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lunedì 9 luglio 2018

La ministra della Salute Grillo: “morbillo, nessun allarme di casi dall’Italia al Regno Unito”

Morbillo, nessun allarme di casi dall'Italia al Regno Unito

 

Il ministero della Salute - come da impegni presi dal ministro Giulia Grillo nel corso della recente conferenza stampa sul tema dei vaccini - attraverso la Direzione generale della prevenzione sanitaria, rende note le informazioni scambiate sui casi di morbillo nell'ultimo semestre tra il nostro Paese ed il Regno Unito (UK), per mezzo del sistema internazionale Early Warning and Response System (EWRS). 

Nessuna delle segnalazioni registrate fa presagire situazioni di allarme per casi di morbillo provenienti dall'Italia. La sorveglianza è molto attiva e dimostra una limitata circolazione di casi di varia provenienza. In proposito, non risultano focolai epidemici attribuibili all'importazione di casi.

Sarà cura del Ministero, attraverso l'interlocuzione con il Commissario Europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Povilas Andriukaitis, fare piena luce sulle dichiarazioni pubblicate in questi giorni sui quotidiani nazionali al fine di evitare inutili e dannosi allarmismi. 

 

 

Segnalazioni dell'Early Warning and Response System (EWRS) su casi di morbillo tra Italia e Regno Unito nel periodo gennaio – giugno 2018

 

14.01.2018 – UK informa l'Italia di 22 contatti aerei italiani su un volo Antigua – Gatwick. Sorveglianza sui contatti attivata;

 

23.01.2018 – l'Italia informa UK di 1 caso di morbillo di un cittadino italiano in un volo Nuova Delhi – Londra. Inoltrate le informazioni a UK per valutare il contact tracing;

 

23.02.2018 – l'Italia informa UK di 1 cittadina italiana che vive a Londra dal 2017 ma che era in Italia quando ha sviluppato i sintomi. Sono state inoltrate le informazioni al UK per la sorveglianza su contatti lavorativi;

 

10.05.2018 – UK informa l'Italia di 1 cittadino americano infettivo sul volo Roma (ma solo scalo) Londra – UK. Attraverso il contact tracing sono state inoltrate informazioni su 4 contatti italiani ed è stata attivata la sorveglianza;

 

22.06.2018 – UK e Regione Lazio informano di 1 caso di una cittadina inglese arrivata in Italia il 30 maggio che ha sviluppato febbre il 30.05 con successivo ricovero al Gemelli. Sorveglianza contatti attivata.

Ministero della Salute

Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma



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sabato 7 luglio 2018

Batterio Listeria, ministro Giulia Grillo il ministero della Salute ha subito attivato tutti i controlli. Al momento nessun focolaio di infezione in Italia, il ritiro dei prodotti in via precauzionale

"Batterio Listeria, ministro Giulia Grillo: il ministero della Salute ha subito attivato tutti i controlli".

Al momento nessun focolaio di infezione in Italia, il ritiro dei prodotti in via precauzionale

 

"Sto seguendo con la massima attenzione la vicenda del batterio Listeria. I miei uffici hanno subito  predisposto tutti i controlli e le misure necessarie ".

Così il ministro della Salute Giulia Grillo, rassicura sul pronto intervento attuato dal ministero in questa vicenda.

I ritiri fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall' Ungheria,  relativa alla presenza di Listeria  monocytogenes in vegetali surgelati. La Listeria é resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari. Comunque  viene inattivato con la cottura.

Al momento non risultano focolai  di  infezione in Italia ed il ritiro dei prodotti sono effettuati in via precauzionale.



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mercoledì 4 luglio 2018

Salute: Docente di “Tor Vergata” scopre nuovo modo di contrastare il diabete di tipo 2

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

Docente di "Tor Vergata" scopre nuovo modo di contrastare il diabete di tipo 2

Il prof. Massimo Federici parte del team di ricerca internazionale sul TRP

Il prof. Massimo Federici, direttore del Centro Aterosclerosi del Policnico Tor Vergata e docente presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", è parte del team internazionale coordinato dalla Dr.ssa Soraya Taleb dall'INSERM, che ha analizzato l'effetto di altri composti di derivazione microbica sulla intolleranza al glucosio, un importante componente del diabete di tipo 2. L'articolo è stato pubblicato su Nature Medicine.

I ricercatori hanno osservato che il microbioma intestinale, attraverso lo stimolo alla produzione di Interleuchina 22, è in grado di coordinare un corretto assetto del metabolismo del Triptofano (TRP), un importante aminoacido costituente delle nostre proteine, ma anche base per la produzione di trasmettitori cellulari. Si è visto come nei pazienti obesi il metabolismo del TRP è spostato verso la produzione di un metabolita tossico per la tolleranza al glucosio, la Kynurenina. La sperimentazione dimostra che bloccare la produzione di Kynurenina favorisce la conversione del TRP in una serie di composti che hanno effetti positivi sulla regolazione dell'infiammazione e del metabolismo. Ciò passa attraverso l'enzima Indoleamine 2, 3-dioxygenase (IDO), prodotto in risposta a stimoli infiammatori e che catalizza la conversione del TRP. Il team ha quindi identificato una nuova funzione di IDO che può amministrare il metabolismo intestinale di TRP, con un impatto importante sulla capacità del microbioma intestinale di regolare la malattia metabolica, facendo di IDO un potenziale obiettivo terapeutico.

"Questi studi – ha spiegato il prof. Federici – confermano le ipotesi di lavoro sulle quali i ricercatori stanno lavorando da molti anni. Il microbioma intestinale è un centro di coordinamento tra i componenti della dieta, l'ambiente e il nostro organismo. Le alterazioni del microbioma si riflettono in cambiamenti dei prodotti microbici che il nostro organismo assorbe attraverso la parete intestinale con implicazioni importanti per la nostra salute metabolica e il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, steatosi epatica e aterosclerosi. Si apre un nuovo scenario per identificare nuovi obiettivi per interventi nutrizionali e farmacologici più adatti ad affrontare l'epidemia di malattie dismetaboliche non trasmissibili quali diabete, steatoepatite non alcolica e aterosclerosi." 

Roma, 4 luglio 2018 



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martedì 3 luglio 2018

CNR e Ceinge: Globuli rossi come microlenti: nuove opportunità per la diagnosi delle anemie


                          

Questa nuova tecnica consente di individuare, in maniera più rapida e precisa, il tipo di anemia e scegliere la terapia più adatta. 

 Lo studio, messo a punto da un team di ricerca interdisciplinare dell'Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Cnr, in collaborazione con il centro di ricerca e biotecnologie avanzate Ceinge, è pubblicato su Acs Analytical Chemistry

Uno studio dell'Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi) in collaborazione con il Centro di ricerca e biotecnologie avanzate Ceinge, propone una nuova metodologia per l'identificazione e la caratterizzazione di globuli rossi malati, aventi una morfologia simile a quelli sani. La tecnica, basata su parametri ottici dei globuli rossi, apre a nuovi metodi diagnostici per molti tipi di anemia e per i disordini ematologici in cui la forma del globulo rosso risulti alterata. Il lavoro è stato pubblicato su ACS Analytical Chemistry.

"Grazie a una tecnica avanzata di imaging 3D abbiamo dimostrato di poter discriminare globuli rossi malati, aventi caratteristiche morfologiche simili rispetto al campione di controllo sano", spiega Martina Mugnano, ricercatrice Cnr-Isasi. Inoltre, per individuare i globuli rossi malati viene sfruttata la capacità dei globuli stessi di funzionare come lenti di ingrandimento. "Tramite questa tecnologia laser e sfruttando la capacità dei globuli rossi di comportarsi come microscopiche lenti dotate di particolari proprietà di ingrandimento e 'messa a fuoco', è possibile stilare un pannello di 'marcatori ottici' per poter identificare ciascun globulo rosso e poter quindi risalire alle diverse forme di anemia", aggiunge Pietro Ferraro, direttore dell'Istituto.

Sfruttando la proprietà di biolente del globulo rosso, recentemente dimostrata dal Cnr-Isasi e apparsa sulla rivista Nature Communications, il team è riuscito a dimostrare la capacità di un globulo rosso in sospensione di comportarsi come una microlente, modulando la sua lunghezza focale e sfruttando la sua capacità di fare imaging, mettendo a fuoco diversi oggetti. Con questo nuovo criterio diagnostico è possibile discernere tra globuli rossi sani e malati, mediante l'analisi dei punti focali, applicata a centinaia di cellule disposte come una schiera di microlenti. Partendo da questa precedente scoperta i ricercatori sono riusciti ad identificare e isolare i più diffusi tipi di anemia, come la sideropenica o la talassemia. L'anemia sideropenica è la condizione in cui sono presenti anemia - cioè un deficit della quantità di emoglobina utile al trasporto dell'ossigeno nel sangue - e una chiara evidenza di carenza di ferro, le sindromi talassemiche sono invece alterazioni congenite del sangue, che portano all'insorgenza della malattia.

L'anemia è spesso il risultato di alterazioni nel numero, nella produzione e nel metabolismo dei globuli rossi. Gli esami più utilizzati nella valutazione iniziale della malattia prevedono quindi l'emocromo completo, mentre per un'indagine più approfondita si ricorre all'analisi della morfologia cellulare con l'osservazione dello striscio di sangue periferico, in grado di dare informazioni sui difetti di produzione dei globuli rossi, evidenziando anche variazioni delle dimensioni globulari (anisocitosi) e della forma (poichilocitosi).

"L'analisi dello striscio di sangue periferico è, tuttavia, legata all'esperienza del medico che osserva le cellule al microscopio e quindi non scevra da errori. Con questo nuovo strumento diagnostico sarà possibile fornire ai medici un test più affidabile e veloce, che andrà ad integrare i consolidati esami di laboratorio per la diagnosi delle anemie. Grazie alla natura interdisciplinare del team di ricercatori, costituito da biotecnologi, fisici, ingegneri e medici, è stato possibile raggiungere questo traguardo che avrà un forte impatto sulla diagnostica in ambito ematologico", afferma Achille Iolascon, ordinario di Genetica Medica dell'Università Federico II di Napoli e Principal Investigator del Ceinge. Il gruppo di ricerca è composto da Antonella Gambale, Roberta Russo e Immacolata Andolfo, del Ceinge e del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche della Federico II e da Martina Mugnano, Pasquale Memmolo, Lisa Miccio, Francesco Merola e Vittorio Bianco dell'Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti "E. Caianiello" del Cnr.

Roma, 3 luglio 2018



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Salute e Sviluppo sostenibile: la missione di Pegaso per il rispetto sociale, economico e ambientale testimoniata nel Report di Sostenibilità 2017




NEL REPORT DI SOSTENIBILTÀ 2017 L'IMPEGNO DI PEGASO NEL RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI 'SDG' PROMOSSI DALL'ONU

 

Pegaso, azienda con oltre 25 anni di specializzazione nel settore degli integratori alimentari e dei dispositivi medici, ha redatto il Report di Sostenibilità 2017. 


Per il quinto anno l'impresa veronese certifica il proprio impegno nell'attuazione di politiche di business sostenibili a livello economico, sociale e ambientale confrontandosi con le tendenze internazionali dettate dagli SDGs - Sustainable Development Goals, gli obiettivi condivisi dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Dalla lista promulgata dall'ONU, Pegaso ha individuato 6 obiettivi realizzabili nel medio termine in relazione al modello di business scelto dall'azienda:

-  "Assicurare per tutti e per tutte le età la salute e il benessere": un obiettivo che è anche la Mission di Pegaso il cui claim recita: "C'è un altro modo di stare bene

-  "Garantire per tutti un'educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente": ogni anno Pegaso destina una quota del proprio budget per la formazione tecnica trasversale di amministratori, dipendenti e collaboratori.

-  "Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze": la forte componente femminile, pari all'88% del totale dei dipendenti, che caratterizza il personale aziendale rende Pegaso naturalmente incline a rispettare i bisogni delle donne come, ad esempio, le necessità dovute alla maternità.

-  "Incentivare per tutti una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso": oltre ai benefits offerti ai propri dipendenti (corsi di yoga, buoni pasto…), Pegaso integra rispetto e responsabilità verso il territorio limitrofo senza tralasciare collaborazioni nazionali e internazionali.

-  "Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo": un'attenta analisi di mercato ha portato gli addetti vendita di Pegaso a studiare un packaging ridotto ma contenente una quantità di prodotto maggiore in modo tale da ridurre il materiale di rifiuto.

-  "Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile": il tema della sostenibilità, e dello sviluppo sostenibile, è condiviso da Pegaso con i propri stakeholders attraverso corsi di formazione mirati a fornitori, agenti e informatori, a clienti e consumatori.

 

Hashtag di riferimento: #Pegaso 


Per descrivere la buona funzionalità di un'azienda si utilizza, spesso, l'immagine di un orologio i cui meccanismi, oliati e precisi, concorrono tutti insieme alla riuscita del proprio compito. Un'immagine, quella dell'orologio, che però non tiene conto di un fattore imprescindibile: il contesto e le conseguenze generate dalla propria attività aziendale a livello economico, sociale e ambientale. Tuttavia, vi è un'azienda che da cinque anni pone molta attenzione a questi tre ambiti e, all'interno della sua attività, Pegaso li fonde in unico, rappresentativo, concetto: consapevolezza.

Proprio per questo motivo l'azienda veronese ha redatto il Report di Sostenibilità 2017, un documento in cui Pegaso presenta i dati della attività dell'ultimo anno solare e ne confronta l'impatto che essi hanno avuto sulla propria economia, sul territorio in cui opera e sull'ambiente circostante. Tracciando il bilancio finale, quello del 2017 per Pegaso è stato il quinto Report di Sostenibilità: un percorso "consapevole" che è occasione di riflessione sugli eventi significativi dell'anno passato e di rinnovo della volontà dell'azienda di proseguire sul cammino della sostenibilità.

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Una realtà dal respiro internazionale 

La grande novità del Report di Sostenibilità 2017 redatto da Pegaso è l'inserimento degli SDGs (Sustainable Development Goals) voluti dall'ONU. Questo elenco di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile voluto dalle Nazioni Unite, entrati in vigore nel 2015 e con la proiezione di realizzazione nell'anno 2030, espone una direzione che tutti i governi, le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini sono chiamati a seguire.

Rispetto alla lista dell'ONU, Pegaso ha individuato 6 SDGs ai quali, secondo il modello di business dell'azienda, punta ad arrivare nel medio termine a livello locale e nazionale.

- Assicurare per tutti e per tutte le età la salute e il benessere.
Questo obiettivo coincide, in modo indissolubile, con la Mission di Pegaso e perfettamente riscontrabile nel claim "C'è un altro modo di stare bene". Tutto questo si manifesta nella volontà di contribuire nel miglioramento della salute e dello stare bene in generale delle persone attraverso prevenzione, stile di vita e integrazione, riducendo l'impatto sul sistema sanitario nazionale.
Nello specifico Pegaso si impegna per questo obiettivo attraverso il controllo qualità dei propri prodotti (realizzati con sostanze presenti in natura)  

 
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nell'attenzione verso contenitori e imballaggi (ottenuti da materie riciclate e riciclabili) e dalla scelta di utilizzare carta proveniente da foreste certificate FSC (Forest Stewardship Council) per il materiale divulgativo.

 
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- Garantire per tutti un'educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente
Pegaso, sin dalla sua fondazione nel 1990, investe ogni anno in formazione tecnica trasversale per gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori. Infatti, tutti gli anni viene definito un budget personalizzato per la formazione concordata con la direzione ma selezionato, individualmente, dal personale stesso. Pegaso è convinta che la formazione e l'aggiornamento costante migliorino la produttività e l'efficacia dell'azienda e, inoltre, premia i dipendenti dando loro la possibilità di accedere a contenuti formativi utili per la loro vita.

-  Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Pegaso è un'azienda a maggioranza femminile, di proprietà di due sorelle, Cristina e Paola Tosi, che hanno impresso una direzione imprenditoriale verso un business innovativo e con peculiarità femminili nell'approccio agli affari, nel pensiero dei prodotti e nella gestione del personale. Pegaso, quindi, rispetta le esigenze delle donne presenti in azienda cercando di facilitare e di rendere qualitativamente più produttivo il lavoro con la consapevolezza dell'importanza della figura femminile all'interno del nucleo famigliare. In casi di maternità, Pegaso garantisce il rientro al lavoro in modo compatibile alle esigenze personali post parto e agli orari di allattamento.

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Inoltre nell'azienda – in cui lavorano 17 dipendenti totali, con una percentuale maschile pari al 12% – i compensi dei lavoratori sono tutti assoggettati al Contratto Collettivo Nazionale del Commercio senza alcuna discriminazione.

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- Incentivare per tutti una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso

 
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Il successo di Pegaso ha un impatto positivo nel settore italiano del benessere per quanto riguarda la crescita economica, l'impego di risorse e lo sviluppo generale. Pegaso, oltre ai corsi di formazione, offre a tutti i propri lavoratori buoni pasto, incentivi monetari per anzianità (traducibili in denaro o buoni viaggio), aumento di stipendio superminimi e un corso di yoga per curare anche il carico mentale dovuto al lavoro.

La politica di Pegaso, inoltre, integra rispetto e responsabilità verso il territorio limitrofo senza tralasciare collaborazioni nazionali e internazionali per evitare di risultare un'azienda chiusa e localista.

Infine, viene considerato nella distribuzione del valore anche il costo verso i fornitori che vengono attentamente selezionati privilegiando quelli italiani e del territorio veneto sia per affinità culturale, sia per sostenibilità ambientale e ottimizzazione dei costi di trasferimento/trasporto.

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Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Tramite un attento studio Pegaso sta analizzando meglio il mercato per produrre le giuste quantità di prodotto senza generare sprechi: il risultato di quest'analisi è un packaging ridotto ma contenente una quantità di prodotto maggiore senza intaccarne la qualità delle materie prime in modo tale da raggiungere l'obiettivo di salute delle persone con meno esternalità negative. In generale, nel 2017, Pegaso ha registrato un calo del 6,5% relativo al numero di pezzi, e conseguentemente di materiale di rifiuto.

 
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-  Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

 Il tema della sostenibilità, e dello sviluppo sostenibile, è condiviso da Pegaso con i propri stakeholders attraverso corsi di formazione mirati a fornitori, agenti e informatori, a clienti e consumatori.

«Il nostro lavoro verso un'attività sempre più sostenibile – commenta Cristina Tosi, amministratrice delegata di Pegasoè frutto di un'azione sinergica fra tutte le componenti che contribuiscono all'impatto dell'intera filiera di produzione che non sempre è interna all'azienda».

«Seguendo la traccia dei SDGs stilati dall'ONU – conclude Cristina Tosi – l'obiettivo di Pegaso è quello di entrare in sintonia con le politiche di business internazionali senza dimenticare la propria primaria vocazione: la salute e il benessere delle persone».  


About Pegaso

Un'azienda che da più di 25 anni è sinonimo di qualità e professionalità nel campo degli integratori alimentari e dei dispositivi medici, e il claim "C'è un altro modo di stare bene" rappresenta l'essenza della proposta Pegaso. Anche per la divisione sport valgono gli stessi principi fondativi dell'azienda veronese che mettono al centro l'atleta non solo sotto il profilo prestativo, ma soprattutto dal punto di vista del benessere della persona: la salute dello sportivo prima di tutto! Infatti, anche per i prodotti dedicati al mondo dello sport, Pegaso utilizza materie prime sicure e attente formulazioni che escludono l'utilizzo di sostanze sensibilizzanti, con il primario obiettivo di rispettare la fisiologia dell'atleta. In tal senso, i prodotti Pegaso dedicati a chi pratica sport, sono consigliati secondo protocolli specifici per discipline sportive endurance come triathlon, ciclismo e mountain bike, running e sport invernali.
Per il fondatore Bruno Tosi la scelta etico-professionale per una ricerca e un rigore scientifico applicati allo sviluppo dei propri prodotti, è stata la base di tutta la storia Pegaso, e oggi, il management rappresentato dalle figlie Cristina e Paola, condivide in pieno gli stessi valori iniziali e applicandoli anche per la produzione di integratori per lo sport. L'azienda ha sede ad Arbizzano di Negrar (Verona) dove lavorano più di 20 addetti ed esporta in alcuni paesi europei.



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Salute. Fondazione Don Gnocchi. GOAL: un progetto per contrastare il decadimento cognitivo

GOAL. UN PROGETTO PER CONTRASTARE IL DECADIMENTO COGNITIVO

Esercizi quotidiani per allenare corpo e cervello e favorire la socialità, stando a casa e con supporti informatici semplici da usare. Arruolati i pazienti per la fase sperimentale. 

FIRENZE. Partito due anni fa, il progetto GOAL (Games for Olders Active Life), finanziato con bando della Regione Toscana, è quasi in dirittura d'arrivo, con il reclutamento di un secondo e ultimo gruppo di pazienti su cui testare il sistema.

Realizzato dal Centro IRCCS Don Gnocchi di Firenze in partnership con il Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (NEUROFARBA) dell'Università di Firenze, il Consorzio di Bioingegneria ed Informatica Medica (CBIM) di Pavia, la società Gutenberg srl, si rivolge a persone che, a seguito dell'invecchiamento o di patologie neurodegenerative, iniziano a manifestare problemi di deterioramento cognitivo. L'obiettivo è frenare il decadimento cognitivo e prevenire forme di invalidità più complesse da gestire in età avanzata e in contesti territoriali particolarmente sprovvisti di strutture assistenziali.
I due pilastri cardine sono l'impiego delle nuove tecnologie, in particolare di una web application resa disponibile in maniera molto semplice e accessibile anche a persone poco avvezze agli strumenti informatici e l'autonomia di utilizzo, direttamente da casa propria, attraverso un tablet lasciato al domicilio del paziente.

Nel concreto, si tratta di un programma di esercizi di tipo riabilitativo cognitivi e fisici, da svolgere quotidianamente per un periodo complessivo di 8 settimane. Il sistema funziona come una sorta di allenatore virtuale che suggerisce ogni giorno - anche attraverso video, spiegazioni e dimostrazioni – alcuni serious games, esercizi e altre attività dove vengono simulate le normali attività quotidiane. I risultati ottenuti, sono misurati attraverso un semplice dispositivo indossabile e attraverso i dati raccolti dalla web application. Il vantaggio è che tutto questo viene tranquillamente eseguito a casa e con un interfaccia molto semplice da usare, intuitiva, divertente e più coinvolgente dei normali esercizi spesso svolti in palestra o in apposite strutture.

Allo stato attuale, il sistema è stato testato su due gruppi di pazienti ed è già in corso il follow up a distanza di un anno, per verificare le condizioni nel tempo e misurarne l'evoluzione.
Il sistema prevede anche lo sviluppo di attività atte a favorire la socialità, coinvolgendo i caregiver, in modo da stimolare ulteriormente la sfera cognitiva in particolare le aree più indebolite, come la memoria (vedere una mostra, fare attività pratiche e ricreative. Il progetto dovrebbe terminare a fine anno. 

3 luglio 2018





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domenica 1 luglio 2018

GE Healthcare: ad Ancona la Tac che fotografa il corpo in un secondo, l'unica in Europa installata in un pronto soccorso

AGLI OSPEDALI RIUNITI DI ANCONA LA TAC "RIVOLUZIONARIA" CHE FOTOGRAFA TUTTO IL CORPO IN UN SINGOLO SECONDO, L'UNICA IN EUROPA INSTALLATA IN UN PRONTO SOCCORSO*

·         Il dispositivo di ultima generazione consente di cogliere immagini intere di un organo nel tempo di una sola rotazione da 0,28 secondi e ridurre le radiazioni erogate dell'82%

·         Realizzato da GE Healthcare, il nuovo modello di tomografo computerizzato è stato installato presso il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Ancona; permetterà ai medici di eseguire esami più accurati e veloci anche in situazioni d'emergenza

 

Ancona, 1' luglio 2018 Una Tac al cuore nel tempo di un solo battito, un esame total body in un secondo, per affrontare al meglio le situazioni di emergenza. Da oggi sarà possibile al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Ancona, dove è stato inaugurato l'innovativo tomografo computerizzato realizzato da GE Healthcare, divisione medicale di General Electric. A un'elevata qualità delle immagini il "rivoluzionario" sistema Tac abbina rapidità di scansione e una notevole riduzione della dose di radiazioni erogate ai pazienti nel corso dell'esame.

L'installazione del nuovo tomografo computerizzato è l'unica in Europa all'interno di un Pronto Soccorso;  questo agevolerà il lavoro dei medici consentendo loro di eseguire esami più accurati e veloci in un ambito in cui precisione e rapidità sono fondamentali, come la medicina di emergenza. I pazienti ne trarranno vantaggio in particolare per le indagini mirate a individuare eventuali ictus, infarti, traumi o fratture.

Tra i principali punti di forza della nuova tecnologia c'è l'ampia copertura anatomica (16 cm), che insieme alla rapidità di scansione della macchina consente ai medici di cogliere immagini intere e in altissima definizione di organi come cervello, cuore, fegato o pancreas nel tempo di una singola rotazione da 0,28 secondi, con risultati clinici di qualità equiparabile a quella di visualizzazioni al microscopio.

Nella pratica, il dispositivo permette ad esempio di effettuare un esame total body in un secondo o una Tac al cuore nel tempo di un battito cardiaco, aiutando i medici a formulare diagnosi corrette anche nei casi dei pazienti clinicamente più complessi.

La velocità del sistema fa inoltre sì che sia possa raccogliere informazioni relative alla funzionalità degli organi e non soltanto alla loro anatomia elevando il livello di conoscenza e know how del personale clinico dell'Ospedale. Una possibilità in grado di garantire ad esempio una completa valutazione del cervello in caso di ictus attraverso lo studio della perfusione cerebrale.

La velocità di scansione del tomografo rende inoltre più raro il ricorso a medicinali in grado di rallentare il battito cardiaco dei pazienti sottoposti all'esame. Non si tratta dell'unica caratteristica del sistema in grado di rendere l'esame meno invasivo: il nuovo modello di Tac permette infatti di utilizzare una minor quantità di liquido di contrasto, laddove questo sia necessario.

Il nuovo tomografo è inoltre equipaggiato con un'innovativa tecnologia sviluppata da GE capace di ridurre la dose di radiazioni erogate durante gli esami fino all'82%, preservando un'identica qualità dell'immagine. Nel corso di un anno, una persona riceve mediamente 5 millisievert (msv) di radiazioni da fonti esterne. Con la Tac di GE la dose radiogena erogata è in media inferiore a 1 mSv: è infatti fondamentale riuscire a ridurre la quantità di radiazioni erogate, soprattutto nel caso di pazienti pediatrici.

 

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GE Healthcare

GE Healthcare è la divisione medicale di General Electric (NYSE: GE). In qualità di società leader nella fornitura di soluzioni per l'imaging medico, il monitoraggio, la bioproduzione e di tecnologie per terapie cellulari e geniche, GE Healthcare consente un'assistenza di precisione nella diagnostica, nella terapia e nel monitoraggio attraverso dispositivi intelligenti, analisi dei dati, applicazioni e servizi.  Con un fatturato di 19 miliardi di dollari, più di 100 anni di esperienza nel settore e oltre 50.000 dipendenti in tutto il mondo, l'azienda contribuisce a migliorare l'assistenza sanitaria offrendo risultati migliori per i pazienti, i fornitori di servizi sanitari, i ricercatori e le aziende del settore life science. 



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