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sabato 1 dicembre 2018

Medicina Estetica, la Fime nell'elenco delle società scientifiche "Più chiarezza per i pazienti"

Medicina estetica, la Fime nell'elenco delle società scientifiche:

"Più chiarezza per i pazienti"

La Federazione Italiana Medici Estetici è tra le pochissime società di medicina estetica iscritta nell'elenco delle società medico scientifiche selezionate dal Ministero della Salute



Come distinguere tra le miriadi di società scientifiche che affollano il mondo sanitario e del web? Sono serie e affidabili? Da oggi esiste uno strumento per verificarlo: controllare che la società faccia parte dell'elenco delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie redatto dal Ministero della Salute in attuazione dell'articolo 5 della Legge 8 marzo 2017 n. 4 (Legge Gelli) e del Decreto ministeriale 2 agosto 2017. Una lista che rappresenta una bussola per medici e operatori di settore, ma anche per i pazienti che cercano di orientarsi nella giungla di informazioni presenti su internet.

"Fino a ieri, qualsiasi società medica poteva auto-definirsi scientifica: oggi invece è il Ministero a definire in un elenco quali sono le società che hanno i requisiti richiesti per esserlo – spiega il professor Raffaele Rauso, past president FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) e docente all'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" -. Le società e associazioni che fanno parte di questo elenco sono le uniche abilitate a produrre le linee guida a cui i medici e gli altri operatori sanitari dovranno attenersi nello svolgimento della propria attività".

L'elenco della società medico-scientifiche costituisce una novità per l'Italia: ne fanno parte 293 società, a fronte delle 457 che hanno presentato domanda di iscrizione. Tra queste, un ruolo particolare lo occupa la medicina estetica: "Lo sforzo del Ministero della Salute per far chiarezza è lodevole e lo è soprattutto in un campo, quello della medicina estetica, dove le regole sono ancora meno chiare rispetto ad altri, in quanto non esiste una scuola di specializzazione in Medicina estetica che definisca direttamente gli specialisti che possono definirsi tali – dice il professor Rauso -. Siamo molto orgogliosi di far parte di questo elenco, fattore che è una ulteriore garanzia di sicurezza per i pazienti che decidono di rivolgersi ai soci FIME. Il prossimo passo sarà la messa a punto delle linee guida per definire gli interventi che si eseguono in medicina estetica e mettere finalmente un punto alla "giungla" che si incontra in questo settore medico, purtroppo da alcuni visto come un modo per "arrotondare il salario". La medicina estetica è spesso sottovalutata, ma può portare conseguenze drammatiche, come dimostra l'esperienza dell'ambulatorio sulle complicanze dei filler facciali utilizzati in medicina estetica, il primo ed unico in Italia, attualmente attivato presso la UOC di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" in Napoli".


Raffaele Rauso. Il chirurgo plastico Raffaele Rauso, particolarmente noto nel campo della chirurgia e medicina estetica del volto e del seno, è attualmente professore aggregato in Chirurgia Maxillo-Facciale all'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" a Napoli. Si è laureato in Medicina e Chirurgia alla Seconda Università degli Studi di Napoli con 110/110 con lode e plauso al curriculum a soli 24 anni. Nella stessa università ha poi conseguito, con il massimo dei voti, la specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale. Durante il quinquennio ha effettuato attività formative in Italia e all'estero, in particolar modo ha perfezionato le conoscenze e la pratica chirurgica con due fellowship: una all'Università di Basilea (Svizzera) e un'altra al GSR Facial Plastic Surgery Institute (l'Istituto di Chirurgia Plastica Facciale che nel 2008 ha eseguito il maggior numero di interventi in campo cranio-facciale al mondo) in Hyderabad (India). Terminata la specializzazione, e dopo aver acquisito notevoli competenze nella chirurgia plastica facciale, ha proseguito gli studi, conseguendo un Master di II livello in Chirurgia Estetica all'Università degli Studi di Milano, un ulteriore Master di II livello in Chirurgia Ricostruttiva della Mammella all'Università degli Studi "La Sapienza" in Roma, un diploma post-lauream in "Tecniche microchirurgiche" al Polo di Biotecnologie dell'Ospedale Cardarelli in Napoli e un Dottorato di Ricerca in Chirurgia Plastica, Anatomia e Dermatologia all'Università degli Studi "La Sapienza" in Roma. In questi anni ha raggiunto un'elevata competenza nei trattamenti chirurgici plastico-estetici della mammella e del corpo. Dal 2011 al 2017, il professor Rauso è stato docente al CLOPD dell'Università degli Studi di Foggia insegnando la chirurgia malformativa cranio-facciale agli studenti del V anno. 

Dal 2008, è chirurgo plastico volontario per associazioni di volontariato che si occupano di operare bambini affetti da deformità del volto ed esiti di ustione in paesi in via di sviluppo. Tra le diverse nazioni ove ha prestato la sua opera si annoverano: Etiopia, Senegal, Gabon, Uganda, Giordania, Paraguay, Brasile, etc. Da sempre coinvolto nella ricerca scientifica, è autore di numerosi articoli presenti su pubmed .com (la biblioteca informatica medica più importante al mondo) e di capitoli su opere chirurgiche nell'ambito della Chirurgia Plastica Estetica, della Medicina Estetica e della Chirurgia Cranio Facciale. Relatore ai più importanti congressi Europei e Mondiali (tra cui Dermatology 2013  a Chicago, Usa), è socio delle più importanti società europee nel campo plastico estetico e maxillo-facciale come: EAFPS (European Academy of Facial Plastic Surgery), EACMFS (European Association for Cranio Maxillo Facial Surgery), AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica), SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Estetica), etc. Oltre all'attività universitaria, il professor Rauso lavora come libero professionista nel campo della chirurgia plastica estetica a Roma, Napoli e Caserta, seguendo standard elevatissimi ed eseguendo buona parte degli interventi in sedazione (evitando pertanto l'anestesia generale) per garantire ai suoi pazienti una rapidissima ripresa nel post-operatorio, con risultati naturali e duraturi.

 

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