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giovedì 10 ottobre 2019

Sport e salute. L'allenamento ideale? È scritto nei geni. Come funziona il test del DNA per lo sport

L'allenamento ideale? È scritto nei geni

Come funziona il test del DNA per lo sport

Disponibile da novembre nei centri medici Cerba HealthCare l'analisi su 34 geni, affiancata dalla valutazione degli specialisti in medicina dello sport. Da un campione di saliva si ottengono indicazioni su potenziale atletico e predisposizione agli infortuni, per definire piani personalizzati ed efficaci. Serve a tutti: atleti, appassionati di fitness, personal trainer

 

Siamo più adatti ad attività sportive di potenza o di resistenza? A quale tipo di piccoli infortuni siamo più predisposti? Qual è il nostro tempo di recupero ideale dopo l'esercizio fisico? Sono domande a cui oggi può rispondere in modo molto preciso la genetica, analizzando il DNA estratto da un semplice campione di saliva.

Per la prima volta in Italia questo tipo di test sarà disponibile in un network di ambulatori, quelli appartenenti al gruppo Cerba HealthCare, che affiancheranno all'analisi anche una consulenza specialistica. «Nelle nostre strutture – spiega infatti il CEO di Cerba HC Italia Stefano Massaro – gli atleti, amatoriali o professionisti, sono sempre seguiti da specialisti in medicina dello sport, che interpretano i dati e danno indicazioni sui programmi di allenamento personalizzato, nell'ambito di una valutazione globale del soggetto. Perché, anche quando si tratta di wellness, le competenze di tipo sanitario fanno la differenza».

Oggi sono infatti diffusi test genetici in vendita online che si basano sul fai da te: ricevono i campioni per corrispondenza, analizzano un numero limitato di geni e si limitano a comunicare i risultati al cliente, che spesso non ha gli strumenti per interpretarli correttamente. Cerba HealthCare propone invece MyFitnessGenes, un test preciso al 99% che analizza 43 varianti genetiche da 34 geni, specificamente associati alle performance atletiche.

 

Come funziona - Il test fornisce indicazioni su otto aree chiave che determinano la risposta del fisico ai diversi tipi di allenamento. Molte caratteristiche di un atleta dipendono infatti in modo significativo da fattori genetici: per esempio determinano se si è più portati per gli sport di potenza, con sforzi brevi e intensi, per quelli di resistenza, con maggiore sopportazione della fatica, o per le attività miste.

Altre varianti genetiche sono poi associate all'assunzione massima di ossigeno (VO2), che dà indicazioni sulla capacità aerobica del soggetto; al recupero e alla rigenerazione muscolare dopo l'esercizio fisico; alla necessità di ricarica di energia, con conseguente fabbisogno nutrizionale; all'incremento della massa muscolare.

Non solo, la genetica ha un ruolo nella predisposizione agli infortuni a tendini, cartilagini e legamenti. «Questa è un'area alla quale i nostri specialisti di medicina sportiva riservano da sempre una grande attenzione – spiega sempre Stefano Massaro –. Il test genetico ci consente di personalizzare le raccomandazioni sugli esercizi, adottando le corrette strategie di prevenzione e migliorando le capacità di recupero delle lesioni».

 

Per chi è utile – Conoscere la valutazione genetica del proprio potenziale atletico è utile a qualsiasi età e a qualsiasi livello di pratica sportiva. Il test si fa una volta sola nella vita e i risultati sono sempre validi, spiega Paola Frangi, responsabile diagnostica specialistica di Cerba HC: «Può ricavarne indicazioni sia un atleta di alto livello, che vuole migliorare gli allenamenti specifici e proteggersi dagli infortuni, sia chi si dedica semplicemente al fitness e desidera indicazioni utili per scegliere lo sport o la dieta più efficaci per raggiungere i propri obiettivi». Inoltre, il test può essere utile anche per bambini e ragazzi: «Non certo per predire la nascita di un futuro campione – spiega Frangi – ma per evitare di spingere il bambino, demoralizzandolo, verso uno sport che non è nelle sue corde, e proponendogli invece attività da cui potrebbe trarre più soddisfazione». Il tutto sempre facendosi affiancare dagli specialisti per una valutazione completa di caratteristiche, esigenze e obiettivi di ciascuno.

 

MyFitnessGenes è disponibile in tutti i centri medici Cerba HealthCare. 


Cerba HealthCare – Gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale con laboratori analisi presente in 16 nazioni. Dopo l'acquisizione di Delta Medica e Fleming Research, nel 2018 nasce Cerba HealthCare Italia, specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e service lab. Nel nostro Paese conta 110 dipendenti, 12 centri medici, una piattaforma di laboratorio HUB e 24 centri prelievo.




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1) Mediobanca: Del Vecchio, nuovo piano, risultati non solo da Generali e Compass. Sia leader in Europa, futuro da banca di investimenti 2) Banco Desio: aumento capitale da 8,7mln per la cassaforte Brianza Unione. Con conversione bond. Rafforza Cet

1) Mediobanca: Del Vecchio, nuovo piano, risultati non solo da Generali e Compass. Sia leader in Europa, futuro da banca di investimenti 2) Banco Desio: aumento capitale da 8,7mln per la cassaforte Brianza Unione. Con conversione bond. Rafforza Cet

Esclusive Radiocor. Mediobanca: Del Vecchio, nuovo piano, risultati non solo da Generali e Compass. Sia leader in Europa, futuro da banca di investimenti

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 09 ott - "Mi aspetto un nuovo piano industriale che non basi i risultati di Mediobanca solo su Generali e Compass, ma progetti un futuro da banca di investimenti". Così ha risposto il presidente di Delfin, Leonardo Del Vecchio, incrociato da Radiocor fuori dalla sede milanese di Luxottica. "Una banca - ha proseguito Del Vecchio - capace di giocare un ruolo da leader in Italia e in Europa e che possa così dare soddisfazione a tutti gli azionisti, Delfin inclusa", ha concluso. È la prima volta che il patron di Luxottica interviene su Mediobanca dopo che la sua holding di famiglia Delfin ha annunciato qualche settimana fa di aver acquisito una quota di poco inferiore al 7% di Mediobanca. L'istituto, sempre secondo Del Vecchio, deve sommare agli utili oggi generati da Compass e Generali altre fonti di reddito per soddisfare tutti gli azionisti. Secondo indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore e non confermate, la Delfin ha allo studio l'ipotesi di chiedere alla BCE l'autorizzazione per salire oltre il 10% della banca di Piazzetta Cuccia.

 

*** Banco Desio: aumento capitale da 8,7mln per la cassaforte Brianza Unione. Con conversione bond. Rafforza Cet1 dopo fusione Spoleto

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 09 ott - Brianza Unione Sapa, la cassaforte attraverso cui le famiglie Gavazzi e Lado controllano il Banco Desio, rafforza il patrimonio del gruppo varando un aumento di capitale da 8,7 milioni tramite la conversione di un bond. In base ai verbali assembleari consultati da Radiocor, lo scorso 30 settembre l'assemblea degli obbligazionisti portatori del bond da 19,7 milioni in scadenza il 30 settembre 2020 ha infatti modificato il regolamento del prestito, rendendolo convertibile in azioni con un rapporto di 12 obbligazioni per ogni nuova azione e anticipando la scadenza al 31 ottobre 2019. Lo stesso giorno l'assemblea straordinaria degli azionisti dell'accomandita ha varato l'aumento di capitale fino a 8,7 milioni nominali a servizio della conversione del bond. Da qui a fine mese, quindi, i bondholder avranno la facoltà di convertire in azioni ordinarie, in tutto o in parte, le obbligazioni detenute. L'operazione, che ha avuto il via libera della Banca d'Italia, «risponde all'opportunità per il gruppo che fa capo alla società, che comprende la controllata Banco di Desio e della Brianza e le società da queste controllate, di migliorare i coefficienti patrimoniali di vigilanza cui è sottoposto il gruppo medesimo, con ricadute positive in termini di operatività nell'attività bancaria svolta». In particolare «l'operazione dovrebbe consentire di riassorbire ampiamente l'effetto diluitivo in termini di Cet1 ratio derivante dalla fusione per incorporazione della Banca Popolare di Spoleto» nel Banco Desio. Il consiglio degli accomandatari ritiene quindi che la conversione sia nell'interesse della società «permettendo l'estizione di un debito consistente e la conseguente patrimonializzazione del gruppo nel suo complesso, oltre a una riduzione degli oneri finanziari della società».



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Salute. Per tre giorni Pisa sarà capitale mondiale dei trapianti di pancreas

Per tre giorni Pisa sarà capitale mondiale dei trapianti di pancreas

Dal 17 al 19 ottobre i maggiori esperti da tutto il mondo definiranno le linee guida internazionali per l'applicazione di questa terapia. Il 17 l'Università di Pisa conferirà la laurea HC a David E.R. Sutherland, la massima autorità in materia

Per tre giorni, dal 17 al 19 ottobre, Pisa sarà capitale mondiale dei trapianti di pancreas, con la "First World Consensus Conference on Pancreas Transplantation" che vedrà per la prima volta riuniti i principali esperti da tutto il mondo per definire le line guida internazionali per l'applicazione di questa importante opzione terapeutica. Il 17, in apertura della Consensus Conference, l'Università di Pisa conferirà la laurea magistrale honoris causa in Biologia applicata alla Biomedicina a David E.R. Sutherland, unanimemente riconosciuto come il maggior esperto al mondo in materia di trapianto di pancreas e beta cellule pancreatiche.

La tre giorni pisana, che si tiene a distanza di oltre 50 anni dal primo trapianto di pancreas (16 Dicembre 1966), è stata annunciata mercoledì 9 ottobre, nella Sala dei Mappamondi di Palazzo alla Giornata, dal rettore Paolo Mancarella, dal presidente della Fondazione Pisa, Claudio Pugelli, dal coordinatore del Comitato Organizzatore, Ugo Boggi, dal direttore del dipartimento di Biologia, Alberto Castelli, e dalla presidente del corso di laurea magistrale in Biologia applicata alla biomedicina, Luciana Dente.

La "First World Consensus Conference on Pancreas Transplantation" è organizzata dall'Università di Pisa, con il supporto della Fondazione Pisa, della Regione Toscana e del Comune di Pisa. L'iniziativa, promossa dal professor Ugo Boggi, nasce sotto l'egida della International Pancreas and Islet Transplant Association (IPITA), divisione della Transplantation Society, la Società mondiale dei trapianti. Il fatto che IPITA abbia ritenuto di affidare al professor Boggi, e al gruppo da lui coordinato, l'organizzazione di questo primo evento mondiale testimonia la qualità e la rappresentatività dei risultati raggiunti nel trapianto di pancreas dall'Università di Pisa e dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. La Consensus Conference ha il patrocinio di una quindicina di società scientifiche nazionali e internazionali e quelli istituzionali dell'Università di Pisa, della Regione Toscana, del Comune di Pisa, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute.

A Pisa sono stati invitati 80 esperti internazionali provenienti dai cinque continenti in rappresentanza di 18 Paesi. Si tratta della prima volta in cui i maggiori esperti mondiali si riuniscono per deliberare, seguendo una metodologia scientifica, circa valore e modalità di esecuzione del trapianto di pancreas. I risultati della Consensus Conference avranno ovvie, inevitabili, ripercussioni sulla pratica dei trapianti di pancreas in tutto il mondo. Serviranno cioè da linee guida per tutti per rendere il trapianto di pancreas una terapia quanto più possibile erogata secondo le regole della medicina basata sulle evidenze.

Il congresso, che si svolgerà nell'Auditorium della Fondazione Pisa, non ha supporto di aziende del settore faramaceutico o medicale in generale, come scelta ben precisa volta a evitare ogni e qualsiasi potenziale conflitto di interesse.

In preparazione all'appuntamento pisano, nei mesi scorsi, un gruppo di ricercatori ha analizzato decine di migliaia di articoli presenti nella letteratura medica estraendo i dati necessari a rispondere ai quesiti che la Consensus Conference si è posta. I risultati di questa analisi della letteratura sono stati poi resi noti agli esperti internazionali. Su questa base sono già state formulate le proposte di risposta ai quesiti clinici ed è stata aperta una discussione "on-line". A Pisa ogni risposta sarà rivalutata, ridiscussa e infine approvata, con un grado di evidenza e una forza di raccomandazione che seguirà i più rigorosi parametri scientifici.

Il Comitato Organizzatore è composto dai professori Ugo Boggi, Piero Marchetti e Fabio Vistoli dell'Ateneo di Pisa, Thierry Berney dell'Università di Ginevra e Raja Kandaswamy dell'Università di Minneapolis.

La Consensus Conference si aprirà il 17 con il conferimento da parte dell'Università di Pisa della laurea honoris causa in Biologia Applicata alla Biomedicina a David E.R. Sutherland, riconosciuto come il maggior esperto al mondo in materia di trapianto di pancreas. Le condizioni di salute del professor Sutherland non gli consentiranno di essere presente di persona e sarà invece collegato in teleconferenza.

Nato a Minneapolis nel 1940, David Sutherland ha creduto più di chiunque altro nelle potenzialità terapeutiche del trapianto di pancreas. Con un lavoro durato oltre quarant'anni il professor Sutherland non solo ha dimostrato che il trapianto di pancreas è fattibile ma che è anzi associato a enormi benefici per i pazienti diabetici più gravi. L'inizio di questo percorso non è stato facile e in quella fase Sutherland è stato spesso considerato un visionario. Poi, quando i suoi studi hanno chiarito il ruolo del trapianto di pancreas, è stato valutato come un genio.

L'azione di Sutherland, incessante, appassionata, e competente si è tradotta nell'esecuzione di oltre 2.300 trapianti di pancreas. Si tratta dell'attività più numerosa al mondo. A ciò si è aggiunta una altrettanto prolifica attività scientifica testimoniata dalla pubblicazione, quasi esclusivamente sul trapianto di pancreas e sul funzionamento delle beta-cellule pancreatiche (le cellule che producono insulina), di oltre 1.000 articoli scientifici con "revisione tra pari" che hanno ottenuto più di 32.000 citazioni generando un H-indice di 88. Si tratta di parametri bibliometrici incredibilmente alti per un chirurgo.

In questa incredibile attività scientifica David Sutherland ha affrontato a 360 gradi le problematiche dei trapianti di pancreas e, senza limitarsi agli aspetti tecnici, ha approfondito tutti i temi più rilevanti per la realizzazione con successo del trapianto quali la biologia delle beta-cellule pancreatiche, i meccanismi patogenetici del diabete, le terapie antirigetto, le profilassi microbiologiche e virologiche. David Sutherland è stato inoltre mentore e tutore di generazioni di chirurghi e medici che hanno voluto dedicarsi al trapianto di pancreas, un'azione che ha reso possibile il diffondersi del trapianto di pancreas in tutto il mondo. Nel corso della carriera il professor Sutherland ha ricevuto ogni tipo di onoreficenza, incluso il premio Medawar nel 2012, il più alto riconoscimento scientifico in ambito trapiantologico, ed ha ricoperto le più alte cariche di responsabilità nel settore dei trapianti. Se i risultati clinici e scientifici di David Sutherland sono tanto elevati da essere probabilmente irripetibili, non meno positivo è il suo profilo personale. Nella Laudatio per il premio Medawar, il collega Hans Sollinger ha dichiarato di "non aver mai conosciuto essere umano migliore di Sutherland". Chi conosce David Sutherland sa che questa affermazione è assolutamente vera.

Nella foto, da sinistra: Boggi, Dente, Pugelli, Mancarella, Castelli.

 




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Salute. E-CIG, ANAFE: PREOCCUPANTE CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE DAGLI USA



E-CIG, ANAFE: PREOCCUPANTE CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE DAGLI USA

 

ROCCATTI: "Il nostro obiettivo primario è tutelare la salute e l'incolumità dei vaper"
 
 

Roma, 09 ottobre 2019. "Siamo preoccupati per l'incidenza negativa che l'ondata mediatica proveniente dagli Stati Uniti sta determinando sul mercato italiano. I prodotti commercializzati nel nostro Paese, a differenza di quelli americani, sono sottoposti ad una rigorosa normativa volta alla tutela del consumatore. Riteniamo quindi fondamentale impiegare tutte le risorse a nostra disposizione per contrastare la dilagante disinformazione che ormai da settimane sta determinando un calo di fiducia nei consumatori italiani e un ritorno alle sigarette tradizionali". È quanto afferma UMberto Roccatti, Presidente di Anafe-Confindustria, a margine dell'Assemblea dell'Associazione del fumo elettronico, che si è tenuta a Roma venerdì 4 ottobre.

"Il nostro obiettivo primario è tutelare la salute e l'incolumità dei vaper in Italia, promuovendo una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e, in particolare, sulle potenzialità di tali prodotti nella lotta al tabagismo. È ormai evidente – al di là degli allarmanti titoli di giornale - che le patologie riscontrate negli Stati uniti sono collegate all'utilizzo di liquidi provenienti dal mercato illegale contenenti sostanze che in Italia sono vietate, come l'olio di THC e la vitamina D". Nel nostro Paese, come in tutta l'Unione europea, ci sono delle regole definite dalla Direttiva del 2014 - recepita in Italia nel 2016 - che impongono ai produttori di comunicare al Ministero della Salute, con sei mesi di anticipo rispetto alla commercializzazione, tutte le caratteristiche sia dell'hardware che dei liquidi contenenti nicotina, come ad esempio gli ingredienti presenti, le emissioni e i dati tossicologici.

"Ribadiamo ancora una volta l'importanza di affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati" - aggiunge Roccatti – "evitando del tutto il fai da te e l'acquisto di prodotti provenienti dal mercato illecito e potenzialmente dannosi per la salute. Abbiamo sempre contrastato le distorsioni e l'illegalità e temiamo che l'ipotesi di aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche – apparsa su alcuni organi di stampa - possa soltanto avere l'effetto negativo di incentivare il ricorso a prodotti illeciti con inevitabili e pericolose ripercussioni sulla salute dei consumatori".

"Anafe pertanto chiede con forza alla stampa italiana di sottolineare quali siano le reali cause delle patologie riscontrate negli Stati Uniti e conferma alle istituzioni italiane, in primis al Ministero della Salute, la piena disponibilità a confrontarsi sul fenomeno, sempre in un'ottica di tutela dei consumatori e nella consapevolezza che le sigarette elettroniche possono rappresentare un'alternativa al tabagismo, anche supportando il processo di disassuefazione nei fumatori che non riescono nella cessazione".

"Ricordo infatti" – conclude Roccatti – "che le sigarette elettroniche rappresentano, in Paesi come il Regno Unito, uno strumento a potenziale rischio ridotto riconosciuto dalle autorità competenti e in grado di sostenere efficacemente le politiche sanitarie nazionali di lotta al tabagismo. In questo senso, crediamo che sia opportuno valutare anche nel nostro Paese le potenzialità delle e-cig, alla luce degli 11,6 milioni di fumatori italiani che non riescono ad abbandonare la sigaretta tradizionale".



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lunedì 7 ottobre 2019

Salute: al via i sei mesi di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore colorettale

MEDTRONIC LANCIA LA CAMPAGNA SOCIAL DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE COLORETTALE

 

Per sei mesi  i canali Facebook e Twitter di Medtronic  veicoleranno messaggi inerenti alla patologia e testimonianze dei pazienti

 

Bologna, 7 ottobre 2019 - Medtronic, azienda leader nel settore dei dispositivi medici, da sempre impegnata nello sviluppo e nell'implementazione di tecnologie all'avanguardia ha dato il via oggi, nel corso della 121^ edizione del Congresso SIC (Società Italiana di Chirurgia) a Bologna, alla campagna social di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore colorettale. Per sei mesi i canali Facebook e Twitter di Medtronic veicoleranno messaggi e informazioni sulla patologia e sull'importanza della diagnosi precoce.

 

L'iniziativa è rivolta alla popolazione e finalizzata alla prevenzione, alla conoscenza della patologia (i sintomi, lo screening), dei fattori di rischio, delle opzioni terapeutiche e dell'importanza della diagnosi precoce. Ma non solo, anche una landing page, dove trovare tutte le informazioni necessarie sulla neoplasia, con la testimonianza di pazienti e i suggerimenti dei clinici sul tumore colorettale,  sull'importanza della prevenzione e delle opzioni terapeutiche, come la chirurgia mininvasiva.

Oggi il tumore al colon-retto è il secondo più frequente dopo quello alla mammella e rappresenta  la seconda causa di morte oncologica in Italia. Un Paese che nel 2019 ha registrato 49mila casi di questa neoplasia. 

La prevenzione e la diagnosi precoce assumono in questo contesto un ruolo fondamentale per la cura. Il 60% dei decessi potrebbe infatti essere evitato se tutte le persone di età superiore ai 50 anni si sottoponessero regolarmente a screening di controllo.

 

"La prevenzione primaria riduce oggi il rischio di ammalarsi. Oggi, infatti, tende a diminuire la mortalità grazie ai programmi di prevenzione e al miglioramento delle terapie. – spiega il Prof. Stefano Olmi, Responsabile delle Unità Operative di Chirurgia Generale e Oncologica, del Centro di Chirurgia Laparoscopica avanzata e del Centro di Chirurgia dell'obesità del Policlinico San Marco di Zingonia (BG) –. Campagne di sensibilizzazione come questa sono molto importanti per informare la popolazione e far capire la necessità di effettuare lo screening. Oggi inoltre, grazie alle molteplici opzioni terapeutiche (chemioterapia, radioterapia, chirurgia) e ai percorsi multidisciplinari, i pazienti hanno una maggiore e migliore possibilità di cura. Con la chirurgia mininvasiva colorettale, ad esempio, il paziente può oggi diminuire da 8 a 4 giorni la degenza, senza incremento delle complicane post-operatorie, con un duplice beneficio anche per il Sistema Sanitario, grazie alla diminuzione significativa dei costi diretti".

 

L'iniziativa sarà attiva sui social per sei mesi. Protagonisti dei post saranno i pazienti con le loro storie e i clinici con i consigli e le informazioni più importanti sui sintomi, gli stili di vita da seguire, gli screening, la prevenzione e le opzioni terapeutiche.

Il lancio di questa campagna rappresenta un ulteriore passo a conferma del posizionamento di Medtronic come azienda volta a supportare i migliori patient pathway legati allo sviluppo di percorsi di eccellenza multidisciplinare e finalizzati a migliorare la qualità della vita delle persone, con l'intento di favorire lo sviluppo della chirurgia mininvasiva con elevato standard tecnologico, che è ancora oggi sotto utilizzata in Italia con il 27% di adozione rispetto al 30% del contesto europeo.  

Una sezione della landing page sarà infatti dedicata alla chirurgia mininvasiva per le patologie colorettali con tutte le informazioni necessarie ai pazienti che si sottoporranno o desiderano approfondire questa opzione terapeutica.



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TRENTA ORE PER LA VITA E EMD112 INSIEME PER LA CAMPAGNA “CARDIOPROTEGGI IL TUO CONDOMINIO”

TRENTA ORE PER LA VITA E EMD112 INSIEME PER LA CAMPAGNA "CARDIOPROTEGGI IL TUO CONDOMINIO" 

Un defibrillatore in ogni condominio per cardioproteggere chi ci sta a cuore e supportareTrenta Ore Per La Vita.


In Italia ogni ora circa 7 persone muoiono per arresto cardiaco (1 decesso ogni 1000 abitanti) Fonte:
http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_CMORTE1_EV
Si tratta di un'incidenza molto più alta rispetto ai decessi per incidenti stradali o qualsiasi altro evento non legato a patologie.

Il 70% delle persone colpite da arresto cardiaco potrebbe essere salvato con l'impiego precoce di un defibrillatore.

Trenta Ore per la Vita ha creduto nella possibilità di invertire questa tendenza. Per 3 anni consecutivi, dal 2011 al 2013, ha portato avanti una campagna di raccolta fondi dedicata alla cardioprotezione in collaborazione con la CRI - Croce Rossa Italiana.

Grazie a Trenta Ore per la Vita sono state cardioprotette in Italia oltre 1000 strutture scolastiche e sportive. Sono state formate circa 7.000 persone con corsi BLSD in tutta Italia. Milioni di telespettatori hanno visto come intervenire in caso di arresto cardiaco.

Nonostante la sensibilizzazione in materia di defibrillatori sia aumentata molto rispetto a qualche anno fa, l'obbligo per questo dispositivo salvavita è presente solo per le società sportive, ed ancora vengono confusi infarto ed arresto cardiaco.

Dalla comune consapevolezza della necessità di continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della cardioprotezione e dell'utilizzo del defibrillatore, Trenta Ore per la Vita insieme a EMD112 lanciano la campagna rivolta alle famiglie "Cardioproteggi il Tuo Condominio".

"Pur rimanendo sempre, quella della cardioprotezione, un'attività che ci ha visto promotori in molte occasioni, abbiamo sentito la necessità di dare uno slancio alle nostre iniziative con una nuova campagna. E' nata così una collaborazione con EMD112", commenta Alessandro Giuliani, Presidente di Trenta Ore per la Vita.  

«Per noi di EMD112 è motivo di orgoglio sviluppare questo importante progetto assieme a Trenta Ore per la Vita Aggiunge Simone Madiai, CEO EMD112 -, che da sempre supporta iniziative dal grande impatto sociale in modo profondo e concreto. L'obiettivo è rendere ancora più fruibile questo strumento salvavita e aumentare le chance di salvataggio nel nostro paese, con obiettivi ambiziosi già nei prossimi 2 anni».

Oggi tutte le persone interessate possono visitare una pagina dedicata al progetto www.trentaore.org/cardioproteggi-tuo-condominio/ sul sito di Trenta Ore Per la Vita.

L'augurio è che questa campagna, oggetto di una preziosa collaborazione, possa promuovere la cultura della cardioprotezione e contribuire a salvare vite umane.

La soluzione individuata per favorire la dotazione di questo strumento salvavita su larga scala e alla portata di chiunque, si basa su un acquisto rateale, con 3 differenti pacchetti tra i quali scegliere la più adatta all'ambiente di impiego, che comprende anche una quota che sarà donata a Trenta Ore per la Vita, per supportare l'Associazione nelle numerose iniziative sociali nelle quali è coinvolta o promotrice.

Chi è Trenta Ore per la Vita


L'Associazione Trenta Ore per la Vita Onlus svolge attività promozionali e organizzative a favore di cause di rilevante interesse umanitario e sociale, e in particolare opera per l'ideazione, la promozione e l'organizzazione di specifiche campagne di comunicazione sociale, di sensibilizzazione e di raccolta di mezzi e fondi destinati a favore di gruppi, organizzazioni, associazioni ed enti che operano nei settori della ricerca scientifica, della prevenzione e cura delle malattie più gravi ed invalidanti, dell'attività organizzativa e dell'assistenza volontaria per il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce di popolazione più indifese e disagiate.

Chi è EMD112

EMD112 – Echoes Medical Division è la divisione medicale di Echoes Srl, main importer per l'Italia dei defibrillatori HeartSine e Physio-Control (oggi appartenenti al gruppo americano Stryker), e di altri importanti brand internazionali. Coniugando medicina d'urgenza e cardioprotezione, EMD112 si è posta l'ambizioso obiettivo di offrire una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco. Ma non solo. L'esperienza acquisita nel campo dell'emergenza-urgenza medica la rende oggi un importante punto di riferimento nel campo del primo soccorso, con una gamma di prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto.

Il defibrillatore

Il defibrillatore è lo strumento per eccellenza che possiamo utilizzare per salvare vite umane. La scelta di EMD112 si è focalizzata per questa campagna sul defibrillatore semiautomatico samaritan.Questo DAE ha 8 anni di garanzia, è assicurato contro malfunzionamenti per oltre 12 milioni di Euro, ha tempi di carica ed erogazione scarica di soli 8 secondi, è estremamente resistente, dispone delle certificazioni più rigide come la FDA americana, ha un range di impedenza che consente di intervenire con efficacia anche su soggetti con corporatura molte differente tra loro con scariche proporzionate, ha costi di manutenzione più bassi del mercato nel ciclo di vita di 8 anni considerando la sostituzione di batteria ed elettrodi alla scadenza dei 4 anni.





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domenica 6 ottobre 2019

Salute. Calza elastica dopo l’intervento, quale scegliere?

Calza elastica dopo l'intervento, quale scegliere?

Il dott. Roberto Maria Carlesi, specialista in chirurgia vascolare dell'ASST Gaetano Pini-CTO, spiega perché, quando e come indossare la calza elastica dopo un intervento di chirurgia ortopedica

 

Milano, 4 ottobre 2019  La calza elastica è un'efficace metodo di prevenzione della trombosi venosa, evento che si manifesta nel 40-50% dei casi dopo un intervento chirurgico agli arti inferiori. Lo sottolinea il dott. Roberto Maria Carlesi, specialista in chirurgia vascolare dell'ASST Gaetano Pini-CTO. "Grazie all'azione della calza – spiega Carlesi – aumenta la velocità venosa, diminuisce il calibro delle vene superficiali, si ristabilisce la funzione valvolare venosa, si riduce la stasi venosa e l'edema è sotto controllo".

 

Esistono due tipologie di calze elastiche: preventive e terapeutiche. A differenziarle è la compressione esercitata dalla calza, quindi la sua consistenza indicata in millimetri di mercurio (mmHg): "Sotto i 20 mmHg abbiamo le calze preventive, sopra quelle terapeutiche. La pressione esterna della calza viene esercitata in due punti, alla caviglia e alla coscia. Per esempio, se un paziente allettato utilizza una calza elastica di 18 mmHg alla caviglia e 8 mmHg alla coscia, la velocità del flusso nella vena femorale aumenta del 138.4%".

 

Ma non sempre l'uso delle calze elastiche basta a scongiurare il rischio trombosi, dice Carlesi: "Oltre a indossare la calza elastica per almeno un mese, in alcuni casi è necessario sottoporsi a una terapia anticoagulante che riduce il rischio di trombosi al 1-2%".Inoltre, è importante indossare correttamente la calza elastica: "In numerosi studi di confronto tra calze utilizzate insieme alla profilassi farmacologica non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa tra le calze sopra il ginocchio e i gambaletti. La decisione su quale tipo di calza elastica impiegare dopo l'intervento è quindi influenzata da diversi fattori quali la compliance, la facilità d'uso e i costi. Per questi motivi spesso la scelta ricade sulle calze a gambaletto che vengono indossate correttamente nel 70% dei casi. Le calze lunghe, invece, risultano meno confortevoli, producono un 'effetto laccio' durante la flessione del ginocchio e tendono a scendere quando la coscia ètroppo grossa, richiedendo a volte l'aiuto di un'altra persona per essere indossate e sono più costose"

 

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L'Azienda Socio Sanitaria Pini-CTO, punto di riferimento per l'ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia, a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny FinziOttolenghi. L'ASST Gaetano Pini-CTO - evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 - è specializzata in patologie e traumi dell'apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L'Azienda accoglie ogni anno 823mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate di robotica, l'ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell'ambito delle patologie reumatiche e della Malattia di Parkinson. 

 



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