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sabato 18 maggio 2013

Sicurezza dei farmaci. La UE raccomanda la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam

Sicurezza dei farmaci. Gli organismi di vigilanza farmacologica UE raccomandano la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam.

 

Nell'attività a tutela della salute Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", informa che il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell'EMA (European Medicines Agency) ha concluso che, a seguito di segnalazioni di reazioni cutanee rare ma gravi e talvolta pericolose per la vita, i benefici di medicinali contenenti Tetrazepam non superano più i rischi. Questi farmaci devono essere quindi sospesi in tutta l'Unione europea ( UE ).La raccomandazione del PRAC è stata notificata al Gruppo di Coordinamento per il Mutuo Riconoscimento e le Procedure Decentrate – Medicinali ad uso Umano (CMDH), cui spetterà la posizione definitiva.A seguito di segnalazioni di gravi reazioni cutanee in Francia, l'Agenzia nazionale francese per la sicurezza della salute e dei prodotti medicinali (ASNM) ha condotto una revisione dei dati su tutti gli effetti collaterali di questi medicinali, in particolare sulle reazioni cutanee, registrati nella banca dati del sistema di farmacovigilanza nazionale francese.

La revisione ha dimostrato che gli effetti indesiderati a carico della cute si sono verificati a un tasso più elevato rispetto ad altre benzodiazepine (farmaci della stessa classe del Tetrazepam). Inoltre, alcune reazioni cutanee riportate sono state molto gravi, includendo casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), eritema multiforme e eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS).Data la gravità delle reazioni cutanee riportate, l'Agenzia dei medicinali francese ha chiesto al PRAC di rivedere con urgenza l'uso di medicinali contenenti Tetrazepam in tutte le indicazioni.Il PRAC ha valutato tutti i dati disponibili sul rischio di reazioni cutanee con Tetrazepam sulla base dei dati post-marketing in Europa e la letteratura pubblicata. Anche i soggetti interessati (operatori sanitari, pazienti e pubblico in generale) sono stati invitati a presentare informazioni rilevanti ai fini della valutazione.Il PRAC ha concluso che Tetrazepam è associato a un rischio basso di reazioni cutanee gravi, ma maggiore rispetto ad altre benzodiazepine.Il Comitato ha inoltre osservato che, alla luce dei rischi identificati, i dati disponibili sulla sua efficacia non erano sufficienti al fine di sostenerne l'uso nelle indicazioni autorizzate: il trattamento di contratture muscolari dolorose (come mal di schiena e dolore al collo) e la spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli). Il PRAC ha considerato che non sono state identificate misure per ridurre sufficientemente il rischio di gravi reazioni cutanee con i medicinali contenenti Tetrazepam date le incertezze sui benefici. Pertanto, il Comitato ha concluso che il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è negativo, e ha raccomandato che le autorizzazioni all'immissione in commercio siano sospese in tutta l'Unione Europea.Il Tetrazepam appartiene alla classe delle benzodiazepine; è assunto per via orale per il trattamento di contratture muscolari dolorose (accorciamento sostenuto di tessuto muscolare) e spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli).I medicinali contenenti Tetrazepam sono stati approvati a partire dal 1960 tramite procedure nazionali in diversi Stati membri dell'UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna), e sono disponibili su prescrizione sotto vari nomi commerciali come Myolastan e come farmaci generici.Le benzodiazepine agiscono legandosi a determinati recettori nel cervello, aumentando così l'attività di una sostanza chiamata Acido gamma-ammino butirrico (GABA). Il GABA diminuisce l'eccitabilità di molte cellule cerebrali. Aumentando l'attività del GABA, le benzodiazepine hanno un effetto calmante sulle varie funzioni del cervello. In particolare, Tetrazepam è utilizzato per i suoi effetti miorilassanti. 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 12 maggio 2013

Attenzione alle punture di zecche

Attenzione alle punture di zecche: malattia di Lyme o borreliosi allarme giustificato? Comunque sempre meglio la prevenzione in campagna, nei boschi ma anche in spiaggia

 

Scampagnate, gite nei boschi e spiagge che iniziano ad essere frequentate, così entra nel vivo anche questa primavera che sta già facendo spazio ad un anticipo d'estate, interrotta solo da qualche acquazzone rinfrescante. Ma più si trascorre tempo all'aria aperta in campagna, nei prati, nei boschi o anche nelle spiagge e più aumentano i rischi di essere punti da qualche antipatico insetto. Non solo vespe e zanzare, con quest'ultime che iniziano ad infestare gli ambienti aperti ma mano che si prolungano i caldi e l'umidità dell'aria aumenta, ma si aggiungono i rischi connessi alle punture di un insetto assai fastidioso per non dire pericoloso: la temibile zecca.

Questo particolare parassita che si attacca al pelo dei nostri "fidi", ma che non esita a pungere qualsiasi animale a sangue caldo e quindi l'uomo, infatti, è portatore della Borrelia, un batterio responsabile di un'infezione assai diffusa ma poco conosciuta, chiamata malattia di Lyme, o borreliosi. Basti pensare che nel solo 2010 negli Stati Uniti questa infezione é stata identificata in 22mila americani con una diffusione così rapida, che é stata paragonata all'Aids.

In Italia, anche se pochi ne parlano, la borreliosi è la più diffusa e rilevante infezione trasmessa da vettore: è seconda solo alla malaria tra le malattie il cui contagio avviene tramite un vettore artropode e nel periodo 1992-1998 ha infettato circa mille persone. In regioni come la zona del Carso, il Trentino e la Liguria è addirittura considerata come una malattia endemica.

Lungi dal voler destare alcun tipo di  allarme e volendo ricordare come la prevenzione sia sempre la miglior medicina, ricordiamo solamente che la malattia di Lyme colpisce la pelle, le articolazioni, gli organi interni e il sistema nervoso. I primi sintomi possono avere un carattere intermittente. Generalmente si presentano in estate e cominciano con una macchia rossa sulla pelle che si espande rapidamente, nella maggior parte dei casi sul dorso, poi nei casi più gravi e quando c'é scarsa informazione e una diagnosi troppo tardiva, possono svilupparsi disturbi più gravi anche di carattere neurologico come meningiti, mialgie, miocardite, linfocitoma cutaneo.

Inoltre, tale patologia si manifesta con disturbi muscolo-scheletrici, problemi alla cute e all'apparato cardiovascolare, disturbi del sonno e del sistema nervoso centrale e periferico.

Come già specificato, la borreliosi una volta tempestivamente diagnosticata, viene curata con una terapia antibiotica specifica, al fine di non consentire una cronicizzazione della malattia e gli effetti negativi indicati. È  ovvio, rileva Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti" che il modo più efficace per limitare l'infezione e le possibili conseguenze è quello di educare chi frequenta le aree endemiche per limitare il più possibile la puntura delle zecche: quando si frequentano aree boschive e prati bisogna usare vestiti chiari, che consentono una migliore individuazione di tali parassiti, e piuttosto spessi con calzature serrate alle caviglie e maniche lunghe chiuse ai polsi. Dovrebbe essere prassi di chiunque, dopo la scampagnata, effettuare un'attenta osservazione sui vestiti e sulle aree cutanee esposte, così da consentire la rimozione precoce di eventuali insetti, utilizzando una pinzetta, la quale non deve schiacciare la zecca, ma afferrarla nel punto in cui inserisce l'apparato boccale nella cute; la ferita dev'essere ovviamente disinfettata immediatamente. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi, infatti, è tanto minore quanto più breve è la permanenza del parassita nella cute.

In ultimo, anche sulle spiagge sono stati segnalati casi di punture di zecche e conseguenti contagi, sia per la diffusissima prassi di portare i cani in spiaggia che per la presenza di randagi che in alcune località balneari si spostano indisturbati. È ovvio che un tuffo in mare può limitare i rischi di punture, ma un controllo della propria pelle dopo una giornata a mare non fa mai male.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

sabato 11 maggio 2013

Oral Cancer Day, sabato 18 Pozzallo (RG) ospiterà il gazebo dell'Andi


Sabato 18 maggio si rinnova l'appuntamento con la campagna nazionale di prevenzione della salute del cavo orale, che interesserà le principali piazze d'Italia. Quest'anno sarà la Piazza Municipio di Pozzallo a ospitare il gazebo dei medici dell'Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) dalle ore 9.30 alle 20.00, in occasione della VII edizione dell'Oral Cancer Day.

Come ogni anno, i medici aderenti all'Associazione nazionale dentisti italiani scenderanno in piazza per informare i cittadini sui tumori del cavo orale e sulla necessità di controlli periodici a scopo di prevenzione. Dal 20 maggio fino al 20 giugno, inoltre, i medici dell'Andi effettueranno nei loro studi una visita gratuita su gengive, lingua e tessuti molli della bocca. L'elenco completo degli oltre 8 mila studi dentistici convenzionati è consultabile sul sito http://www.oralcancerday.it.

La novità della settima edizione è che, allo scopo di coinvolgere anche i medici di famiglia, la sezione provinciale dell'Andi organizzerà sabato 18 dalle ore 8.15 nella Sala conferenze dell'Ospedale "Santa Margherita" di Comiso una conferenza scientifica sulle patologie neoplastiche del cavo orale a cura del dottor Gaetano Bellorofonte, responsabile del reparto di Odontostomatologia del Presidio ospedaliero di Comiso, e del dottor Luciano Susino, presidente provinciale dell'Andi. L'evento, riservato a odontoiatri e medici chirurghi, darà diritto a 5 crediti ECM.

Il tumore del cavo orale colpisce le cellule di rivestimento della bocca, ma anche la lingua e la mucosa delle guance. In Italia la sua incidenza complessiva è in aumento, così come il tasso di mortalità. Ogni anno, infatti, si registrano circa 6.000 nuovi casi con un tasso di mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, di oltre il 70%. L'elevato tasso di mortalità è dovuto al fatto che il tumore del cavo orale è troppo spesso scoperto in ritardo.

La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali (se il carcinoma è rilevato e curato nella fase iniziale, la guarigione è completa) perché garantiscono uno standard di sopravvivenza dell'80% e consentono interventi terapeutici mediamente poco invasivi.






Oral Cancer Day, sabato 18 Pozzallo ospiterà il gazebo dell'Andi

Coronavirus. 3 casi sospetti e uno confermato in Francia, 2 in Germania e 4 nel Regno Unito

Coronavirus. 3 casi sospetti e uno confermato in Francia, 2 in Germania e 4 nel Regno Unito. L'ECDC sta monitorando l'evoluzione di questo nuovo ceppo.

 

Il mondo globalizzato e la facilità negli spostamenti da un continente all'altro è anche causa di diffusione rapida di contagi anche tra le malattie più temute. E così Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", ritiene opportuno segnalare la preoccupazione delle autorità sanitarie, sorta in Europa dopo la verifica di alcuni casi di coronavirus tra Francia, Germania e Regno Unito.

I Coronavirus sono una grande famiglia di virus che causano una vasta gamma di malattie umane, che vanno dal raffreddore alla SARS. Il particolare ceppo isolato nei casi in questione, appartiene a un nuovo tipo di coronavirus (nCoV) che è stato rilevato per la prima volta a metà del 2012 e che non era mai stato identificato negli esseri umani o negli animali.

L'ECDC (Acronimo anglosassone di "Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie") ha diramato lo scorso 7 maggio un aggiornamento epidemiologico che ha riguardato le indagini supplementari che hanno confermato casi di coronavirus con un focolaio di particolare intensità in Arabia Saudita.

Negli ultimi giorni, il Ministero della salute del Regno dell'Arabia Saudita ha confermato 13 nuovi casi d'infezione che sono tuttora in corso indagini da parte delle autorità saudite. Sembra, tuttavia, che essi sono stati tutti associati con un gruppo di casi nella provincia orientale di Al-Ahsa del paese asiatico.

Sono, quindi, in tutto 30 i casi, di cui 18 mortali, poiché i primi sono stati individuati in Giordania con le date di esordio a partire dall'aprile 2012. Prima dei casi di Al-Ahsa, quello più recente erano stati riferiti in Unione europea in relazione ad un paziente trasportato il 19 marzo scorso in Germania dagli Emirati Arabi Uniti per cure mediche e segnalato dal Robert Koch Institute.

Ad oggi, 22 dei 30 casi di coronavirus sono stati segnalati dall'Arabia Saudita. Ci sono stati 6 casi diagnosticati in Europa, due in Germania e 4 nel Regno Unito, cui si deve aggiungere proprio in data odierna un caso accertato in Francia di un cittadino francese di ritorno da un viaggio a Dubai ed altri 3 sospetti. Dei primi casi in Germania e Regno Unito, tre erano persone provenienti per cure mediche e uno che è giunto nel Regno Unito con uno stato di malessere. Quest'ultimo ha portato al contagio di due persone della stessa famiglia nel Regno Unito, uno in un ambiente domestico e uno in un ambiente ospedaliero.

In seguito, ci sono state approfondite indagini, compreso l'uso di test sierologici, tra coloro che sono venuti in contatto con i contagiati in Europa. Ma né Germania né in Gran Bretagna è emersa alcuna evidenza di trasmissione da persona a persona in più.

Sorveglianza e linee guida clinica per nCoV è stato pubblicato dall'OMS con la guida di ECDC correlata a Stati membri dell'UE disponibili su questo sito Web al seguente link:

http://ecdc.europa.eu/en/activities/sciadvice/Lists/ECDC%20Reviews/ECDC_DispForm.aspx?List=512ff74f-77d4-4ad8-b6d6 bf0f23083f30&ID=1313&RootFolder=%2Fen%2Factivities%2Fsciadvice%2FLists%2FECDC%20Reviews

L'ECDC sta continuando a monitorare le informazioni sulla situazione della nCoV in tutto il mondo e sta effettuando una revisione della valutazione rapida del rischio individuato il 19 febbraio scorso alla luce di questo nuovo sviluppo. Le raccomandazioni del 19 febbraio 2013 sulla rapida valutazione del rischio sono reperibili nella guida di riferimento al seguente link http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/novel-coronavirus-rapid-risk-assessment-update.pdf)

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

Coccolare gli animali è economicamente vantaggioso.Lo dice uno studio svizzero

Secondo una ricerca sul rapporto uomo-animale condotta dall'Ufficio federale di veterinaria assieme alla stazione di ricerca Agroscope di Tänikon (TG) e pubblicati dal Servizio d'informazione agricola, "coccolare" gli animali, strigliandoli oppure dando loro qualche leccornia da mangiare, ha effetti positivi sul loro rendimento. I risultati dello studio,  indicano che un contatto attivo, disteso e regolare tra uomo e animale ha un impatto economico positivo.

A detta della responsabile del progetto Tanya Kutzer, un trattamento migliore degli animali da reddito ne allunga la vita e riduce il tempo necessario alla ricostituzione degli armenti. Ciò significa, all'atto pratico, che l'agricoltore potrà mungere le proprie mucche per un periodo superiore, con una conseguenze riduzione dei costi. Un contadino dedica in media 40 minuti all'anno ad ogni mucca: ciò si traduce, sulla base delle informazioni raccolte finora, in 15 litri di latte in più e nove franchi in meno per i costi di cura.

Toccare anche per l'uomo gli animali fa bene al cuore e distende i nervi, confermano neuroscienziati; tra gli animali è molto importante perché stabilizza le relazioni sociali e favorisce la coesione. Si pensi, ad esempio, al grooming, lo spidocchiamento, una pratica comune tra gli scimpanzé, necessaria a togliere i parassiti, ma fondamentale a creare una relazione affettiva stabile tra i membri della stessa comunità.

Per Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", sembra che oggi non vi sia limite alle spese relative agli animali anche domestici. E se un po' di coccole si  traducono in benefici non solo per gli animali ma determinano anche un calo delle spese per il veterinario, nonché per i farmaci, e un incremento della fertilità delle bestie facciamole pure. Anche perché è tutto vero, anzi la scienza ha chiarito di recente che non è soltanto una questione psicologica. I ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena hanno individuato infatti negli animali i 'neuroni delle coccole', circuiti nervosi che trasmettono al cervello sensazioni di rilassamento e benessere, distribuiti su tutto il corpo.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

martedì 7 maggio 2013

Allerta per malattia sessuale negli Stati Uniti paragonabile all'Aids

 

Allerta per malattia sessuale negli Stati Uniti paragonabile all'Aids. Il superbatterio del ceppo 'HO41' resiste ai farmaci.

 

Alcuni esperti americani stanno diffondendo la notizia di "una minaccia paragonabile all'Aids" dovuta alla diffusione di una particolare malattia a trasmissione sessuale, la gonorrea, altamente resistente agli antibiotici.

Il medico naturopata Alan Christinson in un intervista rilasciata alla rete televisiva Usa Nbc ha parlato degli effetti del batterio sulla salute pubblica che  potrebbero essere simili ad una sindrome da immunodeficienza acquisita. Ha aggiunto che in un breve periodo potrebbe anche essere peggio perchè il batterio della gonorrea è più aggressivo di quello dell'Aids e colpisce le persone più velocemente.

Il Dr. William Smith direttore della coalizione Usa per le malattie a trasmissione sessuale nel confermare l'allarme ha aggiunto che " È una situazione di emergenza". Il particolare tipo di gonorrea che non risponde ad antibiotici è quello del ceppo 'HO41' che è stato così inserito nella lista dei microbi considerati 'superbatterì dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Smith ha chiesto in un audizione al Congresso Usa di investire almeno 54 milioni di dollari in finanziamenti per mettere a punto un antibiotico mirato contro il batterio 'HO41' e per avviare campagne di informazione pubblica.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", invita le istituzioni sanitarie a lanciare una campagna di informazione, rivolta ai cittadini, per sostenere la necessità di effettuare controlli periodici per diagnosticare tempestivamente la malattia, curarla e contrastarne la diffusione. Ma l'invito è inoltre rivolto a tutti i  cittadini affinchè prestino la massima attenzione nella profilassi e nella prevenzione durante i rapporti sessuali.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

lunedì 6 maggio 2013

Calvizie: arriva la 'cura del vampiro'. Lo dice uno studio italo-israeliano


Contro la calvizie l'incubo di milioni di uomini, potrebbe presto arrivare un trattamento che si promette definitivo. Consiste nella somministrazione di iniezioni di plasma arricchito di piastrine e derivato dal sangue prelevato agli stessi pazienti, che porterebbe alla ricrescita dei capelli. La terapia  è stata già battezzata come la 'cura del vampiro'.  La conferma sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", arriva da uno studio italo-israeliano pubblicato sul British Journal of Dermatology.
Lo studio è stato condotto su 45 volontari affetti da alopecia areata (che colpisce in media il 2% della popolazione, incluse donne e bambini, e contro cui non sono disponibili ad oggi trattamenti curativi o preventivi): divisi in tre gruppi, a ogni volontario è stata iniettata sulla metà del cuoio capelluto la soluzione Prp o, in alternativa, un altro trattamento o una soluzione placebo. Eseguiti tre trattamenti nell'arco di 12 mesi, i ricercatori hanno così potuto osservare che i soggetti trattati con Prp mostravano una "significativa" ricrescita dei capelli.
Il metodo consiste nel prelevare il sangue del paziente e trattarlo quindi in laboratorio, per derivarne plasma arricchito di piastrine (Prp). Il plasma così ottenuto viene quindi re-iniettato al soggetto direttamente sul cuoio capelluto. Secondo Fabio Rinaldi, della International Hair Research Foundation e Università di Brescia, e colleghi, la soluzione di plasma Prp stimolerebbe nuove cellule staminali sotto la cute, facilitando la ricrescita dei capelli.




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Redazione del CorrieredelWeb.it

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