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giovedì 25 gennaio 2018

Raccontò il tumore con un sorriso: arriva a Bologna la mostra "In viaggio con Wondy"

Raccontò il tumore con un sorriso:  arriva a Bologna la mostra "In viaggio con 
Wondy"
Arriva a Bologna, dopo varie tappe in Italia, la mostra fotografica "In viaggio con Wondy" dedicata alla giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso, morta nel dicembre 2016 per un tumore al seno: un omaggio alla "cultura della resilienza" di cui la protagonista degli scatti era una convinta sostenitrice.

L'esposizione, voluta dal giornalista di Radio 24 Alessandro Milan in memoria della moglie e portata in città dall'associazione Loto Onlus, inaugura sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, alla presenza del neo-assessore comunale Marco Lombardo.

La mostra, con ingresso libero, prosegue fino a domenica 4 febbraio 

Resilienza: la capacità di auto-ripararsi dopo un danno e di riorganizzare in modo positivo la propria vita. Una parola che, da sola, può spiegare chi era Francesca "Wondy" Del Rosso, giornalista e scrittrice che per sei anni ha affrontato e raccontato il tumore che l'aveva colpita. Wondy ha concluso la sua battaglia circa un anno fa: quel male l'ha uccisa, ma non è riuscito a toglierle l'ironia e il sorriso con cui, fino all'ultimo, ha raccontato le sue "chemio avventure".

È in omaggio alla sua capacità di essere resiliente che nasce la mostra fotografica "In viaggio con Wondy", a lei dedicata: dopo numerose tappe in giro per l'Italia, da Milano a Taranto, la mostra approda in Emilia-Romagna e viene inaugurata a Bologna sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, dove a tagliare il nastro sarà il neo-assessore alle Politiche del terzo settore Marco Lombardo. La mostra prosegue fino a domenica 4 febbraio, l'ingresso è gratuito e, anzi, se ne esce più ricchi.

L'esposizione è un percorso fatto di immagini e brevi testi che ripercorrono la storia Francesca-Wondy. A partire dall'agosto 2010, quando scopre quei "due sassolini" nel seno destro. Le foto, che ritraggono lei e la sua famiglia, raccontano i viaggi "veri" fatti da quel momento in poi, e le tappe della malattia, l'avanzamento del tumore e le reazioni di Wondy. Diciassette tavole che ripercorrono la "vita da resiliente" di Francesca, partendo dalla giornata in Valsassina, in cui Francesca scoprì i due sassolini al seno, per poi lasciare spazio alle foto degli innumerevoli viaggi tra cui Minorca, Cuba, Hong Kong ma soprattutto l'ultimo in famiglia, nell'agosto 2016, in Malesia. Esplorazioni del mondo che si alternano con il faticoso viaggio nella malattia alleviato da un set fotografico improvvisato nel momento della rasatura dei capelli, vivaci parrucche rivelatesi occasione di gioco in famiglia, una festa a tema per i suoi quarant'anni. Istantanee che conducono in un viaggio emozionale intriso della resilienza della giornalista milanese, che traspare pure nei pensieri accanto agli scatti.

Intervengono all'inaugurazione la scrittrice Caterina Guttadauro La Brasca, la psicologa Margherita Galli, Roberta Marescalchi, Miria Bastoni e Marina Testoni.

La mostra è il primo atto dell'associazione "Wondy sono io", fondata da Alessandro Milan, il marito di Francesca, con Francesca Ravelli e la collega giornalista Alessandra Tedesco. Un gruppo creato per promuovere la cultura della resilienza. Quella che serve per affrontare la malattia, ma anche la mafia e le guerre, o gli eventi personali come la perdita del lavoro o le separazioni. "Questa mostra è la massima espressione della resilienza di Francesca. Dalle foto dei nostri viaggi, fatti da quando Francesca si è ammalata fino alla sua morte, emergono la sua forza e la sua positività, che riesce ad andare oltre al dramma vissuto" commenta Alessandro Milan, che è anche presidente dell'Associazione: "Per questo credo che, al di là della tragedia, i messaggi che escono sono di positività e di ottimismo. Perché anche nelle difficoltà si può vivere la vita appieno, fino all’ultimo".

Condivide questo pensiero Sandra Balboni, presidente di Loto Onlus, associazione bolognese che opera contro il tumore ovarico e che ha portato la mostra in città: "E' necessario cambiare il punto di vista sui tumori femminili e sulla malattia in generale. Di cancro si vive, il cancro è un percorso che chiede di trovare dentro di sé ragioni profonde, percorrere cammini a tratti difficili ma che, davvero, possono essere pieni di vita. Per questo abbiamo fortemente voluto che questa mostra arrivasse a Bologna: è un invito a tutti alla resilienza e al cambiamento".

Informazioni:
La mostra, a ingrasso gratuito, viene inaugurata sabato 27 gennaio, alle ore 16, dal neo assessore alle politiche del terzo settore Marco Lombardo e rimane esposta fino a domenica 4 febbraio presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano.
Vi si può accedere nei seguenti orari: 27 gennaio dalle 16 alle 19, 28 gennaio dalle 10 alle 19, 29-30-31 gennaio dalle 14 alle 18, 3 febbraio dalle 10 alle 24 (apertura serale in occasione della Art City Whgite Night 2018), 4 febbraio dalle 10 alle 19.



L'Associazione Wondy Sono Io è nata per realizzare una serie di attività sulla scia del movimento che Francesca Del Rosso aveva creato dopo la pubblicazione del libro "Wondy - ovvero come diventare supereroi per guarire dal cancro". Francesca ha lasciato una grande eredità intellettuale e umana, ha insegnato a donne e uomini come nella vita le difficoltà di varia natura possano e debbano essere affrontate, possibilmente con il sorriso. L'Associazione organizza iniziative concrete come la realizzazione del Premio Wondy per la letteratura resiliente e più in generale eventi che puntino alla diffusione della lettura come strumento per approfondire tematiche sociali, perché i libri (grande passione di Francesca) sono fondamentali per comprendere la realtà ed esplorare punti di vista inconsueti.

Loto Onlus è un'associazione no profit basata sul volontariato che opera contro il tumore ovarico. Uno degli obiettivi di Loto Onlus è quello di divulgare informazioni e rendere consapevoli le donne su una patologia come il carcinoma dell'ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno quasi 5.000 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo. Nasce nel 2013 grazie all’iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici certi di dover attivare un percorso "pionieristico" per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce. L'associazione è composta da un Consiglio Direttivo ed un Comitato Tecnico-Scientifico, i quali si affiancano per contribuire, ciascuno per la propria area di competenza, alla diffusione dell'informazione, al supporto alle donne colpite da carcinoma ovarico e al sostegno della ricerca scientifica. Eventi dedicati, workshop, convegni, il sito internet e le newsletter sono i principali strumenti attraverso i quali si realizza l'attività informativa, di supporto e di sensibilizzazione. Il Comitato Tecnico-Scientifico oltre a organizzare incontri scientifici e di divulgazione, seleziona e propone i progetti di ricerca da sostenere.

martedì 24 ottobre 2017

Lotta al Cancro. 30° compleanno per l’Istituto Ramazzini. Il presidente Gamberini: “una storia straordinaria che tutto il mondo ci invidia”

TUMORI, L'ISTITUTO RAMAZZINI COMPIE TRENT'ANNI. IL PRESIDENTE GAMBERINI: "UNA STORIA STRAORDINARIA CHE TUTTO IL MONDO CI INVIDIA"


Giovedì 26 ottobre evento celebrativo a Bologna con Merola, Bonaccini, Ghedini e Gibertoni. 

Da New York arriverà anche Philip Landrigan, presidente della Commissione Salute e Inquinamento dell'Icahn School of Medicine at Mount Sinai.

Bologna, 24 ottobre 2017 -  L'Istituto Ramazzini, la cooperativa sociale bolognese a cui fa capo il centro di ricerca sul cancro "Cesare Maltoni", compie trent'anni.  Fu infatti nel 1987 che il professore  Cesare Maltoni, oncologo di fama mondiale, e il senatore Luigi Orlandi diedero vita a queste esperienza inedita, che affidava la proprietà di uno dei più autorevoli centri di ricerca scientifica a una comunità di cooperatori, stabilendone l'indipendenza dai poteri politici e dal mercato. 

Il trentennale dell'Istituto Ramazzini sarà celebrato nell'evento in programma giovedì 26 ottobre alle ore 18 nella Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio. L'appuntamento – dal titolo "Istituto Ramazzini: trent'anni di battaglie per la salute pubblica" – sarà aperto dai saluti del sindaco di Bologna, Virginio Merola, del presidente della Regione Emilia – Romagna, Stefano Bonaccini, della direttrice generale dell'Ausl Bologna, Chiara Gibertoni, e della presidente di Legacoop Bologna, Rita Ghedini

Inoltre, prenderanno parola Simone Gamberini, presidente dell'Istituto Ramazzini, il dottor Morando Soffritti, presidente onorario dell'IR, la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di ricerca sul cancro "Cesare Maltoni", e il professore Philip Landrigan, presidente della Commissione Salute e Inquinamento dell'Icahn School of Medicine at Mount Sinai, presidente del comitato scientifico l'IR e scienziato celebrato in tutto il mondo per il suo impegno nella battaglia per la salute pubblica.  

Durante l'evento sarà distribuito uno speciale annullo filatelico realizzato da Poste italiane per celebrare il trentennale dell'IR. 

L'annullo sarà apposto su una cartolina che riproduce un particolare del ritratto di Cesare Maltoni realizzato negli anni Ottanta dall'illustratore Guido Crepax per la copertina del periodico "Tempo Medico". 

A conclusione dell'evento, che gode del patrocinio del Comune di Bologna,  verrà offerto un brindisi con buffet nella Sala Tassinari, al piano terra di Palazzo d'Accursio.

"Quella del Ramazzini – dichiara
Simone Gamberini, presidente dell'IR – è una storia straordinaria, unica al mondo e che con orgoglio vogliamo celebrare. La grande intuizione che trent'anni fa portò a convogliare la militanza di cittadine e cittadini sui temi della salute pubblica e della lotta al cancro in una forma cooperativa, resta un caso più unico che raro. Da allora il Ramazzini ha rappresentato un alleato tenace e autorevole per tantissime persone, affiancandole nelle battaglie per la salute ambientale e dei luoghi di lavoro. Sono tante le sfide che i ricercatori del Ramazzini hanno affrontato e in molti modi i nostri studi hanno prodotto esiti importanti, tanto nell'individuazione di sostanze dannose alla salute quanto nella diffusione di una cultura della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori. La storia del Ramazzini viene aggiornata quotidianamente: nelle strutture cliniche e nei laboratori di ricerca rinnoviamo ogni giorno l'impegno ostinato a migliorare la qualità della vita delle persone e a consegnare loro un futuro all'insegna del benessere".

Per celebrare il suo trentesimo anniversario, l'Istituto Ramazzini ha inoltre lanciato assieme a Conad una campagna di crowdfunding per sostenere la ricerca sul cancro nelle province di Bologna, Modena e Ferrara. 

Fino al 12  novembre, in tutti i punti vendita Conad delle tre province emiliane, i clienti potranno donare 1 euro al Ramazzini: basterà comunicarlo in cassa al momento del pagamento. Nordiconad, una delle cooperative aderenti al consorzio nazionale Conad, raddoppierà i fondi raccolti tra i clienti, con una propria donazione all'Istituto Ramazzini.

Attualmente la cooperativa sociale Istituto Ramazzini onlus conta circa 29.000 soci e 32  sezioni soci nel territorio nazionale. Le sue attività sono incentrate in tre aree di intervento: ricerca  scientifica, diagnosi precoce, divulgazione.  

La ricerca scientifica è finalizzata all'identificazione e quantificazione, su base sperimentale, dei rischi cancerogeni, oltre che alla valutazione di efficacia e tollerabilità di farmaci e principi attivi, utilizzabili per contrastare l'insorgenza e/o la progressione dei tumori. La diagnosi precoce viene effettuata presso i nostri Poliambulatori con l'obiettivo di scoprire tempestivamente l'insorgere del tumore e consentire ai nostri pazienti di iniziare subito la cura. 

Per divulgazione intendiamo quelle attività finalizzate a rendere ogni cittadino consapevole sui rischi cancerogeni e sulle scelte che può effettuare per contrastarli. Le strutture dell'Istituto Ramazzini comprendono il Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni di Bentivoglio (BO), il Poliambulatorio di Prevenzione Oncologica di Bologna e Centro Clinico di Prevenzione Oncologica di Ozzano dell'Emilia (BO).

Il professor Maltoni, fondatore della cooperativa e direttore per lunghi anni dei laboratori di Bentivoglio, sarà riconosciuto tra i principali ricercatori al mondo sulla malattia del secolo. I suoi studi saranno dedicati soprattutto all'origine ambientale dei tumori e quindi alla loro incidenza in determinate lavorazioni industriali. Sarà il primo a dimostrare la pericolosità di sostanze quali il clorulo di vinile o il benzene. 

L'Istituto Ramazzini ha documentato la cancerogenicità di tutte le fibre di amianto ed ha raccolto un'ampia coorte di pazienti che hanno sviluppato diversi tipi di tumori correlati all'esposizione ad amianto, in particolare sui luoghi di lavoro. Sempre l'Istituto Ramazzini ha evidenziato la cancerogenicità dell'erionite e della fluoroedenite, studiata in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, che è un anfibolo presente in altissime concentrazioni nelle zone di Biancavilla in Sicilia dove era stato riscontrato un eccesso di mesoteliomi. polmonari. 

Analoghi studi condotti dall'Istituto hanno convinto il Center for Science in the Public Interest, una delle più grandi associazioni di consumatori del mondo, a inserire l'aspartame nella lista degli alimenti da evitare. E ancora: se oggi il talco oggi è un prodotto sicuro per i consumatori, lo si deve anche ad una pionieristica ricerca del Ramazzini dei primi anni '90. 

Quello studio evidenziò la contaminazione da amianto del talco grezzo, che lo rendeva cancerogeno.  Attualmente l'Istituto Ramazzini sta conducendo due importanti ricerche, la prima sugli effetti delle onde radio sulla salute dell'uomo, la seconda sull'impatto del glifosato, il pesticida più usato in agricoltura. Di entrambi gli studi, al centro di un vivace dibattito politico in queste settimane, è prossima la pubblicazione dei primi risultati. 


lunedì 23 ottobre 2017

Salute e benessere. Cancro. CNR scopre nuovi meccanismi di resistenza dei tumori

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Scoperti nuovi meccanismi di resistenza dei tumori

Un team di ricerca internazionale che coinvolge l'Ispaam-Cnr spiega in uno lavoro pubblicato su Nature Communications e finanziato da Airc perché le cellule tumorali resistono ai farmaci chemioterapici in alcune patologie oncologiche, aprendo prospettive per lo studio e la messa a punto di nuove cure che rendano le cellule malate più sensibili a chemio e radio.

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications cui ha partecipato l'Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispaam-Cnr) di Napoli getta nuova luce su alcuni meccanismi molecolari responsabili della resistenza delle cellule tumorali alla chemio e radioterapia.

"Applicando moderne tecniche di analisi genomica e proteomica abbiamo individuato un nuovo meccanismo funzionale della proteina Ape1, un enzima di riparazione del danno al Dna che contribuisce al processo di instabilità genetica associata a diversi tumori, come quelli che colpiscono seno, ovaie e il cervello (glioblastoma), scoprendo un nuovo ruolo nel processo di tumorigenesi", spiega Andrea Scaloni, direttore dell'Ispaam-Cnr dove, grazie alle strumentazioni presenti, sono stati svolti gli studi di proteomica del lavoro. 

"Abbiamo capito che la proteina Ape1 è in grado di regolare il processamento dei microRna, piccole molecole dell'acido ribonucleico (Rna), contribuendo alla regolazione dell'espressione di geni coinvolti nei fenomeni di chemioresistenza. Inoltre abbiamo evidenziato come questa proteina, interagendo con molte altre, giochi un ruolo importante nello sviluppo del cancro".

Le analisi svolte su diverse linee cellulari tumorali hanno supportato la scoperta, aprendo nuovi scenari terapeutici. "I risultati di questa ricerca saranno fondamentali per lo studio e la messa a punto di farmaci innovativi, capaci di interferire con questo meccanismo di resistenza e di rendere le cellule malate maggiormente sensibili al trattamento con gli agenti terapeutici comunemente utilizzati, come i chemio e i radio-terapici, aumentandone così l'efficacia e la specificità", conclude il direttore dell'Ispaam-Cnr.

Il lavoro, finanziato dall'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc), è stato coordinato da Gianluca Tell dell'Università di Udine, in collaborazione con l'Istituto di genomica applicata di Udine, il Laboratorio nazionale Cib di Trieste, il Centro di biologia integrata dell'Università di Trento, il National Institute of Health di Bethesda (Usa) e il Cancer Center of Daping Hospital di Chongqing (Cina).

 Roma, 23 ottobre 2017

La scheda
Chi: Ispaam-Cnr, Università di Udine, Istituto di genomica applicata, Laboratorio nazionale Cib, Università di Trento, National Institutes of Health, Cancer Center of Daping Hospital

Che Cosa: Scoperti meccanismi molecolari responsabili della risposta di cellule tumorali alla chemioterapia Nature Communications 'Mammalian APE1 controls miRNA processing and its interactome is linked to cancer RNA metabolism', Antoniali G, Serra F, Lirussi L, Tanaka M, D'Ambrosio C, Zhang S, Radovic S, Dalla E, Ciani Y, Scaloni A, Li M, Piazza S, Tell G. Nat Commun. 2017 October 6;8:11727, doi: 10.1038/ncomms11727, PubMed PMID: 27242098.





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giovedì 28 settembre 2017

Innovazione e salute: Merck for Health, maratona di 24 ore per startup ed esperti 4-5 novembre Roma

RITORNA MERCK FOR HEALTH: GIOVANI TALENTI, STARTUP ED ESPERTI DI SALUTE DIGITALE PER SVILUPPARE INSIEME SOLUZIONI INNOVATIVE IN AMBITO HEALTHCARE

Merck guarda alle nuove frontiere della salute e si fa promotrice di iniziative volte a stimolare l’applicazione delle nuove tecnologie al mondo della sanità e della salute

La seconda edizione dell’Hackathon – in collaborazione con HealthwareLabs e Digital Magics HealthTech – si svolgerà a Roma il 4 e il 5 novembre: due giorni di lavoro, confronto e formazione rivolti a giovani talenti, startup ed esperti di settore

Per i progetti più meritevoli in palio un grant di 5.000 euro, la partecipazione a eventi formativi internazionali e a programmi di incubazione

Roma, 28 settembre 2017 – Merck azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, annuncia la seconda edizione di Merck for Health, l’hackathon di 24 ore aperto a startup, giovani talenti ed esperti di salute digitale, e dedicato totalmente all’healthcare e all’innovazione tecnologica: l’evento, promosso in collaborazione con HealthwareLabs e Digital Magics HealthTech, si terrà il 4 e 5 novembre 2017 a Roma.

L’innovazione tecnologica rappresenta un driver strategico per la trasformazione digitale delle aziende farmaceutiche, e Merck è consapevole delle grandi opportunità offerte dall’applicazione delle nuove tecnologie nel campo della promozione della salute, della prevenzione e della gestione della malattia.  

«La pervasività del digitale in ambito Healthcare sta radicalmente modificando gli scenari del settore, aprendo nuove opportunità per tutti gli attori del sistema salute – spiega Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. Oggi una realtà come Merck, che si pone l’obiettivo di rispondere con soluzioni innovative ai bisogni dei suoi interlocutori, siano essi medici o pazienti, non può dedicarsi solo ed unicamente alla ricerca e sviluppo di nuovi farmaci. Dobbiamo integrare sempre di più nella nostra strategia l’utilizzo della tecnologia e del digitale per rispondere alle esigenze terapeutiche ancora insoddisfatte. Per fare ciò, nessuna azienda, qualunque sia la sua dimensione, può avere la presunzione di riuscire a fare tutto da sola, contando unicamente sulle idee e sulle conoscenze al suo interno. È per questo che, con la seconda edizione di Merck for Health, abbiamo rinnovato la nostra sfida alla creatività di giovani talenti, certi che la loro visione e le loro intuizioni potranno aiutarci a creare soluzioni veramente innovative per la salute».

120 partecipanti, 13 team e 5 vincitori sono stati i numeri della prima edizione di Merck for Health, 24 ore no-stop di lavoro, confronto e collaborazione che hanno consentito la realizzazione di nuove soluzioni tecnologiche in grado di portare una reale differenza nella vita dei pazienti. Tra i vincitori, la startup TOMMI, con un sistema di realtà virtuale e gamification dedicato ai pazienti oncologici pediatrici in grado di supportarli nel percorso di cura, coinvolgendo assistenti e psicologi e fornendo ai medici una base dati di rilevanza fondamentale.

«Merck ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro processo di crescita: abbiamo infatti avuto la possibilità di trascorrere tre mesi presso l’Innovation Center di Darmstadt, confrontarci con tante realtà internazionali e provare la nostra App presso centri ospedalieri, raccogliendo preziosi feedback per migliorarla. Siamo inoltre di recente stati selezionati per partecipare a eventi molto importanti, quali il Lean Startup Academy e il Web Marketing Festival 2017» – afferma Bruno Lenzi, co-fondatore della startup TOMMI.

Quest’anno la formula si ripete. Startup, giovani talenti, professionisti della salute, esperti di marketing & comunicazione, creativi, designer, developer e appassionati di tecnologie digitali avranno l’opportunità di ideare e sviluppare soluzioni innovative riguardanti le seguenti aree: Comunicazione medico-paziente, Ottimizzazione dell’assistenza dei pazienti in trattamento con ormone della crescita, Miglioramento dell’esperienza durante i trattamenti per l’infertilità, Supporto pratico nella quotidianità dei pazienti con Sclerosi Multipla, Approccio multidisciplinare nella gestione del paziente oncologico.

La partecipazione è aperta sia a team di startup già costituiti sia a singoli soggetti che, in base alle loro competenze, saranno suddivisi in gruppi multidisciplinari in sede di evento per soddisfare le diverse challenges oggetto dell’iniziativa.

Durante le due giornate, gli hackers potranno contare sui consigli e la presenza di mentor e relatori d’eccezione, esperti di digital health e di innovazione tecnologica che insieme al top management di Merck supporteranno i partecipanti nella maratona di 24 ore.

Al termine della seconda giornata, una giuria di esperti premierà le soluzioni considerate più meritevoli.

Il primo classificato riceverà un grant di 5.000 euro e avrà l’opportunità di partecipare al Festival dell’Innovazione (Dubai, dal 20 al 26 novembre 2017) e a un programma di accelerazione/incubazione.

I due secondi classificati potranno volare a Berlino per partecipare a Frontiers Health 2017 (16 e 17 Novembre) oltre all’opportunità di un programma di accelerazione/incubazione.

Le iscrizioni - per startup già avviate e singoli soggetti - sono aperte dal 28 settembre al 25 ottobre 2017 (ore 12.00).

Per partecipare a Merck for Health 2017 e scoprire maggiori dettagli, consultare il sito hackmerck17.it.


Le iniziative digitali di Merck in Italia
Anche in Italia, Merck ha integrato l’innovazione digitale e tecnologica nella sua strategia. Tra i tanti progetti lanciati negli ultimi anni, e mirati a rispondere ai bisogni insoddisfatti degli attori del sistema salute: 

  • “La mia Voce”, applicazione di comunicazione assistita dedicata specificatamente ai pazienti con tumori della testa e del collo.
  • “Spot My Trial” sito web e App gratuita in lingua italiana, pensati per aiutare i pazienti ad orientarsi nel mondo delle sperimentazioni cliniche, grazie a specifici tutorial sul tema e ad un motore di ricerca per gli studi attivi in Italia.
  • “Premio Merck in Neurologia” iniziativa volta a premiare i progetti che utilizzano l’innovazione tecnologica per migliorare la qualità di vita dei pazienti con SM.
  • “Merck for Health” progetto di open innovation mirato a favorire l’utilizzo e la nascita di nuove applicazioni digitali a sostegno dei settori della sanità e della salute.


A conferma dell’importanza del digitale per Merck in Italia, nel 2016 l’azienda ha lanciato “(TRAS)formazione digitale”, programma di formazione che ha coinvolto oltre 350 dipendenti italiani. Si tratta del più vasto progetto formativo sui temi digitali mai promosso dall’azienda nel nostro paese.



Merck
Merck è un’azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Circa 50.000 dipendenti operano per sviluppare tecnologie in grado di migliorare la vita – dalle terapie biofarmaceutiche per il trattamento del cancro e della sclerosi multipla a sistemi all’avanguardia per la ricerca scientifica e la produzione, ai cristalli liquidi per gli smartphone e i televisori LCD. 

Nel 2016, Merck ha generato vendite per 15 miliardi di Euro in 66 Paesi. Fondata nel 1668, Merck è la società farmaceutica e chimica più antica al mondo. Ancora oggi, la famiglia fondatrice detiene la quota di maggioranza della Società. Merck (Darmstadt, Germania), detiene i diritti globali sul nome e marchio Merck. Le sole eccezioni sono costituite da Stati Uniti e Canada, dove la Società opera con le denominazioni EMD Serono, EMD Millipore e EMD Performance Materials.

mercoledì 27 settembre 2017

CNR: prevenire il tumore con una App

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Prevenire il tumore con l’aiuto di una App
Si chiama “A third less” e fornisce indicazioni sull’alimentazione da seguire e sull’attività fisica da svolgere attraverso contenuti multimediali. 
È stata realizzata da un team coordinato dall’Istituto di Neuroscienze del Cnr, con il supporto dell’Università di Padova e dell’Istituto Oncologico Veneto e sponsorizzato da Takeda


Avere a disposizione sul proprio cellulare indicazioni utili a prevenire il tumore. È possibile grazie a “A third less”, la App multipiattaforma (Ios, Android, Windows Phone) attiva e scaricabile gratuitamente. 

A realizzarla il Consorzio di ricerca Luigi Amaducci, tramite un team coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e composto anche da Università di Padova (Dipartimento di Neuroscienze; Unità operativa di riabilitazione ortopedica), Istituto Oncologico Veneto e azienda Openview, con la sponsorizzazione di Takeda.

“L’applicazione offre un aiuto nella riduzione del rischio di ammalarsi, fornendo indicazioni sull’alimentazione da seguire, sull’attività fisica da praticare e aiutando a mantenere il peso forma. Ogni utente ha un suo avatar che deve trasformare in un ‘supereroe’ della salute, inserendo nella App informazioni circa i cibi che assume e lo sport che pratica”, spiega Stefania Maggi dell’In-Cnr, coordinatrice del board del progetto insieme a Gaetano Crepaldi e a Marianna Noale. 

Secondo l’analisi condotta dal World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research circa un terzo delle più comuni forme di tumore potrebbe essere evitato attraverso uno stile di vita sano, con vantaggi anche per la prevenzione di altre malattie, prime tra tutte quelle cardiovascolari. Da qui, il nome dell’app ‘A third less’. 

“Le scelte nutrizionali possono influenzare la formazione del cancro a diversi livelli, ad esempio interferendo nella proliferazione, differenziazione e morte delle cellule, nell’espressione degli oncogeni e degli oncosoppressori. Anche una regolare attività fisica sembra associata a un ridotto rischio di tumori del colon e della mammella e a una diminuzione del rischio per prostata, polmone e utero”, prosegue Maggi.

Varie le funzionalità fornite dalla App: profilazione dell’utente per identificare gli stili di vita, così da poter consigliare gli esercizi da fare e i piatti da cucinare tramite brevi video. All’applicazione sono collegati anche il portale web di approfondimento, nel quale vengono ulteriormente spiegati i ‘consigli pratici’ forniti da “A third less” e viene ospitato il blog del progetto. È stata creata, inoltre, una pagina Facebook dedicata all’iniziativa, per condividere i contenuti del blog e per ospitare materiale proveniente da altre fonti che trattano temi analoghi.

"Il nostro team riabilitativo è impegnato da anni nell’ambito della prevenzione e trattamento delle patologie oncologiche, la battaglia contro queste ultime risulta essere oggi una delle più grandi sfide per preservare la salute della nostra società. Per tale motivo abbiamo contribuito con entusiasmo alla realizzazione della App "A third less", commenta Stefano Masiero, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova. “È un dispositivo comodo, interattivo, personalizzato, facile da utilizzare in ogni ambito e rivolto all'intera popolazione. Incoraggia l’attività fisica mediante un suggerimento pratico di esercizi quotidiani. Il nostro auspicio, e la nostra sfida, è che questa nuova App, innovativa e ambiziosa nella sua concezione, incontri le esigenze e le aspettative di coloro che ne usufruiranno, diventando uno strumento utile nel miglioramento degli stili di vita, in particolare nel campo della prevenzione oncologica".

“Siamo orgogliosi di aver contribuito, con un partner d’eccellenza come il Cnr, allo sviluppo di questa applicazione, che conferma quanto sia necessario l’impegno nel campo della prevenzione e il mettere al centro di questa il paziente”, afferma Alfonso Gentile, direttore medico di Takeda Italia.
Roma, 27 settembre 2017

La scheda
Chi: Istituto di Neuroscienze del Cnr, Takeda, Università di Padova, Istituto oncolo

giovedì 20 ottobre 2016

Grandissima partecipazione al Bra Day di Forlì con Cecilia Dazzi



Grande partecipazione di pubblico al Bra Day di Forlì con l’attrice Cecilia Dazzi



Grandissimo successo di pubblico per l’iniziativa , organizzata al Salone Comunale di Forlì in occasione della Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”, dall’ l’U.O. di Senologia dell’Ospedale di Forlì , con la collaborazione di Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, il sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo, il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Plastica (SICPRE), dell’ Ausl della Romagna, dell’IRST di Meldola, del Comune di Forlì, dell’Ordine dei medici di Forlì-Cesena, del Collegio Provinciale degli Infermieri Professionali e della LILT. Erano presenti il prof. Amadori (Direttore Scientifico dell’IRST di Meldola) e, fra i relatori, il prof. Nava (Chirurgo Plastico di Milano, presidente di Bra Day Italia), il dott. Folli (Direttore della Senologia dell’Istituto Tumori di Milano) ed il prof. Santi (Direttore della Chirurgia Plastica dell’Università di Genova).
Guest star dell’evento l’attrice Cecilia Dazzi , pluripremiata attrice cinematografica e televisiva, che ha letto uno dei dieci brani proclamati vincitori del Concorso Nazionale “Quelle BRAve Ragazze 2016” per racconti sul tumore al seno.

“Nell’ambito del BRA Day  (Breast Reconstruction Awareness Day) Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”, con eventi ed iniziative di sensibilizzazione su tutte le tecniche di ricostruzione della mammella dopo tumore al seno, e sul percorso terapeutico e psicologico che le pazienti devono affrontare – spiegano gli organizzatori – abbiamo voluto organizzare un’iniziativa aperta a tutti  sulle opzioni che la chirurgia ricostruttiva offre dopo un intervento per tumore al seno.”

Tutto questo per dire che la diagnosi di tumore al seno non è più, come era percepita  una volta, una specie di “condanna definitiva”, non solo della propria salute, ma anche della propria femminilità. Oggi le pazienti possono contare su tecniche ricostruttive sempre più innovative, conservative e personalizzate. L’ampio ventaglio delle tecniche ricostruttive attuate permette infatti d’individuare quella che più si adatta a quel particolare tipo di paziente, alle sue esigenze, senza tralasciare quello che è il principale obbiettivo: la cura della malattia.

sabato 2 luglio 2016

Il prof. Giorgio Ercolani questa sera in televisione



Il  professor Giorgio Ercolani, neo direttore dell'UO di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate  dell'ospedale di Forlì e docente all'Università di Bologna alla trasmissione Salute Informa di VideoRegione
Il professor Giorgio Ercolani, neo direttore dell'UO di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e docente all'Università di Bologna alla trasmissione "Salute Informa" di VideoRegione  nelle seguenti date:

VIDEOREGIONE (posizione 12 sul telecomando)
02 e 05 luglio 2016 ore 18:30
03 e 06 luglio ore 00:15


Il prof. Giorgio Ercolani, forlivese, 47 anni, docente associato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna con un curriculum professionale e accademico di grande prestigio. Autore e co-autore di più di 540 pubblicazioni suddivise in 2 libri, 21 Capitoli di Libro, 240 lavori a stampa pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, il prof. Ercolani Ha eseguito più di 2500 interventi, riguardanti principalmente la chirurgia oncologica ed in particolare, la chirurgia epato-bilio-pancreatica, e la chirurgia dei trapianti solidi addominali . E’ membro della Società Italiana di Chirurgia, International Hepato-Biliary-Pancreatic Association and International Society of Liver Transplantation, svolge attività di reviewer per le riviste scientifiche: Annals of Surgical Oncology, BMC Surgery, European Journal of Surgical Oncology, World Journal of Surgery, World Journal of Surgical Oncology, Plos One. E' Consultant Editor di Updates in Surgery.

giovedì 12 maggio 2016

La Cultura per la Cura al convegno PATOLOGIA DELL'APPARATO DIGERENTE GIPAD-GIRCG (Forlì,20 maggio)

La Cultura per la Cura al convegno
PATOLOGIA DELL'APPARATO DIGERENTE GIPAD-GIRCG (Forlì,20 maggio)
 
 

Grazie alla collaborazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, quattro plastici anatomici del XIX secolo, provenienti da Ravenna, verranno esposti per la prima volta durante i lavori del Convegno.
La cultura e la fruizione dell’arte, è scientificamente provato, influenzano positivamente la salute psicofisica delle persone e in Italia, patria della bellezza, questa “medicina” potrebbe essere davvero alla portata di tutti. A tal fine, il gruppo Ausl Romagna Cultura ha deciso di utilizzare anche i convegni scientifici per far conoscere e valorizzare le opere del bellissimo patrimonio artistico dell’Ausl Romagna.
La prima occasione si presenterà con il convegno “PATOLOGIA DELL'APPARATO DIGERENTE GIPAD-GIRCG” che si terrà a Forlì il 20 maggio, presso la sala Pieratelli dell’ospedale, evento organizzato con il patrocinio del Comune di Forlì, Assessorato alle Politiche Sociali e di Promozione della Salute Gruppo Italiano di Ricerca del Cancro Gastrico,Gruppo Italiano dei Patologi dell'Apparato Digerente, Ordine dei Medici della Provincia di Forlì-Cesena, SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA, Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna.
I  quattro plastici anatomici che verranno esposti – spiega il dottor Stefano De Carolis -  fanno parte di una serie di ventinove pezzi un tempo appartenente alla Scuola Infermieri di Ravenna (già situata in via Palestro 4), nella quale era collocata ed esposta al pubblico almeno dagli anni Settanta del secolo scorso. Restaurati a cura della dott.ssa Sonia Muzzarelli, coordinatrice dell’area patrimonio storico-artistico-archivistico del neonato Gruppo Cultura AUSL Romagna, sono databili alla seconda metà dell’Ottocento e tuttora in attesa di un’adeguata ricollocazione in una delle sedi storiche dell’AUSL della Romagna. I ventinove plastici anatomici sono tutti della stessa fattura, anche se di misure diverse. Sono in gesso policromo, incorniciati da una cassetta lignea e protetti anteriormente da un vetro; riproducono vere e proprie preparazioni anatomiche di vari organi, apparati o segmenti corporei. I vetri di protezione e la presenza di una fitta e minuta numerazione – che doveva rimandare a perdute didascalie manoscritte o a stampa – testimoniano inequivocabilmente la loro funzione didattica e la volontà di preservarli intatti nel tempo, al servizio di discenti sempre più numerosi.”
“Con la loro precisione “fotografica”  - prosegue De Carolis - questi plastici richiamano la grande tradizione ceroplastica europea, che si sviluppò fra Seicento e Settecento e che in Italia fu praticata da maestri ceraiuoli di eccezionale abilità, come il siracusano Gaetano Giulio Zumbo (1656-1701), il fiorentino Clemente Susini (1754-1814) e i bolognesi Ercole Lelli (1702-1766), Giovanni Manzolini (1700-1755) e Anna Morandi Manzolini (1716-1774). La difficoltà di conservazione dei preparati anatomici tradizionali fu in quell’epoca superata utilizzando la cera come materiale di modellazione: con essa si riproducevano forme e pezzi anatomici che – per la loro straordinaria fedeltà all’originale e la minore deteriorabilità – venivano soprattutto utilizzati a scopo didattico. Tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo le cere anatomiche persero gran parte della loro popolarità, soppiantate da materiali di minore efficacia riproduttiva ma di maggiore robustezza come il gesso e la terracotta, riproducibili in serie e quindi ancor meglio fruibili per l’insegnamento.”
 
“Sono personalmente soddisfatto – spiega il dottor Luca Saragoni , organizzatore dell’evento – che questo convegno scientifico venga svolto in collaborazione con il gruppo Ausl Romagna Cultura. E' il momento in cui la medicina e le professioni sanitarie stanno riscoprendo e riaffermando i loro bisogni: l'arte, la letteratura, la filosofia come nuovi strumenti per "fare salute", per creare un modo nuovo di parlare di cura, per rifondare anche una lingua della pratica clinica. Questa iniziativa è inoltre perfettamente in linea con lo slogan dell’Ausl Romagna “insieme per le vie della cura”.
 

mercoledì 20 gennaio 2016

"Sclerosi multipla, risultati incredibili da un trattamento contro il cancro". Un incoraggiante studio a cura del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield (UK)

La sperimentazione su una ventina di pazienti a Sheffield, nel Regno Unito. 

I medici: "Trapianti di midollo osseo usando cellule staminali dei malati" 
di VALERIA PINI (La Repubblica)


Una cura a base di staminali contro il cancro ha dato risultati positivi sui malati di sclerosi multipla. Lo sostengono i medici del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, nel Regno Unito, che stanno sperimentando il trattamento. 
Una ventina di pazienti hanno ricevuto trapianti di midollo osseo utilizzando le proprie cellule staminali. I medici sostengono che dopo l'intervento, alcuni malati gravi, ormai paralizzati, sono riusciti a camminare.  
"Scoprire un trattamento che può potenzialmente ribaltare uno stato di disabilità grave è una conquista", spiega il professor Basil Sharrack, del Royal Hallamshire Hospital.


La malattia. La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che provoca lesioni al sistema nervoso centrale. Lo strato protettivo che circonda le fibre nervose del cervello e del midollo spinale, conosciuta come mielina, viene danneggiato. 
Il sistema immunitario attacca per errore la mielina, provocando cicatrici o la sclerosi. A quel punto i segnali nervosi vengono bloccati come in un corto circuito.


Il trapianto. Il trattamento sperimentato nel Regno Unito (trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche) punta a distruggere il sistema immunitario diventato difettoso a causa della patologia, usando la chemioterapia. In seguito, quest'ultimo viene ricostruito con le cellule staminali raccolte nel sangue dello stesso paziente.  
"Il sistema immunitario - spiega il professor John Snowden, ematologo al Royal Hallamshire Hospital - viene 'resettato' e riportato nella situazione che precede lo sviluppo della sclerosi multipla".


La storia. Fra le persone sottoposte alla sperimentazione c'è Steven Storey. Nel 2013 ricevette la diagnosi di sclerosi multipla, una malattia che ha cambiato il corso della sua vita. Era un atleta, ma dopo 12 mesi le sue gambe non si sono più mosse ed è finito su una sedia a rotelle. "Ero abituato a correre maratone - racconta alla Bbc - e nel giro di pochi mesi ero dipendente da cure e aiuto altrui 24 ore su 24. A un certo punto non riuscivo neanche a tenere un cucchiaino in mano"
Pochi giorni dopo il trapianto, raccontano i medici, Steven è riuscito a muovere le dita dei piedi e dopo pochi mesi stava in piedi, senza aiuto. Ha ancora bisogno di una sedia a rotelle ma è sbalordito dai suoi progressi. 
"E' stato incredibile. Ero ormai in una situazione terribile - dice -, ma ora posso nuotare, muovermi su una bici e sono determinato: camminerò".


La sperimentazione. In tre anni la cura è stata sperimentata su 20 pazienti del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield. Serviranno ulteriori verifiche per dare certezze ai primi risultati incoraggianti, ma i medici sono entusiasti. "Ci gratifica vedere che tipo di impatto ha avuto sulla vita dei malati", spiega Snowden.


I dati. Nel Mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone con sclerosi multipla, di cui 600.000 in Europa. Sono circa 75.000 in Italia e 100.000 nel Regno Unito. 
La maggior parte di pazienti riceve una diagnosi fra i 20 e i 30 anni. 
Un trattamento precoce permette di mantenere una buona qualità di vita per molti anni. Se non curata, nel tempo la malattia può causare neurodegenerazione permanente.



Fonte: La Repubblica del 18 gennaio 2016

giovedì 23 aprile 2015

Una piega per l'hospice (Forlì, 1 maggio)

L'Associazione Amici dell'Hospice di Forlimpopoli organizza il 1 maggio "Una piega per l'hospice" presso la Piazzetta Don Pippo Chiesa di San Mercuriale, Forlì, dalle ore 8,00 alle ore 17,00 . Un'iniziativa di fund reasing per l'importante struttura di Cure Palliative, che si avvale del contributo gratuito di un gruppo di parrucchieri Grazie ad un gruppo di parrucchiere/i, gratuitamente coinvolti nell’iniziativa, le signore potranno usufruire di “una piega” a fronte di un contributo di soli 10 euro. L’intero ricavato sarà devoluto all’Associazione Amici dell’Hospice di Forlimpopoli. L'Hospice di Forlimpopoli è una struttura di degenza che accoglie i pazienti che richiedono cura specialistica palliativa continuativa in regime di ricovero, per intensità dei sintomi o per impossibilità temporanea dei familiari a far fronte a domicilio alle necessità assistenziali. In Hospice, i familiari possono essere presenti per tutto l'arco della giornata e rivestono un ruolo importante nel progetto di cura, interagendo in modo attivo con l'equipe sanitaria. L’Associazione Amici dell’Hospice di Forlimpopoli opera direttamente nella struttura con i suoi volontari e garantisce ed integra contratti di figure mediche per attività di reperibilità Per informazioni sull’attività dell’associazione: www.amicihospiceforli. Tiziana Rambelli

giovedì 16 aprile 2015

Uno dei massimi esperti al mondo di cancro del polmone, Jiro Okami, a Forlì il 18 aprile

Sabato 18 aprile il dottor Jiro Okami, noto chirurgo dell' Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases relazionerà presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì al Meeting organizzato dal Dipartimento Toracico, diretto dal dottor Davide Dell'Amore Sabato 18 aprile il dottor Jiro Okami, noto chirurgo dell' Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases relazionerà presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì al Meeting organizzato dal Dipartimento Toracico, diretto dal dottor Davide Dell'Amore. L'argomento trattato (le lesioni in situ e miniinvasive del polmone ) è di estremo interesse ed attualità. In Giappone hanno iniziato ad affrontare questo problema circa venti anni fa. Il dottor Okami è uno dei massimi esperti mondiali sul tema dei test di chemio-sensibilità in vitro e in vivo per il cancro del polmone e per il mesotelioma pleurico. Il Giappone è la nazione con la più lunga aspettativa di vita al mondo e in questo Paese sono presenti alcuni centri di eccellenza nell’ambito della ricerca medica applicata, tra i quali si distingue l’Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases, che è anche la sede nazionale giapponese per il coordinamento degli screening oncologici di massa. Il Dipartimento di Chirurgia Toracica di Osaka dove il dottor Okami svolge la propria attività clinica e di ricerca è anche all’avanguardia nelle tecniche chirurgiche mini-invasive ed endoscopiche utilizzate per la diagnosi ed il trattamento delle patologie polmonari e pleuriche Introduzione al corso di sabato 18 aprile del Dott. Marco Taurchini U.O.C. Chirurgia Toracica Az. Unica della Romagna Tiziana Rambelli

martedì 31 marzo 2015

Tumore allo stomaco in calo in Romagna

Ultimi dati, terapie e studi verranno illustrati al convegno “Percorsi del paziente affetto da tumore allo stomaco” che si terrà a Forlì, 10 aprile 2015 Si terrà a Forlì venerdì 10 aprile presso la Sala Pieratelli dell’ospedale, il convegno “PERCORSI DIAGNOSTICO - TERAPEUTICI DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE ALLO STOMACO” . RESPONSABILI SCIENTIFICI : Dr. Luca Saragoni U.O.Anatomia Patologica, Forlì; Prof. Enrico Ricci U.O.Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Forlì; Dr. Paolo Morgagni U.O.Chirurgia Generale, Forlì. Il carcinoma gastrico rappresenta la quinta forma più comune di cancro in Europa e la Romagna ha sempre avuto il triste “primato” della più alta incidenza e del più alto rischio di casi di tumore allo stomaco in Italia insieme a pochi altri territori, ma, finalmente, siamo in grado di dare una buona notizia, che non è frutto certamente del caso. Nell’area Forlì- Cesena – Ravenna – Rimini si è ridotta l’incidenza del tumore allo stomaco, in accordo con quanto sta avvenendo su tutto il territorio nazionale. Mentre nel periodo 1987-90 si registravano in Romagna circa 1300 casi, dal 2005 al 2008 il numero è sceso a circa 800. Di questo importantissimo successo si parlerà al Convegno del 10 aprile a Forlì, durante il quale ci si confronterà su dati, studi, ma soprattutto sui percorsi fatti da gruppi di professionisti per sconfiggere un killer che ha mietuto silenziosamente molte vittime in questi anni, anche e soprattutto nel territorio romagnolo. “Durante il convegno – spiega uno dei referenti scientifici, il forlivese dottor Luca Saragoni –spiegheremo i risultati ottenuti dal team multidisciplinare che negli anni si è costituito prima a Forlì, dove alla fine degli anni 80 si registrava circa il 50% dei casi di tumore gastrico di tutta la Romagna, poi in tutta l’area romagnola. Il team multidisciplinare, composto da endoscopisti, rappresentati al convegno dal prof.Enrico Ricci, da patologi come il sottoscritto e da chirurghi, rappresentati dal dottor Paolo Morgagni, si è occupato per anni di un percorso basato sulla prevenzione, realizzato con la collaborazione dei medici di famiglia, e sulla diagnosi precoce.” “Grazie a queste strategie, prosegue Saragoni, oggi il tumore allo stomaco è quasi scomparso in Romagna nella popolazione sotto i 40 anni ed è in forte calo nei soggetti sotto i 60, mentre la sua incidenza si mantiene purtroppo ancora inalterata nella fascia degli ottantenni. In riferimento all’istotipo, il calo è da imputarsi al tipo intestinale, che risulta strettamente legato a fattori alimentari ed ambientali. Insomma la gente di Romagna ha modificato, in meglio, le sue abitudini alimentari. Le diete ricche di cibi salati e con elevata assunzione di sale nella preparazione, nella cottura o a tavola, aumentano il rischio di cancro gastrico. Oggi si mangiano meno insaccati e carne alla griglia, che rappresentavano forti fattori di rischio e sono migliorate anche le condizioni igieniche degli ambienti di vita, che favorivano il proliferare dell’Helicobacter Pylori, soprattutto in zone di campagna e collina. ” Ma cosa è cambiato, invece, in questi anni, in tema di diagnosi precoce e trattamento dei tumori allo stomaco in Romagna? “ Attualmente Forlì – chiarisce Saragoni - detiene il primato della diagnosi precoce del tumore allo stomaco in Occidente e questo è uno dei motivi per cui è stato organizzato proprio qui il convegno. Dal 2000 al 2003 abbiamo registrato una percentuale di tumori diagnosticati in fase iniziale che andava dall’8 al 18%, nel 2013 siamo arrivati al 36%. Se teniamo conto che nel mondo occidentale la percentuale media è del 15%, è facile comprendere la portata dei risultati ottenuti in Romagna. Il dato non è invece confrontabile con i risultati ottenuti nel mondo orientale, in particolare in Giappone, dove, contrariamente a quanto avviene in Italia, è attivo uno screening organizzato di popolazione e quindi la percentuale sale al 50%-60%.” I medici di famiglia romagnoli, opportunamente formati da quelli ospedalieri, individuano i primi sintomi di un possibile cancro e indirizzano i pazienti in ospedale (prevenzione secondaria) dove i tumori in fase iniziale vengono trattati chirurgicamente (146 casi a Forlì dal 2011 al 2013), oppure endoscopicamente (51 casi dal 2011 al 2013). “Per merito di questa prevenzione secondaria - prosegue Saragoni –il tumore viene diagnosticato in fase iniziale in una buona percentuale di casi, in modo tale che i pazienti guariscono, non muoiono più di malattia come una volta e vengono trattati , in un terzo dei casi, senza intervento chirurgico, solo con una resezione per via endoscopica, grazie alla competenza nel settore specifico dei professionisti.” “Al Convegno interverranno professionisti di tutta l’Ausl Romagna – conclude Saragoni – coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da tumore allo stomaco, insieme ai Medici di Medicina Generale, ai medici dell’IRST/IRCCS di Meldola e di tutta la rete oncologica romagnola.” La Romagna, insomma, resta ancora un territorio ad alto rischio e ad elevata incidenza per il tumore allo stomaco rispetto all’Italia, ma una importante vittoria è stata conseguita: i casi sono in forte calo e una buona parte di questi viene diagnosticata in fase iniziale. Tiziana Rambewlli

venerdì 7 marzo 2014

Arsenico e sostanze pericolose nell'acqua resa pura da oltre 87 decreti ministeriali in 13 anni !!

Sono 13 le regioni che hanno, negli ultimi anni, ottenuto deroghe alla potabilità dell'acqua (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) oltre le province autonome di Bolzano e Trento su un totale di 13 parametri : arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio. Quasi sono e quali saranno le conseguenze per la salute della cittadinanza ?
La storia dell'inquinamento delle falde acquifere in Italia ha dell'incredibile, con un sottilissimo diaframma tra il tragico e il comico o meglio il ridicolo. Del tipo ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere considerando che parliamo della nostra salute e quella dei nostri figli.
Chi si affanna a chiedere l'uscita dell'Italia dalla Unione Europea dovrebbe riflettere su quanto la normativa comunitaria ha apportato in termini di benefici ai consumatori pur con una resistenza al limite del eroico da parte dei politici (tutti) italiani che quasi si sentono minacciati da queste norme poste a tutela dei cittadini.
La storia inizia nel 2001, con il decreto 31/2001 veniva recepita dall'Italia la direttiva europea che fissava un diverso valore massimo di sostanze inquinanti su indicazione della Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) che l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) con la Fao. Una norma che precipitava dall'alto nel sistema italiano dove ancora oggi la tutela della salute è vista con un aspetto minaccioso e antieconomico (la salute ha un prezzo ?).
Dopo l'entrata in vigore del decreto, le norme immediatamente incontrarono una resistenza dall'immenso e elefantiaco sistema burocratico e politico italiano, con i suoi 8.057 comuni che danno “lavoro” a 138,619 politici spendendo 1,7 miliardi di euro annui di costi di funzionamento (anno 2013) o le regioni con il suo misero miliardo annuo di costi di funzionamento (anno 2013).
“Mancano i soldi da investire per eliminare le sostanze nocive nelle acque potabili !” Questo il coro unanime.
Il ministero della salute si occupo immediatamente del problema concedendo una raffica di decreti ministeriali contenenti deroghe.
Per anni si tirava a campare così, anno dopo anno, decreto dopo decreto, sembra incredibile ma i decreti sono stati circa (forse ce ne siamo persi qualcuno) 87 e molte deroghe pur essendo scadute non sono state sanate !!!
Sono 13 le regioni che hanno ottenuto deroghe alla potabilità dell'acqua (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) oltre le province autonome di Bolzano e Trento su un totale di 13 parametri : arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio
I decreti ministeriali inoltre contengono una “clausola di salvaguardia” (per il ministero ovviamente) ovvero le Regioni e i comuni avrebbero dovuto avvisare “TEMPESTIVAMENTE E ADEGUATAMENTE” LA CITTADINANZA DELLE DEROGHE ALLA POTABILITÀ PER ELEVATE CONCENTRAZIONI DEI VALORI  DELLE SOSTANZE NELL'ACQUA  EROGATA QUALE CHE NE SIA  L'UTILIZZO,  COMPRESO  QUELLO  PER  LA  PRODUZIONE, PREPARAZIONE O TRATTAMENTO DEGLI ALIMENTI E DEL DIVIETO DEL CONSUMO POTABILE DEI NEONATI E DEI BAMBINI.
Del tipo “io la deroga ve la do, poi la responsabilità è la vostra”, non fate i lavori di adeguamento, ma avvisate tutti di non bere l'acqua … potabile per legge, ma pericolosa per la salute secondo la legge europea e italiana, sopratutto per i bambini, anzi vietatela nelle scuole.
Tutti i decreti ministeriali di deroga prevedevano infatti tutti che :
- “Le regioni devono provvedere a informare la popolazione interessata … relativamente
alle elevate concentrazioni dei predetti  valori  nell'acqua  erogata quale che ne sia  l'utilizzo,  compreso  quello  per  la  produzione, preparazione o trattamento degli alimenti” e “inoltre, informare circa le modalità per  ridurre  i  rischi legati all'acqua potabile per la quale e' stata concessa la deroga, e in particolare circa l'utilizzo da parte di neonati e di bambini” (!!!) ;
- “L'acqua distribuita, pur nei limiti consentiti non deve essere utilizzata per il consumo potabile dei neonati e  dei bambini ”;
- le industrie alimentari comunque non devono usare acqua contaminata “in deroga” (!!!);
- vengano svolti comunque dei controlli sulla qualità delle acque (con valori derogati !!).
I risultati sono stati disastrosi in quanto l'acqua viene utilizzata anche nella industria alimentare (ad esempio nella produzione di pane, pasta, impasto per pizze), per le coltivazioni, per cucinare accumulandosi negli alimenti cucinati e per la pulizia personale. Nelle zone interessate si sono riscontrati livello di sostanze inquinanti nella popolazione interessata pari al doppio (Istituto superiore della Sanità) .
Ad esempio per i livelli di arsenico l'American Journal of Epidemiology nel 2013 ha pubblicato uno studio secondo cui l'esposizione cronica di arsenico predispongono all'insorgenza di tumori della pelle, polmoni, cistifellea, fegato, reni, prostata, anche dopo molti anni dalla cessazione dell'esposizione. Anche l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) valuta l'arsenico come cancerogeno di classe 1 e correlato a molte patologie oncologiche : tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute, del fegato e del colon. Inoltre è indicato quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche. In ultimo il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio nello studio “Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio” (pagina 42) afferma ” In conclusione, l’indagine evidenzia eccessi di incidenza e mortalità nei Comuni con livelli stimati per il periodo 2005-2010 per patologie associabili ad esposizione ad arsenico (tumori del polmone e della vescica, ipertensione, patologie ischemiche, patologie respiratorie, diabete)”.
L'AsCii ha previsto la redazione di un dossier completo con tutti i decreti ministeriali, con l'elenco di tutti i comuni interessati alle deroghe, la popolazione interessata e il periodo di esposizione alle sostanze inquinanti, verificando anche i possibili danni alla salute e i dati epidemiologici (quanti sono o sono stati i morti o le malattie legate all'inquinamento delle acque ? ). Il progetto verrà poi utilizzato anche per procedere in sede legale per la mancata informazione e per le responsabilità anche penali e il risarcimento dei danni con class action e nelle sedi europee, per la proposizione di un progetto sanitario straordinario per le regioni e i comuni interessati.
Vi chiediamo di sostenerci con la vostra iscrizione all'associazione e facendo conoscere le nostre attività anche tramite social network e internet nel silenzio assordante dei media (giornali, radio e televisioni) e a farci pervenire le vostre segnalazioni alla email dedicata pericoloacqua@ascii.it 
Sul sito www.ascii.it trovate l'elenco degli 87 decreti ministeriali con ministero/i emittente e regione/i interessata/e e gli altri documenti. Pubblichiamo anche l'elenco dei decreti, il titolo del decreto è sempre lo stesso “Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalla Regione … “.
1. Ministero della Salute Decreto 24/09/2001 regione Campania
2. Ministero della Salute Decreto 24/09/2001 regione Campania
3. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Toscana
4. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 Regione siciliana
5. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 Regione siciliana
6. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Lazio
7. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Lazio
8. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 Regione siciliana
9. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 Regione siciliana
10. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Lazio
11. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Lazio
12. Ministero della Salute Decreto 20/09/2002 regione Toscana
13. Ministero della Salute Decreto 16/01/2003 regione Campania
14. Ministero della Salute  Decreto 24/03/2003 Regione siciliana
15. Ministero della Salute Decreto 23/12/2003 regione Puglia
16. Ministero della Salute Decreto 23/12/2003  regioni Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana e dalle province autonome di Bolzano e Trento
17. Ministero della Salute Decreto 13/08/2004 regione Sardegna
18. Ministero della Salute Decreto 13/08/2004 regione Marche
19. Ministero della Salute Decreto 13/08/2004 regione Piemonte
20. Ministero della Salute Decreto 13/09/2004 regione Puglia
21. Ministero della Salute Decreto 22/12/2004 regione Piemonte
22. Ministero della Salute  Decreto 22/12/2004 dalle regioni e dalle province autonome
23. Ministero della Salute Decreto 22/12/2004 regione Toscana
24. Ministero della Salute Decreto 14/09/2005 regione Lazio
25. Ministero della Salute  Decreto 28/10/2005 regione Toscana
26. Ministero della Salute Decreto 13/01/2006 regione Lazio
27. Ministero della Salute Decreto 13/01/2006 provincia autonoma di Bolzano
28. Ministero della Salute Decreto 13/01/2006 provincia autonoma di Trento
29. Ministero della Salute Decreto 13/01/2006 regione Emilia-Romagna
30. Ministero della Salute Decreto 13/01/2006 regione Puglia
31. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Piemonte
32. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Sardegna
33. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Lazio
34. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Veneto
35. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Marche
36. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Sicilia
37. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Lombardia
38. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Campania
39. Ministero della Salute Decreto 21/03/2006 regione Toscana
40. Ministero della Salute Decreto 30/06/2006 regione Toscana
41. Ministero della Salute Decreto 30/06/2006 regione Lazio
42. Ministero della Salute Decreto 30/06/2006 regione Lazio
43. Ministero della Salute Decreto 29/09/2006 regione Lazio
44. Ministero della Salute Decreto 11/12/2006 provincia autonoma di Bolzano
45. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 regione Sardegna
46. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 provincia autonoma di Trento
47. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 regione Lombardia
48. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 regione Lazio
49. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 regione Piemonte
50. Ministero della Salute Decreto 30/12/2006 regione Toscana
51. Ministero della Salute Decreto 20/05/2007 regione Puglia
52. Ministero della Salute Decreto 03/07/2007 regione Campania
53. Ministero della Salute Decreto 21/09/2007 regione Sicilia
54. Ministero della Salute Decreto 04/10/2007 regione Lazio
55. Ministero della Salute Decreto 21/11/2007 provincia autonoma di Bolzano
56. Ministero della Salute Decreto 31/12/2007 regione Piemonte
57. Ministero della Salute Decreto 28/01/2008 regione Toscana
58. Ministero della Salute Decreto 28/01/2008 regione Campania
59. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 regione Puglia
60. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 regione Lombardia
61. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 regione Umbria
62. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 regione Sardegna
63. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 regione Lazio
64. Ministero della Salute Decreto 15/04/2008 provincia autonoma di Trento
65. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali  Decreto 14/11/2008 Regione Lazio per il comune di Genzano
66. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 15/12/2008 Provincia autonoma di Bolzano
67. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 29/12/2008 regione Lazio
68. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 29/12/2008 regione Campania. 
69. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 29/12/2008 regione Lombardia
70. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 29/12/2008 regione Piemonte. 
71. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 29/12/2008 regione Toscana
72. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 09/02/2009 regione Umbria
73. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 09/02/2009 regione Puglia
74. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 30/04/2009 regione Lazio
75. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 30/04/2009 provincia autonoma di Trento
76. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 20/05/2009 regione Toscana
77. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 12/11/2009 regione Lazio
78. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Decreto 12/11/2009 regione Puglia
79. Ministero della Salute Decreto 10/03/2010 regione Lazio
80. Ministero della Salute Decreto 17/08/2010 regione Siciliana
81. Ministero della Salute Decreto 17/09/2010 regione Puglia
82. Ministero della Salute Decreto 24/11/2010 regioni Campania, Lazio, Lombardia e Toscana. 
83. Ministero della Salute  Decreto 28/03/2011 regioni Lazio e Toscana
84. Ministero della Salute Decreto 28/03/2011 regione Siciliana
85. Ministero della Salute Decreto 11/05/2011 regioni Campania, Lazio, Lombardia, Toscana e dalla provincia autonoma di Trento
86. Ministero della Salute Decreto 22/12/2011 Modifica del valore parametrico per il Vanadio
87. Ministero della Salute Decreto 14/09/2012 Regione Lazio

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