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martedì 26 maggio 2015

Diritto Fondamentale alla Tutela della Salute. Dossetti: “Non parole ma fatti per l’uniformità del Sistema Sanitario Nazionale ”

 

#Supremaziastatale:


"Non parole ma fatti per l'uniformità del Sistema Sanitario Nazionale

Dossetti-GIMBE chiedono Incontri Istituzionali ai Rappresentanti del Governo per la revisione dell'art.117 del Titolo V della Costituzione

 

 

Per quanto la Riforma del Titolo V della Costituzione trovi consenso tra diversi Rappresentanti del Governo, federalismo regionale e malasanità restano problematiche all'ordine del giorno. "Quella del Titolo V è una Riforma necessaria, dalla quale non si può tornare indietro", ha dichiarato  il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento chiarisce come "garantire la Costituzione significa garantire i diritti dei malati".


Parole rincuoranti, alle quali non sono seguiti dei  cambiamenti tangibili nella Sanità pubblica nazionale. L'Associazione Dossetti e la Fondazione GIMBE, hanno raccolto il malcontento dei cittadini per avanzare alla  Camera ed al  Senato la proposta della revisione dell'art.117 del Titolo V, mirando a garantire l'omogeneità dei LEA, livelli essenziali di assistenza. Per affrontare la questione, Dossetti chiede incontri istituzionali a politici e Rappresentanti del Governo.


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Corte Costituzionale Alessandro Criscuolo, il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini,  il Ministro per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, Anna Finocchiaro e la Senatrice della Repubblica Doris Lo Moro, compongono la lunga lista delle richieste di incontri.


Dall'ultima Riforma approvata dalla Camera dei deputati il 10 marzo 2015,  si confermano in Italia 20 sistemi sanitari diversificati, che agiscono in maniera non uniforme nella spese, nella gestione e nell'organizzazione dei servizi sanitari. Oltre a ciò, stando alle più recenti statistiche gli episodi di malasanità risultano in crescita vertiginosa secondo la Commissione tecnica sul rischio clinico del Ministero della Salute. 


Del resto, l'Unità di Crisi istituita con urgenza  il 3 marzo  2015 dal Ministro Lorenzin, presieduta da Antonio Saitta, Assessore alla Salute della Regione Piemonte, lavora senza la "guida" di una legge nazionale per il diritto "fondamentale" alla tutela della salute. "Alle parole dei politici devono seguire i fatti..", dichiara Claudio Giustozzi, Segretario Nazionale dell'Associazione Dossetti, commentando i buoni propositi dei Rappresentanti del Governo per un rinnovamento del SSN. "Attualmente lo Stato non può garantire il diritto alla  tutela della salute a tutti i cittadini,  senza che questo non comporti delle differenze regionali in ambito sanitario.


Tutti questi elementi ci spingono a chiedere ai membri del Senato di rivedere l'art.117 del Titolo V della Costituzione, come redatto in base al DDL licenziato dalla Camera dei Deputati il 10 marzo 2015, riprendendo l'emendamento presentato da Pierpaolo Vargiu, Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Tale documento  vuole essere una soluzione concreta per risanare il SSN. Dobbiamo agire per l'interesse comune, così che lo Stato risponda ai bisogni di tutti i cittadini, senza distinzioni tra una Regione e l'altra". Conclude Claudio Giustozzi.

 


http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Titolo-V-cambiare-3e5e0712-7965-48e9-b18b-a0ace7008bcc.html

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:SD7d8UCb87AJ:rcs.oggi.it/oggi/ultima-ora/index.action%3FidRichiesta%3D20150522131955+&cd=17&hl=it&ct=clnk

http://www.iltempo.it/adn-kronos/2015/05/22/riforme-associazione-dossetti-gimbe-stop-al-federalismo-sanitario-2-1.1417578

http://www.guidasicilia.it/politica-riforme-associazione-dossetti-gimbe-stop-al-federalismo-sanitario/news/170107

https://it.notizie.yahoo.com/diritto-tutela-salute-dossetti-gimbe-impegno-candidati-regionali-093917335.html;

http://www.lasvolta.info/medicina-e-salute/attualita-medicina-e-salute/302/diritto-fondamentale-alla-tutela-della-salute-la-sfida-di-dossetti-gimbe.html#.VV8Mu2Ttmko

Idrocefalo normoteso dell’anziano: la demenza che non è demenza, ma è trattabile

Una sindrome di demenza trattabile: l’idrocefalo cronico normoteso dell’adulto

Mercoledi 27 maggio 2015 – Sala Colucci, Centro Congressi della Camera di Commercio – Corso Venezia 47/49, Milano, h 17:00 – 20:00
MILANO, 26 Maggio 2015 – In data 27 Maggio, presso il centro Congressi della Camera di Commercio di Milano alle ore 17.00 si terrà un incontro aperto a Medici e al pubblico dedicato alla patologia dell’Idrocefalo Cronico Normoteso nell’anziano

L’evento, organizzato e coordinato dal professor Giovanni Broggi è rivolto a tutti i pazienti che soffrono di disturbi dell’equilibrio e della memoria e ai loro famigliari, ai medici di medicina generale, neurologi, neurochirurghi, geriatri, neuropsicologi, psicogeriatri, neuroradiologi e esperti di medicina neuroriabilitativa e punta l’attenzione sull’importanza di un corretto approccio diagnostico perché, secondo i più recenti studi epidemiologici sull’argomento, la condizione di “malattia sommersa” che ancora circonda l’idrocefalo normoteso potrebbe portare a sottostimare il numero complessivo dei casi.
L’Idrocefalo normoteso dell’anziano è una malattia meno conosciuta della malattia di Alzheimer, eppure rappresenta una percentuale attorno al 20% del totale delle demenze diagnosticate negli over 65, cioè interessa l’1.5% di tutta la popolazione con età superiore a 65 anni.
Spesso i sintomi (difficoltà nel camminare, deficit cognitivo, incontinenza) sono confusi con quelli dell’Alzheimer, del Parkinson o di altre forme di demenza senile, perché più comuni. ma, a differenza delle altre demenze che sono spesso irreversibili, l’idrocefalo è curabile.
Il percorso diagnostico è pertanto decisivo: una diagnosi errata può significare per il paziente la limitazione all’utilizzo di una terapia inadeguata con conseguente condizione di incurabilità. Alcuni test clinici permettono di sospettare la diagnosi corretta, che viene poi convalidata con esami neuro-radiologici ed altri accertamenti strumentali.
Così un percorso che dal medico di famiglia porti al neurologo, e eventualmente al neurochirurgo, si traduce nella maggioranza dei casi in un esito positivo. La neurochirurgia offre, ai pazienti affetti da idrocefalo normoteso, prospettive di ottima cura che, a fronte di una diagnosi corretta e tempestiva, sfiorano la quasi totalità dei casi. L’intervento neurochirurgico consiste nel posizionamento, all’interno del cranio, di un catetere di piccole dimensioni connesso a una valvola regolabile, e facilmente gestibile, che ripristina la circolazione del liquido cefalo-rachidiano, drenando l’eccesso nella cavità addominale, dove i suoi componenti di proteine e elettroliti possono essere riassorbiti e riutilizzati
Prof. Giovanni Broggi

IMS Health Nutraceutica Forum 2015 a Milano il 16 Giugno


16 Giugno 2015 – Fondazione AEM, Piazza Po 3, Milano
L'evoluzione del benessere dalla gravidanza alla pubertà

Agenda

09.45  Accredito

10.10 – 10.15 Introduzione ai lavori
Lorenzo Brambilla, Director CH, IMS Health

10.15 – 10.30 La nutraceutica in Italia e in Europa
Filippo Boschetti, Principal, CES, IMS Health

10.30 – 11.00 L'integrazione in gravidanza
Franco Vicariotto, SIFIOG
(Società Italiana di Fitoterapia e Integratori in Ostetricia e Ginecologia)

11.00 – 11.30 Come e perché integrare l'alimentazione nei bambini e negli adolescenti
Dott.ssa Vitalia Murgia, pediatra

11.30 – 12.00 Case history dell'integratore Nestlé Materna: dallo sviluppo alla commercializzazione
Giovanni Militello, National Field Operation Manager, Nestlé Nutrition

12.00 – 12.30 La promozione degli integratori dal medico di base
Anna Rita Talamo, Commercial Director, Cegedim

12.30 – 13.00 Integratori: pubblicità e responsabilità da prodotto
Claudia Ricciardi e Rita Tardiolo, Senior Associate, Studio legale Bird&Bird

13.15 Light lunch e visita alla Casa dell'Energia



Per informazioni e iscrizioni:
Simona Tarquini, Mgr, Offering Mgmt, IMS Health
Tel +39 02.69786563 Fax +39 02.70.03.99.19

A cavallo l'handicap sbiadisce

Festa di accoglienza per diversamente abili al Maneggio La Bastide di Busto Arsizio sabato 30 maggio dalle 16,30. Ingresso gratuito su prenotazione.


A cavallo si è tutti uguali abili o non abili. "A cavallo sono in re, che vede il mondo sotto di sé", scriveva più di 25 anni addietro in un compito a scuola Andrea, un bambino autistico, a cui il rapporto con questi grandi quadrupedi ha cambiato la vita. 

Succede davvero, interagire con gli animali cambia la vita a tutti, indipendentemente dalle proprie abilità personali. Per dimostrarlo il maneggio La Bastide ha organizzato una festa di accoglienza per i diversamente abili. I ragazzi e i bimbi che normalmente frequentano la struttura metteranno in scena un piccolo spettacolo sui cavalli di accoglienza per i loro nuovi amici. I gestori del maneggio offriranno la merenda a tutti i partecipanti. L'appuntamento è per sabato 30 maggio alle 16,30 al Maneggio La Bastide in via Samarate 150 a Busto Arsizio.

L'iniziativa è stata organizzata per presentare le nuove lezioni di equitazione per diversamente abili offerte dal maneggio, sotto la guida di istruttori qualificati. "L'handicap è una difficoltà sempre nuova da affrontare, ogni giorno diversa, in questo i nostri amici animali ci possono aiutare – spiega Michela Lomazzi, la tenutaria del maneggio La Bastide – In sella le difficoltà sembrano meno difficili da superare, l'handicap sbiadisce. I cavalli, per prima cosa, non fanno differenze, vogliono bene a chi li tratta con rispetto ed affetto. Ci proteggono se ci vedono in difficoltà, con loro si crea un rapporto che può durare tutta la vita. Loro si ricordano di noi, anche dopo tanto tempo. Gli amici restano nel cuore di queste grandi creature. A cavallo tutti siamo re".

I corsi di equitazione per diversamente abili, in una sigla EDA, sono indicati per bambini e ragazzi con difficoltà motorie (temporanee o permanenti), e in generale per disabili fisici e psichici.
La relazione con il cavallo mira ad incentivare l'autostima, l'indipendenza, la concentrazione, ad accrescere la sicurezza, la capacità relazionale e permette di stimolare abilità psicologiche e motorie. Si inizia cercando un rapporto con il pony o il cavallo scelto, per entrare in empatia con l'animale. 

L'obiettivo è creare un rapporto sereno, spontaneo, sincero, corrisposto e tanto appagante da diventare un aiuto al benessere psichico e fisico, specialmente in quelle situazioni in cui i contatti interpersonali sono alquanto limitati e difficili. Si aspetta fino a quando ci si sente pronti a salire in sella. E poi via. Il cavallo è una presenza viva, concreta, affettiva in grado di sollecitare sentimenti ed emozioni intense come gioia, serenità, è forte e stabile, trasmette sicurezza.

La partecipazione alla festa è gratuita, il maneggio chiede la cortesia di prenotare per poter far trovare la merenda a tutti coloro che vorranno intervenire. Per info e prenotazioni: michi.lomazzi@gmail.com - Michela Lomazzi 345 6501802

La Bastide
Il maneggio La Bastide, ora scuola pony, un tempo era un rinomato allevamento di cavalli da corsa, sorge in un grande prato verde, un angolo di campagna a un passo dalla città di Busto Arsizio, in via Samarate. L'ambiente è rilassato e accogliente.
Il Maneggio si trova a Busto Arsizio in via Samarate, 150

Facebook: https://www.facebook.com/LaBastide.lacasadicampagna?fref=ts

Sclerosi Multipla: nell’Annuario MSMLab le 10 tesi per migliorarne la cura


shutterstock_274744760Taglio del nastro per i risultati del lavoro dell’MSMLab, Multiple Sclerosis Management Lab – nato nel 2013 dalla collaborazione tra SDA Bocconi School of Management e Biogen Italia. 

Obiettivo: promuovere iniziative di ricerca su temi di management per la sclerosi multipla e di creare occasioni di dibattito e confronto tra neurologi, farmacisti, direttori di aziende sanitarie e referenti delle istituzioni (dalle società scientifiche al Ministero della Salute) sulle modalità di presa in carico della patologia. Il prodotto di questo lavoro è la pubblicazione del nuovo Annuario “Innovazione nel management della sclerosi multipla” che ha visto direttori generali e sanitari, farmacisti ospedalieri e neurologi esperti di sclerosi multipla lavorare insieme nei workshop del MSMLab.

“La sfida è quella di riuscire a garantire in tutte le realtà del Paese gli standard di cura più alti nonostante i tagli alla spesa pubblica”, spiega Leandro Provinciali, Presidente della Società Italiana di Neurologia. “Un elemento distintivo del MSMLab è la possibilità di discutere sia le caratteristiche gestionali della malattia, sia le problematicità cliniche a garanzia della salute del paziente. La possibilità di discussione che si realizza tra i diversi operatori è un arricchimento culturale e strategico fondamentale. L’obiettivo è ricercare approcci di cura sempre più efficaci, soprattutto considerando il fatto che spesso si tratta di pazienti giovani e con una prospettiva di malattia di decenni e con disabilità in molti casi. Per questo le problematiche sono molteplici e coinvolgono diversi settori della medicina, che però hanno bisogno di un filo continuo e diretto di coordinamento. Questo è un elemento importante che vede il neurologo come maggiore competente della filiera assistenziale perché conosce la prognosi della malattia e i bisogni del paziente”, conclude.

“L’obiettivo del progetto MSMLab per tutti i protagonisti della cura è quello di cercare un modello di presa in carico del paziente affetto da sclerosi multipla”, prosegue Maria Giovanna Marrosu a capo del Gruppo di Studio sulla SM della SIN. “Una situazione complessa perché passa attraverso varie fasi, dall’acuzie alla cronicità e pone così sfide diverse in un periodo di tempo molto lungo. Il modello ipotizzato durante i lavori del MSMLab potrebbe costituire un approccio emblematico anche per altre malattie croniche del sistema nervoso centrale che oggi rappresentano una sfida impegnativa per la Sanità pubblica italiana”.

All’interno del laboratorio MSMLab sono state analizzate e discusse le diverse soluzioni locali sulla gestione della SM, la messa a punto di processi più efficienti e di procedure che ne fanno un modello ideale per il trattamento di altre patologie croniche come diabete o BPCO.

“Al MSMLab abbiamo la possibilità di mettere a confronto le diverse prospettive di tutti i protagonisti della cura nella gestione della cronicità complessa, quella ad alta complessità clinica”, dice Federico Lega SDA Professor di Public Management and Policy. “Nel futuro del Sistema Sanitario, senza la capacità di affrontare queste sfide, difficilmente avremo un sistema sostenibile capace di garantire la qualità delle cure a l’accessibilità a tutti i cittadini italiani. Al laboratorio abbiamo la possibilità di gestire nel tempo le relazioni tra direzione sanitaria e clinici e di vedere nel tempo le sperimentazioni sul campo. Un percorso che si sta sviluppando insieme ai protagonisti, all’interno del quale la sostenibilità è al centro dell’attenzione insieme anche alle istanze che i clinici portano nel discorso, come la qualità delle cure e l’attenzione alla persona. Si tratta di un binomio vincente: da un lato c’è la direzione aziendale che guarda alla dimensione dei costi e alla sostenibilità come una priorità ineludibile, ma dall’altro ci sono i clinici che riportano l’attenzione sulla qualità dell’assistenza e l’appropriatezza delle cure”.

Ma quali sono i 10 punti analizzati all’interno dell’Annuario “Innovazione nel management per la SM” per garantire il maggior benessere del paziente e un’organizzazione più efficiente delle strutture? Scopriamoli insieme.

1. LA SM È UN TEST PER I SISTEMI SANITARI E PER LA RICERCA – Se una malattia dovesse sostenere le ragioni per le quali è necessario difendere la natura solidale e universalistica del sistema sanitario, la SM sarebbe una candidata naturale. Ricerca di base e ricerca applicata devono dialogare intensamente per riuscire a selezionare le opzioni più promettenti e portare al paziente il più rapidamente possibile i benefici di nuove conoscenze e soluzioni. Da questo punto di vista il nostro paese è un esempio a livello internazionale: la nostra ricerca è ai primi posti nella produzione scientifica internazionale.

2. UN NUOVO MODELLO DI PATOLOGIA: LA CRONICITÀ AD ALTA COMPLESSITÀ – La SM è un esempio paradigmatico delle nuove sfide poste dalle “cronicità ad alta complessità clinica”. Pazienti i cui bisogni non sono legati al ricovero, ma che, al tempo stesso, necessitano di saperi a elevato tasso di specializzazione, non sono compatibili con il modello tradizionale e con una compartimentalizzazione legata ai setting di cura . Ambulatorio, ricovero, ospedale, territorio, riabilitazione si alternano non solo nelle diverse fasi della patologia, ma anche nella gestione quotidiana. Bisogna progettare e assicurare una presa in carico in grado di riconnettere tutti i servizi e le prestazioni necessarie.

3. SM: MULTIPROFESSIONALITÀ E MODELLI DI GESTIONI MUTEVOLI A SECONDA DELLA PROGRESSIONE DELLA MALATTIA – Come molte patologie croniche, la SM richiede al sistema sanitario una capacità di “presa in carico” del paziente nella interezza dei suoi bisogni. Il paziente di SM è portatore di bisogni molteplici e si attende una risposta unitaria. La risposta non può che essere di carattere multidisciplinare, ma sono altrettanto necessarie una regia e una assunzione di responsabilità precisa rispetto al percorso di cura del paziente, in assenza delle quali il paziente finisce per essere abbandonato nella ricerca di una risposta. La risposta sono sistemi di servizio multiprofessionale coordinati da una “regia”.

4. CONCENTRAZIONE E SPECIALIZZAZIONE DEI SAPERI E PRESTAZIONI VERSO DISTRIBUZIONE DEI SERVIZI E VERSO PROSSIMITÀ DEI SERVIZI – I pazienti, già gravati dalle difficoltà date dalla patologia, non dovrebbero essere costretti a lunghi spostamenti per la somministrazione di terapie, l’effettuazione di controlli periodici o di indagini diagnostiche o la fruizione di una qualunque prestazione. Le soluzioni possibili devono essere ricercate nelle logiche di rete, ovvero in modalità di funzionamento che colleghino i diversi punti di offerta in una logica unitaria e che consentano di rendere disponibili in ciascuno snodo competenze e potenzialità.

5. CENTRI DI SCLEROSI MULTIPLA DI ADEGUATE DIMENSIONI: FONDAMENTALI PER IL FUNZIONAMENTO DELLA RETE – La prossimità fisica è insostituibile nel produrre tra professionisti diversi routine realmente integrate rispetto ai bisogni del paziente e nello stimolare il miglioramento e l’innovazione. Così come dimensioni adeguate (pazienti in carico) rendono possibile processi e servizi di supporto all’attività principale altrimenti non sostenibili. I principali elementi di qualità gestionale della risposta offerta dai centri grandi e integrati sono quindi: a) esperienza specifica nella malattia; b) integrazione delle diverse competenze; c) organizzazione integrata dei servizi con gestione comune delle informazioni; d) collaborazione con l’utenza attraverso le associazioni a fini informativi ed educativi; e) capacità di guida nei confronti della ricerca e nella diffusione dell’innovazione, nel sistema in generale, e nelle pratiche di assistenza, nello specifico.
È evidente che, per motivi economici ed organizzativi, non è possibile portare i Centri per la SM ragionevolmente vicino a tutti i pazienti . La risposta risiede in logiche di rete in grado di rendere disponibili su base locale parte dei vantaggi generati dai grandi centri, senza pagarne i costi economici e organizzativi.

6. LA RETE SM: UNA PROSSIMITÀ POSSIBILE E QUALIFICATA – L’integrazione con l’insieme dei servizi territoriali, più difficilmente realizzabile dai grandi centri, è di fondamentale importanza, soprattutto nelle fasi caratterizzate da maggiore disabilità. Se la rete viene intesa come la creazione di condizioni per un funzionamento unitario, distribuzione dei ruoli e definizione dei percorsi del paziente in relazione alle diverse fasi della patologia sono elementi indispensabili. Il disegno della rete e i suoi gradi di razionalità sono, però, solo una delle variabili che ne influenzano i risultati. Una attenzione analoga, va dedicata ai meccanismi che ne assicurano il funzionamento. La qualità dei servizi e delle prestazioni, insieme a una loro relativa omogeneità in tutti gli snodi e i percorsi della rete, sono la dimensione qualificante della rete e l’ambito nel quale i meccanismi fanno la differenza.

7. WHAT IS HEALTH? THE ABILITY TO ADAPT- What is health? The ability to adapt è il titolo di un editoriale di Lancet del 2009 che testimonia di un dibattito ancora in corso sul concetto di salute e, quindi, sui fini che i sistemi sanitari dovrebbero perseguire – Per i sistemi sanitari affrontare la SM significa, cercare di fermare la progressione della malattia o di rallentarne l’evoluzione. Dimensioni di cura e trattamento sulla riabilitazione, la spasticità, il dolore, la depressione devono essere considerate, nella presa in carico dei pazienti, alla stessa stregua degli obiettivi sulla progressione di malattia.

8. IL PAZIENTE AL CENTRO – La costruzione o il rafforzamento delle reti regionali rappresenta una opportunità importante di confronto sui percorsi effettivamente offerti ai pazienti, ma insieme a queste è necessario pensare a una rete nazionale in grado di contribuire a una maggiore equità di accesso effettiva garantita a tutti i pazienti.

9. NEUROLOGIA E SM: I FONDAMENTI E LE RAGIONI D’IMPEGNO – Nell’affrontare la SM nelle sue poliedriche forme di manifestazione (cronicità, complessità della patologia e natura dei bisogni espressi dalla malattia), come avviene in molti altri campi della medicina moderna, si avverte la necessità di una forte cooperazione di più discipline e professionalità. Le competenze neurologiche rimangono, tuttavia, un punto di riferimento insostituibile nella regia complessiva dei percorsi di cura e nella gestione e presa in carico del paziente. I neurologi avvertono una più gravosa e piena responsabilità nei confronti di una patologia che colpisce così duramente individui spesso in giovane età, che rimane una sfida scientifica per la disciplina e rispetto alla quale il loro sapere e il loro impegno può fare la differenza per la vita delle persone.

10. UN’ALLEANZA DI TUTTI GLI ATTORI PER AFFRONTARE UNA SFIDA – Il tema della SM coinvolge, con prospettive e prerogative differenti, attori diversi: i pazienti e i loro familiari, i professionisti, il sistema, le imprese e la collettività. Le prospettive e gli interessi di breve periodo dei diversi attori non sempre convergono ed è costantemente presente il rischio che qualche interesse, o coalizione di interessi, prevalga rispetto a un ragionevole contemperamento delle ragioni di ciascuno. Di fronte ad una condizione talmente rilevante sul piano individuale e sociale come la SM, appare naturale cercare sinergie fra tutti i protagonisti, ad esempio, del processo assistenziale. Tali sinergie richiedono trasparenza dei processi e chiarezza dei ruoli in maniera tale che le decisioni su ogni singolo paziente, così come quelle su coorti di soggetti clinicamente assimilabili, siano frutto di un processo decisionale fondato su solide basi di conoscenza e di motivazioni cliniche e assistenziali.

lunedì 25 maggio 2015

Giovani e salute: per i più piccoli sana alimentazione, per i meno piccoli bere responsabile


A Lecce nella sala Open Space in piazza S. Oronzo
Incontri formativi con i giovani:
- sana alimentazione per i più piccoli con A.Bi.Sa.
- bere responsabile per i meno piccoli con Michele Di Carlo
Complessivamente 300 giovani e giovanissimi in sette diversi incontri
in occasione del Festival della Dieta Med-Italiana


Il Festival della Dieta Med-Italiana a Lecce si è sempre distinto per la ricchezza dei suoi contenuti, non solo quindi esposizioni, degustazioni e cooking, ma anche formazione, e quest'anno l'attività formativa ha visto protagonisti soprattutto i giovani, sia i più piccoli, di scuola media, che i meno piccoli, degli ultimi anni di scuola superiore.

    

Per quanto concerne i più piccoli, i professionisti dell'A.Bi.Sa. - Associazione Biologi Nutrizionisti del Salento hanno tenuto cinque corsi mattutini, da martedì 19 a sabato 23 maggio, a dieci classi di studenti dagli 11 ai 13 anni della Scuola Secondaria di 1° grado "Quinto Ennio" di Lecce. In piena sinergia con Expo2015, gli incontri hanno avuto come titolo: "Impariamo a nutrire il pianeta. 

Nel piccolo, anche i piccoli possono fare molto". In tutti gli incontri la dr.ssa Chiara Bracciale ha sapientemente accompagnato i giovani partecipanti lungo un divertente itinerario che ha fatto fare loro delle piccole e grandi "scoperte" sull'alimentazione e sullo stile di vita più buono e sano che ci sia, la Dieta Mediterranea. I piccoli hanno interagito a 360 gradi, rispondendo alle domande trabocchetto della professionista e ponendo loro stessi mille domande, a volte curiose e estremamente divertenti. 

Al termine dell'incontro gli studenti hanno prima avuto modo di assistere ad uno spassoso momento musicale (sempre in tema alimentare) curato dal cantattore salentino P40 e successivamente di visitare lo stand di A.Bi.Sa. nell'attigua piazza S. Oronzo, dove il dr. Martino Martellotta e la dr.ssa Elisabetta Raganato hanno illustrato alcuni strumenti ed alcune tecniche utili per il controllo dell'IMC (Indice di Massa Corporea) e per la valutazione della composizione corporea. 

Questa bella esperienza è frutto della fattiva cooperazione che vige tra l'Istituto "Galilei - Costa" di Lecce, in persona della dirigente Addolorata Mazzotta, e la scuola secondaria di 1° grado "Quinto Ennio", in persona della dirigente Addolorata Cosi. Ad accompagnare gli studenti, anche nel percorso formativo sull'alimentazione, hanno collaborato i docenti del "Quinto Ennio": Anna Rosa Cannone, Silvio Congedo, Elisa Corianò, Anna Maria Faraone, Carmela Fasano, Cosima Margapoti, Anna Margiotta, Loredana Mustich, Adriana Palmieri, Fontana Pezzolla, Maria Elisa Piccinno, Elvira Pugliese, Roberta Roca, Cosimo Vetrugno.

     

Mentre per quanto riguarda i 17-19enni, a tenere banco è stato il gustosofo Michele Di Carlo il quale ha tenuto due edizioni diverse di un incontro molto interessante dall'intrigante titolo "Bere responsabile non significa necessariamente bere male o senza gusto". 

Il succo del dialogo può essere sintetizzato così: «ok, sappiamo tutti che non riuscirò mai a convincervi di non bere affatto quando siete in discoteca o nelle serate della movida leccese, quello che posso fare invece è di insegnarvi come si può bere bene e responsabilmente, dimostrandovi che scegliendo con attenzione e moderando la parte alcolica dei vostri cocktail non solo ne guadagnerete in salute ma anche nel gusto, provare per credere». 

Durante gli incontri Di Carlo ha preparato in diretta numerosi cocktail a base di cedrata, basilico, menta, limone, lime e diverse tipologie di alcolici. Inutile dire che l'attenzione dei giovani è stata a mille. E' stato possibile realizzare queste sessioni grazie alla collaborazione di Bonaventura Maschio, Puro Ghiaccio e Assaggi a Sud-Est.

Dieta Med-Italiana Med-Italian Diet
Un'Italia da tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente
Lecce – Via Imperatore Adriano, 13 - Tel. 0832.301419


DDD RILANCIA LA SFIDA DELLA SORVEGLIANZA DIGITALE CONTRO LE MALATTIE

 

Successo a Firenze per la terza edizione della conferenza internazionale sulla digital disease detection. Oltre 200 ricercatori da 40 paesi, stretta collaborazione con WWW Conference e uno sguardo innovativo al futuro, tra sfide globali (Ebola) e nuove tecnologie (i wearables).

Si è svolta a Firenze il 21 e 22 maggio la terza edizione di DDD – International Conference on Digital Disease Detection. Approdata per la prima volta in Europa – dopo due edizioni a Boston e San Francisco – DDD ha portato nel capoluogo toscano ricercatori, scienziati, informatici e imprenditori provenienti sia dal mondo accademico che dal settore privato. È stata l'occasione per confrontarsi sui temi legati a uno dei campi più dinamici e innovativi nella ricerca tecnologica e scientifica applicata al mondo della salute: lo studio, la previsione e la prevenzione delle malattie attraverso strumenti digitali.

Organizzata in collaborazione da HealthMap, Skoll Global Threats Fund e ISI Foundation di Torino (coordinatrice locale dell'evento), DDD si è tenuta negli stessi giorni e luoghi di WWW2015, la ventiquattresima World Wide Web Conference: un apparentamento non casuale che ha permesso di mettere in contatto diretto le due comunità dei digital detection scientists e dei web scientists, in un continuo intreccio e stimolo reciproco di idee, riflessioni, innovazioni e proposte per il futuro.

"La digital disease detection è una disciplina che avrà un ruolo sempre più importante in futuro", afferma Ciro Cattuto, direttore scientifico della ISI Foundation e membro del comitato organizzatore di DDD. "Il suo obiettivo è l'uso di nuove sorgenti di dati da social network, smartphone e sensori indossabili per lo studio, la prevenzione e il controllo di malattie, sia a livello di popolazione che alla scala individuale".

Ai due giorni della conferenza hanno partecipato oltre 200 ospiti provenienti da più di 40 Paesi diversi. Particolarmente seguiti dal pubblico sono stati gli appuntamenti dedicati alla lotta contro Ebola e alle tematiche etiche, oltre al keynote di Jay Bhatt (Chicago Department of Public Health) sulla strategia digitale che la città di Chicago sta mettendo in atto al favore della salute dei suoi cittadini. La conversazione e l'approfondimento degli argomenti trattati in DDD sono poi proseguiti online, con un'intensa attività di commento e discussione sui social network.

"Internet, i social media e le tecnologie digitali non stanno solo rivoluzionando il mondo della comunicazione, ma ci offrono anche strumenti straordinari per rispondere alle necessità sanitarie del nostro tempo", dice Cattuto. "Oggi è possibile sviluppare reti di sorveglianza più efficaci grazie ai Big Data e alla raccolta di informazioni che provengono dai social network, da comunità partecipative in crowdsourcing, dai sensori corporei inseriti nei wearable, i dispositivi che si indossano. Lo sviluppo di sistemi di raccolta, analisi e interpretazione delle informazioni – come quelli di cui si è parlato nei panel e nelle presentazioni di DDD – sarà decisivo per rendere ancora più efficiente la prevenzione e la lotta contro le emergenze sanitarie in tutto il mondo".

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