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martedì 23 gennaio 2018

Salute. Come superare l'infertilità. Da sabato 27 gennaio Procrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio

Come superare l'infertilità. 

Da sabato 27 gennaio ProCrea propone otto incontri dedicati alle coppie che sono alla ricerca di un figlio.

Il centro di medicina della riproduzione di Lugano organizza una serie di appuntamenti gratuiti per parlare di come superare i problemi che ostacolano una gravidanza

È in programma sabato 27 gennaio, con inizio alle 14.15, il primo appuntamento dedicato alle coppie che sono alla ricerca di un figlio. 

Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano organizza una serie di incontri liberi e gratuiti per parlare di infertilità e aiutare le coppie che vorrebbero un figlio nel cammino verso la maternità

L'incontro del 27 gennaio è il primo di una serie di appuntamenti che riguarderà la prima parte del 2018. «Da gennaio a giugno, sono otto gli incontri che abbiamo organizzato con lo scopo di essere vicini alle coppie che sono alla ricerca di un figlio», premette il direttore medico di ProCrea, Michael Jemec

Oltre a quello del 27 gennaio, sono in programma incontri il 24 febbraio, 15 e 24 marzo, 21 aprile, 17 e 19 maggio e 16 giugno. «L'infertilità è una patologia subdola e che può essere particolarmente complessa. Viene tendenzialmente indicata in una coppia dopo un anno di rapporti liberi non protetti senza che vi sia alcuna gravidanza», precisa Jemec. 

«È un tema estremamente delicato perché va a toccare una sfera molto intima delle persone, ma su quale occorre fare chiarezza, parlarne per dipanare i dubbi e infondere la giusta speranza a quelle coppie che vorrebbero un figlio ma si trovano a scontrarsi sempre con insuccessi».

Parlare di infertilità fa bene, soprattutto in una società che tende a posticipare sempre più l'appuntamento con maternità. «È un dato assodato che l'età media al parto del primo figlio continui ad essere posticipata», prosegue il direttore medico di ProCrea. 

Secondo le statistiche Eurostat, dal 1995 al 2016 si è passati da 28 a 31 anni. «Questo, tenendo conto che il fattore età è uno dei principali ostacoli ad una gravidanza: più passa il tempo e più la donna perde il suo potenziale fertile», continua Jemec. 

«Capire il problema per guardare con fiducia insieme verso il futuro è il primo passo per un figlio. Negli incontri faremo proprio questo: con il personale di ProCrea - medici, biologi, aiuto medico e staff - saranno affrontati i vari aspetti dell'infertilità e del percorso verso la gravidanza per comprendere meglio il cammino da fare».

Il calendario completo degli incontri prevede sei appuntamenti il sabato pomeriggio con inizio alle 14.15: 27 gennaio, 24 febbraio, 24 marzo, 21 aprile, 19 maggio e 16 giugno. Il 15 marzo e il 17 maggio gli incontri sono invece previsti nel tardo pomeriggio del giovedì con inizio alle 18.30.


La partecipazione ai "Porte Aperte" è gratuita e aperta a tutti contattando la segreteria di ProCrea al numero +41 91 92455.55 oppure 02 60063041 per chi chiama dall'Italia; oppure a scrivendo a info@procrea.ch indicando nell'oggetto la data del Porte Aperte di interesse.



ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 

Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 

 CorrieredelWeb.it

sabato 6 gennaio 2018

La gioia di una nascita dopo oltre tre anni di terapie. La testimonianza di una coppia che con il supporto della fede e l'aiuto della scienza ha superato l'infertilità

La gioia di una nascita dopo oltre tre anni di terapie. 

La testimonianza di una coppia che con il supporto della fede e l'aiuto della scienza ha superato l'infertilità. 

Il percorso fatto con il centro ProCrea di Lugano l'ha portata ad abbracciare due splendidi gemellini. 

«È stato difficile, ma alla fine ci siamo trovati più uniti e più forti. E ora vorremmo condividere il nostro cammino con quanti sono alla ricerca di un figlio»

Una odissea durata tre anni e mezzo. Con attese, delusioni e crisi. Ma alla fine la maternità è arrivata e sono nati due splendidi gemelli. La storia di una coppia italo-svizzera che non ha rinunciato ad avere un figlio e, con il sostegno della fede, ha coronato il proprio sogno con il centro per la fertilità ProCrea di Lugano. 

Da loro un insegnamento: «Mai perdere la speranza. Davanti ad un problema di infertilità non vergognarsi, ma chiedere aiuto». 

Lui 38 anni dipendente di un'azienda che opera nel campo elettrico, lei 33 anni si occupa di risorse umane. Luca e Lucia, i nomi sono di fantasia, vogliono che la loro testimonianza possa essere di aiuto per le coppie che sono alla ricerca di un figlio. 

Perché il percorso verso una gravidanza che non arriva è un percorso ad ostacoli che mette a dura prova il singolo e la coppia. 

Ma alla fine «ci si trova più forti di prima», ricordano. «Usiamo la metafora della molletta: le due parti devono trovare l'elemento che li unisce - ovvero la molla, la nostra è stata la fede - solo così possono arrivare ad afferrare qualcosa. Un figlio non può essere l'elemento di unione, è l'obiettivo che insieme raggiungono».

La loro storia ha inizio nel 2013 quando, dopo 5 anni di matrimonio e nessun figlio, decidono di fare qualche esame preliminare. 

Lei risulta perfettamente sana; lui con un problema di motilità e di morfologia degli spermatozoi. «È stato il crollo del mito dell'uomo tutto d'un pezzo», ricorda Luca. «Ma  il mio desiderio di diventare padre era molto forte».


Indirizzati subito al centro per la fertilità ProCrea di Lugano, riprendono la trafila degli esami. «Il quadro diagnostico, che via via è stato sempre più approfondito ha sempre confermato la diagnosi iniziale», spiega il dott. Michael Jemec, direttore medico di Procrea. «Davanti ad un quadro clinico definito, abbiamo concordato un percorso graduale che, partendo dalle tecniche più semplici arrivasse nel caso a quelle più complesse. La loro forza ha dato vigore alla nostra scienza permettendoci di mettere la medicina al servizio della vita». 

Per i coniugi però il dover affrontare un percorso di procreazione assistita non è stato un passaggio indolore: «Siamo cristiani praticanti e ci siamo posti delle domante a livello etico e di fede», ricordano. «Ci siamo messi in discussione come coppia e come singoli. Ed è stata proprio la fede ad aiutarci a non perdere la speranza, soprattutto quando, a fronte dei continui esiti negativi delle terapie, il futuro diventava sempre più buio».

Gli specialisti di ProCrea vanno ancora più in profondità con le analisi, ma il quadro non cambia. «Abbiamo pensato all'adozione: ma per tre volte di seguito il primo incontro è stato annullato o spostato. Questo percorso non l'abbiamo più sentito nostro, e questo ci ha riportati in ProCrea». 

All'inizio del 2014 l'illusione di una gravidanza (una gravidanza extrauterina) mette a dura prova la coppia. «Non ho avuto il tempo di metabolizzare l'esito negativo: ho visto mia moglie particolarmente vulnerabile e mi sono dedicato interamente a lei, a sostenerla e supportarla», continua Luca. I tentativi si susseguono, ma l'esito non cambia. «Abbiamo fatto passare un po' di tempo tra una terapia e l'altra per cercare di raccogliere anche le forze», prosegue Lucia. A questo punto però è Luca a diventare fragile: le delusioni sono troppo forti. 

«Sono caduto in depressione fino ad arrivare anche a pensieri autolesionistici. Fortunatamente ne ho preso coscienza e non ho esitato a farmi aiutare da uno psicologo». Ma anche lei non sta bene. «Non potevo confrontarmi con nessuno perché nessuno aveva vissuto quello che stavo vivendo. Mi sentivo sola», confida. Una situazione superata affidandosi ai libri con testimonianze di persone che hanno vissuto la sua esperienza.

Tra alti e bassi, la coppia arriva al 2016 ormai quasi persuasa di dover ricorrere ad una nuova tipologia di terapia. «L'ultimo tentativo, ci siamo detti. E l'ultimo tentativo è andato bene. Prima un feto, poi l'ecografia ci ha svelato anche il secondo: due gemelli. Quale miracolo», ricordano. 

Un cammino lungo e faticoso che si è concluso con la gioia di una femminuccia e un maschietto. «Un cammino che ci ha provato parecchio, ma che ci ha permesso di scoprire noi stessi e di rafforzarci come coppia. E adesso che siamo genitori vogliamo condividere questa nostra gioia e poter aiutare tutte quelle coppie che vorrebbero un figlio ma non riescono. È per noi importante poter aiutare gli altri».

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 

Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano. 


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sabato 16 dicembre 2017

Salute. Sterilità e infertilità: un cartoon per fare chiarezza. Il terzo video della campagna di comunicazione #ideefertili di Sifes

Risultati immagini per Salute. Sterilità e infertilità
Bologna, 16 dicembre 2017_Sterilità e infertilità sono due termini che spesso vengono utilizzati come sinonimi, ma che in realtà delineano due condizioni molto differenti: se la sterilità infatti è l'incapacità biologica di portare a termine un concepimento, l'infertilità designa l'impossibilità di portare a termine una gravidanza a concepimento avvenuto. 

A sterilità ed infertilità è dedicato il terzo video animato della campagna #ideefertili promossa da Sifes – Società Italiana di Fertilità e Sterilità, per sensibilizzare i più giovani sulle tematiche afferenti alla salute riproduttiva ed informarli sui comportamenti più corretti per salvaguardarla. Il video realizzato dallo studio creativo Tiwi in collaborazione con l'agenzia MEC & Partners di Bologna, ideatrice della campagna di comunicazione, vede nuovamente come protagonisti Giulia e Luca, "volti" di #ideefertili. 

Con il consueto ritmo vivace e l'estrema chiarezza dei contenuti, la voce fuori campo fornisce informazioni puntuali sulle rispettive problematiche, dando suggerimenti sul percorso da intraprendere nelle diverse fasi della vita. 

Come sempre il messaggio principale è quello di affidarsi a controlli regolari, non soltanto nel momento in cui il problema emerge – ad esempio se dopo un anno di rapporti sessuali non protetti la gravidanza non arriva – ma fin dalla giovanissima età, indicativamente dai 16 anni in poi, in modo da poter intervenire tempestivamente ed affrontare una patologia risolvibile come quella dell'infertilità.

Il video si chiude con il claim che accompagna tutta la campagna di comunicazione: "Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere", un messaggio privo di qualsiasi giudizio, moralismo o costrizione sociale, che vuole porsi come strumento di consapevolezza per i più giovani, al fine di vivere al meglio la propria sessualità attraverso la corretta conoscenza.

Il video verrà trasmesso sui canali social di #ideefertili, da YouTube a Instagram a Facebook, che in questi mesi dal lancio della campagna a inizio giugno hanno visto aumentare in modo costante le interazioni e gli engagement: moltissime le domande rivolte dagli utenti, a dimostrazione di un gap di informazione evidente. 

D'altra parte la stessa indagine "I giovani e la fertilità", condotta da Sifes a inizio 2017 su un campione di ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, aveva rilevato una certa confusione ed approssimazione circa le tematiche afferenti la salute riproduttiva e il significato di infertilità e sterilità, con circa il 65% degli intervistati che ha sovrapposto e confuso i due termini, ed un'altissima percentuale (circa 75%) che ha dichiarato di non essersi mai sottoposta a controlli specialistici.

La volontà di Sifes è quella di fornire un'informazione divertente, leggera ma scientificamente corretta e tentando di accendere l'attenzione su tematiche di importante rilevanza sociale come il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese e in Occidente, puntando sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione fin dalla giovane e giovanissima età.


Video qui: https://youtu.be/cmoti1E4ls8 



S.I.F.E.S. e MR - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione è la prima Società Scientifica che si occupa di fertilità, costituita nel 1965 con la specifica finalità di organizzare e promuovere le conoscenze nel campo della fertilità e del suo controllo sia in ambito medico sia in ambito sociale, in particolar modo per le classi più deboli della popolazione. 

Come Società Scientifica si pone l'obiettivo di stimolare la ricerca in tema di riproduzione umana; contribuire alla standardizzazione nazionale ed internazionale della terminologia inerente i problemi della riproduzione e delle procedure diagnostiche e terapeutiche; favorire - attraverso congressi, eventi e campagne informative - lo scambio di conoscenze, ricerche e di esperienze tra i soci, contribuendo alla corretta divulgazione delle stesse verso i cittadini.



martedì 24 ottobre 2017

Salute. Quando l'infertilità ha una causa genetica

Infertilità: quando non ci sono cause apparenti, la risposta arriva dalla genetica

Tutto a posto, ma la gravidanza non arriva: una coppia su otto vive questa condizione frustrante. 

«Gli esami di secondo livello possono individuare gli ostacoli e indicare la soluzione» spiega il centro medico ProCrea di Lugano

La genetica può dare una risposta ai casi di infertilità idiopatica

I cosiddetti "esami di secondo livello" rappresentano la strada per trovare le cause che impediscono una gravidanza o una maternità, dando così una soluzione a quelle coppie che, pur avendo tutti i parametri nella norma, non riescono ad avere un figlio. 

«L'infertilità idiopatica, ovvero quell'infertilità che apparentemente non ha cause specifiche, è una condizione che interessa circa il 10-15% delle coppie con problemi riproduttivi», premette la dottoressa Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione del centro di fecondazione medicalmente assistita ProCrea di Lugano. 
«È una condizione frustrante: ci si sente dire che tutto è normale, ma la gravidanza non arriva. L'inquadramento diagnostico di queste coppie è fondamentale: in questi casi occorre procedere ad un'anamnesi accurata per cercare di analizzare ogni dettaglio che possa aiutare nell'iter diagnostico».

In assenza di endometriosi o di malattie specifiche come la sindrome delle ovaie policistiche o patologie uterine come i polipi endometriali o con parametri del liquido seminale che non fanno suonare campanelli di allarme, orientarsi può essere complesso. 

«Purtroppo le cause di infertilità possono essere molte e molto differenti tra loro. Possono essere riconducibili all'uomo o alla donna, oppure ad entrambi. Ma quando i normali screening non evidenziano nulla, può risultare utile ricorrere agli esami di secondo livello, ovvero ricorrere alla genetica. Gli esami genetici infatti permettono molte volte di scoprire che patologie subdole, ad esempio le intolleranze alimentari, possono in realtà essere anche causa dell'infertilità o di poliabortività», spiega la specialista di Procrea. Del resto, l'assunzione di cibi non tollerati provoca un'infiammazione cronica e quindi una risposta immunologica esagerata che può essere dannosa per la maturazione degli ovuli. Inoltre, aggiunge Bellavia, «una problematica di malassorbimento, anche se non percepito dalla paziente, può portare ad un deficit di vitamine e oligoelementi essenziali all'organogenesi del feto».

Lo studio della proteina HLA-G, è un passo ulteriore. Come spiega: «Gli antigeni di istocompatibilità possono avere un ruolo nell'aumentare la tolleranza materna verso l'embrione e quindi le chance di gravidanza. Un prelievo del sangue su entrambi i partner permette di capire se l'embrione produrrà una quantità sufficiente di una proteina chiamata HLA-G che gli permetterà di impiantarsi e svilupparsi nell'utero. Altri esami genetici della coagulazione o specifici per i partner maschili sono altrettanto importanti per la diagnosi e quindi la scelta della migliore terapia della PMA».

Da non sottovalutare, l'età della donna. È infatti riconosciuto che con il passare degli anni la fertilità femminile diminuisce - in particolare superati i 35 anni -, questo perché «la qualità degli ovociti prodotti si abbassa; con l'avanzare dell'età aumenta infatti il numero delle aneuploidie cromosomiche, cioè delle anomalie nel numero dei cromosomi dell'ovocita e quindi dell'embrione che ne deriverà. Queste anomalie possono ostacolare la fecondazione, ma anche provocare un'interruzione di gravidanza. Anche qui, le diagnosi genetiche ci possono venire in soccorso, andando a individuare gli embrioni che non presentano queste anomalie cromosomiche».

Non è detto che i casi di infertilità idiopatica siano anche quelli più difficili da superare. Conclude la dottoressa del centro ProCrea: «I casi apparentemente più complicati possono a volte trovare una soluzione grazie alla genetica che, sempre di più, fa passi avanti nella scoperta di cause di infertilità che fino a poco tempo fa erano sconosciute».

 
ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 

domenica 15 ottobre 2017

Malattie genetiche ereditarie, l'analisi preimpianto diventa "su misura": ProCrea presenta il protocollo per non trasmettere le patologie ai figli

Il centro di Medicina della riproduzione di Lugano è in grado di tarare l'analisi su una singola mutazione genetica responsabile di una delle 8.000 malattie monogeniche conosciute

Una diagnosi specifica per ciascuna delle circa 8.000 malattie monogeniche ereditarie conosciute. Non è fantascienza, ma quanto ha sviluppato il centro di Medicina della riproduzione ProCrea di Lugano. 

Attraverso il proprio laboratorio di genetica molecolare ProcreaLab, ha accreditato una metodica per l'analisi di studio familiare in grado di intervenire anche nei casi estremamente rari, per evitare che i genitori possano trasmettere la malattia di cui sono portatori sani ai loro figli.

«Parliamo non solamente di patologie come fibrosi cistica, sindrome dell'X fragile o talassemia, che sono tra le malattie monogeniche più diffuse, ma anche - e soprattutto - di malattie che hanno un'incidenza ancora più rara come possono essere Sindrome di Gaucher, atrofia del nervo ottico, malattia di Kennedy e Duchenne, neurofibromatosi, paraganglioma e difetto di Cobalamina C, solo per citarne alcune. Sono tutte malattie monogeniche ereditarie, fortemente invalidanti che in alcuni casi possono portare anche al decesso», spiega la dottoressa Giuditta Filippini, direttore del laboratorio ProcreaLab.

Anche se definite come rare, le malattie monogeniche interessano in Italia quasi due milioni di persone, il 70 per cento sono bambini in età pediatrica (fonte rete Orphanet), con circa 19mila nuovi casi ogni anno. 

Le circa 8.000 malattie monogeniche indicate dal catalogo OMIM - Online Mendelian Inheritance in Man -, sono responsabili del 18% dei ricoveri pediatrici e del 20% della mortalità infantile.

Procrea, che da anni conduce un'intensa attività clinica e di ricerca in ambito genetico e vanta l'unico laboratorio tra Svizzera e Italia ad aver accreditato secondo la norma internazionale 15189 il processo di analisi per l'intera diagnosi preimpianto delle malattie monogeniche, ha avuto casi di patologie estremamente rare.  
«Circa una coppia ogni dieci tra quante si rivolgono al nostro centro presenta una situazione di questo tipo», continua la dottoressa Giuditta Filippini. 

«Questo perché la specializzazione raggiunta ci permette di intervenire per evitare che i figli possano riportare la stessa malattia riscontrata nei genitori». Nella maggior parte dei casi le coppie che si presentano in ProCrea hanno un vissuto molto particolare: a loro la malattia è già stata diagnosticata perché hanno avuto un figlio con la stessa malattia o hanno dovuto affrontare un aborto terapeutico. «Sono situazioni non semplici che gli stessi genitori non vogliono più affrontare», aggiunge. 

«Identificata la mutazione genetica che provoca la patologia, con il nostro lavoro arriviamo impiantare attraverso un percorso di fecondazione assistita solamente l'embrione sano, quello che non riporta la medesima mutazione».

Il protocollo indicato da ProCrea prevede il primo colloquio della coppia con il ginecologo e con il genetista. «È un momento fondamentale: verifichiamo con la coppia la presenza tra i parenti della medesima malattia per arrivare ad un setup familiare», prosegue il direttore di ProcreaLab. 

«Quindi procediamo con la raccolta dei campioni di Dna della coppia e di eventuali familiari attraverso una normale prelievo di sangue. Questo ci permette di preparare l'analisi specifica da fare per il singolo caso. Si tratta di una procedura particolarmente complessa che richiede dai 2 ai 3 mesi di tempo. Quindi la coppia può iniziare in percorso di fecondazione assistita e l'analisi sviluppata servirà per individuare l'embrione sano. È un protocollo che viene attivato nei soli casi di una diagnosi precisa della malattia specifica».

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. 
ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. 
Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. 
La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8.


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