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mercoledì 28 febbraio 2018

Una campagna gratuita di screening e un incontro di approfondimento dedicati alle donne

UN INCONTRO INFORMATIVO DI APPROFONDIMENTO E UNA CAMPAGNA GRATUITA DI SCREENING: SYNLAB DEDICA UN'INTERA SETTIMANA ALLE DONNE #NELCUOREDIBRESCIA

HPV e tumore al collo dell'utero: un argomento di estrema attualità sul quale è bene che le donne facciano prevenzione per vincere una grande e importante battaglia

Brescia, 28 febbraio 2018 – Synlab quest'anno dedica un'intera settimana alla donna: si partirà lunedì 5 marzo con un convegno di approfondimento dal titolo "Donna contro Virus, partita vinta", incentrato sul tema dell'HPV e del cancro alla cervice uterina e si proseguirà lungo tutta la settimana con una campagna gratuita di screening.

Il convegno, che si terrà il 5 marzo alle ore 18:30 presso il Punto Prelievi di Via Marconi 9/11 a Brescia, vedrà la presenza di importanti relatori: Donatella AlbiniSpecialista in Ginecologia e Ostetricia a Brescia, Ottavio Di StefanoPresidente dell'Ordine dei Medici di Brescia, Marcello GambacortaResponsabile Anatomia Patologica Synlab Italia, Antonella NovaglioPresidente Collegio Ostetriche di Brescia e Emanuela PratiSpecialista in Ginecologia e Ostetricia a Brescia

La serata si svilupperà partendo da un'importante consapevolezza: dagli anni Ottanta è dimostrato che, nella quasi totalità dei casi, il tumore del collo dell'utero deriva da un'infezione persistente da alcuni ceppi (i cosiddetti "ceppi oncogeni") di Papillomavirus umano (HPV), oggi molto diffuso nella popolazione adulta (si stima che circa l'80% della popolazione contragga questo virus nel corso della vita). 

E' bene sapere che la maggior parte delle donne che entra in contatto con il virus è in grado di eliminare l'infezione grazie al proprio sistema immunitario, ma in una minoranza di pazienti questo non si verifica provocando il successivo sviluppo di lesioni precancerose che, se non individuate per tempo, possono evolvere in tumore. 

Per questo motivo, prevenire la formazione di tali lesioni o diagnosticarle e curarle precocemente permette di ridurre drasticamente e, quasi, di eliminare, l'insorgenza del tumore della cervice uterina.

Informarsi e prevenire ancora una volta risulta essere la soluzione vincente: per questo motivo Synlab ha scelto di promuovere nella stessa settimana del convegno (dal 5 al 9 marzo) una campagna gratuita di screening che permetterà di sottoporsi al test HPV RNA (pap test in fase liquida comprensivo di studio della presenza del virus con tecnica RNA). 

Per accedervi, è necessario prenotarsi entro martedì 6 marzo chiamando il numero 030.3757904 tra le ore 10:00 e le ore 12:00. 

Anche la partecipazione al convegno di lunedì 5 marzo sarà libera e gratuita, con richiesta di iscrizione attraverso la Segreteria Organizzativa: 
Sig. Igor Schiavon – Tel. 030 2316223 – igor.schiavon@synlab.it.



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martedì 3 marzo 2015

La medicina di genere nelle patologie cardiovascolari" Convegno (Forlì, 12 marzo)

L'iniziativa, organizzata da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) con il patrocinio dell'Azienda USL della Romagna e la collaborazione del Dipartimento di Emergenza – Urgenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani, si terrà il 12 marzo, alle ore 15, presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì CONVEGNO LA MEDICINA DI GENERE NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: solo domande o già qualche risposta? 12 marzo 2015 ore 15 Sala Pieratelli – Ospedale Morgagni Via C. Forlanini, 34 – Forlì Il convegno “La medicina di genere nelle patologie cardiovascolari” si terrà il 12 MARZO, alle ore 15, presso la Sala Pieratelli dell’Ospedale di Forlì, ed è organizzato da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) con il patrocinio dell'Azienda USL della Romagna e la collaborazione del Dipartimento di Emergenza – Urgenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani La medicina di genere indaga sulle relazioni tra l'appartenenza al genere sessuale e l'efficacia delle terapie nel trattamento di determinate patologie. La definizione del concetto di genere,oltre alla differenza relativa ai caratteri sessuali degli individui, include anche e soprattutto numerose peculiarità che derivano sia dalla differente anatomia e fisiologia di uomini e donne sia dai fattori relativi all'ambiente,alla società, all'educazione, alla cultura e alla psicologia dell'individuo. Il rapporto tra la medicina di genere e le malattie cardiovascolari è un tema recente e molto discusso. L'obiettivo di questo incontro è, dunque, quello di sensibilizzare la comunità sulle differenze di genere nell'approccio ai disturbi cardiovascolari; differenze che penalizzano la equità delle cure erogabili sia all'uomo sia alla donna. In particolare la necessità di rendersi conto che i cambiamenti culturali e le interazioni con l'ambiente hanno sbilanciato il carico di responsabilità in sfavore della donna; di conseguenza il suo rischio, con particolare riguardo alle patologie cardiovascolari, ha assunto un significato diverso. LA MEDICINA DI GENERE NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: solo domande o già qualche risposta? 12 marzo 2015 ore 15 Sala Pieratelli – Ospedale Morgagni Via C. Forlanini, 34 – Forlì Relatori: Prof.ssa Nadia Masini Presidente FIDAPA – Sezione di Forlì Dott. Marcello Galvani Direttore Dipartimento di Emergenza Direttore U.O.C. Di Cardiologia Ospedale G.B. Morgagni – Forlì Dott.ssa Fulvia Signani Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale Emilia-Romagna Area Comunità, Equità e Partecipazione Dott. Filippo Ottani Dott.ssa Elisa Gardini Dott. Paolo Golia U.O.C. Di Cardiologia – Ospedale G.B.Morgagni - F PROGRAMMA Forlì, Sala Pieratelli Ospedale Morgagni, 12 marzo 2015 Moderatori: Nadia Nasini, Marcello Galvani ore 15:00-15:30 La medicina di genere: un’opportunità per migliorare la salute dei cittadini ore 15:30-16:00 Differenze di genere nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari M. Galvani ore 16:00-16:30 La Cardiopatia ischemica nella donna F.Ottani 16:30-17:00 Lo Scompenso cardiaco nella donna E. Gardini 17:00-17:30 Donne e aritmie: dalla fibrillazione atriale alle sindromi aritmiche genetiche P. Golia 17:30-18:00 La cardiologia di genere: l'approccio della Regione Emilia-Romagna F. Signani 18:00-18:30 Discussione

domenica 15 febbraio 2015

Mostra contro il femminicidio e lo stalking all'ospedale di Forlì

Mostra contro il femminicidio in ospedale (Forlì) L'osservatorio contro la violenza dell'Ausl Romagna- Forlì ha allestito una mostra contro il femminicidio, dal titolo "Cometumivuoi" presso l'atrio del Padiglione Morgagni dell'ospedale di Forlì. Il progetto di arte relazionale, si realizza con l'esposizione di bambole prodotte dall'artista Patrizia Fratus e nasce come risposta impellente e improrogabile all'aumentare dei casi di femminicidio L'osservatorio contro la violenza di Forlì. All'interno dell'ospedale di Forlì è stato definito un percorso di accoglienza per le vittime di violenza ed abusi, rivolto alle donne, agli anziani, ai disabili e ai minori. Si è inoltre costituito un osservatorio multidisciplinare, coordinato dalla dott. Iervese e dalla dottoressa Patrizia Grementieri, che oltre ad avere funzioni di formazione al personale, monitora gli eventi e valuta, caso per caso , il percorso idoneo. In collaborazione con il posto di polizia si è attivato inoltre un monitoraggio degli accessi in pronto soccorso per impostare poi eventuali azioni di intervento. Per mantenere viva la sensibilizzazione alla cittadinanza sul tema drammatico della violenza, maltrattamento e abuso, abbiamo organizzato l'esposizione delle bambole (Patrizia Grementieri) LA MOSTRA IN OSPEDALE A FORLI Cometumivuoi Progetto di arte relazionale di Patrizia Fratus A cura di Anna Lisa Ghirardi Rifiutati di cadere. Se non puoi rifiutarti di cadere, rifiutati di restare a terra. Se non puoi rifiutarti di restare a terra, leva il tuo cuore verso il cielo, e come un accattone affamato, chiedi che venga riempito, e sarà riempito. Puoi essere spinto giù. Ti può essere impedito di risollevarti. Ma nessuno può impedirti di levare il tuo cuore verso il cielo soltanto tu. È nel pieno della sofferenza che tanto si fa chiaro. Colui che dice che nulla di buono da ciò venne, ancora non ascolta. (Clarissa Pinkola Estés, in Il giardiniere dell'anima) Patrizia Fratus è un'artista piena di vitalità che travolge per la sua energia dirompente e per le idee sempre nuove e in evoluzione. La sua voglia di fare non si limita a sé, è protesa verso gli altri, affinché il suo mondo artistico li coinvolga nell'aura creatrice. Per lei le sinergie umane sono elemento indispensabile, l'arte offre nuovi modi di pensare, di agire e la società può assumere attraverso essa nuove forme. Con questo fine, oltre alla produzione autonoma di sculture, si dedica ad un progetto di arte relazionale, in cui il fruitore è fagocitato nell'atto creativo. Cometumivuoi è il nome della prima bambola realizzata tre anni fa come risposta impellente e improrogabile all'aumentare dei casi di femminicidio. L'Artista ha sentito l'esigenza di ribattere ad un problema sociale inammissibile, eppure sempre più diffuso, perché una volta che il dramma della violenza, fisica o psicologica, entra nella dimensione della consapevolezza non può essere taciuto. Il silenzio tramuta in un grido tangibile di allarme, rifiuto e denuncia. Da percezione interiore l'angoscia scaturita, nelle sue mani, si trasforma in opera d'arte. Dopo la prima bambola ne sono nate altre, le quali, pur avendo un aspetto simile tra loro, si differenziano nella varietà dei caratteri somatici. Del resto le donne vittime di abusi sono tutte diverse, eppure per certi aspetti si rassomigliano: non sono certo le distinzioni di classe o di etnia ad allontanarle nelle loro storie che, nonostante le varie sfumature, sono affini. Le sculture tessili sono chiare allusioni a bambole gonfiabili, toy su misura, involucri privi di pensiero, imballate in scatole ed accompagnate dalla scritta "articolo per signori". Sono feticci che vengono creati come oggetti apotropaici con l'intenzione di spostare il sopruso fuori dal corpo ferito. Nel gennaio scorso l'Artista ha trovato per loro la giusta destinazione, dandogli una sorta di soffio vitale; possiamo dire che l'idea ha trovato la sua casa. Non solo Patrizia Fratus ha deciso di destinare i proventi della vendita al sostegno di micro progetti all'interno di una casa accoglienza per donne e i loro figli, ma attorno a questa intenzione è nato anche l'ambizioso progetto relazionale. Quest'ultimo, essendo figlio del pensiero concettuale all'origine dell'opera, ha ereditato il nome della bambola. Esso è nato dal fertile confronto dell'Artista con alcune donne attive nell'ambito sociale; da un primo connubio si sono create successive molteplici sinergie che hanno dato vita ad una complessa opera. L'Artista ha lavorato, realizzando esperienze laboratoriali con persone che hanno conosciuto l'abbandono, il dolore, la violenza, affinché l'atto creativo potesse rielaborare una nuova realtà, una via alternativa per guardare ed esprimere le cose; si è confrontata con molte donne, depositarie di altre storie, che come tessere si sono unite, costituendo un puzzle che via via ha mostrato un'immagine più completa. Quest'opera, che non è fatta solo di oggetti materiali, ma anche di interazioni umane, non è pertanto replicabile e va oltre il tangibile. Il confronto intessuto con le persone che condividono l'esperienza è persino più importante dell'obiettivo estetico. Nell'arte relazionale infatti l'atto creativo non è legato in modo esclusivo all'artista, ma coinvolge il fruitore in un dialogo attivo, conferendo all'opera una funzione sociale. Nell'epoca contemporanea in cui l'arte è appannaggio di un'élite, in cui l'artista sembra aver smarrito il suo ruolo all'interno della società e l'essere umano vive spesso in uno stato di solitudine e introversione, questa forma di espressione ritesse un importante dialogo tra individui. Mi sovviene la similitudine degli architetti medievali, come Lanfranco a Modena, che con le maestranze e l'aiuto della popolazione costruivano le loro cattedrali, simboli civili oltreché religiosi. Il fatto che le opere siano date in "adozione" permette alle bambole/donne di prendere metaforicamente il volo, di spiccare verso il cielo. Chi custodisce queste icone entra a sua volta nell'opera d'arte relazionale; concettualmente diventa un anello della nuova catena creata, simbolo di libertà contro la violenza. Anna Lisa Ghirardi Tiziana Rambelli

domenica 29 giugno 2014

Irritazioni della mucosa vaginale, arriva Lenivagix

Distribuito da Aurora Biofarma, un dispositivo medico innovativo efficace in soli 5 giorni di terapia

Milano, 23/06/2014 – Lenivagix ovuli è il nuovo rimedio a disposizione di tutte le donne nella cura dei processi irritativi della mucosa vaginale.

Prodotto da Again Life Italia e distribuito da Aurora Biofarma, l’innovazione di Lenivagix ovuli si fonda sul Biological Modulation of Inflammatory Cell (BMIC), un meccanismo in grado di ripristinare la normale reattività tissutale controllando l’infiammazione senza inibirla (azione tipica dei cortisonici) e senza interferire con le naturali difese dell'organismo.

In questo modo agisce sulle cellule coinvolte nel processo infiammatorio: mastociti, macrofagi, linfociti e basofili. Il meccanismo d’azione fisiologico/biologico eccelle per efficacia e tollerabilità rispetto alle terapie tradizionali.

Lenivagix ovuli fornisce acidi grassi tessuto specifici (F.A.G) e realizza, attraverso un apporto esogeno, un controllo biologico delle cellule che presidiano la mucosa vaginale e che si attivano in risposta a qualsiasi stimolo irritativo di origine settica e/o di altra natura. L’insieme di tali reazioni cellulari determina uno stato iperattivo con l’insorgere di sintomi quali prurito, bruciore, secchezza, dolore anche quando la causa è cessata.

L'azione di Lenivagix ovuli si applica alle infiammazioni vulvovaginali di natura settica (micotica, virale, batterica), meccanica (pantaloni stretti, rapporti sessuali in assenza di adeguata lubrificazione), chimica (chemioterapia, ormonoterapia, menopausa fisiologica o farmacologicamente indotta) e/o fisica (radioterapia) per le quali si richiede un intervento specifico e rapido che possa porre sotto controllo la sintomatologia.
Ciò è possibile con Lenivagix ovuli, in grado di agire mattina e sera, nel rispetto della quotidianità e in soli 5 giorni.

Nota su Again Life Italia, azienda produttrice
Again Life Italia è un’azienda specializzata nella ricerca e nello sviluppo di prodotti per regolare i fini meccanismi biologici alterati in corso di patologie o para patologie. Again Life Italia ha sviluppato brevetti a copertura mondiale con collaborazioni di sviluppo commerciale su scala globale.

Per approfondimenti
Novità Divisione Umana
Articolo LENIVAGIX
(n. reg. 1117446 Ministero della Salute)

Per ulteriori informazioni:
Andrea Palazzo - 339 73 49 372
Donatello Lorusso - 340 29 66 475
Aurora Biofarma Srl / SLP Comunicazione
Via dei Fontanili 11/a - Milano

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