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lunedì 30 aprile 2018

Tumore ovarico, a Bologna 100 nuovi casi all'anno. Per la Giornata Mondiale la città diventa capitale della lotta al killer silenzioso: sabato 5 maggio le note di Igor Ezendam

Tumore ovarico, a Bologna 100 nuovi casi all'anno. Per la Giornata 
Mondiale la città diventa capitale della lotta al killer silenzioso: sabato 5 maggio le note di Igor Ezendam
Diversi studi confermano che la musica ha effetti positivi sul benessere psicologico, la qualità di vita e su alcuni sintomi fisiologici dei pazienti oncologici. 
In occasione della VI Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico l'associazione Loto Onlus porta a Bologna Igor Ezendam, famoso polistrumentista olandese specialista in canto armonico. 

L'intera giornata di sabato 5 maggio nella città emiliana è dedicata alle "Note della salute", con appuntamenti musicali e approfondimenti sul tema della musicoterapia. 

Concerti, dimostrazioni, presentazioni di dati ed esperienze: gli eventi, tutti gratuiti, si susseguono presso il complesso museale del Baraccano
In Emilia-Romagna il tumore ovarico colpisce oltre 400 donne l'anno con circa 270 decessi a causa di questa patologia. Solo a Bologna si registrano ogni anno 100 nuovi casi di tumori maligni dell'ovaio, mentre i  decessi accertati sono oltre 70 (dati dal registro regionale "I tumori in Emilia-Romagna").

La musica può essere una medicina viva, benefica per il corpo oltre che per l'anima. Diversi studi dimostrano che la musica può avere effetti benefici sulla qualità della vita dei malati di cancro, alleviando sia i sintomi psichici che in parte i sintomi fisici della malattia: tra questi, le ricerche realizzate da un team di esperti del gruppo Cochrane, organizzazione internazionale che si occupa di revisioni medico-scientifiche.

Non è un caso che per celebrare la VI Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico (che si celebra l'8 maggio) e sensibilizzare su questa patologia a Bologna si sia scelta la musica. La Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico (World Ovarian Cancer Day) coinvolge 73 associazioni di pazienti in 31 Paesi, sotto la guida del Comitato Internazionale che la promuove dal 2013 e di cui fa parte Loto Onlus. 

A Bologna Loto Onlus - l'associazione no profit nata con l'intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell'ovaio - organizza “Sulle note della salute. Terapia per corpo e anima”: sabato 5 maggio il complesso museale del Baraccano (in via Santo Stefano 119) ospita una giornata dedicata all'informazione sul "killer silenzioso" che passa attraverso note e suoni. 

La musica viene utilizzata per la gestione del dolore e dell'ansia, per l'elaborazione e presa di consapevolezza della malattia e per la depressione che quest'ultima potrebbe comportare. In particolare la musicoterapia si rivolge ai bisogni materiali e spirituali, che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita del paziente.

Le iniziative prendono il via già dalla mattina: si comincia alle 10.30 con un'introduzione sugli studi scientifici che testimoniano gli effetti terapeutici della musica e del suono; segue una dimostrazione di campana tibetana a cura di Maria Luisa Monfrotti. Spazio, poi, alla musica corale con una performance del coro "Antonella Alberani", nato dall'associazione “Il Seno di Poi-Onlus” che aiuta e sostiene le donne operate di cancro al seno.

La giornata culmina nel primo pomeriggio quando, alle 14.30, si esibisce Igor Ezendam, esperto del potere benefico dello strumento più antico del mondo, la voce. Cantautore, polistrumentista e artista olandese, Ezendam è uno specialista e performer di canto armonico. E' in grado di produrre una scala di undici armonici, ossia di emettere, sopra la nota fondamentale, una seconda melodia che ha lo stesso timbro di un flauto. Si accompagna con didgeridoo, percussioni (hang, djembe, bodhrán), shrutibox, campane tibetane e strumenti a corde (chitarra, mandola, cümbüs).

Nel corso di tutta la giornata le volontarie di Loto Onlus saranno a disposiozine per fornire materiale e indicazioni relativi al tuomore ovarico. Informazione e diagnosi tempestiva, infatti, sono le parole d'ordine per combattere il più pericoloso e meno conosciuto dei tumori femminili che in Italia colpisce oltre 5.000 donne l'anno e ne uccide circa 3.200: solo il 45% delle donne colpite sopravvive nei primi 5 anni dalla diagnosi. Questo perché i sintomi del tumore ovarico sono aspecifici, e ad oggi non esistono strumenti di prevenzione; tuttavia, una maggiore attenzione ai primi segnali può portare a una diagnosi tempestiva che aiuta a individuare e a curare il tumore a uno stadio iniziale, con buone prospettive di guarigione.

La musicoterapia intesa come cura palliativa, vuole essere uno strumento integrativo e non sostitutivo alle classiche terapie medico-farmacologiche: "La musica può portare velocemente in "luoghi" diversi, cambiare il tono dell'umore, modificare la percezione soggettiva del dolore e chiarificare il pensiero: è in grado di creare uno spazio di elaborazione simbolica della sofferenza, lavorando sull'ansia e la depressione che essa comporta – sottolinea Sandra Balboni, presidente di Loto Onlus – E poi la musica arriva a chiunque: per questo abbiamo scelto questo linguaggio universale, per coinvolgere più persone possibile. Invitiamo tutti a venire ad ascoltare e a raccogliere qualche informazione sul tumore ovarico: sarà tempo ben speso, può salvare la vita".

Per info: www.lotonlus.org

mercoledì 28 febbraio 2018

Una campagna gratuita di screening e un incontro di approfondimento dedicati alle donne

UN INCONTRO INFORMATIVO DI APPROFONDIMENTO E UNA CAMPAGNA GRATUITA DI SCREENING: SYNLAB DEDICA UN'INTERA SETTIMANA ALLE DONNE #NELCUOREDIBRESCIA

HPV e tumore al collo dell'utero: un argomento di estrema attualità sul quale è bene che le donne facciano prevenzione per vincere una grande e importante battaglia

Brescia, 28 febbraio 2018 – Synlab quest'anno dedica un'intera settimana alla donna: si partirà lunedì 5 marzo con un convegno di approfondimento dal titolo "Donna contro Virus, partita vinta", incentrato sul tema dell'HPV e del cancro alla cervice uterina e si proseguirà lungo tutta la settimana con una campagna gratuita di screening.

Il convegno, che si terrà il 5 marzo alle ore 18:30 presso il Punto Prelievi di Via Marconi 9/11 a Brescia, vedrà la presenza di importanti relatori: Donatella Albini – Specialista in Ginecologia e Ostetricia a Brescia, Ottavio Di Stefano – Presidente dell'Ordine dei Medici di Brescia, Marcello Gambacorta – Responsabile Anatomia Patologica Synlab Italia, Antonella Novaglio – Presidente Collegio Ostetriche di Brescia e Emanuela Prati – Specialista in Ginecologia e Ostetricia a Brescia. 

La serata si svilupperà partendo da un'importante consapevolezza: dagli anni Ottanta è dimostrato che, nella quasi totalità dei casi, il tumore del collo dell'utero deriva da un'infezione persistente da alcuni ceppi (i cosiddetti "ceppi oncogeni") di Papillomavirus umano (HPV), oggi molto diffuso nella popolazione adulta (si stima che circa l'80% della popolazione contragga questo virus nel corso della vita). 

E' bene sapere che la maggior parte delle donne che entra in contatto con il virus è in grado di eliminare l'infezione grazie al proprio sistema immunitario, ma in una minoranza di pazienti questo non si verifica provocando il successivo sviluppo di lesioni precancerose che, se non individuate per tempo, possono evolvere in tumore. 

Per questo motivo, prevenire la formazione di tali lesioni o diagnosticarle e curarle precocemente permette di ridurre drasticamente e, quasi, di eliminare, l'insorgenza del tumore della cervice uterina.

Informarsi e prevenire ancora una volta risulta essere la soluzione vincente: per questo motivo Synlab ha scelto di promuovere nella stessa settimana del convegno (dal 5 al 9 marzo) una campagna gratuita di screening che permetterà di sottoporsi al test HPV RNA (pap test in fase liquida comprensivo di studio della presenza del virus con tecnica RNA). 

Per accedervi, è necessario prenotarsi entro martedì 6 marzo chiamando il numero 030.3757904 tra le ore 10:00 e le ore 12:00. 

Anche la partecipazione al convegno di lunedì 5 marzo sarà libera e gratuita, con richiesta di iscrizione attraverso la Segreteria Organizzativa: 
Sig. Igor Schiavon – Tel. 030 2316223 – igor.schiavon@synlab.it.



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giovedì 25 gennaio 2018

Raccontò il tumore con un sorriso: arriva a Bologna la mostra "In viaggio con Wondy"

Raccontò il tumore con un sorriso:  arriva a Bologna la mostra "In viaggio con 
Wondy"
Arriva a Bologna, dopo varie tappe in Italia, la mostra fotografica "In viaggio con Wondy" dedicata alla giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso, morta nel dicembre 2016 per un tumore al seno: un omaggio alla "cultura della resilienza" di cui la protagonista degli scatti era una convinta sostenitrice.

L'esposizione, voluta dal giornalista di Radio 24 Alessandro Milan in memoria della moglie e portata in città dall'associazione Loto Onlus, inaugura sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, alla presenza del neo-assessore comunale Marco Lombardo.

La mostra, con ingresso libero, prosegue fino a domenica 4 febbraio 

Resilienza: la capacità di auto-ripararsi dopo un danno e di riorganizzare in modo positivo la propria vita. Una parola che, da sola, può spiegare chi era Francesca "Wondy" Del Rosso, giornalista e scrittrice che per sei anni ha affrontato e raccontato il tumore che l'aveva colpita. Wondy ha concluso la sua battaglia circa un anno fa: quel male l'ha uccisa, ma non è riuscito a toglierle l'ironia e il sorriso con cui, fino all'ultimo, ha raccontato le sue "chemio avventure".

È in omaggio alla sua capacità di essere resiliente che nasce la mostra fotografica "In viaggio con Wondy", a lei dedicata: dopo numerose tappe in giro per l'Italia, da Milano a Taranto, la mostra approda in Emilia-Romagna e viene inaugurata a Bologna sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano, dove a tagliare il nastro sarà il neo-assessore alle Politiche del terzo settore Marco Lombardo. La mostra prosegue fino a domenica 4 febbraio, l'ingresso è gratuito e, anzi, se ne esce più ricchi.

L'esposizione è un percorso fatto di immagini e brevi testi che ripercorrono la storia Francesca-Wondy. A partire dall'agosto 2010, quando scopre quei "due sassolini" nel seno destro. Le foto, che ritraggono lei e la sua famiglia, raccontano i viaggi "veri" fatti da quel momento in poi, e le tappe della malattia, l'avanzamento del tumore e le reazioni di Wondy. Diciassette tavole che ripercorrono la "vita da resiliente" di Francesca, partendo dalla giornata in Valsassina, in cui Francesca scoprì i due sassolini al seno, per poi lasciare spazio alle foto degli innumerevoli viaggi tra cui Minorca, Cuba, Hong Kong ma soprattutto l'ultimo in famiglia, nell'agosto 2016, in Malesia. Esplorazioni del mondo che si alternano con il faticoso viaggio nella malattia alleviato da un set fotografico improvvisato nel momento della rasatura dei capelli, vivaci parrucche rivelatesi occasione di gioco in famiglia, una festa a tema per i suoi quarant'anni. Istantanee che conducono in un viaggio emozionale intriso della resilienza della giornalista milanese, che traspare pure nei pensieri accanto agli scatti.

Intervengono all'inaugurazione la scrittrice Caterina Guttadauro La Brasca, la psicologa Margherita Galli, Roberta Marescalchi, Miria Bastoni e Marina Testoni.

La mostra è il primo atto dell'associazione "Wondy sono io", fondata da Alessandro Milan, il marito di Francesca, con Francesca Ravelli e la collega giornalista Alessandra Tedesco. Un gruppo creato per promuovere la cultura della resilienza. Quella che serve per affrontare la malattia, ma anche la mafia e le guerre, o gli eventi personali come la perdita del lavoro o le separazioni. "Questa mostra è la massima espressione della resilienza di Francesca. Dalle foto dei nostri viaggi, fatti da quando Francesca si è ammalata fino alla sua morte, emergono la sua forza e la sua positività, che riesce ad andare oltre al dramma vissuto" commenta Alessandro Milan, che è anche presidente dell'Associazione: "Per questo credo che, al di là della tragedia, i messaggi che escono sono di positività e di ottimismo. Perché anche nelle difficoltà si può vivere la vita appieno, fino all’ultimo".

Condivide questo pensiero Sandra Balboni, presidente di Loto Onlus, associazione bolognese che opera contro il tumore ovarico e che ha portato la mostra in città: "E' necessario cambiare il punto di vista sui tumori femminili e sulla malattia in generale. Di cancro si vive, il cancro è un percorso che chiede di trovare dentro di sé ragioni profonde, percorrere cammini a tratti difficili ma che, davvero, possono essere pieni di vita. Per questo abbiamo fortemente voluto che questa mostra arrivasse a Bologna: è un invito a tutti alla resilienza e al cambiamento".

Informazioni:
La mostra, a ingrasso gratuito, viene inaugurata sabato 27 gennaio, alle ore 16, dal neo assessore alle politiche del terzo settore Marco Lombardo e rimane esposta fino a domenica 4 febbraio presso la Sala Museale del Baraccano in via Santo Stefano.
Vi si può accedere nei seguenti orari: 27 gennaio dalle 16 alle 19, 28 gennaio dalle 10 alle 19, 29-30-31 gennaio dalle 14 alle 18, 3 febbraio dalle 10 alle 24 (apertura serale in occasione della Art City Whgite Night 2018), 4 febbraio dalle 10 alle 19.



L'Associazione Wondy Sono Io è nata per realizzare una serie di attività sulla scia del movimento che Francesca Del Rosso aveva creato dopo la pubblicazione del libro "Wondy - ovvero come diventare supereroi per guarire dal cancro". Francesca ha lasciato una grande eredità intellettuale e umana, ha insegnato a donne e uomini come nella vita le difficoltà di varia natura possano e debbano essere affrontate, possibilmente con il sorriso. L'Associazione organizza iniziative concrete come la realizzazione del Premio Wondy per la letteratura resiliente e più in generale eventi che puntino alla diffusione della lettura come strumento per approfondire tematiche sociali, perché i libri (grande passione di Francesca) sono fondamentali per comprendere la realtà ed esplorare punti di vista inconsueti.

Loto Onlus è un'associazione no profit basata sul volontariato che opera contro il tumore ovarico. Uno degli obiettivi di Loto Onlus è quello di divulgare informazioni e rendere consapevoli le donne su una patologia come il carcinoma dell'ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno quasi 5.000 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo. Nasce nel 2013 grazie all’iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici certi di dover attivare un percorso "pionieristico" per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce. L'associazione è composta da un Consiglio Direttivo ed un Comitato Tecnico-Scientifico, i quali si affiancano per contribuire, ciascuno per la propria area di competenza, alla diffusione dell'informazione, al supporto alle donne colpite da carcinoma ovarico e al sostegno della ricerca scientifica. Eventi dedicati, workshop, convegni, il sito internet e le newsletter sono i principali strumenti attraverso i quali si realizza l'attività informativa, di supporto e di sensibilizzazione. Il Comitato Tecnico-Scientifico oltre a organizzare incontri scientifici e di divulgazione, seleziona e propone i progetti di ricerca da sostenere.

mercoledì 27 settembre 2017

CNR: prevenire il tumore con una App

Risultati immagini per Prevenire il tumore con l’aiuto di una App
Prevenire il tumore con l’aiuto di una App
Si chiama “A third less” e fornisce indicazioni sull’alimentazione da seguire e sull’attività fisica da svolgere attraverso contenuti multimediali. 
È stata realizzata da un team coordinato dall’Istituto di Neuroscienze del Cnr, con il supporto dell’Università di Padova e dell’Istituto Oncologico Veneto e sponsorizzato da Takeda


Avere a disposizione sul proprio cellulare indicazioni utili a prevenire il tumore. È possibile grazie a “A third less”, la App multipiattaforma (Ios, Android, Windows Phone) attiva e scaricabile gratuitamente. 

A realizzarla il Consorzio di ricerca Luigi Amaducci, tramite un team coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e composto anche da Università di Padova (Dipartimento di Neuroscienze; Unità operativa di riabilitazione ortopedica), Istituto Oncologico Veneto e azienda Openview, con la sponsorizzazione di Takeda.

“L’applicazione offre un aiuto nella riduzione del rischio di ammalarsi, fornendo indicazioni sull’alimentazione da seguire, sull’attività fisica da praticare e aiutando a mantenere il peso forma. Ogni utente ha un suo avatar che deve trasformare in un ‘supereroe’ della salute, inserendo nella App informazioni circa i cibi che assume e lo sport che pratica”, spiega Stefania Maggi dell’In-Cnr, coordinatrice del board del progetto insieme a Gaetano Crepaldi e a Marianna Noale. 

Secondo l’analisi condotta dal World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research circa un terzo delle più comuni forme di tumore potrebbe essere evitato attraverso uno stile di vita sano, con vantaggi anche per la prevenzione di altre malattie, prime tra tutte quelle cardiovascolari. Da qui, il nome dell’app ‘A third less’. 

“Le scelte nutrizionali possono influenzare la formazione del cancro a diversi livelli, ad esempio interferendo nella proliferazione, differenziazione e morte delle cellule, nell’espressione degli oncogeni e degli oncosoppressori. Anche una regolare attività fisica sembra associata a un ridotto rischio di tumori del colon e della mammella e a una diminuzione del rischio per prostata, polmone e utero”, prosegue Maggi.

Varie le funzionalità fornite dalla App: profilazione dell’utente per identificare gli stili di vita, così da poter consigliare gli esercizi da fare e i piatti da cucinare tramite brevi video. All’applicazione sono collegati anche il portale web di approfondimento, nel quale vengono ulteriormente spiegati i ‘consigli pratici’ forniti da “A third less” e viene ospitato il blog del progetto. È stata creata, inoltre, una pagina Facebook dedicata all’iniziativa, per condividere i contenuti del blog e per ospitare materiale proveniente da altre fonti che trattano temi analoghi.

"Il nostro team riabilitativo è impegnato da anni nell’ambito della prevenzione e trattamento delle patologie oncologiche, la battaglia contro queste ultime risulta essere oggi una delle più grandi sfide per preservare la salute della nostra società. Per tale motivo abbiamo contribuito con entusiasmo alla realizzazione della App "A third less", commenta Stefano Masiero, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova. “È un dispositivo comodo, interattivo, personalizzato, facile da utilizzare in ogni ambito e rivolto all'intera popolazione. Incoraggia l’attività fisica mediante un suggerimento pratico di esercizi quotidiani. Il nostro auspicio, e la nostra sfida, è che questa nuova App, innovativa e ambiziosa nella sua concezione, incontri le esigenze e le aspettative di coloro che ne usufruiranno, diventando uno strumento utile nel miglioramento degli stili di vita, in particolare nel campo della prevenzione oncologica".

“Siamo orgogliosi di aver contribuito, con un partner d’eccellenza come il Cnr, allo sviluppo di questa applicazione, che conferma quanto sia necessario l’impegno nel campo della prevenzione e il mettere al centro di questa il paziente”, afferma Alfonso Gentile, direttore medico di Takeda Italia.
Roma, 27 settembre 2017

La scheda
Chi: Istituto di Neuroscienze del Cnr, Takeda, Università di Padova, Istituto oncolo

giovedì 20 ottobre 2016

Grandissima partecipazione al Bra Day di Forlì con Cecilia Dazzi



Grande partecipazione di pubblico al Bra Day di Forlì con l’attrice Cecilia Dazzi



Grandissimo successo di pubblico per l’iniziativa , organizzata al Salone Comunale di Forlì in occasione della Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”, dall’ l’U.O. di Senologia dell’Ospedale di Forlì , con la collaborazione di Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, il sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo, il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Plastica (SICPRE), dell’ Ausl della Romagna, dell’IRST di Meldola, del Comune di Forlì, dell’Ordine dei medici di Forlì-Cesena, del Collegio Provinciale degli Infermieri Professionali e della LILT. Erano presenti il prof. Amadori (Direttore Scientifico dell’IRST di Meldola) e, fra i relatori, il prof. Nava (Chirurgo Plastico di Milano, presidente di Bra Day Italia), il dott. Folli (Direttore della Senologia dell’Istituto Tumori di Milano) ed il prof. Santi (Direttore della Chirurgia Plastica dell’Università di Genova).
Guest star dell’evento l’attrice Cecilia Dazzi , pluripremiata attrice cinematografica e televisiva, che ha letto uno dei dieci brani proclamati vincitori del Concorso Nazionale “Quelle BRAve Ragazze 2016” per racconti sul tumore al seno.

“Nell’ambito del BRA Day  (Breast Reconstruction Awareness Day) Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”, con eventi ed iniziative di sensibilizzazione su tutte le tecniche di ricostruzione della mammella dopo tumore al seno, e sul percorso terapeutico e psicologico che le pazienti devono affrontare – spiegano gli organizzatori – abbiamo voluto organizzare un’iniziativa aperta a tutti  sulle opzioni che la chirurgia ricostruttiva offre dopo un intervento per tumore al seno.”

Tutto questo per dire che la diagnosi di tumore al seno non è più, come era percepita  una volta, una specie di “condanna definitiva”, non solo della propria salute, ma anche della propria femminilità. Oggi le pazienti possono contare su tecniche ricostruttive sempre più innovative, conservative e personalizzate. L’ampio ventaglio delle tecniche ricostruttive attuate permette infatti d’individuare quella che più si adatta a quel particolare tipo di paziente, alle sue esigenze, senza tralasciare quello che è il principale obbiettivo: la cura della malattia.

lunedì 3 ottobre 2016

L'attrice Cecilia Dazzi per il Bra Day a Forlì (19 ottobre)




BRA Day: a Forlì l’attrice Cecilia Dazzi e Chirurghi Plastici e Senologi da tutt’Italia in occasione della Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”
BRA DAY

A Forlì il 19 ottobre l’attrice Cecilia Dazzi per la Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”

Mercoledì 19 Ottobre 2016 in molte città Italiane ed in tutto il mondo si celebrerà il BRA (Breast Reconstruction Awareness Day) Giornata Internazionale per la “Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria”, con eventi ed iniziative di sensibilizzazione su tutte le tecniche di ricostruzione della mammella dopo tumore al seno, e sul percorso terapeutico e psicologico che le pazienti devono affrontare.

Sposando la missione di Bra Day Italia, con la collaborazione di Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, con il sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo e con il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Plastica (SICPRE), dell’ Ausl della Romagna, dell’IRST di Meldola, del Comune di Forlì, dell’Ordine dei medici di Forlì-Cesena, del Collegio Provinciale degli Infermieri Professionali e della LILT, l’U.O. di Senologia dell’Ospedale di Forlì (Direttore F.F. Dott.ssa Curcio) organizza mercoledì 19 Ottobre alle ore 18, presso il Salone Comunale di Forlì, una sessione informativa aperta al pubblico sulle opzioni che la chirurgia ricostruttiva offre dopo un intervento per tumore al seno.
Saranno presenti il prof. Amadori (Direttore Scientifico dell’IRST di Meldola) e, fra i relatori, il prof. Nava (Chirurgo Plastico di Milano, presidente di Bra Day Italia), il dott. Folli (Direttore della Senologia dell’Istituto Tumori di Milano) ed il prof. Santi (Direttore della Chirurgia Plastica dell’Università di Genova).
Sarà inoltre presente CECILIA DAZZI, pluripremiata attrice cinematografica e televisiva, che leggerà uno dei dieci brani proclamati vincitori del Concorso Nazionale “Quelle BRAve Ragazze 2016” per racconti sul tumore al seno.
Seguirà un piccolo aperitivo durante il quale lo Staff dell’U.O.di Senologia sarà a disposizione per confronti e discussioni sui temi trattati, e alcune pazienti operate saranno a disposizione per condividere la loro esperienza con nuove pazienti.

Programma


sabato 2 luglio 2016

Il prof. Giorgio Ercolani questa sera in televisione



Il  professor Giorgio Ercolani, neo direttore dell'UO di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate  dell'ospedale di Forlì e docente all'Università di Bologna alla trasmissione Salute Informa di VideoRegione
Il professor Giorgio Ercolani, neo direttore dell'UO di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e docente all'Università di Bologna alla trasmissione "Salute Informa" di VideoRegione  nelle seguenti date:

VIDEOREGIONE (posizione 12 sul telecomando)
02 e 05 luglio 2016 ore 18:30
03 e 06 luglio ore 00:15


Il prof. Giorgio Ercolani, forlivese, 47 anni, docente associato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna con un curriculum professionale e accademico di grande prestigio. Autore e co-autore di più di 540 pubblicazioni suddivise in 2 libri, 21 Capitoli di Libro, 240 lavori a stampa pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, il prof. Ercolani Ha eseguito più di 2500 interventi, riguardanti principalmente la chirurgia oncologica ed in particolare, la chirurgia epato-bilio-pancreatica, e la chirurgia dei trapianti solidi addominali . E’ membro della Società Italiana di Chirurgia, International Hepato-Biliary-Pancreatic Association and International Society of Liver Transplantation, svolge attività di reviewer per le riviste scientifiche: Annals of Surgical Oncology, BMC Surgery, European Journal of Surgical Oncology, World Journal of Surgery, World Journal of Surgical Oncology, Plos One. E' Consultant Editor di Updates in Surgery.

giovedì 25 febbraio 2016

La Senologia di Forlì compie dieci anni e festeggia con le donne (Forlì, 8 marzo)


L'Unità Operativa di Senologia di Forlì, diretta dal dottor Secondo Folli, compie dieci anni e  festeggia con autorità, operatori e volontari, l'8 marzo alle 18, in Sala Pieratelli, presso l'Ospedale di Forlì
 
La Senologia di Forlì compie 10 anni
Martedì, 8 marzo 2016 ore 18
Sala Pieratelli, Ospedale di Forlì 



Interverranno:
· Davide Drei, Sindaco di Forlì
· Paolo Zoffoli, Presidente della Commissione Sanità R.E.R.
· Marcello Tonini, Direttore Generale Ausl Romagna
· Dino Amadori, Direttore scientifico IRCCS/IRST Meldola
· Secondo Folli, Direttore U.O. di Senologia di Forlì


Saranno presenti :
Paolo Masperi, Direttore del Presidio Ospedaliero di Forlì
Fabio Falcini, Direttore U.O. di Prevenzione Oncologica Forlì
Silvia Mambelli, Direttore Servizio Infermieristico Ausl Romagna
Michele Gaudio, Presidente Ordine dei Medici - Chirurghi (FC)
Gatta Franco, Presidente IPASVI Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (L.I.L.T.)
Volontarie I.O.R Gruppo I.D.A.

giovedì 23 aprile 2015

Una piega per l'hospice (Forlì, 1 maggio)

L'Associazione Amici dell'Hospice di Forlimpopoli organizza il 1 maggio "Una piega per l'hospice" presso la Piazzetta Don Pippo Chiesa di San Mercuriale, Forlì, dalle ore 8,00 alle ore 17,00 . Un'iniziativa di fund reasing per l'importante struttura di Cure Palliative, che si avvale del contributo gratuito di un gruppo di parrucchieri Grazie ad un gruppo di parrucchiere/i, gratuitamente coinvolti nell’iniziativa, le signore potranno usufruire di “una piega” a fronte di un contributo di soli 10 euro. L’intero ricavato sarà devoluto all’Associazione Amici dell’Hospice di Forlimpopoli. L'Hospice di Forlimpopoli è una struttura di degenza che accoglie i pazienti che richiedono cura specialistica palliativa continuativa in regime di ricovero, per intensità dei sintomi o per impossibilità temporanea dei familiari a far fronte a domicilio alle necessità assistenziali. In Hospice, i familiari possono essere presenti per tutto l'arco della giornata e rivestono un ruolo importante nel progetto di cura, interagendo in modo attivo con l'equipe sanitaria. L’Associazione Amici dell’Hospice di Forlimpopoli opera direttamente nella struttura con i suoi volontari e garantisce ed integra contratti di figure mediche per attività di reperibilità Per informazioni sull’attività dell’associazione: www.amicihospiceforli. Tiziana Rambelli

martedì 21 aprile 2015

Successo di partecipazione per la Giornata di prevenzione AOOI a Forlì

Trecentonovantacinque persone si sono sottoposte a screening nell’ospedale forlivese. Quaranta i casi di positività rilevati 

Venerdì 10 aprile si è svolta anche a Forlì, presso gli ambulatori dell’ UO di Otorinolaringoiatria dell’ospedale “Morgagni- Pierantoni”, diretta dal prof. Claudio Vicini, la prima Giornata della Prevenzione AOOI (Associazione Otolaringologi Ospedalieri Italiani) - diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e faringeo.


Trecentonovantacinque le persone visitate in una sola giornata, dalle ore 8 alle ore 16, di cui 160 uomini e 235 donne. “Ringrazio il team di collaboratori che ha permesso, a titolo gratuito, la realizzazione dell’iniziativa – commenta il prof.Claudio Vicini – i medici Claudia Zanotti, Chiara Marchi, Andrea De Vito, Sabrina Frassineti, Ermelinda Zaccardo, Elisabetta Firinu, il personale infermieristico degli ambulatori e anche chi ha dato il supporto organizzativo, la dott.ssa Patrizia Bezzi, i signori Giuseppe Linguerri, Roberta Bagnoli e Giorgio Giorgini. 

Tutti hanno contribuito al grande successo di partecipazione che ha avuto l’iniziativa, che ha registrato un numero di adesioni tra i più elevati in ambito italiano. Ringrazio anche chi ha contribuito alla organizzazione della comunicazione dell’iniziativa tramite stampa,web e televisione”. Tra tutte le persone sottoposte a screening durante tale giornata , 355 sono risultate negative e 40 sono risultate positive e verranno pertanto sottoposte ad ulteriori approfondimenti al fine di accertare la natura delle lesioni rilevate.

In Italia si rilevano 12 nuovi casi di tumore del cavo orale all’anno ogni 100 mila abitanti. Sotto accusa fumo, alcol e la cattiva igiene orale. La prevenzione e la diagnosi precoce ottime alleate contro l’emergenza dei tumori della bocca che colpisce maggiormente gli over 50.Fumo, alcol, Papillomavirus e cattiva igiene orale possono provocare l'insorgenza di tumori del cavo orale ed orofaringeo.

“Questa iniziativa – conclude il prof. Vicini – sancisce l’importanza di un buono screening per le patologie maggiori ed emergenti e ribadisce il ruolo della competenza otorinolaringoiatrica nella gestione diagnostica e terapeutica di queste patologie”.

La diagnosi precoce di questo tipo di carcinoma è semplice e non richiede metodi invasivi. Anzi, consentendo una chirurgia conservativa, evita trattamenti demolitivi con conseguenze invalidanti, riduce i costi di terapie e riabilitazione, aumentando fino all'80% la sopravvivenza libera da malattia. Tiziana Rambelli

giovedì 16 aprile 2015

Uno dei massimi esperti al mondo di cancro del polmone, Jiro Okami, a Forlì il 18 aprile

Sabato 18 aprile il dottor Jiro Okami, noto chirurgo dell' Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases relazionerà presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì al Meeting organizzato dal Dipartimento Toracico, diretto dal dottor Davide Dell'Amore Sabato 18 aprile il dottor Jiro Okami, noto chirurgo dell' Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases relazionerà presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì al Meeting organizzato dal Dipartimento Toracico, diretto dal dottor Davide Dell'Amore. L'argomento trattato (le lesioni in situ e miniinvasive del polmone ) è di estremo interesse ed attualità. In Giappone hanno iniziato ad affrontare questo problema circa venti anni fa. Il dottor Okami è uno dei massimi esperti mondiali sul tema dei test di chemio-sensibilità in vitro e in vivo per il cancro del polmone e per il mesotelioma pleurico. Il Giappone è la nazione con la più lunga aspettativa di vita al mondo e in questo Paese sono presenti alcuni centri di eccellenza nell’ambito della ricerca medica applicata, tra i quali si distingue l’Osaka Medical Center for Cancer and Cardiovascular Diseases, che è anche la sede nazionale giapponese per il coordinamento degli screening oncologici di massa. Il Dipartimento di Chirurgia Toracica di Osaka dove il dottor Okami svolge la propria attività clinica e di ricerca è anche all’avanguardia nelle tecniche chirurgiche mini-invasive ed endoscopiche utilizzate per la diagnosi ed il trattamento delle patologie polmonari e pleuriche Introduzione al corso di sabato 18 aprile del Dott. Marco Taurchini U.O.C. Chirurgia Toracica Az. Unica della Romagna Tiziana Rambelli

lunedì 6 aprile 2015

Giornata della Prevenzione AOOI (Forlì, 10 aprile)Il 6 e 7 aprile servizio sul TG3

Venerdì 10 aprile 2015 si svolgerà anche a Forlì, presso gli ambulatori dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Forlì, diretta dal prof. Claudio Vicini, la prima Giornata della Prevenzione AOOI (Associazione Otolaringologi Ospedalieri Italiani) - diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e faringeo. Un servizio televisivo, girato dalla troupe Rai presso l'ospedale di Forlì negli ambulatori di Otorinolaringoiatria,andrà in onda il 6 aprile sul Tg3 , nelle edizioni delle 14,30 e 19,30, . Lo stesso servizio verrà trasmesso martedì 7 aprile, alle 8,30, su Rai 3 durante la trasmissione "Buongiorno Regione" Per informazioni, potrete contattare lo 0543/735501 (dal lunedì al venerdì, dalle 10,30 alle 13,30) In Italia 12 nuovi casi di tumore del cavo orale all’anno ogni 100 mila abitanti. Sotto accusa fumo, alcol e la cattiva igiene orale. La prevenzione e la diagnosi precoce ottime alleate contro l’emergenza dei tumori della bocca che colpisce maggiormente gli over 50. Fumo, alcol, Papillomavirus e cattiva igiene orale possono provocare l'insorgenza di tumori del cavo orale ed orofaringeo. Prevenirli, tuttavia, è molto più semplice di quanto si pensi. Venerdì 10 aprile, dalle 8 alle 16, tutti possono presentarsi per uno screening gratuito presso l'ambulatorio dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Forlì (Padiglione Morgagni, piano terra), diretta dal prof. Claudio Vicini. Non occorre la prenotazione. Lo screening è consigliato indistintamente a giovani e adulti. Giovedì 9 aprile verrà invece organizzata una serata all'Ordine dei Medici di Forlì-Cesena. Scarica qui il programma Scarica qui il volantino dell'iniziativa nazionale LA PREVENZIONE Il carcinoma del cavo orale ed orofaringeo Il cavo orale comprende lingua, gengive, guance, pavimento ovvero la parte inferiore della bocca, palato e labbra. L’orofaringe comprende tonsille, base lingua e palato, Tumefazioni ed escrescenze, lesioni bianche o rossastre e ferite che non si rimarginano spontaneamente possono essere la manifestazione di lesioni pre-tumorali o, peggio, tumorali. Ugualmente l’ingrossamento di una sola tonsilla, specie se accompagnata da dolore all’orecchio dello stesso lato. L'incidenza in Italia è abbastanza alta: dai 4 ai 12 nuovi casi per anno ogni 100.000 abitanti, in base ai fattori di rischio prevalenti nelle varie aree geografiche. I fattori di rischio Il vizio del fumo, l'abuso di alcol, la scarsa igiene orale, l'infezione da Papillomavirus legata ai rapporti sessuali orali, il Lichen ruber planus, i microtraumi cronici della mucosa della bocca dovuti alle protesi dentarie, l'eccessiva esposizione al sole e una dieta povera di frutta e verdura sono i fattori di rischio che possono provocare l'insorgenza di questo tipo di tumori. Come prevenire Per prevenirli, un corretto stile di vita è importante. Se si è soggetti ad almeno un fattore di rischio, le visite otorinolaringoiatriche periodiche sono fortemente raccomandate. Si consiglia, inoltre, di smettere di fumare, di evitare gli alcolici, di seguire una dieta ricca di frutta e verdura, di curare l'igiene orale e di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali. L'importanza della diagnosi precoce La diagnosi precoce di questo tipo di carcinoma è semplice e non richiede metodi invasivi. Anzi, consentendo una chirurgia conservativa, evita trattamenti demolitivi con conseguenze invalidanti, riduce i costi di terapie e riabilitazione, aumenta fino all'80% la sopravvivenza libera da malattia e, in definitiva, migliora la qualità della vita. AOOI L'Associazione Otolaringologi Ospedalieri Italiani (AOOI) nasce nel 1947, dall'esigenza di tutelare e promuovere la cultura e la professionalità di questa complessa specialità della medicina. Insieme all'Associazione Universitaria degli Otorinolaringologi (AUORL), costituisce la Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale (SIO e ChCF), a sua volta fondata nel lontano 1891 Tutte le informazioni sulla 1° Giornata della prevenzione otorinolaringoiatrica sono disponibili al sito: http://www.giornataprevenzioneaooi.it. Tiziana Rambelli

martedì 31 marzo 2015

Tumore allo stomaco in calo in Romagna

Ultimi dati, terapie e studi verranno illustrati al convegno “Percorsi del paziente affetto da tumore allo stomaco” che si terrà a Forlì, 10 aprile 2015 Si terrà a Forlì venerdì 10 aprile presso la Sala Pieratelli dell’ospedale, il convegno “PERCORSI DIAGNOSTICO - TERAPEUTICI DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE ALLO STOMACO” . RESPONSABILI SCIENTIFICI : Dr. Luca Saragoni U.O.Anatomia Patologica, Forlì; Prof. Enrico Ricci U.O.Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Forlì; Dr. Paolo Morgagni U.O.Chirurgia Generale, Forlì. Il carcinoma gastrico rappresenta la quinta forma più comune di cancro in Europa e la Romagna ha sempre avuto il triste “primato” della più alta incidenza e del più alto rischio di casi di tumore allo stomaco in Italia insieme a pochi altri territori, ma, finalmente, siamo in grado di dare una buona notizia, che non è frutto certamente del caso. Nell’area Forlì- Cesena – Ravenna – Rimini si è ridotta l’incidenza del tumore allo stomaco, in accordo con quanto sta avvenendo su tutto il territorio nazionale. Mentre nel periodo 1987-90 si registravano in Romagna circa 1300 casi, dal 2005 al 2008 il numero è sceso a circa 800. Di questo importantissimo successo si parlerà al Convegno del 10 aprile a Forlì, durante il quale ci si confronterà su dati, studi, ma soprattutto sui percorsi fatti da gruppi di professionisti per sconfiggere un killer che ha mietuto silenziosamente molte vittime in questi anni, anche e soprattutto nel territorio romagnolo. “Durante il convegno – spiega uno dei referenti scientifici, il forlivese dottor Luca Saragoni –spiegheremo i risultati ottenuti dal team multidisciplinare che negli anni si è costituito prima a Forlì, dove alla fine degli anni 80 si registrava circa il 50% dei casi di tumore gastrico di tutta la Romagna, poi in tutta l’area romagnola. Il team multidisciplinare, composto da endoscopisti, rappresentati al convegno dal prof.Enrico Ricci, da patologi come il sottoscritto e da chirurghi, rappresentati dal dottor Paolo Morgagni, si è occupato per anni di un percorso basato sulla prevenzione, realizzato con la collaborazione dei medici di famiglia, e sulla diagnosi precoce.” “Grazie a queste strategie, prosegue Saragoni, oggi il tumore allo stomaco è quasi scomparso in Romagna nella popolazione sotto i 40 anni ed è in forte calo nei soggetti sotto i 60, mentre la sua incidenza si mantiene purtroppo ancora inalterata nella fascia degli ottantenni. In riferimento all’istotipo, il calo è da imputarsi al tipo intestinale, che risulta strettamente legato a fattori alimentari ed ambientali. Insomma la gente di Romagna ha modificato, in meglio, le sue abitudini alimentari. Le diete ricche di cibi salati e con elevata assunzione di sale nella preparazione, nella cottura o a tavola, aumentano il rischio di cancro gastrico. Oggi si mangiano meno insaccati e carne alla griglia, che rappresentavano forti fattori di rischio e sono migliorate anche le condizioni igieniche degli ambienti di vita, che favorivano il proliferare dell’Helicobacter Pylori, soprattutto in zone di campagna e collina. ” Ma cosa è cambiato, invece, in questi anni, in tema di diagnosi precoce e trattamento dei tumori allo stomaco in Romagna? “ Attualmente Forlì – chiarisce Saragoni - detiene il primato della diagnosi precoce del tumore allo stomaco in Occidente e questo è uno dei motivi per cui è stato organizzato proprio qui il convegno. Dal 2000 al 2003 abbiamo registrato una percentuale di tumori diagnosticati in fase iniziale che andava dall’8 al 18%, nel 2013 siamo arrivati al 36%. Se teniamo conto che nel mondo occidentale la percentuale media è del 15%, è facile comprendere la portata dei risultati ottenuti in Romagna. Il dato non è invece confrontabile con i risultati ottenuti nel mondo orientale, in particolare in Giappone, dove, contrariamente a quanto avviene in Italia, è attivo uno screening organizzato di popolazione e quindi la percentuale sale al 50%-60%.” I medici di famiglia romagnoli, opportunamente formati da quelli ospedalieri, individuano i primi sintomi di un possibile cancro e indirizzano i pazienti in ospedale (prevenzione secondaria) dove i tumori in fase iniziale vengono trattati chirurgicamente (146 casi a Forlì dal 2011 al 2013), oppure endoscopicamente (51 casi dal 2011 al 2013). “Per merito di questa prevenzione secondaria - prosegue Saragoni –il tumore viene diagnosticato in fase iniziale in una buona percentuale di casi, in modo tale che i pazienti guariscono, non muoiono più di malattia come una volta e vengono trattati , in un terzo dei casi, senza intervento chirurgico, solo con una resezione per via endoscopica, grazie alla competenza nel settore specifico dei professionisti.” “Al Convegno interverranno professionisti di tutta l’Ausl Romagna – conclude Saragoni – coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da tumore allo stomaco, insieme ai Medici di Medicina Generale, ai medici dell’IRST/IRCCS di Meldola e di tutta la rete oncologica romagnola.” La Romagna, insomma, resta ancora un territorio ad alto rischio e ad elevata incidenza per il tumore allo stomaco rispetto all’Italia, ma una importante vittoria è stata conseguita: i casi sono in forte calo e una buona parte di questi viene diagnosticata in fase iniziale. Tiziana Rambewlli

martedì 17 marzo 2015

Giornata della Prevenzione dei tumori del cavo orale e faringeo (Forlì, 10 aprile)

Venerdì 10 aprile 2015 si svolgerà anche a Forlì, presso gli ambulatori dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Forlì, diretta dal prof. Claudio Vicini, la prima Giornata della Prevenzione AOOI (Associazione Otolaringologi Ospedalieri Italiani) - diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e faringeo. Per informazioni, potrete contattare lo 0543/735501 (dal lunedì al venerdì, dalle 10,30 alle 13,30) Fumo, alcol, Papillomavirus e cattiva igiene orale possono provocare l'insorgenza di tumori del cavo orale ed orofaringeo. Prevenirli, tuttavia, è molto più semplice di quanto pensi: la mattina del 10 aprile, dalle 8 alle 16, presentati per uno screening gratuito presso l'ambulatorio dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Forlì (Padiglione Morgagni, piano terra), diretta dal prof. Claudio Vicini. Non occorre la prenotazione. Lo screening è consigliato indistintamente a giovani e adulti. AOOI L'Associazione Otolaringologi Ospedalieri Italiani (AOOI) nasce nel 1947, dall'esigenza di tutelare e promuovere la cultura e la professionalità di questa complessa specialità della medicina. Insieme all'Associazione Universitaria degli Otorinolaringologi (AUORL), costituisce la Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale (SIO e ChCF),a sua volta fondata nel lontano 1891 (http://www.sioechcf.it) LA PREVENZIONE Il carcinoma del cavo orale ed orofaringeo Il cavo orale comprende lingua, gengive, guance, pavimento ovvero la parte inferiore della bocca, palato e labbra. L’orofaringe comprende tonsille, base lingua e palato, Tumefazioni ed escrescenze, lesioni bianche o rossastre e ferite che non si rimarginano spontaneamente possono essere la manifestazione di lesioni pre-tumorali o, peggio, tumorali.Ugualmente l’ingrossamento di una sola tonsilla, specie se accompagnata da dolore all’orecchio dello stesso lato. L'incidenza in Italia è abbastanza alta: dai 4 ai 12 nuovi casi per anno ogni 100.000 abitanti, in base ai fattori di rischio prevalenti nelle varie aree geografiche. I fattori di rischio Il vizio del fumo, l'abuso di alcol, la scarsa igiene orale, l'infezione da Papillomavirus legata ai rapporti sessuali orali, il Lichen ruber planus, i microtraumi cronici della mucosa della bocca dovuti alle protesi dentarie, l'eccessiva esposizione al sole e una dieta povera di frutta e verdura sono i fattori di rischio che possono provocare l'insorgenza di questo tipo di tumori. Come prevenire Per prevenirli, un corretto stile di vita è importante. Se si è soggetti ad almeno un fattore di rischio, le visite otorinolaringoiatriche periodiche sono fortemente raccomandate. Si consiglia, inoltre, di smettere di fumare, evitare gli alcolici, di seguire una dieta ricca di frutta e verdura, di curare l'igiene orale e di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali. L'importanza della diagnosi precoce La diagnosi precoce di questo tipo di carcinoma è semplice e non richiede metodi invasivi. Anzi, consentendo una chirurgia conservativa, evita trattamenti demolitivi con conseguenze invalidanti, riduce i costi di terapie e riabilitazione, aumenta fino all'80% la sopravvivenza libera da malattia e, in definitiva, migliora la qualità della vita. Tiziana Rambelli

giovedì 7 novembre 2013

Un forlivese, il dottor Luca Saragoni, il nuovo coordinatore dei patologi italiani per le malattie dell'apparato digerente

Sarà il dott. Luca Saragoni, dell’U.O. di Anatomia Patologica dell’Ausl di Forlì, a coordinare per il prossimo triennio (2014-2016) il gruppo dei patologi italiani impegnati, all’interno della Società italiana di Anatomia Patologica, nello studio e ricerca delle malattie dell’apparato digerente. Il dott. Saragoni, che entrerà in carica a partire dal 1° gennaio 2014, è stato eletto in occasione del 6° congresso triennale della Società - unico riferimento, nel nostro paese, per gli anatomopatologi, con circa 900 iscritti - andato in scena nei giorni scorsi a Roma. In tale circostanza, il gruppo, per la prima volta dalla sua fondazione, nel 1994, ha votato per rinnovare i membri del comitato di coordinamento, espressione, sino ad ora, delle scuole universitarie italiane più avanzate in tale ambito, nella figura del prof. Massimo Rugge di Padova, e del prof. Roberto Fiocca di Genova. Al dott. Saragoni, affiancato dalla prof.ssa Maria Guido dell’Università di Padova, il compito di raccogliere tale prestigiosa eredità. «Il mio obiettivo – commenta il professionista forlivese – è creare, in seno al gruppo, sotto-gruppi di patologi esperti per ciascuna delle varie patologie dell’apparato digerente, attraverso i quali portare avanti attività non solo di studio ma anche di formazione, rivolte a tutti gli iscritti della nostra società. In questo modo, vorrei creare una rete fra le varie realtà italiane sia per quanto riguarda la ricerca, sviluppando, fra l’altro, la diagnostica molecolare, sia per rivisitare le linee guida in ambito diagnostico». Particolare attenzione sarà rivolta al coinvolgimento dei centri del Centro-Sud Italia. «Sin qui è stato uno degli aspetti più difficili da realizzare; proprio per questo, ho già inserito nel comitato di coordinamento un rappresentante dell’Italia meridionale. Inoltre, creeremo un nuovo sito Internet dedicato e promuoveremo in loco iniziative con patologi esperti che operano in quelle regioni». Parallelamente, si cercherà di potenziare il network con le varie Società cliniche, comprese quelle internazionali, sempre al fine di aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici e favorire la ricerca. Quanto prodotto in seno al Gruppo italiano dei patologi dell’apparato digerente avrà una ricaduta anche a livello romagnolo. «Intendo traslare acquisizioni e conoscenze che scaturiranno dal nostro lavoro nei vari gruppi multidisciplinari di patologia digestiva presenti in Area Vasta Romagna, in parte già esistenti, in parte in fase di costituzione». Il gruppo, come in passato, si occuperà di tutte le patologie, sia neoplastiche sia non (malattie infiammatorie e pre-tumorali), del tubo digerente e delle ghiandole annesse. «Tali patologie rappresentano circa il 40% dell’attività di tutti i servizi italiani di Anatomia patologica, per questo il gruppo è stato il primo a essere stato istituito in seno alla società. Coordinarlo, per me, è un grande onore. La mia elezione, inoltre, rappresenta un importante riconoscimento dell’attività svolta in questi vent’anni nel settore insieme a tutti i clinici dell’ospedale di Forlì, ed è grazie all’esistenza di team multidisciplinari dedicati se oggi, il “Morgagni-Pierantoni” è divenuto un punto di riferimento e un’eccellenza nella diagnosi e cura del tumore allo stomaco». Tiziana Rambelli

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