aumento sia di followers che di interazioni che sono diventate più vere di prima anche nel caso di collaborazioni con i brand, che scelgo solo se perfettamente affini con il mio essere e i miei valori; mi arrivano almeno il triplo dei messaggi rispetto a qualche mese fa" afferma Michela Coppa, web creator, con 252 mila follower su Instagram, conduttrice tv e speaker radiofonica.
Il rapporto di fiducia che si viene a creare con i propri follower, secondo Leonardo De Carli, Youtuber con 950 mila follower e oltre 1,5 milioni di follower su Instagram, nasce e si rafforza attraverso il racconto spontaneo e semplice dei momenti di vita quotidiana sui diversi social. Infatti gli utenti scelgono di seguire i profili che propongono contenuti veri e di qualità, spinti dalla necessità di affidarsi a qualcuno per chiedere consigli o per condividere i propri stati d'animo, proprio come farebbero con un amico.
"La qualità è un grosso pallino del nostro mestiere, chi ci segue ha bisogno di essere coinvolto in quello che facciamo e quello che viviamo. Quindi ascoltare chi ci segue, potrebbe essere la strategia corretta per creare contenuti sempre migliori. Attraverso l'uso di diverse piattaforme di live streaming, mi è capitato spesso di raccontare ai miei follower come stavo vivendo questa quarantena, condividendo anche i momenti di sconforto e si è creata inconsciamente qualcosa che era appena accennata tra chi mi segue online: confidenza" racconta De Carli.
Anche per Luca Vezil, travel influencer con 927 mila follower su Instagram, il cambiamento nella produzione dei contenuti resta un punto centrale. Infatti, il lockdown, nella sua durezza, oltre a essere stato un'opportuni per differenziare i contenuti, diventa anche un'occasione per accorciare le distanze con i propri follower.
"Gli eventi per come li abbiamo conosciuti fino ad ora necessiteranno tempo per poter ritornare ad essere organizzati ma può essere utile usare questo periodo per far sì che ci sia una reale differenziazione di contenuti che stavano iniziando a somigliarsi tutti. Inoltre, credo che in questo periodo ci sia stato un avvicinamento dell'influencer al proprio pubblico, attraverso contenuti più naturali. Un avvicinamento che si vede anche a livello di racconto perché, se prima l'influencer era quello dei viaggi in posti meravigliosi, degli eventi mondani, degli abiti all'ultima moda, adesso è come tutti gli altri, in pigiama, a casa, sul divano, tra serie tv e cucina, proprio come i suoi follower" conclude Vezil.
La risposta dei brand all'emergenza Covid-19
Durante la fase di emergenza, le aziende che hanno scelto di affidare agli influencer la comunicazione di campagne di brand awareness e reputation, hanno riscontrato successo proprio perché il messaggio è stato veicolato da persone reali che vivono esperienze comuni, capaci di creare contenuti validi e pertinenti con le esigenze dei loro follower.
"Considerato il periodo in cui stiamo vivendo, possiamo dire che due fra i fattori per una comunicazione di valore i più importanti sono l'online e l'autenticità. Il mezzo più efficace e diretto per veicolare messaggi positivi rassicuranti e pertinenti al contesto sociale in cui viviamo è la voce degli influencer, che sono in grado di avvicinare i brand al loro target di riferimento creando empatia. Durante il periodo pasquale abbiamo scelto di sviluppare una campagna di influencer marketing per veicolare il messaggio 'Il miglior ristorante è casa tua' è casa tua", partendo dall'assunto che, nonostante tutto, gli Italiani non hanno dimenticato il piacere di stare insieme, meglio ancora se davanti a una tavola imbandita. Video aperitivi, cene a distanza e brindisi virtuali sono diventati, così, il nuovo modo per condividere il piacere di stare a tavola, anche se lontani. Il Viaggiator Goloso ha voluto quindi rendere omaggio a tutti coloro che, anche solo virtualmente, hanno aperto le porte delle loro cucine, mettendosi alla prova ai fornelli. La campagna #ilmigliorristoranteècasatua, declinata sulle piattaforme digitali, mostra il piacere di stare a tavola, assaporando piatti gustosi e creativi senza dover uscire di casa poiché, grazie ai prodotti de il Viaggiator Goloso, i migliori ristoranti diventano le nostre case. L'attività ha riscontrato un ottimo successo, generando interesse sia in quegli utenti che già conoscevano il brand, sia in quelli che non lo conoscevano che si sono però dimostrati interessati alla gamma attraverso interazioni positive, richieste specifiche e visite al profilo e al sito" ha dichiarato Alessandro Barchetti, Direttore Marketing e Comunicazione Gruppo Unes
Per le aziende è diventato inoltre fondamentale parlare ai consumatori in modo nuovo e più autentico, capire quando è il momento di comunicare e quando invece è più importante agire in modo concreto in favore dell'emergenza, per instaurare un vero legame emozionale tra brand e consumatore.
"In questa fase abbiamo messo in campo diversi progetti finalizzati a continuare a dialogare con i nostri target di riferimento. Abbiamo comunicato con i più giovani tramite un piano editoriale ad hoc in cui il brand ha suggerito programmi "alternativi" per le serate di quarantena. Siamo rimasti in contatto con i bartender attraverso dirette settimanali sul canale IG e tramite Webinar che hanno coinvolto oltre 600 persone da tutta Italia" afferma Marco Leonzi, Assistant Brand Manager di Amaro Montenegro
"L'adattamento della comunicazione durante il nuovo scenario imposto dal lockdown è stato complesso e allo stesso tempo sfidante per un brand come Amaro Montenegro che comunica da sempre il piacere di stare insieme e la celebrazione dei momenti autentici da vivere con gli amici. Tra i tanti progetti quello più rilevante e innovativo è stato Human Spirit Network: un'iniziativa social e allo stesso tempo sociale nata con l'obiettivo di unire l'Italia attraverso una forma simbolica di "solidarietà digitale". Un piccolo gesto di apertura e di condivisione nei confronti degli altri: mettere a disposizione la propria rete Wi-Fi creando una rete Wi-Fi "ospiti" per dare vita a una immensa rete "humanspirit", grazie alla quale saremo tutti connessi. Il ruolo degli influencer è stato duplice durante l'attività: da una parte Salvatore Aranzulla, il "problem solver" digitale per eccellenza, ci ha aiutato a guidare il pubblico nella configurazione del proprio router rendendo l'attività ancora più credibile anche dal punto di vista tecnico, dall'altra Frank Matano ci ha permesso di raggiungere una fan base molto ampia, comunicando il progetto con un TOV più leggero e più in linea con il target più giovane. Abbiamo ricevuto molti messaggi positivi e la notizia della nostra attività è stata inoltre ripresa da molti media, permettendoci di raggiungere un'audience ampia. L'auspicio è quello di poter tornare quanto prima a brindare insieme ai nostri amiciha dichiarato Daniele De Angelis, Senior Brand Manager di Amaro Montenegro.
Conclusioni
Lo scenario totalmente inaspettato, verificatosi a seguito dell'insorgere dell'emergenza Covid-19, ha aperto l'influencer marketing a nuove prospettive.
I primi e a cogliere a pieno l'evoluzione dei linguaggi e dei contenuti sono stati, e lo saranno anche per la Fase 2 e 3, quegli influencer che hanno saputo interpretare al meglio il ruolo di content creator, grazie alla pubblicazione di messaggi spontanei e autentici.  Si è venuta a creare così una tendenza che pone al centro un diverso approccio che vede gli influencer prendersi cura delle nuove generazioni attraverso la proposta di idee e progetti originali, in grado di restituire sguardi fiduciosi sul futuro.
"Ciò che ha dato una spinta al ruolo sociale degli influencer durante il periodo del lockdown è stata proprio la loro capacità di dare vita a messaggi generativi, narrazioni percepite dai propri follower come autentiche, creatrici e curatrici di futuro. Ma non solo, oltre ad intrattenere e a produrre contenuti creativi, il loro ruolo è stato divulgativo e incentrato sul rispetto delle regole in questa nuova fase, su come vivere i ritrovati spazi pubblici condivisi nel rispetto delle normative governative. La sfida d'ora in poi, sia per gli influencer che per i brand, sarà infatti quella di saperci accompagnare nella nuova fase, mantenendo ancora vivo quest'approccio" conclude Rosario Magro, Co-Owner e Sales & Marketing Director di FLU. 


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giovedì 23 novembre 2017

Salute. I vaccini nella rete: al via #PerchéSì, primo laboratorio di idee sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini

I vaccini nella rete: al via #PerchéSì, primo laboratorio di idee sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini. 

Le buone pratiche da premiare: da Torino il lancio del contest promosso da Sanofi Pasteur che premia le migliori campagne di comunicazione sui vaccini realizzate dagli operatori di sanità pubblica e il primo hackathon in Italia dedicato alla comunicazione vaccinale.

L'informazione sui vaccini passa oggi attraverso rete e social media.

La fotografia esclusiva dell'Health Web Observatory registra la sete di informazione a seguito dei cambiamenti legislativi.

Torino, 23 novembre 2017 Sempre più connessi ma non sempre necessariamente consapevoli delle scelte di navigazione e alla ricerca di una bussola per orientarsi nel vasto mare dell'informazione online sul tema della prevenzione e dei vaccini. 

È questo quanto emerge dall'analisi "I vaccini per l'infanzia sul web" condotta dall'osservatorio Health Web Observatory e presentato in occasione dell'evento #MeetSanofi "#PerchéSì: i vaccini vanno in rete" che si è tenuto oggi presso il Talent Garden, a margine del congresso della Società Italiana di Igiene in corso a Torino dal 22 al 25 novembre (la registrazione dell'evento è disponibile sul canale Facebook di Sanofi). 

L'analisi prende in considerazione le ricerche effettuate su web e social network con lo scopo di ottenere informazioni online sulle vaccinazioni pediatriche nel periodo compreso dal 1 agosto al 10 ottobre 2017.

Il ruolo del web nell'informazione sulla vaccinazione
Secondo l'Health Web Observatory, quello dei vaccini è un tema grandemente presente sul web. Il monitoraggio effettuato attraverso parole chiave centrate sul tema ha evidenziato infatti la presenza di oltre 39.500 menzioni in totale in soli tre mesi. 

E il ruolo dei social appare preponderante, coinvolgendo il 60% delle menzioni analizzate e distribuite soprattutto su Twitter (31%) e Facebook (20%), a fronte del 40% relative ai siti web. I protagonisti delle navigazioni sono soprattutto utenti di una fascia di età intermedia e presumibilmente genitori: il 30% ha un'età anagrafica compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23% tra i 35 i 44 anni.

In alcune aree geografiche l'attenzione per questo tema è particolarmente elevata. Al primo posto il Friuli, seguito da Valle d'Aosta, Marche, Lazio e Veneto.

"Il ruolo crescente di Internet come canale di informazione, anche per quanto riguarda la vaccinazione, è stato confermato dal volume delle ricerche effettuate in rete nel periodo di osservazione sul tema vaccini, in cui prevale il ruolo dei social", spiega Ketty Vaccaro, sociologa e Presidente dell'Health Web Observatory

Purtroppo se si guarda al sentiment che emerge sul web, si nota che quello prevalente è negativo (44% del totale delle menzioni) a fronte di un volume poco inferiore che è neutrale (40%), mentre solo il 16% risulta positivo. 

"Tuttavia le menzioni più popolari nei due canali social più rilevanti - oltre 3milioni e 300mila utenti su Twitter e oltre 1 milione e 100mila su Facebook - sono positive", precisa Vaccaro.

"Dall'estate 2017 è partito in Italia l'obbligo vaccinale su 10 vaccini per le fasce d'età 0-16 anni. Questa estensione ha generato un dibattito nel Paese che ha coinvolto la politica, la società civile e si è poi riverberato sui social media e online, arrivando a lambire il tema delle fake news, delle "bolle" in rete e della distorta informazione che spesso prevale su quella medico-scientifica e autorevole. Sono dunque fondamentali il ruolo della comunicazione e della corretta informazione sul valore della vaccinazione, diritto-dovere di ogni comunità", spiega Paolo Bonanni, Professore di Igiene e medicina preventiva presso l'Università degli Studi di Firenze, coordinatore del gruppo "Calendario per la Vita" e co-Presidente della giuria di #PerchéSì.

#PercheSi, caccia alle buone pratiche (da premiare)
Dalle navigazioni in rete alla corretta ed efficace comunicazione. Il progetto #PercheSi è promosso da Sanofi Pasteur e si propone di mettere in condivisione le migliori pratiche nella gestione della comunicazione sui vaccini da parte di enti accreditati, associazioni, società scientifiche, strutture ospedaliere pubbliche e giovani creativi.

#PerchéSì comprende due iniziative: un contest e un laboratorio di idee per fare rete sulla comunicazione in ambito vaccinale. Il primo premia le progettualità già realizzate, il secondo è un confronto aperto e un momento di co-creazione che coinvolge giovani ed esperti per declinare i temi della comunicazione su questo tema. Il progetto partirà a gennaio 2018 e la premiazione finale si terrà a giugno 2018.

Nel contest verranno messe a confronto le campagne implementate negli ultimi 18 mesi e che riguardano il tema della vaccinazione. Le iscrizioni si apriranno a gennaio 2018 e potranno partecipare Università, centri di ricerca, associazioni, società scientifiche, ASL e distretti sanitari. Al progetto vincitore, valutato da una giuria composta dai rappresentanti del "Calendario per la Vita" ed esperti di comunicazione, verrà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza.

Il progetto #PerchéSì offrirà inoltre l'opportunità per il primo hackathon italiano dedicato alla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini: un laboratorio di idee con la partecipazione di grafici, designer, startupper, studenti e neolaureati in comunicazione medico-scientifica, freelance legati al mondo del visual e del video, che si confronteranno con gli esperti di comunicazione in quest'ambito, i finalisti del contest, per lo sviluppo di nuove idee comunicative. Le iscrizioni all'hackathon saranno aperte a febbraio 2018. Al team vincitore sarà offerto un viaggio-studio all'Institute of Interaction Design di Copenaghen.

"Il progetto #PerchéSì apre una nuova grande opportunità: creare una piattaforma di comunicazione sull'importante tema dei vaccini dove la creatività si incontra col sapere scientifico" - commenta Simona Maschi, direttore e cofondatore del Copenaghen Institute of Interaction Design e Copresidente della Giuria di #PerchéSì – "Crediamo in un approccio di "open innovation" dove individui ed organizzazioni pubbliche lavorano insieme per raggiungere il massimo livello di trasparenza e accuratezza nel comunicare il valore del vaccino nella società contemporanea". 

"Siamo orgogliosi di aver creato, attraverso il #MeetSanofi, un ulteriore momento di incontro e di riflessione sul valore della prevenzione, oggi messo quotidianamente in discussione dalle fake news che circolano nel mondo della rete e dei social network" – ha dichiarato Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta – "In questo senso, il lancio del progetto #PerchéSì rappresenta per Sanofi Pasteur un modo per favorire la condivisione delle idee e dei diversi approcci comunicativi rispetto al tema della vaccinazione, sostenere un dialogo aperto con l'opinione pubblica al fianco di istituzioni e società scientifiche per promuovere la cultura della prevenzione e il suo valore per la persona e per la sanità pubblica".
Sanofi
Sanofi supporta le persone nelle loro sfide di salute. Siamo una società biofarmaceutica globale focalizzata sulla salute umana. Preveniamo le malattie con i vaccini, forniamo trattamenti innovativi per combattere il dolore e alleviare la sofferenza.
Siamo accanto ai malati rari così come ai milioni di persone con condizioni croniche. Con oltre 100.000 persone in 100 Paesi, Sanofi trasforma l'innovazione scientifica in soluzioni di salute in tutto il mondo.

Sanofi, Empowering Life.
  



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giovedì 16 novembre 2017

Fake news e Salute. Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena

Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena


Dopo lo scontro su Facebook con i no-vax, lo specialista del San Raffaele di Milano rincara la dose con il suo nuovo libro "La congiura dei somari" (Rizzoli). 

Secondo Burioni la scienza non ammette scorciatoie e "in medicina non si decide per alzata di mano", come spiegherà sabato 18 novembre al BPER Forum Monzani di Modena. 

Con lui ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo che fu colpito da poliomielite durante l'infanzia, per testimoniare l'importanza dei vaccini.



"Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri". Parola di Roberto Burioni, il virologo divenuto una star del web per la sua ferma posizione a favore dei vaccini, di cui è da poco uscito il nuovo libro, intitolato appunto "La congiura dei somari. Perchè la scienza non può essere democratica".

Il libro, edito da Rizzoli, sta già scalando le classifiche di vendita e il professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano lo presenterà sabato 18 novembre alle 17.30 al BPER Forum Eventi di Modena. Con lui sul palco ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo: il padre venne colpito da piccolissimo da una grave forma di poliomielite che lo costrinse a vivere per tutta la vita su di una sedia a rotelle.

L'obiettivo del volume, spiega lo stesso Burioni, è imparare a difendersi dalla "congiura che vuole farci ripiombare in un orribile medioevo, popolato di superstizioni e malattie da decenni scomparse, dove la bugia e la verità sono sullo stesso identico piano". A ordire la congiura sono appunto i "Somari" del titolo, con cui il virologo si è scontrato spesso nell'ultimo periodo e di cui vengono portati diversi esempi nel libro. 

A spiegare chi sono è lo stesso Burioni in un post su Facebook. "Genitori che si informano e omettono le vaccinazioni "dopo avere valutato il rischio" – scrive -, attrici che curano il cancro con rimedi artigianali, Comuni che patrocinano incontri con medici radiati, senatori che proiettano film dove un malfattore viene glorificato, disk jockey in lieve disuso che parlano in televisione di neuropsichiatria infantile. Il vaccino non è un'opinione, la scienza non è democratica e noi tutti dobbiamo opporci a questa congiura dei somari, fatta di gente che non studia e pretende di parlare".

Roberto Burioni, medico, è professore ordinario di Microbiologia e Virologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha pubblicato anche "Il vaccino non è un'opinione" (Mondadori, 2016).





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domenica 8 ottobre 2017

ALLERGICAMENTE PIANO D’AZIONE PER UNA ALLERGOLOGIA SOCIALE_ AAITO [COMUNICATO STAMPA]

ALLARME ALLERGIE: COLPISCONO 1 ITALIANO SU 4.

NON SOLO RINITE ALLERGICA MA ANCHE ASMA SEVERA E GRAVI ALLERGIE CON RISCHIO DI ANAFILASSI.

MA GLI ALLERGOLOGI ITALIANI SONO SEMPRE MENO E IN MEDIA UNA RICHIESTA DI VISITA ALLERGOLOGICA SU TRE E' "INAPPROPRIATA".

AAIITO, ASSOCIAZIONE ALLERGOLOGI IMMUNOLOGI ITALIANI TERRITORIALI E OSPEDALIERI, LANCIA "ALLERGICAMENTE, PIANO D'AZIONE PER UNA ALLERGOLOGIA SOCIALE", PRIMA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SU TUTTE LE FORME DI ALLERGIE, CHE METTE LA CONOSCENZA DEGLI SPECIALISTI AL SERVIZIO DELLE PERSONE.

AL VIA DAL 12 AL 14 OTTOBRE IL CONGRESSO NAZIONALE AAIITO A PALERMO.

Milano, ottobre 2017. Secondo gli esperti AAIITO – Associazione Allergologi Immunologi Italiani Ospedalieri e Territoriali – è ormai più che documentato un drammatico e crescente incremento delle malattie allergiche in tutti i paesi occidentali. 

In Italia si stima che le allergie colpiscano già adesso 1 italiano su 4 e che raddoppieranno entro il 2025, arrivando ad interessare una persona su due, colpendo soprattutto i bimbi di oggi, adulti di domani. 

In considerazione di questo dato epidemiologico, gli allergologi di AAIITO hanno avviato una riflessione sul ruolo della loro disciplina ed una indagine sullo stato di salute dell'allergologia italiana in termini di presenza sul territorio delle strutture allergologiche e di livello di appropriatezza delle visite. 

Ed è proprio in considerazione dello scenario fotografato che gli esperti hanno deciso di avviare "Allergicamente: Piano d'azione per un'allergologia sociale", un progetto mai realizzato prima, pluriennale, ambizioso e di ampio respiro.

"E' comprensibile che con un trend del genere, le allergie – spiega il Dott. Antonino Musarra, Presidente AAIITO – siano un argomento di estrema attualità; anche se c'è in generale una percezione diffusa del problema, esiste probabilmente anche molta, troppa confusione. E' nostra convinzione infatti, che pochi sappiano davvero chi è e cosa fa l'allergologo e quanto vasto e complesso sia il mondo delle allergie. Esso comprende infatti reazioni allergiche eterogenee che possono assumere anche caratteristiche di estrema gravità al punto da mettere a rischio la vita del paziente, principalmente a causa di reazioni anafilattiche o di asma severo."

Allergicamente: Piano d'azione per una allergologia sociale" è una campagna di informazione promossa per la prima volta da una società scientifica in modo indipendente, che si avvarrà di strumenti come "allergicamente.it" e "facebook/allergicamente", rispettivamente un sito Cinformativo con la mappa dei centri di allergologia ed un canale di dialogo con il pubblico, mettendo quindi a disposizione il sapere degli specialisti, condensato, ragionato e semplificato. La campagna proseguirà anche nel 2018 con la distribuzione di flyer informativi, in tutti i centri di allergologia affiliati ad AAIITO, con la programmazione di eventi istituzionali e di iniziative di sensibilizzazione nelle piazze italiane.

Le allergie gravi, con rischio di anafilassi, sono uno dei temi che verrà trattato con particolare attenzione da "Allergicamente". Secondo dati del 2016 infatti circa l'1% di tutti gli accessi ai Pronto Soccorsi italiani è dovuto ad anafilassi ed è causato principalmente da reazioni allergiche sistemiche ad alimenti, punture da imenotteri e farmaci. Fotografare la realtà della mortalità per questa tipologia di reazioni allergiche non è semplice, richiede studi di lungo periodo e rimane sempre il dubbio di una sotto-stima. Ciononostante, secondo dati del registro Europeo Anafilassi, tra il 2007 ed il 2015 in pazienti con meno di 18 anni si registrano circa 1970 casi, con il 46% eventi avvenuti tra le mura domestiche. Prima causa nei bambini piccoli l'allergia agli alimenti, mentre negli adolescenti sono più rilevanti imenotteri e farmaci.

"Prima di tutto– dichiara il Dott. Riccardo Asero, Presidente eletto AAIITO – emerge con forza la necessità di continuare l'attività di sensibilizzazione nella popolazione e negli operatori sanitari per fare chiarezza ad esempio su cosa sono le allergie alimentari, distinguendole dalle intolleranze, così di moda al giorno d'oggi. Ma il secondo obiettivo sarà quello di spiegare a tutti, comprese le istituzioni italiane, il valore e l'importanza dell'adrenalina iniettabile, che non a caso è chiamato presidio salvavita. Proprio a questo riguardo abbiamo dati che ci informano come nei Pronto Soccorso solo il 40% degli accessi classificati per anafilassi, sia trattato correttamente con adrenalina."

Allergologi in Italia, la fotografia: pochi, senza turn over e in diminuzione. Secondo l'ultima mappatura delle rete allergologica italiana relativa al 2017, nonostante il peso epidemiologico crescente delle patologie allergiche, si contano in totale 63 strutture tra unità operative semplici e complesse; mentre, per quanto riguarda il territorio, il rapporto stimato è di 1 ora di specialistica allergologica per ogni 32.000 abitanti. Infine il problema dei giovani allergologi è fotografato da dati AAIITO: su 180 medici specializzati in allergologia negli ultimi 5 anni, più del 50% non riesce a trovare lavoro nelle strutture di allergologia.

Una richiesta di visita allergologica su tre è inappropriata. Partendo da dati inglesi, dove una recente ricerca del 2014 ha stimato che solo 43% dei soggetti inviati allo specialista allergologo abbia test allergologici positivi, AAIITO nel 2017 ha realizzato una identica valutazione in Italia. Sebbene i risultati siano leggermente migliori, si evidenzia che la probabilità pre-test per patologia allergica sia nulla almeno nel 35 % dei pazienti che arrivano nello studio dell'allergologo.

"Nonostante il peso epidemiologico ed il recente riconoscimento della figura dell'allergologo negli ultimi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) – conclude la Dott.ssa Maria Beatrice Bilò, Past President AAIITO – esistono ancora diverse problematiche per le quali auspichiamo nel prossimo futuro un dialogo costruttivo con le istituzioni sanitarie italiane. Restano infatti da individuare le più opportune soluzioni per programmare uno sviluppo sostenibile di questa disciplina."

Alcuni highlights dal programma del Congresso Nazionale AAIITO. La "tre giorni congressuale" toccherà molti temi di grande rilevanza scientifica e sociale, tra i quali si segnala in particolare la tavola rotonda inaugurale "Dai livelli essenziali di assistenza per le malattie allergiche al progetto per una allergologia sociale". Relazioni di grande interesse illustreranno i progressi della diagnostica molecolare, le nuove opzioni terapeutiche per l'asma grave ed ed ancora l'evoluzione dell'immunoterapia specifica con allergeni.

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