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mercoledì 9 maggio 2018

Una comfort-zone, ma in formato portatile: HoMedics presenta MyChill


Una comfort-zone, ma in formato portatile: HoMedics presenta MyChill
 

Il brand leader nel settore della salute del corpo presenta il suo primo sistema di raffrescamento totalmente personale

Freddo sì o freddo no? Nelle roventi estati in città, l'aria condizionata è una delle maggiori cause di discussioni e incomprensioni tra colleghi, amici e parenti: c'è chi non può farne a meno, chi proprio non la sopporta e chi invece preferisce alternare on/off per tutto il giorno.

Per mettere fine una volta per tutte all'eterna guerra del freddo, HoMedics presenta MyChilll'innovativo sistema di raffrescamento che "rispetta gli spazi di tutti": grazie al suo formato compatto e alla sua innovativa tecnologia, rappresenta infatti la soluzione ideale per creare una "comfort-zone" del freddo, localizzando l'azione rinfrescante e creando un vero e proprio spazio personale.

In ufficio, in casa e durante le normali attività quotidiane, MyChill è la soluzione di raffrescamento altamente personalizzabile e rispettosa dell'ambiente: utilizzando un sistema di raffrescamento evaporativo adiabatico, che replica il naturale processo di evaporazione dell'acqua, la novità di casa HoMedics agisce sull'aria calda in entrata, trasformandola in aria fresca e permettendone anche una notevole riduzione della secchezza.

Il suo innovativo sistema lo rende diverso dai normali condizionatori: mentre questi ultimi utilizzano sostanze refrigeranti che impattano sull'ambiente, consumando al contempo una maggior quantità di energia, MyChill produce naturalmente l'aria e non utilizza refrigeranti chimici, evitando così consumi e costi troppo elevati e riducendo notevolmente l'impatto ambientale.

MyChill è disponibile in due diverse versioni, pensate per soddisfare le più svariate esigenze.

HoMedics MyChill PAC-20
 Prezzo al pubblico: € 99.99

HoMedics MyChill PAC-30
Prezzo al pubblico: € 119.90
 
Le due versioni di MyChill sono disponibili a partire da maggio 2018 nelle principali catene di elettronica e della GDO, su Amazon e Homedics. 

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venerdì 8 dicembre 2017

Produzione agroalimentare, Ambiente e Salute: la Campania è oggi la regione più monitorata d'Italia

Produzione agroalimentare, Ambiente e Salute: la Campania è oggi la regione più monitorata d'Italia.

Oltre il 99,98% dei campionamenti eseguiti su 10 mila aziende agroalimentari regionali ha superato i test dell'IZSM (Ministero della Salute).

Il mercato si lascia alle spalle le speculazioni sulla "terra dei fuochi" e l'export torna a crescere.


Portici, 8 dicembre 2017 - L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (ISZM) ha analizzato 10 mila aziende del settore agroalimentare campano e su circa 30 mila campionamenti sono emersi solo 6 casi di positività. Il 99,98% ha quindi superato i test dell'Istituto.

Si è partiti da questo dato, presentato oggi a Portici nell'ambito dell'iniziativa Le nuove frontiere della Ricerca su Ambiente, Cibo e Salute - promossa dall'IZSM e dalla Regione Campania - per illustrare gli sviluppi di un piano scientifico integrato che per capillarità, durata ed estensione non ha uguali in Europa.

All'evento sono intervenuti il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, il direttore dell'IZSM Antonio Limone e il Direttore del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Matteo Lorito.

I progetti dell'Istituto, nati per dare una risposta scientifica all'allarme mediatico sulla "terra dei fuochi" e alle preoccupazioni e speculazioni che ne sono seguite, si sono mossi in 3 direzioni: Aziende agroalimentari, Ambiente e Salute.

-    Aziende agroalimentari

Su circa 30 mila campionamenti, effettuati presso 10 mila aziende dell'agroalimentare sull'intero territorio regionale per la ricerca di contaminanti chimici e microbiologici potenzialmente dannosi per la salute del consumatore, sono emersi solo 6 casi di positività. Ciò significa che nel 99.98% dei casi i campionamenti hanno superato i test.

Questo lavoro ha permesso di dare vita a QRCODE Campania, un sistema di certificazione delle produzioni agroalimentari locali grazie al quale il consumatore può facilmente verificare sicurezza e tracciabilità dei prodotti messi in commercio.

-    Ambiente

Attraverso il progetto Campania Trasparente e il lavoro svolto da una Task Force interministeriale è stato condotto un piano di monitoraggio integrato con valutazione analitica sulle principali matrici ambientali: suolo, acqua, aria. L'attività, effettuata sull'intero del territorio regionale, pari a 13.000 km2 centri urbani inclusi, ha dato vita alla più completa analisi mai realizzata in una regione italiana.

Le criticità individuate grazie alla sinergia con il gruppo interministeriale terra dei fuochi riguardano solo 33 ettari che sono stati immediatamente interdetti alla produzione agricola. In collaborazione con le autorità competenti sono in corso ulteriori approfondimenti sulle aree critiche individuate.

-    Salute

Il progetto SPES (Studio di Esposizione nella Popolazione Suscettibile) ha coinvolto 4.200 campani tra 20 e 50 anni residenti in aree a differente pressione ambientale con l'obiettivo di valutarne, attraverso analisi del sangue, la potenziale esposizione ad agenti contaminanti.

I primi risultati sui metalli pesanti indicano che la presenza di questi inquinanti, individuata nei residenti che hanno partecipato allo studio, è inferiore alla media nazionale. È al momento in corso l'analisi dei campioni raccolti per l'eventuale rilevazione di contaminanti organici (diossine e idrocarburi).

Le indagini coordinate dall'IZSM, e tutt'ora in corso, costituiscono una "operazione trasparenza" basata su rigorosi criteri scientifici, con l'obiettivo di fornire risposte ai cittadini, alle istituzioni, agli operatori della filiera agroalimentare ed al mercato. 

Le indagini, durate oltre 3 anni, sono state realizzate con un modello di cooperazione multidisciplinare innovativo e virtuoso che ha visto la partecipazione di decine di istituzioni di ricerca, scientifiche ed accademiche tra cui l'Enea, il CNR, l'Istituto Superiore di Sanità e le principali Università Campane.

Oltre alla grande e legittima preoccupazione della popolazione, la campagna mediatica sulla "terra dei fuochi" ha determinato imponenti danni alla filiera agroalimentare di tutto il territorio ragionale. Danni dovuti a speculazioni sui prezzi e non sui volumi (i prodotti venivano comunque acquistati ma a prezzi molto inferiori) e stimati in 300 Ml. di euro nel 2014 e 200 Ml. di euro nel 2015.

Grazie alle evidenze scientifiche delle analisi finora condotte - dagli Enti pubblici e dagli stessi laboratori della grande distribuzione - e all'impegno del tessuto produttivo regionale oggi si registra un'importante inversione di tendenza.

I più recenti dati sulle esportazioni della Campania resi noti dalla Banca di Italia il mese scorso, indicano che nel primo semestre del 2017 si è registrato un incremento delle esportazioni del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2016 raggiungendo quota 271 milioni di euro. Rispetto al 2015 l'incremento è stato del 19%.

In particolare, la filiera del pomodoro campano ha fatto registrare un +13% e i prodotti ortivi +18%. Oggi nei 2.500 ettari della Piana del Sele viene prodotto circa il 50% dell'insalata in busta dell'intero mercato europeo.

La pasta campana ha registrato un aumento delle esportazioni pari al 12% e un indotto totale di oltre 400 Ml. di euro e per la mozzarella di bufala campana DOP l'esportazione è cresciuta negli ultimi 3 anni del 32%, ciò anche grazie al sistema di tracciabilità di filiera messo a punto dall'IZSM e condiviso con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.




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martedì 17 ottobre 2017

Salute. Lorenzin conferma a Greenpeace che l’italia voterà no al rinnovo del glifosato


GLIFOSATO: IL MINISTRO DELLA SALUTE CONFERMA A GREENPEACE CHE L'ITALIA VOTERÀ NO AL RINNOVO

ROMA, 17.10.17 – Questa mattina gli attivisti di Greenpeace hanno offerto un simbolico "aperitivo al glifosato" al ministro Beatrice Lorenzin, aprendo uno striscione con la scritta "La salute non è in vendita, Stop glifosato", di fronte al Ministero della Salute. 

Nel frattempo due attivisti vestiti con tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi a spalla, hanno simulato l'irrorazione con il glifosato dell'ingresso, del piazzale antistante il Ministero e di alcuni alimenti esposti.

Durante la manifestazione il ministro della Salute ha raggiunto gli attivisti dichiarando che l'Italia si opporrà al rinnovo dell'autorizzazione al glifosato il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi Ue saranno chiamati a votare.

«Siamo molto soddisfatti, finalmente la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile. 
Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente ed è classificata come probabilmente cancerogena per l'uomo sarebbe un gesto irresponsabile. Adesso tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l'ambiente» dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.


Dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti "Monsanto Papers" e lo scandalo del "copia-incolla" - ovvero parti del rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha valutato i rischi dell'uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell'autorizzazione di Monsanto - nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro. 

Greenpeace chiede perciò di istruire un'inchiesta per verificare l'esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani.

La valutazione in discussione in sede europea riguarda, infine, solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi. 

Nella sua valutazione del 2015, l'EFSA ha riferito che non è possibile escludere effetti avversi dei formulati a base di glifosato. Eppure si vuole delegare questa valutazione ai singoli Paesi membri, che dovrebbero valutarne il rischio e garantire la sicurezza.  

Intanto, 1,3 milioni di europei (più di 70 mila persone in Italia), hanno firmato in meno di cinque mesi, l'Iniziativa dei cittadini europei (ECI) per vietare il glifosato, assicurare che le valutazioni scientifiche dei pesticidi per l'autorizzazione in Ue si basino esclusivamente su studi pubblicati, e per proteggere persone e l'ambiente dai pesticidi tossici. 

È l'ECI sottoscritta più rapidamente in assoluto da quando l'Ue ha introdotto questo strumento nel 2012, promossa in Italia da una coalizione composta da oltre 45 associazioni.

lunedì 2 ottobre 2017

Salute e alimentazione: AICS, sul salmone consumatori attendono risposte

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Andrea Nesi (AICS): "Nessuno ci ha detto se dobbiamo smettere di consumare salmone d'allevamento norvegese o se i giornalisti di RAI 3 verranno sanzionati"

Sono trascorsi mesi dalla messa in onda della trasmissione di RAI 3 'Indovina chi viene a tavola' dedicata al salmone norvegese d'allevamento (www.raiplay.it/video/2017/03/Indovina-chi-viene-a-cena-5a49ec28-eba6-4454-a09f-f5266e628999.html). 


Un servizio molto accurato e che definisce il salmone norvegese d'allevamento come uno dei cibi più contaminati che finiscono sulle nostre tavole. Qualcosa di estremamente pesante, corredato di testimonianze di scienziati, documentazione varia ivi comprese analisi di laboratorio.

La replica di Eurofishmarket su Il Fatto Alimentare (www.ilfattoalimentare.it/rai3-salmone-replica.html), è molto blanda non entra nel merito in modo accurato. 
Ma in ogni caso si sostiene che i dati siano tutt'altri.

"Il salmone è un esempio importante ed ingombrante ma il principio vale ed è applicabile ad altre circostanze simili in ambito alimentare: a seguito di una trasmissione come quella di RAI 3 sul salmone, non possono esserci terze vie, o il salmone d'allevamento norvegese deve essere vietato perchè attenta alla nostra salute o i giornalisti di RAI 3 devono essere pesantemente sanzionati" così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS 

"Ovviamente visionando la trasmissione RAI e leggendo la replica della controparte, ci si può formare facilmente un'idea sul dove si trovi la verità. Ma noi non siamo giudici e dunque pretendiamo che le nostre autorità si esprimano con chiarezza a riguardo. Verranno puniti gli allevatori di salmone o la RAI?"  continua Nesi

"Per questo, per la necessità di fare chiarezza ripeto, ho parlato con il presidente di Aics, Bruno Molea, anche segretario della commissione di vigilanza Rai, e invierò una lettera al ministero della salute ed al ministero dell'Ambiente affinché sciolgano i nostri dubbi" conclude Nesi.

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