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La comunicazione degli Integratori alimentari: tutto quello che le aziende devono sapere nelle Linee guida prodotte da FederSalus
FederSalus ha raccolto in un unico documento le norme sulla corretta comunicazione commerciale sugli integratori alimentari. Le Linee guida hanno l'obiettivo di fornire alle aziende un orientamento puntuale in un contesto regolatorio di non facile interpretazione
Milano, 06 marzo 2018 - Prevengono il cancro, fanno dimagrire, sostituiscono i pasti, curano malattie, sostituiscono i farmaci: sono queste alcune tra le più comuni informazioni "fake" che circolano intorno alle proprietà, alle finalità d'uso degli integratori alimentari e alle sostanze che li compongono, a volte riproposte con enfasi sui mass media, e che mettono in pericolo la credibilità di un'industria seria che fonda il suo valore sugli elevati standard dei processi produttivi e sulla qualità del prodotto finale a garanzia del consumatore.
Per superare tali difficoltà e orientare le aziende verso una comunicazione corretta, sia essa rivolta al consumatore o agli operatori sanitari, FederSalus ha sviluppato delle Linee Guida in materia di regolamentazione della comunicazione commerciale e di aggiornamento scientifico sugli integratori alimentari, ultimo tassello di un impegno che l'Associazione più rappresentativa del settore si è assunta per far sì che le aziende del settore abbiano dei riferimenti e criteri chiari per una condotta consapevole, etica e trasparente nella comunicazione a consumatori, medici e farmacisti. Un impegno che è iniziato con l'adesione allo IAP nel 2015 e ha contribuito a dotare le aziende di riferimenti puntuali e di definire regole coerenti con la natura e le caratteristiche del comparto.
Il documento, molto atteso dalle aziende del settore, finalmente mette ordine in un contesto regolatorio non semplice da interpretare e in cui il rischio di errore è molto elevato dal momento che non esiste una normativa unica e specifica per la comunicazione commerciale degli integratori alimentari, ma solo provvedimenti, disseminati tra comunitari e nazionali.
Le Linee Guida, di facile consultazione, si suddividono in 5 sezioni: Principi Generali, Comunicazione Commerciale al consumatore; Comunicazione Commerciale agli Operatori sanitari; Siti web, comunicazione digitale e comunicati stampa; Segnalazioni a FederSalus.
Attribuire ai prodotti proprietà o caratteristiche che non possiedono, proprietà terapeutiche o di prevenzione e cura delle malattie, rientra tra ciò che degli integratori non si deve dire. La comunicazione commerciale al consumatore deve conformarsi a quanto specificamente indicato nelle indicazioni nutrizionali e sulla salute espresse nel Regolamento 1924/06 e approvate dalla Commissione Europea, e alle Linee Guida del Ministero della salute riferite alle sostanze vegetali e alle altre sostanze ammesse negli integratori alimentari. Nella comunicazione commerciale di un integratore non può mai mancare una dicitura relativa all'importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Le Linee Guida inoltre, per quanto attiene alla comunicazione commerciale agli operatori sanitari, indicano che le aziende, attraverso gli informatori scientifici, "sono responsabili delle attività di informazione scientifica e/o promozionale svolte in relazione ai prodotti". Gli informatori devono essere adeguatamente formati in materia scientifica relativa alle funzioni, al consiglio ed alle eventuali avvertenze sul corretto utilizzo dei prodotti. In ogni caso il materiale di aggiornamento scientifico deve essere predisposto sulla base di evidenze e dati documentati e documentabili e non deve contenere riferimenti al prodotto e all'azienda.
FederSalus si impegna direttamente, attraverso un Comitato appositamente costituito, a valutare i casi segnalati e rimetterli, se necessario, alle Autorità di competenza, quali l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato e/o l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, cui l'Associazione aderisce.
Chi è FederSalus
FederSalus, Associazione Nazionale Produttori e Distributori di Prodotti salutistici è l'Associazione italiana rappresentativa del settore degli integratori alimentari. Fondata nel 1999, attualmente conta circa 200 aziende associate. Attraverso la collaborazione con strutture di ricerca ed istituzioni nazionali ed europee, l'associazione si propone di sostenere le istanze del comparto e, al contempo, tutelare la salute del consumatore promuovendo la corretta informazione sui prodotti salutistici e la loro qualità e sicurezza.
Si intitola "GAIA DI NOME" lo spettacolo-conferenza in programma martedì 13 marzo presso l'Auditorium Synlab CAM di Monza, a partire dalle ore 14.00. L'evento – promosso in occasione della Settima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi del comportamento alimentare - è organizzato da LESSICO ARMONICO con l'Associazione Culturale Opera In… canto, in sinergia con SYNLAB CAM Monza e con il patrocinio della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia, dell'Ordine dei Medici e di Unamsi.
Una performance teatrale, accompagnata dalla musica, con esperienze dirette e contributi clinici e scientifici: in una contaminazione tra discipline diverse, l'evento si rivolge sia agli addetti ai lavori, medici di famiglia e specialisti, sia alle famiglie, in primis a giovani e giovanissime donne, nella ricerca di possibili chiavi di lettura e strategie di prevenzione, a partire dall'individuazione precoce dei sintomi.
"Io e soltanto io posso decidere quanti chili pesare, quanto in fretta scomparire… Anoressia come salvezza e prigione, rifugio e tomba": così Gaia racconta la sua quotidiana lotta con la bilancia, il non mangiare, il non cedere al "comando" del corpo. Un'adolescente, personaggio a metà strada tra realtà e fantasia è la protagonista ideale dello spettacolo conferenza "Gaia di nome", che propone un approccio multidisciplinare alle complesse tematiche dei disturbi alimentari.
Il progetto di uno spettacolo conferenza nasce dall'incontro tra l'autrice del libro che dà il titolo all'evento, Laura Romano, e l'attrice e regista Elda Olivieri, che da tempo si occupa di tematiche femminili.
Nella parte centrale, cuore dell'evento, l'attrice Elda Olivieri coinvolgerà emotivamente il pubblico interpretando il racconto "Gaia di nome", tratto dall'omonimo libro di Laura Romano, consulente educatrice e Roberto Pozzetti, psicoanalista. La lettura scenica, accompagnata da Adriano Sangineto all'arpa, dà voce ai travagliati aspetti emozionali e relazionali che portano a privarsi del cibo per poter esercitare il controllo sulla propria mente e sul proprio corpo. "Non sarò mai più in balia delle mie sensazioni, dei miei desideri, delle mie emozioni. Troppo pericoloso. Da adesso comando io, scelgo io…", dice Gaia quando l'anoressia è divenuta una gabbia mortale.
Gli autori del saggio interverranno insieme ad esperti della tematica per commentare il racconto in ottica terapeutica ed educativo-riabilitativa, mettendo a fuoco, attraverso studi e testimonianze, cosa significa per una ragazza essere colpita da un disagio legato a un'assunzione irregolare di cibo.
Al termine, uno spazio sarà dedicato alle domande del pubblico.
La partecipazione è gratuita; si prega di confermare la presenza presso la Segreteria Organizzativa: Sig.ra Sara Casati, tel. 039.2397.450 - e-mail: sara.casati@synlab.it
L'ASSISTENZA AGLI ANZIANI
Metodi e strumenti relazionali
9 e 10 marzo 2018
Convegno internazionale Erickson
Palacongressi di Rimini
«Gli over 65 rappresentano oggi il 22,6% della popolazione, in continua crescita rispetto al passato: ciò significa che stiamo progredendo verso un modello di Paese nel quale la presenza di persone vecchie o molto vecchie andrà ad aumentare in termini numerici, con un forte impatto su sistemi di welfare e sistemi sanitari».
Sono le parole a commento degli indicatori demografici Istat sul 2017 di Giancarlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia all'Università di Milano-Bicocca e relatore al Convegno Erickson "L'assistenza agli anziani – Metodi e strumenti relazionali" in programma a Rimini nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 marzo, al fianco di studiosi quali Murna Downs, docente di Studi sulla Demenza presso il Centro di Studi Applicati sulla Demenza dell'Università di Bradford; l'antropologo e scrittore Marco Aime; Rabih Chattat, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bologna; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson; il sociologo Pierpaolo Donati. E' prevista anche la testimonianza personale di Kathy Ryan sull'Alzheimer precoce diagnosticatole a soli 52 anni.
Nonostante la portata sempre crescente del problema, il dibattito tende tuttora a concentrarsi principalmente sugli aspetti medici, economici e manageriali della questione. Come rispettare l'umanità e i diritti profondi degli anziani coinvolgendo le famiglie nel prendersene cura? Come evitare che si sentano solamente l'oggetto di pratiche assistenziali? E allo stesso tempo, come favorire il benessere degli operatori? Sono solo alcune delle domande attorno alle quali si svilupperanno gli interventi della due giorni, nel tentativo di avanzare delle proposte per un'innovazione delle pratiche assistenziali che ponga in primo piano aspetti quali la relazione e il coinvolgimento attivo dell'assistito. Già da alcuni anni approcci innovativi per la cura di persone affette da problematiche neurocognitive sono andate consolidandosi in diversi Paesi, Italia inclusa, metodi che si prefiggono, in modo complementare alla terapia farmacologica, di curare la persona portando la sua storia personale a divenire la "pietra miliare" su cui costruire il progetto di cura, ma che possono essere parimenti utili anche a chi si prende cura di queste persone.
Saranno dunque i cosiddetti approcci non farmacologici a essere affrontati nel convegno, davanti a oltre 450 partecipanti, da esperti di fama internazionale, sviluppati attorno al tema del valore umano della persona, a sua volta declinato in quattro punti principali che vanno dall'accettazione della persona, al suo coinvolgimento nelle decisioni che la riguardano, passando per l'adattamento degli spazi nel rispetto di tempi ed esigenze specifiche e, ancora, per la valorizzazione di quella che è stata la storia personale dell'assistito.
Cinque, in questo senso, le metodologie affrontate: l'approccio capacitante, che mira a sovvertire la tendenza in base alla quale, quando ci relazioniamo con una persona affetta da demenza, la nostra attenzione si focalizza principalmente sui suoi deficit e sulle sue difficoltà; il Metodo Gentlecare che riconosce la valenza curativa dell'ambiente stabilendo che il benessere della persona è raggiungibile mediante la costruzione attorno alla persona di "protesi" che consentano il mantenimento della maggior autonomia possibile del malato; il Metodo Montessori, che propone l'applicazione di una metodologia che favorisce l'autoeducazione e l'estensione naturale dell'autonomia; il concetto di bientratance, che punta a promuovere il benessere della persona-utente all'interno di queste istituzioni attraverso la ricerca continua della personalizzazione del percorso d'aiuto e della prestazione, e, infine, il metodo Validation tecnica di comunicazione che consiste nell'utilizzare tecniche verbali e non verbali che vanno a supportare le frequenti difficoltà relazionali che si verificano nella quotidianità di familiari e operatori, con l'obiettivo ultimo di permettere all'anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo.
L'immersività è una sorta di mantra del Terzo Millennio. Dalle installazioni artistiche all'architettura, dal design ai più innovativi orientamenti del marketing e dell'entertainment.
Senso - Immersive Experience, studio che crea esperienze e spazi in cui immersività, interattività e storytelling si fondono per generare emozioni, ha siglato una partnership con il team del NeuroPsiLab dell'Università di Verona, guidato dal neuroscienziato Christian Chiamulera che sostiene che le moderne neuroscienze rivelano la stretta relazione tra ambienti, percezioni ed emozioni. Certi spazi ed esperienze, ad esempio, stimolano il richiamo di storie e memorie personali, rievocazioni pre-consce, che a loro volta inducono reazioni ed azioni. Senso e NeuroPsiLab hanno identificato un comune percorso di studio improntato su un vivace ma rigoroso dialogo tra ricerca scientifica e rivoluzione tecnologica in ambito di wellness, healthcare e lifestyle che mira a provare come gli ambienti e le esperienze immersive suscitino emozioni.
Ambienti ed esperienze immersive, sono in grado di suscitare emozioni?
La sinergia prende il via in questi giorni con l'esperimento STATI VISIVI - dedicato nello specifico a indagare la risposta percettivo-emozionale all'immersione in "ambienti wellness" progettati per stimolare i sensi e suscitare un benessere mentale ed emotivo - e che proseguirà con un ciclo di sperimentazioni dedicate al tema.
Sabato 3 marzo un gruppo di "volontari rivoluzionari" parteciperà nella sede di Senso Immersive alla sperimentazione STATI VISIVI, provando in prima persona la VEDO THERAPY Experience, un'innovativa esperienza di benessere che prende vita dalla fusione tra atmosfere immersive e un approccio terapeutico basato sul potere delle emozioni.
"Fin dall'inizio del nostro percorso la componente emozionale ha avuto un ruolo centrale nella nostra produzione e nella riflessione sul potere dei media immersivi. È la voglia di suscitare emozioni che ci ha spinti a sperimentare nuovi approcci, come l'Immersive Storytelling e nuove soluzioni come VEDO THERAPY:" dichiara Mick Odelli, CEO di Senso che prosegue: "Per misurare l'efficacia e il potenziale di questo tipo di esperienze immersive, abbiamo scelto di intervistare il cervello."
Ecco spiegato quindi il valore assoluto di questa partnership che apre un dialogo tra (neuro)scienza, media immersivi e architettura dell'esperienza.
I risultati dell'Esperimento STATI VISIVI, al quale verrà dedicata una pubblicazione scientifica, porranno le basi per idee e progetti futuri che prospettano lo sviluppo di tecnologie a feedback per favorire la consapevolezza cognitiva delle persone e incentivare la progettazione intelligente di spazi ed esperienze immersive.
Senso Immersive Experience
Senso Immersive Experience è un'Azienda innovativa fondata nel 2015 da Mick Odelli, dalla sinergia tra know-how differenti nell'ambito dei media immersivi, delle nuove tecnologie, del design e della progettazione architettonica. Un laboratorio di idee nato come progetto spin-off di DrawLight che mira a creare un trait d'union tra il mondo digitale e quello reale indagando nuove e creative applicazioni dei media immersivi, seguendo un approccio quanto più scientifico. Senso crea e realizza esperienze immersive e interattive personalizzabili, prodotti di visualizzazione brevettati e sistemi integrati. Fornendo soluzioni di Immersive Storytelling, Senso aiuta i brand ad attrarre nuovi clienti con l'innovazione, creare associazioni di marca e a comunicare suscitando emozioni uniche.
NeuroPsiLab
Le ricerche di NeuroPsiLab (Università di Verona) sono basate sul concetto di neuroadattamento alle esperienze piacevoli, chimiche e naturali, immerse nel loro specifico contesto spaziale. Il neuroadattamento diventa memoria, la memoria maladattativa dei comportamenti a rischio, la memoria evolutiva dei sani stili di vita. Il nostro approccio metodologico è basato sullo studio delle reazioni ed azioni dell'individuo nello spazio ambientale, in correlazione con meccanismi neuronali e processi psicobiologici.
Mick Odelli
Curioso e in costante aggiornamento, Mick Odelli ama autodefinirsi "Innovation Consultant" vista la sua passione sfrenata per ogni tipo di tecnologia che sappia generare emozioni nell'uomo. Nel 2008 fonda la sua prima azienda DrawLight a Padova specializzata nella creazione di installazioni artistiche, emozionali e tecnologiche che diviene ben presto riferimento nel mercato del videomapping e dei media immersivi. Nel 2015 dà vita a Senso Immersive Experience e deposita i brevetti rivolti al mondo del retail di TECA e SCRIGNO, espositori dall'anima tecnologica e di VEDO, strumento che crea e realizza ambientazioni immersive.
Christian Chiamulera
Farmacologo, professore universitario, dirige il NeuroPsiLab, gruppo di ricerca presso l'Università di Verona. Le sue ricerche si muovono nell'intersezione tra neuroscienze, psicologia e adattamento farmacologico alle sostanze, spaziando dai neuroni alla virtual-reality. I suoi studi sono stati pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed e presentati in più di 150 presentazioni orali. È membro di numerose società scientifiche e ricopre ruoli di responsabilità e consulenza in comitati scientifici nel pubblico e nel privato industriale e sociale. È impegnato nel dialogo tra scienze umane, biologiche e sociosanitarie.
NeuroPsiThink è il suo alias collaterale in ambito d'idee, arte e architettura.
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