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giovedì 8 febbraio 2018

I SERVIZI DI TELEMEDICINA DI TBS GROUP A VANTAGGIO DELLA SALUTE DEI CITTADINI

I SERVIZI DI TELEMEDICINA DI TBS GROUP A VANTAGGIO DELLA SALUTE DEI CITTADINI.


TRIESTE, 7 FEBBRAIO 2018 – Il servizio di telemonitoraggio "Cardioonline", fornito dalla controllata EBM, un interlocutore autorevole della sanità moderna ed erogato attraverso una rete di farmacie sul territorio nazionale, può rappresentare un valido aiuto per la salvaguardia della salute dei cittadini.

E' recente il caso di una persona a Barcellona, in provincia di Messina, che grazie ai servizi di telemedicina forniti da EBM, abbia riscontrato un'anomalia che l'ha spinta al ricovero ospedaliero.

La persona, che avvertiva un persistente dolore a un braccio, si è recata presso la Farmacia Zangla di Barcellona (ME) e ha effettuato un elettrocardiogramma, a cui ha assistito anche il titolare della farmacia, il Dott. Marcello Zangla. 

Grazie alla repentina trasmissione telematica dei risultati dell'esame a un'équipe di cardiologi è stato imposto al paziente un immediato ricovero ospedaliero finalizzato ad un delicato e "salva vita" intervento chirurgico per la sostituzione di una valvola cardiaca.

Il Dott. Marcello Zangla, titolare della Farmacia Zangla, ha dichiarato: "Grazie ai servizi di telemedicina siamo in grado di effettuare esami come l'elettrocardiogramma, che forniscono valide diagnostiche agli operatori del settore e concorrono a salvare vite umane. La tecnologia va messa al servizio della salute del cittadino."

I servizi di telemedicina di TBS Group permettono di avere in pochi minuti una diagnosi precisa e affidabile refertata da medici qualificati. Grazie ad un servizio più vicino al cittadino, nella farmacia sotto casa invece che in un ospedale magari geograficamente distante e con lunghi tempi di attesa, aumenta la possibilità di individuare tempestivamente problemi di salute evitando possibili ed improvvise tragedie.

La telemedicina è in grado di arrivare ovunque, nelle farmacie, nelle scuole, nei centri sportivi. L'obiettivo del Gruppo è quello di offrire al mercato maggiori competenze professionali a supporto di un costante processo di aggiornamento tecnico, economico e organizzativo nella gestione delle apparecchiature medicali. Servizi come "Cardioonline" uniscono la tecnologia altamente avanzata alla qualità e alla velocità della refertazione, garantendo un servizio affidabile per la prevenzione e la diagnosi a distanza delle malattie.


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martedì 3 marzo 2015

La medicina di genere nelle patologie cardiovascolari" Convegno (Forlì, 12 marzo)

L'iniziativa, organizzata da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) con il patrocinio dell'Azienda USL della Romagna e la collaborazione del Dipartimento di Emergenza – Urgenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani, si terrà il 12 marzo, alle ore 15, presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì CONVEGNO LA MEDICINA DI GENERE NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: solo domande o già qualche risposta? 12 marzo 2015 ore 15 Sala Pieratelli – Ospedale Morgagni Via C. Forlanini, 34 – Forlì Il convegno “La medicina di genere nelle patologie cardiovascolari” si terrà il 12 MARZO, alle ore 15, presso la Sala Pieratelli dell’Ospedale di Forlì, ed è organizzato da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) con il patrocinio dell'Azienda USL della Romagna e la collaborazione del Dipartimento di Emergenza – Urgenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani La medicina di genere indaga sulle relazioni tra l'appartenenza al genere sessuale e l'efficacia delle terapie nel trattamento di determinate patologie. La definizione del concetto di genere,oltre alla differenza relativa ai caratteri sessuali degli individui, include anche e soprattutto numerose peculiarità che derivano sia dalla differente anatomia e fisiologia di uomini e donne sia dai fattori relativi all'ambiente,alla società, all'educazione, alla cultura e alla psicologia dell'individuo. Il rapporto tra la medicina di genere e le malattie cardiovascolari è un tema recente e molto discusso. L'obiettivo di questo incontro è, dunque, quello di sensibilizzare la comunità sulle differenze di genere nell'approccio ai disturbi cardiovascolari; differenze che penalizzano la equità delle cure erogabili sia all'uomo sia alla donna. In particolare la necessità di rendersi conto che i cambiamenti culturali e le interazioni con l'ambiente hanno sbilanciato il carico di responsabilità in sfavore della donna; di conseguenza il suo rischio, con particolare riguardo alle patologie cardiovascolari, ha assunto un significato diverso. LA MEDICINA DI GENERE NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: solo domande o già qualche risposta? 12 marzo 2015 ore 15 Sala Pieratelli – Ospedale Morgagni Via C. Forlanini, 34 – Forlì Relatori: Prof.ssa Nadia Masini Presidente FIDAPA – Sezione di Forlì Dott. Marcello Galvani Direttore Dipartimento di Emergenza Direttore U.O.C. Di Cardiologia Ospedale G.B. Morgagni – Forlì Dott.ssa Fulvia Signani Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale Emilia-Romagna Area Comunità, Equità e Partecipazione Dott. Filippo Ottani Dott.ssa Elisa Gardini Dott. Paolo Golia U.O.C. Di Cardiologia – Ospedale G.B.Morgagni - F PROGRAMMA Forlì, Sala Pieratelli Ospedale Morgagni, 12 marzo 2015 Moderatori: Nadia Nasini, Marcello Galvani ore 15:00-15:30 La medicina di genere: un’opportunità per migliorare la salute dei cittadini ore 15:30-16:00 Differenze di genere nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari M. Galvani ore 16:00-16:30 La Cardiopatia ischemica nella donna F.Ottani 16:30-17:00 Lo Scompenso cardiaco nella donna E. Gardini 17:00-17:30 Donne e aritmie: dalla fibrillazione atriale alle sindromi aritmiche genetiche P. Golia 17:30-18:00 La cardiologia di genere: l'approccio della Regione Emilia-Romagna F. Signani 18:00-18:30 Discussione

mercoledì 17 settembre 2014

Parte oggi la Campagna Viva: girato a Forlì il video nazionale

DUE MANI PER VIVA! Inizia “VIVA!” 2014, più di 100 eventi in 80 città diverse per la rianimazione cardiopolmonare Quest’anno è stata Forlì, e più precisamente il campo del Forum Tennis di Viale Roma, la location scelta per girare il video con i testimonial della Campagna Viva 2014 per la settimana della rianimazione cardiopolmonare (13-19 ottobre). Nel 2013 la campagna era stata realizzata a livello locale dal Dipartimento di Emergenza (Rianimazione, Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, 118, Cardiologia) dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, con una Task Force di medici e infermieri coordinati dal dottor Francesco Landi. In considerazione dei positivi risultati dello scorso anno, nel 2014, il Dipartimento di Emergenza di Forlì, diretto dal dottor Marcello Galvani, non solo ha aderito nuovamente, ma il gruppo è stato scelto come l’esperienza testimonial per la realizzazione del video nazionale, con il contributo di Daniele Versari di Estados Cafè e la collaborazione di Tiziana Rambelli, Ufficio Comunicazione dell’Ausl Romagna – Forlì. Ed è infatti proprio grazie alla Campagna VIVA 2013 che il forlivese Claudio Vallicelli oggi può raccontare la sua storia drammatica, che si è conclusa con un lieto fine. Qualche mese fa, mentre giocava a tennis in un circolo forlivese, è stato colpito da arresto cardiaco ed è stato prontamente rianimato da Enrico Cimatti, suo amico e compagno di gioco, che proprio alcuni giorni prima aveva partecipato ad una serata di sensibilizzazione VIVA 2013. Cimatti infatti, grazie alle tecniche apprese, ha iniziato, immediatamente e correttamente, le manovre di Rianimazione cardiopolmonare su Vallicelli, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. La prontezza del suo intervento è stata determinante per la salvezza del suo compagno di gioco. Grazie al suo amico, ma grazie anche alla Campagna VIVA e ai volontari che l’hanno realizzata a Forlì. Sono proprio questi due forlivesi i protagonisti del video della Campagna VIVA 2014 lanciato oggi a livello nazionale. Location il Forum Tennis di Viale Roma, a Forlì, il luogo dove è avvenuto il salvataggio. Chiunque volesse scaricare il video, si può collegare al seguente indirizzo: http://youtu.be/OpevEvWq4g4 Comunicato stampa nazionale Prende il via la campagna “VIVA!” 2014: più di 100 eventi in 80 città diverse volti alla sensibilizzazione sul tema della rianimazione cardiopolmonare. La settimana è promossa, sviluppata e realizzata da Italian Resuscitation Council (IRC) e IRC-Comunità (IRC-Com), due associazioni senza scopo di lucro collegate con il Council Europeo (ERC) che hanno come obiettivo la diffusione in Italia delle conoscenze e delle tecniche per riconoscere e trattare l'arresto cardiaco. Culmine della campagna sarà la settimana dal 13 al 19 ottobre, giorni in cui si concentreranno le analoghe iniziative previste in tutti i Paesi europei (European Restart a Heart Day, 16 ottobre 2014). “L’arresto cardiaco colpisce in Europa oltre 400.000 persone ogni anno, circa 60.000 in Italia. – sottolinea Giuseppe Ristagno del Comitato Scientifico di IRC - Ogni giorno nel Continente muoiono per questa patologia oltre 1000 persone. L’obiettivo di “VIVA!” è informare le diverse fasce della popolazione italiana circa l’importanza di conoscere e saper eseguire le manovre che possono salvare la vita. Infatti se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare entro i primissimi minuti, prima dell’arrivo dell’ambulanza e del personale specializzato, le possibilità di sopravvivenza raddoppiano o triplicano”. La prima edizione dell’iniziativa, tenutasi nel 2013, ha raggiunto oltre 77.000 persone, promosso 276 eventi e coinvolto 156 tra società scientifiche e associazioni. La settimana “VIVA!” 2014 ha ricevuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, dei Ministeri della Salute e della Difesa, del Dipartimento della protezione civile, e di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Polizia di Stato, Comitato Olimpico Nazionale (CONI), Associazione Italiana Calciatori e Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani (AESVI). Italian Resuscitation Council (IRC) e IRC Comunità Il Gruppo italiano per la rianimazione cardiopolmonare (IRC) è un’associazione scientifica senza scopo di lucro che nasce nell’ottobre del 1994 con lo scopo primario di diffondere la cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia. L’attività di IRC si integra con quella di analoghe associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella dell’European Resuscitation Council (ERC). L’associazione coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera. Il numero dei soci dell’Associazione è in continua crescita e ha superato attualmente il numero totale di 6500 persone, coinvolgendo figure professionali che a vario titolo operano nelle terapie intensive, unità coronariche, servizi 118 ed emergenza territoriale, pronto soccorsi e medicine d’urgenza. IRC coordina la sua attività con l’associazione IRC Comunità, che si rivolge specificatamente ai non sanitari e conta oggi più di 6000 soci. IRC Comunità nasce all’interno di IRC nel mese di aprile 2004, come associazione culturale senza scopo di lucro con lo scopo primario di promuovere la lotta alla morte cardiaca improvvisa e diffondere la cultura dell'emergenza sanitaria nella società civile, attraverso programmi di informazione e formazione alle manovre di primo soccorso. Tiziana Rambelli

martedì 17 settembre 2013

Il gotha della cardiologia italiana a Forlì per discutere di infarto

L’appuntamento è venerdì 20 settembre, a partire dalle 8, all’hotel Globus City, dove si svolgerà il convegno “L’infarto miocardico acuto oggi”, che vedrà anche la partecipazione di alcuni dei maggiori esperti internazionali del settore quali il dott. Allan S. Jaffe della Mayo Clinic (Usa), e la prof.ssa Judith Hochman del National Institute of Health di Bethesda (Usa) Il meglio della cardiologia italiana a Forlì per discutere come affrontare l’infarto e trattare il paziente alla luce della nuova definizione universale pubblicata lo scorso anno dalle quattro principali società cardiologiche mondiali (American Heart Association, American College of Cardiology, European Society of Cardiology, World Heart Federation). A promuovere l’incontro, in programma venerdì 20 settembre, a partire dalle 8, all’hotel Globus City, con titolo “L’infarto miocardico acuto oggi”, è il dott. Marcello Galvani, direttore dell’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, unico italiano ad aver partecipato all’illustre consesso internazionale che ha elaborato il nuovo documento, il terzo dopo quelli redatti nel 2000 e nel 2007. Con lui, ci sarà anche il dott. Allan S. Jaffe, responsabile del Dipartimento di malattie cardiovascolari della Mayo Clinic di Rochester (Usa), che, in qualità di maggior esperto al mondo nel settore, ha coordinato i lavori della commissione e, ora, ha collaborato col dott. Galvani all’organizzazione del convegno. «Nella nuova definizione universale – illustra il dott. Galvani – vengono distinti cinque tipi d’infarto, con l’obiettivo d’individuare le differenti condizioni cliniche responsabili di ciascuno di essi, dal momento che da queste derivano diverse modalità di cura e gestione del paziente. In tutte queste situazioni, comunque, la condizione necessaria per parlare d’infarto è la documentazione biochimica della morte cellulare attraverso la misurazione del livello di troponina cardiaca nel sangue, mediante un test di laboratorio estremamente sensibile ma di comune impiego; è poi compito del medico indentificare quale, fra le cinque tipologie possibili, quale è la causa che ha portato al danno cardiaco: solo il corretto riconoscimento della causa può infatti garantire al paziente il trattamento più rapido e adeguato». Obiettivo del convegno, pertanto, è focalizzare i diversi problemi diagnostici e terapeutici distintivi dei cinque differenti tipi d’infarto, aiutando così il cardiologo clinico ad applicare le nuove linee guida. Al congresso, parteciperanno i più qualificati esperti nazionali in tema di sindromi coronariche e, in particolare,di infarto miocardico, nonché la prof.ssa Judith Hochman, del National Institut of Health di Bethesda (USA), coordinatrice di alcuni dei principali studi mondiali nel campo della cardiopatia ischemica, e Carlo Alberto Perucci, direttore scientifico di Agenas. Nel corso del convegno, verranno approfonditi gli aspetti di ciascun tipo d’infarto. «L’infarto di tipo 1 – spiega il dott. Galvani – è legato a un’occlusione permanente o transitoria dell’arteria coronarica determinata da una rottura delle placche e a trombosi successiva. In questo caso, occorre somministrare potenti farmaci antitrombotici ed effettuare l’angioplastica coronarica». Rispetto a tale tipologia, verrà evidenziata l’importanza «di reti territoriali che integrino il lavoro dei medici dell’emergenza e dei cardiologi, consentendo l’esecuzione dell’elettrocardiogramma a domicilio e l’immediato invio ai centri in grado di effettuare angioplastica coronarica 24 ore su 24». Un modello, questo, che nella provincia di Forlì-Cesena è stato sperimentato con successo negli ultimi anni. «L’infarto di tipo 2 – riprende il dott. Galvani – è causato da fattori esterni al cuore, quali una grave anemizzazione o infezione, per lo più in presenza di lesioni ostruttive delle coronarie; la cura consiste, quindi, nel trattare la malattia che ha provocato il danno miocardico. Il tipo 3, invece, è l’infarto che esordisce oppure conduce rapidamente all’arresto cardiaco o alla morte del paziente, pertanto, va affrontato cercando d’intervenire il più rapidamente possibile sul territorio, attraverso la rianimazione cardiopolmonare e il sistema dell’emergenza». Per quanto riguarda, infine, le ultime due tipologie, «l’infarto miocardico di tipo 4 si può verificare durante un’angioplastica, a seguito di complicanze immediate nella procedura o come esito tardivo di fenomeni di trombosi dello stent utilizzato per garantire il successo della procedura stessa, mentre il tipo 5 può insorgere dopo un intervento di rivascolarizzazione miocardica mediante cardiochirurgia, a causa, principalmente, del cattivo funzionamento dei bypass utilizzati. In entrambi i casi, fondamentale è la prevenzione». Tali argomenti, saranno sviluppati da uno dei pionieri dell’angioplastica primaria in Italia, Stefano De Servi, direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale di Legnano. Le problematiche legate all’infarto di tipo 1 e 3, invece, verranno inquadrate da Francesco Prati, direttore dell’U.O. di Cardiologia interventistica dell’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, fra i massimi esperti d’imaging intracoronarico. A livello regionale, e, in particolare, forlivese, in questi anni, si sono comunque compiuti importanti progressi nella cura dell’infarto. «Fra 2009 e 2012, il tasso di ospedalizzazione per infarto miocardico acuto in Emilia-Romagna è sceso da 91 a 78 casi ogni 100mila abitanti per anno, una riduzione, quindi, pari al 15%; Forlì, in tutta la regione, è l’ospedale che presenta gli indici più bassi. Sono i risultati di un’efficace attività di prevenzione, sia primaria, sensibilizzando la popolazione su corretti stili di vita e ad avere una maggior consapevolezza nei confronti del sintomo “dolore al petto”, sia secondaria, curando al meglio chi ha avuto infarti così da evitare il più possibile recidive, che, quando avvengono, richiedono tempestività della diagnosi e del trasporto del paziente al laboratorio di emodinamica, in modo da garantire una rapida riapertura della coronaria». Tiziana Rambelli

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