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venerdì 18 settembre 2020

Vacciniamoci per evitare un'epidemia durante la pandemia da Covid-19 - Asiago-Gallio, 18 Settembre 2020


VACCINIAMOCI PER EVITARE UN'EPIDEMIA DURANTE LA PANDEMIA DA COVID-19

 

Asiago-Gallio, 18 Settembre 2020 - Durante la Settima edizione della Summer School di Motore Sanità si è discusso sull'importanza di una massiccia vaccinazione a salvaguardia

della salute e dell'economia, durante la sessione "Focus sui vaccini: ruolo preventivo ed impatto economico", organizzata con il contributo incondizionato di MSD.

 

"Abbiamo dibattuto molto sul tema della pandemia, come si è risposto alla pandemia e l'impatto che ha avuto sull'economia. Nulla come quello che abbiamo vissuto nel 2020 ha dimostrato

quanto la sanità, l'innovazione nel campo della salute sia un elemento fondamentale per la ricchezza di un paese. Il nostro Paese ce l'ha fatta, dimostrando di essere stati molto bravi,

purtroppo però abbiamo dovuto ovviare attraverso dei sistemi, quali il lockdown e il distanziamento sociale, che hanno avuto un impatto enorme sull'economia, questo perché non c'era

un vaccino né un farmaco per il Covid-19. Quindi fondamentale è lavorare in partnership pubblico-privato per trovare le soluzioni che solo la scienza è in grado di offrire. Ma non

dimentichiamo le vaccinazioni esistenti che hanno già dimostrato il loro valore e auspico che la sanità e SSN siano giustamente considerate un investimento e non una spesa. Le

vaccinazioni che sono state interrotte durante la pandemia devono essere riprese subito perché se non recuperiamo i soggetti che non sono stati vaccinati, il rischio è avere un'epidemia

durante la pandemia. Infine, la Sanità è una priorità che deve essere considerata come fondamentale per l'economia di un Paese", ha dichiarato Marina Panfilo, Director Policy.



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VITAMINA D: DOPO LOCKDOWN ATTENTI A CARENZA NEI BAMBINI

VITAMINA D, IL PEDIATRA: DOPO LOCKDOWN ATTENTI A CARENZA NEI BAMBINI
 
VIERUCCI: IMPORTANTE FARE PROFILASSI PER EVITARE PROBLEMI OSSEI. FOCUS A EVENTO SIPPS
 
 

Roma 18, settembre - "Il prossimo inverno avremo in circolo meno scorte di vitamina D a causa del fatto che nel periodo del lockdown siamo stati meno esposti al sole. Quindi quest'anno i pediatri dovranno prestare più attenzione, perché è probabile che un maggior numero di bambini raggiunga una situazione di carenza che potrebbe poi dare problemi soprattutto a livello osseo, tanto negli adolescenti quanto nei bambini in età scolare". A fotografare lo stato di salute degli italiani è Francesco Vierucci, pediatra della Struttura complessa di Pediatria dell'Ospedale San Luca di Lucca, che prenderà parte a 'Napule è… pediatria preventiva e sociale'. La tre giorni di eventi, dal 18 al 20 settembre, dedicati alla prevenzione, allergologia, dermatologia, nutrizione e gastroenterologia in età pediatrica, e promossi dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS) in live streaming sulla piattaforma digitale Health Polis, iDea Congress. 

'Novità sulla profilassi con vitamina D: dalla mamma all'adolescente' sarà il titolo dell'intervento che Vierucci terrà sabato 19 settembre insieme a Giuseppe Saggese, direttore responsabile di Ripps, la rivista ufficiale della SIPPS. 

"Nel nostro Paese la sintesi cutanea di vitamina D diventa efficace da marzo, praticamente proprio nei tre mesi in cui quest'anno siamo stati chiusi in casa. Pertanto- spiega il medico- tutti i bambini che necessariamente sono stati meno esposti al sole meritano di fare la profilassi con vitamina D. Si tratta di una profilassi a dosaggi fisiologici giornalieri assolutamente raccomandati, per cui non è necessario andare a misurare il livello di vitamina D presente, a meno che non ci siano nei bambini dei sintomi carenziali clinici evidenti- puntualizza Vierucci- ma in questo caso è il medico a doverlo riscontare".

VITAMINA D E CORONAVIRUS- Di vitamina D si è parlato molto anche nel periodo della pandemia perché si era ipotizzata una possibile relazione tra stato vitaminico e malattia da Covid-19. "Su questo punto i dati effettivamente disponibili sono pochi- precisa Vierucci- ci sono state, però, delle prese di posizione da parte di importanti società internazionali. Diciamo che al momento non si può ritenere che la profilassi con vitamina D possa essere una reale ed efficace strategia di prevenzione di Covid-19 o di trattamento della malattia. I pochi studi pubblicati- fa sapere il pediatra- suggeriscono un'associazione tra carenza grave di vitamina D e peggior risoluzione della malattia. Ma non è una relazione causa-effetto, è un'associazione". La cosa certa è che "lo stato vitaminico regola l'immunità- conclude Vierucci- dunque è assolutamente corretta l'indicazione di cercare di garantire a tutti i soggetti i fabbisogni giornalieri di vitamina D raccomandati per età".


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CORONAVIRUS. OMCEO ROMA: NUMERI IN CRESCITA, SERVE 'ARMARSI' CON DPI. VACCINO IN FARMACIA? NON È LUOGO SICURO

CORONAVIRUS. OMCEO ROMA: NUMERI IN CRESCITA, SERVE 'ARMARSI' CON DPI
"MA QUESTA VOLTA A MEDICI E INFERMIERI SIANO DATI QUELLI 'GIUSTI'"
 
Roma - "Per cercare di evitare che il contagio si diffonda nuovamente e che ci siano numeri importanti, come abbiamo visto questa primavera, dobbiamo 'armarci': questa volta
e' necessario che il personale sanitario tutto, medici, infermieri e operatori, sia pronto e abbia a disposizione i dispositivi di protezione individuali". Lo ha detto il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia Dire.
"Ma servono i dpi 'giusti' - sottolinea Magi - cioe' quelli che
veramente proteggono gli operatori sanitari e allo stesso tempo i cittadini che si rivolgono alle strutture sanitarie.
Il numero dei casi di Coronavirus intanto "e' in crescita,
come ha fatto sapere anche il presidente dell'Istituto superiore
di Sanita', Silvio Brusaferro. Siamo arrivati a 207 persone
ricoverate in terapia intensiva (il dato risale a due giorni fa,
ndr), quando recentemente avevamo dei numeri molto bassi.
Dobbiamo controllare la situazione il piu' possibile per non
farli crescere ulteriormente e per evitare nuove chiusure", ha
concluso quindi Magi.

 VACCINO IN FARMACIA? NON È LUOGO SICURO
"BENE AMPLIARE OFFERTA, MA SERVONO STRUTTURE SANITARIE ADEGUATE"

 
 "Vista l'importanza e l'obbligatorieta' della vaccinazione antinfluenzale penso sia fondamentale aumentare l'offerta. Ma il fatto di andare a fare un vaccino in farmacia, francamente, mi lascia in parte perplesso". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire.
"Fare un vaccino in farmacia - prosegue Magi - non credo sia
ottimale per quanto riguarda il tema della sicurezza. E poi non
e' assolutamente competenza del farmacista svolgere quel tipo di
attivita', che invece spetta ai sanitari".
Secondo Magi serve dare "piu' diffusione possibile" alla
vaccinazione, purche' sia svolta in "strutture sanitarie 'protette' - spiega - cioe' sicure e regolamentate. Penso agli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, ma anche alle strutture della specialistica ambulatoriale. Un malato cronico che va a fare una visita cardiologica o pneumologica, per esempio, potrebbe approfittare del medico che lo sta visitando per farsi fare direttamente da lui anche il vaccino", conclude.
 
 Le notizie dell'agenzia Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE»
 


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CORONAVIRUS. ROMA, DUE ROBOT PER SANIFICARE UNIVERSITA' TERESIANUM




CORONAVIRUS. ROMA, DUE ROBOT PER SANIFICARE UNIVERSITA' TERESIANUM
 
Roma - Si e' svolto questa mattina presso l'aula magna della pontificia facolta' teologica e il pontificio istituto di spiritualita' Teresianum a Roma l'incontro dal titolo 'Le lezioni in tempo di coronavirus' in cui sono stati presentati i due robot che si occuperanno della sanificazione degli ambienti della pontificia facolta' teologica e il pontificio istituto di spiritualita' Teresianum.
Padre Paolo, economo generale dei Carmelitani scalzi, ha
voluto ricordare i motivi che hanno fatto ricadere la scelta
proprio su questa tipologia di robot: "Li abbiamo scelti - ha
dichiarato - perche' permettono una sanificazione profonda degli
ambienti, ci permettono di farla in autonomia e per lungo tempo,
a costi bassi visto che non usa prodotti chimici e per questo e'
anche ecologico".
Dal palco e' intervenuta anche l'ing. Valentina Cordeschi della ditta costruttrice sottolineando come "i due robot si basano sulla tecnologia a ultravioletti grazie all'ausilio di due lampade una a 254 nanometri e l'altra a 185 nanometri che svolgono funzioni simili e complementari. Oltre cio' le macchine si avvalgono anche dell'ozono che va ad agire li' dove i raggi ultravioletti non arrivano, potenziando cosi' l'azione della macchina".
Subito dopo la conferenza e' arrivato il momento di inaugurare
i robot per vederli in azione. Il funzionamento appare semplice:
prima mappano la stanza, poi iniziano l'igienizzazione che si
interrompe qualora qualcuno dovesse entrare. Una volta che i
robot hanno mappato tutte le sale, bastera' rinominarle per fare
in modo che, nelle sanificazioni successive, possa operare in
maniera del tutto autonoma.

 
 
Le notizie dell'agenzia Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE»
 
 
 



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Professor Giorgio Palù: “Non abbiamo certezze che il Coronavirus sia naturale ma neanche che sia stato generato artificialmente in laboratorio, un consorzio di virologi al lavoro per la verità” - Asiago-Gallio, 18 Settembre 2020


Professor Giorgio Palù: "Non abbiamo certezze che il Coronavirus sia naturale ma neanche che sia stato generato artificialmente in laboratorio, un consorzio di virologi al lavoro per la verità"

 

Asiago-Gallio, 18 settembre 2020 – "Ci sono al momento due ipotesi sulla genesi del virus: la prima che derivi dal laboratorio BL-4 di Wuhan dove venivano effettuati esperimenti

sul coronavirus del pipistrello, l'altra è che sia naturale. Se il virus fosse naturale, ci dovrebbe essere un ospite intermedio che non abbiamo ancora trovato. L'ipotesi del laboratorio

è al vaglio di un consorzio di virologi internazionali che sta valutando tutte le sequenze depositate di coronavirus animali e umane. Va detto che il virus umano ha alcune sequenze

genomiche che non si trovano nel virus del pipistrello né in quello del pangolino." Queste le parole di Giorgio Palù, Professore di Microbiologia e virologia pronunciate durante la

settima edizione della SUMMER SCHOOL 2020, Evento annuale organizzato da .




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Covid-19, prevedere il decorso analizzando il sangue

Covid-19: prevedere il decorso analizzando il sangue

 

Le molteplici possibilità che il sistema immunitario intervenga a difesa dell'organismo contro il virus coinvolgono sia la risposta innata che quella adattativa, entrambe con le loro componenti umorali e cellulari. Un nuovo studio diretto dal King's College London e dal Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione dell'Istituto di biologia e patologia molecolari del Cnr, pubblicato su Nature Medicine, mette a disposizione un approccio ad interim per prevedere il decorso della malattia

 

L'infezione da virus Sars-Cov-2 può essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19, le cui manifestazioni cliniche sono estremamente eterogenee: da una patologia respiratoria lieve a un quadro clinico grave, in alcuni casi fatale. Analizzando il sangue dei pazienti si possono però ottenere previsioni sul decorso della malattia. Lo studio "Covid-Ip", condotto da un team internazionale guidato da Adrian Hayday del King's College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell'Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm), pubblicato su Nature Medicine, ha identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi.

Un punto di forza dello studio è l'uso di un test per analizzare nel sangue il ciclo cellulare dei linfociti T, cellule fondamentali della risposta immunitaria specifica. "Qualche anno fa abbiamo ideato un test che ci ha consentito di scoprire che nel sangue di topolini vaccinati ci sono linfociti T proliferanti in fase di duplicazione del DNA. Lo studio riguardava allora un vaccino sperimentale in collaborazione con la ditta Reithera", spiega Di Rosa. "Oggi, nel nuovo studio Covid-Ip, il test ci ha consentito di identificare alcuni sotto-tipi di linfociti T proliferanti nei pazienti più gravi e di avere informazioni dettagliate sul loro ciclo cellulare, ovvero l'insieme degli eventi compresi tra la formazione di una cellula e la sua divisione in due". La proliferazione si accompagna ad una marcata diminuzione nel sangue dei linfociti T nei pazienti Covid-19 più gravi.

"Questi risultati aprono la strada a una migliore comprensione delle funzioni dei linfociti T in questa malattia. In particolare, le alterazioni dei linfociti T potrebbero riflettere la capacità del virus Sars-Cov-2 di tenere sotto scacco la risposta immunitaria, nonostante quasi tutti i pazienti abbiano anticorpi specifici nel sangue, prodotti dai linfociti B. I linfociti T e B sono le cellule del sistema immunitario che si occupano di mediare la risposta specifica contro un agente patogeno, infatti in presenza di uno stimolo i linfociti si attivano e si riproducono velocemente per fronteggiarlo. Nel Covid-19 la risposta dei linfociti T appare disregolata", prosegue la ricercatrice del Cnr-Ibpm. "Altro elemento correlato con la gravità del decorso clinico è la notevole riduzione dei granulociti basofili e delle cellule dendritiche plasmacitoidi. Inoltre, è stato dimostrato che l'aumento dei livelli di una triade di molecole – chemochina IP-10, interleuchina-10 e interleuchina-6 – è un segnale premonitore dell'aggravarsi della malattia più attendibile di quelli finora analizzati (proteina C-reattiva, ferritina, D-dimero)". 

Le potenziali implicazioni di questo studio, condotto su 63 pazienti ricoverati con Covid-19 presso gli ospedali Guy's e St Thomas' di Londra, appaiono interessanti. "Se confermate in un numero più elevato di pazienti, queste informazioni potranno rivelarsi utili a scopi prognostici, consentendo di prevedere quali siano i pazienti maggiormente a rischio di aggravarsi e di mettere così in atto tempestive e adeguate misure", conclude Di Rosa.

 

Roma, 18 settembre 2020

 

La scheda

 

Chi: Cnr-Ibpm

Che cosa: Covid-19: prevedere il decorso analizzando il sangue



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Visite dermatologiche gratuite per chi soffre di Dermatite Atopica - 26 SETTEMBRE

DERMATITE ATOPICA DELL'ADULTO: 

IL 26 SETTEMBRE CONSULTI DERMATOLOGICI GRATUITI A ROMA

Riparte la Campagna di sensibilizzazione con una giornata dedicata alla prevenzione su tutto il territorio nazionale. 

 

La Campagna nazionale di sensibilizzazione sulla dermatite atopicadell'adulto"Dalla parte della tua pelle", riparte per il secondo anno. Sabato 26 settembre gli adulti che soffrono di dermatite atopica potranno usufruire di consulti dermatologici su prenotazioneRoma.

Promossa dalla Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), "Dalla parte della tua pelle", prevede consulti gratuiti su prenotazione in 30 centri ospedaliero-universitari in tutta Italiain cui gli specialisti dermatologici saranno a disposizione per aiutare gli adulti che soffrono di questa patologia ad intraprendere il percorso di cura più adatto alle loro singole esigenze.

Sabato 26 settembrepresso la Clinica Dermatologica dellaFondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCSdiretta dalla Prof.ssa Ketty Peris e presso la Dermatologia Clinica dell'Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO, diretta dal Dott. Antonio Cristaudo, chi soffre di dermatite atopica potrà prenotare una visita di controllo dermatologico gratuito telefonando al numero 02 89608825 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 15,00.

 

Al fine di tutelare la salute dei pazienti e del personale medico della struttura, tutte le visite saranno effettuate in totale sicurezza, in ottemperanza alle misure di prevenzione igienico-sanitarie legate all'emergenza Covid-19. 

La Dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da forte secchezza della cute, comparsa di rossore e vescicole su diverse aree del corpo. Il prurito è intenso e costante. La patologia ha un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti. In Italia si registra un'alta incidenza di dermatite atopica negli adulti: l'8,1% degli intervistati ammette di soffrirne, a fronte di una media del 4,9% di altri paesi.

 

La Campagna "Dalla Parte della tua pelle" è promossa da SIDeMaST con il Patrocinio di ADOI (Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e di ANDEA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica) e realizzata grazie al contributo incondizionato di Sanofi Genzyme.



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