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venerdì 28 novembre 2014

Perchè è meglio usare la bici per andare a lavoro

Una bella pedalata è proprio quello che ci vuole! I benefici sono molteplici e speriamo che dopo questo articolo domani mattina per andare in ufficio deciderete di usare la bici anziché l’automobile.

Non solo la bici ci aiuta a scaricare le tensioni e lo stress ma aiuta il nostro cervello a liberare una sostanza, l'endorfina, che aumenta il nostro benessere psicofisico.


La bici inoltre aiuta a mantenere il giusto peso forma e riduce del 50% il rischio di avere malattie cardiache. Inoltre test hanno appurato che pedalare 3 volte alla settimana per circa 20-30 minuti riduce l'insonnia e porta benedici alla pelle che ossigenandosi produce collagene che serve a mantenerla sana e elastica.

Al contrario di quello che pensano tutti la bici oltre ad essere economica ed ecologica aiuta a respirare meno sostanze inquinanti! Uno studio dell’Imperial College of London ha evidenziato che i ciclisti inalano un quinto degli inquinanti rispetto a chi è rinchiuso all’interno dell’abitacolo di un’auto. Altra scusa a cui i pigroni non potranno più aggrapparsi!


L’ultimo consiglio a chi però già usa le due ruote è quello di Filippa Lagerbäck: “Mai parlare al telefono, niente musica nelle orecchie, sguardo sempre sulla strada: c’è sempre qualche automobilista distratto.”
Ah…se abitualmente portate a casa il pc dell’ufficio vi consigliamo, per la vostra sicurezza, di utilizzare uno zaino portacomputer che andrà a sostituire la classica tracolla. Buona pedalata!

giovedì 27 novembre 2014

Fumo: ricercatori giapponesi trovano sostanze cancerogene nelle sigarette elettroniche, alcune e-cig 10 volte più tossiche del tabacco

E sigarette sono propagandate come una sana alternativa alle sigarette tradizionali. Ma secondo gli scienziati giapponesi, contengono a volte più sostanze cancerogene del tabacco tradizionale. Secondo uno studio condotto dagli scienziati giapponesi, in una ricerca commissionata dal ministero della Salute di Tokyo, le sigarette elettroniche possono contenere fino a 10 volte il livello di sostanze cancerogene rispetto a quelle tradizionali. Nei liquidi utilizzati nelle sigarette elettroniche sono state trovate sostanze quali la folmaldeide e l'acetaldeide, hanno spiegato i ricercatori. La prima, utilizzata in materiali per l'edilizia e in sieri per imbalsamatori, è presente in molti liquidi a livelli più alti rispetto al tabacco.

"In una marca, il team di ricercatori ha scoperto più di 10 volte il livello di cancerogeni rispetto a una sigaretta normale", ha spiegato il responsabile della ricerca, Naoki Kunugita, sottolineando che "specialmente quando il vaporizzatore si surriscalda, vengono prodotte quantità più alte di queste sostanze dannose". Anche in un'altra marca di liquidi i ricercatori hanno trovato livelli simili di formaldeide. 

Le sigarette elettroniche funzionano attraverso un vaporizzatore che permette di aspirare il liquido, senza produrre combustione. Il team dell'Istituto nazionale per la salute pubblica giapponese ha analizzato diverse ricariche, utilizzando una macchina che simula 15 inalazioni. La ricerca, ha spiegato Kunugita, dimostra che le sigarette elettroniche non sono innocue come molti pensano. Spesso, ha aggiunto, i giovani le usano prima di cominciare a fumare quelle tradizionali. 

Nell'agosto scorso, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aveva chiesto ai governi di vietare la vendita di sigarette elettroniche ai minori, poiché rappresentano una "seria minaccia" per i giovani e le donne incinte, con il rischio di "conseguenze per i feti". A questo punto le conclusioni di questo studio dovrebbero incentivare le istituzioni europee, ma anche quelle dei singoli stati nazionali ad accelerare il percorso di regolamentazione della vendita delle sigarette elettroniche. 

A sostenerlo Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che ancora una volta mette sotto la lente d'ingrandimento quella che è una vera e propria moda esplosa anche in Italia, ma che come abbiamo più volte detto, si diffonde a macchia d'olio nella più totale libertà di commercializzazione e pressoché senza regole. 

Almeno sino ad oggi e salvo l'emissione di quella normativa europea che ancora è in fase di istruzione mentre milioni di europei già ne fanno uso quotidiano senza conoscere le reali conseguenze e se vi siano potenziali pericoli per la salute anche perchè i critici avvertono che le potenziali conseguenze a lungo termine dell'uso di E-sigarette sono ancora sconosciute. Inoltre molti degli elementi individuati nell'aerosol delle sigarette elettroniche sono noti causare malattie e pericolo per l'apparato respiratorio. 

Queste, quindi, in estrema sintesi le conclusioni: la presenza di particelle di metalli e di silicati nell'aerosol del cartomizzatore dimostra la necessità di un migliore controllo della qualità nella progettazione e nella fabbricazione delle sigarette elettroniche e ulteriori studi sull'impatto dell'aerosol delle sigarette elettroniche sulla salute degli utilizzatori (fumatori) e di coloro che respirano questo aerosol passivamente.


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Redazione del CorrieredelWeb.it


Ritiro dal commercio di alcuni lotti del vaccino antinfluenzale FLUAD della Novartis Vaccines e Diagnostic s.r.l. dopo 3 morti

NAS nelle farmacie: ritiro dal commercio di alcuni lotti del vaccino antinfluenzale FLUAD della Novartis Vaccines e Diagnostic s.r.l. dopo 3 morti sospette

I Carabinieri del Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato del vaccino antinfluenzale FLUAD della Novartis Vaccines e Diagnostic s.r.l.. Il motivo del ritiro sarebbe attribuito a tre morti sospette legate alla somministrazione di dosi dei due lotti del vaccino il cui utilizzo è stato oggi bloccato dall'Agenzia italiana del farmaco.I decessi, due avvenuti in Sicilia e uno in Molise,  "hanno avuto esordio entro le 48 ore dalla somministrazione delle dosi dei due lotti 142701 e 143301, destinati alle Asl", fa saper l'Aifa. Una quarta persona, molisana, è in gravi condizioni e ha manifestato i sintomi dopo le 48 dalla somministrazione.

Un comunicato dell'AIFA, l'Agenzia Italiana per il Farmaco è eloquente nel precisare che: "A seguito delle segnalazioni di quattro eventi avversi gravi o fatali, verificatisi in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi provenienti dai due lotti del vaccino in attesa di disporre degli elementi necessari, tra i quali l'esito degli accertamenti sui campioni già prelevati, per valutare un eventuale nesso di causalità con la somministrazione delle dosi dei due lotti del vaccino, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto, a titolo esclusivamente cautelativo, il divieto di utilizzo di tali lotti.II Comando Carabinieri perla Tutela della Salute è invitato a verificare l'avvenuto ritiro e, in caso di mancato adempimento da parte della ditta interessata, procederà al sequestro dei lotti dei medicinale. "




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Donne sempre più inclini alle arteriopatie. Al via oggi a ROMA il XXXVI Congresso SIAPAV





al via oggi a roma il XXXVI° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI ANGIOLOGIA E PATOLOGIA VASCOLARE


Donne SEMPRE più inclini alle arteriopatie

 

Anche l'età incide in maniera significativa sulle patologie cardiovascolari: il 20% della popolazione sopra i 60 anni soffre della cosiddetta "malattia delle vetrine". Nonostante questo, le abitudini alimentari degli italiani permettono un'aspettativa di vita nel Belpaese di 82,3 anni, contro la media Ocse di 80. L'importanza del lavoro degli angiologi e di un coordinamento multidisciplinare per affrontare tutti gli aspetti di cure complesse

 

Roma, 27 novembre 2014 - "Nella donna la gravidanza, puerperio e terapia ormonale a scopo contraccettivo aumentano il rischio di tromboembolia in soggetti predisposti". È quanto illustra la Dott.ssa Adriana Visonà, primario angiologo a Castelfranco Veneto e presidente della SIAPAV - Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare, il cui 36° Congresso Nazionale, in programma fino al 29 novembre, si apre oggi a Roma presso l'Auditorium Antonianum, di viale Manzoni 1.

L'arteriopatia periferica – detta anche "malattia delle vetrine", perché costringe chi ne soffre a frequenti pause nel mezzo di una camminata – è una patologia comune tra le donne e si prevede un aumento della sua incidenza nei prossimi anni. Per questo, il focus sui fattori legati al sesso del paziente vanno sempre più presi in considerazione attraverso un approccio clinico appropriato.

"Anche gli  aneurismi dell'aorta – dichiara Visonà – nella donna sono più inclini alla rottura. Uno sguardo a quelli che sono i biomarcatori e segni iniziali di malattie vascolari ci consentiranno di identificare meglio donne a rischio vascolare e sulle quali andrà posta un'attenzione particolare per perseguire una più intensa profilassi".

Sull'arteriopatia periferica incide anche l'età. È in assoluto la patologia vascolare più frequente, poiché in Italia colpisce 1 paziente su 5 sopra i 60 anni, cioè il 20% della popolazione. Il fatto che la malattia si manifesti con l'ostruzione delle arterie delle gambe è la punta dell'iceberg, poiché è indirettamente sintomo di un'alta mortalità cardiovascolare.

"Questo non solo per infarto – aggiunge la Dott.ssa Visonà – ma anche per ictus cerebrale. Purtroppo, per quanto riguarda questa patologia, c'è una grossa sottostima oltre che una scarsa consapevolezza. Eppure l'arteriopatia periferica è facilmente verificabile attraverso un semplice parametro, l'indice caviglia braccio (ABI, nell'acronimo inglese), che consiste nel rapportare la pressione della caviglia a quella del braccio. Con una spesa minima, quindi, si ha un'informazione molto importante sia sulla presenza della malattia, sia sulla sua gravità".

La scelta di combinare tecniche chirurgiche ed endovascolari amplia le possibilità di trattare anche pazienti più fragili, come quelli molto anziani, ma presuppone che il paziente sia gestito da un team multidisciplinare, che metta assieme competenze differenti e decisioni condivise: "Nonostante il progresso il paziente vasculopatico va affrontato con un team di cui faccia parte l'angiologo, il chirurgo vascolare, e l'emodinamista. È essenziale che queste tre figure lavorino insieme", per l'appropriatezza della cura.

Un ruolo importante spetta comunque anche alla prevenzione: più della metà della popolazione adulta di molti Paesi europei è in sovrappeso e il 20-30% in condizione di obesità. Nonostante questo, a distanza di qualche anno possiamo ritenere buona l'aspettativa di vita degli italiani, 82,3 anni, contro la media Ocse di 80. Diminuita anche la spesa farmaceutica, di circa il 15% negli ultimi 5 anni. Per questo, anziché abbassare la guardia, vale la pena mettere a tema la strategia di successo e un ruolo chiave riguarda l'adozione di stili di vita corretti, essendo le malattie cardiovascolari assieme ai tumori le maggiori cause di mortalità. "Il traguardo – conclude Adriana Visonà – a lungo termine che SIAPAV si pone, in termini di prevenzione, si gioca su due fronti: il primo è ovviamente la riduzione degli eventi cardiovascolari e quindi l'aumento della sopravvivenza a queste patologie figlie (anche)  degli eccessi alimentari e di un finto benessere; il secondo è quello di limitare al massimo la fruizione di farmaci non solo per tutelare la salute del paziente, ma anche per ridurre all'indispensabile la spesa sanitaria".

Migliorano le condizioni del medico italiano affetto da Ebola

MEDICO ITALIANO AFFETTO DA EBOLA RICOVERATO il 25 NOVEMBRE PRESSO L'ISTITUTO SPALLANZANI DI ROMA

 

Bollettino medico n.3 del 27 novembre 2014

 

Il paziente ha iniziato ieri pomeriggio trattamento con plasma di convalescente.

 

Il plasma "prezioso" è arrivato dalla Spagna grazie ad una catena di supporto e di solidarietà istituzionale (Ministero della Salute italiano e spagnolo, Hospital Universitario La Paz, AIFA), scientifica (coordinamento internazionale per la gestione dell'Ebola dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), delle società farmaceutiche,  delle società di trasporto. Il tutto è stato effettuato con una grande partecipazione umana.

 

In serata il paziente ha presentato un rialzo febbrile ed un peggioramento delle condizioni cliniche e dei parametri ematologici (riduzione dei globuli bianchi e delle piastrine).

 

I parametri della funzionalità epatica e renale sono normali.

 

Nel corso della notte c'è stato tuttavia un progressivo miglioramento con riduzione marcata della temperatura.

 

Al momento la pressione è normale,  il paziente è vigile e collaborante, è in grado di deambulare autonomamente nella stanza ed interagisce positivamente con il personale sanitario.

 

Non presenta nuovi sintomi caratteristici della malattia, in particolare non ha manifestazioni emorragiche.

Osservatorio Nutrizionale Grana Padano: Dieta Invernale Proteica, ma Economica


 

 

 

Da una ricerca dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano sulle abitudini alimentari durante le feste di Natale, i consigli su quali prodotti consumare di più.

 

 

(Milano, 27 novembre 2014) – Per imbandire la tavola degnamente d'inverno e durante le festività natalizie, cercando nel contempo di risparmiare, gli esperti dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano consigliano un maggior ricorso a prodotti come: legumi, uova, pesce congelato, polenta di mais; tutti alimenti con spiccate qualità nutritive e costo contenuto.

 

Gli esperti hanno prima voluto valutare le abitudini alimentari nei mesi di dicembre 2013 e gennaio 2014. Dalla ricerca, svolta su un campione di 1500 persone adulte tra i 18-65 anni risulta, tra l'altro, che il 20% degli intervistati non utilizza i legumi, e il 40% non mangia piselli.

 

I legumi, invece, andrebbero consumati almeno due/tre volte alla settimana, sono facilmente reperibili, presenti in commercio sia freschi che secchi, si conservano per lunghi periodi e soprattutto hanno un basso prezzo rispetto alle altre fonti proteiche. I piselli, oltre ad essere semplici da cucinare e da conservare, sono generalmente apprezzati anche dai bambini.

 

"I legumi - spiega la Dott.ssa Michela Barichella, responsabile medico della struttura di Dietetica e Nutrizione dell'ICP Milano e membro dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano - andrebbero consumati non come contorno, ma come alternativa al secondo piatto cioè in sostituzione di pesce, carne, affettati, formaggi o uova perché pur provenendo dal mondo vegetale non possono essere considerati come verdura, perché sono una fonte di buone proteine".

 

Altri alimenti consigliati sono le uova, altra fonte di ottime proteine a basso costo (ne andrebbero consumate un paio alla settimana) e il pesce, eccellente secondo piatto, che può essere acquistato anche surgelato, abbattendo così i costi pur mantenendo le proprietà nutrizionali e garantendo lunghi tempi di conservazione. Un consiglio che vale per tutto il banco del surgelato, dal pesce alle verdure.

 

Passando ai carboidrati semplici (zuccheri), l'indagine alimentare dell'Osservatorio nutrizionale evidenzia che nei mesi invernali si consuma circa la metà della quantità consigliata di frutta, che dovrebbe essere tra i 350 e i 400 grammi al giorno. Il consumo prevalente è di agrumi e mele, ma tutta la frutta di stagione è consigliabile, anche per i suoi costi più contenuti.

 

La biscotteria e le merendine confezionate rimangono alimenti molto utilizzati (90% degli intervistati), sia per la merenda che per la prima colazione. Non si rinuncia a dolci tradizionali come panettone e pandoro, piuttosto calorici (circa 400 calorie ogni 100 grammi di prodotto). Il pandoro contiene più burro e uova del panettone, ma le differenze non sono sostanziali. La grande varietà dell'offerta di questi dolci, sia artigianale che industriale, consente di limare un po' i costi. E lo stesso discorso si applica allo spumante italiano, che spesso non ha nulla da invidiare al più costoso champagne francese.

Se non si è ancora pensato ai regali di Natale, una buona idea è regalare gli alimenti più apprezzati della tradizione italiana: dal sacchettino di lenticchie portafortuna ai tradizionali prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) diventati anche un bel regalo di Natale. Non a caso il Grana Padano è il DOP più consumato al mondo, un vero concentrato di latte, fonte di vitamine e minerali oltre a proteine ad alto valore biologico che hanno un costo per grammo simile alle uova.

 

GLI ALIMENTI CHE NON COSTANO MOLTO E CHE CI POSSONO AIUTARE A RISPARMIARE.

 

I legumi (come piselli, ceci, fagioli, fave, soia e lenticchie) sono alimenti con ottime proprietà nutrizionali. E' ottimale consumarli in associazione ai cereali per comporre un piatto unico (come riso e piselli, pasta e fagioli, pasta e lenticchie, ecc.). Non dimentichiamo che, oltre a pasta e riso, anche gli altri cereali, come ad esempio orzo e farro, sono ideali da consumare con i legumi. Per la tradizione ricordiamoci il classico piatto di lenticchie per la fine anno!

 

La polenta di mais è un piatto gustoso, economico, privo di grassi e ottima fonte di carboidrati e proteine vegetali.

 

Le uova, costano poco e possono essere utilizzate in tantissimi modi, per guarnire un piatto, per preparare uno sformato per esempio con verdure e patate, oppure strapazzate o sode.

 

Il pesce surgelato, non è costoso come quello fresco, magari può avere un gusto diverso, ma dal punto di vista nutrizionale non è differente. Una volta a settimana può essere utilizzato anche il pesce in scatola.

 

La patata, è un tubero che può sostituire il primo piatto di cereali e accompagnare tutti i secondi piatti.

 

 

sito web: http://www.educazionenutrizionale.granapadano.it

 

 

 

 

SCHEDA INFORMATIVA SULL' OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO

Indagine sugli errori nutrizionali e gli stili di vita

 

L'Osservatorio nasce nel 2004 grazie all'impegno del Consorzio Tutela Grana Padano in collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). Dall'inizio del 2005 sta fotografando gli stili alimentari della popolazione italiana con appositi questionari somministrati dai Medici e Pediatri di libera scelta ai loro assistiti, ai quali nel 2007 si sono aggiunti Dietisti e altri Medici Specialisti. L'indagine non è svolta da intervistatori ma da professionisti della salute che svolgono sui loro assistiti delle anamnesi alimentari a favore della loro salute e a scopo educativo. I dati raccolti con le anamnesi vengono elaborati per dare informazioni di carattere osservazionale-epidemiologico che periodicamente sono diffusi alla società civile.

AD OGGI.

Ha coinvolto 1.440 Medici di Medicina Generale, 671 Pediatri, 362 Dietisti che hanno somministrato 26.896 anamnesi alimentari (interviste) di cui 7.251 in età pediatrica e 19.645 adulti.

GLI OBIETTIVI.

Educare l'intervistato ad una corretta alimentazione e suggerire uno stile di vita quale prevenzione primaria, secondo quanto identificato dal programma "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute.

Ottenere una stima qualitativa dell'assunzione di nutrienti e delle abitudini quali fumo e attività fisica.

Fornire al medico un pratico strumento operativo per somministrare l'anamnesi nutrizionale.

Identificare i principali errori nutrizionali degli italiani e diffondere la cultura della corretta alimentazione.

METODOLOGIA.

Ogni medico, pediatra, dietista e operatore sanitario, effettua l'anamnesi in un'area riservata online dove risiede il software. L'anamnesi è somministrata solo a soggetti che non soffrono di importanti patologie ed è effettuata come una ricerca osservazionale (il medico intervista il suo assistito, o il genitore nel caso di minori) l'intervista è guidata da un questionario elettronico che raccoglie: età, sesso, peso e altezza per calcolare il BMI, la circonferenza addominale, lo svolgimento di attività fisica, il tempo trascorso in attività sedentarie (guardare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici) e l'abitudine al fumo.

La parte alimentare valuta la frequenza di assunzione settimanale o mensile dei più importanti e diffusi alimenti consumati in Italia, i dati dichiarati vengono elaborati dal software che calcola il contenuto in macronutrienti e micronutrienti e di conseguenza quanti se ne sono assunti con la dieta abituale. Il software elabora e somma i nutrienti assunti e li paragona al fabbisogno giornaliero di ogni individuo, distinto per età e sesso, per valutarne lo scostamento rispetto ai valori standard. Le eccedenze e deficienze di nutrienti significative vengono evidenziate per correggere l'errore nutrizionale emerso dall'anamnesi. Gli scostamenti dei nutrienti vengono poi riclassificati in cibi da assumere più o meno frequentemente. Oltre a ciò il software permette, solo al medico, di suggerire comportamenti personalizzati a seconda del quadro clinico dell'intervistato. I risultati e i suggerimenti vengono consegnati all'intervistato.

 

COMITATO SCIENTIFICO OGP:

Prof.ssa Maria Letizia Petroni: coordinatrice del board, Medico specializzato in medicina interna ed esperto di alimentazione, nutrizione clinica ed obesità, coordinatore di ricerche finalizzate per il Ministero della Salute e Docente incaricato di dietetica e nutrizione presso diverse Università italiane. Responsabile scientifico del centro obesità dell'ospedale Villa Igea di Forlì.

Dott.ssa Michela Barichella: Medico specializzato in scienza dell'alimentazione, Responsabile medico del Servizio dietetico ICP dell'Ospedale di Milano, Presidente di Brain and Malnutrition Association.

Prof. Claudio Maffeis: Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell'Università di Verona, Direttore della UOS nutrizione clinica e obesità dell'Ospedale Borgo Roma, Verona.

Prof. Sergio Coccheri: Medico specializzato in cardiologia e angiologia Ordinario di Malattie cardiovascolari dell'Università di Bologna.

Prof. Davide Festi: Medico specializzato in gastroenterologia, Ordinario di Gastroenterologia Direttore della Scuola di specializzazione e Preside del corso di laurea in dietetica dell'Università di Bologna.

Prof. Alessandro Lubisco: statistico, Docente di scienze statistiche dell'Università di Bologna).

 

 


mercoledì 26 novembre 2014

Ministero della Salute. Lorenzin apre i lavori della conferenza ministeriale "la lotta all'HIV/AIDS dieci anni dopo la dichiarazione di Dublino"

Auditorium Ministero della Salute -  Viale Giorgio Ribotta, 5 Roma

 

Domani alle 9 il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin aprirà i lavori della conferenza ministeriale "La lotta all'HIV/AIDS dieci anni dopo la dichiarazione di Dublino", inserita nel semestre italiano di Presidenza dell'UE, che si terrà nell'Auditorium del Ministero della Salute, in Viale Giorgio Ribotta, 5.

La Conferenza intende promuovere la riflessione sui progressi raggiunti e su quelli ancora da compiere, in quanto l'infezione da HIV continua ad essere un grave problema di salute pubblica in Europa alla luce delle nuove diagnosi che si registrano ogni anno.

A 10 anni dalla conferenza della Dichiarazione di Dublino, nel 2004, - un evento straordinario che rafforzò le capacità dell'Unione Europea per lottare efficacemente contro la diffusione dell'HIV/AIDS, richiamando l'impegno dei singoli Paesi ad attuare politiche di contrasto al diffondersi della malattia e promuovendo il coinvolgimento attivo delle istituzioni europee e della società civile – i Paesi europei e confinanti vogliono confrontarsi su come si possano raggiungere specifici obiettivi e superare le attuali criticità che ne rallentano la realizzazione.

L'Italia, come gli altri Stati Membri dell'ONU, si è impegnata a combattere e arrestare la diffusione dell'HIV entro il 2015 (Obiettivo 6 Millennium Development Goals MDG) e la attuale presidenza italiana della EU, vuole cogliere l'occasione per rinnovare, a Roma, la dichiarazione d'impegno fatta a Dublino, per individuare le attuali priorità a livello Europeo nella lotta all'HIV/AIDS, anche attraverso il fattivo scambio di buone pratiche per implementare politiche nazionali efficaci.


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