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lunedì 22 ottobre 2018

Lotus Wrap: iniziativa benefica firmata Banyan Tree nel mese della prevenzione del tumore al seno
















































LOTUS WRAP: INIZIATIVA BENEFICA FIRMATA BANYAN TREE
NEL MESE DELLA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
Nuovo packaging ecologico in collaborazione con un'acclamata artista singaporiana
per la linea dei prodotti Banyan Tree Essentials disponibile online in limited edition

Milano, 22 ottobre 2018 – In occasione del mese della prevenzione del tumore al seno, il pluripremiato gruppo alberghiero e leader nell'ospitalità Banyan Tree Hotels & Resorts propone un nuovo packaging ecologico – Lotus Wrap – per la sua linea di prodotti naturali aromaterapici Banyan Tree Essentials per il corpo e per la casa.
Il nuovo design è opera dell'artista singaporiana Lucinda Law, specializzata in pittura botanica, che ha realizzato una confezione regalo, in tessuto con fiori e foglie di loto dipinti a mano. Questa iniziativa racchiude il significato sacro di bellezza, purezza e divinità come tributo al coraggio e alla grande forza dei malati di cancro al seno, agli assistenti e ai volontari che li supportano. Il tessuto è ottenuto dal riciclo di bottiglie di plastica ed è totalmente ecologico, progettato per essere riutilizzato per l'uso quotidiano, ad esempio come foulard o fascia per i capelli.
Tutta l'opera di Lucinda, che ha uno studio creativo e di consulenza a Singapore, è ispirata dalla purezza e dalla semplicità della natura che è protagonista assoluta delle sue opere d'arte. I suoi lavori, realizzati con gli acquarelli, si concentrano consapevolmente sui benefici terapeutici dell'arte, della scienza e della bellezza del mondo botanico. "Collaborare con Banyan Tree per una causa così importante è stato un sogno che si è avverato. La pittura per me è una pratica meditativa che permette di creare una speciale connessione con la natura" ha detto Lucinda. "La bellezza degli elementi botanici e la purezza sacra del Nelumbo nucifera (fiore di loto) aiutano ad apprezzare ulteriormente le persone che ci stanno a cuore".
Il fiore di loto rappresenta infatti la principale fonte di ispirazione di questa collaborazione con Banyan Tree non solo per il suo caratteristico colore rosa, simbolo della causa del cancro al seno, ma anche per il profondo significato culturale e religioso che ha in molte comunità asiatiche. Ammirato per la sua capacità di fiorire nel fango per poi diventare puro e splendido, questo fiore ben incarna il difficile percorso trasformativo che affrontano le persone sopravvissute al cancro al seno.
A sostegno della prevenzione e delle donne colpite dalla malattia, Banyan Tree ha impegnato il 15% del ricavato dalla vendita della confezione Lotus Wrap alla Breast Cancer Foundation (BCF), di cui è partner dal 2010. Inoltre, per aiutare le pazienti affette da tumore al seno durante il loro percorso di guarigione, sono stati donati alla Fondazione 1.000 Lotus Wraps all'interno dei Wellness Kits.

La confezione è disponibile in edizione limitata nei resort Banyan Tree Phuket e Banyan Tree Bangkok e in esclusiva sul sito ufficiale www.essentials.banyantree.com, dove per tutto il mese di ottobre si potrà contribuire a questa importante causa, scegliendo l'involucro in tessuto riutilizzabile per le confezioni regalo prenotate online.

Banyan Tree Hotels & Resorts
Il gruppo Banyan Tree è un operatore internazionale leader nello sviluppo di resort di lusso, alberghi e centri benessere. Una collezione di marchi premiati, Banyan Tree offre un santuario per i sensi per ringiovanire corpo e anima in luoghi maestosi in giro per il mondo. Un viaggio ad Angsana porta l'avventura a qualunque età: un misto fra chic, locale e un'atmosfera frizzante, Angsana è una delle destinazioni a sfondo esotico più particolari del mondo. Cassia è una nuova proposta nel settore esteso, offrendo delle eleganti residenze alberghiere per vacanze e viaggi d'affari e un pacchetto incredibile per famiglie, amici e coppie. Dhawa è un hotel casual e contemporaneo a servizio completo che unisce un design fantasioso, il comfort assoluto e la tecnologia, e offre una pletora di scelte per un soggiorno davvero personalizzato. Ad oggi, il gruppo Banyan Tree gestisce e / o ha quote di partecipazione in oltre 38 hotel e resort, più di 70 stazioni termali, 80 gallerie di vendita al dettagli e tre campi da golf.


 
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mercoledì 7 marzo 2018

Al via lo studio P.i.n.k.: Diagnosi precoce e medicina personalizzata contro il tumore al seno


 
Migliorare la diagnosi precoce del tumore al seno e avvicinare sempre più al 100 la quota di donne che superano la malattia. 

È questo l'obiettivo dello Studio P.i.n.k.– Prevention Imaging Network Knowledge, che la Fondazione Umberto Veronesi e l'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) presentano martedì 6 marzo 2018 a Milano.

Lo Studio P.i.n.k. è un progetto di ricerca nazionale dedicato alla diagnostica oncologica e alla medicina personalizzata. Il suo obiettivo è confrontare le attuali tecniche di diagnosi del tumore al seno e identificare, per ogni donna a seconda del suo profilo di rischio, l'approccio di prevenzione più efficace. 

Saranno coinvolte 50.000 donne in tutta Italia.

Con la diagnosi precoce i tumori si curano meglio, le prospettive di guarigione aumentano e le terapie si fanno meno invasive e meno costose. Nel caso dei tumori al seno l'autopalpazione, le visite senologiche e le tecniche di diagnosi per immagini contribuiscono a identificare sempre più lesioni in fase precoce, con percentuali di sopravvivenza a cinque anni anche del 90%.

I rapidi progressi nel campo della diagnosi, però, se da un lato permettono di scoprire sempre più tumori anche molto piccoli, dall'altro possono comportare il rischio di diagnosi e terapie non necessarie (sovra-diagnosi e sovra-trattamenti), con costi sociali e economici crescenti.

Per questo motivo l'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) ha elaborato lo Studio P.i.n.k., con l'intento di valutare diverse tecniche di diagnosi del tumore al seno (mammografia, ecografia e tomosintesi) per arrivare a una personalizzazione dei percorsi di prevenzione secondaria.
Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi e vede la partecipazione di un network di radiologi italiani che operano in 24 fra ospedali, università e centri privati. Si propone di coinvolgere 50.000 donne di almeno 40 anni d'età che, dopo l'esame diagnostico, metteranno a disposizione dei ricercatori i loro dati clinici.

"Dal 2003 la Fondazione Umberto Veronesi si impegna per migliorare la vita di tutti promuovendo la ricerca scientifica d'avanguardia e una corretta informazione sui temi della salute", afferma Paolo Veronesi, Presidente di Fondazione Umberto Veronesi e Direttore Programma Senologia IEO. "Il carcinoma del seno resta per le donne il tumore più frequente, con oltre 50.000 nuove diagnosi l'anno attese. Resta inoltre la sesta causa di morte in generale e la prima di natura oncologica (oltre 12.000 vittime nel 2014). Le terapie, la diagnosi precoce e anche il grande impegno delle donne per la prevenzione hanno permesso di migliorare costantemente i tassi di sopravvivenza. C'è bisogno di nuovi passi avanti, e crediamo che un progetto di ricerca come lo Studio P.i.n.k., sostenuto dalla Fondazione, possa portare a conoscenze cruciali per trasformare il tumore al seno in una malattia superabile nella stragrande maggioranza dei casi".

"Lo Studio P.i.n.k. nasce nel 2009 da un'intuizione del Prof. Umberto Veronesi che condusse uno studio su 1.258 donne asintomatiche cui fu diagnosticato un carcinoma della mammella 'solo' con l'imaging diagnostico (ecografia, mammografia, etc.)", racconta Edgardo Montrucchio, Direttore di Senologica del Centro di diagnostica senologica integrata per la prevenzione primaria e secondaria del tumore alla mammella di La Spezia e membro del comitato scientifico del progetto. "Le donne mostrarono una sopravvivenza a 5 anni del 98,6%, di molto superiore alla media italiana ed europea del periodo. Oggi puntiamo a migliorare la diagnosi armonizzando le varie metodiche di imaging, rimodulando gli intervalli fra un esame e l'altro e soprattutto personalizzando l'iter sulle caratteristiche della donna, recuperando così anche una 'umanizzazione' del percorso diagnostico così cara al professor Veronesi".

"Valuteremo nel modo più accurato possibile il contributo diagnostico delle singole metodiche e la validità del loro utilizzo integrato nella capacità di identificare un numero crescente di tumori (detection rate) e sempre più precocemente, ovvero con la maggiore anticipazione diagnostica possibile", spiega Sabrina Molinaro, responsabile della Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche e altresì coordinatore del progetto. "Lo Studio P.i.n.k. consentirà di misurare l'efficacia delle singole tecniche e delle loro diverse combinazioni nella diagnosi di varie forme di tumore e per varie tipologie di donne. L'efficacia verrà valutata sulla base della specificità e della sensibilità delle varie tecniche, ma non solo, specifica Sabrina Molinaro: "Il numero dei centri coinvolti, il numero di donne partecipanti e il monitoraggio dei risultati nel tempo permetteranno di verificare, nel lungo periodo, se e quanto si possa ottenere una riduzione della mortalità per effetto di due fattori: una efficiente anticipazione diagnostica e campagne di prevenzione indirizzate a gruppi di donne in base al loro pattern di rischio".

"La diagnosi precoce è universalmente riconosciuta come la migliore arma per ridurre la mortalità da carcinoma mammario" commenta Vincenzo Lattanzio, Direttore di "Senologia e Salute" del Centro di diagnostica senologica clinica integrata di Bari. "Accanto alla mammografia, che rimane tuttora il test di elezione nello screening di massa, l'incessante sviluppo della tecnologia e l'affinamento delle metodologie ha messo a disposizione dei radiologi senologi altri efficaci strumenti diagnostici come l'ecografia e la tomosintesi (o mammografia 3D) e, come secondo livello, la mammografia con mezzo di contrasto e le procedure interventistiche. La definizione ed attuazione di percorsi diagnostici integrati, attuati in tempo reale dallo specialista 'dedicato', consentono oggi livelli di accuratezza elevata in termini di sensibilità e specificità e diminuzione dei falsi negativi e falsi positivi. Affidabilità ed umanizzazione costituiscono i requisiti inderogabili della diagnostica senologica clinica, alla base dello Studio P.i.n.k.".

Roma, 7 marzo 2018

La scheda

Chi: Ifc-Cnr, Fondazione Umberto Veronesi
Che cosa: Avvio progetto P.i.n.k.: Diagnosi precoce e medicina personalizzata contro il tumore al seno


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giovedì 25 gennaio 2018

Raccontò il tumore con un sorriso: arriva a Bologna la mostra "In viaggio con Wondy"

Raccontò il tumore con un sorriso:  arriva a Bologna la mostra "In viaggio con 
Wondy"
Arriva a Bologna, dopo varie tappe in Italia, la mostra fotografica "In viaggio con Wondy" dedicata alla giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso, morta nel dicembre 2016 per un tumore al seno: un omaggio alla "cultura della resilienza" di cui la protagonista degli scatti era una convinta sostenitrice.

L'esposizione, voluta dal giornalista di Radio 24 Alessandro Milan in memoria della moglie e portata in città dall'associazione Loto Onlus, inaugura sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, alla presenza del neo-assessore comunale Marco Lombardo.

La mostra, con ingresso libero, prosegue fino a domenica 4 febbraio 

Resilienza: la capacità di auto-ripararsi dopo un danno e di riorganizzare in modo positivo la propria vita. Una parola che, da sola, può spiegare chi era Francesca "Wondy" Del Rosso, giornalista e scrittrice che per sei anni ha affrontato e raccontato il tumore che l'aveva colpita. Wondy ha concluso la sua battaglia circa un anno fa: quel male l'ha uccisa, ma non è riuscito a toglierle l'ironia e il sorriso con cui, fino all'ultimo, ha raccontato le sue "chemio avventure".

È in omaggio alla sua capacità di essere resiliente che nasce la mostra fotografica "In viaggio con Wondy", a lei dedicata: dopo numerose tappe in giro per l'Italia, da Milano a Taranto, la mostra approda in Emilia-Romagna e viene inaugurata a Bologna sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, dove a tagliare il nastro sarà il neo-assessore alle Politiche del terzo settore Marco Lombardo. La mostra prosegue fino a domenica 4 febbraio, l'ingresso è gratuito e, anzi, se ne esce più ricchi.

L'esposizione è un percorso fatto di immagini e brevi testi che ripercorrono la storia Francesca-Wondy. A partire dall'agosto 2010, quando scopre quei "due sassolini" nel seno destro. Le foto, che ritraggono lei e la sua famiglia, raccontano i viaggi "veri" fatti da quel momento in poi, e le tappe della malattia, l'avanzamento del tumore e le reazioni di Wondy. Diciassette tavole che ripercorrono la "vita da resiliente" di Francesca, partendo dalla giornata in Valsassina, in cui Francesca scoprì i due sassolini al seno, per poi lasciare spazio alle foto degli innumerevoli viaggi tra cui Minorca, Cuba, Hong Kong ma soprattutto l'ultimo in famiglia, nell'agosto 2016, in Malesia. Esplorazioni del mondo che si alternano con il faticoso viaggio nella malattia alleviato da un set fotografico improvvisato nel momento della rasatura dei capelli, vivaci parrucche rivelatesi occasione di gioco in famiglia, una festa a tema per i suoi quarant'anni. Istantanee che conducono in un viaggio emozionale intriso della resilienza della giornalista milanese, che traspare pure nei pensieri accanto agli scatti.

Intervengono all'inaugurazione la scrittrice Caterina Guttadauro La Brasca, la psicologa Margherita Galli, Roberta Marescalchi, Miria Bastoni e Marina Testoni.

La mostra è il primo atto dell'associazione "Wondy sono io", fondata da Alessandro Milan, il marito di Francesca, con Francesca Ravelli e la collega giornalista Alessandra Tedesco. Un gruppo creato per promuovere la cultura della resilienza. Quella che serve per affrontare la malattia, ma anche la mafia e le guerre, o gli eventi personali come la perdita del lavoro o le separazioni. "Questa mostra è la massima espressione della resilienza di Francesca. Dalle foto dei nostri viaggi, fatti da quando Francesca si è ammalata fino alla sua morte, emergono la sua forza e la sua positività, che riesce ad andare oltre al dramma vissuto" commenta Alessandro Milan, che è anche presidente dell'Associazione: "Per questo credo che, al di là della tragedia, i messaggi che escono sono di positività e di ottimismo. Perché anche nelle difficoltà si può vivere la vita appieno, fino all’ultimo".

Condivide questo pensiero Sandra Balboni, presidente di Loto Onlus, associazione bolognese che opera contro il tumore ovarico e che ha portato la mostra in città: "E' necessario cambiare il punto di vista sui tumori femminili e sulla malattia in generale. Di cancro si vive, il cancro è un percorso che chiede di trovare dentro di sé ragioni profonde, percorrere cammini a tratti difficili ma che, davvero, possono essere pieni di vita. Per questo abbiamo fortemente voluto che questa mostra arrivasse a Bologna: è un invito a tutti alla resilienza e al cambiamento".

Informazioni:
La mostra, a ingrasso gratuito, viene inaugurata sabato 27 gennaio, alle ore 16, dal neo assessore alle politiche del terzo settore Marco Lombardo e rimane esposta fino a domenica 4 febbraio presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano.
Vi si può accedere nei seguenti orari: 27 gennaio dalle 16 alle 19, 28 gennaio dalle 10 alle 19, 29-30-31 gennaio dalle 14 alle 18, 3 febbraio dalle 10 alle 24 (apertura serale in occasione della Art City Whgite Night 2018), 4 febbraio dalle 10 alle 19.



L'Associazione Wondy Sono Io è nata per realizzare una serie di attività sulla scia del movimento che Francesca Del Rosso aveva creato dopo la pubblicazione del libro "Wondy - ovvero come diventare supereroi per guarire dal cancro". Francesca ha lasciato una grande eredità intellettuale e umana, ha insegnato a donne e uomini come nella vita le difficoltà di varia natura possano e debbano essere affrontate, possibilmente con il sorriso. L'Associazione organizza iniziative concrete come la realizzazione del Premio Wondy per la letteratura resiliente e più in generale eventi che puntino alla diffusione della lettura come strumento per approfondire tematiche sociali, perché i libri (grande passione di Francesca) sono fondamentali per comprendere la realtà ed esplorare punti di vista inconsueti.

Loto Onlus è un'associazione no profit basata sul volontariato che opera contro il tumore ovarico. Uno degli obiettivi di Loto Onlus è quello di divulgare informazioni e rendere consapevoli le donne su una patologia come il carcinoma dell'ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno quasi 5.000 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo. Nasce nel 2013 grazie all’iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici certi di dover attivare un percorso "pionieristico" per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce. L'associazione è composta da un Consiglio Direttivo ed un Comitato Tecnico-Scientifico, i quali si affiancano per contribuire, ciascuno per la propria area di competenza, alla diffusione dell'informazione, al supporto alle donne colpite da carcinoma ovarico e al sostegno della ricerca scientifica. Eventi dedicati, workshop, convegni, il sito internet e le newsletter sono i principali strumenti attraverso i quali si realizza l'attività informativa, di supporto e di sensibilizzazione. Il Comitato Tecnico-Scientifico oltre a organizzare incontri scientifici e di divulgazione, seleziona e propone i progetti di ricerca da sostenere.

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