Diversi studi confermano che la musica ha effetti positivi sul benessere psicologico, la qualità di vita e su alcuni sintomi fisiologici dei pazienti oncologici.
In occasione della VI Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico l'associazione Loto Onlus porta a Bologna Igor Ezendam, famoso polistrumentista olandese specialista in canto armonico.
L'intera giornata di sabato 5 maggio nella città emiliana è dedicata alle "Note della salute", con appuntamenti musicali e approfondimenti sul tema della musicoterapia.
Concerti, dimostrazioni, presentazioni di dati ed esperienze: gli eventi, tutti gratuiti, si susseguono presso il complesso museale del Baraccano
In Emilia-Romagna il tumore ovarico colpisce oltre 400 donne l'anno con circa 270 decessi a causa di questa patologia. Solo a Bologna si registrano ogni anno 100 nuovi casi di tumori maligni dell'ovaio, mentre i decessi accertati sono oltre 70 (dati dal registro regionale "I tumori in Emilia-Romagna").
La musica può essere una medicina viva, benefica per il corpo oltre che per l'anima. Diversi studi dimostrano che la musica può avere effetti benefici sulla qualità della vita dei malati di cancro, alleviando sia i sintomi psichici che in parte i sintomi fisici della malattia: tra questi, le ricerche realizzate da un team di esperti del gruppo Cochrane, organizzazione internazionale che si occupa di revisioni medico-scientifiche. Non è un caso che per celebrare la VI Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico (che si celebra l'8 maggio) e sensibilizzare su questa patologia a Bologna si sia scelta la musica. La Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico (World Ovarian Cancer Day) coinvolge 73 associazioni di pazienti in 31 Paesi, sotto la guida del Comitato Internazionale che la promuove dal 2013 e di cui fa parte Loto Onlus.
A Bologna Loto Onlus - l'associazione no profit nata con l'intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell'ovaio - organizza “Sulle note della salute. Terapia per corpo e anima”: sabato 5 maggio il complesso museale del Baraccano (in via Santo Stefano 119) ospita una giornata dedicata all'informazione sul "killer silenzioso" che passa attraverso note e suoni.
La musica viene utilizzata per la gestione del dolore e dell'ansia, per l'elaborazione e presa di consapevolezza della malattia e per la depressione che quest'ultima potrebbe comportare. In particolare la musicoterapia si rivolge ai bisogni materiali e spirituali, che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita del paziente. Le iniziative prendono il via già dalla mattina: si comincia alle 10.30 con un'introduzione sugli studi scientifici che testimoniano gli effetti terapeutici della musica e del suono; segue una dimostrazione di campana tibetana a cura di Maria Luisa Monfrotti. Spazio, poi, alla musica corale con una performance del coro "Antonella Alberani", nato dall'associazione “Il Seno di Poi-Onlus” che aiuta e sostiene le donne operate di cancro al seno. La giornata culmina nel primo pomeriggio quando, alle 14.30, si esibisce Igor Ezendam, esperto del potere benefico dello strumento più antico del mondo, la voce. Cantautore, polistrumentista e artista olandese, Ezendam è uno specialista e performer di canto armonico. E' in grado di produrre una scala di undici armonici, ossia di emettere, sopra la nota fondamentale, una seconda melodia che ha lo stesso timbro di un flauto. Si accompagna con didgeridoo, percussioni (hang, djembe, bodhrán), shrutibox, campane tibetane e strumenti a corde (chitarra, mandola, cümbüs). Nel corso di tutta la giornata le volontarie di Loto Onlus saranno a disposiozine per fornire materiale e indicazioni relativi al tuomore ovarico. Informazione e diagnosi tempestiva, infatti, sono le parole d'ordine per combattere il più pericoloso e meno conosciuto dei tumori femminili che in Italia colpisce oltre 5.000 donne l'anno e ne uccide circa 3.200: solo il 45% delle donne colpite sopravvive nei primi 5 anni dalla diagnosi. Questo perché i sintomi del tumore ovarico sono aspecifici, e ad oggi non esistono strumenti di prevenzione; tuttavia, una maggiore attenzione ai primi segnali può portare a una diagnosi tempestiva che aiuta a individuare e a curare il tumore a uno stadio iniziale, con buone prospettive di guarigione. La musicoterapia intesa come cura palliativa, vuole essere uno strumento integrativo e non sostitutivo alle classiche terapie medico-farmacologiche: "La musica può portare velocemente in "luoghi" diversi, cambiare il tono dell'umore, modificare la percezione soggettiva del dolore e chiarificare il pensiero: è in grado di creare uno spazio di elaborazione simbolica della sofferenza, lavorando sull'ansia e la depressione che essa comporta – sottolinea Sandra Balboni, presidente di Loto Onlus – E poi la musica arriva a chiunque: per questo abbiamo scelto questo linguaggio universale, per coinvolgere più persone possibile. Invitiamo tutti a venire ad ascoltare e a raccogliere qualche informazione sul tumore ovarico: sarà tempo ben speso, può salvare la vita". Per info: www.lotonlus.org |
Salute
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lunedì 30 aprile 2018
Tumore ovarico, a Bologna 100 nuovi casi all'anno. Per la Giornata Mondiale la città diventa capitale della lotta al killer silenzioso: sabato 5 maggio le note di Igor Ezendam
martedì 25 luglio 2017
No, la depressione non è tristezza. E non si combatte “dandosi una mossa”
La depressione è una malattia dall’origine ancora oscura e soggetta a ogni sorta di malinteso.
Una “perturbazione dolorosa, più forte di ogni istanza moderatrice del volere”: così Carlo Emilio Gadda ne La cognizione del dolore descrive lo stato depressivo.
«Un errore che si fa spesso in buona fede con le persone affette da depressione è sollecitarli a reagire», spiega la psichiatra Cristina Toni, durante la conferenza La depressione: in cerca di una definizione (tra tristezza e malinconia). «Nella depressione c'è una fissità dello stato di dolore che non è influenzabile dalla volontà. Ciò che viene a mancare è proprio la volontà».
In buona sostanza chi – più o meno bonariamente – incita una persona depressa a darsi da fare («perché io ho avuto lo stesso problema e mi sono rimboccato le maniche» e via dicendo…) semplicemente non considera un fatto: la depressione non è la tristezza e il suo contrario non è la felicità, ma la vitalità. Lo spiegava già bene Gadda: “Più forte di ogni istanza moderatrice del volere”.
Distinguere depressione e tristezza – e ancora: malinconia, blues, spleen, lutto – è di fondamentale importanza secondo la dottoressa Toni. Perché la tristezza è uno stato d’animo connaturato nell’individuo, un’emozione fisiologica con una funzione adattativa importantissima, motivazionale e di analisi.
La depressione invece è totalizzante e si traduce in un generale rallentamento, sia fisico che cognitivo ed emotivo. Tanto che, in alcuni casi, non si è più nemmeno in grado di fare le cose banali, dall’andare al lavoro a farsi la doccia.
Semplicemente, tutto diventa incredibilmente impegnativo. Alzarsi dal letto e lavarsi i denti è paragonabile a un’escursione in montagna, tutta in salita e sotto il sole (e senza borraccia d’acqua o barretta di cioccolato per darsi energia).
Ogni azione si scompone nel cervello in tante micro azioni, tutte con un proprio peso specifico, tutte dispendiose di energia. E, soprattutto, tutte senza senso.
In una società attiva e molto prestazionale come la nostra, una persona che soffre di depressione è ancora soggetta a uno stigma fortissimo. A parte qualche emo superstite e certe ragazzine che su Instagram postano selfie dolenti accompagnati dalla posologia dei propri farmaci, le persone non amano pubblicizzare questa condizione, perché pensano che allontani le persone e che peggiori la propria immagine pubblica.
E hanno ragione. Lo confermano due studi condotti dal professor Guy A. Boysen della McKendree University (in uno, ad esempio, i partecipanti dovevano indovinare la bellezza fisica di alcune persone a partire da indicazioni caratteriali), che provano in buona sostanza che nella percezione comune le persone con disturbi mentali – come depressione e schizofrenia – hanno meno probabilità di avere successo nelle relazioni.
In una società attiva e molto prestazionale come la nostra, una persona che soffre di depressione è ancora soggetta a uno stigma fortissimo
mercoledì 10 maggio 2017
Rebecca Dennis "Pensa solo a respirare, Il potere curativo della respirazione" (Armenia)
Rebecca Dennis
PENSA SOLO A RESPIRARE
Il potere curativo della respirazione
Spiegare come servirsi della respirazione consapevole per superare i mali del secolo, stress e depressione: questo il proposito dell'autrice.
REBECCA DENNIS, autrice, breath coach professionista e organizzatrice di workshop, ha fondato il sito www.breathingtree.co.uk e pratica nel centro di Indaba Yoga a Londra.
Ha collaborato anche con influenti personalità del settore in Italia e nel Regno Unito.
ANTEPRIMA
"PENSA SOLO A RESPIRARE"
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